ilTorinese

Fdi in memoria di Norma Cossetto: “Celebrazioni 10 febbraio dovere nazionale”

Riceviamo e pubblichiamo

MONTARULI-MARRONE (FDI): SPREGEVOLE NEGARE RICORDO A RAGAZZA SEVIZIATA SOLO PERCHÉ ITALIANA, NEGAZIONISMO SU FOIBE VIOLA UNA LEGGE DELLO STATO

“Esprimiamo massimo sostegno all’ordine del giorno presentato dalla consigliera Morucchio a Druento per intitolare uno spazio pubblico cittadino a Norma Cossetto, vera e propria martire di quel genocidio anti italiano rappresentato dalle foibe.

Siamo inorriditi dal pensiero che a sinistra ancora si voglia negare per pregiudizio ideologico il ricordo a una ragazza violentata, seviziata e uccisa solo perché italiana” così Augusta Montaruli, parlamentare di Fratelli d’Italia, e Maurizio Marrone, capogruppo FDI in Consiglio Regionale del Piemonte, commentano l’annuncio del Sindaco di Druento Carlo Vietto di bocciare l’odg. Montaruli annuncia “Ricordiamo al Sindaco Vietti che la celebrazione del 10 febbraio è un dovere istituzionale sancito da una legge dello Stato: sarà il caso di segnalare questo triste episodio alla Commissione parlamentare di indirizzo e controllo sui fenomeni di intolleranza e istigazione all’odio”.

Aggiunge Marrone «Posso garantire alle associazioni degli esuli e delle famiglie degli infoibati che la Regione Piemonte darà segnali forti e concreti per consentire al Giorno del Ricordo dei martiri come Norma Cossetto, finora celebrato un po’ sottotono, di raggiungere il cuore dei piemontesi, a partire dalle giovani generazioni”.

Le Fiamme gialle sequestrano due milioni di cartine e filtri per sigarette

Oltre 500.000 euro di sanzioni e una quindicina le persone coinvolte

È un primo bilancio di un’operazione della Guardia di Finanza di Torino che ha controllato una trentina di esercizi commerciali nel capoluogo piemontese ed in alcuni comuni della Provincia.

I Baschi Verdi del Gruppo Pronto Impiego, hanno rinvenuto in vendita sugli scaffali e negli espositori, ingenti quantitativi di “accessori per fumatori”; questa è la definizione tecnica delle cartine e filtri per il confezionamento di sigarette per i quali la vendita è consentita solamente alle rivendite autorizzate in possesso della licenza rilasciata dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

I Finanzieri hanno accertato come in una quindicina di store, gestiti in prevalenza da imprenditori di origine cinese e bengalese, destinati usualmente alla vendita di articoli per la casa, di abbigliamento o addirittura di generi alimentari, venivano commercializzati filtri, cartine ed altri accessori per fumatori, che ricordiamo, dal 1 gennaio di quest’anno possono essere immessi in commercio solo da esercizi autorizzati dai Monopoli.

Come detto, 2 milioni gli articoli cautelati, quindici i soggetti segnalati all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Irrogate sanzioni sino a 500.000 euro.

Migliaia anche gli articoli ritrovati dai Finanzieri occultati nei magazzini dei negozi, segnale questo, che i gestori dei punti vendita erano a ben a conoscenza della nuova normativa.

Nel corso degli interventi, inoltre, un commerciante di origini cinesi è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Torino per frode in commercio.

L’uomo, infatti, oltre a vendere illegalmente filtri per sigarette e cartine, aveva anche apposto sugli stessi etichette e indicazioni merceologiche che riportavano un’origine italiana della merce pur essendo importati dall’estero.

Pansa l’anticonformista. Era lui il gigante del giornalismo

Martedì 11 febbraio alle ore 17,30, a Palazzo Cisterna (via Maria Vittoria 12), il Centro “Pannunzio” organizza un RICORDO DI GIAMPAOLO PANSA, recentemente scomparso. Ricorderanno il giornalista che scrisse su “La Stampa”, “Il Giorno”, “Il Corriere della Sera”, “La Repubblica”,” L’Espresso”, “Panorama” e l’autore coraggioso di numerosi libri di grande successo sulla storia italiana,  Marco Castelnuovo, Gianni Oliva, Pier Franco Quaglieni. A Pansa fu conferito nel 2006 il Premio “Pannunzio”. Coordina Elisabetta Cocito.
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di Pier Franco Quaglieni
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Giampaolo Pansa e’ stato uno dei più grandi giornalisti contemporanei. Simili a lui io ricordo solo Indro  Montanelli e Oriana Fallaci anche perché Pansa, oltre ad essere un giornalista che sapeva scrivere come pochissimi altri, ebbe sempre un’indipendenza di giudizio che gli fa molto onore e che risulta essere un’eccezione nel giornalismo d’oggi

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A scoprire, prima di tutti, in lui l’inviato speciale  di razza fu Giulio Debenedetti, il grande direttore, irascibile ed intrattabile, de “La Stampa” che regnò incontrastato per vent’anni e non esitò a bistrattare Enzo Bettiza e a cestinare con crudeltà  articoli scritti  anche da firme  importanti.
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Dopo esperienze alla “Stampa “ di Ronchey (che mi parlò sempre con entusiasmo di Pansa) al  “ Giorno” e al “Corriere” di Ottone (una brutta  parentesi  per il giornale di via Solferino)  Pansa rispose all’appello di Scalfari e fu da subito una firma di punta  di “ Repubblica”. Ma non appartenne mai al club radical- chic di quel giornale perché veniva da un mondo totalmente estraneo ad esso.
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Pansa era un piemontese di Casale Monferrato, figlio di gente modesta, laureatosi a Torino in storia con Sandro Galante Garrone che mi parlò spesso dell’ex allievo e che non avrebbe approvato alcuni libri di Pansa. Il gruppo di quelli che “La sera andavano  in via Veneto “non annoverò mai Pansa, come non ebbe mai trai suoi frequentatori Giorgio  Bocca. Ma anche  Bocca, nel suo faziosissimo giellismo, ebbe molto poco da spartire con Pansa che, ad un certo punto, si rese conto – dimostrando un’assoluta onestà intellettuale -come certi rituali di una sinistra obsoleta, fatti di intolleranza e di bigottismo ideologico, non erano più proponibili. E capì anche che una  certa vulgata antifascista  che ignorava il dramma della guerra civile che insanguinò l’Italia dal 1943 al 1945, non era più sostenibile perché il fluire degli anni imponeva  ragionamenti storici e non esaltazioni acritiche ed edulcorate.
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Il presidente Napolitano parlò di eccessi durante la Resistenza che andavano denunciati. Quello che accadde nel “ Triangolo della morte “ e non solo,  non poteva più essere nascosto e Napolitano e persino lo stesso Fassino ebbero il coraggio di trarne  alcune conseguenze. Pansa con “Il sangue dei vinti”  diede voce ai fascisti e ai non comunisti ammazzati in modo truculento   prima e dopo il 25 aprile’45 , quando invece  si sarebbero dovute deporre le armi. Claudio Pavone aveva parlato di guerra civile e Pansa ha dimostrato che quella guerra civile era continuata in modo terribile anche dopo. Già Mario Pannunzio aveva denunciato nel suo “Risorgimento liberale”, subito dopo la fine della guerra, i delitti orrendi commessi dai comunisti. Gli bruciarono la redazione del suo giornale “Risorgimento liberale” , un giornale che era nato nella clandestinità durante la Resistenza.
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Forse Pansa non seppe contestualizzare quei fatti, spiegandoli – senza giustificarli, come vorrebbero alcuni faziosi – anche con i misfatti di fascisti e nazisti commessi durante la RSI. Il sangue chiama sempre sangue e quella legge terribile valse anche per quel periodo della storia italiana. Ma Pansa non ebbe mai l’ ambizione di essere  uno storico,  si considerò solo un giornalista, limitandosi a raccontare dei fatti che non vennero mai smentiti. In sintesi, Pansa ha raccolto materiali per la storia che fino ad allora erano rimasti nascosti. Per questo suo lavoro venne fatto oggetto di una campagna di odio senza eguali in cui si distinse anche Giorgio Bocca.
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Tentarono di impedirgli di parlare con la violenza, ma  i milioni di libri venduti  fecero giustizia dei facinorosi che, invece di confutare le sue tesi, tentarono di impedirgli di presentare i suoi libri. Pansa ha avuto dei grandi meriti ed ha consentito agli Italiani di conoscere una parte della loro storia rimasta occultata per decine anni. Questo è  un dato incontrovertibile. Poi forse esagerò, scrivendo anche su giornali che erano inadeguati  allo stile di Pansa e  io cessai di seguirlo. Ma il nostro dialogo iniziato una sera al “Cambio”  quando uscì  “Il sangue dei vinti”, non subì interruzioni attraverso la lettura dei suoi libri. Pansa e Bocca ebbero ambedue il Premio “Pannunzio” ma non ho  dubbi sul fatto che il gigante del giornalismo italiano sia stato lui e non Bocca.
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Il coraggio dell’incoerenza è infatti molto  spesso una grande, rarissima virtù civile. Ieri ho avuto una lunga e toccante conversazione telefonica  con Adele Grisenti , la moglie di Pansa che condivise con lui trent’anni di vita. Mi ha raccontato la generosità umana di Pansa che non  ebbe mai  rancore verso i suoi nemici . Era un uomo superiore che sapeva appassionarsi alla verità, di cui fu un testimone straordinario . Ricordarlo a Torino l’11 febbraio in anteprima nazionale e’ un motivo di grande orgoglio. Solo il Centro “Pannunzio “ poteva promuovere  un incontro del genere: una sfida a tutti i conformisti  che ripetono, come paradossali  litanie laiche,  le solite, logore  vulgate, senza capire l’importanza della ricerca storica che deve sempre prevalere sulla propaganda politica.
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Mentre Stella e il suo collega  hanno delegittimato la politica con la scusa di denunciare la casta , facendo oggettivamente il gioco dei grillini, Pansa ha sempre avuto una concezione alta della politica che criticava con asprezza ed ironia nel suo “Bestiario”, una concezione che gli veniva anche dall’essere stato allievo di Sandro Galante Garrone , il “mite giacobino”,  non sempre mite, che  si ispirava anche a Salvemini,  a Calamandrei, a Rosselli, al liberale Ruffini  Pansa, pur nella sua coraggiosa incoerenza, era rimasto il giovane allievo di Sandro.

Le foto di Cantamessa per i 50 anni della Regione

Nell’ambito delle celebrazioni per il 50° anniversario dell’istituzione della Regione Piemonte, il Consiglio regionale del Piemonte con l’associazione culturale In Arte, in collaborazione con l’Archivio Augusto Cantamessa, presenta la mostra fotografica “Augusto Cantamessa. Atmosfere piemontesi”

All’inaugurazione, giovedì 6 febbraio, il Consigliere Segretario Gianluca Gavazza ha portato il saluto istituzionale del Consiglio regionale:

“La mancanza di colori negli scatti di Cantamessa spinge l’osservatore a vedere oltre, così da riconoscere l’atmosfera che circonda la foto, restituendo profondità  emotiva alle forme e significato evocativo al ‘non colore’. Ospitare le fotografie di Augusto Cantamessa – conclude Gavazza – è una meravigliosa opportunità per compiere un viaggio nella nostra profondità. Il Consiglio regionale del Piemonte è onorato di ospitare questo evento prestigioso proprio in occasione del suo 50esimo anniversario”.

Sono intevenuti alla presentazione: Cinzia Tesio storica dell’arte, Bruna Genovesio e Patrik Losano curatori dell’Archivio Augusto Cantamessa.

La mostra presenta trentadue immagini formato 50×60 – esclusivamente in bianco e nero – realizzate dal fotografo piemontese Augusto Cantamessa (Torino 1927 – Bibiana 2018) tratte dall’immenso archivio fotografico dell’autore, che comprende diversi inediti. Le immagini ripercorrono la storia di oltre mezzo secolo della nostra regione, scoprendo luoghi e paesaggi che diventano istantanee di vita del Piemonte.

Inoltre sono esposti alcuni cataloghi delle mostre a cui Cantamessa ha partecipato in tutto il mondo in 70 anni di attività e la macchina fotografica che lo seguiva in tutti i suoi spostamenti. Un video introduce i visitatori alla mostra: si tratta di una intervista della durata di circa 20 minuti realizzata nel 2017 da Federico Cramer, in occasione del novantesimo compleanno del fotografo.

La selezione delle opere esposte rimanda ad alcune delle tematiche cardine della ricerca fotografica di Augusto Cantamessa: terra, paesaggi, ritratti. La mostra restituisce immagini colme della bellezza del territorio che nel tempo muta e si trasforma insieme ai suoi abitanti. Tanti sguardi su innumerevoli paesaggi, sulle campagne e sui paesi della provincia e anche su Torino con le sue prestigiose piazze, i suoi quartieri caratteristici, le luci dei Luna park, i giochi dei bambini sulla neve e le zone periferiche avvolte dalla nebbia.

Gli scatti di Cantamessa raccontano un universo di vita vissuta in Piemonte, dagli anni Cinquanta ad oggi, da cui si percepisce una forte appartenenza ai luoghi, attraverso la rappresentazione del paesaggio, di intensi ritratti di contadini, donne e bambini, di operai alle prese con l’edilizia popolare ma anche di persone che passeggiano per le strade della città.

La mostra “Augusto Cantamessa. Atmosfere piemontesi” rimarrà aperta al pubblico fino al 6 marzo, dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 17. Ingresso gratuito.

Venerdì 6 marzo 2020 – ultimo giorno di esposizione – si terrà un evento di chiusura in cui verrà presentato il catalogo della mostra. 

 

Poste italiane, disponibili i dati Isee

Anche nei 420 Uffici Postali della provincia di Torino è possibile richiedere i dati dei rapporti intercorrenti con Poste Italiane relativi all’anno 2019 e necessari per la presentazione dell’attestazione ISEE (indicatore della situazione economica equivalente)

Il documento, che viene emesso su richiesta dell’intestatario, è la sintesi dei prodotti in possesso del cliente.

In particolare riporta saldo e giacenze dei conti attivi/estinti nel corso d’anno 2019, dei libretti di risparmio, dei Buoni Fruttiferi Postali, delle Postepay nominative e delle Carte Enti Previdenziali, il valore nominale dei Fondi di Investimento, la posizione dei Deposito Titoli nonché l’attestazione dei premi versati per Polizze Assicurative.

Tali informazioni sono utili per accedere alle prestazioni sociali agevolate quali il bonus bebè, il bonus elettrico o idrico, l’iscrizione dei figli ai servizi di prima infanzia, i libri di testo gratuiti, gli assegni di maternità e le forme di sostegno al reddito previste dall’attuale normativa.

La certificazione sarà disponibile in tempo reale; per poterla ottenere sarà necessario richiedere all’operatore di sportello l’apposito modulo “Richiesta Attestazione a fini ISEE” e restituirlo compilato.

Porta nuova: ubriaco e molesto denunciato dalla polizia

Un ivoriano di 28 anni è stato denunciato in stato di libertà dagli Agenti del Settore Operativo di Torino Porta Nuova per resistenza e oltraggio a Pubblico Ufficiale ed è stato sanzionato amministrativamente in quanto in evidente stato di ebbrezza

Gli operatori della Polfer in servizio di vigilanza hanno notato nel piazzale della stazione un soggetto che si aggirava con fare molesto tra gli autisti dei taxi e i viaggiatori.

Immediatamente bloccato dagli Agenti, lo straniero, alla loro richiesta di esibire un documento d’identità, è andato in escandescenza, scalciando e spintonandoli. Gli Operatori,   con non poca difficoltà, sono riusciti a condurlo negli Uffici di Polizia della Stazione dove, lo stesso, ha continuato però con la sua condotta aggressiva e poco collaborativa. Eseguiti tutti gli accertamenti di rito sull’identità, lo straniero, con numerosi precedenti di Polizia, ma in regola sul territorio nazionale, è stato denunciato.

Commercio e terziario nel futuro della Regione

L’assessore regionale alla Cultura, al Turismo e al Commercio ha annunciato l’incontro di venerdì 7 febbraio con Confcommercio e Confesercenti Regionali (associazioni riconosciute al CNEL e firmatarie del CCNL a livello nazionale) per affrontare i temi del commercio

E’ infatti intenzione dell’assessore dare la giusta attenzione alle problematiche che hanno portato alle chiusure definitive di quasi 27500 a fronte di 26000 nuove aperture di aziende piemontesi solo nell’ultimo anno.

L’assessore ha dichiarato inoltre che l’impegno del suo assessorato è su più fronti, a cominciare dall’obiettivo di far stanziare sul bilancio previsionale della Regione quante più risorse possibili a sostegno dei piccoli imprenditori e di far attivare, nelle more della complessiva revisione normativa regionale, anche misure più immediate, come i DUC.

L’assessore sarà anche portavoce presso le sedi di governo affinché, anche a livello nazionale, si proceda con una semplificazione della normativa di riferimento, che porti un concreto vantaggio alle categorie citate.
Sburocratizzazione, semplificazione, agevolazioni per le micro e piccole imprese, sperimentazione dei Distretti Urbani del Commercio e di tutte quelle formule che attribuiscano valore aggiunto alle attività di vicinato sono, dunque le priorità dell’assessore regionale al Commercio.

Tumori cutanei: diagnosi sempre più precoci. Congresso a Torino

 Terapie sempre più mirate ed efficaci

Venerdì 7 (dalle ore 10,30) e sabato 8 febbraio 2020 (dalle ore 8,30), presso lo Starhotels Majestic (corso Vittorio Emanuele II, 54 – Torino), si terrà il II° Congresso di Oncologia dermatologica dal titolo “Terapie innovative in Dermo–oncologia – non solo melanoma”

Il congresso è organizzato dalla Clinica Dermatologica universitaria (diretta dalla professoressa Maria Teresa Fierro) e dalla Dermatologia chirurgica (diretta dalla dottoressa Virgina Caliendo) della Città della Salute di Torino. L’incidenza del melanoma in Italia, ed in modo particolare a Torino, mostra un trend in costante aumento, ma la diagnosi precoce e la prevenzione permettono di ridurne la mortalità. Negli ultimi anni lo sviluppo delle conoscenze in ambito di patogenesi molecolare dei tumori cutanei e di immunooncologia ha portato allo sviluppo e sperimentazione in ambito clinico di una serie di nuovi composti sia come target therapy a bersaglio molecolare sia come immunoterapia. Il melanoma rappresenta chiaramente il prototipo per tali innovazioni, tuttavia a fianco del melanoma, anche nell’ambito delle altre neoplasie cutanee, sono a disposizione o si stanno affacciando come trials clinici nuove molecole. La disponibilità di questi nuovi farmaci apre rilevanti scenari in ambito di gestione terapeutico ed impiego clinico, andando ad integrarsi con quelle che sono le note e consolidate strategie di terapia, quali la chirurgia e la radioterapia, alle quali negli ultimi anni si é andata associando anche la
elettrochemioterapia quale valida opzione di terapia loco – regionale. Il presente evento si propone quindi di sviluppare le tematiche emergenti in ambito non solo di melanoma, ma anche delle altre neoplasie cutanee, coniugandole con le rispettive implicazioni in ambito clinico terapeutico e soprattutto filtrandole attraverso il lavoro integrato multidisciplinare della Rete Oncologica del Piemonte e Valle d’Aosta.

Alla ricerca del primo uomo sulla Terra

Appunti di viaggio Lions. Da North Kinangop, Marsabit e Turkana (ex lago Rodolfo)

È terminata con una breve, ma intensa escursione, la missione umanitaria guidata dall’urologo Bruno Frea che si è svolta dall’11 al 30 gennaio e di cui facevano parte, oltre all’Urologo, Simone Agosti, specializzando a Torino, Giulia Garelli, specializzanda a Milano, Erika Palagonìa, specializzanda ad Ancona, Stefano Pagliarini di Ancona Today e il presidente del Club Lions Alba Langhe, Tommaso Lo Russo.

Fra i 51 interventi, sotto la direzione di Bruno Frea, anche quello che ha richiesto una sorta di insediamento di una Commissione Etica per risolvere la problematica di un ermafrodita. Vale a dire, quello di un bambino che presentava, fin dalla nascita, caratteri sessuali sia maschili che femminili.

Questo fenomeno di coesistenza nello stesso soggetto è causato da un’alterazione, rara, che interviene nei processi di differenziazione dei genitali; da tale anomalia consegue lo sviluppo simultaneo di tessuto ovarico e testicolare che, dal punto di vista genetico, definiscono maschi o femmine.

A parte la letteratura che ci riporta casi di ermafroditismo, all’Ospedale di North Kinangop se ne è ripresentato uno (il secondo in dieci anni) e bisognava decidere quale sesso far prevalere, ovviamente, ascoltando la volontà dei genitori, ma calandosi nel contesto locale e indirizzandoli nella scelta. Un complesso problema medico in quanto era abbinato un grave problema di ipospadia ed altre anomalie funzionali. La commissione etica era composta dai genitori dell’ermafrodita, don Sandro, suor Fidelia, Bruno Frea con la sua equipe medica costituita da Simone Agosti, Giulia Garelli, Erika Palagonìa, il giornalista Stefano Pagliarini e il presidente del Club Lions Alba Langhe, Tommaso Lo Russo.

Proprio di quest’ultimo, dato il tessuto sociale ed ambientale, il suggerimento di far prevalere i caratteri maschili. Proposta subito avallata da don Borsa che ampliava le argomentazioni e demandava al professor Frea di illustrarne le soluzioni possibili ai genitori che sarebbero stati i soggetti destinatari dell’ opzione definitiva. Un altro caso emblematico che stupisce è quello che riguardava una donna con un tumore al rene e, a causa di esso, aveva anche sbalzi di pressione altissimi. Nell’immaginario collettivo si pensa che l’urologia sia strettamente ed esclusivamente connessa a problematiche maschili, ma evidentemente non è così!

La mattina di sabato, prestissimo, si partiva alla volta della missione di Laisamis per puntare poi verso Marsabit, località radicata negli albesi in quanto don Tablino, ormai scomparso da tempo, ci aveva intenerito con le sue vicende. Ma nemmeno il suo successore don Mario è più là, a Marsabit, bensì in un’altra missione.

Scartata l’idea di puntare su Marsabit, distante solo 50 km, per via di una mancata presenza albese, la nostra guida delle Piccole Figlie di San Giuseppe, Sorella Anna (foto con cappellino) ci conduceva dalla missione di Laisamis a Turkana, dove, secondo alcune teorie, ci sarebbero stati gli insediamenti dei primi ominidi, ma c’è pure una missione della Congregazione della Consolata e relativo dispensario.

Turkana (ex lago Rodolfo) è un grande lago salato con rispettivo parco e una attrazione da resort che ospita anche un museo del deserto e tramonti particolarmente suggestivi.

Turkana, grande lago salato dell’Africa orientale (8500 km2), è quasi interamente   nel Kenya, ad eccezione di una estrema sezione settentrionale appartenente all’Etiopia. Lungo 250 km circa e largo 50, è situato nella Rift Valley, a 375 m s.l.m., con una profondità massima di 73 m. È occupato da numerose isole vulcaniche disposte lungo l’asse N-S e ci sono i coccodrilli. Riceve grandi immissari a nord, fra cui il maggiore è l’Omo, e altri notevoli a ovest. Il lago non ha emissario, ma, per l’intensa evaporazione la sua superficie, tende a contrarsi. Fu scoperto nel 1888 da Samuel Teleki (origini ungheresi) di Târgu Mures che lo chiamò Rodolfo, in onore del principe ereditario d’Austria.

 

Nella zona nord-orientale del lago, a Koobi Fora, in territorio kenyota, sono state trovate tracce di attività umane risalenti a circa 2,5 milioni di anni fa: si tratta di manufatti (schegge e strumenti su ciottolo di lava), frammenti di ossa di animali e manuporti (pietre di un tipo presente in zone distanti, portate in loco dall’uomo).

 

In base ai fossili attribuiti a questi Ominidi (scheletri completi, crani interi o frammentari, ossa e pezzi di ossa, impronte) i paleoantropologi sono riusciti a ricostruire, sia pure approssimativamente, l’aspetto fisico e il comportamento.

 

Il più antico fra questi reperti è “Millennium Man“, forse l’anello di congiunzione fra gli ominidi e le scimmie antropomorfe e vi spicca il “bambino di Taung nonché la celebre “Lucy“, una femmina bassa e grassottella.

Il tour alla scoperta del primo uomo sulla Terra finisce e si torna a North Kinangop per l’ultimo controllo dei pazienti e poi fare una sosta alla bidonville di Nairobi, visitare un piccolo ospedale condotto dalle Piccole Figlie di San Giuseppe e tornare a casa. Il ritorno a maggio.

Durante   la festa dell’arrivederci, il Lions Club Alba Langhe ha donato, a don Sandro e Suor Fidelia, due orologi che non solo segnassero il tempo che passa, ma scandissero la sintonia che c’è fra Lions e Kinangop e siano espressione di unione e condivisone di intenti.

Sanità, Rifondazione: “Cosa devono sopportare ancora i cittadini?”

“… La situazione è drammatica e ci vede già con un piede nel prossimo Piano di rientro”

“… Ogni Azienda sarà chiamata a mettere in campo misure per stare dentro il budget assegnato”

L’Assessore Icardi sa bene che in Piemonte, con l’assenso della Giunta Chiamparino prima e di quella di centrodestra ora,  la Sanità è già rientrata dai deficit pregressi attraverso misure come riduzione di servizi, chiusura di ospedali, riduzione delle risorse destinate a prevenzione, servizi territoriali, assistenza ai soggetti deboli.

Oltre ai problemi legati alle liste di attesa, negli ospedali oggi esiste una vera e propria emergenza dovuta alla crescente carenza di medici e infermieri. Si stima infatti che lasceranno il lavoro per raggiunti limiti di età, dal 2019 fino al 2025, circa 2.004 medici – evidenziando le carenze maggiori in settori come medicina di emergenza e medicina di urgenza – e 1.260 infermieri. Anche il pensionamento di molti medici di base rischia di lasciare tantissimi pazienti “scoperti”.

Il Piano Sanitario Regionale presentato dalla precedente maggioranza politica e confermato da quella attuale di centro-destra, prevede progetti di edilizia ospedaliera a Verbania, Moncalieri, Veruno, Cuneo e, in particolare, a Torino e Novara, con la formula del partenariato pubblico e privato, dove si stima che gli interessi sarebbero altissimi. A Novara è prevista la costruzione di un nuovo ospedale dove la partecipazione finanziaria privata ammonterebbe al 70%.

La scelta di finanziamento attraverso il cosiddetto partenariato pubblico-privato, oltre a un grosso impegno finanziario a carico della Sanità piemontese, porterà all’individuazione di un soggetto privato che per 26 anni sarà “proprietario” dell’ospedale e che, di fatto, potrebbe anche cedere a uno speculatore finanziario la riscossione del canone di affitto (in Toscana sono già tre gli ospedali che, con questo sistema, sono finiti nelle mani di un Fondo speculativo americano).

Cosa devono accettare ancora i cittadini e gli operatori del settore per soddisfare l’ingordigia di una politica fatta di tagli alla sanità pubblica che vanifica senza soluzione di continuità l’elementare diritto delle persone alla salute?

L’appetito dei privati trova inoltre una sponda talmente diretta in questa Giunta, che l’Assessore ha già promesso loro il prelibato piatto dei Pronto Soccorso, scegliendo Alessandria come “laboratorio” nazionale.

Icardi è stato molto chiaro: “Perchè no? … una svolta nel rapporto con il privato che rimetta in discussione vecchie certezze…”,  chiarendo che la scelta ricadrà anche su reparti come Cardiologia, Traumatologia e Ortopedia. Anche se, di fronte ad alcune, timide perplesssità,  ora sembra rallentare: “… assegnare ai privati la gestione dei Pronto soccorso è un’idea ancora tutta da valutare…”, in attesa dell’approvazione dell’Autonomia Differenziata, di fatto una vera e propria secessione dal S.S.N.

Facciamo appello alle Associazioni di settore, ai Sindacati: in Sanità, più che mai, meglio una decisa prevenzione da attuare con la lotta, perchè, se si permette che il processo inizi, sarà molto difficile fermarlo.

 

Rifondazione Comunista – Sinistra Europea, Segreteria regionale del Piemonte