Vogliamo la luna
Nicola Zingaretti ( lo ammetto ) è il mio politico preferito. Sembra arrivato ieri , ora è il più “diabolico” politico che ci sia.
Sicuramente ha fatto corsi di Machiavelli, corsi decisamente accelerati. Ha recuperato in tempo reale, ed è il primo incontrastato. Dopo che Matteo Salvini e leghisti hanno chiesto la rimozione del Prof Ricciardi, Nicola, il ridente Zingaretti si fa “cuccare” mentre incontra Matteo, detto il Capitano, Salvini. Ma non aveva detto mai al governo con i Leghisti? Sempre nel cercare il pelo nell’uovo. Che sarà mai? L’intento è nobile. Sottogretari donne. Visto che ahimè, il nostro SuperMario (Draghi) non ci ha pensato. Sono tanti, forse troppi questi problemi. Ed anche per Draghi il giorno è fatto di 24 ore. Non si deve preoccupare, gli stanno dando una mano Nicola e Matteo il Capitano. Stravolti i pentastellati. L m’amore tra Nicola e Beppe ( Grillo) mi sa che si sta incrinando. Altri amori stanno finendo, in lunghi ed appassionati abbracci. Fratoianni non ci sta e vota contro. Finalmente si torna all’opposizione. Che cosa pensava Massimo D’Alema quando ha fatto l’accordo con i gruppettari , sarà oggetto di studi approfonditi. Anche Marco Grimaldi urla a squarciagola: opposizione, opposizione.
Siamo nati puri ideologicamente e moriremo puri. Mauro Salizzoni ci ha ripensato nel ripensarci. Continuo ad essere candidato a Sindaco di Torino. E se le primarie (come probabile) non si faranno? La notte dei lunghi coltelli , nel Pd continua. Silvia Fregolent (Renzi) e Alberto Nigra tentano di buttarla in politica: un nuovo Draghi per Torino. Meraviglioso per loro. La vedo un cicinin duretta. A volte l’impossibile 15 giorni fa , diventa il possibile di oggi. Certamente hanno dei nomi in testa , ma difficilmente li proporranno oggi. Viceversa li brucerebbero.
Anche nel centro destra acque agitate .Daniela Ruffino e Osvaldo Napoli lasciano Forza Italia. L’approdo poco più in là con Giovanni Toti. Ma come? Proprio adesso che Berlusca è tornato in sella? Proprio così, proprio perché il Berlusca è tornato in sella. Ed ha bisogno di aiuto. Il Governatore Cirio si sta chiedendo: adesso dove vado? In Lega ci sono già stato. Forza Italia l’ho appena lasciata e in Fratelli d’Italia ci sono troppi nostalgici del ventennio. Poi tante gatte da pelare. Ora pure la chiusura degli impianti sciistici e sul vaccino, tutt’altro che tutto sotto controllo.
C’è pure il problema del bilancio della Regione, 2020, bilancio provvisorio. Fin qui nulla di nuovo. Il bilancio 2019 non è approvato perché i sindaci hanno fatto un decina di rilievi. Concretamente il bilancio, nelle sue parti tecniche non può essere approvato se non modificato. Dunque da molto più di un anno non è modificato e dunque non può passare. Il tutto, ovviamente nel generale silenzio. Perché? Non c’è una spiegazione fattibile, se non l’indolenza.
Mi sa che oltre che a Torino, ci vorrebbe un altro Draghi in Regione. Uno che sa tirar di conto. I pentastellati? Diciamo quelli che sono rimasti. Bisticciano tra di loro attribuendo la responsabilità del loro disastro politico al destino cinico e baro.
Unica ” falange armata ” i leghisti. Unici che applicano ancora il centralismo democratico.
Alias : il capo decide per tutti. Almeno non si fa lo sforzo di pensare. Più facile e meno faticoso ubbidire. Magari avremo la Elena Maccanti come sottosegretaria. Magari ai Trasporti ed infrastrutture. Buona cosa , no ?
E sempre magari, sulla vicenda Tav ci sarà una ripartenza. O magari, come dicono i no Tav, ora come ieri e tutto inutile e dannoso.
Primo obbiettivo : nominare un Commissario…diciamo così così: vero.
Con tutta la stima per il nostro Prefetto, lui il commissario Tav lo fa a tempo perso.
Sono più di tre anni che è tutto fermo. Toninelli e De Michelis docet. Tanto basta fare un convegno e dire che serve o non serve, tanto si fa poco o niente. Con un piccolo dettaglio: l’Europa ci dà i soldi se realizziamo delle infrastrutture che, possibilmente funzionino.
Cattivi questi Europei, si fossilizzano sul fatto che i soldi debbono essere spesi e pure bene. Diciamocelo fino in fondo : non c’è più religione. Roboante: raccogliamo la sfida che ci impone la crisi prodotta dal coronavirus. Per ora ci accontenteremmo di ammistratori competenti. Capisco, vogliamo la luna.
Chiara Appendino ha riepilogato le dinamiche del servizio predisposto dalla Città di Torino per far fronte alla situazione dei senzatetto.
La sindaca Chiara Appendino ha risposto nella seduta in videoconferenza del Consiglio comunale alle richieste dei capigruppo Artesio, Tresso e del gruppo della Lega nord riguardo l’operazione di sgombero dello scorso 4 febbraio e, più in generale, della situazione dei senza dimora a Torino.
La sindaca ha ricordato come il tema sia stato discusso la scorsa settimana in IV Commissione consiliare ed ha riepilogato le dinamiche del servizio predisposto dalla Città per far fronte alla situazione dei senzatetto.
Il sistema dei servizi – ha spiegato Appendino – è stato rafforzato sin dall’inizio dell’emergenza sanitaria: i posti dedicati all’accoglienza dei senza dimora sono oltre mille, ottocento di prima accoglienza e duecento con soluzioni abitative a progetto. Il nuovo assetto del sistema di accoglienza – ha aggiunto – ha reso più efficaci gli strumenti disponibili, come la costante apertura delle case di ospitalità della Città di Torino per ventiquattro ore al giorno. Sul versante dei servizi di prossimità si è creato un polo di accesso unificato per indirizzare i richiedenti e sono stati rafforzati i servizi notturni per individuare i nuovi casi di fragilità. Sono stati inoltre sviluppati progetti di autonomia abitativa e sociale.
I fondi della Città disponibili sono di quasi nove milioni, suddivisi in vari capitoli: prossimità e salute per 700mila euro, accoglienza per 5,4 milioni, inclusione abitativa per 1,5 milioni e poco meno di un milione per il sostegno alimentare.
Il tavolo di co-progettazione attivato dalla Città rappresenta il metodo di lavoro con il quale si sta operando – ha proseguito Appendino – un metodo che ha dato buoni risultati in altre situazioni in passato. La sindaca ha poi ricordato l’iniziativa nel sito umanitario di via Traves e il recente montaggio di ulteriori tre tende per avere posti aggiuntivi ed ha evidenziato la disponibilità di posti liberi nei dormitori della Città.
Riguardo l’intervento effettuato dalla Polizia municipale il 4 febbraio la sindaca ha letto la relazione dell’operazione ed ha specificato che nessun bene dei senza tetto è stato buttato via senza esplicita autorizzazione dei soggetti stessi. Mi auguro – ha concluso la sindaca – che la IV Commissione possa continuare ad occuparsi del tema.
Al dibattito seguente le comunicazione della Giunta sono intervenuti alcuni consiglieri di cui riportiamo una sintesi delle posizioni espresse:
Francesco Tresso (Lista civica per Torino): Bene ha fatto la sindaca a esprimersi oggi in Consiglio, però non ha parlato delle dichiarazioni discutibili rilasciate sul tema dal comandante Bezzon.
Occorre una rete sociale molto forte in una situazione di fragilità in aumento a causa della pandemia. La Città invece pare averne fatto una questione di decoro urbano, di immagine quando si tratta di un problema complesso. Continuiamo ad approfondire in IV Commissione per capire come si svilupperà nel tempo la rete sociale.
Eleonora Artesio (Torino in Comune): Mi auguro discuteremo presto in Commissione il piano di trasformazione dei servizi per gli adulti in difficoltà. Sinora l’organizzazione messa in campo non è stata evidentemente adeguata alle necessità. Chi ha avviato le iniziative di “sanificazione” e quali sono state le procedure messe in atto? Chiederò accesso agli atti.
Francesca Parlacino (Lega Nord): Sono molto perplessa e rammaricata. Il tema è stato affrontato in Commissione, ma non è esaurito. Anzi, la situazione è peggiorata e ci sono stati due morti. E non ho capito cosa sia emerso dal tavolo di lavoro: mi auguro si prendano provvedimenti seri per favorire l’inclusione e l’accoglienza.
Elide Tisi (PD): L’intervento della sindaca ha lasciato molti punti interrogativi, in particolare per quanto riguarda le modalità di svolgimento degli sgomberi. A Torino purtroppo si muore ancora di freddo e dobbiamo lavorare per far crescere la cultura della solidarietà: i più deboli non devono essere guardati con sospetto e marginalizzati. Occorre cambiare l’approccio affinché Torino torni a essere accogliente e non abbia paura delle diversità e mi auguro vengano implementati i nuclei di prossimità.
Valentina Sganga (M5S): Non si può agire con l’arroganza di chi presume di sapere cosa è giusto fare, ma bisogna partire dalla relazione, come ha affermato don Ciotti. Tutti i torinesi devono essere pronti ad accogliere chi è finito ai margini della società. Le operazioni di pulizia dei portici – ormai prassi da anni – vanno accompagnate dall’azione di esperti e psicologi: non possono essere lasciati soli gli operatori Amiat e gli agenti di Polizia Municipale. Questa Amministrazione ha fatto molto per l’inclusione dei senza tetto e ha raggiunto importanti risultati sull’accompagnamento all’abitare e la distribuzione di pasti caldi (passati da 9mila a 17mila).
Cataldo Curatella (Gruppo misto – Azione): Abbiamo bisogno di dati numerici sul fenomeno delle persone senza fissa dimora, dati che la Città non sembra possedere. Le risorse disponibili devono essere utilizzate per costruire percorsi di inclusione sociale attraverso inserimenti lavorativi. Degli 8,6 milioni stanziati per politiche di accoglienza e inclusione, il sessanta per cento è stato destinato alla primo tema e finora sull’inclusione si è utilizzato solo un milione.
Raffaele Petrarulo (Sicurezza e Legalità – FI): La Chiesa, con l’arcivescovo Nosiglia, ha ora fatto la sua parte per offrire sistemazione ai senza dimora. La Città cosa fa? Bisogna ampliare le risorse, provvedere all’accoglienza degli animali dei clochard nei dormitori. Chiedo un’attenzione maggiore e che le risorse vengano usate per iniziative concrete; servono abitazioni e servizi di accompagnamento.
L’Osservatorio congiunturale dell’Ascom segna per il 2020, anno della pandemia, una riduzione di imprese nate a Torino del 18% ovvero 1.100 in meno, a fronte della sopravvivenza di molte aziende sopravvissute grazie ai ristori, ma impossibilitate a fare realmente impresa.
In totale rispetto al 2019 si registrano -349 imprese attive e un netto calo di fiducia da parte degli imprenditori.
Questo in particolare nei confronti del precedente governo.
Invece sono stati registrati con favore gli aiuti messi in campo dalla Regione Piemonte.
di Gianluigi De Marchi *
C’era una volta il “parco buoi”. Era l’immagine che definiva la massa dei risparmiatori sprovveduti che venivano spinti ad investire in Borsa nel momento sbagliato sui titoli sbagliati, come le mandrie di bovini dentro i recinti della macellazione…
Oggi esistono ancora gruppi di buoi allo sbando, ma molti hanno capito che l’unione fa la forza, e che tanti piccoli possono anche abbattere i grandi della finanza; e la storia all’improvviso si è rovesciata quando la coalizione ho sfidato alcuni colossi che credevano di poter fare carne da macello di alcune società quotate.
Parliamo del caso esemplare di GameStop, una piccola azienda americana specializzata in giochi elettronici che da mesi subiva pesanti ribassi perché, a causa di un andamento negativo dei conti, alcuni grandi fondi speculativi avevano rovesciato migliaia di ordini di vendita allo scoperto provocando ribassi pesantissimi.
Un “déjà vu” in tante altre occasioni, uno scenario perfetto in cui gli “assassini” compiono indisturbati il loro compito di sciacallaggio, guadagnano ingenti somme e lasciano i cadaveri in mezzo al deserto.
Questa volta la storia si è svolta solo parzialmente secondo il copione abituale: ad un certo punto i piccoli risparmiatori che credevano nelle potenzialità dell’azienda si sono coalizzati su un sociale network chiamato Reddit ed hanno inondato, con decine di migliaia di ordini di acquisto, le piattaforme operative di New York, provocando un inaspettato ed inarrestabile rialzo delle quotazioni.
E così l’azione GameStop, che galleggiava a stento sui 10 dollari, a metà gennaio si è impennata in 5 giorni toccando 50 dollari, il 25 gennaio è arrivata a 100 dollari e, in un crescendo rossiniano, ha scalato ogni vetta impensabile fino a raggiungere un massimo di 350 dollari!
In quindici giorni l’incremento delle quotazioni è stato pari al 3.500%, mai visto nulla di simile neppure nei momenti di ubriacatura del mercato durante la “bolla di Internet” di fine millennio.
Cosa è successo?
L’innesco dei piccoli coalizzati ha preso alla sprovvista due fondi speculativi ribassisti che, di fronte al boom delle quotazioni, hanno dovuto precipitosamente correre ai ripari ricomprando i titoli; e questo ha ovviamente versato benzina sul fuoco, perché ai tanti piccoli ordini dei risparmiatori si sono aggiunte enormi quantità di acquisti dei fondi che hanno dovuto in pochi giorni ricomprare quanto avevano venduto in mesi e mesi di speculazione.
Davide ha abbattuto Golia, come hanno titolato tutti i giornali?
La Borsa non è una bisca o una roulette, ha una sua logica e le sue regole; nel breve periodo può avvenire che una quotazione sia gonfiata al rialzo o sia manipolata al ribasso, ma gli eccessi sono sempre corretti, e, come il pendolo, la boccia in fondo all’asta oscilla anche paurosamente da destra a sinistra, ma alla fine raggiunge il suo punto di equilibrio.
Ed infatti anche in questo caso è avvenuto così.
A fine gennaio il titolo balzellava fra 250 e 350 dollari, e all’inizio di febbraio è crollato a 50 dollari.
Cosa è successo?
Semplice, la “benzina” si è esaurita, i fondi speculativi si sono ritirati dal mercato, leccandosi le ferite e la loro domanda si è esaurita. Dall’altra parte le migliaia di formichine che hanno “dato una lezione” ai vampiri del mercato hanno finito i loro soldi e quando hanno cercato di rivendere le azioni si sono trovati di fronte al nulla…
Insomma, il valore dell’azione GameStop sicuramente era più alto dei 10 dollari cui l’avevano schiacciata gli speculatori ribassisti, ma sicuramente più basso dei 350 dollari cui l’avevano innalzata gli speculatori rialzisti.
La vicenda consente di fare qualche riflessione che va al di là dell’episodio.
La prima è che il mercato finanziario, grazie alle trasformazioni tecnologiche, ha cambiato faccia: oggi non c’è più la Borsa Valori (con le maiuscole solenni che indicano la sacralità di un luogo spesso definito “il tempio del dio Denaro”), ma una rete di PC connessi con una centrale che smista gli ordini e incrocia acquisiti e vendite. Esistono inoltre potenti, diffusissimi e popolarissimi social network in cui milioni di persone interagiscono, si scambiano notizie ed informazioni al di fuori dei canali tradizionali (giornali, TV, riviste). È possibile quindi che, in poche ore, decine di migliaia di persone facciano una determinata cosa (riunirsi per protestare, organizzare un flash mob, comprare un’azione) sorprendendo tutti senza preavviso. Una forma di “democrazia diretta non controllata”, capace di sovvertire regole e comportamenti “tradizionali”.
La seconda è che la vittoria eclatante dei tanti Davide contro Golia è stata seguita, in rapidissima successione, dal suicidio di molti Davide, che hanno visto sbriciolarsi la loro effimera ricchezza in pochi giorni, quando le quotazioni di GameStop hanno toccato un livello “ragionevole”. Chi ha cantato vittoria deve ricredersi: anche Pirro ha sconfitto più volte i Romani, ma dopo aver vinto tante battaglie ha perso la guerra ed ha dovuto ritornare in Epiro senza esser riuscito a dare il colpo finale al nemico.
Morale: mai avventurarsi ad occhi chiusi in avventure spericolate in Borsa, seguendo mode o trend emotivi privi di solide basi di valutazione. Monito che vale, ad esempio, per i tanti Davide che si sono organizzati in questi mesi per comprare bitcoin e farne crescere il prezzo senza domandarsi se la criptovaluta abbia veramente un valore, oltre che un prezzo…
La terza è che in questo segmento di mercato che è una frenetica bisca, molti hanno rischiato molto, molti hanno rischiato molto ed hanno perso molto, ma alcuni hanno messo in tasca profitti enormi senza rischiare nulla: sono le piattaforme operative sulle quali si sono concentrati gli ordini di compravendita dei tanti Davide, sapientemente indirizzati dai mandriani del mercato che manipolano anche i “buoi liberi”: trader on line come Robin Hood hanno guadagnato cifre consistenti grazie alle commissioni applicate e già progettano di entrare a loro volta in borsa facendosi quotare e consentendo agli azionisti di monetizzare profitti stratosferici collocando le loro azioni ad un prezzo impensabile fino a qualche mese fa.
L’ultima considerazione riguarda le autorità di vigilanza, che ancora una volta sono state spiazzate dagli eventi, dimostrando di non essere in grado di vigilare come dovrebbero. Le vendite allo scoperto sono una realtà del mercato difficilmente eliminabile, ma i contratti che ne sostengono ed amplificano gli effetti (futures, options, derivati) possono essere bloccati o eliminati, almeno per evitare la moltiplicazione della spinta rialzista o ribassista. Chi vende senza possedere i titoli (sperando di ricomprarli una volta che ne provoca il crollo) o compra senza possedere i soldi (sperando di rivenderli una volta che ne provoca il rialzo) dovrebbe versare adeguate garanzie, che non possono essere i risibili margini attualmente previsti dalle autorità di borsa. Il mercato delle opzioni deve essere severamente regolamentato e contenuto, ed il ricorso ai futures deve essere semplicemente proibito, trattandosi di una mera scommessa.
Altrimenti non solo la Borsa Valori perderà la sua iniziale maiuscola, ma perderà il suo importantissimo ruolo di mercato che esprime il valore dei titoli mobiliari, riducendosi ad un enorme casinò pieno di rutilanti slot machine davanti alle quali folle di sprovveduti si giocano i loro miseri risparmi sognando di diventare ricchi in pochi minuti…
*Consulente finanziario indipendente
400 grammi di cannabinoidi sequestrati
Un’attività di indagine della Squadra Volante ha condotto i poliziotti, lo scorso giovedì sera, all’alloggio ove vive, da solo, un ragazzo di 19 anni della Torino bene, sospettato di condurre un’intensa attività di spaccio di sostanza stupefacente. All’atto della perquisizione dell’appartamento era fortemente percepibile l’odore del principio attivo del thc e, anche se il giovane inizialmente non si è mostrato collaborativo, ha poi consegnato spontaneamente un barattolo in vetro di grosse dimensioni contenente marijuana. Gli agenti hanno, inoltre, rinvenuto altri 5 barattoli, un panetto di hashish, bilancini di precisione, materiale vario utile al confezionamento delle dosi, quaderni ed appunti vari relativi alla contabilità dell’attività di spaccio. Gli agenti hanno sequestrato al diciannovenne 800 € in contanti (custoditi nel portafogli) e trovavano, all’interno di due casseforti nell’appartamento, la somma di ben 52 mila € in contanti, anch’essi sottoposti a sequestro in quanto provento dell’illecita attività. Complessivamente, la quantità di stupefacente sequestrato a suo carico è di 400 grammi.
CORONAVIRUS PIEMONTE: IL BOLLETTINO DELLE ORE 16.30
LA SITUAZIONE DEI CONTAGI
Oggi l’Unità di Crisi della Regione Piemonte ha comunicato 771 nuovi casi di persone risultate positive al Covid-19 (di cui 141 dopo test antigenico), pari al 4,1% dei 18.824 tamponi eseguiti, di cui 11.315 antigenici. Dei 771 nuovi casi, gli asintomatici sono 310 (40,2 %).
I casi sono così ripartiti: 175 screening, 431 contatti di caso, 165 con indagine in corso; per ambito: 18 RSA/Strutture Socio-Assistenziali, 65 scolastico, 688 popolazione generale.
Il totale dei casi positivi diventa quindi 238.643 così suddivisi su base provinciale: 21.152 Alessandria, 12.391 Asti, 8.174 Biella, 32.431 Cuneo, 18.660 Novara, 125.357 Torino, 8.782 Vercelli, 8.638 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 1.189 residenti fuori regione, ma in carico alle strutture sanitarie piemontesi. I restanti 1.869 sono in fase di elaborazione e attribuzione territoriale.
I ricoverati in terapia intensiva sono 141 (– 3 rispetto a ieri).
I ricoverati non in terapia intensiva sono 1.900 (- 33 rispetto a ieri).
Le persone in isolamento domiciliare sono 10.168
I tamponi diagnostici finora processati sono 2.764.164 (+18.824 rispetto a ieri), di cui 1.093.919 risultati negativi.
I DECESSI DIVENTANO 9.182
Sono 37 i decessi di persone positive al test del Covid-19 comunicati dall’Unità di Crisi della Regione Piemonte, di cui 3 di oggi (si ricorda che il dato di aggiornamento cumulativo comunicato giornalmente comprende anche decessi avvenuti nei giorni precedenti e solo successivamente accertati come decessi Covid).
Il totale è ora di 9.182 deceduti risultati positivi al virus, così suddivisi per provincia: 1.393 Alessandria, 591 Asti, 376 Biella, 1.095 Cuneo, 761 Novara, 4.170 Torino, 413 Vercelli, 299 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 84 residenti fuori regione, ma deceduti in Piemonte.
217.252 PAZIENTI GUARITI
I pazienti guariti sono complessivamente 217.252 (+834 rispetto a ieri) così suddivisi su base provinciale: 18.938 Alessandria, 11.198 Asti,7.494 Biella, 30.145 Cuneo, 17.060 Novara, 113.654 Torino, 8.023 Vercelli, 7.918 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 1.095 extraregione e 1.727 in fase di definizione.
Immaginiamo uno stagno popolato da ninfee nel quale durante la notte giorno dopo giorno, il numero di queste piante acquatiche raddoppia e aumenta in quantità esponenziale, sotto gli occhi del coltivatore-raccoglitore, il quale ignaro della rapidità di riproduzione delle piante, tarda nel fare la manutenzione dello stagno.
Producendo la rovina dell’ecosistema-stagno se lo ritrova saturo a dismisura di ninfee appassite, contro le sue stesse aspettative di un prospero raccolto. Così si esprime partendo da questa metafora illuminante, il sociologo torinese Luca Ricolfi della Fondazione David Hume nel suo ultimo saggio ( ‘’La notte delle ninfee’’, Come si malgoverna un’epidemia, La nave di Teseo, pagg.185 euro 17). Studiando attentamente i dati statistici sulla epidemia italiani e del resto del mondo, dal febbraio dell’anno scorso, ne evidenzia la loro gestione sconsiderata da parte del governo giallo-rosso, appena arrivato al capolinea. Un testo comprensibile anche per i non addetti ai lavori nel quale vengono smascherate le inadempienze e i ritardi negli interventi, le bugie volte a nascondere il tutto, da parte dei governanti. Arrivando alla conclusione che la seconda ondata si sarebbe potuta fortemente contenere e nel migliore dei casi addirittura evitare, se solo si fosse agito con interventi tempestivi ed efficaci. Migliaia di morti in meno e miliardi di Pil non andati in fumo. Una analisi però che fa riflettere amaramente, anche con una punta di rabbia, sui cortocircuiti che intervengono tra gli istituti di ricerca e le ragioni economiche della politica, evitando di fare prevalere le istanze del consenso a breve termine, su quelle prioritarie della tutela della salute pubblica, tanto più che nella ultima parte della trattazione il professor Ricolfi, spiega dettagliatamente come soddisfare le necessità di entrambe. Se non si fa da subito ciò che si sarebbe dovuto fare da tempo, altre ondate sono inevitabilmente dietro l’angolo. Il ricercatore torinese mosso dall’ottimismo della volontà sostiene che ‘’bisogna guardare ai modelli di intervento di quei paesi che hanno raggiunto risultati più che soddisfacenti nella lotta al virus, ma con il pessimismo della ragione sempre sulla falsariga del motto gramsciano ci avverte che ‘’l’attesa messianica del vaccino avvolgerà tutto e tutti, quasi niente cambierà davvero, nessuno sarà chiamato a rispondere delle sue azioni. Ne ora ne mai’’. La notte della Storia è potenzialmente alle porte. Ma nulla ci impedisce di ben sperare.
Aldo Colonna
Gliele consegna a casa una Volante della Polizia di Stato
Ieri sera, dopo le 21, giunge alla Centrale Operativa di Ivrea la richiesta di aiuto di un cittadino italiano sessantacinquenne: l’uomo è allettato per dei forti dolori alla schiena e non è in grado di recarsi autonomamente presso il servizio di guardia medica per ritirare l’impegnativa necessaria per l’acquisto di un farmaco di cui ha urgente necessità. L’uomo, tra le lacrime, riferisce di aver anche provato a prenotare un taxi ma di non essere stato fortunato. L’operatore Radio della Polizia di Stato, appurato col servizio guardia medica che alcune pastiglie del farmaco in questione erano in giacenza anche da loro, e che avrebbero potuto agevolmente fornirle, ha dunque inviato una pattuglia. Gli agenti si sono occupati di ritirare e consegnare tempestivamente all’uomo ammalato le pastiglie, di modo che potesse iniziare subito la terapia necessaria.