ilTorinese

“Avanti un altro!”: casting torinese per il quiz di Bonolis

Selezioni il 28 gennaio 2020

Per partecipare al casting (solo maggiorenni):

  • inviare una email a avantiunaltro@sdl2005.it con i vostri dati anagrafici, il vostro recapito telefonico ed una fotografia (inclusa la seguente dichiarazione liberatoria: “Autorizzo il trattamento dei miei dati personali ai sensi dell’art. 13 del Regolamento Europeo 679/2016, così come da informativa Privacy presente sul sito www.sdl.tv).
  • Compilare l’apposito form sul sito www.sdl.tv

Lasciare un messaggio in segreteria telefonica allo 06 62 28 69 00

Reale Mutua Basket Torino, un momento di buona forma sportiva

Il Basket visto da vicino

Siamo al termine del girone d’andata e Torino, dopo un brutto momento passato attraverso crisi fisiche, di identità e di un minimo di sfortuna, sta ora vivendo un buon momento di forma che si è concretizzato in quattro “sonanti vittorie” contro squadre che palesemente sembrano di un livello inferiore, pur se nelle stesse posizioni o quasi di classifica.

Sicuramente la nuova attitudine vincente è passata attraverso un percorso di crescita anche dello staff tecnico che non è più incorso negli errori di “far riposare” i migliori nei momenti clou e che invece di consentire agli avversari di mettere a segno incredibili rimonte sono stati invece “seppelliti” da un sano istinct killer sportivo che ha permesso di vivere i dieci minuti finali sempre in maniera tranquilla e serena. E’ il passaggio dal timore dell’avversario al semplice rispetto che è la base dello sport, ma si deve avere consapevolezza dei propri mezzi. Torino è meglio delle altre squadre della categoria. Deve solo rendersene pienamente conto, e il resto sarà una preoccupazione degli altri.

Un’analisi al termine del girone di andata ha evidenziato che la Reale Mutua Basket Torino è l’unica squadra con sei giocatori “veri” di basket già passati o adatti ad un livello superiore di campionato (Cappelletti, Diop, Alibegovic, Campani, Pinkins e Marks) più due buoni giocatori della A2 (Toscano e Traini), mentre ogni altra squadra, alla meglio, non presenta più di tre o quattro giocatori “veri”.

E’ dunque la mentalità che deve consolidarsi. Torino è più forte, o anche meno brutta (a seconda dei punti di vista) di tutte le altre. Si vedrà se nel prosieguo del campionato tutto il bello sarà confermato anche se sarà difficile vincere sempre di venti (anche se a me, personalmente, sono le partite che piacciono di più…) .

Ci si troverà ovviamente contro delle squadre che, per carenza tecnica (vedi le prossime partite…), giocheranno sporco o sicuramente molto aggressivo per mettere in difficoltà chi è più tecnico, e, se l’arbitraggio consentirà il classico match di rugby che talvolta vediamo nei campi da basket, Torino dovrà dimostrare di essere più forte anche dei lividi appiattendo gli avversari con la qualità tecnica senza intimorirsi.

I molti infortuni del basket nascono anche da una crescente intensità difensiva condotta oltre i limiti di uno sport duro ma storicamente non violento che si devono provare in maniera oltremodo eccessiva durante la settimana. Non è un caso che gli infortuni, nella stragrande maggioranza si verifichino durante gli allenamenti. Eccessivo stress, conduzione al limite di movimenti se non oltre, alla lunga … dopo un’ora e più di allenamento intenso possono condurre a infortuni. Ma questa è un’altra storia che si dovrebbe leggere tra le pieghe di “protocolli” di allenamento che si ripetono simili se non uguali in tutte le squadre e di carenza di personalità anche di chi si occupa della preparazione fisica, ma tant’è…   e, al momento, lasciamo perdere ogni commento.

In conclusione, Basket Torino è una buona squadra, e, a mio parere, è la migliore con ampio margine del girone ovest. Cappelletti, se può giocare con continuità, ha dato ampi segni di ottima qualità e volontà di riscatto di quella massima serie che ha già vissuto e sfiorato ma che vorrebbe ritrovare da protagonista. Alibegovic e Campani a tratti si distinguono per qualità superiori ampiamente alla serie A2 e Diop è sicuramente un prospetto se accompagnerà la sua strapotenza fisica ad un’ottima crescita tecnica. Marks e Pinkins sono solidi giocatori di A2 versatili entrambi in più ruoli e ottimi per districare nodi difficili durante la partita. Toscano il suo lo fa sempre anche se talvolta effettua movimenti “curiosi”, mentre il buon Traini tra un errore allucinante e un assist illuminante crea quel colore e quella simpatia che lo connota come elemento comunque importante per l’equilibrio della squadra.

Il resto sarà da verificare. Da questa pagina, per quello che possa valere, arriva un’esortazione a rendersi sempre più consapevoli dei propri mezzi e a giungere sempre a rispettare gli avversari ma mai temerli. Siamo i più forti, dev’essere un problema loro. Dopodiché, se proprio vogliamo trovare un neo, è che il gioco è molto efficace ma poco spettacolare: i ragazzi giovani vedono sui vari canali tv e internet partite e giocate dell’NBA e Eurolega: al Parco Ruffini, vista la qualità dei giocatori, sarebbe importante apprezzare qualcosa di almeno vicino. Il pane è necessario per vivere, ma un sano “croissant alla crema” ogni tanto può contribuire ad emozionare il pubblico giovane e meno giovane. La passione nasce non solo dal vincere ma dal convincere, cioè vincere insieme. Go on Basket Torino, la strada sembra essere quella giusta.

Paolo Michieletto

 

L’arte di morire ridendo

Ottanta minuti di comicità e commozione

FINO AL 6 GENNAIO 2020 AL TEATRO GOBETTI

 

Martedì 17 dicembre 2019 ha debuttato al Teatro Gobetti L’ARTE DI MORIRE RIDENDO di Paolo Nani, con lo stesso Nani affiancato da Thomas Bentin.

Prodotto dal Teatro Filodrammatici di Milano, lo spettacolo resterà in scena al Teatro Gobetti per la stagione in Abbonamento del Teatro Stabile fino a lunedì 6 gennaio 2020.

La fine è nota. Raccontare la vita attraverso il suo momento fatale: la dipartita. Dopo il travolgente successo de La lettera, Paolo Nani torna con L’arte di morire ridendo, trionfo europeo, vincitore del ComedyArts Festival di Moers, acclamato al London Mime Festival. Ottanta minuti di comicità e commozione. Un testo senza parole.

Un’altalena di emozioni per uno spettacolo in miracoloso equilibrio tra lacrime e risate.

Al fianco di Nani, l’attore, ballerino e coreografo Thomas Bentin. La storia è quella di una coppia di clown, un duo di grandi attori al culmine della carriera, impegnati in una tournée. Improvvisamente uno di loro apprende che è malato e gli resta poco da vivere. Cosa succede? Come muore un clown? Come fa ad andarsene dignitosamente, nel bel mezzo di una tournée, senza disturbare troppo chi gli sta attorno e ciò che ogni sera va in scena? Quando non resta nulla da perdere è il momento di godersi il “qui e ora” come mai si è fatto prima.

Ma nel fantastico mistero della “vita prima della morte” niente, soprattutto in teatro, va come dovrebbe. Tra gag in puro slapstick e momenti di tenerezza, davanti e dietro il sipario, i due vivono la loro quotidianità di attori, amici e concorrenti, sempre pronti a rubare l’uno all’altro un applauso in più. Una allegra rivalità-complicità fatta di esilaranti schermaglie. Uno spettacolo delicato e intelligente che attraverso l’arte della clownerie esplora il grande, terrificante tabù della morte che tutti noi dobbiamo affrontare, ma che scegliamo di ignorare.

Maria La Barbera

Teatro: Gobetti – via Rossini 8, Torino

Orari degli spettacoli: martedì 17, giovedì 19 e sabato 21 dicembre 2019, ore 19.30; mercoledì 18 e venerdì 19 dicembre, ore 20.45; domenica 22 dicembre, ore 15.30. 

Variazioni di orario durante le Feste:

Recite: martedì 24 dicembre e mercoledì 25 dicembre 2019, riposo; giovedì 26 dicembre, ore 15.30.

venerdì 27 dicembre, ore 20.45; sabato 28 dicembre, ore 19.30; domenica 29 dicembre, ore 15.30. Lunedì 30 dicembre, riposo; martedì 31 dicembre, ore 20.45. Mercoledì 1 gennaio 2020 ore 15.30, giovedì 2 gennaio, ore 19.30; venerdì 3 gennaio, ore 20.45; sabato 4 gennaio, ore 19.30; domenica 5 gennaio, ore 15.30. Lunedì 6 gennaio, ore 15.30.

La recita del 31 dicembre 2019 è programmata alle ore 20.45 (fuori abbonamento).

Il 31 dicembre, al termine dello spettacolo, saranno offerti al pubblico nel foyer del Gobetti un calice di bollicine con il panettone o il pandoro Stratta.

Biglietteria del Teatro Stabile di Torino | Teatro Gobetti (Via Rossini 8, Torino)

Telefono 011 5169555

Apertura biglietteria a partire da un’ora prima dell’inizio dello spettacolo.

 

Per le piccole imprese sarà un 2020 “lacrime e sangue”

Pessimismo. ecco cosa si respira nel mondo delle Pmi piemontesi

“Ci aspetta un 2020 di lacrime e sangue”, dice il presidente di Api Torino, Corrado Alberto. “Le indicazioni economiche  non lasciano spazio a dubbi: sono previsti in calo i livelli di produzione, il fatturato, l’occupazione; in rallentamento gli investimenti dopo un 2019 che non è certo stato positivo”.  Gli imprenditori chiedono una politica industriale più decisa e nuova sia a livello locale che nazionale. “Le imprese non possono aspettare i distinguo della politica, il proliferare di nuovi partiti, le diatribe di corrente e i dibattiti in televisione”, conclude.

Nella caffetteria sette lavoratori in nero

7 lavoratori “in nero”, sanzioni per 100.000 euro oltre alla proposta di sospensione dell’attività imprenditoriale.

Sono i numeri di un intervento della Guardia di Finanza di Torino che nei giorni scorsi ha controllato una nota caffetteria del canavese.

I Finanzieri della Compagnia di Ivrea, che hanno condotto l’attività, hanno potuto constatare che quasi l’intero staff del locale, 7 lavoratori, prestavano la loro opera totalmente “in nero” o irregolarmente, esposti in tal modo ad elevati rischi in termini di sicurezza e di garanzie assistenziali.

Oltre alle gravi responsabilità inerenti l’assunzione del personale sono state riscontrate anche anomalie contabili ed amministrative, ora al vaglio degli inquirenti.

Tutto giovane il personale irregolarmente impiegato che ricopriva le mansioni di cuoco, barista e cameriere. La tutela dei giovani lavoratori viene perseguita con costanza anche al fine di evitare sfruttamenti da parte di esercenti poco lungimiranti e senza scrupoli.

Ora l’imprenditrice, come detto, rischia sanzioni sino a 100.000 euro e la sospensione dell’attività.

L’intervento della Guardia di Finanza ha indotto infine l’imprenditore alla regolarizzazione dei dipendenti i quali hanno quindi potuto beneficiare, così come previsto dalla legge, di una regolare assunzione e di un’adeguata copertura assicurativa.

Assalti al cantiere Tav, blitz della polizia contro gli antagonisti di Askatasuna

Arresti e perquisizioni

 

La Polizia di Stato di Torino, nell’ambito di un’articolata indagine sviluppata dalla locale DIGOS e coordinata dalla locale Procura della Repubblica, ha eseguito, in collaborazione con gli omologhi Uffici info investigativi di Padova, Modena e Vicenza, 14 misure cautelari nei confronti degli storici leader di Askatasuna, dei principali referenti dell’ala più oltranzista del movimento No-Tav, di noti militanti di Askatasuna, nonché di esponenti antagonisti di Modena, Parma e Vicenza, del centro sociale Guernica e del centro sociale Bocciodromo, resisi responsabili dei reati di resistenza aggravata a pubblico ufficiale, danneggiamento, travisamento, inosservanza dei provvedimenti dell’Autorità.

Nel medesimo contesto operativo sono state altresì eseguite dai poliziotti della DIGOS 16 perquisizioni delegate dall’Autorità Giudiziaria di Torino nei riguardi anche di alcuni militanti di Askatasuna denunciati in stato di libertà nel medesimo procedimento penale.

Ulteriori dettagli verranno resi noti nel corso di una conferenza stampa che si terrà alle ore 9.30 presso la Questura.

Mode o culture politiche?

La politica italiana continua ad oscillare e mai come in questo momento è chiamata a sciogliere un nodo apparentemente inestricabile ma comunque molto semplice. E cioè, si tratta di capire – soprattutto sul versante della sinistra e del centro sinistra – se si vuole continuare ad inseguire le mode, sempre in agguato ma incerte sul loro destino, o se, al contrario, si ha il coraggio e la volontà di riscoprire e riaggiornare le tradizionali culture politiche per condizionare e orientare le scelte politiche decisive per il bene del nostro paese. Un bivio di fronte al quale prima o poi occorrerà scegliere una strada. Netta e chiara. Sotto questo versante il dibattito attorno alla prospettiva del movimento/partito delle “sardine” e’ quantomai importante e significativo. Innanzitutto perché le sardine, collocandosi nel campo della sinistra e dell’estrema sinistra, sono un interlocutore essenziale di questo campo politico. In secondo luogo perché, almeno per il momento, rifiutano di darsi una organizzazione di partito, con un pensiero definito e una cultura politica di riferimento. Ma, prima o poi, e come tutti sanno, si tratta di nodi che andranno sciolti. Fuorche’ si pensi di svolgere un ruolo puramente testimoniale ma politicamente impotente, com’è concretamente capitato per altri movimenti di piazza di sinistra del passato. Dai girotondini al popolo viola e via discorrendo.
Ma, al di là di questo elemento, quello che mi preme sottolineare e’ la scelta di fondo che, almeno per le forze e i partiti di centro sinistra, sono chiamate a fare nei prossimi mesi. E cioè, per capirci meglio, dobbiamo continuare ad inseguire tutte le mode che di volta in volta dominano la scena pubblica oppure c’e’ ancora la forza e la volontà di di tradurre, nella società contemporanea e non solo nei desideri di alcuni nostalgici, le storiche culture politiche?. Riformiste e costituzionali? Questa è la domanda di fondo, almeno a mio parere, per non trasformare definitivamente la politica in una sorta di politica liquida in una società già di per se’ liquida e cronicamente frammentata. Certo, senza nostalgie e senza limitarsi sempre e solo a rimpiangere ciò che ci ha preceduto. Ma la questione non si può non porre anche perché noi veniamo da una lunga stagione dove ha prevalso, irresponsabilmente, la cultura “dell’anno zero”. Ovvero, la volontà di azzerare tutto ciò che era riconducibile al passato. Dal “vaffaday” di Grillo con insulti a destra e a manca con l’obiettivo, sbandierato e dichiarato per anni, di radere al suolo tutto ciò che sapeva anche solo lontanamente di passato alla “rottamazione” di Renzi che, per un preciso disegno di potere, perseguiva l’obiettivo di cacciare politicamente tutti coloro che ostacolavano il suo progetto. Per non parlare di tutti i tentativi, prevalentemente a sinistra, di cavalcare la piazza per delegittimare gli attori politici presenti in quel momento. E, su questo versante, molto dipenderà da come concretamente il Partito democratico reagirà. Sotto il profilo politico e anche sotto il profilo culturale. E cioè, sarà decisivo sapere se questo partito vorrà riaffermare sino in fondo la sua cifra “plurale” o se, al contrario, si ridurrà ad inseguire la vulgata delle mode che, come tutti ben spaiamo, sono sempre aleatorie ed effimere. Come la concreta esperienza ci ha insegnato in questi ultimi anni. Ed è proprio qui che si inserisce attivamente il capitolo delle culture politiche. A cominciare dalla tradizione popolare e cattolico democratica a quella della sinistra riformista e democratica; da quella liberal democratica a quella ambientalista. Insomma, tocchera’ ai partiti, a cominciare proprio dal Partito democratico ma non solo, assumere una iniziativa politica concreta e netta. E cioè, se il profilo e l’identità di un partito, e quindi anche di una coalizione, viene appaltata di fatto alla piazza e ai sussulti quotidiani dell’opinione pubblica oppure se, al contrario, saranno il frutto di una elaborazione e di un progetto che partono dalle culture politiche e non solo dagli slogan propagandistici e demagogici del momento. E’ una scelta politica che si deve fare. Al di là della propaganda e delle battute ad effetto. E anche al di là del mito della piazza urlante.

Giorgio Merlo

Prima di tutto la bici. Ecco il programma per Torino e Piemonte bike friendly

Il Programma Regionale della Mobilità Ciclabile punta al modello olandese

TRASPORTI. LA BICI PRIMO MEZZO PER LA MOBILITÀ URBANA

 

Individuare una rete ciclabile regionale integrata in tutto il Piemonte, collegare e far interagire i sistemi ciclistici locali, nazionali e internazionali, e connetterli con altre modalità di trasporto. Questi i punti principali dell’attività di redazione del Programma Regionale della Mobilità Ciclabile presentata  al Circolo dei Lettori di Torino alla presenza dell’assessore regionale ai Trasporti della Regione Piemonte Marco Gabusi, l’assessore regionale al Turismo Vittoria Poggio, il console dei Paesi Bassi Johan Verboom, la senior policy advisor dell’Ambasciata dei Paesi Bassi Nicole Hablè ed esperti italiani e olandesi di ciclomobilità.

«Abbiamo deciso di avviare un piano di medio periodo – ha spiegato l’assessore Gabusi –. Un piano che mette al centro la bici, non solo come sport e passione, ma come vero e proprio mezzo di trasporto. Anzi come il miglior mezzo di trasporto in città e nei centri urbani. Ci vorrà un po’ di tempo per vedere la piena applicazione del piano, poiché è necessario creare o implementare l’infrastruttura, in modo che diventi efficiente e preveda un sistema di passaggio nei punti cardine delle città. Parallelamente bisogna lavorare sulla sensibilizzazione degli enti locali, che devono incentivare l’uso della bicicletta, non solo come mezzo sostenibile, ma come mezzo rapido per gli spostamenti. Il percorso del piano inizia nel 2020 e sarà partecipato e calato sul territorio».

Per la progettazione e realizzazione del Programma è stato scelto un partner olandese, che potesse portare un contributo importante. Alla presentazione odierna il console olandese Verboom ha sottolineato le opportunità poste da un piano come questo e la necessità di superare le criticità della conformazione geografia piemontese e delle caratteristiche cittadine, difficoltà che anche l’Olanda a suo tempo ha dovuto affrontare. «Abbiamo chiamato gli esperti dall’Olanda – spiega l’assessore Gabusi – perché dagli anni Ottanta hanno lavorato a 360° sulle opportunità dell’utilizzo prioritario della bici fino a renderle numericamente superiori alle macchine in città. Partendo proprio da quella che è considerata la migliore esperienza disponibile in Europa è stato costituito un gruppo di lavoro italo olandese, che siamo certi, porterà risultati consistenti».

Nella sua ideazione il Programma Regionale della Mobilità Ciclabile costituirà uno strumento a supporto dell’Amministrazione regionale e degli enti locali, finalizzato ad individuare il sistema ciclistico su scala regionale e a definire una serie di strumenti di governo in grado di guidare l’azione degli enti locali. Il Programma individua gli interventi da adottare per promuovere l’uso della bicicletta sia per la mobilità quotidiana che per le attività turistiche e ricreative. Dà gli indirizzi relativi alla predisposizione delle reti ciclabili urbane ed extra urbane e indica gli obiettivi programmatici concernenti la realizzazione e la definizione della rete regionale. Definisce la rete ciclabile, coerente con la rete nazionale Bicitalia, integrata e interconnessa con le altre modalità di trasporto. Individua gli itinerari nelle zone rurali finalizzati alla conoscenza e fruizione delle zone di interesse naturalistico. Prevede il sistema di interscambio con altre modalità di trasporto e il sistema delle aree di sosta. Non mancano nel Programma le azioni di comunicazione, educazione e formazione. Un punto di attenzione anche per l’individuazione di strategie e azioni regionali per il miglioramento della sicurezza e della protezione dei ciclisti sulle strade urbane ed extra urbane.

Roma Archery Trophy, quattro medaglie per gli arcieri piemontesi

L’argento di Tatiana Andreoli, l’oro Junior di Alessandro Paoli, i bronzi di Giuliano Faletti e Alex Boggiatto, rispettivamente Senior e Junior

Sono quattro le medaglie conquistate dagli arcieri piemontesi nella seconda edizione del Truball/Axcel Roma Archery Trophy, disputato tra ieri e oggi nel Padiglione 1 della Fiera di Roma. Un evento internazionale di altissimo livello – terza tappa delle Indoor World Series targate World Archery – con olte 600 partecipanti sulla linea di tiro provenienti da 41 paesi. Tra loro i componenti della Nazionale Olimpica italiana e alcuni dei migliori arcieri del mondo.

 

Proprio la numero 1 dell’arco olimpico femminile, la coreana Chae Young Kang, ha strappato il titolo a Tatiana Andreoli, ventenne torinese tesserata per Fiamme Oro e Iuvenilia. Molto combattuta la finale, decisa soltanto allo shoot off, con la freccia di entrambe le atlete nel 10 ma con quella dell’asiatica più vicina al centro; 6-5 il punteggio finale, con parziali 29-29 30-29 30-30 29-29 29-28 10*-10. “Oggi ero molto tesa ma me la sono cavata ugualmente” ha dichiarato a caldo Tatiana, “ho fatto una grande gara per tutti i due giorni, tenendo una media punti molto alta”. La giovane azzurra ha anche ricevuto i complimenti della propria avversaria: “ha tirato davvero bene” ha sottolineato la Kang, “questo mi ha reso un po’ nervosa, sono stata fortunata a vincere all’ultimo tiro”. Quarta al termine delle 60 frecce di qualifica con 589 punti, Tatiana Andreoli ha superato in successione la britannica Davis (6-0), la statunitense Lorig (6-2) e la coreana Kim (6-2), tirando soltanto un 9 – tutti gli altri 10 – nei primi tre scontri diretti. In semifinale ha quindi battuto 6-4 l’altra azzurra Chiara Rebagliati, bronzo al termine della gara.

 

Sempre nell’arco olimpico, vittoria tra gli Junior per Alessandro Paoli (Iuvenilia), che in finale non ha lasciato scampo all’altro azzurrino Matteo Balsamo superandolo 7-1 (parziali 30-29 30-30 29-28 30-28). Nel tabellone, a partire dagli ottavi, Alessandro ha sconfitto lo slovacco Hanuliak (6-0) e gli azzurri Lovo (7-3) e Guerra (6-4). Da segnalare anche il suo primo posto nelle qualifiche di ieri, con 593 punti.

 

Nel longbow Senior è salito sul terzo gradino del podio Giuliano Faletti (Arcieri delle Alpi), a segno 6-2 nella finale per il bronzo contro Marco Pontremolesi, dopo la semifinale persa con analogo punteggio contro il danese Andersen. Agli ottavi e ai quarti Faletti aveva superato rispettivamente lo spagnolo Marcus Johannes (6-0) e il danese Lohmann (6-2), mentre in qualifica aveva centrato il primo posto con 506 punti.

 

Ottima prestazione anche per Alex Boggiatto (Ar.Co. Arcieri Collegno), bronzo nel compound Junior grazie al successo 147-146 nella finale per il terzo posto contro l’estone Jaatma. In precedenza il giovane torinese aveva ottenuto due belle affermazioni contro il russo Zhulin (147-143 ai quarti) e sul greco Zantiotis-Chatzoudas (147-141 agli ottavi), prima di arrendersi in semifinale contro Antonio Brunello (147-143). Da segnalare anche il suo secondo posto in qualifica con 590 punti.

 

Da citare inoltre il quarto posto di Alessandro Di Nardo (Arcieri delle Alpi) nell’arco nudo Senior e i quarti di finale raggiunti nella stessa divisione da Ferruccio Berti (Arcieri Volpiano). Stop ai quarti di finale dell’arco olimpico per l’azzurro Marco Morello (Aeronautica Militare/Iuvenilia) e per l’azzurrina Aiko Rolando (Iuvenilia).

 

Risultati completi a questo link

Furto in 3 minuti, arrestata coppia di ladri

Borgata Aurora  

Hanno sfondato la porta d’ingresso per rubare oro e preziosi vari. Un furto durato tre minuti e ripreso dalle telecamere installate dal
proprietario nell’appartamento che si è accorto del furto in diretta sul suo smartphone. La vittima ha chiamato il 112 e l’immediato intervento dei carabinieri del Nucleo Radiomobile ha permesso di arrestare un ragazzo e una ragazza di 18 anni, domiciliati a Torino nel campo nomadi di strada dell’aeroporto, per furto.
È accaduto in un condominio piazza Chironi. I carabinieri sono riusciti a bloccare la coppia all’interno del condominio con in tasca la refurtiva e due cacciaviti utilizzati per aprire la porta. L’intera refurtiva, 6 fermacravatte e una telecamera, è stata recuperata. La coppia è sospetta di aver messo a segno altri furti.