Un’iniziativa coinvolgente nell’hospitality Ferrini dello Stadio Grande Torino, tra domande appassionanti e l’albero di Natale ornato dalle foto della community granata
StarCasinò Sport, il sito di intrattenimento sportivo Top Partner del Torino FC, ha trascorso un momento speciale insieme ai tifosi granata nell’hospitality Ferrini dello Stadio Grande Torino in occasione della partita contro l’Empoli, per celebrare l’arrivo del Natale in un clima di festa e passione calcistica. Il video è disponibile sui canali digitali di StarCasinò Sport.
L’evento è stato arricchito da una serie di attività coinvolgenti condotte dalla giornalista e conduttrice TV Lucrezia Maritano che ha posto alcune domande emozionanti ai tifosi presenti. Tra quelle più interessanti, “Chi ha realizzato il gol più bello del Torino in questa stagione?” ha visto una risposta quasi unanime in favore della rete di Duvan Zapata contro la Roma, dimostrando l’apprezzamento per le gesta del talentuoso centravanti colombiano. Tra le più curiose: “Con quale giocatore del Toro passeresti le vacanze di Natale?”. La risposta più gettonata è stata Alessandro Buongiorno, l’amatissimo difensore torinese che piace proprio a tutti. Infine, “Cosa ti aspetti dall’anno nuovo?” ha mostrato come, tra i tifosi, la speranza più comune sia vedere il Torino FC brillare in competizioni europee.
L’atmosfera festosa è stata ulteriormente arricchita dalla presenza di un albero di Natale nell’hospitality, decorato con foto polaroid dei tifosi del Torino: un emozionante collage visivo della passione e dell’unità della comunità granata. In chiusura, StarCasinò Sport e Lucrezia Maritano hanno inviato gli auguri di un felice Natale e anno nuovo a tutti i tifosi del Torino FC in Italia e nel mondo, con la speranza che questa stagione sia ricca di gioia, amore e successi per il Club e per tutti i suoi sostenitori.





Ho conosciuto l’“Arte Fotografica” (tutto maiuscolo, per lui è giusto così!) del fotografo – fotoreporter torinese (ma di origini cuneesi) Mauro Raffini, nel giugno del 2019, in occasione della sua mostra “Gli Invisibili”, dedicata al largo e sempre più eterogeneo e prolificante popolo dei “senza fissa dimora”. Ospitata nel “Palazzo di Giustizia” di Torino, (sede scelta casualmente o con chiari, ben precisi intenti?), la rassegna ti scaraventava addosso immagini di solitarie esistenze (dis)umane, perse per strade popolate di sguardi assenti, impietosi se non infastiditi, che parevano fare a pugni, oppure a bella posta proporsi in tutta la loro bruciante verità, in quel “Tempio di Giustizia e Legalità” dove a tutti, anche a loro ai “clochard”, fosse possibile urlare, non inascoltati, il diritto a uno straccio di vita vivibile e tollerata dal resto del mondo. Da quella mostra, ricordo di essere uscito fortemente impressionato con addosso e nel profondo l’immagine dei soggetti – autentici pugni nello stomaco – proposti da Mauro. Con lui non ci siamo ancora conosciuti di persona, solo alcune telefonate – anche con la figlia Sandra che ne segue amorevolmente il lavoro – ma mi sento di condividerne in toto una concorde solidale identità di pensieri e valori. Quell’attenzione spontanea per i “sommersi” (di leviana memoria), per gli “ultimi” ignorati, nella carne e nello spirito, dal mondo che li circonda e non li vede. “Invisibili”, appunto. E su questo persistente “filo rosso” (che da anni lo imprigiona e lo incatena senza alcuna soluzione di continuità) si muove anche la recente rassegna dedicata da Mauro ai “Riders” o, per dirla in modo tutto nostro, ai “Ciclofattorini”. Ospitata, fino a fine dicembre, all’“Ufficio Pastorale Migranti” di via Cottolengo e realizzata con il contributo della “Confraternita di San Rocco” e con “A.M.M.I. – Associazione Multietnica Mediatiatori Culturali”, la mostra partecipa al progetto europeo “DIGNITY FIRM” di “Fieri” (“Forum Italiano Europeo Ricerche Immigrazione”) ed è collegata all’iniziativa “RIDERS ON THE STORM” organizzata da “NIdiL CGIL Torino” per lanciare il progetto della prima “Cassa di Mutua Solidarietà” dedicata ai “Riders”. Cinquanta sono gli scatti a colori presentati in via Cottolengo e realizzati, i primi, in piena pandemia a Torino (periodo giocoforza di grande lavoro per queste “schegge impazzite”, sempre in moto veloce di giorno e di notte al passo di un “algoritmo” che ne determina spostamenti, orari e secondi), poi seguiti da altri nel 2022 sempre a Torino e nel 2023 a Nizza. Mestiere da uomini soprattutto (fra i 30 e i 50 anni, per il 70%), poche le donne, Torino, secondo recenti dati statistici, é la prima città in Italia a sperimentarne l’utilizzo, e la seconda in Europa, dopo Londra.