redazione il torinese

Nessun rispetto per i morti: il mistero delle tombe profanate

Cronache italiane DALLA PUGLIA

Un nuovo raid dopo quello del 15 novembre scorso è avvenuto nella  notte nel cimitero comunale di San Michele Salentino. Persone non ancora identificate hanno profanato 35 tombe e danneggiato il marmo dei loculi  portando via oggetti in ottone. Il sindaco, Giovanni Allegrini – informa l’Ansa –  incontrerà il Prefetto di Brindisi e il comandante dei Carabinieri per chiedere rinforzi per il controllo del territorio. I ladri, inoltre, hanno provato, invano, a scardinare un bassorilievo in rame dell’artista Stefano Cavallo. Oltre ai furti c’è qualche altra ragione per questo scempio? Le indagini sono in corso.

 

(foto: archivio)

BATZELLA (MLI), DONAZIONE: “UNA PARTE DEL MIO STIPENDIO DI CONSIGLIERA REGIONALE PER PROGETTI A BENEFICIO DEL TERRITORIO E DEI CITTADINI”

Dieci set completi di tavoli e panche, un ponte radio e due radio ricetrasmittenti, per un totale di 6.500,00 euro. E’ la donazione che ho deciso di fare ai volontari della Protezione Civile che operano sul territorio. Quando ho creato il Movimento Libero Indipendente ho deciso che avrei continuato a donare una parte del mio stipendio di Consigliera regionale a progetti in ambito sociale e sanitario dei quali possano beneficiare tutti i cittadini.

Nell’ottobre scorso ho visto con i miei occhi il lavoro svolto dai volontari durante l’incendio che per quindici giorni, dalla metà dello scorso ottobre, ha ferito le nostre montagne. Operatori della Croce Rossa, dei Vigili del Fuoco, dell’Aib e di tante altre associazioni, con abnegazione e professionalità si sono prodigati con turni di lavoro estenuanti per salvaguardare il territorio e aiutare le persone in difficoltà. Chi non era sul campo ad affrontare il fuoco ha allestito punti di ristoro e preparato pasti caldi per gli operatori del soccorso e le persone evacuate dalle proprie case. Per questo motivo, finita l’emergenza, ho contattato le diverse realtà per chiedere di che cosa avessero bisogno per svolgere il loro prezioso lavoro di aiuto e soccorso alla popolazione. Alla Croce Rossa mi hanno detto di aver necessità di tavoli e panche, per allestire campi base e disporre di spazi adeguati per la distribuzione di generi di conforto, oltre a due radio ricetrasmittenti per comunicare tra loro. I volontari dell’Aib mi hanno invece raccontato delle difficoltà di comunicazione che hanno incontrato proprio durante gli ultimi interventi, quando il fuoco ha danneggiato i ripetitori, e di come fosse per loro indispensabile dotarsi di un ponte radio, che garantisce sempre il segnale di ricezione. Ponte radio, radio ricetrasmittenti e i set di tavoli e panche saranno custoditi presso il Polo Logistico della Protezione Civile di Bussoleno, ma a disposizione dei volontari della Protezione Civile di tutto il territorio regionale in caso di bisogno.

 

Stefania Batzella

Consigliera regionale Movimento Libero Indipendente

 

Flop Musei civici. Quando dal male può nascere un bene

L’OPINIONE di Enzo Biffi Gentili

 

Il decano dei critici d’arte italiani, Gillo Dorfles, nel suo libello Conformisti (Donzelli 1997) ci insegna che il giudizio estetico del pubblico “si uniforma alla tendenza più diffusa e più banale”. Ciò nonostante sono apparsi salvifici a Torino, nel XXI secolo, gli Impressionisti, tanto cari a sindaci e assessori ex comunisti, rivelatisi appunto conformisti (e senza badare, come si è visto, ai costi). Oggi non più sostenibili

 

Dal male può nascere un bene (copyright Paolo di Tarso). Vien così da commentare la precipitazione dei numeri dei visitatori dei musei civici torinesi: 200.000 in meno tra 2016 e 2017. Ma attenzione: non è vero che il bene per i musei sia esclusivamente rappresentato dallo sbigliettamento, e che le arti siano da considerare solo come strumenti di consenso. Eppure a Torino da troppo tempo si pensa che la cultura debba produrre affollati eventi, graditi ai “clienti”, con qualche eccezione: è il caso di Remo Bassetti con il suo libro Contro il target (Bollati Boringhieri, 2008). Dove l’autore afferma che il target aziendale -anche quello della politica locale e culturale- “si propone di offrire ai consumatori non tanto ciò che essi desiderano ma ciò che essi sono”. Quindi “si costruisce un pubblico su misura che riconferma nelle opinioni che già possiede”. Anche il decano dei critici d’arte italiani, Gillo Dorfles, nel suo libello Conformisti (Donzelli 1997) ci insegna che il giudizio estetico del pubblico “si uniforma alla tendenza più diffusa e più banale”. Ciò nonostante sono apparsi salvifici a Torino, nel XXI secolo, gli Impressionisti, tanto cari a sindaci e assessori ex comunisti, rivelatisi appunto conformisti (e senza badare, come si è visto, ai costi). Oggi non più sostenibili: quindi si capisce la svolta grillina, e l’attuale, impopolare, politica della lesina. Ma non basta. Si invoca da più parti anche un progetto, e solo qualche timido tentativo si intravvede… Per quanto riguarda la GAM è importante il lavoro sulla storia e sulla memoria di quell’edificio compiuto da una ricercatrice eccellente, Giorgina Bertolino; per quanto concerne altri spazi come Palazzo Barolo è stata notevole la mostra Fuoriserie, dedicata a pratiche artistiche borderline, produttrici di disagio e dissenso, non appartenenti all’ufficialità del sistema. Tuttavia l’esposizione è durata solo poco più di un mese, e nonostante che una delle due brave curatrici, Tea Taramino, lavori per il Comune di Torino, non è stato fatto un adeguato lavoro di comunicazione. Per il futuro in questa direzione di lavoro, da perseguire, ci si ricordi di coinvolgere figure eclettiche come quella Alfredo Accatino, autore di grandi eventi internazionali e di programmi televisivi, esperto di culture giovanili, di tutela delle professioni creative e, last but not least, di artisti non conformi. Si tratterà pure di temi di nicchia -di “micchia” direbbero ex sinistri citando Checco Zalone- ma coerenti con un’ immagine storica di città laboratorio che va rilanciata, nella penuria. Al contrario, altre recenti mostre alla GAM, come L’emozione dei COLORI nell’arte, che sin dal titolo e per la notorietà degli invitati destano il sospetto di un tentativo furbesco di “piccionare” un tipo di visitatore più tradizionale, non solo non hanno ammortizzato la caduta in picchiata del pubblico, ma non hanno dimostrato sufficiente scientificità. Insomma, occorre che Appendino e Leon si dimostrino “donne di conseguenza” e non provino anche loro a sbigliettare. Perché, come dice un vecchio proverbio, profano, è dal falso bene -il botteghino- che viene il vero male.

Donna accoltella il convivente, lo porta al pronto soccorso e si ferisce alla gola

Con due coltellate al torace una donna ha ferito il convivente e poi lo ha portato al pronto soccorso allontanandosi poco dopo.Il fatto, scrive l’Ansa, è accaduto  Nichelino. Il ferito, di 51 anni, ha un polmone lesionato in modo grave. La sua compagna è  stata rintracciata da una pattuglia dei carabinieri. Sembra si sia data da sola  un fendente alla gola.

Grave l’estetista accoltellata dal suocero che sospettava un tradimento

Un sospetto tradimento punito con la vendetta. E’ il probabile movente del tentato omicidio ai danni di  Emma Guarnero, l’estetista di 40 anni, accoltellata dal suocero nel  centro estetico di via Vibò 43. Agostino Andreozzi, l’aggressore di 79 anni che riteneva dalle prime informazioni che suo figlio venisse tradito dalla donna, è stato arrestato dai carabinieri. La vittima delle feroci coltellate è molto grave. E’ stata sottoposta a un delicato  intervento chirurgico nella notte dopo diverse trasfusioni di sangue.

Slavina isola frazione di Bardonecchia

La  slavina  caduta ieri sulla strada provinciale 235 da Bardonecchia a Rochemolles ha isolato la frazione  che è rimasta senza corrente. Sul posto la squadra dei vigili del fuoco di Susa e i volontari di Bardonecchia. Fortunatamente non ci sono feriti o vittime.

Mns e Lega verso il polo sovranista

Il Movimento Nazionale per la Sovranità e la Lega hanno iniziato un percorso per la costruzione e costituzione del Polo Sovranista, un progetto con una componente fortemente identitaria, fondato sulla qualità e sui valori e che va oltre il semplice accordo elettorale in vista delle politiche e regionali del prossimo anno. Lo aveva anticipato il Segretario Gianni Alemanno: “La Sovranità Nazionale è la premessa indispensabile per dare valore alle identità locali tanto al Nord quanto al Sud, è un’antica sfida per tutti coloro che vengono dalla tradizione della destra nazionale, ma soprattutto un salto di livello che la Lega di Salvini e Giorgetti è chiamata a realizzare in vista dei prossimi appuntamenti elettorali”. Un percorso iniziato a fine novembre a livello nazionale, con l’accordo tra Gianni Alemanno, Segretario Nazionale del Movimento Nazionale per la Sovranità e Giancarlo Giorgetti, Vicesegretario della Lega per il sostegno di Matteo Salvini a candidato premier e consolidato al convegno di Napoli di inizio di dicembre. “In Piemonte la collaborazione con la Lega è iniziata già con le elezioni della città di Alessandria, è stato fondamentale unirsi per raggiungere un risultato importante” dichiara Marco Botta, commissario regionale del Movimento Nazionale. “L’obiettivo è di formare un fronte sovranista che possa presentarsi nettamente in tutto il territorio italiano. Nella nostra Regione è forte il desiderio di un Piemonte autonomo che possa ridurre il credito fiscale di quasi 10 miliardi di euro l’anno, proprio per questo sosterremo l’iniziativa della Lega di chiedere il referendum e la conseguente autonomia della Regione, sulla scia dei successi referendari del Veneto e della Lombardia” afferma Gian Luca Vignale, consigliere regionale e presidente del Gruppo consiliare. “Come ha detto Salvini – all’incontro tenutosi ad Alessandria per presentare il comitato referendario Piemonte autonomo – un nuovo rinascimento del Piemonte parte proprio da Alessandria e noi del Movimento Nazionale siamo pronti a sostenere quest’iniziativa” sostiene Alessandro Bego, Commissario provinciale MNS.

Al Comitato, oltre a Lega e Movimento Sovranista, hanno aderito anche Direzione Italia e Movimento Progetto Piemonte.

Massimo Iaretti

 

 

 

Sulle montagne del Piemonte forte rischio valanghe per il vento e il rialzo termico

Fino a sabato sarà di livello “forte”, il quarto della scala che arriva fino a 5, il rischio di valanghe su metà del territorio piemontese, dalla valle di Susa alle Alpi Lepontine. Lo stabilisce il bollettino dell’ Arpa – Agenzia regionale per la protezione ambientale. E’ infatti elevata la possibilità di distacco spontaneo di valanghe di grandi dimensioni: basta anche un solo sciatore fuoripista a provocare il distacco di  masse nevose. Il pericolo di valanghe aumenta per  la combinazione tra le abbondanti nevicate dei giorni scorsi, il forte vento e il relativo rialzo termico. Il rischio è basso solo sulle Alpi Liguri.

L’agenda di Cascina Roccafranca

Ecco il programma delle manifestazioni e dei prossimi appuntamenti che si terranno presso il centro culturale  

Le iniziative, le attività e i progetti che si realizzano nel centro culturale e sociale Cascina Roccafranca sono realizzate in collaborazione con il Comune di Torino e con il sostegno della Compagnia di San Paolo.

 

Il programma:

Martedì 9 gennaio ore 14.30 – incubatore
Socrem. 
Sportello di consulenza gratuito sulla cremazione. A cura della Società per la Cremazione di Torino

Martedì 9 gennaio ore 18 – incubatore
Sportello gratuito sui problemi di relazione cane-padrone 
dove incontrare esperti educatori dell’APNEC (Associazione Professionale Nazionale Educatori Cinofili). Su prenotazione 011 01136250. A cura del gruppo Animalincittà

Venerdì 12 gennaio ore 17 – laboratorio
Piddy. 
Sportello di consulenza gratuito sui DSA – disturbi specifici dell’apprendimento. A cura dell’AID (Associazione Italiana Dislessia)

Sabato 13 gennaio dalle ore 10 /16 – salone
Seminario “Uomo <-> Donna: si nasce e si diventa.” Seminario sul’identità di genere e la sessualità con particolare riguardo al tema della transessualità. A cura del gruppo Aequalis

Dal 18 gennaio al 6 febbraio – galleria
Giornata della Memoria 2018: Ravensbrück tra scrittura e fotografia.
Dalle memorie di Lidia Beccaria Rolfi alle immagini di oggi. Mostra fotografica sulla deportazione femminile con immagini di Renzo Carboni, in collaborazione con l’A.N.E.D. di Torino (Associazione Nazionale Ex Deportati)

Giovedì 18 gennaio ore 20.45 – galleria
Giornata della Memoria 2018: Inaugurazione della mostra fotografica “Ravensbrück tra scrittura e fotografia” di Renzo Carboni. Presentazione degli elaborati degli studenti dell’I.I.S. Majorana di Torino, classi VB e VC, che hanno lavorato al Progetto Ravensbrück. Intervengono Aldo Rolfi, Lucio Monaco e l’autore della mostra Renzo Carboni

Venerdi 19 gennaio ore 18.30 – galleria
Per il progetto Leggermente Roberto Casati presenta il libro “La lezione del freddo” ed. Einaudi in collaborazione con Ester Armanino. A cura del gruppo di lettura Sportidea Caleidos

Venerdì 19 gennaio ore 21 – salone
Lettura scenica “La dama sciocca” di Lope De Vega. A cura di L.Bocchio e della Compagnia Helios

Sabato 20 gennaio ore 10 – galleria
Conferenza “Mirafiori e Mirafieri. Chi eravamo e chi siamo”. A cura di CAUS – Centro Arti umoristiche e Satiriche

 

Sabato 20 gennaio ore 10 – ludoteca
Corso di manovre di disostruzione adulta e pediatrica.
Gratuito per genitori, parenti, operatori scolastici e socio-sanitari. Necessaria l’iscrizione tramite il sito www.russograziablsd.altervista.org

Sabato 20 gennaio ore 15 – bottega consumo
Laboratorio delle emozioni: la tristezza. 
Laboratorio per bimbi 6-12 anni. La tristezza è come un fiore che appassisce: lascia sempre il germoglio per qualcosa di nuovo e grande. Le emozioni aiutano a trovare la bellezza, anche dove nessun altro le vede, anche quando c’è Tristezza! A cura dell’associazione EssereUmani. Necessaria iscrizione: 01101136250, inforoccafranca@comune.torino.it

Domenica 21 gennaio ore 10 – ludoteca
Per la rassegna Leggermente in famiglia, laboratorio di lettura gratuito per bambini da 2 a 5 anni e, per chi lo desidera, a seguire brunch. Per informazioni e prenotazione (necessaria per laboratorio e brunch): 01101136250, inforoccafranca@comune.torino.it

Domenica 21 gennaio ore 21 – galleria
Giornata della Memoria 2018: Proiezione del film KAPÒ”. Straordinario capolavoro di Gillo Pontecorvo. A cura del Gruppo Roccafranca Film

Giovedì 25 gennaio ore 18 – salone delle feste
Per il progetto Leggermente Angelo Ferracuti presenta il libro “Andare, camminare, lavorare” ed. Feltrinelli. A cura del gruppo di lettura dell’Ecomuseo.

Giovedì 25 gennaio ore 21 – galleria
Giornata della Memoria 2018: “Restare Umani”. Spettacolo/Reading
Storie di persone che vivendo nell’inferno della guerra e dei campi di sterminio non hanno dimenticato la propria umanità e il diritto di tutti alla vita e alla dignità. A cura del gruppo Dizione e Teatro di Spazio Donne Cascina Roccafranca, coordinato da Anna Abate, in collaborazione con Paolo Forsennati

Venerdì 26 gennaio ore 20.45 – galleria
Viaggiatori in poltrona. 
“West Canada: un universo verde/blu”. A cura di Mauro Avidano. Sportidea Caleidos

Sabato 27 gennaio ore 10 – incubatore
Sportello gratuito sui problemi di relazione cane-padrone 
dove incontrare esperti educatori dell’APNEC (Associazione Professionale Nazionale Educatori Cinofili). Su prenotazione 011 01136250. A cura del gruppo Animalincittà

Sabato 27 gennaio ore 15 – bottega consumo
Luci e lucine del nuovo anno
. Laboratorio per bimbi 6-12 anni. Un laboratorio di storie e luci: una storia raccontata e la creazione di una piccola lanterna da appendere a casa, piena di storie. A cura dell’associazione Pentesilea. Necessaria iscrizione: 01101136250, inforoccafranca@comune.torino.it

Giovedì 01 febbraio ore 21 – galleria
India – Altopiano del Deccan
. Con Marco Ortalda. A cura dell’Angolo dell’Avventura di Torino

Domenica 04 febbraio ore 9.30 /16.30 – galleria
Una Babele di Semi. Sesta edizione della giornata di scambio di semi autoprodotti, marze, bulbi, paste madri e saperi. A cura di Asci Piemonte. Per info e prenotazioni ascipiemonte@gmail.com

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Tutte le iniziative sono ad ingresso libero,salvo dove indicato, fino ad esaurimento posti

INFO: Cascina Roccafranca – via Rubino 45 – Torino – tel. 011.01136250
inforoccafranca@comune.torino.itwww.cascinaroccafranca.it

Furto a Venezia in stile Topkapi

Non è una riedizione del colpo del mitico pugnale al Topkapi di Istanbul immortalato nel celebre film del 1964 ma il clamoroso furto di alcuni gioielli della collezione dello sceicco del Qatar Al Thani a Palazzo Ducale a Venezia ci ricorda, con un po’ di immaginazione, la memorabile pellicola anni Sessanta con Peter Ustinov, Maximilian Schell e Melina Mercouri in cui i ladri si calano da un lucernario della cupola della sala e riescono, tra acrobazie notturne mozzafiato, a rubare il prezioso pugnale ornato di smeraldi e rubini, custodito nella sala del tesoro del Topkapi, l’antica residenza dei sultani da dove si ammira il panorama più bello della Turchia, con i ponti sul Bosforo, la Moschea Blu, Santa Sofia e piazza Sultanahmet. Ieri invece alcuni gioielli indiani, altrettanto pregiati, della mostra “Tesori dei Moghul e dei Maharaja”, ospitata a Palazzo Ducale a Venezia, sono stati rubati da una teca. I monili sottratti, almeno una spilla in oro e un paio di orecchini, avrebbero un valore reale di qualche milione di euro. La mostra, allestita nella sala dello Scrutinio, presenta, per la prima volta in Italia, 270 tra gemme e gioielli indiani dal XVI al XX secolo. Nel giugno del 2005 una banda di ladri cercò di imitare davvero gli autori del film del ’64 calandosi dal tetto del palazzo imperiale a Istanbul e svuotando la sala del tesoro. Furono ben nove gli oggetti rubati, tra cui il sigillo di un sultano con smalti e diamanti, il monogramma del sultano Abdulhamit I (1774-1789) e un paravento in madreperla. Ma il famoso pugnale rimase al suo posto, troppo complicato portarlo via senza innescare gli allarmi. In realtà quel pugnale, dal Topkapi, non si è mai mosso. La leggenda narra che il pugnale fu realizzato per lo Scià persiano Nadir nella prima metà del Settecento alla fine della lunga guerra tra gli ottomani e i persiani. Fu Mahmud I (1730-1754) a regalarlo allo scià ma i corrieri del sultano non arrivarono mai alla corte di Isfahan perchè Nadir Scià venne ucciso in una congiura di Palazzo e il pugnale più prezioso del mondo, dal valore inestimabile, tornò tra le mani del sultano a Costantinopoli. 

Filippo Re