redazione il torinese

L’isola del libro. Speciale Amos Oz

L’appuntamento di oggi è dedicato ad Amos Oz, un grande della letteratura che ci ha lasciati nel 2018 e di cui resteremo orfani nel futuro; unica consolazione leggere o rileggere i suoi capolavori

Il grande scrittore israeliano se n’è andato a 79 anni stroncato da un male bastardo ma ci ha lasciato migliaia di pagine da leggere, tra romanzi e saggi. Era nato a Gerusalemme il 4 maggio del 1939, figlio unico, segnato dal suicidio della madre quando aveva solo 12 anni. Poi la sua vita spesa a lavorare in un kibbutz, insegnare all’università e soprattutto… scrivere. Per la risoluzione del conflitto arabo-israeliano caldeggiava l’idea dei due Stati e il suo paese travagliato è lo sfondo dei suoi scritti.

Qualche suggerimento di lettura in ordine sparso tra i suoi libri, pubblicati in Italia da Feltrinelli:

 

“Una storia di amore e di tenebra” è il romanzo autobiografico in cui racconta la sua infanzia e giovinezza, la storia della sua famiglia, la nascita dello Stato di Israele, gli attacchi terroristici dei Feddayin e la vita nel kibbutz. Soprattutto, qui affronta la tragica morte della madre, che si tolse la vita proprio alla vigilia del suo bar mitzwah nel 1952, elabora il lutto e narra dei contrasti col padre che lo spingeranno fuori casa. Considerato il suo capolavoro, è davvero un grande affresco familiare e storico.

“Una pace perfetta” è ambientato alla vigilia della Guerra dei Sei Giorni, nel 1967, nel Kibbutz Granot, e ruota intorno alla coppia formata da Yoni e Ramona. Lei amareggiata dagli aborti e dall’insoddisfatto desiderio di maternità; lui lavora in officina dove ripara trattori, ma sogna l’ampio orizzonte del deserto e la fuga. Intorno alla loro malinconia un avvicendarsi di altri personaggi e la vita nel kibbutz, perfettamente incastonata nella storia israeliana.

 

“Michael mio” è il secondo romanzo scritto da Oz nel 1968, quando non era ancora famoso, e pubblicato in Italia nel 1975. Ambientato nella Gerusalemme degli anni 50 è il racconto in prima persona del matrimonio di Hannah e del suo fallimento. Una narrazione al femminile, dolce-amara, in cui lo scrittore sonda e svela emozioni, sentimenti e passioni della protagonista con delicatezza e sensibilità fuori dal comune.

 

“Conoscere una donna” è uno dei capolavori della letteratura israeliana e racconta una storia d’amore sorprendente. Yoel, uomo dei servizi segreti israeliani deve affrontare la morte della moglie fulminata in un incredibile incidente. Ripercorrendo a ritroso il suo matrimonio si trova a fare i conti non solo con l’assenza di Ivria, ma anche con piccoli dettagli che svelano ombre nel loro rapporto. Chi era la donna che aveva sposato e quale mistero racchiudeva? Poi c’è anche il complicato rapporto con la loro figlia Neta.

 

“Tocca l’acqua, tocca il vento” racconta la fuga degli ebrei dallo sterminio nazista. In Polonia nel 1939, mentre i tedeschi avanzano inesorabilmente, Elisha Pomerantz, piccolo orologiaio ebreo, appassionato di matematica e musica, fugge nella foresta per mettersi in salvo. Invece sua moglie Stefa, insegnante di filosofia in un liceo, sottovaluta il pericolo e resta nel suo appartamento. Anche lei finirà per essere travolta dalla guerra, deportata in Unione Sovietica e trasformata in spia al servizio di Stalin. Intanto c’è il vagare di Elisha tra boschi, Grecia e infine l’approdo in un kibbutz in Israele dove si mette a riparare orologi. Il romanzo è la storia della separazione dei due personaggi e il loro sogno di potersi ritrovare.

 

“Scene dalla vita di un villaggio” ovvero misteri, segreti, amori e sparizione nel pittoresco villaggio israeliano Tel Ilan. Amos Oz -a cui piacevano le storie che restavano irrisolte come la vita stessa- ci conduce nei meandri dell’anima in questo romanzo inquietante, suddiviso in otto capitoli o “scene” indipendenti tra loro, ma accomunate dal senso di solitudine che avvolge il villaggio.

 

“Non dire notte” è ambientato a Tel Kedar, piccola cittadina nel deserto del Negev. Vi abitano Theo, urbanista 60enne di successo, e sua moglie Noa, professoressa di lettere che ha15 anni meno di lui, ed è un’idealista sempre pronta a buttarsi con entusiasmo in nuove sfide. Dopo 7 anni di matrimonio il loro è un rapporto che si sta sfilacciando. La storia viene narrata in prima persona dai due protagonisti, che raccontano gli stessi fatti ma decodificati con occhi diversi. E sullo sfondo vite, tragedie e speranze degli altri abitanti della piccola città.

 

“La scatola nera” romanzo epistolare con cui Oz racconta di nuovo un matrimonio, questa volta finito. E’quello di Alec e Ilana che non si parlano da 7 anni. Lui è un apprezzato studioso di fanatismo religioso trasferitosi in America; lei è rimasta in Israele e si è risposata. Hanno avuto un figlio che ora in piena adolescenza mette a dura prova la madre. Non sapendo più cosa fare, Ilana ricontatta l’ex marito chiedendogli aiuto. Il titolo richiama la scatola nera che racchiude le cause degli incidenti aerei, allo stesso modo nelle lettere scambiate dai personaggi il lettore troverà le cause di questa catastrofe familiare.

 

“La vita fa rima con la morte” scritto da Oz quando aveva 69 anni, non rientra nel suo collaudato filone del racconto familiare sullo sfondo della storia israeliana, ma affronta una serie di domande sulla scrittura. Siamo a Tel Aviv in un’afosa serata estiva in cui l’autore è ospite d’onore di un incontro letterario. Annoiato e distante dalle voci dei relatori, punta invece il pubblico e mette a fuoco facce e piccoli dettagli che gli ispirano curiosità. Diventano gli spunti per nuove storie che si diverte ad imbastire e raccontare, dando libero sfogo alla sua immaginazione.

“Finché morte non sopraggiunga” da poco tradotto in Italia, risale al 1971. Narra due storie molto diverse e distanti tra loro. Dapprima i pensieri, i rimpianti e i ricordi di un anziano conferenziere malato che, di fronte all’inesorabile declino, constata le occasioni perdute di una vita. Nella seconda parte invece l’autore ripercorre le avventure di una sgangherata banda di crociati che non arriveranno mai in Terra Santa. Trait d’union dei due capitoli è l’incessante ricerca di un senso da dare alla vita.

L'isola del libro. Speciale Amos Oz

L’appuntamento di oggi è dedicato ad Amos Oz, un grande della letteratura che ci ha lasciati nel 2018 e di cui resteremo orfani nel futuro; unica consolazione leggere o rileggere i suoi capolavori
Il grande scrittore israeliano se n’è andato a 79 anni stroncato da un male bastardo ma ci ha lasciato migliaia di pagine da leggere, tra romanzi e saggi. Era nato a Gerusalemme il 4 maggio del 1939, figlio unico, segnato dal suicidio della madre quando aveva solo 12 anni. Poi la sua vita spesa a lavorare in un kibbutz, insegnare all’università e soprattutto… scrivere. Per la risoluzione del conflitto arabo-israeliano caldeggiava l’idea dei due Stati e il suo paese travagliato è lo sfondo dei suoi scritti.
Qualche suggerimento di lettura in ordine sparso tra i suoi libri, pubblicati in Italia da Feltrinelli:
 
“Una storia di amore e di tenebra” è il romanzo autobiografico in cui racconta la sua infanzia e giovinezza, la storia della sua famiglia, la nascita dello Stato di Israele, gli attacchi terroristici dei Feddayin e la vita nel kibbutz. Soprattutto, qui affronta la tragica morte della madre, che si tolse la vita proprio alla vigilia del suo bar mitzwah nel 1952, elabora il lutto e narra dei contrasti col padre che lo spingeranno fuori casa. Considerato il suo capolavoro, è davvero un grande affresco familiare e storico.

“Una pace perfetta” è ambientato alla vigilia della Guerra dei Sei Giorni, nel 1967, nel Kibbutz Granot, e ruota intorno alla coppia formata da Yoni e Ramona. Lei amareggiata dagli aborti e dall’insoddisfatto desiderio di maternità; lui lavora in officina dove ripara trattori, ma sogna l’ampio orizzonte del deserto e la fuga. Intorno alla loro malinconia un avvicendarsi di altri personaggi e la vita nel kibbutz, perfettamente incastonata nella storia israeliana.
 
“Michael mio” è il secondo romanzo scritto da Oz nel 1968, quando non era ancora famoso, e pubblicato in Italia nel 1975. Ambientato nella Gerusalemme degli anni 50 è il racconto in prima persona del matrimonio di Hannah e del suo fallimento. Una narrazione al femminile, dolce-amara, in cui lo scrittore sonda e svela emozioni, sentimenti e passioni della protagonista con delicatezza e sensibilità fuori dal comune.
 
“Conoscere una donna” è uno dei capolavori della letteratura israeliana e racconta una storia d’amore sorprendente. Yoel, uomo dei servizi segreti israeliani deve affrontare la morte della moglie fulminata in un incredibile incidente. Ripercorrendo a ritroso il suo matrimonio si trova a fare i conti non solo con l’assenza di Ivria, ma anche con piccoli dettagli che svelano ombre nel loro rapporto. Chi era la donna che aveva sposato e quale mistero racchiudeva? Poi c’è anche il complicato rapporto con la loro figlia Neta.
 
“Tocca l’acqua, tocca il vento” racconta la fuga degli ebrei dallo sterminio nazista. In Polonia nel 1939, mentre i tedeschi avanzano inesorabilmente, Elisha Pomerantz, piccolo orologiaio ebreo, appassionato di matematica e musica, fugge nella foresta per mettersi in salvo. Invece sua moglie Stefa, insegnante di filosofia in un liceo, sottovaluta il pericolo e resta nel suo appartamento. Anche lei finirà per essere travolta dalla guerra, deportata in Unione Sovietica e trasformata in spia al servizio di Stalin. Intanto c’è il vagare di Elisha tra boschi, Grecia e infine l’approdo in un kibbutz in Israele dove si mette a riparare orologi. Il romanzo è la storia della separazione dei due personaggi e il loro sogno di potersi ritrovare.
 
“Scene dalla vita di un villaggio” ovvero misteri, segreti, amori e sparizione nel pittoresco villaggio israeliano Tel Ilan. Amos Oz -a cui piacevano le storie che restavano irrisolte come la vita stessa- ci conduce nei meandri dell’anima in questo romanzo inquietante, suddiviso in otto capitoli o “scene” indipendenti tra loro, ma accomunate dal senso di solitudine che avvolge il villaggio.
 
“Non dire notte” è ambientato a Tel Kedar, piccola cittadina nel deserto del Negev. Vi abitano Theo, urbanista 60enne di successo, e sua moglie Noa, professoressa di lettere che ha15 anni meno di lui, ed è un’idealista sempre pronta a buttarsi con entusiasmo in nuove sfide. Dopo 7 anni di matrimonio il loro è un rapporto che si sta sfilacciando. La storia viene narrata in prima persona dai due protagonisti, che raccontano gli stessi fatti ma decodificati con occhi diversi. E sullo sfondo vite, tragedie e speranze degli altri abitanti della piccola città.
 
“La scatola nera” romanzo epistolare con cui Oz racconta di nuovo un matrimonio, questa volta finito. E’quello di Alec e Ilana che non si parlano da 7 anni. Lui è un apprezzato studioso di fanatismo religioso trasferitosi in America; lei è rimasta in Israele e si è risposata. Hanno avuto un figlio che ora in piena adolescenza mette a dura prova la madre. Non sapendo più cosa fare, Ilana ricontatta l’ex marito chiedendogli aiuto. Il titolo richiama la scatola nera che racchiude le cause degli incidenti aerei, allo stesso modo nelle lettere scambiate dai personaggi il lettore troverà le cause di questa catastrofe familiare.
 
“La vita fa rima con la morte” scritto da Oz quando aveva 69 anni, non rientra nel suo collaudato filone del racconto familiare sullo sfondo della storia israeliana, ma affronta una serie di domande sulla scrittura. Siamo a Tel Aviv in un’afosa serata estiva in cui l’autore è ospite d’onore di un incontro letterario. Annoiato e distante dalle voci dei relatori, punta invece il pubblico e mette a fuoco facce e piccoli dettagli che gli ispirano curiosità. Diventano gli spunti per nuove storie che si diverte ad imbastire e raccontare, dando libero sfogo alla sua immaginazione.

“Finché morte non sopraggiunga” da poco tradotto in Italia, risale al 1971. Narra due storie molto diverse e distanti tra loro. Dapprima i pensieri, i rimpianti e i ricordi di un anziano conferenziere malato che, di fronte all’inesorabile declino, constata le occasioni perdute di una vita. Nella seconda parte invece l’autore ripercorre le avventure di una sgangherata banda di crociati che non arriveranno mai in Terra Santa. Trait d’union dei due capitoli è l’incessante ricerca di un senso da dare alla vita.

La Lega nell’angolo, Di Maio in difficoltà

di Ibis

Il referendum a questo punto si impone , ed è meglio di un accordo al ribasso fra Lega e 5 stelle che snaturi il progetto di alta velocità, con nuovi tagli agli investimenti

 

La nuova grande manifestazione Sì Tav ( forse addirittura più partecipata della prima) è stato un segnale definitivo alle forze politiche: Ora non si può più far finta di nulla. La novità è che sono scesi in campo direttamente sindaci e amministratori locali e si sa che questi contano molto elettoralmente. Il referendum a questo punto si impone , ed è meglio di un accordo al ribasso fra Lega e 5 stelle che snaturi il progetto di alta velocità, con nuovi tagli agli investimenti. Questi sì sarebbero soldi buttati senza un significativo miglioramento dei collegamenti internazionali, e darebbero all’opinione pubblica l’impressione di essere spesi per salvare le poltrone di chi sta governando. E’ significativo , in questo senso, che il direttore del Fatto quotidiano Marco Travaglio si lasci andare ad insulti e sarcasmo contro la manifestazione torinese e i suoi promotori: l’ultimo baluardo del ” radicalismo ” a 5 stelle, perdendo le staffe , conferma le paure dei puri e duri , cioè che Di Maio sia costretto a scendere a patti se non vuole perdere il governo. Poi si sa che chi non ha più argomenti ricorre agli insulti. Anche Salvini sa che La Tav, molto più dei problemi degli ormai pochi disperati che tentano di raggiungere le nostre coste e dietro i quali si nasconde per parlar d’altro , è la vera pietra di inciampo del governo. Il Nord produttivo vuole una linea vera ad alta velocità-capacità e sa ,per esperienza diretta, quanto possa servire: questo dicono le 33 associazioni di imprenditori, cooperative, artigiani commercianti , gli ordini professionali , le categorie sindacali scesi di nuovo in piazza ( quelli che Travaglio chiama i ” poteri marci”). E vogliono investimenti che possano far ripartire l’economia. Il messaggio è chiaro anche alla Lega: non si devono sprecare soldi in assistenzialismi vari, dice il mondo del lavoro, perchè mancheranno per le infrastrutture, come mancano nella legge di bilancio appena varata. Perchè si dovranno aumentare inevitabilmente le tasse che invece andrebbero ridotte, tagliare le pensioni in varie forme ( come già si è deciso). Intanto aumenterà la disoccupazione. A meno che quota 100 e il reddito di cittadinanza siano avviluppati in tali cavilli burocratici e norme da diventare solo fumo negli occhi degli elettori in vista delle europee. Così pensano le categorie produttive e gli amministratori delle più importanti regioni d’Italia ( dal punto di vista economico, naturalmente). Lo squadrismo giornalistico del Fatto quotidiano, il richiamo alla radicalizzazione da parte di Grillo e Di Battista deriva dal rendersi conto di essere ormai minoranza: basta che la Lega stacchi la spina e si vada a votare. Visto che tutti citano i sondaggi, allora i sondaggi ci dicono che il Movimento 5 Stelle sarebbe al 26%, a questo si aggiungerebbe un 2-3% della sinistra radicale e poco altro. Tutti i sondaggi, da sempre, sono univoci nell’assegnare al centro-destra la maggioranza in una ipotetica elezione anticipata. Persino Forza Italia e il Pd danno timidi segnali di ripresa. Anche Travaglio lo sa, e allora pensa che è meglio ritornare all’estremismo dell’opposizione. Salvini corre sul filo del rasoio: ma fino a quando tutti i suoi lo seguiranno dopo che viene abbandonato dalle categorie di riferimento al Nord e avanza la crisi economica?

(foto: il Torinese)

 

La Lega nell'angolo, Di Maio in difficoltà

di Ibis
Il referendum a questo punto si impone , ed è meglio di un accordo al ribasso fra Lega e 5 stelle che snaturi il progetto di alta velocità, con nuovi tagli agli investimenti
 
La nuova grande manifestazione Sì Tav ( forse addirittura più partecipata della prima) è stato un segnale definitivo alle forze politiche: Ora non si può più far finta di nulla. La novità è che sono scesi in campo direttamente sindaci e amministratori locali e si sa che questi contano molto elettoralmente. Il referendum a questo punto si impone , ed è meglio di un accordo al ribasso fra Lega e 5 stelle che snaturi il progetto di alta velocità, con nuovi tagli agli investimenti. Questi sì sarebbero soldi buttati senza un significativo miglioramento dei collegamenti internazionali, e darebbero all’opinione pubblica l’impressione di essere spesi per salvare le poltrone di chi sta governando. E’ significativo , in questo senso, che il direttore del Fatto quotidiano Marco Travaglio si lasci andare ad insulti e sarcasmo contro la manifestazione torinese e i suoi promotori: l’ultimo baluardo del ” radicalismo ” a 5 stelle, perdendo le staffe , conferma le paure dei puri e duri , cioè che Di Maio sia costretto a scendere a patti se non vuole perdere il governo. Poi si sa che chi non ha più argomenti ricorre agli insulti. Anche Salvini sa che La Tav, molto più dei problemi degli ormai pochi disperati che tentano di raggiungere le nostre coste e dietro i quali si nasconde per parlar d’altro , è la vera pietra di inciampo del governo. Il Nord produttivo vuole una linea vera ad alta velocità-capacità e sa ,per esperienza diretta, quanto possa servire: questo dicono le 33 associazioni di imprenditori, cooperative, artigiani commercianti , gli ordini professionali , le categorie sindacali scesi di nuovo in piazza ( quelli che Travaglio chiama i ” poteri marci”). E vogliono investimenti che possano far ripartire l’economia. Il messaggio è chiaro anche alla Lega: non si devono sprecare soldi in assistenzialismi vari, dice il mondo del lavoro, perchè mancheranno per le infrastrutture, come mancano nella legge di bilancio appena varata. Perchè si dovranno aumentare inevitabilmente le tasse che invece andrebbero ridotte, tagliare le pensioni in varie forme ( come già si è deciso). Intanto aumenterà la disoccupazione. A meno che quota 100 e il reddito di cittadinanza siano avviluppati in tali cavilli burocratici e norme da diventare solo fumo negli occhi degli elettori in vista delle europee. Così pensano le categorie produttive e gli amministratori delle più importanti regioni d’Italia ( dal punto di vista economico, naturalmente). Lo squadrismo giornalistico del Fatto quotidiano, il richiamo alla radicalizzazione da parte di Grillo e Di Battista deriva dal rendersi conto di essere ormai minoranza: basta che la Lega stacchi la spina e si vada a votare. Visto che tutti citano i sondaggi, allora i sondaggi ci dicono che il Movimento 5 Stelle sarebbe al 26%, a questo si aggiungerebbe un 2-3% della sinistra radicale e poco altro. Tutti i sondaggi, da sempre, sono univoci nell’assegnare al centro-destra la maggioranza in una ipotetica elezione anticipata. Persino Forza Italia e il Pd danno timidi segnali di ripresa. Anche Travaglio lo sa, e allora pensa che è meglio ritornare all’estremismo dell’opposizione. Salvini corre sul filo del rasoio: ma fino a quando tutti i suoi lo seguiranno dopo che viene abbandonato dalle categorie di riferimento al Nord e avanza la crisi economica?

(foto: il Torinese)
 

Appello del Centro Pannunzio in difesa della democrazia liberale

La riforma che introduce nel nostro ordinamento il referendum propositivo senza quorum è molto rischiosa

C’ è infatti il pericolo reale di una dittatura mascherata delle minoranzeIl Costituente aveva previsto prudentemente il solo referendum abrogativo con quorum e raccolta di firme per la sua realizzazione.  Il rendere semplice il referendum propositivo senza un quorum che ne garantisca la validità circa l’affluenza di un numero adeguato di cittadini al voto, significa un infliggere un corpo mortale alla democrazia parlamentare rappresentativa, annullando la centralità del Parlamento, sancita dalla Costituzione.  Le cosiddette “democrazie dirette” non sono democrazie, come dimostra l’esperienza della storia. Il Centro “Pannunzio”, libero, indipendente, apartitico, sente il dovere di lanciare un allarme a tutti i cittadini sui pericoli verso cui andiamo incontro.


Il Centro “Pannunzio” 

Foto Daniele Solavaggione CONCERTO DEL PIANISTA SANDRETTO PER I 50 ANNI DEL CENTRO PANNUNZIO NELL’AULA MAGNA DEL RETTORATO

“Venduti ai Minori”

Perchè i nostri figli entrano in contatto con prodotti vietati dalla legge o non adatti come alcol, tabacco, cannabis, azzardo, ma anche pornografia e videogiochi inadatti?

Quanti sono a conoscenza del divieto di vendita ai minori? Chi glieli vende?

Questi divieti sono segnalati e, soprattutto, rispettati?

Evento di presentazione dell’indagine inedita “Venduti ai Minori” sull’accesso dei minori ai prodotti vietati o inadatti.

Ore 10 – 12

Senato della Repubblica

Palazzo Giustiniani – Sala Zuccari

Via della Dogana Vecchia, 29 – Roma

NDIRIZZO DI SALUTO

Licia Ronzulli, Presidente della Commissione parlamentare per

l’infanzia e l’adolescenza

Lorenzo Fontana, Ministro per la famiglia

INTERVENGONO

Tonino Cantelmi, Università Europea di Roma

Antonio Affinita, Direttore generale Moige

Saverio Sgroi, Educatore e  scrittore

Paolo Messa, Consigliere Centro Studi Americani

Emanuele Scafato, Direttore dell’Osservatorio Nazionale ALCOL-ISS

Antonio Nicita, Commissario AGCOM

Mario Antonelli, Vicepresidente Federazione Italiana Tabaccai – FIT

Ottavio Cagiano de Azevedo, Direttore generale Federvini

Corrado Luca Bianca, Coordinatore nazionale FIEPET-Confesercenti

Modera: Federica De Sanctis, giornalista

Agricoltura, il Piemonte ha la nuova legge

Il Piemonte ha una nuova legge quadro per l’agricoltura: il testo è stato approvato a larga maggioranza (38 favorevoli e 3 astenuti) dal Consiglio regionale 

Il riordino delle norme in materia di agricoltura e di sviluppo rurale, come ha spiegato l’assessore Giorgio Ferrero, ha comportato l’abrogazione di 35 delle 45 leggi vigenti, oltre a cinquanta articoli in materia, contenuti nei vari provvedimenti regionali. La legge, con le relative abrogazioni, entrerà in vigore all’atto dell’approvazione del Bilancio regionale, in quanto attualmente è in vigore l’esercizio provvisorio. Fra le principali novità, figurano la banca della terra, proposta dal M5s, per permettere l’uso agricolo dei terreni incolti; la tutela di manufatti come muretti a secco, piloni di pietra dei vigneti, siepi o filari di alberi con valore storico (Gianluca Vignale di Msn); maggiore tutela della lavorazione e della trasformazione dei prodotti da parte delle piccole realtà contadine, strumento per la difesa del territorio, dell’ambiente e della genuinità degli alimenti (Walter Ottria, Leu); l’agenda digitale per adeguare l’agricoltura all’evoluzione informatica della Pubblica amministrazione italiana “Si tratta di una vera e propria legge quadro necessaria per snellire, semplificare e rendere attuale la legislazione regionale, alla luce della trasformazione dell’imprenditoria agricola e della sfida ambientale e climatica. Abbiamo voluto soprattutto offrire attenzione ai territori più fragili e alle imprese più piccole, dove è necessario creare opportunità”, ha aggiunto Ferrero. Il quadro d’insieme del resto è mutato, a cominciare dalla riforma delle politiche comunitarie che sta entrando nelle agende politiche in questi mesi e che si rifletterà sul quadro normativo nazionale e piemontese: quando la vecchia legge fu approvata c’erano le politiche agricole che privilegiavano l’incremento produttivo attraverso il sostegno dei prezzi, il ritiro dal mercato delle eccedenze e l’agevolazione dei fattori di produzione, in un mercato europeo altamente protetto dalla concorrenza internazionale e nel quale i consumi erano molto più standardizzati di oggi. A quasi quarant’anni dalla legge 63 “Interventi regionali in materia di agricoltura e foreste”, arriva questa norma di riordino, che intende anche proporsi come legge quadro per gli interventi regionali in materia di sviluppo agricolo, agroalimentare, agroindustriale e rurale destinata a durare nel tempo. Nel corso del dibattito è stato messo in risalto lo spirito propositivo del confronto tra la Giunta e le varie forze politiche in terza Commissione (presidente Raffaele Gallo) e nel tavolo di lavoro. Domenico Rossi (Pd) ha svolto la relazione di Maggioranza, soffermandosi sullo sforzo di conciliare “la complessità del presente e la velocità con cui oggi si presentano i cambiamenti”. Per Mauro Campo (M5s), relatore di Minoranza, “il limite di questa legge è che per molti temi si tratta di un riporto delle norme esistenti, pur apprezzando in gran parte i cambiamenti effettuati”. Tra i vari interventi, quello di Paolo Mighetti (M5s) ha riguardato le filiere, che dovrebbero “generare il giusto prezzo pagato agli agricoltori”. Vignale ha sottolineato l’importanza per il Piemonte di salvaguardare la propria cultura agricola così come Ottria è ritornato sul ruolo delle piccole realtà contadine, mentre per Andrea Tronzano (Fi) “nel testo manca la valorizzazione dell’agricoltura produttiva tradizionale”. Gianpaolo Andrissisi è soffermato su quello che considera il punto di partenza fondamentale: “la globalizzazione economica ha messo in crisi anche l’agricoltura”.

In controtendenza è stata la posizione assunta da Gianna Gancia (Lega Nord): “Ci saremmo aspettati che questo riordino avesse un respiro molto più ampio, nella concezione che per essere più competitiva l’agricoltura deve essere di stampo industriale”.

Arte e Moda cambia concept

Diventa spazio dove l’arte si fonde e collabora con la moda, crea eventi e occasioni di confronto.  Intanto cresce l’esperienza nata con ‘Vestiti d’Artista’

 

Il 2019 porta grandi novità per la scuola Arte e Moda. Proseguendo nel cammino della collaborazione con eventi legati al teatro ed allo spettacolo oltre ad essere stata inoltre promotrice e punto di partenza per il progetto ‘Vestiti d’astista’ della stilista Cinzia Sassone, Arte e Moda si propone adesso di diventare un polo artistico per il territorio Casalese ed anche per quelli circostanti (Vercellese, Astigiano, Alessandrino, Lomellina per citarne alcuni), un punto di riferimento per arte, cultura ed ogni forma di creatività ed animazione. Anima del progetto e titolare di Arte e Moda è Cinzia Sassone, la quale ha deciso di mettere a frutto sul territorio di origine l’esperienza maturata negli anni passati a Milano e all’estero, sviluppando una nuova iniziativa in sinergia con chi cerca uno spazio per esprimersi.

L’appuntamento è per sabato 19 gennaio 2019, alle ore 16, a Casale Monferrato, in viale Morozzo di San Michele 5.

La sede cambierà immagine e oltre a mantenere la propria identità formativa, metterà a disposizione uno spazio polifunzionale, uno spazio – contenitore, con la volontà di ospitare altre esperienze artistiche affini per sensibilità e intenti in sintonia con le nuove tenenze delle metropoli in ambito culturale e creativo. Cinzia Sassone sarà affiancata da uno staff di collaboratori, tra cui l’artista Iris Devasini, con i quali in aggiunta alle iniziative formative e del nuovo spazio creativo proseguirà anche ‘Vestiti d’artista’ che con i suoi vari appuntamenti ha finora sempre raccolto un buon successo di partecipazione e di critica.

***

Per informazioni e contatti : tel 0142590395

Facebook: arteemoda Casale Monferrato

mail arteemoda.casalemonferrato@gmail.com

Battisti: mozione della Lega per chiedere estradizione di altri 50 terroristi protetti all’estero

“Battisti deve essere il primo di una lunga serie. La Lega presenterà una mozione alla Camera per sollecitare con determinazione l’estradizione degli oltre 50 terroristi condannati in via definitiva e latitanti in Francia Nicaragua, Argentina, Cuba, Algeria, Libia, Angola”. Così il capogruppo alla Camera della Lega Riccardo Molinari (nella foto piccola a sinistra) e il deputato Daniele Belotti primo firmatario della mozione. “La svolta impressa dal nuovo governo brasiliano – sottolineano i due deputati del Carroccio – può segnare la fine delle vergognose protezioni garantite da alcuni Stati stranieri, in particolare la Francia, a terroristi condannati a pene definitive, molti all’ergastolo. I familiari delle vittime di questi terroristi stanno attendendo da fin dagli anni 70 e 80 di avere giustizia e lo Stato non può permettersi di vedere le proprie condanne, per lo più definitive, assolutamente disattese per la copertura politica offerta da autorità estere. Tra i terroristi in latitanza in Francia – concludono Molinari e Belotti -, figurano diversi condannati all’ergastolo come le ex brigatiste Simonetta Giorgieri e Carla Vendetti, entrambe condannate all’ergastolo nel processo Moro ter e chiamate in causa anche per i delitti D’Antona e Biagi, i Br Sergio Tornaghi e Marina Petrella, mentre in Nicaragua risulta latitante Alessio Casimirri, su cui gravano ben 6 ergastoli per il sequestro e l’omicidio di Aldo Moro”. 

Granata fuori dalla Coppa Italia

TORINO 0 – FIORENTINA 2

“Nel secondo tempo dovevamo far gol, abbiamo avuto le occasioni. Ma i nostri ragazzi devono avere la stessa cattiveria di quelli della Fiorentina”. Così l’Ansa riporta le parole di  Walter Mazzarri dopo l’eliminazione del Torino dalla Coppa Italia. “Spiace essere usciti,  – aggiunge il ct granata – spero che cambino gli episodi, perché noi abbiamo un’anima e dobbiamo raccogliere di più”