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Sciacalli su whatsapp: falsi messaggi allarmistici

L’assessore al Digitale della Regione Piemonte, Matteo Marnati, invita a «considerare falsi» i messaggi audio di presunti operatori sanitari che in queste ore stanno diffondendo notizie attraverso WhatsApp riguardanti la diffusione del COVID-19 e sulle condizioni di lavoro all’interno degli ospedali o addirittura di singoli pazienti

«In queste ore si stanno diffondendo tramite i social comunicazioni allarmistiche che allarmano la popolazione – spiega l’Assessore Matteo Marnati che ha ricevuto sul suo telefono una di queste notifiche – Si tratta di sciacalli che usano questi mezzi per diffondere il panico».

«Le notizie che addirittura raccontano storie personali di operatori di qualsiasi categoria sono da considerarsi bufale – sottolinea Marnati – e dunque destituite di ogni fondamento. La popolazione deve sapere che le informazioni ufficiali vengono diramate soltanto dalle istituzioni. Chi diffonde notizie di questo tipo, tra l’altro, è penalmente perseguibile per procurato allarme. Mi auguro che la Polizia Postale indaghi per individuare i responsabili».

Sospese sedute di consiglio e commissioni a Palazzo Lascaris

La seduta del Consiglio regionale convocata martedì 10 marzo e che doveva principalmente esaminare il Documento di economia e finanza regionale (Defr) 2020 – 2022 è stata annullata.

Stessa decisione è stata presa per gli altri organi collegiali convocati, la Commissione Bilancio e la Commissione consultiva per le nomine.

Lo stop alla attività degli organi istituzionali deriva dalla applicazione delle misure urgenti stabilite dal Consiglio dei ministri in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da Convid-19 (Coronavirus).

Effetto coronavirus, Ruffino (Fi): “Crollo borse conferma problema europeo”

È una vera ecatombe quella che si è abbattuta sui mercati azionari e dei titoli di Stato in Europa.

Il contagio del coronavirus si è trasmesso dalle persone ai mercati finanziari e sull’economia reale, con ciò confermando che non esistono risposte nazionali, o, se esistono sono deboli e insufficienti, alle conseguenze dell’epidemia.

Il governo italiano ha agito con ritardo, ha pasticciato sui provvedimenti da prendere ma soprattutto ha fallito nella strategia di coinvolgimento dell’Unione europea. L’Europa non è meno colpevole e paga un prezzo elevato per quanto sta oggi accadendo sui mercati finanziari. Non è tempo di auspici ma di azioni tempestive e ragionate: il Consiglio straordinario dell’UE è la sede opportuna in cui affrontare il momento drammatico che coinvolge l’Europa. Il coronavirus è il primo, significativo test sulla capacità di tenuta dell’euro. Se non lo hanno capito in Germania e in Francia, è anche l’ultimo test di sopravvivenza per la moneta unica.

On. Daniela Ruffino, deputata di Forza Italia

 

Coronavirus, le vittime salgono a 13. Un paziente morto al San Giovanni Bosco

Il comunicato della Regione Piemonte, ore 13 di lunedì 9 marzo

CORONAVIRUS PIEMONTE, UN PAZIENTE DECEDUTO AL GIOVANNI BOSCO DI TORINO

50 RICOVERATI IN TERAPIA INTENSIVA

È deceduto in mattinata all’ospedale San Giovanni Bosco di Torino un uomo di 76 anni, torinese, affetto da molteplici patologie, risultato positivo al test sul “coronavirus Covid-19. Salgono a 13 i decessi di persone positive in Piemonte. Sono al momento 50 i pazienti ricoverati in terapia intensiva.

Il comunicato della Regione Piemonte, ore 9,30 di lunedì 9 marzo

Sono deceduti nella notte due pazienti ricoverati presso l’ospedale di Vercelli, risultati positivi al “coronavirus-Covid19”

Si tratta di un uomo di 81 anni di Cavallirio (No) e di un altro di 50 anni di Vercelli. Entrambi erano pluripatologici ed erano in trattamento con casco cpap. Un terzo decesso di una donna di 72 anni, di Settimo T.se, sempre positiva al virus, si è registrato all’ospedale di Chivasso (To).

Stop ai processi non urgenti. Attività ridotta al Palagiustizia

La maggior parte delle udienze, quelle non indifferibili e urgenti, non si terranno  per due giorni al “Bruno Caccia”

In Tribunale si attendono  le disposizioni previste dal  decreto legge sulle attività di magistrati e avvocati. In attesa di norme precise lunedì e martedì gli ingressi dell’edificio di corso Vittorio rimarranno  chiusi  con una netta riduzione delle attività  nell’interesse della salute di chi vi lavora e degli utenti. Si terranno  in corte d’appello  le udienze con detenuti per i quali i termini di custodia stiano per scadere e quelle relative ai mandati di arresto europei.

 

(foto: il Torinese)

La Juve vince nello stadio deserto e torna prima

La Juventus vince 2-0 contro l’Inter nella sfida scudetto giocata  senza pubblico – causa emergenza sanitaria – all’Allianz Stadium di Torino

La Signora supera così la Lazio di un punto e i neroazzurri vanno  a  meno 9, seppur con la partita da recuperare, con la Sampdoria. L’Inter ha perso per  la seconda volta quest’anno nello scontro diretto. Inizio lento per i torinesi ma poi arrivano Ramsey e il gol esterno sinistro di Dybala dopo una finta in area a cambiare le cose.

La bozza di decreto e il segreto d’ufficio violato

IL COMMENTO  di Pier Franco Quaglieni / Il fatto che sabato sera a partire dalle 22  su internet circolasse, scritta   su carta intestata della Presidenza del Consiglio, una bozza di decreto relativo alle restrizioni legate all’emergenza Coronavirus in Lombardia e in altre 14 province italiane, appare un qualcosa di davvero allarmante 

Chi ha fatto uscire  dal Consiglio dei Ministri questa bozza ha commesso non solo una leggerezza, ma credo anche un reato. Su materia tanto delicata doveva esserci l’assoluto segreto d’ufficio da parte dei ministri e dei funzionari di Palazzo Chigi.
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 E’cosa che non ha precedenti, se  non nell’8 settembre 1943, quando Badoglio ,dopo aver firmato l’armistizio, lasciò senza ordini l’Esercito e si mise in salvo. Per  tutta la giornata di domenica i divieti non sono fatti rispettare perché sono mancati gli input necessari. Forse neppure stamattina le autorità saranno  in grado di far rispettare  le regole fissate sabato notte. Questa fuga di notizie ha comportato l’assalto ai treni nella notte di sabato a Milano e partenze in auto senza controllo con gravissimo, probabile  danno alla incolumità dei cittadini.
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Qualcuno dovrà risponderne e non basta che il Presidente del Consiglio Conte si rammarichi di questo fatto che rivela l’assoluta inadeguatezza istituzionale di qualcuno. L’emergenza richiede servitori dello Stato capaci e fedeli. Chi non è all’altezza non può e non deve restare. La Magistratura dovrebbe aprire un’indagine per risalire ai responsabili. Questo richiede una democrazia che non abbia derogato alle regole di fronte all’emergenza. Si tratta di regole elementari che sono indispensabili soprattutto nell’emergenza. C’è chi ha parlato alto tradimento, non senza fondamento. Sicuramente emerge in modo chiaro che c’è gente nella cabina di comando  non all’altezza di una nazione, diventata  purtroppo sempre di più un paese sgangherato e non affidabile. Non è certo il momento delle critiche ingenerose, ma qui si tratta di una verità evidenziata dallo stesso Presidente del Consiglio nella sua dichiarazione ufficiale. E questa verità esige un chiarimento. Gli stessi giornalisti avrebbero dovuto astenersi dal dare notizie, attingendo ad una bozza provvisoria.Ancora una volta l’ufficio stampa di Palazzo Chigi  non ha saputo svolgere il suo compito istituzionale. Nei momenti di pericolo e soprattutto in quelli si verificano  le virtù e i limiti delle persone. Oggi appare in tutta evidenza.
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Gli statisti da troppo tempo non ci sono più. Oggi mancano  in larga misura anche i politici con un minimo di qualità. E troppi giornalisti, soprattutto televisivi, tendono a spettacolarizzare un dramma che va affrontato con responsabilità  e pacatezza. Dobbiamo comunque  essere noi Italiani  ad essere  migliori della nostra  classe politica. Occorre prudenza,  senso civico, responsabilità. Bisogna mobilitarci contro il virus,rimanendo o diventando  disciplinati. Se non basterà l’autodisciplina, occorrerà più rigore. Imposto con l’autorità dello Stato a tutela  della salute e della vita degli italiani. Chi non capisce queste cose,si merita i politici che abbiamo,ma io spero e ritengo che la maggioranza degli Italiani sia meglio di chi di governa.
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Sicuramente non è  possibile fare appello al senso patriottico, come ritiene  illusoriamente Ernesto Galli della Loggia, perché la Patria è morta  a causa dell’ individualismo asociale di tante generazioni di Italiani che hanno cancellato la conoscenza stessa  della storia. Sarebbe stato importante fare appello all’amor di Patria, ma nessuno ha avuto il coraggio di richiamarsi a quel valore considerato per troppi decenni come un retaggio retorico sorpassato e improponibile.
scrivere a quaglieni@gmail.com

Sette fedi per sette denunce

Sono circa le 17 di lunedì scorso. Una pattuglia della Squadra Volante transita su Strada del Villaretto

Alla vista dei poliziotti, due soggetti che stanno viaggiando nella direzione opposta, lanciano dal finestrino dell’autovettura un sacchetto di plastica. Insospettiti da quanto appena accaduto, gli operatori controllano il veicolo ed i suoi occupanti. Si tratta di due cittadini italiani, verosimilmente appartenenti alla comunità sinti piemontese, di 44 e 45 anni. Entrambi gli individui indossano indumenti assimilabili ad una divisa di operatore di pubblico servizio, corredata da alcuni accessori come auricolari e mascherine di tipo ospedaliero. Al momento della perquisizione gli agenti rinvengono 2 spray al peperoncino e 2640 euro in contanti, denaro di cui gli uomini non sono in grado di motivare la provenienza. Nel frattempo, una seconda pattuglia recupera il sacchetto gettato poco prima. Al suo interno i poliziotti trovano 13 collane, 5 bracciali, 16 anelli, 20 pendenti, 14 orecchini, 2 orologi, 4 spille, 2 gemelli e 7 fedi nunziali, di cui tre con incise date e nomi dei legittimi proprietari.  I due soggetti, con precedenti specifici di polizia, vengono arrestati per ricettazione.

L’isola del libro

Rubrica settimanale a cura di Laura Goria

 

Petunia Ollister  “Cocktail d’autore”  -Slow Food Editore-  euro 22,oo

L’idea di comporre un tavolo con libri, tazzine, piatti ed altri oggetti sparsi –tutti con un perché- e poi fotografarlo dall’alto, è stata un vero colpo di genio. L’idea folgorante di Petunia Ollistar è piaciuta tantissimo, è seguitissima sui social e ha dato la stura a una nutrita serie di imitatori che però difettano in genere del suo buon gusto. E’ lei la creatrice del fenomeno virale #bookbreakfast, ovvero abbinare alla grafica della copertina di un libro oggetti collegati, e poi li ha pubblicati sul suo profilo Instagram @petuniaollister. Dopo il libro precedente “Colazioni d’autore” (foto di libri sul tavolo della colazione) ecco i “Cocktail d’autore” in cui è raccontato visivamente come si beve nella letteratura. Una serie di scatti inediti che sposano le cover dei libri con i suggerimenti di cosa shakerare nel bicchiere. Ovviamente l’ ispirazione per le composizioni fotografiche arriva dalle pagine dei libri e filo conduttore sono i cocktail citati in opere famose. Dalle atmosfere in cui si beve molto e un po’ di tutto, palpabili nelle pagine di Hemingway a quelle della Duras; dagli alcolici anni folli narrati da Francis Scott Fitzgerald ai “Giochi di società” di Dorothy Parker; passando per le miscele di Steinbeck e di tanti altri scrittori. In tutto 70 magnifici libri e altrettante ispirazioni, in immagini che celebrano ad hoc colori e sapori al alto tasso alcolico.

 

 

Elizabeth Jane Howard  “Le mezze verità”   -Fazi Editore-  euro 18,50

Spesso sotto una patina di comune boriosità, che parrebbe innocua, può nascondersi un subdolo calcolo e un pericoloso mostro. Di più non anticipo, però posso dirvi che questo libro di Elizabeth Jane Howard, pubblicato la prima volta nel 69, è un’autentica chicca dell’autrice della famosa saga dei Cazalet. E’ la storia di una famiglia allargata nella seconda metà del 900 e mescola invenzione pura con alcuni elementi estrapolati dalla biografia dell’autrice. C’è l’insicura vedova May Browne-Lacey, madre di Elizabeth e Oliver, che finisce per sposare l’arrogante e odioso colonnello Herbert. Anche lui ha seppellito ben due mogli ed ha cresciuto –opprimendola- la giovane Alice, che appena può si sposa andandosene di casa, anche se finisce per cadere dalla padella alla brace, fagocitata da altra infelicità. Il fulcro è racchiuso nel matrimonio di May. Il nuovo marito l’ha praticamente  costretta ad  investire il suo capitale nell’acquisto di una casa che è un vero e proprio obbrobrio tardo vittoriano: spropositatamente immensa e paradossalmente claustrofobica. Non piace a May e tanto meno ai suoi ragazzi che emigrano a Londra: Oliver alla ricerca di una moglie ricca che lo mantenga, mentre Elizabeth invece finirà  per trovare l’amore.

 

 

 

“Me Elton John. L’autobiografia”  – Mondadori-  euro 24,00

Questo libro non è solo per i fan della star, ma anche per quei lettori curiosi di vita che amano capire come si riesca a costruire una carriera tanto strepitosa, partendo da un sobborgo londinese e un difficile rapporto con due genitori tutt’altro che perfetti. Reginald Dwight –questo il vero nome del cantante- si mette a nudo fino al midollo raccontando della sua timidezza di bambino, con madre e padre che litigavano spesso ed avevano anche idee strampalate sui metodi educativi. Eppure riconosce che “..se non fosse stato per mamma e papà, avrei avuto una tipica noiosa infanzia da anni 50”. Reginald ha il dono di un orecchio portentoso per la musica e accarezza la presenza del pianoforte in casa della nonna. Crescendo viene folgorato dal rock’n’roll che esplode come una bomba ed ha un effetto rivoluzionario, con il retroterra di cultura, vestiti, film e atteggiamenti che travolgono letteralmente il giovane. Entra a lavorare nel cuore dell’industria musicale, fa parte di una piccola band, i Bluesology, e sogna di diventare una stella del pop. A 23 anni tiene il primo concerto in America: si presenta sul palco in salopette giallo canarino, maglietta di stelle e scarponi con le ali. Singolari la tenuta, il suo stile… e nasce così Elton John, un uragano nel mondo musicale. Il resto è storia pubblica e dietro c’è il privato più intimo che scoprirete in queste 352 pagine. Una parabola di alti e bassi, tra tossicodipendenza e tentati suicidi, tosta disintossicazione e impegno nella lotta contro l’Aids, passando per i grandi personaggi che hanno costellato la sua incredibile vita. Dall’amicizia con Lady D a quella con Gianni Versace, da quella con John Lennon ai balli nientemeno che con la regina Elisabetta II. Poi l’incontro con il vero amore e la decisione di diventare padre….

La talpa al Consiglio dei ministri

La vignetta di Mellana / I buoni consigli del grillo saggio

 

Ho anche io le mie talpe nel Consiglio dei Ministri e mi pareva giusto non essere egoista e condividere con tutti voi, che mi sopportate settimanalmente, l’importante notizia.

 

Claudio Mellana