ilTorinese

I moduli nel calcio Prima puntata

 

Comincia oggi un viaggio di quattro puntate in cui soddisferemo la curiosità di tanti tifosi che chiedono chiarimenti riguardo all’impostazione tattica data dagli allenatori ai giocatori, rispetto alla loro disposizione in campo. I moduli di calcio sono diventati i veri protagonisti della storia di questo sport quando da una tipologia di gioco più aperta,basata sulla tecnica dei giocatori più forti,si è passati ad un tipo di gioco sempre più tattico costruito, soprattutto, sulle caratteristiche degli avversari e come contrastarli in maniera efficace. Scopriamo dunque insieme cosa sono, nello specifico, i moduli tattici del calcio e quali sono gli schemi più diffusi in questo momento.Cominciamo con il 3-3-1-3,che diventa a sua volta il 3-4-3,chiamato anche schema a forcone perché i quattro attaccanti sembrano formare la punta di un forcone. Questo era un modulo molto usato in passato per contrastare il catenaccio, mentre oggi viene usato meno.
Tre difensori centrali abili nel contrasto e pronti a rilanciare l’azione,senza sbilanciarsi troppo, quattro centrocampisti,due centrali a cui viene richiesto il rilancio dell’azione in fase di possesso palla e una grande attenzione di contrasto in fase di difesa.I due terzini devono esser abili sia nel difendere che nell’offendere,con un grande dispendio d’energia.
I tre attaccanti in realtà sono soprattutto una coppia d’ali o trequartisti laterali supportati dai due terzini di fascia che in fase d’interscambio forniscono il più possibile palloni giocabili al centravanti,meglio se potente fisicamente,col compito di far il maggior numero di reti possibili.Un grande esempio viene dato dal tecnico Gasperini e dalla sua Atalanta,magnifica interprete di questo modulo.

Enzo Grassano

Giulio Base è il nuovo direttore artistico del Torino Film Festival

Giulio Base è il nuovo direttore artistico del Torino Film Festival ed entrerà in carica nel 2024 per dirigere il 42° TFF.

La scelta del Comitato di Gestione di Giulio Base è maturata valutando molto positivamente il progetto presentato, oltre alle caratteristiche del candidato che presenta profonda conoscenza del cinema e della sua storia, spiccato gusto sia per il cinema cinephile che per il cinema popolare, ottimi rapporti con l’industria nazionale e internazionale nonché elevate competenze di gestione e di comunicazione.

Il presidente Enzo Ghigo ci tiene ad affermare con assoluta determinazione che questa scelta è avvenuta esclusivamente valutando i meriti del candidato e non è stata in alcun modo condizionata da valutazioni esterne.

Giulio Base verrà ufficialmente presentato alla fine del 41° Torino Film Festival, quale ideale passaggio di testimone tra lui e l’attuale direttore Steve Dalla Casa, e da quel momento assumerà ufficialmente il ruolo di direttore.

Nato a Torino nel 1964, Giulio Base ha conseguito due Lauree: la prima in Lettere Moderne (tesi in Storia e Critica del Cinema), la seconda in Teologia. Diplomato alla Bottega Teatrale di Vittorio Gassman (che ha poi diretto, nell’ultimo film del maestro).

Lavora nel cinema da più di 40 anni in qualità di regista, sceneggiatore, produttore, attore. Ha vinto numerosi premi nazionali ed internazionali firmando la regia di 29 titoli fra film di lungometraggio usciti nelle sale e/o opere di fiction tv. Come interprete (45 film) ha recitato per grandi nomi del cinema mondiale (fra cui Ridley Scott e Nanni Moretti).

È un giurato dei premi David di Donatello; dal 2021 è membro della Commissione di Classificazione Opere Cinematografiche presso il Ministero della Cultura (Direzione Generale Cinema); Alberto Barbera l’ha chiamato a presiedere la giuria della sezione ‘Classici’ durante l’ultima edizione della Mostra del Cinema di Venezia, nel 2022.

“In cammino”, percorso turistico sulla Via Francigena

Progetto virtuoso fortemente voluto dalla Regione Piemonte per rendere agibile a tutti, anche ai diversamente abili un percorso turistico sulla via Francigena.
Inclusione e accessibilità sono fondamentali per rendere fruibile a tutti il percorso.
Oltre al progetto finanziato da Regione Piemonte e Mic. In collaborazione con molte realtà territoriali sotto la guida della Consulta persone disabili, nella cornice sabauda, nella sala del caminetto di Palazzo Madama sono stati presentati  il progetto regionale e la mostra curata dalla fondazione Carlo Acutis….Sui sentieri della Sindone.
Mostra che sarà visitabile, gratuitamente fino ad ottobre


Coinvolti ben tre assessorati regionali,il progetto, prevede attività in corso di realizzazione :  la formazione per gli operatori turistici, la mappatura degli itinerari per valutarne l’accessibilità, la realizzazione di pannelli multisensoriali, l’acquisto di ausili per le attività di accompagnamento e montagna terapia, l’attivazione di tirocini extracurriculari per disabili.

” In molti hanno collaborato alla realizzazione di questo progetto – ha detto l’assessore Vittoria Poggio -. Un percorso straordinario quello della Via Francigena ed è un orgoglio grande quello di aver reso inclusive le visite. Sono state realizzate delle mappature, un lavoro mirato e puntuale affinché tutti , anche chi ha fisicamente delle difficoltà, possano partecipare attivamente

“La Via Francigena – ha dichiarato il  presidente Fondazione Torino Musei -, nota fin dal VII secolo, divenne in Piemonte lo snodo centrale delle grandi vie di fede. Fu un canale di sviluppo culturale dell’Europa del Medioevo, ma anch dei grandi centri. Il ruolo della mostra è anche quello di mettere in evidenza  il ruolo di Torino e del Piemonte come porta di ingresso dell’intera penisola. Interessante, lo spunto della mostra sul tema pellegrinaggio: riflessione esistenza e spiritualità”.

La Via Francigena in Piemonte  ha una lunghezza di circa 650 chilometri, coinvolge 107 comuni, cinque province (Torino, Vercelli, Biella, Asti e Alessandria) e quattro parchi naturali.

Quattro in particolare i percorsi: “Via Francigena di Sigerico” ( territorio Morenico Canavesano); Via Francigena della Valle di Susa (il tratto Monginevro – Arles si collega con il Cammino di Santiago di Compostela); Torino-Vercelli;  da Torino alla Liguria, attraverso i territori di Asti ed Alessandria.

GABRIELLA DAGHERO

Duello tra l’ex Ministro Roberto Castelli, Presidente di Autonomia e Libertà, e Cateno De Luca, leader di Sud chiama Nord

Castelli avverte De Luca: “Sull’Autonomia vi aspettiamo alla prova dei fatti”

Un incontro cordiale, partito da posizioni distanti e tanti temi da chiarire.
A Ponti sul Mincio, alla Festa dell’associazione presieduta da Castelli, un confronto serrato si è svolto sabato 8 luglio sui temi irrisolti del rapporto tra il Nord e il Sud.
Roberto Castelli rappresenta l’anima leghista e nordista che non ha mai abbandonato le battaglie dell’autonomia, del federalismo, del principio costituzionale della sussidiarietà, dell’identità regionale.
” Il residuo fiscale del Nord – afferma – cioè il saldo negativo tra le tasse versate a Roma e quanto ritorna sui territori attraverso i servizi, è di 56 miliardi all’anno per la sola Lombardia e non ha pari al mondo. E’ il “sacco del nord” e grava in maniera insostenibile sulle nostre famiglie e imprese. Non c’è controllo sui beneficiari e non nascono pratiche amministrative virtuose che progressivamente sgravino il Nord. Vogliamo l’autonomia in materie strategiche come la scuola, l’istruzione, i programmi, le graduatorie dei professori: l’autonomia prevede che a trasferimenti invariati, la spesa destinata per una materia, la scuola ad esempio, sia interamente gestita dalla Regione con possibilità di sviluppare pratiche migliori, e trattenere le somme liberate per altri scopi. E’ una partita a saldo zero per lo Stato, ma dal pantano di Roma non arriva niente, lì tutto muore”.
Il riferimento è anche al Ddl Calderoli, che suscita enormi perplessità.
Cateno de Luca si autodefinisce “Sindaco di Sicilia” e propugna una politica per il Sud basata su una vera autonomia, con una gestione delle risorse e dei territori strappata dalle mani a “una classe dirigente parassitaria che tradisce la sua terra”.
Rivendica le accise sul petrolio raffinato in Sicilia, una partita da 9 miliardi all’anno che ora finiscono nelle casse dello Stato: una somma che spetta alla Regione, con la quale, secondo De Luca, la Sicilia potrebbe sostenere la sua spesa sanitaria, e calmierare i costi del carburante alla pompa di benzina. Castelli ha concordato su questo tema con De Luca, definendo fondate le sue ragioni.
I duellanti non si sono risparmiati, Castelli ha attaccato De Luca dicendo che “è ben strano che voi neghiate l’autonomia alle Regioni del Nord mentre voi godete dello Statuto speciale”.
Cateno De Luca si è spinto ad affermare che “penso che le risorse debbano restare nei territori dove sono state generate” e che “il Sud deve avere una vera autonomia ed emanciparsi da una classe

dirigente parassitaria”. Partono le cannonate contro il comune avversario, la palude romana. Il clima è acceso, cordiale, il dibattito si chiude evocando le macro-regioni, idea cara a entrambi.
Cateno De Luca è un uomo determinato ed è a caccia del 4% nazionale in vista delle Europee: lo sanno tutti, vuole consensi, alleanze, voti. E’ davvero l’uomo del nuovo corso per il Sud o è l’ennesimo volto di un Sud che vuole essere assistito? Il Presidente Castelli tiene la guardia alta.
In mezzo alle bandiere della Padania mescolate a quelle di “Sud chiama Nord”, si canta il Nabucco, tutti in piedi, Siciliani compresi, i Padani apprezzano, scambio di doni, Cateno De Luca torna nella sua Taormina con una scintillante carta d’Identità della Padania autografata da Castelli: spuntano i cannoli della pace, ma al di là della simpatia e della cordialità, il Presidente Castelli avverte De Luca: “Sull’Autonomia vi aspettiamo alla prova dei fatti”. Stiamo a vedere.

MASSIMO IARETTI

Motociclista muore sbalzato sull’asfalto

Un motociclista di 45 anni, residente in provincia di Sassari, è deceduto ieri sera in un incidente con una vettura a Sale, in provincia di Alessandria. L’uomo era in sella a una Honda Pc 600 ed è stato sbalzato sull’asfalto. Indaga la polizia stradale di Tortona.

Sicurezza, Forza Italia: “sui reati Lo Russo prenda meglio la mira”

“Partendo dal presupposto che qualsiasi controllo delle forze dell’ordine per ripristinare la legalità nelle nostre periferie e in particolare a Barriera di Milano, è doveroso e anzi andrebbero intensificati, come peraltro abbiamo sempre richiesto, siamo rimasti esterrefatti dal fatto che dal comunicato della Questura non si evinca che sia stata sequestrata droga. Se così fosse siamo di fronte a una situazione paradossale: il Sindaco ai giornalisti invitati per la passerella elettorale afferma di essere intervenuto su un immobile oggetto di spaccio a cielo aperto ma poi, alla prova dei fatti vengono contestati reati di tutt’altro genere: legati più che altro a forme di abusivismo come allacciamenti illegali alle utenze elettriche, residenze non dichiarate, difformità edilizie. Tutti comportamenti facilmente perseguibili nei mesi scorsi dal corpo dei Vigili Urbani se solo il Sindaco avesse dato l’ordine di intervenire al riguardo. Perchè si è aspettato fino a ieri visto che lo stesso Primo cittadino ammette che la situazione era nota da tempo? D’altra parte un primo cittadino avrebbe potuto partecipare ad un blitz antidroga? La Questura l’avrebbe permesso se poteva essere messa a rischio la sua vita e quella dei giornalisti presenti? Comprendiamo che le elezioni si avvicinano ma ribadiamo che se si vuole affrontare il problema seriamente è necessario concentrarsi dove i reati gravi si consumano quotidianamente nell’indifferenza dell’Amministrazione Cittadina. Le segnalazione non mancano da parte dei comitati di quartiere, residenti, consiglieri circoscrizionali e comunali. E’ solo necessario prendere bene la mira e non parliamo di quella a favore di telecamera, caro signor Sindaco!”. Ad affermarlo in una nota i coordinatori provinciale e cittadino di Forza Italia, il Senatore Roberto Rosso e Marco Fontana e il responsabile cittadino del Dipartimento Sicurezza Raffaele Petrarulo per il partito.

A Torino il Casting Tour di Grande Fratello

 il Casting Tour di Grande Fratello

Prosegue a Torino il 2 Agosto

a Officine S – Svago Sapori Sorprese

Al via il Casting Tour di Grande Fratello organizzato da Wobinda Produzioni.

La nuova tappa di queste Selezioni Ufficiali, alla ricerca di nuovi concorrenti per la prossima edizione del reality show di Canale 5, prodotto da Endemol Shine Italy, si terrà a:

Torino, il 2 Agosto a Officine S – Svago Sapori Sorprese in Corso Mortara, 24, 10149 a Torinodalle ore 14:00.

Il Casting Tour realizzato da Wobinda Produzioni – su licenza di Endemol Shine Italy – prevede diverse tappe in giro per l’Italia.

Le varie date e le modalità di partecipazione alle diverse tappe sono in continuo aggiornamento e sono visibili sul sito ufficiale www.grandefratello.mediaset.it e sui social Grande Fratello e Wobinda Produzioni nel link specifico WWW.wobindaproduzioni.com/selezioni-ufficiali-grande-fratello-tappe-casting.

Si tratta, quindi, di un appuntamento imperdibile per tutti gli appassionati del programma che ha cambiato la storia della TV e che vorrebbero entrare nella casa del Grande Fratello come protagonisti.

Info Wobinda Produzioni
051 6367648 info@wobindaproduzioni.com www.wobinda.it

Torino, commercio e nuovo piano regolatore: quali prospettive?

Politiche attive per il commercio, tutela del tessuto imprenditoriale di prossimità, sostegno al valore sociale delle attività tradizionali, strategicità del Distretto Urbano del Commercio. Queste le direttrici emerse dall’incontro  Commercio & Città, laboratorio per la rigenerazione urbana ed economica dei territori”, tra Ascom Confcommercio e gli assessori del Comune di Torino al Commercio Paolo Chiavarinoe all’Urbanistica Paolo Mazzoleni, organizzato dall’associazione del terziario per approfondire i temi del nuovo Piano Regolatore Generale PRG di Torino.

«Stiamo lavorando – sottolinea la presidente di Ascom Confcommercio di Torino e provincia Maria Luisa Coppa per invertire la rotta della desertificazione commerciale e per restituire alle vie della città servizi, vivacità, bellezza e sicurezza. Per questo motivo abbiamo voluto portare la discussione sul futuro Piano Regolatore di Torino nella Casa del Commercio. Vogliamo dare il nostro contributo alla realizzazione di un Piano Regolatore che dia prospettiva ad una città in divenire e che tenga conto di uno scenario molteplice, dove il commercio è uno degli elementi, ma non l’unico. Pensiamo alla necessità di collegamenti logistici di alto livello, di connessioni dirette, di un aeroporto e stazioni ferroviarie funzionali, di una TAV da completare con urgenza. Guardiamo allo sviluppo delle Università e al loro impatto sulla composizione sociale urbana. Vediamo un turismo che si sta consolidando e che ha bisogno di strutture ricettive di livello per attirare fasce alto spendenti, mentre i centri cittadini non devono essere stravolti dagli airbnb. Il nuovo Piano Regolatore dovrà dare risposte innovative a tuttociò».

«Il rilancio del commercio locale è sicuramente una delle nostre priorità – spiega l’assessore al Commercio del Comune di Torino Paolo Chiavarino – i negozi di vicinato sono infatti un elemento fondamentale della nostra città perché contribuiscono all’identità dei quartieri, li mantengono vivi e offrono la possibilità di socializzare oltre a risultare un importante presidio per la sicurezza del territorio. Lo dimostrano le molte iniziative realizzate e in via di realizzazione dalla Città di Torino – sottolinea l’Assessore – che vanno proprio nell’ottica del sostegno all’economia di prossimità, si pensi ad esempio allo stesso Distretto Urbano del Commercio e ai futuri bandi per le imprese finanziati nel quadro del PN Metro Plus, in particolare per le periferie».

«L’attuale Piano Regolatore – commenta l’assessore all’Urbanistica del Comune di Torino Paolo Mazzoleni – ha consentito negli anni la trasformazione di Torino in molte sue parti, contribuendo in modo determinante a liberarci dalla rappresentazione monoculturale di città-fabbrica. È evidente che oggi uno strumento pensato negli anni Novanta non risponde più alle esigenze delle città. Il piano, dunque, dovrà avere i propri cittadini al centro. Obiettivo fondamentale sarà la valorizzazione dei quartieri e la loro centralità come elemento di riequilibrio territoriale, a partire dal ruolo delle Circoscrizioni. Le trasformazioni avranno a cuore il sostegno al commercio e all’economia di vicinato, anche e soprattutto come elemento di coesione sociale e presidio di sicurezza. In questa chiave anche la valorizzazione dei mercati come occasioni di garanzia del territorio».

Tra le linee di indirizzo del nuovo Piano Regolatore spicca la valorizzazione dei quartieri come elemento di riequilibrio territoriale attraverso il sostegno del commercio, dell’economia di vicinato e dei mercati intesi anche come presidi del territorio.

Numerosi i temi sul tavolo, a partire dalla necessità di politiche attive per il commercio condivise con le associazioni di categoria. Al primo posto il bilanciamento dei servizi commerciali del territorio, necessario per tutelare le attività tradizionali dalle ondate di concorrenza sleale delle grandi catene e dei centri commerciali. «Siamo per la tutela a favore di tuttispiega la presidente Coppa -, ma è evidente che oggi la situazione è fortemente sbilanciata a vantaggio delle grandi catene e dei centri commerciali, a partire dalle agevolazioni sugli oneri. In un’epoca in cui si parla di “città dei 15 minuti“, di tutela della prossimità e di sostenibilità ambientale, è indispensabile adottare misure efficaci per difendere le piccole imprese. La grande distribuzione, spesso basata su speculazioni immobiliari, ha un impatto negativo sulle attività locali, che ne subiscono le conseguenze senza adeguati strumenti di difesa.

La pandemia Covid-19 ha evidenziato il valore sociale e culturale dei negozi locali, oltre a quello economico. Pertanto, chiediamo che queste imprese siano riconosciute come una vera e propria rete di servizi economici essenziali.

La città sta cambiando e i grandi cantieri, tra cui quello futuro per la Metro 2, provocano mutazioni nelle abitudini di acquisto che influenzano pesantemente la vita del tessuto commerciale. Inoltre, ci sono aree in profonda trasformazione, come l’ex area Westinghouse in centro congressuale, che cambieranno le dinamiche urbane».

«Torino deve fare delle scelte chiaresostiene la presidente Coppa – riguardo agli insediamenti di grandi e medi distributori. Nel Piano Regolatore guarderemo perciò, con particolare attenzione proprio agli spazi dei mall, per i quali chiediamo che venga posto un limite di buon senso.

Ascom è a disposizione, come sempre, per mettere le sue conoscenze a servizio del Comune con l’obiettivo di fare di Torino una città dove si vive bene».

Preoccupa anche la tendenza all’aumento dei cambi di destinazione d’uso, che trasforma sempre più spesso i negozi vuoti in garage e in abitazioni, alterando così il tessuto commerciale locale, fiaccando l’attrattività dell’area e influenzando negativamente la qualità della vita nella comunità. Secondo i dati raccolti da FIMAA, l’associazione degli agenti immobiliari aderente ad Ascom Torino, risulta che il 50% dei proprietari di negozi sfitti chiede un cambio di destinazione d’uso. Un negozio su due rischia di scomparire per sempre.

Quali le soluzioni? Indicazioni interessanti arrivano dalle esperienze illustrate da Luca Tamini, professore del Politecnico di Milano e direttore del laboratorio di urbanistica commerciale: Brescia, Parma, Bergamo, Piacenza e Milano rappresentano best practise di come le amministrazioni hanno declinato l’economia di prossimità utilizzando gli strumenti di governo del territorio. L‘architetto Elena Franco, esperta nella sperimentazione del dialogo tra portatori di interessi, ha inoltre illustrato i vantaggi dei Distretti Urbani del Commercio quali intersezioni tra urbanistica e autonomia, strumenti di integrazione pubblico-privato.

Uno strumento già attivo e in fase di sviluppo a Torino è proprio il Distretto del Commercio Urbano DUC, nato nel 2021 grazie all’impegno della Regione Piemonte, della Città di Torino, di Ascom Confcommercio Torino e Provincia e delle altre associazioni di categoria, con l’obiettivo di promuovere e sostenere il commercio di prossimità, quella fitta e insostituibile rete composta da migliaia di negozi, bar, ristoranti e di tutte quelle attività che aiutano a mantenere viva la città fornendo un servizio essenziale per chi abita, lavora e visita Torino. L’area del Distretto di Torino include il centro storico e altre zone limitrofe che comprendono piazza Vittorio e i Murazzi, Porta Palazzo e l’ambito di Borgo Dora, San Salvario, Vanchiglia e gli assi commerciali di via Sacchi e via Nizza, piazza Statuto. Un’area che ospita circa 7.800 esercenti, più di 200 attività ricettive, 1.690 esercizi pubblici di somministrazione, oltre ad alcune centinaia di attività di servizi alla persona. «I DUC – conclude la presidente Coppa – sono luoghi pubblici-privati, che devono interessare non solo l’Assessore al Commercio, ma anche quello all’Ambiente, all’Urbanistica, alle Politiche Sociali. E lo sguardo si potrebbe allargare, in realtà, a tutti gli ambiti di competenza dell’Amministrazione Comunale. I DUC creano veri e propri centri commerciali naturali, dove le attività di qualità diventano un valore anche per il turismo, oltre che per i cittadini».

Perquisito il palazzo degli spacciatori

La Polizia di Stato nell’ambito di un servizio di controllo straordinario del territorio coordinato dal Commissariato di P.S. Barriera di Milano, coadiuvato dal Reparto Prevenzione Crimine, dal Reparto Mobile Torino, dalle Unità Cinofile dell’UPGSP e dell’Arma dei Carabinieri, dalla Polizia Locale, dall’ASL, da personale Ireti e Italgas, dal Dipartimento protezione civile gestione emergenze e sicurezza, dall’Ufficio verifiche edilizie di pronto intervento e verifiche impianti del Comune di Torino, ha eseguito un controllo all’interno di uno stabile in C.so Giulio Cesare.

L’operazione è stata finalizzata alla messa in sicurezza di uno stabile in condizioni di degrado, verosimilmente utilizzato da alcuni spacciatori della zona come luogo di ritrovo, oltre che alla verifica della posizione giuridico amministrativa degli occupanti.

Con riferimento alle persone residenti sono state avanzate 15 proposte di cancellazione anagrafica sulle 37 posizioni attive nel condominio, in quanto mai state presenti all’interno dei NUI dichiarati.

Complessivamente, sono state controllate 23persone; 8 sono state denunciate per furto di corrente elettrica a seguito del rinvenimento di altrettanti allacci abusivi.

Con la collaborazione di Italgas venivano rimosse 8 bombole di gpl abbandonate sui ballatoi o custodite in luoghi non idonei; veniva, altresì, rimosso un contatore del gas e sigillati 5 impianti perché non a norma. Inoltre, venivano effettuate tre chiusure di altrettanti attacchi irregolari del gas e si accertava che delle 21 forniture presenti, 8 risultavano attive e solo 5 regolari.

Il Comune di Torino e l’ASL verificavano la corrispondenza delle planimetrie con la situazione attuale degli alloggi, oltre che le condizioni igienico sanitarie delle singole unità immobiliari e parti comuni; si riscontravano così 9 difformità edilizie interne agli alloggi. Al piano terra veniva constata la creazione di due nuove unità immobiliari sconosciute al catasto: una alloggio usato come unità abitativa (mentre risultava dover esserci un locale commerciale) e l’altra nel cortile interno. Inoltre, al primo piano veniva riscontrata la presenza di un appartamento nel terrazzino comune.

Oggetto di verifica anche un locale commerciale in prossimità dell’edificio dove i NAS hanno diffidato la proprietà al ripristino delle condizioni igienico sanitarie e strutturali, mentre la Guardia di Finanza ha sanzionato il datore di lavoro per un dipendente non in regola.