Nuovo protocollo d’intesa tra il difensore civico regionale e l’Atc del Piemonte Centrale. A siglare l’accordo sono stati il difensore civico regionale, l’avvocato Paola Baldovino, e il presidente dell’Atc, Emilio Bolla: un’iniziativa che ha preso il via nel 2013 e che vede i due enti impegnati a garantire un corretto e trasparente rapporto tra cittadini e amministrazioni.
L’intesa, infatti, fa sì che gli abitanti delle case popolari possano rivolgersi all’ufficio del difensore civico regionale qualora ritengano di aver subito un disservizio da parte dell’Agenzia che amministra la loro casa: un ritardo, una pratica che non si è chiusa in modo chiaro o semplicemente un problema di natura burocratica e amministrativa che non sono riusciti a risolvere rivolgendosi agli sportelli di Atc.
L’aggiornamento firmato nel settembre del 2020 ha introdotto un termine di 15 giorni entro il quale l’Agenzia per la casa si impegna a fornire riscontro alle segnalazioni.
Tra il 2019 e il 2021 la collaborazione tra i due enti ha permesso di dar riscontro a 50 segnalazioni: in due casi a rivolgersi all’ufficio del Difensore civico sono stati comitati di inquilini che rappresentavano le istanze di un intero quartiere, negli altri casi invece le richieste sono state presentate a titolo personale.
Nel 2022 invece 25 assegnatari hanno chiesto aiuto al Difensore per un problema relativo alla casa popolare.
Le segnalazioni riguardano per la maggior parte problemi di manutenzione, contenziosi di natura condominiale, richieste di chiarimento in merito alle voci in bolletta; oppure semplicemente orientamento ai servizi.
Recentemente non sono mancate richieste di informazioni sulla possibilità di rateizzare le bollette, sulla gestione della morosità e sull’aumento delle rate del riscaldamento.
Va ricordato che Atc gestisce 28.422 appartamenti tra Torino e area metropolitana, 18.512 nella sola Città di Torino.
Sono 60.065 inquilini (15.559 over 65 anni; 4500 over 80 anni; 17.250 nazionalità straniera) che versano 95,5 euro di affitto medio.
Il difensore civico della Regione Piemonte riceve esclusivamente su appuntamento. Si può contattare via mail (difensore.civico@cr.piemonte.it), pec (difensore.civico@cert.cr.piemonte.it) o telefonicamente (011.5757387).
Già nel titolo, la rassegna esprime appieno la personalità e lo spirito del grande “Immaginifico” o “poeta – soldato” o “poeta – vate” (allo stesso modo di Giosué Carducci) cui la mostra si ispira. Ospitata in “Palazzo Giusiana” (ex sede del Tribunale) ad Ivrea, da sabato 21 gennaio a domenica 12 marzo, “Vate, Vanitas, Vittoria” è stata ideata per inaugurare la seconda parte dell’anno da “Capitale italiana del libro 2022” di Ivrea – terza capitale dopo Vibo Valentia nel 2021 e Chiari (Brescia) nel 2020 – e per ricordare il centenario della donazione, il 22 dicembre 1923, da parte di Gabriele D’Annunzio (Pescara, 1863 – Gardone Riviera, 1938), della sua casa-museo (“città nella città”, eretta, a memoria delle imprese dei soldati italiani durante la Prima Guerra Mondiale, sulle rive del Lago di Garda con l’aiuto dell’architetto Gian Carlo Maroni) allo Stato Italiano. Curata da Costanza Casali, assessore alla Cultura della Città di Ivrea, la mostra presenta opere di Nicola Bolla e Andrea Chisesi e sarà introdotta, sempre sabato 21 gennaio, alle ore 17, al “Teatro Giacosa” (piazza Teatro, 1), da una lectio magistralis di Giordano Bruno Guerri, storico e presidente dal 2008 della Fondazione “Il Vittoriale degli Italiani”, affiancato da Angelo Piero Cappello, studioso del “Vate” abruzzese e direttore del “Cepell – Centro per il libro e la lettura del Ministero della Cultura”.
Artista di fama internazionale, anche il secondo ospite di “Palazzo Giusiana”, Nicola Bolla, nativo di Saluzzo (Cuneo), ma residente a Torino, dove alterna l’attività creativa al lavoro di medico-oculista. Bolla è, per tutti, l’ “artista degli Swarovski”, il particolare pregiatissimo cristallo ideato nel 1862 dal tagliatore boemo Daniel Swarovski, attraverso il quale l’artista saluzzese raggiunge la notorietà negli ultimi anni grazie ad una serie di “installazioni iconiche” – “Vanitas” – fondate su opere scultoree che, attraverso l’utilizzo esclusivo di un materiale riflettente (come, appunto, il cristallo Swarovski) “rileggono la storia della scultura invertendo i fattori costitutivi della stessa, da sempre fondata su materiali pesanti, duri, poco propensi alla riflessione della luce”. Ottima la scelta dei due artisti e delle loro creazioni ispirate alla figura del Grande “Immaginifico”, interpretata in maniera non didascalica, traendo ispirazione da tre termini a lui fortemente legati e ben ricordati nel titolo della mostra a tre “V”: “Le opere di Andrea Chisesi e Nicola Bolla – sottolinea in proposito, Costanza Casali – si discostano dalle tecniche tradizionali, e offrono un punto di vista diverso su D’Annunzio: se Chisesi utilizza la ‘fusione’ intervenendo con la fotografia dopo aver dipinto la tela, Bolla utilizza materiali inusuali per la scultura come cristalli e carte da gioco, che esprimono pienamente l’effimero. Le opere di Chisesi dedicate al ‘Vate’ rivelano fotogrammi di vita di D’Annunzio. Le ‘Vanitas’ di Bolla sono un ‘memento mori’ e la ‘Vittoria’ è rappresentata dalla ‘Nike di Samotracia’ reinterpretata da Chisesi e da ‘bandiere ammainate’ in cristallo create da Bolla, che sono il simbolo di una vittoria effimera che rappresenta soltanto un momento e un passaggio che domani potrebbe tramutarsi in disfatta”.
