redazione il torinese

Un successo il debutto di “Cromie”

Grande successo sabato 21 Ottobre a Palazzo Cisterna, per il debutto ufficiale di una nuova associazione cultural-sociale no profit: “Cromie-Vivere a colori “, che porta con sé, nel nome come nella “mission”, un messaggio positivo e di condivisione, subito colto dalla Città metropolitana, che ha concesso il patrocinio alle iniziative culturali e aggregative che saranno organizzate nei prossimi mesi. Ai soci e ai simpatizzanti di Cromie è stata proposta una visita guidata “personalizzata” a Palazzo Cisterna con il gruppo storico ” Ventaglio d’argento”. Nella Sala Consiglieri il direttivo, presieduto dalla giornalista Elena Del Santo, ha presentato gli scopi dell’associazione e il calendario delle iniziative in programma fino a fine anno. Fra queste attività culturali e ludiche – comprese gite ed escursioni – e progetti inerenti al benessere della Terza età sia dal punto di vista fisico che sociale I promotori dell’associazione intendono incentivare anche il rapporto tra le persone mature-anziane e le giovani generazioni, che saranno coinvolte in prima persona nelle attività. A cominciare da ” EpiCura”, la prima piattaforma italiana di fisioterapia a domicilio creata da tre giovani torinesi con la quale Cromie sta già attivamente collaborando, in particolare nell’organizzazione degli appuntamenti del sabato con il “Benessere al Parco”. Sono in programma anche incontri dedicati alla sicurezza e alla prevenzione delle truffe, di cui spesso gli anziani sono vittime. Non mancheranno incontri con geriatri e altri specialisti per la diffusione di informazioni e consigli utili in merito alle patologie più diffuse tra le persone della Terza età. Sono anche in preparazione numerose iniziative “fuori porta” sul territorio piemontese, per far conoscere e rivitalizzare luoghi ricchi di storia, aree naturalistiche, centri termali e suggestive cittadine che non rientrano negli abituali circuiti turistici. Al termine della presentazione è stato offerto un rinfresco a tutti i partecipanti. Le signore hanno ricevuto un omaggio floreale offerto da Carlo Fiori. E’ intervenuto all’incontro Giampiero Leo, vice-presidente del Comitato per i Diritti Umani della Regione Piemonte ed ex assessore alla Gioventù e alla Cultura per due mandati, che ha sottolineato l’importante intento dell’associazione, volto a promuovere la socializzazione, per superare e vincere la solitudine in cui spesso vivono gli anziani , di contro al ricorso sempre più dilagante a falsi e illusori modi di comunicare attraverso i social. A scandire il tutto l’intrattenimento musicale dei giovani violinisti Gabriele Cervia e Anna Castellani, allievi del Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino. Per le ultime notizie e tutti gli aggiornamenti si può visitare la pagina Facebook all’indirizzo www.facebook.com/Cromie.Vivere a colori/

Mauro Reverberi

VITE NOTTURNE

Per tre anni e tre vendemmie, un uomo, un cane e una macchina fotografica si sono aggirati nottetempo nei vigneti, sfidando il freddo e il sonno, il fango e i fossi, vignaioli ansiosi e passanti curiosi, con un solo obiettivo: fotografare l’invisibile in una situazione improbabile.Il risultato sono circa 40 immagini che distillano le forme di acini, grappoli, tralci e pampini, illuminate da un singolo led e da un piccolo specchio, proiettandole in un mondo fantastico: come gioielli unici appoggiati sul nero velluto della notte.

Giorgio La Rocca

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VITE NOTTURNE  di ENZO ISAIA

Ne ho 75 e in questi anni ho fatto di tutto per complicarmi la vita, soprattutto quella lavorativa. E sovente, con somma abilità, ci sono riuscito…

Trovandomi spesso a girovagare tra le vigne, un giorno in periodo di vendemmia alla mia Nikon venne il desiderio di fotografare i grappoli d’uva in vigna, appesi ai tralci.

Un fotografo “normale” si sarebbe industriato a riprenderli al meglio,

ovviamente alla luce del giorno. Di giorno? Troppo facile! Di notte!

E chi li vede, c’è un buio accecante!

E allora li illumino. E con che cosa?

Per ovvi motivi non con un parco lampade alimentato da un gruppo elettrogeno caricato su un furgone e manovrato da due assistenti (cosa che ho fatto sovente in passato per fotografare, per la pubblicità, le automobili) e quindi: di necessità virtù.

Ho deciso per un solo led alimentato da una batteria d’auto e per uno specchio che rischiarasse le zone particolarmente scure. Null’altro,

ma sempre e solo in compagnia della mia cagnetta Cleo.

Zanzare e insetti vari attirati dalla luce? Di più!

Umidità verso le 2 del mattino? Meglio la jungla!

Una notte un cinghiale si è avvicinato moltissimo al mio set…

Cleo, per fortuna legata, ricordo è impazzita…

 

Decisa l’attrezzatura, la mia fedele Nikon si è soffermata sia sui grappoli d’uva che sui grappolini di San Martino (sono quei gruppetti di acini, qualche volta anche monoacino, dimenticati sui filari e che nessuno raccoglie perché troppo piccoli e perché maturano più tardi) sempre sperando nell’assenza di vento, dal momento che, con lunghe esposizioni, soprattutto le foglie sarebbero venute mosse…

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 VITE NOTTURNE

Aperta fino al 5 novembre. Museo Diocesano –  Piazza San Giovanni 4  –  TORINO  –  Di fronte a Palazzo Chiablese

Orari apertura: Mercoledì dalle 15 alle 18 –Venerdì, sabato e domenica  10,00  –  18.00

LA VENDEMMIA A TORINO – GRAPES IN TOWN – VITE NOTTURNE  –  GRAPPOLI DI IMMAGINI FUORI ORARIO DI ENZO ISAIA

 

 

 

 

 

 

Le “Latitudini” dell’identità

“Le tematiche di Latitudini sono strettamente legate – spiega l’autore – al problema dell’illusione di quella compiutezza mancante nell’esistenza umana, ma realizzabile in letteratura. Sono convinto che non ci possa essere completezza se non attraverso l’incontro con l’ Altro, che è sia fuori sia dentro di noi

 

“Latitudini”. Questo il titolo del romanzo che si ispira a un tema di grande attualità, la migrazione, di cui è autore lo scrittore torinese Rodrigo Boggero, che vanta una tradizione familiare nel campo dell’editoria ed è anche un grande amante della letteratura e della tradizione che, dall’epica, conduce a autori fondamentali del Novecento quali Virginia Woolf, James Joyce, Pier Paolo Pasolini e Italo Calvino. Rodrigo Boggero è anche autore di testi teatrali e proprio il romanzo nasce, nella sua prima forma, come piece teatrale sul tema dell’immigrazione, dal titolo “Manipolazione”, andato in scena a Verbania nell’ambito del Festival Teatro sull’Acqua, diretto da Dacia Maraini. “Le tematiche di Latitudini sono strettamente legate – spiega l’autore – al problema dell’illusione di quella compiutezza mancante nell’esistenza umana, ma realizzabile in letteratura. Sono convinto che non ci possa essere completezza se non attraverso l’incontro con l’ Altro, che è sia fuori sia dentro di noi. Il protagonista maschile del mio romanzo dovrà, infatti, confrontarsi con la problematica della dissociazione interiore e della lacerazione tipiche della nostra società occidentale. La protagonista femminile Ruth vive, invece, la lacerazione del mondo africano. È una donna occidentale che approda nel continente africano per speculazioni finanziarie e viene profondamente trasformata nella sua interiorità da questa esperienza. Sul barcone incontra Luciano, che ha attraversato i vari stadi del capitalismo. Nel romanzo risulta fondamentale la scoperta dell’altro”. L’autore si domanda, infatti, se gli altri non fossero altri e se noi stessi non fossimo soltanto noi stessi, vale a dire se, dietro l’ombra di un aereo che passa o sotto il fango di una terra straniera, si nascondere quel tassello mancante e quel lato incognito che potrebbero rendere il nostro essere un tutto completo. A queste domande troveranno risposta I due protagonisti del romanzo, Ruth e Luciano, che forse altro non sono che il doppio ambiguo protagonista di una vicenda bifronte, che risulta, al tempo stesso, appartenente alla nostra cultura e a quella straniera. Attraverso un susseguirsi di trasformazioni e eventi lungo tutto lo stivale dell’Italia e risalendo gli stadi di una possibile redenzione attraverso la rotta dei migranti, dal cuore dell’ Africa ai barconi, le due vicende, speculari e opposte, di Ruth e Luciano si troveranno a convergere attraverso “le latitudini” nel punto archimedeo di Lampedusa. Qui i due protagonisti, uniti da un legame più oscuro e profondo degli affetti, dovranno risolvere il reciproco mistero delle loro identità.

 

Mara Martellotta

Incendio nel condominio a Torino: evacuate 12 persone

Un incendio divampato nell’edificio in largo Casteldelfino 21  a Torino ha danneggiato la palazzina. Evacuate dai vigili del fuoco dodici persone. I pompieri hanno portato in salvo le persone con l’impiego di un’autoscala. Sei inquilini intossicati dal fumo sono finiti in ospedale ma non sono in pericolo.

 

(foto: archivio il Torinese)

Il forte vento spazza lo smog a Torino ma alimenta un vasto incendio in Valsusa

Se Torino tira un sospiro di sollievo per il forte vento presente in città da qualche ora, che dovrebbe spazzare via lo smog, in Valle di Susa le folate di Foehn che spirano da questa mattina stanno alimentando un vasto incendio nei pressi di Bussoleno. Dieci le squadre dei vigili del fuoco impegnate per cercare di contenere le fiamme che si stanno avvicinando alle abitazioni. Intervengono anche i mezzi aerei. Due borgate del paese sono ormai a poca distanza dal fuoco e una donna è stata messa in salvo dai Carabinieri.

 

(Foto: Luca Favro – Laboratorio Valsusa)

L’arte di Bertazzi sulle facciate di Balzola

Saranno esposti sulle case private 30 pannelli riproducenti altrettanti disegni del pittore che nella sua breve vita ha onorato incessantemente l’arte e il proprio paese

Il paese monferrino di Balzola si appresta al singolare evento “Rimbalzolando” che avrà luogo domenica 29 ottobre a cura della Pro Loco, presidente Anna Lorenzon, per ricordare un prestigioso pittore-scenografo che qui è vissuto e ne ha immortalato la campagna, i boschi, le risaie, i campi di grano e i contadini al lavoro. Saranno esposti sulle facciate di case private 30 pannelli riproducenti altrettanti disegni di Alberto Bertazzi che nella sua breve vita ha onorato incessantemente l’arte e il proprio paese.

Verrà rappresentata, in un ideale percorso museale, una delle due anime di un artista poliedrico che attraverso la contemplazione della natura e del semplice ambiente quotidiano ritrovava le radici e la trepida elegia di sogni bucolici che davano quiete ad uno spirito inquieto e alla brama di vivere intensamente come esigeva l’altra sua anima. Il bagaglio di esaltanti visioni durante la lunga permanenza in Perù, Bolivia, Cile, Patagonia unito alla profonda cultura umanistica e l’interesse per tutti i movimenti artistici antichi e contemporanei rendevano la sua poetica un vulcanico crogiuolo di programmi d’arte. S’intersecano, restituite all’arte figurativa, matrici letterarie suggerite da Novalis, Keats, Neruda e matrici pittoriche di riverberi rembrandtiani, luminismi caravaggeschi e minuziosi dettagli fiamminghi in una resa analitica della realtà come nell’amato Van Eych ma anche, al contrario, in una resa occulta affine al simbolismo. Una memoria creativa che si avvale di presente e passato, che non disdegna all’inizio il Dada, l’Action painting, l’astrazione ma che approda, in processo inverso a ciò che succede comunemente, ad un figurativo inquietante e misterioso.

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Proprio per la costante alchemica di molte sue opere, fu invitato nella fortunata serie televisiva torinese di Primantenna Supersix intitolata “Nell’occhio del gatto: mistero, arte, cultura, varia spiritualità” condotta da Luigi Marianini che rimase colpito dalla straordinaria preparazione e dall’eloquio forbito di Bertazzi che contrastava con l’aspetto esteriore bohémien e modì con cui volutamente appariva.Sempre in balia di tormento ed estasi, il culto del proprio ruolo di pittore si sviscerava negli autoritratti, ora presentandosi avvolto in un inquietante nero mantello, ora sensuale Casanova davanti al teatro settecentesco di Casale ma anche nelle vesti del dottor Tulp per omaggiare l’amato Rembrandt o anche romantico innamorato mentre bacia la mano di una fanciulla all’interno di una elegante limousine.

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Le infinite sfumature con cui rappresentava la propria personalità (che egli chiamava” Ridondanza”) non erano contraddizioni ma esigenza di sperimentare tutto e il contrario di tutto trasmettendolo all’arte. L’estenuante ricerca di conoscere se stesso si placava quando, in disegni a contè, rappresentava la sua Balzola; qui l’animo tormentato e mai appagato trovava serenità ed equilibrio nella contemplazione della campagna e nella solidarietà dei compaesani. Sicuramente l’idea di ricordare la grande arte di Bertazzi, come accadde quando presentai, Assessore alla Cultura di Casale, nel 2012, una sua retrospettiva nel Castello Paleologo, potrebbe rinnovare il mito dell’artista scomparso prematuramente e degno di notorietà.

Giuliana Romano Bussola

 

 

Rosso:”Chiappendino funziona, ma solo per Chiamparino”

La Sindaca Appendino ha ricevuto un avviso di garanzia per un falso in bilancio da 5 milioni. Chiappendino funziona, ma solo per Chiamparino. La Sindaca Appendino ha sperato che allinearsi sulle posizioni e sulle promozioni di Chiamparino e del Pd potesse preservare l’Amministrazione dei 5 stelle dagli attacchi della magistratura e dei media. Pia illusione. Appendino ha cercato di coprire gli errori dei Sindaci precedenti e si è ritrovata scaricata proprio da chi cercava di salvare. Non sono state sufficienti le frequentazioni di Evelina Christillin e degli altri protagonisti del sistema Torino. Tutti sorrisi e poi coltellate alle spalle. Ma Torino non sa cosa farsene di un Sindaco ingenuo che copre le malefatte del Pd.

Roberto ROSSO

Consigliere comunale di Torino

Sparatoria nella notte, muore un uomo. Regolamento di conti?

Ferito nella notte da colpi di pistola in una sparatoria in via Fidia, nei pressi di un bar, e ricoverato poi al Martini, è morto un uomo albanese. La polizia sta cercando i due uccisori, segnalati da alcune persone. Potrebbe trattarsi di un regolamento di conti tra bande criminali albanesi.

In piazza Madama il bagnetto verde “mondiale”

Si tiene oggi,  domenica 22 ottobre, il gran finale del Festival Mondiale del Bagnetto Verde che per l’edizione 2017 si è trasformato in una manifestazione “diffusa” coinvolgendo diverse città piemontesi prima di arrivare a Torino. Come ormai da tradizione, l’evento finale si svolgerà in Piazza Madama Cristina e allieterà i palati con l’irresistibile fascino che solo il “Re” delle salse piemontesi può avere.

Nato nelle cucine reali dalla creatività culinaria di Giovanni Vialardi, verrà riproposto da oltre 40 squadre che si contenderanno il titolo di Miglior Bagnetto Verde. Sono aperte le iscrizioni per partecipare alla finale a fianco delle squadre già qualificate nelle tappe precedenti del Festival. La gara è aperta a tutti, privati, associazioni, cuochi professionisti o amatoriali dai 4 ai 94 anni (per iscrizioni scrivere a info@bagnettoverde.it o chiamare il 3492237484). Piazza Madama Cristina comincerà ad animarsi verso le ore 10 con il mercatino culinario e la zona ristoro. Coltelli e mezzelune cominceranno ad affilarsi alle ore 12, quando le squadre cominceranno ad allestire le proprie postazioni. Alle 14 partirà ufficialmente la sfida a suon di prezzemolo, aglio e ricette segrete. A partire dalle ore 16 una giuria tecnica formata da osti, chef stellati e critici gastronomici, e la giuria popolare voteranno secondo criteri di valutazione che riguardano la bontà del bagnèt, l’aderenza alla ricetta originale, la presentazione della propria postazione e della ricetta. Potranno far parte della giuria popolare tutti coloro che saranno convenuti in piazza e avranno piacere di partecipare alle votazioni degustando le ricette delle varie squadre. Seguirà alle 18 la premiazione del Miglior Bagnetto Verde 2017 e la consegna dell’ambito trofeo in cristallo.

Linea di confine. Spigolature di vita e storie torinesi

 

di Pier Franco Quaglieni

Referendum in Lombardia e Veneto e lo Stato in crisi – I manuali scolastici e Rosario Villari – Un racconto in anteprima – Cena ecumenica dell’Accademia italiana della cucina

 

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Referendum in Lombardia e Veneto e lo Stato in crisi

Il referendum per l’autonomia promosso dalla Lega è sicuramente costituzionale e non ha nulla a che vedere con i disegni secessionisti del passato. E’ un referendum meramente consultivo che avrà un valore esclusivamente di ordine politico. Se consideriamo la spesa per allestirlo a carico delle finanze pubbliche, forse è lecito qualche dubbio sulla sua necessità. Secondo molti, l’autonomia coinvolge di più i cittadini e accorcia quindi le distanze tra istituzioni e cittadini medesimi. A me sinceramente sembra un discorso un po’ semplicistico perché non è solo questione di distanze. I meccanismi della democrazia sono molto complessi ed oggi si è inceppato il rapporto tra cittadini e potere perché la rappresentanza concepita nel secolo scorso è entrata in crisi .In una crisi irreversibile che ha coinvolto i partiti come luogo di rappresentanza degli interessi collettivi. Andrebbe ripensato lo Stato attraverso quella che un tempo si chiamava la Grande Riforma, che nessun leader politico italiano è riuscito a realizzare. Se può avere importanza l’autonomia, non può essere disconosciuto il valore dell’unità nazionale. E, se debbo dire fino in fondo il mio pensiero, io vorrei uno Stato efficiente, capace di tutelare il cittadino e di garantirne le libertà. Questa mi sembra essere la prima preoccupazione di fronte alle disgregazioni in atto in altri Paesi e all’impotenza dello Stato italiano a fronteggiare la criminalità di ogni tipo che domina, quasi indisturbata, interi territori nazionali. Già tanti anni fa l’ambasciatore Sergio Romano, la cui conferenza introdussi all’Unione Industriale di Torino, parlò di “Stato forte”. Io espressi un certo disagio di fronte a questa espressione. Oggi non solo non proverei disagio, ma mi sentirei di condividere questa esigenza. Stato forte non significa Stato autoritario o antidemocratico, ma significa Stato autorevole, capace di far rispettare la legge.

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I manuali scolastici e Rosario Villari 
E’ morto Rosario Villari, sicuramente uno degli storici più noti al grosso pubblico perché milioni di italiani hanno studiato sul suo manuale di storia edito da Laterza in trenta edizioni. Il “Villari” è stato egemone nella scuola italiana, come i professori marxisti che lo adottarono e lo imposero, come una sorta di “vulgata” gramsciana, ai loro allievi. Sicuramente in quel testo era ben presente la dimensione sociale della storia (di per sé indispensabile per capire il passato e il presente ),ma era quasi assente lo spirito critico che dovrebbe caratterizzare un manuale scolastico che,basandosi sulla nozioni(elemento ineliminabile ),dovrebbe indurre nello studente l’acquisizione di uno spirito critico incompatibile con l’ideologismo storiografico che riduce la storia a politica militante. C’è chi ha scritto che Villari è stato un grande storico e per la sua opera scientifica è difficile non consentire perché il suoi studi sul Seicento sono davvero notevoli. Il fatto da cui partire per comprendere il successo del “Villari” è che professori di storia e filosofia o di italiano e storia nei licei e negli istituti superiori italiani furono quasi esclusivamente di sinistra e trovarono nel “Villari “ il loro testo prediletto.  Quello di Armando Saitta e quello di Giorgio Spini non bastavano più. Quando poi Saitta rivide le sue posizioni in senso critico , il suo testo venne messo al bando. C’erano anche i testi Guido Quazza altrettanto di parte come quello del Villari, ma scritto in modo meno chiaro, malgrado le sue origini di professore nella scuola secondari , di Francesco Traniello cattolico di sinistra ,di Gabriele De Rosa ,di  Giuseppe Recuperati ed altri. Il “Villari “ superò tutti per adozioni. Anche quel “Camera e Fabietti “che,primo per faziosità, aveva imperversato nella scuola italiana per alcuni decenni.Il testo di Gian Piero Carocci venne superato da quello del Villari. All’atto della sua morte c’è stato chi gli ha imputato anche di non aver scritto delle foibe.  Certo Villari,come quasi nessun altro storico, non ne scrisse,ma la rimozione del tema non può essere ascritto in esclusiva a lui. Fu la storiografia italiana nel suo insieme ad ignorare per ragioni molteplici e persino contrastanti il dramma del confine orientale.  E’ stato Gianni Oliva a incominciare a scriverne, rivolgendosi al grosso pubblico e subendo gli attacchi da parte del mondo accademico. L’ultimo suo “Sommario di Storia” riguarda il periodo dal 1900 al 2000,uscito nell’aprile nel 2002.E’ l’edizione aggiornata in relazione al decreto Berlinguer che concentra nel Novecento lo studio della storia nell’ultimo anno, ricacciando l’Ottocento nel secondo anno. Un secolo per un anno di scuola. Fu una scelta discutibile del ministro diessino.Certamente, però ,con quella dimensione temporale esclusivamente novecentesca  le foibe non potevano più essere ignorate come prima. Il tentativo comunque di sminuirne la portata con la scusa di contestualizzarle, resta una scelta ambigua dopo troppi anni di assoluto silenzio. Nessuno però giunse a scrivere quanto si può leggere nel “Camera e Fabietti” nell’edizione del 1998: si parla di 500/700 persone uccise a fronte di circa 15 mila infoibati.  In fondo il “Villari” era molto  meglio di tanti altri. *

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Un racconto in anteprima 

E’ uscito  “Chiaroscuro”di Tosca Brizio. Un racconto noir che prelude alla pubblicazione di un romanzo in cui uno dei protagonisti sarà  Pietro Jackson . Dopo quindici anni due compagni di liceo si incontrano casualmente . Uno è un pittore, Pietro Jackson, di madre italiana e padre inglese, che unisce al talento artistico una dote al tempo stesso quasi divinatoria e terribile. L’incontro sfocia nell’idea di una rimpatriata con gli altri compagni, mentre un incrocio misterioso e inquietante di telefonate sghembe coinvolge l’artista e  Matteo, suo amico da sempre, in una vicenda parallela e rischiosa. In una Torino suggestiva, con i suoi palazzi in stile eclettico e i viali alberati di una città che non ha dimenticato di essere stata capitale, Pietro si imbatte in due omicidi, di cui ha una percezione particolare… Tosca Brizio è un nom de plume che riunisce due autori.Patrizia Valpiani è nata  a Pietrasanta in Versilia.Vive a Torino dove esercita la professione di medico chirurgo ortodontista, dopo essere stata medico di famiglia. È saggista, poetessa, narratrice. Risalgono al 1994 i suoi primi riconoscimenti, è vincitrice con una poesia del premio Cesare Pavese e con un racconto del premio Bergamo. Ha pubblicato tre raccolte di racconti, cinque di poesia, un romanzo e una guida poetica di Torino. Attualmente è Presidente della Associazione Medici Scrittori Italiani. Gianfranco Brini, bergamasco di nascita, vive in provincia di Lecco. Medico di famiglia per trent’anni e medico legale, è saggista, narratore, iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Lombardia. Con il romanzo Saluti e baci da Santo Domingo ha vinto il premio Cesare Pavese nel 2013. Autore di tre romanzi e tre raccolte di racconti, è stato Presidente dell’Ordine dei Medici di Bergamo. Ha conseguito la laurea in lettere nel 2015 presso l’Università di Bergamo. Attualmente rappresenta l’Italia nella Unione Mondiale dei Medici Scrittori. Una coppia nella vita che diventa coppia anche nella scrittura. Voglio offrirvi la lettura del racconto  in anteprima, cliccando sul link che segue. A me è piaciuto molto. Non amo il noir, ma questo mi ha coinvolto.  

Blood Session per Pietro Jackson

 

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Cena ecumenica dell’Accademia italiana della cucina

L’Accademia italiana della cucina è un’istituzione riconosciuta dalla Repubblica italiana e fondata dal giornalista Orio Vergani . Ha delegazioni in tutta Italia e all’estero. Io ne faccio parte dal 2011 come accademico onorario e ho sempre un grande rammarico nel non riuscire a partecipare ai simposi accademici come vorrei. Gli impegni prevalgono e se si assomma anche la dieta,diventa difficile essere presenti con la dovuta e piacevole frequenza. L’Accademia tiene ogni anno la cena ecumenica a tema che raduna nello stesso giorno,il 19 ottobre, tutti gli accademici italiani in Italia e all’estero. Un momento importante e non ci si deve lasciar ingannare dalla parola ecumenica che potrebbe far pensare ad un qualcosa di religioso. Quest’anno la cena è stata dedicata ai formaggi di cui l’Italia è ricchissima. Un tema che rivendica un aspetto gastronomico italiano che i Francesi ritengono loro prerogativa quasi assoluta. Non è così. Il bel libro dedicato ai formaggi italiani uscito in occasione della cena ecumenica 2017 lo dimostra,mettendo in luce una ricchezza italiana importante. Basterebbero il Parmigiano ed il Gorgonzola a evidenziare un’eccellenza italiana. Io ho partecipato alla cena nella delegazione del Ponente Ligure ed è stato bello,sotto la guida di Roberto Pirino,medico e gastronomo,assaggiare la cucina del formaggio nella tradizione del Ponente Albenganese. Al Ristorante “Il Pernambucco”, ritrovo gourmet ligure di primaria grandezza.Le lasagne al pesto con pecorino,la fonduta di toma fresca e tartufo nero,gli assaggi di formaggi di mucca e capra del Passo della Mezza Luna con noci e miele di castagno sono stati protagonisti di una serata molto partecipata. Gli ottimi vini Pigato,Rosato Costa de Vigne e Rossese di Massimo Alessandri hanno accompagnato la cena in modo superbo.

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LETTERE scrivere a quaglieni@gmail.com

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Riforma elettorale

Cosa ne pensa della riforma elettorale ? Nella sua macchinosità mi lascia molto perplessa.      Osvalda Bruni

 

Non sono in grado di esprimere un giudizio su un tema tanto controverso. Il susseguirsi di riforme elettorali rivela una crisi politica profonda che si scarica sui sistemi elettorali nell’illusione che essi possano risolverla. La crisi italiana è anche crisi dello Stato e delle sue istituzioni. Certamente por mano al Consultellum, cioè alle norme elettorali sopravvissute alla Corte Costituzionale che comportavano due sistemi non omogenei tra loro, è stato un passo avanti. Ma poi bisognerebbe chiarirsi le idee sulle preferenze perché non si capisce perché vadano bene per eleggere consiglieri comunali e regionali e deputati europei e non siano invece accettabili per il Parlamento nazionale. In ogni caso non dò un giudizio perché al Senato ci potrebbero essere ulteriori cambiamenti. Un dato mi è sembrato assurdo: l’aver mantenuto i collegi esteri ed averli aperti anche a candidati che risiedono in Italia. L’idea di Mirko Tremaglia di far votare gli italiani all’estero che pagano le tasse all’estero, si è rivelata assurda. E’ strano che nessuno l’abbia impugnata davanti alla Corte Costituzionale. Il fatto poi di far eleggere qualche impresentabile in Italia in un collegio estero appare scandaloso. D’accordo che è ministro degli Esteri ,ma non vorrei un deputato di nome Alfano eletto ,ad esempio, in Sud America.         PFQ

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Ricaricare i cellulari

Ho visto alla stazione centrale di Milano che si possono ricaricare i cellulari gratis ,anche se tutti i posti sono stabilmente occupati da immigrati extracomunitari. La scorsa estate ho visto che sulle panchine di Courmayeur c’era la possibilità di caricare il telefonino. A Torino perché non c’è nulla di simile ?         Lucio Anneo

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Non so se ci sia qualcosa di simile a Torino. Servirebbero in stazione e all’aeroporto.All’interno e non all’esterno come alla stazione centrale di Milano. Circa le panchine del Valentino e di altri giardini temo che il vandalismo finirebbe per vanificare il tutto.Al massimo servirebbero a ricaricare i cellulari dei troppi spacciatori in attività.     PFQ