EMERGENZA URGENZA, IL PRESIDENTE E L’ASSESSORE REGIONALE ALLA SANITA’ DEL PIEMONTE CONDIVIDONO LE RICHIESTE PER L’IMPIEGO DEGLI SPECIALIZZANDI IN PRONTO SOCCORSO. PRESTO UN TAVOLO REGIONALE CON LE UNIVERSITA’
L’assessore regionale alla Sanità Luigi Icardi e il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio hanno ricevuto i rappresentanti nazionali e regionali del Sindacato dei medici dell’Emergenza Urgenza, che hanno manifestato loro le difficoltà relative all’impiego degli specializzandi nei Pronto Soccorso a causa delle diverse interpretazioni dei decreti ministeriali Calabria e Bollette da parte dei Rettorati universitari, ai quali spetta l’atto autorizzativo.
In questo momento, decine di specializzandi potrebbero essere utilmente impiegati nei reparti di Emergenza, venendo incontro in modo significativo alle drammatiche necessità del momento, consentendo non soltanto di allentare la pressione sui medici urgentisti, ma anche di limitare il ricorso al personale esterno.
Il presidente e l’assessore alla Sanità hanno condiviso le preoccupazioni della categoria, peraltro già da loro espresse in più occasioni anche in sede nazionale, e si sono impegnati a convocare un tavolo congiunto con le Università del Piemonte già nei prossimi giorni, per condividere un percorso sostenibile da tutti.
È come un fiume in piena Arturo Brachetti, la sua bella tour eiffel dritta in testa. Ad inizio di conferenza stampa intrattiene un bel gruppo di giornalisti su questo “Cabaret”, libretto di Joe Masteroff e musiche di John Kander, tratto dalle pagine amare di “Addio a Berlino” di Christopher Isherwood, titolo premiatissimo, successo mondiale da quando nel 1972 Bob Fosse fece letteralmente esplodere Liza Minelli come Sally Bowles, “Cabaret” che viene a mettere la bandierina sulla carta geografica di Torino, l’esatto punto di partenza è il teatro Alfieri, come nuovo centro di intrattenimento e capitale italiana del musical, con uno/due titoli di importanza internazionale ogni stagione, artisti importanti, produzioni super e prime assolute, questa stabilita ad inaugurare la stagione prossima il 10 ottobre. “Una storia che mi segue, una di quelle storie che ti fanno innamorare. Nel 1979 al Paradis Latin di Parigi mi ritrovo a dividere il camerino con Joel Grey, quell’omino impalpabile che era stato il maestro di cerimonie nel film – racconta Brachetti – e nell’83 mi ritrovo a Londra con un mio spettacolo e Bob Fosse che una sera mi entra in camerino e mi riempie di complimenti.” Un destino impenitente che continua a zigzagare e lui che ancora è pronto a cantare “Money Money” o “Willkommen” sul palcoscenico del Kit Kat Club nella Berlino degli anni Trenta. “Una città moderna, spregiudicata, estremamente libera, un’isola anarchica più sfrenata di quanto non lo fosse la stessa Parigi. Gli anni della Repubblica di Weimar, arte e avanguardie, diritti degli omosessuali e uso di droghe, un’isola felice su cui stava emergendo il nazismo. I tempi di Fritz Lang, della Dietrich e dell’”Angelo azzurro”, certi locali che riversavano sensualità ed erotismo, ballerine disponibili ad ogni tavolino dei locali, un telefono a contattare questa o quella, i petit cadeau erano un drinck o un preservativo o una bustina di cocaina, ogni sera tra prostituzione e miseria.” Case signorili e fumose camere d’albergo, avventure personali e la tragedia di una nazione, qualcuno ha scritto che Isherwood ha messo in scena “la prova generale di una catastrofe”. Arturo, occhi grandi e sorrisone aperto, conferma che sarà uno spettacolo per bambini, qualcuno lo blocca e corregge il tiro.
grande spettacolo di prim’ordine, avremo sicuramente gli elementi giusti, ce ne siamo resi conto quando ieri per tutto il giorno e fino a tarda nottata abbiamo esaminato circa 400 ragazzi, età media intorno ai 22, che si sono messi completamente a disposizione in recitazione e canto e ballo per entrare nel cast.” Vista la certezza di come il pubblico torinese risponda a teatro, unica piccola amarezza la presenza a Torino per una settimana soltanto, “lo so, lo spazio è breve, abbiamo già più di 170 piazze prenotate”, ma la promessa è di tornare in un periodo assai più ampio la stagione successiva.



I limiti della materia nella sua scultura sono da intendersi quale ildialogo con la materia, che arricchisce il concetto conclusivo dell’opera.
La sovrapposizione dei materiali che l’artista Maria Virseda lavora con impegno, rende l’opera intrisa di energia e di dialogo, dando un’impronta piuttosto importante al proprio iter di forte comunicativa.