redazione il torinese

Treni in ritardo? Ora c’è la App

Con il coordinamento della control room integrata Rfi alla stazione del Lingotto di Torino i passeggeri potranno avere informazioni fino a 4 treni. Inoltre, ogni ritardo superiore ai 15’ o blocco della circolazione verrà subito segnalato e motivato

Per i pendolari stressati a causa dei treni spesso in ritardo, Trenitalia estende ai convogli regionali il servizio “Smart Caring” in grado di fornire notizie personalizzate e aggiornate in tempo reale sugli orari grazie a una App gratuita per smartphone e tablet. Così ora  anche i pendolari del Piemonte, che  utilizzano gli 800 treni regionali gestiti ogni giorno da Trenitalia , possono essere informati sui ritardi e le loro cause, previsioni di ripristino della normalità e alternative possibili. Con il coordinamento della control room integrata Rfi alla stazione del Lingotto di Torino i passeggeri potranno avere informazioni fino a 4 treni. Inoltre, ogni ritardo superiore ai 15’ o blocco della circolazione verrà subito segnalato e motivato.

L’ assessore regionale ai Trasporti, Francesco Balocco, giudica la novità  “un altro passo avanti per soddisfare l’esigenza, sempre più sentita dai viaggiatori, di avere informazioni precise e tempestive. L’accordo ponte firmato con Trenitalia a fine settembre ha tra le sue parti rilevanti proprio la necessità di dare sempre maggiore trasparenza al servizio, con un flusso di informazioni sempre maggiore”.

Inoltre la Regione sta lavorando con le società che gestiscono il trasporto pubblico  alla rivisitazione del sistema tariffario, che non dovrà più essere rigido come quello attuale. In due province (probabilmente Asti e Cuneo) verrà sperimentata la tariffazione integrata e flessibile che coinvolgerà sia le linee ferroviarie sia quelle su gomma.

 

(foto: il Torinese)

TERRANOVA E HUMANA PEOPLE TO PEOPLE ITALIA INSIEME PER I BAMBINI DELLO ZAMBIA

Fino al 30 novembre sarà possibile portare i propri abiti usati presso i 2 punti vendita di Terranova presenti nella provincia di Torino. Il ricavato finanzierà progetti solidali a favore dell’infanzia in Zambia

Gli abiti usati possono donare nuova vita. È questo il concept alla base della nuova campagna di recupero di abiti e accessori usati che Terranova, nota catena italiana di abbigliamento parte del Gruppo Teddy, sosterrà in partnership con l’organizzazione umanitaria HUMANA People to People Italia. L’iniziativa, che si terrà fino al 30 novembre, coinvolgerà anche i 2 punti vendita Terranova a Torino (Piazza dello Statuo, 10) e a Collegno (Str.Torino-Pianezza 148) presso i quali i clienti potranno donare i propri abiti usati ricevendo in cambio di buoni sconto. A fronte di 5 capi usati (inclusi scarpe, borse e accessori) donati in tutti i negozi Terranova Italia, il cliente riceverà un buono sconto da 20 euro: 10 € utilizzabile per nuovi acquisti nel punto vendita e 10 € su terranovastyle.com. Gli indumenti saranno recuperati da HUMANA People to People Italia e verranno riutilizzati per sostenere iniziative solidali in Zambia, finalizzate al supporto scolastico, alla costruzione di case per ragazzi di strada, di centri di aiuto e ascolto e all’avvio di progetti nutrizionali. Terranova da quasi 30 anni è impegnata in campagne di solidarietà internazionali, supportando attivamente un progetto di accoglienza per bambini, mamme e famiglie meno fortunate, portando nel continente africano medicinali, cibo, cure ed educazione. Per maggiori informazioni: terranovastyle.com/apositiveview. Donare i propri abiti usati è un gesto semplice che può cambiare il mondo. Questo il senso dell’iniziativa che si propone di migliorare le condizioni e la qualità di vita dei bambini dello Zambia. C’è molto ancora da realizzare nel Paese africano, a tutela proprio dei più piccoli, e c’è ancora bisogno del sostegno di tutti per continuare a garantire alla popolazione locale servizi fondamentali come l’accesso all’istruzione di base e ad una casa sicura.

A Caselle la corsa contro la violenza alle donne

La quota di iscrizione è di 5 euro e l’intero ricavato sarà devoluto alle Case Rifugio e all’associazione Cerchio degli Uomini

Corsa contro la violenza alle donne Sabato 25 novembre a Caselle ci sarà la corsa non competitiva e aperta a tutti per dire STOP alla violenza sulle donne, in occasione della giornata mondiale dedicata al contrasto di questo fenomeno. Il ritrovo è in piazza Boschiassi alle ire 16,30 con partenza alle ore 17.30. Chi si presenterà con una capo d’abbigliamento o un accessorio di colore arancione riceverà anche un simpatico gadget. La quota di iscrizione è di 5 euro e l’intero ricavato sarà devoluto alle Case Rifugio e all’associazione Cerchio degli Uomini. L’evento è patrocinato dall’Assessorato alle pari opportunità di Caselle, in collaborazione con UISP Ciriè Settimo Chivasso, FILMAR, Olimpiatletica e Atletica Caselle 93′.

Corteo no-vax in centro città

Erano centinaia le persone che hanno manifestato sotto Palazzo Civico, a Torino, per la libertà della scelta vaccinale. Hanno preso parte al  corteo indetto dai genitori Lds, ”Libertà di scegliere”, che si è snodato fino a piazza Vittorio. Sullo striscione in apertura della manifestazione  la scritta:  “Il nazismo è tornato (?) Vogliono farci credere che sia per il bene comune”.

SUK BARATTOLO, FDI: OGGI IN PROCURA PER CHIEDERE SEQUESTRO PREVENTIVO

<<Ci siamo recati in Procura di Torino per depositare presso gli uffici del PM Dott.ssa Caputo una istanza formale di sequestro preventivo del suk del libero scambio “barattolo”, provvisoriamente sospeso per un solo fine settimana, ma ancora programmato in via Carcano e in Canale Molassi – San Pietro in Vincoli. Non accettiamo infatti che la Giunta Appendino si limiti a deliberare una pausa per lutto di appena una settimana, consentendo al suk degli abusivi e dei tagliagole di infestare nuovamente le strade, peraltro proprio in un’area adiacente al cimitero monumentale di Torino nel ponte dei morti con un’affluenza di mezza città, che vorrà parcheggiare proprio nelle aree occupate dal bazar. Una bomba a orologeria insomma, che l’Amministrazione comunale grillina finge ancora una volta di non vedere, per poi sfoderare lacrime di coccodrillo quando ci si trova davanti al morto. Intervenga la magistratura!>> annunciano Maurizio Marrone, della Segreteria regionale piemontese di FDI, e Patrizia Alessi, Capogruppo FDI in Circoscrizione 7, spiegando: << Abbiamo anche esposto alla Procura tutte le continue e costanti irregolarità del suk del libero scambio, che noi denunciamo politicamente dal 2008: non è un caso che il nigeriano omicida fosse abitualmente presente lì a vendere senza autorizzazione e in barba al regolamento comunale e ai mancati controlli della Polizia Municipale. Per questa ragione abbiamo chiesto al pubblico ministero di verificare anche se non sussistano profili di responsabilità penale a titolo omissivo in capo al Sindaco Appendino e alla sua Giunta>> concludono gli esponenti di Fratelli d’Italia.

Valorizzare Crea, la “punta di lancia” nel Torinese

Crea è un punto di riferimento sotto l’aspetto devozionale, culturale e turistico non solo per le genti del Casalese, della Diocesi di Sant’Evasio e del vicino Torinese, ma anche da fuori regione e dall’estero. E il Sacro Monte, proclamato Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco è un motivo di attrazione e di interesse notevole. Partendo da questa considerazione, il consigliere delegato al turismo dell’Unione dei comuni della Valcerrina e capogruppo di Progetto Villamiroglio nel consiglio comunale di quel paese, Massimo Iaretti (nella foto) ha inviato una lettera con la quale chiede al presidente della Provincia di Alessandria, Gianfranco Baldi ed al vice presidente Federico Riboldi, la convocazione di un consiglio provinciale, anche come consiglio aperto, proprio a Crea. “Il presidente Baldi aveva presentato un programma di governo nel quale parlava proprio della valorizzazione delle risorse turistiche della provincia, tra cui Crea ed il Monferrato – spiega Iaretti – anche se per il turismo Crea ha una competenza residuale. Per noi sarebbe, comunque importante avere la Provincia al nostro a fianco mentre abbiamo avviato iniziative come quella che ha portato al protocollo d’intesa con il Comune di Curtatore, dove ha sede il santuario della Beata Vergine delle Grazie, edificato dai Gonzaga, mentre Crea ha avuto il suo grande impulso sotto il dominio dei Duchi mantovani. Oppure per i collegamenti cui stiamo lavorando con il Comune di Pontecurone, paese natale di San Luigi Orione”. Iaretti evidenzia che lo svolgimento di un Consiglio Provinciale a Crea avrebbe forte significato, “di Provincia che va sul territorio, da un lato per cercare un percorso comune verso la valorizzazione di un bene di così alto valore, dall’altro per ascoltare in loco, da abitanti ed amministratori, le problematiche di un’area che è comunque di confine per il territorio provinciale, quale è la Valcerrina, distante da Alessandria e, comunque, decentrata rispetto a Casale Monferrato, perché si incunea come una punta di lancia tra la Provincia di Asti e la Città Metropolitana di Torino”. Il tutto nella convinzione che sarebbe davvero la realizzazione di quella “Provincia dei Comuni”, che era alla base della lista che lo ha sostenuto nella vittoriosa competizione elettorale. Intanto, da Palazzo Ghilini è arrivata una prima risposta sia pure informale: il Consiglio a Crea si farà prossimamente, allargato ad un discorso che comprenda anche gli altri ambiti Unesco provinciali.

 

La sindaca Appendino: “Emergenza inquinamento, la salute dei cittadini prima di tutto”

La prima cittadina di Torino, sul suo blog, posta un lungo articolo che riportiamo qui di seguito integralmente, sul tema dell’ inquinamento.


I rilevamenti dell’Arpa di questi giorni mostrano una situazione grave dell’inquinamento in Città, con particolare riferimento alle polveri sottili. È un problema che tocca la salute di tutti i cittadini e sulla salute non abbiamo nessuna intenzione di prendere le cose con leggerezza visto che l’inquinamento in Italia causa oltre 90mila morti premature ogni anno, un dato che ci rende tristemente primatisti in Europa. Il nostro dovere è quello di tutelare la salute dei torinesi con ogni mezzo a nostra disposizione, ed è esattamente quello che stiamo facendo senza lasciare nulla al caso.

 

Direttive regionali recepite con leggeri correttivi a maggior tutela

È giusto precisare che i provvedimenti intrapresi vengono stabiliti a livello regionale e all’interno di un protocollo interregionale di cui abbiamo discusso nei mesi scorsi. La città di Torino tuttavia ha applicato dei leggeri correttivi a maggior tutela della salute pubblica.
Preciso che stiamo facendo tutto il possibile su ogni fronte. Compresi i riscaldamenti pubblici, sui quali l’Assessore all’ambiente, Alberto Unia, ha scritto una precisazione proprio qualche giorno fa. Sia chiaro che nessun Amministratore si diverte a bloccare le auto consapevole di creare dei possibili disagi, ma quando ci si trova di fronte a un’emergenza è necessario prendere delle scelte. Stare fermi forse è la scelta più facile, ma non è ciò di cui la Città ha bisogno in questo momento.

 

L’emergenza si affronta con la collaborazione di tutti i cittadini

L’inquinamento non si elimina con un’ordinanza, questo è chiaro a tutti.
La piena collaborazione di tutte le cittadine e di tutti i cittadini è condizione necessaria per affrontare il problema con successo, nell’interesse di tutta la comunità.Non è riempiendo la città di controlli che pensiamo di garantire il rispetto dell’ordinanza ma facendo appello al senso di responsabilità di ognuno di noi.Non abbiamo esagerato quando abbiamo consigliato di non aprire le finestre per limitare la dispersione termica. La temperatura media dell’altro ieri è stata di 14°, cerchiamo di non disperdere il calore accumulato in casa e di limitare i consumi dei riscaldamenti che, ricordo nuovamente, consigliamo di tenere a una temperatura di 19 gradi con una tolleranza massima di 2 gradi.Mi rivolgo anche alla Regione Piemonte e agli altri Comuni della cintura affinché facciano rispettare i blocchi del traffico e remare tutti verso lo stesso obiettivo.

 

Informazioni ed esenzioni

La Città di Torino, e l’Assessorato all’ambiente in particolare, rimangono a completa disposizione per qualsiasi tipo di informazione in merito e, oltre al rispetto dell’ordinanza, il mio secondo appello è proprio quello ad informarsi su quanto sta avvenenendo per acquisire piena consapevolezza del fenomeno.Sul sito della Città trovate il comunicato stampa relativo all’ordinanza, contenente l’elenco delle esenzioni.Ricordo che da oggi in città sono soggetti alle limitazioni tutti i veicoli diesel fino agli Euro 5.

 

Procederemo con politiche su ambiente e mobilità, totalmente ignorate per anni

Questa è una situazione emergenziale, e le situazioni emergenziali non si creano quasi mai da un giorno all’altro bensì dopo anni di assenza di politiche dedicate a creare miglioramenti strutturali. Da quando ci siamo insediati abbiamo lavorato ogni giorno per fare in modo che quanto prima smettano di presentarsi queste situazioni.Lo abbiamo fatto con numerosi provvedimenti che disincentivano il più possibile l’auto privata a favore della mobilità sostenibile.Stiamo ampliando il bike-sharing, costruendo nuove piste ciclabili, promuovendo la mobilità elettrica con nuove colonnine ed esenzioni alla ZTL, priorità semaforica per i mezzi pubblici e revisione delle tariffe, 20 autobus elettrici.Vi ringrazio per l’attenzione, vi prego di condividere questo post e siamo a disposizione per domande e chiarimenti.

Malattie neuromuscolari, il progetto del centro clinico

La Regione Piemonte, l’Ospedale “Città della Salute e della Scienza” e il Centro Clinico NeMO hanno sottoscritto una convenzione per l’attivazione del “Progetto NeMO Torino”


 Nascerà a Torino un nuovo progetto del Centro Clinico NeMO, un centro di eccellenza ad alta specializzazione per le malattie neuromuscolari, patologie fortemente invalidanti come la Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA), le Distrofie Muscolari e l’Atrofia Muscolare Spinale (SMA), che in Piemonte colpiscono oltre 2300 personeLa Regione Piemonte, l’Ospedale “Città della Salute e della Scienza” e il Centro Clinico NeMO hanno, infatti, sottoscritto oggi una convenzione che darà il via ai lavori per la creazione del “Progetto NeMO Torino”, in collaborazione con il Centro Regionale Esperto per la Sclerosi Laterale Amiotrofica e il Centro Malattie Neuromuscolari.

Grazie a un finanziamento dedicato della Regione Piemonte, che ha visto nel modello clinico-assistenziale dei Centri NeMO un riferimento a livello nazionale per la presa in carico delle persone con malattia neuromuscolare, inizieranno i lavori di ristrutturazione di 1000 mq, che porteranno nel 2018 alla realizzazione del Progetto Clinico NeMO all’interno dell’Ospedale “Città della Salute e della Scienza”. NeMO fornirà servizi ambulatoriali ad alta specializzazione e di Day Hospital e Day Services, che s’integreranno con l’esperienza specifica maturata dal Centro Regionale Esperto per la Sclerosi Laterale Amiotrofica e dal Centro Malattie Neuromuscolari, che operano da anni presso la stessa Azienda sanitaria del capoluogo torinese.

Dichiarano il presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino e l’assessore alla sanità della Regione Piemonte Antonio Saitta: “Il professor Adriano Chiò dell’Università di Torino, responsabile del Centro regionale esperto per la Sla della Città della Salute, ha ottenuto negli ultimi anni importanti riconoscimenti a livello internazionale dalla comunità scientifica, come la pubblicazione del suo profilo sulla prestigiosa rivista Lancet Neurology, e lo Sheila Essey Award massimo riconoscimento mondiale nel campo degli studi alla Sla. Anche il Centro di Malattie Neuromuscolari diretto dalla professoressa Mongini è all’avanguardia per la sua attività. Questi risultati sono il frutto del lavoro svolto nella nostra regione e di questo siamo orgogliosi. Riteniamo che la collaborazione con il Centro Clinico NeMO sia un ulteriore tassello di un percorso che da tempo vede le nostre strutture lavorare con ricercatori e medici di tutto il mondo. In Piemonte abbiamo anche il centro Sla dell’ospedale di Novara che, con la Città della Salute di Torino, è capofila della sperimentazione, cui aderisce negli Stati Uniti il Massachusetts General Hospital dell’Università di Harvard, di una nuova biomolecola, la RNS60, ed è punto di riferimento internazionale per la ricerca sulla malattia“.

Dichiara il direttore generale della “Città della Salute e della Scienza” Gian Paolo Zanetta: “Siamo felici come Città della Salute di Torino per la nascita del ‘Progetto NeMO Torino’, frutto di un accordo tra Regione Piemonte, Città della Salute e Centro Clinico NeMO. Questo Progetto sarà svolto con il Centro Clinico NeMO in collaborazione con due eccellenze della nostra Azienda, il ‘Centro Regionale Esperto per SLA di Torino (CRESLA)’ e ‘Centro Malattie Neuromuscolari (CNM)’, la cui attività è riconosciuta a livello nazionale ed internazionale. Questa sinergia permetterà di migliorare ulteriormente la qualità dell’assistenza dei pazienti affetti da SLA e malattie neuromuscolari, portando anche l’esperienza acquisita da analoghi Centri in Italia”. Sottolinea Alberto Fontana, presidente del Centro Clinico NeMO: “Siamo orgogliosi di dare il via al progetto che porterà nel 2018 all’apertura di una prestigiosa nuova sede del Centro Clinico NeMO. Ringrazio il presidente Chiamparino, l’assessore Saitta e il direttore Zanetta che hanno creduto in questa progettualità. L’approccio multidisciplinare, che passa attraverso un confronto e un dialogo continuo tra gli specialisti e le persone affette da malattie neuromuscolari, sarà in grado di garantire loro la migliore qualità di vita possibile. Al centro di questo progetto è l’alleanza tra la comunità dei pazienti, le istituzioni e la ricerca scientifica d’eccellenza del territorio piemontese”.

Il progetto

Il “Progetto NeMO Torino” prende vita da un innovativo accordo di partenariato pubblico-privato tra Ospedale “Città della Salute e della Scienza” e Fondazione Serena Onlus, ente gestore del Centro Clinico NeMO. La sede sorgerà all’interno di spazi messi a disposizione dall’ospedale torinese e ristrutturati dalla Fondazione, Regione Piemonte metterà a disposizione il finanziamento per dare avvio al funzionamento della struttura.

I servizi erogati nell’ambito del “Progetto NeMO Torino”, insieme all’Ospedale “Città della Salute e della Scienza” saranno:

 

Attività clinica in Day Hospital e Day Service integrato;

Ambulatori dedicati alle malattie neuromuscolari per l’età evolutiva, per l’età adulta e alla SLA;

Servizio di consulenza genetica;

Servizi di accompagnamento e supporto di percorso per la continuità assistenziale e domiciliare;

Servizio informativo rivolto al pubblico sulle malattie neuromuscolari e sulla SLA;

Servizio consulenza e manutenzione ausili;

Nurse coach e training del caregiver;

Attività di ricerca clinica.

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Il Centro Clinico NeMO (NeuroMuscolar Omnicentre) è un centro clinico ad alta specializzazione, pensato per rispondere in modo specifico alle necessità di chi è affetto da malattie neuromuscolari come la Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA), le Distrofie Muscolari e l’Atrofia Muscolare Spinale (SMA). Si tratta di patologie altamente invalidanti con un grave impatto sociale, caratterizzate da lunghi e complessi percorsi di cura e assistenziali, per le quali, purtroppo, al momento non c’è possibilità di guarigione. Queste malattie interessano attualmente circa 40.000 persone in tutto il Paese. Il Centro Clinico NeMO ha quattro sedi sul territorio nazionale: Milano, Roma, Messina e Arenzano (Genova).

 

 

MOSTRA DELLA CROCE VERDE, 1907-2017: 110 ANNI DI STORIA TORINESE

Nell’ambito dei festeggiamenti per i 110 anni di Croce Verde Torino e della manifestazione Porte aperte in Croce Verde, due giornate di apertura al pubblico della sede di via Dorè 4, il 21 e 22 ottobre dalle ore 10 alle ore 18, sarà visitabile la mostra storica “Croce Verde, 1907-2017: 110 anni di volontariato a Torino” organizzata da Croce Verde Torino in collaborazione con Anpas Comitato Regionale del Piemonte e Astut Archivio Scientifico e Tecnologico dell’Università di Torino

La mostra – curata dal professor Marco Galloni, direttore scientifico dell’Astut Archivio Scientifico e Tecnologico dell’Università di Torino e da Bruno Frigerio, volontario Croce Verde Torino – racconta in quattro “stanze” i 110 anni di vita della Croce Verde, protagonista positiva in ambito sanitario e assistenziale nella società torinese di ogni epoca.

Personaggi di spicco, dal primo presidente, Cesare Lombroso, a Gino Olivetti, protagonista tra le due guerre, all’ultimo, in carica da 40 anni, Paolo Emilio Ferreri; cimeli e memorabilia; mezzi e ausili di soccorso di ogni epoca e apparecchiature mediche, tra cui il defibrillatore delle Officine Galileo di Firenze, con tecnologia a valvole, che risale alla fine degli anni Sessanta. Una storia che dura, anno per anno, da centodieci anni: settimana per settimana, sette giorni su sette, ventiquattr’ore su ventiquattro. Una Storia di volontari da 110…e lode. L’Avvocato Paolo Emilio Ferreri, presidente della Croce Verde Torino, ha dichiarato: «La Croce Verde Torino opera il suo servizio alla Città ormai da 110 anni, da quasi ottanta dalla sede di Via Dorè: abbiamo pensato, per inaugurare i nuovi locali che ne ampliano le capacità e festeggiare adeguatamente la ricorrenza, di organizzarvi una mostra storica che racconta della evoluzione delle tecniche e dei mezzi di soccorso nel permanere del nostro impegno originario e dei nostri valori storici di gratuità e disponibilità». Professor Marco Galloni, direttore scientifico dell’Astut Archivio Scientifico e Tecnologico dell’Università di Torino: «L’Astut ha messo a disposizione per la mostra storica alcuni strumenti d’epoca come l’autoclave con riscaldamento a gas di città che serviva per la disinfezione dei ferri e di tutti i materiali necessari per le operazioni chirurgiche nell’ospedale della Croce Verde, lo pneumotorace artificiale importante nella lotta contro la tubercolosi prima dell’arrivo degli antibiotici. E ancora il defibrillatore delle Officine Galileo di Firenze che è stato fra i primi a permettere di arrestare una crisi di aritmia cardiaca applicando due elettrodi sulla superficie del torace e utilizzando opportune scariche di corrente continua. Un primo antenato dei moderni defibrillatori semiautomatici esterni che vengono oggi utilizzati dai volontari soccorritori».

 

Mostra storica CROCE VERDE, 1907-2017: 110 anni di volontariato a Torino

1 – (1907-1914) Dalla fondazione al primo conflitto mondiale

2 – (1915-1939) Grandi sfide per la Croce Verde: il primo conflitto e gli anni del Fascismo.

3 – (1940-1976) Il secondo conflitto, il dopoguerra e gli anni del boom economico

4 – (1977-2017) Dalla fine degli anni Settanta ad oggi

Donazione di sangue alla Scuola di Applicazione

Con la raccolta effettuata questa ieri ono trentasette i litri di sangue donati dai militari del Comando per la Formazione e Scuola di Applicazione dell’Esercito in una “due giorni” all’insegna della solidarietà e dell’altruismo. Un gesto spontaneo per dare ancora una volta una risposta concreta alla crescente richiesta di sangue, plasma ed emoderivati da parte delle strutture sanitarie piemontesi e nazionali. Il sangue donato dai militari dell’Esercito servirà a fronteggiare situazioni di routine ed emergenze nei settori del primo soccorso, della chirurgia e della cura a patologie specifiche. Grande la soddisfazione dei responsabili della sezione torinese dell’Associazione Volontari Italiani del Sangue per un risultato che premia l’impegno di chi mette quotidianamente a disposizione del prossimo il proprio tempo libero. Il generale di corpo d’armata Claudio Berto, dinanzi ai militari di ogni età in attesa di accedere all’autoemoteca posizionata nel cortile della caserma “Città di Torino” si è detto “lusingato, ma non sorpreso dalla generosità degli uomini e delle donne dell’Esercito”. “Persone abituate a servire la collettività” ha proseguito il generale Berto “con senza clamore, ma con altrettanta efficacia”.