ilTorinese

Nonni in visita alla casa di Babbo Natale

La magia del Natale si alimenta senz’altro in questi giorni di attesa, intrisi di aspettative e laboriosa serenità

 

È quanto accade presso la Residenza protetta “Soggiorno Mariuccia” di Volvera, gestita dal gruppo “Sereni Orizzonti”. Dall’inizio del mese i nonni si riuniscono ogni mattina davanti al Calendario dell’Avvento che hanno realizzato: un grande tabellone con 24 cassettine, ciascuna delle quali contiene un loro desiderio particolare.

Accompagnati dall’animatrice Vanessa Stella, gli ospiti autosufficienti si sono poi recati questo pomeriggio in visita alla locale casetta di Babbo Natale. Gli elfi addetti al laboratorio di giocattoli hanno interrotto il lavoro per accoglierli festosamente e condividere con loro una ricca merenda. Il giro guidato alla struttura è stata soprattutto una preziosa occasione per condividere i propri pensieri e ricordare aneddoti sulle festività natalizie trascorse negli anni.

Danzaterapia e Parkinson

L’Associazione “è” – arte, formazione, cura, in collaborazione con Associazione Italiana Parkinsoniani (AIP) e l’Associazione Amici Parkinsoniani Piemonte (AAPP), segnala nuovi appuntamenti


Mercoledì 8 Gennaio 2020 alle 14.00, nello spazio AIP/AAPP di Corso Cincinnato 233/A a Torino, inizierà un nuovo ciclo di appuntamenti del progetto E-Motus – Danzaterapia e Parkinson.

 
Si tratta di un percorso di incontri di pratica della danza a scopo riabilitativo che coinvolge persone con il Parkinson, ma anche i loro familiari e operatori: non accompagnatori, ma veri e propri destinatari dell’intervento, nell’ottica di una condivisione della salute come è intesa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità: “stato di completo benessere fisico, psichico e sociale e non semplice assenza di malattia”.

La Danzaterapia è una pratica a mediazione corporea e a mediazione artistica che ci mette in contatto in modo diretto e autentico con il nostro mondo interiore: per conoscerlo, esprimerlo, valorizzarlo e trasformarlo attraverso il movimento poetico. Attiva le risorse creative di ognuno come strumenti di consapevolezza e autodeterminazione, favorendo un processo di fioritura personale. Costruisce una “zona di vita simbolica” dove sperimentare idee e sentimenti, portare alla luce complessità e contraddizioni della vita, accogliere e riparare il conflitto, trovare piacere. I mutamenti prendono facilmente corpo nella danza per arrivare successivamente a esprimersi anche nella vita quotidiana.

Nel Parkinson la Danzaterapia propone una delicata stimolazione a livello sia motorio sia emozionale in una patologia caratterizzata proprio da disturbi che coinvolgono queste due sfere, intervenendo sui modi in cui si influenzano reciprocamente per suggerire dinamiche personalizzate e alternative. È considerata dalla comunità scientifica come un’ottima attività riabilitativa grazie alla sua implicita sinergia fra aspetti motori, psicologici e cognitivi. La metodologia Dance Care qui applicata attinge a pratiche della Danza Contemporanea e del Teatrodanza, organizzandole intorno ai concetti cardine della Psicoanalisi della Relazione e delle Neuroscienze.

E-Motus è un intervento complementare alle cure mediche e psicologiche condotto da professionisti adeguatamente formati in Danzaterapia Clinica. Ogni ciclo prevede dieci incontri a cadenza settimanale.

Per partecipare è indispensabile la prenotazione.

Associazione Amici Parkinsoniani Piemonte
Via Negarville, 8/28
Segreteria 011-3119392 (LUN – VEN 9 -13)
Numero Verde 800884422 (MA – VEN 15 – 18)
info@parkinsoninpiemonte.it
www.parkinsonpiemonte.it

Progetto a cura di Elena Maria Olivero, danzaterapeuta, arteterapeuta e formatrice.
Coordinato da Associazione “è” – arte, formazione, cura, in collaborazione con:
Lyceum Academy – Formazione e aggiornamento Arteterapia e Danzaterapia,
Associazione Italiana Parkinsoniani – sezione G. Cavallari / Associazione Amici Parkinsoniani Piemonte,
Centro Medico Mens CPZ.

Con il patrocinio di:
APID – Associazione Professionale Italiana Danzamovimentoterapia.

Clochard accoltellata in strada a Torino

AGGIORNAMENTO  Un 21enne originario della Guinea Bissau, regolare in Italia ma sottoposto all’obbligo di firma, è stato fermato dalla polizia per l’aggressione alla donna.

Una donna, senzatetto,  è stata accoltellata in strada, a Torino, da un uomo poi fuggito, in zona Borgo Dora, davanti al Sermig, l’Arsenale della Pace. Colpita da tre profonde coltellate,  è stata ricoverata in codice rosso all’ospedale San Giovanni Bosco. La donna è una cittadina nigeriana di 34 anni con problemi psichici. Alcuni testimoni dicono di averla vista negli ultimi giorni  dormire sotto la tettoia del ponte Carpanini, in un giaciglio di fortuna. La polizia sta indagando e non si esclude che l’aggressione sia maturata tra emarginati.

In Consiglio regionale donazione di sangue

Sono una ventina i consiglieri regionali e gli assessori, tra cui il presidente del Consiglio Stefano Allasia e il presidente della Giunta Alberto Cirio, che stamattina si sono recati all’autoemoteca dell’Avis per donare il sangue

 

Il mezzo è stato parcheggiato nel cortile di Palazzo Lascaris nell’ambito della campagna lanciata in estate dal Consiglio regionale #seDonoSalvo a favore delle donazioni.

“La donazione è un’azione concreta verso gli altri, è compito delle istituzioni dare il buono esempio e fare informazione affinché aumenti il numero dei nuovi donatori”, ha commentato il presidente Allasia. “E’ un modo efficace  per dare il proprio contributo alla comunità. Donare il sangue è un gesto semplice ma prezioso, che può salvare molte vite.  Per questo faccio appello alla generosità dei piemontesi, perché contribuiscano con la loro solidarietà  a garantire la continua disponibilità di sangue anche durante i periodi di vacanza, quando si possono presentare le maggiori criticità”.

Per il presidente Cirio “la donazione è uno dei gesti più belli che si possa fare perché il sangue è vitale. Oggi è l’occasione per noi per dare l’esempio, ma anche per dire grazie ai tanti donatori che lo fanno in silenzio, un atto di generosità puro senza sapere a chi andrà il loro sangue, ma con la consapevolezza che farà del bene”.

Bruno Piazza, uno dei responsabili dell’Avis Piemonte, ha dato un quadro positivo delle donazioni in regione: “In Piemonte ci sono 110 mila donatori, raccogliamo 160 mila sacche di sangue ogni anno”, ha spiegato. “Per il sangue intero il Piemonte è autosufficiente. Non tutti si rendono conto dell’importanza della donazione di sangue: senza donatori gli ospedali non potrebbero funzionare”.

 

priconosciuto

Autonomia regionale, Pd: “Cirio stralci il tema scuola”

Da Palazzo Lascaris

DOMENICO RAVETTI (PD) “È ANCHE IL NOSTRO TESTO”

“E’ importante che la maggioranza di centrodestra non dia per scontata la rapida approvazione della delibera sull’autonomia differenziata. Il Gruppo del Partito Democratico ha, infatti, presentato emendamenti di merito che possono rendere migliore il testo che il Presidente Cirio dovrà sottoporre al Ministro Boccia. Fin dall’inizio della legislatura il nostro Gruppo si è impegnato per trovare il giusto metodo per discutere di autonomia: non in una Commissione nuova e specifica, la cui istituzione avrebbe dilatato i tempi, ma in I Commissione, approfondendo il tema in un Gruppo di lavoro. Questa scelta ci ha permesso di portare la delibera in aula entro l’anno” dichiara il Presidente del Gruppo Pd in Consiglio regionale Domenico Ravetti

“Oltre all’autonomia differenziata – precisa Ravetti – invito il Presidente Cirio a portare all’attenzione del Governo anche temi fondamentali per il nostro territorio come il federalismo municipale e il destino delle Province. Lo invito, inoltre, qualora non tutti i temi della delibera venissero accettati e il documento piemontese venisse modificato, a non fare di questa “diminutio” il pretesto dietro il quale nascondersi per non risolvere i problemi dei piemontesi”.

“Il centrodestra ha insistito molto sull’inserimento nel testo del tema della scuola, inserimento che ci vede contrari.  Si tratta di una materia che rappresenta per noi, ma anche per i costituzionalisti nodo critico e che, ricordiamo, il Governo gialloverde, nel luglio scorso, aveva soppresso dai documenti di Lombardia e Veneto, sottolineandone il profilo di incostituzionalità. Non pensiamo che al Piemonte potrà andare diversamente. Invitiamo, pertanto, la maggioranza a stralciare la materia dal testo” conclude Ravetti

Il dna incastra l’anarchico della bomba alle Poste

Arrestato dai carabinieri del Ros l’anarchico considerato responsabile di aver collocato una bomba di fronte all’ufficio postale di Genova l’8 giugno 2016. E’ stato incastrato grazie ai rilievi sul suo dna

 

I militari hanno eseguito l’ ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal  tribunale di Torino, su richiesta del gruppo Antiterrorismo della locale procura. Il provvedimento nasce da una più ampia attività investigativa del Ros sui gruppi anarchici radicali. L’8 giugno 2016, di fronte all’ufficio postale di Genova in via Gaetano Colombo, le telecamere di sicurezza avevano ripreso due soggetti con il volto travisato che piazzavano l’ordigno esplosivo vicino al Postamat. Determinanti, per l’individuazione e l’arresto, sono stati i rilievi sulle tracce lasciate da un guanto usato da uno dei due anarchici.

Aggredisce i finanzieri e scappa

Fermato per un controllo prima fugge, poi aggredisce a calci e pugni i Finanzieri. Arrestato. 

È accaduto la scorsa notte a Torino in corso Giulio Cesare, quando intorno alle tre un equipaggio del Gruppo Pronto Impiego Torino, impegnato nei consueti controlli di prevenzione in città, ha notato un uomo che si aggirava tra le auto in sosta.

Alla vista dei Finanzieri, il soggetto, un cinquantenne di origini senegalesi, già noto alle forze dell’ordine, è scappato tra le vie limitrofe inseguito dai finanzieri.  Una volta raggiunto, l’uomo, poco incline al controllo, ha dato il meglio di sé: prima il rifiuto di farsi identificare poi, durante il trasporto verso gli uffici del Comando, aggredisce i finanzieri a calci e pugni, che a fatica e solo con l’ausilio di un altro equipaggio giunto a supporto, riescono ad immobilizzarlo.

Nelle sue tasche un migliaio di euro in contanti di dubbia provenienza mentre nel suo trolley un centinaio di capi di abbigliamento di noti marchi di pregio contraffatti per un valore di circa 6.000 euro.

L’uomo, arrestato per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, è stato rinchiuso presso il carcere Lorusso Cutugno di Torino, 

L’attività delle pattuglie “117” delle Fiamme Gialle si inserisce nella costante azione del controllo del territorio, tesa a prevenire e reprimere violazioni finanziarie ed episodi di microcriminalità per tenere sempre alto il livello di rispetto della legalità, in favore di tutti i cittadini onesti e rispettosi delle regole.

L’Archivio di Rosario Scalero ora è tutto italiano

I 150 anni dalla nascita del compositore piemontese saranno celebrati con un convegno e una serie di eventi, primo dei quali il concerto di Domenica 22 dicembre a Montestrutto.

 

L’Italia è un Paese che sembra abdicare ogni giorno di più dal suo ruolo di custode di un immenso patrimonio culturale: basti pensare alle ingentissime perdite registrate a Venezia nelle ultime settimane. Eppure, anche in uno scenario per molti aspetti desolante, resta ancora qualche bella notizia da raccontare.

Come quella del prezioso Archivio Scalero, la cui acquisizione è stata appena completata dall’Istituto per i Beni Musicali in Piemonte di Torino, il cui Centro di ricerca e documentazione ha sede a Saluzzo. Un processo lungo, avviato nel 2005 con il deposito presso la Biblioteca dell’Istituto del materiale prima conservato presso il Castello di Montestrutto (TO), e conclusosi nel settembre scorso con la donazione del fondo “Monique Arnoldi de Ruette”, precedentemente conservato a Lavall, in Quebec.

Si tratta di centinaia di lettere, fotografie, partiture autografe appartenute al compositore moncalierese Rosario Scalero (1870-1954), finora custodite dai suoi eredi Maxime e Dominique Arnoldi (in Canada) e  Monique de Ruette Arnoldi (a Montestrutto).

Un archivio, finalmente riunito, che è innanzitutto un grande giacimento di storie. Quelle di un tempo in cui tra i boschi del Canavese nasceva la migliore musica del mondo; di un’epoca in cui, sul piroscafo dei migranti italiani diretto in America, era possibile imbattersi nel leggendario tenore Enrico Caruso.

Ma che è anche un’insostituibile fonte di materiali inediti messi a disposizione degli studiosi, soprattutto in vista delle celebrazioni per i 150 anni dalla nascita del compositore, che culmineranno con un importante Convegno in collaborazione con il Conservatorio “G.Verdi” di Torino l’11 e 12 giugno 2020 e con un concerto del Trio Il Furibondo su musiche di Rosario Scalero e dei suoi allievi Clermont Pépin e Riccardo Luciani.

Il primo appuntamento legato all’anniversario sarà però un Concerto di Natale dedicato a Scalero e ai compositori canavesani a cura di Antonio e Lee Mosca, in programma domenica 22 dicembre 2019 a Montestrutto, frazione di Settimo Vittone.

Un luogo e un momento dell’anno scelti non casualmente: proprio nel castello neogotico di Montestrutto Scalero si spense la notte di Natale del 1954, dopo aver trascorso gli anni della maturità nel suggestivo borgo canavesano. Il suo violino, celebre per la qualità del suono, passò agli eredi e da questi proprio ai coniugi Mosca, vicini all’ultima discendente Monique de Ruette Arnoldi. In occasione dell’anniversario il prezioso strumento sarà donato al Conservatorio G.Verdi di Torino, con quello che Antonio Mosca ha definito «un atto doveroso per contribuire a rivalutare un grande musicista e compositore».

Quella di Scalero è in effetti una figura un po’ dimenticata nel nostro paese, nonostante gli sforzi di studiosi come Alberto Basso e dello stesso Antonio Mosca, che già nel 2004 hanno promosso un convegno per i cinquant’anni dalla morte, cui sono seguiti la pubblicazione degli atti (2005) e numerose iniziative, concerti e spettacoli.

Lee e Antonio Mosca

 

 

L’Italia, d’altronde, non si dimostrò mai troppo benevola con Scalero, che in vita ebbe un’enorme successo all’estero – negli Stati Uniti in particolare – e un’accoglienza sempre tiepida nel paese d’origine. Formatosi come violinista prima al Liceo Musicale di Torino, poi a Genova con Camillo Sivori, unico allievo di Paganini, prese la via dell’estero per perfezionarsi. Dopo un’esperienza a Londra giunse a Vienna, dove sotto la guida di Eusebius Mandyczewsk mise da parte la carriera violinistica (fino a quel momento sfolgorante) per dedicarsi a tempo pieno alla composizione.

Mentre Roma, dove era tornato per fondare la Società del Quartetto, gli dimostrava una certa ostilità, a Lipsia la più antica e prestigiosa casa editrice musicale del mondo, Breitkopf & Härtel, acquistava i diritti delle sue composizioni per la stessa astronomica cifra offerta a Jean Sibelius. Mentre in Italia solo Giovanni SgambatiArturo Toscanini e pochi altri sembravano credere nel suo talento, giungeva dagli Stati Uniti la chiamata come docente alla Mannes School di New York.

É il 1919 quando Scalero si imbarca per il lungo viaggio su un piroscafo verso la Grande Mela. Le lettere scritte durante il viaggio – conservate nell’archivio – sono una preziosa testimonianza del fenomeno migratorio dell’epoca, e le fotografie scattate e a bordo – anch’esse ora raccolte a Saluzzo – raccontano di una traversata trascorsa con la piacevole compagnia di Giulio Setti, maestro del coro del Metropolitan Opera House, e del celebre tenore Enrico Caruso. Sono quelli gli anni in cui gli Stati Uniti si andavano affermando come culla della grande musica internazionale.

Dopo l’esperienza a New York, nel 1924 Scalero passò a insegnare composizione nella più importante scuola americana, il Curtis Institute di Philadelphia. Qui ebbe, come allievi devoti, alcuni dei compositori destinati a segnare la storia della musica del Novecento: Gian Carlo MenottiNino RotaSamuel Barber. Questi, i prediletti, seguivano il maestro anche durante i periodi di villeggiatura estiva, trascorsi da Scalero tra Gressoney e il Castello di Montestrutto, acquistato in età matura.

Chi conosce e ama il Canavese non può fare a meno di emozionarsi nel leggere di questi giovani talenti che attraversano l’oceano per prendere alloggio ad Andrate, che nei pomeriggi assolati salgono a piedi al castello per suonare, o passeggiano nei boschi in compagnia di Scalero discutendo di teoria musicale. E proprio la rete di relazioni artistiche e intellettuali di Scalero, dalla giovanile corrispondenza con l’amico Leone Sinigaglia fino allo stretto rapporto con personaggi del calibro di Luigi Salvatorelli e dei più grandi musicisti del tempo, è uno dei temi più interessanti dell’archivio finalmente riunito dall’Istituto per i Beni Musicali in Piemonte.

L’amore non ricambiato per l’Italia rimase sempre vivo in Rosario Scalero, che ancora nel 1932 propose a Torino, con il concorso dell’Orchestra Sinfonica dell’E.I.A.R., il suo poema sinfonico “La Divina Foresta”. Ebbe anche questa volta una tiepida accoglienza, ben lontana da quello straordinario successo che la stessa composizione ebbe a Philadelphia nel 1940.

Con l’esplodere della fama dei suoi allievi, con cui condivise la creazione e la gioia dei primi trionfi, Scalero cominciò ad essere celebrato più come maestro che come compositore.

Poi, dopo la sua morte, finì per essere dimenticato.

Monique de Ruette Arnoldi in primo piano con i figli Maxime e Dominque Arnoldi

 

 

 

Una prima riscoperta della sua figura si deve a Chiara Marola, violinista eporediese che nei primi anni Duemila si imbatté per caso nell’archivio del Castello di Montestrutto, stringendo amicizia con l’allora proprietaria, erede del compositore. Da questo incontro fortuito nascerà una tesi di laurea (Università di Torino, 2004, rel. Paolo Gallarati) cui Chiara Marola darà seguito con un periodo di ricerca in Canada e una serie di pubblicazioni. È anche grazie all’impegno di questa musicologa che oggi l’intero patrimonio documentario è consultabile a Saluzzo, risultato per nulla scontato visto l’interessamento all’acquisizione da parte di vari enti internazionali.

Chiara Marola

E chissà che l’archivio non diventi lo strumento per ricostruire il talento compositivo di Rosario Scalero restituendo luce alle sue creazioni.

Forse l’averlo portato e reso disponibile in Italia è un meritato omaggio postumo da parte di un paese che gli fu sempre avaro di soddisfazioni.

 

CONCERTO DI NATALE
Aspettando i 150 anni della nascita di Rosario Scalero
22 dicembre 2019
Ore 18, Salone Pluriuso, Montestrutto
Con il Patrocinio dellIstituto per i Beni Musicali in Piemonte
Presentazione a cura di Chiara Marola

Il concerto sarà preceduto da una Messa con interventi musicali, ore 17 presso la Chiesa di Montestrutto

Trofeo di Natale, Timbretti argento e Borello bronzo dal metro

Due medaglie piemontesi nella giornata conclusiva del Trofeo di Natale, tradizionale competizione pre-natalizia ospitata dalla piscina Karl Dibiasi di Bolzano, appuntamento fisso per i più forti tuffatori d’Italia delle categorie Senior, Junior e Ragazzi.

A salire sul podio per il nostro comitato regionale sono stati Eduard Timbretti Gugiu e Matilde Borello, entrambi classe 2002 e categoria Junior, tesserati per la Blu 2006 Torino e allenati da Claudio Leone, rispettivamente argento e bronzo dal metro. Dopo la vittoria di venerdì nel trampolino 3 metri (l’articolo a questo link) e il quarto posto di ieri dalla piattaforma, nell’ultima prova del programma odierno il giovane atleta cuneese ha raccolto 428,70 punti e si è piazzato secondo alle spalle di Stefano Belotti (Bergamo Tuffi), a segno con un notevole score di 489,60. Molto buona la gara di Eduard, con un’unica insufficienza nel doppio e mezzo rovesciato. A completare il podio è stato Edoardo Semeria (Canottieri Milano, 406,55).

 

Matilde aveva già preso la sua medaglia in mattinata, con 342,40 punti alle spalle di Chiara Pellacani (MR Sport Fratelli Marconi, 399,55) e di Elettra Neroni (Carlo Dibiasi, 343,25). 85 centesimi di punto l’hanno separata dalla seconda posizione, occupata a lungo durante la gara e soffiatagli dalla Neroni in volata. Da sottolineare, in ogni caso, la buona prestazione della giovane torinese, protagonista di una gara molto regolare e priva di errori.

 

Con i punteggi odierni, entrambi gli atleti torinesi hanno superato il minimo imposto dal regolamento nazionale (nella gara dal metro) per poter concorrere alla selezione per i Campionati Europei Giovanili, in programma a Edimburgo dal 29 giugno al 5 luglio. Il Trofeo di Natale è stato la prima delle tre prove di selezione per l’appuntamento continentale; le altre due saranno i Campionati Italiani Invernali di Categoria e la finale del Gran Premio Azzurri d’Italia.

 

“Sia per Eduard sia per Matilde si tratta di un buon risultato, anche considerando che si trattava della prima gara della stagione” commenta Claudio Leone, “entrambi sono reduci da un periodo di carico intenso, in vista delle competizioni primaverili verso cui finalizzeremo la preparazione”.

Prosegue “AbbracciAMOci”, progetto di comunità

Teatro sociale  per il Natale all’ospedale Mauriziano di Torino

 

Metti un Natale all’ospedale Mauriziano di Torino. Si chiama “AbbracciAMOci” ed é un progetto di teatro sociale e di comunità, in collaborazione con la Fondazione La Stampa Specchio dei Tempi.

Iniziato lunedì 16 dicembre alle ore 15,15 nell’Aula Carle dell’ospedale Mauriziano, quando è stato presentato il Progetto e si è tenuto un concerto di chitarra presso l’Atrio Carle con la partecipazione straordinaria del Conservatorio G. Verdi di Torino.

Mercoledì 18 dicembre dalle ore 9 alle ore 12 abbracci itineranti per gli spazi del Mauriziano. Alle 15,15 coro di voci bianche della scuola AGAMUS Grugliasco, alle 15,45 Translational Music Emiliano Toso ed il suo pianoforte, ore 16,15 Coro L.I.S. Della scuola AGAMUS Grugliasco.

Venerdì 20 dicembre dalle ore 9 alle ore 12 abbracci itineranti per gli spazi del Mauriziano. Alle 15,15 concerto di liuti e arpe nell’atrio dell’Aula Carle, con la partecipazione straordinaria del Conservatorio G. Verdi di Torino. Alle 15,45 performances teatrale Cooperativa Cirp – Teatro Babel con la partecipazione A. Massa. Alle 16,10 riflessione partecipata: il tango e l’abbraccio, a cura di Daniel Dan. Alle 16,30 esibizione canora del Baritono Alessandro Massa.

 

Dall’8 dicembre al 6 gennaio saranno presenti un albero di Natale addobbato e Stelle di Natale, a cura della Facoltà di Agraria (professor Valter Boero) e del Direttore dell’Ufficio tecnico del Mauriziano architetto Piero Armano.

Contestualmente sarà allestita una mostra di poesie, fotografie, quadri ed installazioni sul tema dell’abbraccio lungo il corridoio Turati degli artisti del Mauriziano e con la partecipazione straordinaria degli artisti di GoArtFactory (Osvaldo Neirotti e Giorgio Bolognese) e del pittore Federico Galati.