“Davvero stiamo applicando il principio ‘prima i Piemontesi’ alla campagna vaccinale per gli studenti fuori sede? L’Assessore Icardi chiarisca, perché se Torino vuole meritare il titolo di ‘città universitaria’ e il Piemonte continuare a garantire l’afflusso di studenti da tutta Italia nei propri atenei, occorre andare incontro a queste persone che ogni anno portano al territorio competenze e ricchezza, anche economica, e contribuiscono alla fama delle università piemontesi come poli di eccellenza” – dichiara il Capogruppo di Liberi Uguali Verdi, Marco Grimaldi, in merito alla situazione segnalata dagli studenti universitari fuori sede.
Il 3 giugno infatti, secondo la circolare del Commissario Figliuolo, sono state aperte le prenotazioni per i maggiori di 18 anni anche alle persone non residenti in Piemonte e prive di domicilio sanitario continuativo, purché domiciliate qui per motivi di lavoro, studio e altro.
“A quanto ci segnalano” – prosegue Grimaldi – “la Regione Piemonte non avrebbe rispettato l’ordine cronologico di effettuazione della preadesione per fissare poi la prenotazione, dando invece la priorità a chi è residente o dotato di domicilio sanitario in Piemonte, con la conseguenza che gli studenti fuori sede hanno ricevuto la convocazione per il vaccino da metà agosto in avanti, periodo nel quale tendenzialmente tutti loro rientrano a casa e non si trovano a Torino. Anche nel caso delle prenotazioni per la fascia 18-29 aperte presso l’hub del Valentino, per i non residenti o dotati di domicilio sanitario in Piemonte non è stato possibile prenotare su ilpiemontetivaccina. Tutto ciò è inaccettabile, soprattutto alla luce della politica di altre regioni che stanno effettuando i richiami anche a chi si trova lì in vacanza e che consentono a chi si prenota di scegliere data, orario e hub vaccinale. In Piemonte ha sede un Ateneo come il Politecnico che conta più del 55% di iscritti fuori sede, che devono potersi vaccinare con le stesse tempistiche dei residenti”
I rapporti fra il fenomeno del colonialismo con tutti i suoi effetti (ancora oggi, a livello internazionale, tragicamente evidenti) e l’identità culturale contemporanea. E’ questo l’obiettivo con cui prende forma la mostra fotografica “Biniduttu” a firma del fotografo torinese – oggi attivo fra Parigi, Africa occidentale e Caraibi – Nicola Lo Calzo, ispirata alla vita di San Benedetto Manasseri detto il Moro ( o San Benedetto da San Fratello o San Benito) ed ospitata fino al prossimo 18 luglio nella Project Room di “CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia” di Torino.
mondo. E Binidittu diventa allora voce e figura antesignana , di grande contemporanea attualità nella lotta contro diseguaglianze e discriminazioni. Ecco allora accanto alle scene di processione a San Fratello dedicate al Santo, con i portatori della “vara”, immagini quotidiane, in cui si raccontano giovani d’oggi, ragazzi e ragazze di colore e non, accomunati dall’idea di un’unica appartenenza a quel genere umano che non conosce barriere di pelle e di genere. In parete anche immagini legate all’iconografia del Santo, specificamente documentata da un’installazione che include materiali (cartoline, santini e vecchi rosari) relativi al processo di costruzione di “Cham”. La mostra di Lo Calzo inaugura il ciclo “Passengers. Racconti dal mondo nuovo”, progetto che “CAMERA” dedica agli artisti appartenenti alla cosiddetta generazione dei “millenials”, ai fotografi “mid-career” nati fra i primi anni Ottanta e la metà degli anni Novanta. Il prossimo appuntamento sarà con Federico Clavarino, da fine luglio a fine settembre, mentre dal 16 al 18 luglio lo stesso Lo Calzo terrà a “CAMERA” un workshop metodologico dal titolo “Fotografia e prospettive decoloniali” sulla rappresentazione del potere nelle immagini, realizzato nell’ambito di “FUTURES” (cofinanziato dal “Programma Europa Creativa dell’Unione Europea) e nato dalla sua ricerca sulla memoria e sulle tracce della resistenza alla schiavitù coloniale, condotta sotto l’egida dell’Unesco.Per iscrizioni www.camera.to.to e per informazioni didattica@camera.to