Non ci sono solo “visite ai congiunti”, il take-away, riapertura dei parchi pubblici, riaperture di alcune categorie di imprese, celebrazioni funebri obbligo delle mascherine nei luoghi chiusi nel Dpcm del 26 aprile e nelle relative FAQ pubblicate oggi sul sito del Governo. D al 4 maggio si può tornare a effettuare l’attività motoria e quella sportiva, individualmente, anche distanti da casa.
Si potrà andare a fare passeggiate ed escursioni in montagna. È giustificata ogni uscita dal domicilio per l’attività sportiva o motoria all’aperto. “Al fine di svolgere l’attività motoria o sportiva – si legge nelle FAQ – è consentito anche spostarsi con mezzi pubblici o privati per raggiungere il luogo individuato per svolgere tali attività. Non è consentito svolgere attività motoria o sportiva fuori dalla propria Regione”. Si potrà andare in bicicletta! “È consentito utilizzare la bicicletta per svolgere attività motoria all’aperto”.
Inoltre “la coltivazione del terreno per uso agricolo o forestale e l’attività diretta alla produzione per autoconsumo sono consentite, a condizione che il soggetto interessato attesti, con autodichiarazione completa di tutte le necessarie indicazioni per la relativa verifica, il possesso di tale superficie agricola o forestale produttiva e che essa sia effettivamente adibita ai predetti fini, con indicazione del percorso più breve per il raggiungimento del sito”
Mancano ancora però delle risposte, chieste da Uncem. E Uncem le ha nuovamente avanzat stasera al Viminale. Ad esempio occorre dire con chiarezza che non ci si può spostare dal proprio comune per la spesa se al suo interno si trovano negozi o piccoli supermercati, ma non ipermercati e discount. I prezzi in molti piccoli negozi sono aumentati troppo. E anche nella GDO.
“Da lunedi si può trovare a fare escursioni e pratica sportiva nelle aree montane, sui sentieri, come Uncem e tanti altri, come il CAI, hanno chiesto negli ultimi giorni – spiega Marco Bussone – è un passo in avanti. Salvo eventuali ordinanze regionali. Occorre procedere verso aperture e opportunità per i territori, per le imprese, progettare l’estate e l’inverno, sostenere gli esercizi commerciali e le imprese, gli operatori privati. Servono ancora dei chiarimenti, ad esempio sulle seconde case e sulle manutenzioni dei sentieri e dei territori. Si vada avanti nell’unire tutela per la salute pubblica e aperture per attività e imprese”.

La Fase 1 è stata un fulmine a ciel sereno, che ha significato per troppe persone nel peggiore dei casi, lutti e malattia. Nel migliore solitudine, isolamento, disagio psicologico, crisi economica e una grande nube scura sul futuro proprio e della propria famiglia.
Voglio essere altrettanto sincera: la crisi è tuttora in atto e la strada per superarla è ancora lunga.
Dalla Regione ci aspettiamo un’accelerata significativa su tamponi e test sierologici, sulla distribuzione delle mascherine e sulla protezione di tutti coloro che sono in prima linea, in primis nella sanità, a fronteggiare l’emergenza.
Avvolta, la sacra sentinella di Torino, che dall’alto a nord-est vigila da duecento anni, non si vede. Macerie non ce ne sono quasi più, quelle restano nei cuori, ma le vie sono ancora bucate, piene di vuoti strazi laddove stavano case e palazzi. La ricostruzione è partita: lunga, ci metterà decenni per dirsi terminata.
Approfondendo l’argomento sono venute fuori cose interessanti, altre curiose ed una sensazione che ho evidenziato in quanto ho già scritto. Andando con ordine, non è vero che i lavoratori hanno rifiutato la cassa integrazione, mi scuso per l’imprecisione, quando l’ho scritto lo erano già. Non lo sapevo né lo sapevano le persone con le quali mi ero confrontato in quanto il provvedimento, le disposizioni lo permettono, è stato retroattivo dal mese di marzo.