ilTorinese

La ricerca tra gusto ed estetica nel menù del ristorante Aroma

Via Monferrato, zona Gran Madre, alle spalle di Piazza Vittorio Veneto, a Torino. Una via che, dopo i processi che hanno portato alla sua graduale pedonalizzazione, offre “chicche” scenografiche e di gusto uniche nel loro genere:

il susseguirsi delle poche ma selezionate attività commerciali di vendita e somministrazione delle eccellenze enogastronomiche del territorio, la presenza di piccoli negozi di abbigliamento e oggettistica per la casa particolari nel loro genere, l’aria “ urban style “ ed elegante  tipica sabauda, suggellata dalla luce dei soli lampioni, rendono quest’area  un piccolo gioiello di cui la città va particolarmente fiera.

Tra i vari ristoranti presenti che si affacciano direttamente sulla via, spicca il ristorante “ Aroma”, che già dal nome invita ad entrare per una visita.

Ad accoglierci i fratelli Diego e Denis  Lamarca: chef il primo, responsabile di sala il secondo.

L’arredo, all’apparenza freddo, è in realtà frutto di un sapiente studio di luci e ombre in contrapposizione ai colori sgargianti che compongono i quadri dell’artista spagnolo Joan Llaverias e che regalano climi diversi, sia che si tratti di incontri di lavoro sia dedicati a esperienze gastronomiche da godersi in tutta serenità.

I ragazzi hanno viaggiato parecchio in giro per il mondo e tutto il sapere acquisito alla scoperta delle varie culture gastronomiche hanno voluto riportarlo a casa, con il desiderio di creare e proporre ricette dai gusti inaspettati e presentate con un deciso impatto scenografico, con la cura di conservare la tradizione culinaria del territorio che, in molti dei lori piatti, è presente.

Noi de “ Il Torinese” abbiamo intervistato i fratelli Lamarca per farci raccontare il loro percorso gastronomico.

 


L
’anno in cui avete aperto il locale era il lontano 2015 e già da anni erano insediate alcune  attività dedite alla ristorazione. In  che modo ha inciso, se è accaduto, sulla vostra volontà di dare vita alla vostra realtà in “concorrenza” con le altre attività storiche della zona, già molto conosciute ?

Il primo maggio, proprio in occasione della festa dei lavoratori, abbiamo inaugurato “ Aroma “ , in segno di buon augurio per l’attività. Non abbiamo mai effettivamente sentito molto l’eventuale concorrenza che si sarebbe potuta percepire: eravamo ben consci che non avremmo potuto  contare su un numero di coperti pari a quelli dei colleghi storici, caratterizzato da una una cucina profondamente tradizionale piemontese, che incontrava e incontra tuttora il gusto di molti torinesi. Riteniamo, infatti, che coloro i quali frequentano i ristoranti, per quanto se ne dica che il torinese è abitudinario, non è così, anzi. Piace loro cambiare e provare nuove esperienze di gusto : e con questo pensiero, stiamo proseguendo il nostro percorso in una zona privilegiata della città.


Che tipo di clientela frequenta il vostro locale?

 

Inaspettatamente molti giovani, di età intorno ai 28-30 anni. Apprezzano molto, in particolare, la presentazione dei piatti.  L’effetto“ uao ! “ è sempre la prima parola che sentiamo dire all’arrivo del piatto:  questo aspetto, sicuramente, ci fa capire che, nel nostro piccolo, stiamo facendo un buon lavoro. Lo stupore abbinato al gradimento dell’effetto sorpresa nell’abbinamento degli ingredienti,  non può che farci piacere.

 

Il nome del ristorante è chiaramente evocativo nel dare identità al locale: ne avete fatto uno studio particolare?

 

Non uno studio particolare, ma sicuramente abbiamo pensato ad un nome che potesse invogliare le persone ad assaggiare la nostra cucina e che, attraverso la sua “ aroma “, potesse portarli in un viaggio alla riscoperta di sapori ancora inesplorati. Proprio come durante i  nostri lunghi pellegrinaggi gastronomici in giro per il mondo che hanno ispirato gran parte del nostro menù


Com’è composto il vostro menù e quale piatto vi identifica di più?

Chi frequenta il nostro ristorante sa che le portate del menù  cambiano in base alla disponibilità dei prodotti di stagione.     Quello che possiamo definire “ invernale” , può cambiare più volte durante i mesi e questo ci permette di “giocare” un pò di più con gli ingredienti. Nei tre menù degustazione che proponiamo – Piemonte, Aroma e Pesce – i piatti, anche se  presentati in maniera scenografica,  non dimenticano di presentare ricette della tradizione piemontese. Quelli che ci identificano di più e che sono proposti  sempre nel menù alla carta, sono rappresentati sicuramente dall’agnello alla liquirizia , crumble di mandorle salato e gelato alle cipolle rosse ; tra i primi, i tagliolini in brodo di manzo, capesante scottate e uovo marinato; fra i secondi il coniglio alla wellington, con il quale abbiamo rinnovato un classico del passato ma la cui realizzazione è sempre molto apprezzata; in ultimo, il dolce, quello che davvero da sempre identifica che è il porcino ( che non è un porcino) realizzato con una ganache di cioccolato bianco e frutti rossi e glassato con il  cioccolato fondente. Una coccola che difficilmente ci si potrà dimenticare!

Chiara Vannini

Aroma Ristorante

V.Monferrato 23/a – Torino

011 8196013

aromaristorante.it

 

 

Il caso unico di Palazzo Scaglia di Verrua

A CURA DI TORINO STORIA

Il palazzo di via Stampatori è, assieme al Duomo di San Giovanni, l’unico esempio di arte rinascimentale in città, decorato da affreschi seicenteschi.

Torino, si sa, non è una città dove il Rinascimento abbia lasciato grandi tracce. Se il barocco è quasi onnipresente, così come altri stili che si sono affermati in epoche più recenti, ad esempio il neoclassico o il liberty, le architetture d’impianto rinascimentale sono molto rare, anzi, non sono più di due.

Una è il Duomo di San Giovanni, disegnato sul finire del Quattrocento dall’architetto Amedeo di Francesco da Settignano (detto Meo del Caprino) su commissione del cardinale Domenico Della Rovere.

Per trovare l’altro testimone del Rinascimento dobbiamo allontanarci dal Duomo, percorrere qualche centinaio di metri e inoltrarci tra le strette stradine che compongono il reticolo del Quadrilatero Romano. Qui, in via Stampatori 4, è necessario alzare gli occhi e arretrare di qualche passo per ammirare la facciata ricoperta di affreschi del Palazzo Scaglia di Verrua, unico esempio di architettura civile di stampo rinascimentale in città e anche unico palazzo torinese che abbia conservato la decorazione pittorica esterna.

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Il caso unico di Palazzo Scaglia di Verrua

Merlo: Il ‘Centro’ già presente alle prossime amministrative in Piemonte

“È di tutta evidenza che il “centro” sarà presente d’ora in poi nella politica italiana. Non sigle
astratte o virtuali ma una presenza politica centrista attraverso una ‘federazione’. E quindi, com’è
del tutto naturale e scontato, un partito che raggruppa i vari movimenti e le forze che già
attualmente si riconoscono in questo campo politico. E le vicende politiche legate all’elezione del
Presidente della Repubblica di questi ultimi giorni non ha fatto che accelerare la formazione e
l’organizzazione di questo campo politico.

Ma, mentre decolla il progetto politico a livello nazionale, è sempre più necessario mettere in
campo questa intuizione a partire dalla ormai prossima consultazione amministrativa. Partendo
anche e soprattutto dal Piemonte e dalle principali città che andranno al voto. Avviare, cioè, un
progetto centrista che sia capace di aggregare anche parte di quel ‘civismo’ che rappresenta un
significativo valore aggiunto ai fini della vittoria elettorale nei capoluoghi di provincia e nei
principali Comuni che andranno a rinnovare i Sindaci e le amministrazioni locali.

‘Noi Di Centro’, dunque, fa un appello a tutti quei partiti e a quelle forze centriste che intendono
già avviare a livello locale il progetto che sarà destinato a caratterizzare la geografia politica
italiana nei prossimi mesi. E questo anche perchè dobbiamo prendere atto che sono saltate quelle
coalizioni ed alleanze che sino a poco tempo fa dominavano la politica italiana. Ovvero, la sinistra
alleata con i populisti dei 5 stelle e un centro destra che, per bocca dei suoi stessi protagonisti, si
è dissolto a livello parlamentare e politico”.

Giorgio Merlo, Presidente Nazionale ‘Noi Di Centro’

Controlli Polfer: 2 arresti e 15 indagati

2 arrestati, 15 indagati, 4.538 persone controllate, di cui 775 persone con precedenti. 233 pattuglie impegnate nelle stazioni e 16 in abiti civili per attività antiborseggio. 54 i servizi di vigilanza a bordo di 126 treni, 17 lungo linea e 65 di ordine pubblico. Questi i risultati dell’attività settimanale, dal 24 al 30 gennaio 2022, del Compartimento Polizia ferroviaria per il Piemonte e la Valle d’Aosta.

 

Durante la settimana sono stati disposti mirati servizi di vigilanza presso alcune stazioni non presidiate dal personale di polizia, con l’impiego di pattuglie nelle ore diurne e serali, anche a bordo treno, in particolare nella provincia di Torino: Torino Lingotto, Avigliana, Pinerolo, Settimo Torinese, Susa, Trofarello; nella provincia di Alessandria: Casale Monferrato e Tortona; nella provincia di Cuneo: Bra, Fossano e Mondovì.

Lo scorso 26 gennaio,  il Compartimento ha partecipato alla giornata di controlli, a livello nazionale, denominata “Rail Safe Day” finalizzata alla prevenzione e repressione degli illeciti comportamenti in ambito ferroviario, durante la quale gli agenti del Settore Operativo di Torino Porta Nuova hanno denunciato un quarantenne italiano per possesso di un coltello a serramanico della lunghezza di 20 cm e sanzionato amministrativamente per il possesso di sostanza stupefacente tipo crack, confezionato in un involucro termosaldato, successivamente sequestrato.

 

A Torino la Squadra di Polizia Giudiziaria compartimentale ha tratto in arresto un 53enne marocchino in esecuzione di un ordine di carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica di Torino lo scorso mese di dicembre per l’espiazione di 2 anni e 5 mesi di reclusione per detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio.

 

A Torino Porta Nuova gli agenti Polfer hanno proceduto al fermo di indiziato di delitto di un 29enne marocchino, risultato irregolare sul territorio nazionale, per furto aggravato. L’uomo, ripreso dalle telecamere e di sorveglianza della stazione di Torino Porta Susa mentre si è allontanato con un trolley risultato rubato, è stato fermato e sottoposto a controllo presso gli uffici di polizia, dove è stata recuperata quasi tutta la refurtiva. E’ stato inoltre denunciato per porto d’armi in quanto trovato in possesso di un coltello multiuso, con lama totale di 15cm.

 

Sempre a Torino Porta Nuova il personale Polfer ha denunciato un 27enne marocchino per detenzione di 24 gr di sostanza stupefacente tipo hashish, confezionato in un involucro di cellophane. Il giovane è stato segnalato dal cane delle Unità Cinofile durante i servizi congiunti in ambito ferroviario; e, all’esito del controllo esteso anche allo zaino, è stata rinvenuta la sostanza, successivamente sequestrata.

Malinpensa by La Telaccia, 50 anni per l’arte. Quattro artisti in mostra

Informazione promozionale 


La nota Galleria d’Arte Malinpensa by La Telaccia in Corso Inghilterra n.51 a Torino si appresta a festeggiare i 50 anni di attività.

La Galleria, nata nel 1972 e diretta da Giuliana Papadia e Monia Malinpensa, propone la Mostra d’arte collettiva intitolata ” Materia e tecnica vibrano in perfetta sinergia”  di quattro artisti,  che si terrà dal 18 Febbraio al 3 Marzo 2022.

Mostra e presentazione a cura di Monia Malinpensa, Giuliana Papadia e Arch. Andrea Cicconi. Grafico e Social curati da Paolo Vezzoli.

 

Le immagini delle opere nel dettaglio:

 

 

 

Bonus casa, gli artigiani: troppe incertezze

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Nuova stretta del Governo contro bonus casa e Superbonus 110%: crediti cedibili solo una volta. Aziende in difficoltà e protesta delle imprese edili e dell’impiantistica.

 Felici (Presidente di Confartigianato Imprese Piemonte): “Aziende costrette a rivedere contratti con conseguente aumento dei contenziosi. Le continue modifiche delle norme, la retroattività e l’aumento della burocrazia creano confusione e incertezza sul mercato della riqualificazione degli immobili”.

In Piemonte (al 31 agosto 2021): 2.369 edifici, 369,9 milioni di euro di investimenti ammessi a detrazione

 

“Continui cambiamenti al funzionamento del Superbonus creano una incertezza tale nelle regole da scoraggiare il mercato del Piemonte. Le nostre imprese sono serie e operano in correttezza. Non possono venire penalizzate da pochi che si comportano fuori dalle leggi”. Questo il commento di Giorgio Felici Presidente di Confartigianato Piemonte che, a fronte della novità introdotta nel Decreto ‘Sostegni ter’ approvato dal Consiglio dei Ministri dà voce alle migliaia di imprese artigiane edili alle prese in questo periodo con cantieri realizzati con il Superbonus.

“Giusto l’obiettivo di contrastare le frodi – sottolinea Felici – ma non si possono colpire continuamente migliaia di cittadini e di imprese corrette impegnate in interventi di riqualificazione energetica e sismica, che ora dovranno necessariamente rivedere le condizioni contrattuali con i proprietari, generando migliaia di contenziosi e un blocco del mercato. E per fortuna che doveva essere un Decreto Sostegni!”.

Un recente rapporto annuale dell’Enea Italia ha certificato che per effetto dei meccanismi di detrazione fiscale negli ultimi 15 anni nel nostro Paese sono stati investiti oltre 53 miliardi di euro, (45 miliardi al 2020 con l’ecobonus 65% e più di 8 miliardi per interventi già realizzati con il superecobonus 110%).

“La ripresa in atto quindi – afferma Felici – è decisamnete trainata dalle costruzioni che diventano tassello fondamentale per la sostenibilità del debito pubblico”.

In Piemonte il Sistema Casa offre lavoro a oltre 81.422 imprese (oltre la metà riguardano l’edilizia) di cui il 48,9% artigiane (39.800 realtà), che impiegano oltre 170mila addetti.

In base agli ultimi dati della Camera di Commercio, emerge che nel 2021 in Piemonte sono nate 24.958 nuove aziende edili. Il balzo è del +19,2% rispetto alle 20.942 nuove iscrizioni registrate nel corso del 2020.

Inoltre, sono 2.369 edifici e 369,9 milioni di euro di investimenti ammessi a detrazione: sono i numeri del Piemonte del Superbonus 110%, resi noti dal report dell’Enea e del Ministero per la Transizione ecologica, (31 agosto 2021).

“Non è possibile – prosegue Felici – che di fronte a questi numeri il Governo risponda sempre con qualche nuova norma che genera confusione e ferma i cantieri. Non è questo il sistema per frenare abusi e irregolarità. Contro le frodi, abbiamo chiesto da tempo regole chiare per evitare speculazioni, come l’introduzione di prezzari di riferimento per tutti i bonus e un sistema di qualificazione delle imprese, visto il recente proliferare di operatori improvvisati.  Ma finora, al di là di qualche buon proposito, si è fatto poco, mentre in questo modo si colpiscono le imprese serie”.

“Ormai passiamo più tempo a intercettare e capire le nuove regole – commenta Enzo Tanino, Presidente di Confartigianato Piemonte edilizia – a districarci nella burocrazia e a spiegare le novità ai clienti rispetto ad aprire cantieri, riqualificare immobili, far lavorare le imprese e a creare nuova economia. Siamo molto preoccupati per l’ennesimo cambio di rotta del Governo su bonus casa e Superbonus tracciata nella bozza del decreto; vincolare la possibilità di cessione ad un unico passaggio renderà molto più difficile ed oneroso sia monetizzare direttamente il beneficio fiscale derivante dagli interventi agevolati che coinvolgere i nostri fornitori nel ritiro del credito”.

 

“Le continue modifiche al funzionamento del Superbonus e di tutti gli altri bonus casa – conclude Tanino – creano profonde incertezze tali da scoraggiare un mercato importante come quello dell’edilizia e dell’impiantistica del Piemonte che stava crescendo in modo solido e sensibile (vedi ultimi dati della Camera di Commercio). Le nostre imprese sono serie e operano in correttezza e non accettiamo che vengano penalizzate da pochi che si comportano fuori dalle leggi”.

Microcriminalità e spaccio Arresti in San Salvario

Episodi di microcriminalità connessi allo spaccio nel quartiere San Salvario

4 arresti della Polizia di Stato nella zona dei portici di via Nizza

Nel contesto di mirati servizi di controllo del territorio nella zona del quartiere San Salvario, oggetto da tempo di esposti e lamentele da parte dei cittadini residenti per fatti connessi ad episodi di microcriminalità, quali reati predatori e connessi all’attività di spaccio, personale dell’Ufficio Investigativo e Polizia Giudiziaria esterna del Comm.to Barriera Nizza diretto dal Vice Questore Raffaella Fontana ha individuato, lo scorso lunedì pomeriggio, un gruppo composto da 4 cittadini centro africani sospetti sotto i portici di via Nizza.

I quattro venivano nitidamente visti effettuare un via vai tra  via Nizza e via San Pio V, insieme ad alcuni  soggetti (presumibilmente acquirenti di sostanza stupefacente) i quali poco dopo si allontanavano.  Pertanto, con l’ausilio di una unità cinofila e di personale del Reparto Prevenzione Crimine, i poliziotti decidevano di sottoporre a controllare il gruppo.

I soggetti si davano a precipitosa fuga. Uno di essi, un ventottenne di origine maliane, vistosi raggiunto, ha ingaggiato una violenta colluttazione con gli agenti prima di essere arrestato, procurando ad uno di essi lesioni gravi (rottura di un dito della mano). Nel suo zaino, oltre alla somma di 410 €, era presente una felpa provento di furto, in quanto portava ancora attaccata  la placca antitaccheggio.

Gli altri cittadini extracomunitari che erano con lui, un suo connazionale di 30 anni,  un senegalese di 29 ed un gambiano di 26, tutti irregolari sul territorio nazionale,  sono stati trovati tutti in possesso di decine di “palline” contenenti cocaina ed eroina, pronte allo smercio, di cui hanno tentato, invano, di disfarsi durante l’operazione.

I tre sono stati arrestati per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.

Il cittadino maliano di  28 anni,  protagonista della violenta aggressione ai poliziotti, è stato arrestato per resistenza e lesioni a P.U e denunciato per ricettazione e violazione della Legge sugli stupefacenti.

I quattro arresti si inseriscono all’interno del progetto di controlli straordinari del territorio “rafforzati”  disposti dal Questore, con l’obiettivo di rendere più incisivi i frequenti controlli della  zona dei portici, che rendono quell’area particolarmente sensibile anche per coloro che transitano vicino alla stazione.

Si può giocare a calcio seduti comodamente sulla moto

Curiosità dal mondo del calcio

Incredibile ma vero si può giocare a calcio seduti comodamente sulla moto! Calcio e motori,binomio perfetto! Si chiama Motoball e si gioca in quattro contro quattro.Otto giocatori di movimento su una moto e due portieri, uno per squadra, gli unici a non essere seduti su una sella ma completamente liberi. Una partita dura ottanta minuti ed è divisa in quattro tempi da venti. Il Motoball è nato negli anni ’30 e ovviamente non gode della stessa popolarità del calcio inglese ma esiste e viene praticato. Si contano appassionati in diverse località d’Europa, soprattutto in Francia, Inghilterra, Scozia e Svezia.

Enzo Grassano

Fondazione Paideia: oltre 310 mila euro per un anno di terapia a 250 bambini con disabilità

Il Natale appena passato è stato all’insegna della solidarietà per Fondazione Paideia, che ha ricevuto il supporto dei torinesi per far fronte all’aumento delle richieste di aiuto da parte delle famiglie con bambini con disabilità. Con il contributo di ben 988 sostenitori, sono stati raccolti oltre 310.000 euro, che permetteranno di garantire un anno di terapia a 250 bambini con disabilità.

Nei mesi scorsi la Fondazione ha calcolato che nel 2021 la richiesta di contributo da parte delle famiglie per poter proseguire le attività di terapia è aumentata del 40% rispetto agli anni precedenti: il risultato di una situazione economica divenuta fragile per tante famiglie con bambini con disabilità, già molto provate dall’emergenza sanitaria che da due anni caratterizza le nostre vite.

Abbiamo chiesto ai nostri donatori di sostenere le famiglie più in difficoltà, quelle che maggiormente hanno sentito sulle spalle il peso di questa situazione negli ultimi mesi, per offrire loro tutto l’aiuto di cui hanno bisogno” spiega Fabrizio Serra, direttore di Fondazione Paideia. Il risultato della campagna natalizia ha riconfermato la solidarietà dei sostenitori della Fondazione.

Un anno di terapia significa davvero molto per il progresso di un bambino con disabilità. Come racconta una mamma, “ogni volta che torniamo al Centro vedo che nostra figlia migliora in qualcosa, piccole cose che anch’io imparo. Per ogni suo piccolo traguardo, ogni suo piccolo passo che compie sembra che uno ha preso la laurea in Università o ha scalato l’Everest”.

Tra le attività terapeutiche figurano quelle di logopedia, neuropsicomotricità, musicoterapia, consulenza psicoeducativa per bambini, ma anche interventi di supporto psicologico per i genitori, attività ricreative e di socializzazione per i bambini con disabilità, per i genitori, per i loro fratelli e sorelle.

Desideriamo ringraziare – aggiunge Fabrizio Serra – ognuna delle persone, delle aziende e dei professionisti che hanno scelto di condividere con noi un Natale di solidarietà, raggiungendo un risultato che ci consentirà di garantire un anno di terapia a 250 bambini”.

 

fondazionepaideia.it

 

La Fondazione Paideia opera ogni giorno per offrire un aiuto concreto ai bambini con disabilità e alle loro famiglie. Nata nel 1993 per iniziativa delle famiglie torinesi Giubergia e Argentero, Paideia si impegna per costruire una società più inclusiva, responsabile e attenta ai bisogni di tutti. Perché nessuna famiglia possa sentirsi sola e nessun bambino escluso.