Una donna, torinese, 69 anni, stava pranzando al ristorante mangiando quando, improvvisamente ha iniziato a sentirsi male. E’ deceduta poco dopo, probabilmente soffocata da un boccone di cibo che le è andato per traverso o stroncata da una reazione allergica. I soccorsi, seppur tempestivi, non hanno potuto salvarla.
Un mosaico di foto per ricordare Stefano Leo
Oggi avrebbe compiuto 34 anni, Stefano Leo, ucciso con una coltellata alla gola a febbraio ai Murazzi del Po di Torino. Per ricordarlo, amici e familiari hanno creato un mosaico di loro piccole foto che ne creano una grande di Stefano. “Oggi è il tuo compleanno, noi siamo qui uniti a mettere insieme i tasselli di un puzzle che rimarrà incompleto perché ne manca uno, perché manchi tu. Siamo fatti delle persone che ci hanno voluto bene e che ce ne vogliono: bisogna dirselo più spesso”, scrivono. Accusato di omicidio è Said Mechaquat, il 27enne marocchino che alcune settimane dopo il delitto si è consegnato ai carabinieri, ai quali ha detto di aver ucciso il giovane perché “sorrideva, era troppo felice”.
Perseguita la ex moglie. Arrestato dai carabinieri
Dal Piemonte
Nella serata di giovedì 12 settembre, a Villafranca d’Asti, i Carabinieri della locale Stazione congiuntamente a quelli della Stazione di Serrata (RC), su disposizione della Procura della Repubblica presso il Tribunale Ordinario di Palmi, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di C.C., 43enne di San Pietro di Caridà (RC), in quanto ritenuto responsabile del reato di maltrattamenti in famiglia nei confronti della moglie con l’aggravante della recidiva.
Il provvedimento eseguito scaturisce da una denuncia sporta dalla donna presso la Stazione di Serrata (RC) nel dicembre dello scorso anno, a seguito delle continue molestie e minacce poste in essere nei suoi confronti dall’ex marito.
In particolare, lo scorso 7 dicembre, i Carabinieri della Stazione di Serrata (RC), su richiesta della donna, erano intervenuti presso l’abitazione, ove avevano sorpreso l’uomo mentre, brandendo un’ascia, minacciava la donna al fine di costringerla a tornare con lui. Il tempestivo intervento dei militari, pertanto, aveva consentito di evitare più gravi conseguenze, nonché di tutelare e mettere in salvo la donna, poi risultata vittima da tempo di plurime condotte vessatorie da parte del marito.
Sulla scorta degli elementi raccolti, nel febbraio scorso, il G.I.P. presso il Tribunale di Palmi, su richiesta della locale Procura della Repubblica, aveva emesso un provvedimento cautelare con il quale era stato disposto l’allontanamento dell’uomo dalla casa familiare e il divieto di avvicinamento ai luoghi dove la donna svolgeva abitualmente attività lavorativa.
Il provvedimento, tuttavia, veniva in più occasioni violato dall’indagato, il quale, perseverando con la propria condotta violenta, si era reso più volte responsabile di ulteriori reati nei confronti dell’ex moglie.
L’uomo, rintracciato all’esito di ininterrotte ricerche da parte dei Carabinieri astigiani, espletate le formalità di rito, è stato sottoposto in regime degli arresti domiciliari presso la propria abitazione, nel Comune di Villafranca d’Asti (AT).
E’ in corso dalle prime ore della mattina una vasta operazione della Polizia di Stato di Torino, coordinata dal Gruppo Criminalità Organizzata della locale Procura della Repubblica, nei confronti delle frange ultrà della Juventus. Nell’ambito dell’operazione denominata “Last Banner”, la DIGOS di Torino sta eseguendo 12 misure cautelari nei confronti dei capi e dei principali referenti dei “Drughi”, di “Tradizione-Antichi Valori”, dei “Viking”, del “Nucleo 1985” e di “Quelli … di via Filadelfia”, indagati a vario titolo per associazione a delinquere, estorsione aggravata, autoriciclaggio e violenza privata. Sono in corso – con il coordinamento della Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione – 39 perquisizioni con la collaborazione delle DIGOS di Alessandria, Asti, Como, Savona, Milano, Genova, Pescara, La Spezia, L’Aquila, Firenze, Mantova, Monza, Bergamo e Biella, nei riguardi di 37 fra i principali referenti dei summenzionati gruppi ultrà (ed anche del “N.A.B. – Nucleo Armato Bianconero”), anch’essi indagati nell’ambito della medesima indagine.
L’indagine della DIGOS – svoltasi per oltre un anno – è scaturita da una denuncia sporta dalla Juventus ed ha consentito al Gruppo Criminalità Organizzata della Procura di Torino di acquisire incontrovertibili elementi probatori in merito ad una precisa strategia estorsiva posta in essere dai leader dei principali gruppi ultrà bianconeri nei confronti della citata società calcistica.
L’interruzione, alla fine del campionato 2017/18, di alcuni privilegi concessi ai gruppi ultrà ha infatti determinato, sin da subito, una “reazione” dei leader storici, che hanno definito una capillare strategia criminale per “ripristinare” quei vantaggi soppressi ed affermare nuovamente la posizione “di forza” nei riguardi dellaJuventus.
Grande affluenza di pubblico e appassionati nel vercellese per i preziosi esemplari della ‘Collezione Marazzato’.
Un grande raduno di camion, autobus, moto e autovetture del Novecento – con un ricco e gradito programma composto da una pluralità di molteplici valide attrattive culturali ed enogastronomiche per grandi e piccini – ha richiamato da tutta Italia nel vercellese sabato 14 e domenica 15 Settembre scorsi centinaia e centinaia di entusiasti partecipanti.
Appassionati del genere – ma anche famiglie, bambini, uomini e donne di tutte le età – riuniti a Moncrivello (VC) in virtù dell’amore per i motori d’epoca nel segno della solidarietà rivolta, con un’apposita raccolta fondi, al complesso ricettivo-religioso del Santuario della Beata Vergine del Trompone, presso il quale nacque e si consumò la missione del Beato Luigi Novarese, Fondatore dei Silenziosi Operai della Croce.

Questo, in sintesi, il successo della Settima Edizione di ‘Motori & Sapori al Trompone’, un evento promosso dalla rinomata e altrettanto seguita Associazione di Veicoli Storici ‘Quattro Assi Più’ fondata e presieduta da Carlo Marazzato in collaborazione con il C.I.C.S (Circolo Italiano Camion Storici) e L.A.M. (Lega Antichi Motori) con main partner il ‘Gruppo Marazzato’.
Moltissime le personalità autorevoli del mondo del collezionismo italiano a quattro ruote intervenute per l’occasione, tra cui in primis Roberto Iatì e Lucio Fiore, rispettivamente Vice Presidente e Conservatore del ‘Registro Fiat Italiano’, Dario Bosio e Maria Luisa Massardi (Presidente e Vice Presidente della L.A.M.) Gianpaolo Arborio, giornalista, Assessore al Bilancio del Comune di Cigliano nonché Fondatore e Presidente dell’Associazione ‘Esabus’ (stimatissima in Piemonte e in tutta Italia per quanto concerne gli autobus storici).
I quali convivialmente, con il resto dei numerosi partecipanti, sabato 14 Settembre presso lo showroom privato ove è custodita l’ampia e pregiata raccolta personale di camion storici targata ‘Marazzato’, hanno altresì festeggiato a sorpresa il compleanno di Carlo Marazzato omaggiandogli due prelibate torte di frutta fatte preparare appositamente dalla Lega Antichi Motori per l’occasione, al termine del pranzo sociale seguito all’assemblea dell’Associazione ‘Quattro Assi Più’.
Esprime viva soddisfazione l’eclettico e instancabile Carlo Marazzato, generoso promotore dell’affollata kermesse, industriale vercellese leader di settore, con il ‘Gruppo Marazzato’ da lui fondato, nel campo delle soluzioni ecologiche per l’ambiente, nonché titolare della più grande collezione di camion storici in Europa (ne possiede oltre 250 di grandissimo valore storico): “Anche quest’anno la gente ha risposto positivamente alla nostra raccolta fondi a favore delle strutture ricettive annesse al complesso del Santuario del Trompone. Ringrazio veramente di cuore tutti coloro che hanno partecipato, ed egualmente tutti gli amici, i collaboratori e i sostenitori che hanno prestato il proprio prezioso servizio nell’organizzazione della manifestazione, perché sempre maggiore sia l’attenzione verso questa primaria realtà del nostro territorio”, dichiara il noto imprenditore.
Gli fa eco Gianpaolo Arborio: “E’ bello vedere questo grande insieme di veicoli industriali d’epoca, ancora circolanti e funzionanti, anche nella zona di Cigliano, dov’erano presenti, in anni distanti, un’azienda di trasporto persone e una merci. Carlo Marazzato è un solido punto di riferimento in Italia e all’estero per tutti gli appassionati degli autocarri d’epoca e non solo. A lui, e a alla sua prestigiosa collezione, che anche quest’anno si è notevolmente ancor più arricchita e ampliata di pezzi unici, finemente restaurati fedelmente all’originale e nuovamente reimmatricolati e rimessi in circolazione, il miglior augurio di fare ancora tanta strada sulle vie della cultura d’impresa, della solidarietà sincera e del costume italiano, di cui l’amico fraterno collezionista e i suoi amati mezzi sono tutti testimoni unici ed esemplari”.
Per Maurizio Scandurra, giornalista radiotelevisivo, scrittore e saggista cattolico, anche lui presente all’evento, “quello che si è respirato nel weekend del 14 e 15 Settembre tra Stroppiana e Moncrivello è un clima armonico e cordiale, prodromico a progetti importanti che trovano piena attuazione nel recupero del binomio imprescindibile radici e memoria. Carlo Marazzato, la Signora Mara sua consorte, i loro figli oggi alla guida del fiorente Gruppo che porta fieramente il loro cognome, i loro dipendenti, i soci affiatati e lo staff coeso dell’Associazione ‘Quattro Assi Più’ e il gran numero di amici e appassionati attorno a loro riuniti testimoniano appieno nel concreto come il bene capace di restare nel tempo sia il risultato vincente e indiscusso di una piena condivisione di ideali e intenti tutti all’insegna della migliore, autentica filantropia: sia in termini di aiuto concreto al prossimo, che di preservazione di un’eredità culturale di settore unica nel suo genere. Che merita, come nel caso dei camion storici e di tutti gli altri veicoli frutto del nostro glorioso passato industriale – come già ampiamente ben sottolineato, nei giorni precedenti la riuscita iniziativa, anche dal Professor Alessandro Meluzzi in occasione di questa speciale ricorrenza culturale, sociale, solidale e aggregativa insieme – di essere opportunamente conservata e tramandata per poter essere degnamente fruita e vissuta anche dalle generazioni future”.
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NELLA FOTO GRANDE: DA SINISTRA NELL’ORDINE: ROBERTO IATI’ (VICEPRESIDENTE REGISTRO FIAT ITALIANO); LUCIO FIORE (CONSERVATORE REGISTRO FIAT ITALIANO); GIANPAOLO ARBORIO (ASSESSORE AL BILANCIO COMUNE DI CIGLIANO E PRESIDENTE ASSOCIAZIONE ESABUS); DARIO BOSIO (PRESIDENTE LEGA ANTICHI MOTORI); MARIA LUISA MASSARDI (VICE PRESIDENTE LEGA ANTICHI MOTORI), CARLO MARAZZATO (PRESIDENTE ASSOCIAZIONE QUATTRO ASSI PIU’).
Nel l 2015 a Papa Francesco in visita pastorale a Napoli fu donata una pizza speciale con i colori del Vaticano: mozzarella di bufala, pomodorini gialli, con tanto di scritta “W il Papa”. La pizza fu consegnata al Pontefice sulla Papamobile da Vincenzo “Enzo” Cacialli, allora 43 anni, pizzaiolo, che da quel giorno diviene “Il pizzaiolo del Papa” e viene decantato da giornali e tv. Lunedì scorso Cacialli è stato arrestato dalla squadra mobile di Genova con l’accusa di essere un truffatore seriale di anziane e pensionate. Proprio a Torino è stato arrestato in flagranza di reato in corso Vittorio Emanuele, per aver raggirato una donna di 85 anni.
Gli sarebbe certamente convenuto pagare la confezione di muffin ed uscire dal supermercato come ogni cliente; invece il ventitreenne di originiivoriane, già noto alle forze dell’ordine per fatti analoghi, giovedì mattina si è messo in tasca 2 merendine, dopo aver rotto la confezione che le custodiva, e si è avviato verso l’uscita senza acquisti, oltrepassandola. Il furto è però stato notato dall’addetto alla vigilanza del supermercato, che lo ha fermato, contestandogli il fatto. Il vigilante gli chiedeva poi di seguirlo in un luogo più appartato, vicino ai bagni della struttura. Il ladro di merendine, intuendo che ben presto sarebbe arrivata la Polizia, con mossa fulminea entrava in un antibagno e, spostato un pannello della controsoffittatura, si introduceva nell’angusto spazio sotto il tetto, provando a fuggire. Da lì a poco però il controsoffitto, inadatto a reggere il peso di un uomo, crollava interamente, interessando sia un bagno che una piccola stanza in cui sono dislocate le centrali elettriche e di video sorveglianza dell’esercizio commerciale. Il ladro, rovinato a terra, è stato rinvenuto completamente ricoperto dalle macerie, ferito anche dai vetri della plafoniere dell’illuminazione presenti. E’ stato soccorso e trasportato in ospedale, non in gravi condizioni, in stato di arresto per furto aggravato.
Sei fotografi “raccontano” con i loro scatti l’area piemontese che viene attraversata dalla Via Francigena, che trae le sue origini storiche dal viaggio compiuto, nell’anno 990, dall’arcivescovo Sigerico, tornando a Canterbury da Roma, dove aveva ricevuto l’investitura da Papa Giovanni XV.
L’arcivescovo inglese dedicò al Piemonte 3 delle 79 tappe descritte nel suo diario (per un tragitto comprendente altre sette regioni italiane, oltre a Svizzera, Francia ed Inghilterra). Il lavoro dei fotografi Valerio Bianco, Franco Bussolino, Marco Corongi, Emilio Ingenito, Giorgio Veronesi e Pier Paolo Viola, artefice l’associazione “Il Terzo Occhio photography”, viene presentato in una mostra, “Il Cammino del Cielo – Le Vie Francigene del Piemonte”, ospitata nella Sala Mostre del Palazzo della Regione Piemonte, in piazza Castello 165 a Torino.
L’inaugurazione si è tenuta giovedì 5 settembre 2019, alle ore 17.30, con l’intervento dell’assessore regionale alla Cultura, Vittoria Poggio.
L’indagine fotografica ha come canovaccio il diario che Sigerico tenne al ritorno da Roma, annotando giorno dopo giorno le tappe del viaggio verso Canterbury. Nacque così il primo documento ufficiale che visualizzò sul territorio quella che sarà chiamata “Via Francigena” (ma anche Via Francisca, Romea o Iter Sancti Petri). Il percorso descritto da Sigerico dopo Vercelli prende la direzione della Valle d’Aosta sulla direttrice della Serra Morenica che da Santhià giunge ad Ivrea, per poi arrivare ad Aosta e da qui al valico del Gran San Bernardo. In seguito altri documenti medievali del XIII secolo, trattando dei percorsi seguiti dai grandi pellegrinaggi, fanno riferimento ai valichi del Moncenisio o del Monginevro: quindi un percorso che conduce a Torino attraverso la Valle di Susa e poi a Vercelli, con un itinerario inizialmente parallelo a quello del Po fino a Trino, mentre a Chivasso un altro percorso si dipartiva verso Livorno Ferraris, per poi pervenire a Santhià, dove si riuniva al ramo della Francigena proveniente dal passo del Gran San Bernardo.
«Con piacere la Regione Piemonte ospita nella propria Sala Mostre questa esposizione fotografica – affermano il presidente Alberto Cirio e l’assessore alla Cultura Poggio -, nella consapevolezza che il territorio in cui viviamo è una ricchezza da far conoscere, invogliando a ripercorrere a piedi o in bicicletta gli antichi percorsi della Via Francigena, in un Piemonte in grado di accogliere i turisti con le sue eccellenze naturalistiche, storiche, artistiche e culturali e con i sapori autentici della sua grande enogastronomia».
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La mostra si potrà visitare da venerdì 6 a domenica 22 settembre, tutti i giorni, dalle ore 10 alle 18.
“L’assessore ci dica cosa intende fare”
In attesa che la Regione illustri quali strategie intende adottare per far fronte alle
forti criticità dei pronto soccorso piemontesi “prendiamo atto della volontà di voler intervenire
sulla carenza dei medici inserendo non specializzandi per far fronte ai codici di minore
gravità.Se non dovesse arrivare nelle prossime settimane un progetto organico, di lungo respiro,
attraverso una inevitabile riorganizzazione dei servizi che passi anche attraverso un utilizzo
appropriato ed efficiente delle competenze , temiamo si tratti del solito intervento che
vuole curare il sintomo e non la malattia e che non potrà portare beneficio alla risoluzione
del problema” Così dichiara Francesco Coppolella, segretario regionale del NurSind, il sindacato
delle professioni infermieristiche.
“Non bastano nuovi medici per la risoluzione dei problemi che da tempo operatori e cittadini
chiedono di affrontare una volta per tutte, seppur la loro carenza rappresenta una
complicanza grave alla quale bisognerà dare una risposta.
Non saranno sufficienti nuovi medici ai quali affidare i codici di minor gravità per dare
risposta alla mancanza di posti letto ad esempio. Tutti sanno come la precedente Giunta
Regionale ha operato un taglio di circa 2000 posti letto in Piemonte, taglio criticato da chi
oggi è al governo e ieri era all’ opposizione della Regione”, aggiunge Coppolella.
Gli infermieri osservano che il Piemonte è la penultima Regione Italiana, solo davanti alla Calabria, per numero di
posti letto per acuti , ed è facilmente prevedibile come questo, in
assenza di una risposta di ampliamento dei servizi e di risorse sul territorio, abbia spostato il
cittadino da un letto ad una barella dove si è costretti a soggiornare per giorni in attesa di un
ricovero quando ci si reca in un pronto soccorso. “Questo succede tutti i giorni – aggiunge Coppolella – ma il fenomeno diventa drammatico nei mesi estivi, come
abbiamo appena visto e nei mesi invernali come tutti hanno potuto constatare gli anni
addietro. Intende il nuovo assessore aumentare il numero di posti letto? Intende l’assessore
promuovere un piano per un utilizzo più efficiente dei posti letto attualmente
disposizione e incrementarli nei periodi critici? E’ ormai noto come la popolazione anziana sia in forte aumento e con essa tutte le patologie
croniche e le loro complicanze che necessitano di cure appropriate e costanti. E’ altrettanto
evidente come in assenza di risposte territoriali e domiciliari, i nostri anziani , intaseranno
sempre i nostri pronto soccorso e occuperanno legittimamente i posti letto ospedalieri.
Intende il nuovo assessore dare vita a vere case della salute e non fittizie come il suo
predecessore?”. “Intende il nuovo assessore potenziare l’assistenza domiciliare e dare vita ad esempio
all’infermiere di famiglia o di comunità? Una sanità medicocentrica e che non metta al centro il bisogno dell’utente non ci porta da
nessuna parte”, afferma ancora il Segretario del NurSind Piemonte.
“Speriamo che il nuovo assessore lavori per dare risposte organiche, ascolti e condivida con
tutti gli operatori interessati e non faccia un uomo solo al comando come chi la preceduto
– conclude Coppolella – , in attesa di poter essere convocati per incontrarlo per avere anche
delle risposte alla grave e importante problematica delle continue aggressioni al personale. Come intende affrontarla?”
Il rispetto degli animali si impara tra i banchi di scuola.
- Il Piemonte è tra le regioni italiane con il più alto numero di scuole aderenti al progetto: ben 108.
- “A scuola di petcare” è un progetto nazionale, promosso da Purina, che insegna ai bambini i metodi più responsabili per prendersi cura dei cani e dei gatti attraverso modalità interattive e ludiche.
- Secondo la ricerca “Bambini-Pet: l’amore nasce da cuccioli” quasi 9 italiani su 10 concordano sul ruolo dei pet nella loro educazione e più di 1 su 2 afferma come un pet insegni al bambino il senso di responsabilità.
Milano, 12 settembre 2019 – Tra le materie preferite degli studenti piemontesi sembrano esserci gli animali da compagnia e la loro gestione responsabile. Il Piemonte è una delle regioni con il maggior numero di scuole partecipanti al progetto nazionale “A scuola di petcare”: ben 108. “A scuola di petcare” vuole insegnare ai più piccoli il rispetto degli animali da compagnia e l’importanza di instaurare un rapporto sereno attraverso modalità interattive e ludiche. Le 20 classi che dimostrano di aver appreso al meglio gli insegnamenti del progetto si aggiudicano la possibilità di partecipare ad una lezione con un addestratore cinofilo e l’adozione a distanza di un pet ospitato in un rifugio ENPA. Nell’edizione 2019 di “A scuola di Petcare” sono stati coinvolti 4.500 classi per un totale di 90.000 studenti e di 4.000 insegnanti.
“’A scuola di Petcare’ è un progetto che ci sta molto a cuore e in cui crediamo molto. Siamo infatti convinti che l’amore per i pet passi attraverso il rispetto e la conoscenza reciproca, aspetti che devono essere insegnati anche tra i banchi di scuola. È per questo che abbiamo dato vita a ‘A Scuola di Petcare’ che dal 2004 ha coinvolto oltre 1 milione di bambini in tutta Italia. Un numero che ci riempie di orgoglio e che ci sprona a continuare a fare conoscere a sempre più bambini l’importanza del possesso responsabile degli animali da compagnia” dichiara Marco Travaglia, Direttore Generale di Purina Sud Europa.
Il ruolo cruciale degli amici a 4 zampe per l’educazione dei bambini è stato confermato dalla ricerca “Bambini-Pet: l’amore nasce da cuccioli!” condotta sui pet lovers di Petpassion, la community italiana powered by Purina. Secondo 9 intervistati su 10 i pet sono fondamentali nella crescita dei più piccoli. Responsabilità e relazioni rispettose sono le “materie” insegnate dagli amici a 4 zampe: più di 1 persona su 2 è convinta che la presenza di un animale da compagnia possa insegnare al bambino il senso di responsabilità. Inoltre, per 3 su 10 i cani e i gatti sono un valido aiuto per imparare a gestire le relazioni con rispetto; secondo oltre 7 persone su 10 il rapporto che si instaura è all’insegna dell’amore e dell’amicizia.
A questo link è disponibile il video con i momenti più significativi della scorsa edizione.