“Illegittimità e deroghe hanno fatto da filo conduttore a una stagione sconcertante”
Caro Direttore, il Tavolo Animali & Ambiente, costituito dalle associazioni ENPA, LAC, LAV, LEGAMBIENTE, LIDA, LIPU, OIPA, Pro Natura e SOS Gaia, denuncia le illegittimità dell’ultima stagione di caccia e la sottomissione della Regione Piemonte alle richieste del mondo venatorio.
Si è finalmente conclusa una delle più sconcertanti stagioni venatorie degli ultimi anni. Iniziata male, con l’approvazione di un calendario venatorio a forte sospetto di illegittimità, è poi proseguita ancora peggio. Emblematica in questo senso la concessione della possibilità di cacciare esemplari della tipica fauna alpina (galli forcelli, pernici bianche e coturnici) anche in assenza dei censimenti primaverili pre-riproduttivi, esplicitamente previsti per legge, ma quest’anno in molti casi non effettuati a causa dell’emergenza sanitaria da Covid-19.
E che dire dei ripopolamenti (stiamo parlando di almeno 20.000 fagiani più numerose lepri e starne) eseguito durante la stagione venatoria quando, per legge, dovrebbero invece essere svolti ben prima, per dare modo agli animali di ambientarsi?
La ciliegina sulla torta è stata poi l’autorizzazione data ai cacciatori – ma solo a loro – di poter esercitare la loro perversa attività anche in deroga alle norme di limitazione agli spostamenti, arrivando addirittura a considerare la caccia come “attività necessaria” per il ripristino degli equilibri ambientali. È invece evidente come la caccia sia la causa e non la soluzione ai problemi provocati, in certi casi, da una eccessiva proliferazione di alcune specie animali.
Da registrare infine la periodica offensiva contro il lupo: specie di enorme valore ambientale che sta faticosamente riconquistando i territorio da cui l’uomo l’aveva eliminata secoli orsono. Il lupo si nutre prevalentemente di ungulati selvatici (in particolare cinghiali, caprioli e cervi), contribuendo in questo modo al loro controllo numerico. Quando avvengono predazioni su animali domestici, la causa va ricercata in un’assenza di precauzioni da parte degli allevatori (sorveglianza delle greggi, ricovero degli animali durante le ore notturne, uso di cani da guardia, ecc.). La realtà è che, come detto, il lupo preda soprattutto animali selvatici, riducendo così il carniere a disposizione dei cacciatori. Da qui nasce il loro odio e la richiesta di interventi di contenimento del carnivoro, spesso motivata anche con farneticanti riferimenti ad una inesistente pericolosità diretta dell’animale nei confronti dell’uomo.
Infine, ricordiamo ancora la consueta strage che ha accompagnato la stagione venatoria appena conclusa: secondo i dati forniti dall’Associazione “Vittime della Caccia”, nel nostro Paese si sono infatti registrati ben 61 incidenti di caccia, di cui 14 mortali. Quattro vittime e 14 feriti riguardano, tra l’altro, individui non cacciatori, che hanno semplicemente avuto la sfortuna di trovarsi coinvolti in battute da parte di chi prima spara e poi controlla su cosa ha scaricato i propri colpi…
Le Associazioni costituenti il Tavolo Animali e Ambiente hanno cercato in tutti i modi di opporsi a tali pratiche, aberranti non solo sul piano morale ma spesso anche su quello legale. Purtroppo, il potere politico ha dimostrato ancora una volta la sua totale sottomissione agli interessi del mondo venatorio, accogliendo di fatto tutte le richieste provenienti da tale parte ed ignorando invece le giuste rivendicazioni di chi rappresenta la maggior parte della popolazione. Le Associazioni hanno già inviato alla Regione Piemonte un documento ufficiale in cui si preannunciano iniziative legali nel caso anche la prossima stagione venatoria venga gestita all’insegna di una liberalizzazione quasi totale.
Per il Tavolo Animali & Ambiente:
Piero Belletti (Pro Natura)
Inaugurata online, causa emergenza sanitaria, il 22 dicembre scorso, la rassegna dedicata dalla “Fondazione Bottari Lattes” alle opere “recuperate” dell’eclettico artista torinese è stata aperta al pubblico, a seguito del passaggio del Piemonte in “zona gialla”, il 10 febbraio scorso presso le sale della stessa “Fondazione” nata nel 2009 a Monforte d’Alba per volontà della moglie Caterina Bottari Lattes proprio con lo scopo primo di mantenere viva la memoria del marito, pittore ma anche scrittore editore e fra i nostri più prestigiosi intellettuali del secondo dopoguerra.
mondi pittorici del francese Odilon Redon o del belga James Ensor), realizzati da Lattes nell’arco temporale che va dal 1959 al 1990. Sono opere mai finora esposte, facenti parte delle nuove acquisizioni recuperate dal fondo di collezionisti privati per accedere al prezioso patrimonio della pinacoteca a lui dedicata nelle sale espositive al primo e al secondo piano della “Fondazione”, accanto ai molti lavori già in essa presenti. Lavori che raccontano, nella quasi totalità, il viaggio nei “mondi di Mario Lattes”, come recita il titolo dell’attuale rassegna con l’aggiunta di quell’ “# 1” , teso a connotarsi come prima tappa di una complessa esplorazione che verrà arricchita nel tempo attraverso ulteriori recuperi, resi disponibili al pubblico a più riprese.
Occorre adeguarsi alle sue luci e alle sue ombre, intuire l’indefinito pur sapendo che esiste un lato oscuro che non potrà disvelarsi… La complessa trama pittorica che mostra e nasconde, che lamenta e afferma, indica strade segnate dalla conoscenza del dubbio e l’artista, indifferente alla prassi, manipola materie grafiche e pittoriche per giungere a una vertiginosa discesa nelle profondità dove le forme affondano e riemergono mutate”.


