redazione il torinese

Azioni legali degli imprenditori se non partono i bandi tav

Se  lunedì non dovessero partire i bandi della Tav le categorie produttive torinesi sono pronte ad intraprendere azioni legali. Lo hanno annunciato i rappresentanti degli imprenditori al termine della riunione con i parlamentari piemontesi. Gli uffici legali delle associazioni di categoria valuteranno  le azioni possibili nell’ipotesi in cui non venissero pubblicati i bandi nei termini previsti, o  messe in atto procedure volte a rallentare o contrastare il completamento dell’iter  della realizzazione dell’opera.

Marito violento tenta di strangolare la moglie: i carabinieri riescono a salvarla

Come se la violenza nei confronti delle donne non fosse già tristemente alla ribalta, proprio alla vigilia dell’8 marzo, in Provincia di Vercelli si è registrato un nuovo grave episodio che solo grazie al tempestivo intervento dei Carabinieri non ha assunto i contorni della tragedia

È accaduto nella serata, a Lignana, dove al culmine dell’ennesima lite maturata tra le mura domestiche di una coppia di 50enni italiani, una commerciante e un operaio, il marito ha aggredito la moglie, colpendola ripetutamente e tentando di strangolarla. Erano passate solo poche ore da quando la donna, sfinita da maltrattamenti fisici e psicologici patiti nel corso del rapporto familiare, aveva trovato il coraggio di denunciare un marito violento, al quale, come troppo spesso succede, non vuole “fare del male”. Ma è arrivato il momento, la misura e colma, la donna racconta il proprio vissuto di sofferenza al Maresciallo dei Carabinieri di Vercelli che la assiste mentre viene steso il verbale. Ma poco prima delle 22.00, improvvisamente, l’uomo con cui ha condiviso un pezzo della sua vita si trasforma, diventa irriconoscibile e, forte di incomprensibili ragioni ricondotte alla gelosia, inizia a colpirla violentemente. La donna si divincola, si allontana, ma ha troppa paura, teme di non riuscire a far fronte da sola ad un probabile nuovo impeto di violenza di un uomo troppo più forte di lei. Allora chiama i Carabinieri e chiede aiuto. La telefonata al Centralino dell’Arma, però, ha anche l’effetto di incendiare ancor di più la furia del marito, che la picchia, le mette ancora le mani al collo. Con la forza della disperazione la vittima, aiutata dal figlio poco più che ventenne che ha assistito atterrito all’intera scena e che fa scudo alla madre, riesce a liberarsi dalla presa e fugge in auto insieme al ragazzo, che richiama i Carabinieri mentre la madre, disperata, si è messa alla guida. Dall’altro capo del filo il Carabiniere raccoglie la nuova richiesta di aiuto e sente la disperazione dei due che fuggono da quell’uomo che li sta inseguendo con la sua auto. Il Carabiniere sa bene che a pochi secondi da loro c’è una pattuglia che gli sta arrivando proprio di fronte, così suggerisce di continuare la corsa verso Vercelli e li “accompagna”, tenendo la linea aperta e cercando di fornire tutto il supporto possibile mentre pilota gli ultimi metri che li separano dalle rassicuranti luci blu della Radiomobile.  Passano solo pochi istanti, l’uomo tenta di superare l’auto della donna per tagliarle la strada e costringerla a fermarsi, ma la gazzella, dopo una corsa forsennata, è ormai con loro e ferma la marcia di quell’uomo violento, che viene bloccato, reso inoffensivo e fatto salire sulla macchina dei Carabinieri prima che qualunque suo insano proposito possa essere ulteriormente attuato.  La donna è stata quindi accompagnata in ospedale in stato di agitazione e visitata dai medici, nel cui referto la giudicheranno guaribile in tre settimane. L’uomo violento, infine, è stato arrestato per maltrattamenti in famiglia, lesioni gravi e violenza privata, quindi condotto nel carcere di Vercelli a disposizione della procura della Repubblica di Vercelli. E questa volta il dramma è stato sventato grazie alla tempestività ed alla prontezza dei militari dell’Arma dei Carabinieri.

Massimo Iaretti

Degrado e criminalità, operazione della squadra mobile

Nell’ambito dei servizi straordinari di controllo del territorio disposti dal Questore di Torino con la finalità di prevenire il degrado sociale e la criminalità diffusa, con particolare riguardo alla prevenzione del fenomeno dello spaccio di sostanze stupefacenti, al controllo dei locali pubblici e delle posizioni sul territorio nazionale dei cittadini stranieri, personale del Commissariato San Donato e del Comm.to Dora Vanchiglia, coadiuvato da pattuglie del Reparto Prevenzione Crimine, della Divisione Polizia Amministrativa e Sociale e delle Unità Cinofile, ha svolto a partire dal pomeriggio e fino alla tarda serata di ieri un controllo straordinario del territorio nell’area di corso Principe Oddone e di piazza Baldissera. L’area oggetto di controllo è situata prevalentemente sul territorio di competenza del Commissariato sezionale di P.S. San Donato ma è limitrofa al territorio di giurisdizione del Commm.to di P.S. Dora Vanchiglia.

Complessivamente, sono state identificate 140 persone, molte delle quali straniere e con precedenti penali; 8 persone non in regola con i documenti sono state accompagnate in Questura per accertamenti sull’identità personale; al termine dei controlli, 2 cittadini stranieri sono stati denunciati per violazione della Legge sull’immigrazione; per 4 di essi sono scattate le procedure volte alla espulsione dal territorio nazionale. Unitamente a personale della Polizia Municipale sono stati controllati 5 esercizi commerciali, ubicati in via Livorno, via Carena, corso Svizzera, via Buronzo e via San Donato; il proprietario di un bar è stato denunciato da personale della Polizia Amministrativa e Sociale per aver sottoposto a videosorveglianza il personale dipendente senza aver ottenuto l’autorizzazione del Ministero del Lavoro. Sono, inoltre, state elevate sanzioni amministrative per 7500 € in riferimento a irregolarità sulle condizioni igieniche. Il personale operante ha effettuato,inoltre, alcuni posti di controllo; durante uno di essi, è stata ritirata una patente ed elevata una sanzione amministrativa per violazione della Legge sugli stupefacenti. Nel corso dei servizi preventivi, personale della Squadra Mobile notava un cittadino straniero scavalcare la recinzione che delimita l’area compresa tra i corsi Oddone-Gamba e le vie Caserta-Savignano, abbassarsi, rovistare e recuperare qualcosa occultato tra i new-jersey, per poi allontanarsi ed unirsi ad altri tre connazionali. Gli operatori sequestravano 136 dosi di cocaina ed eroina contenute all’interno di un involucro. La Squadra Mobile, inoltre, ha denunciato un ragazzo senegalese di 15 anni, con pregiudizi di polizia per reati inerenti agli stupefacenti, irregolare sul territorio nazionale. Lo stesso veniva notato avvicinarsi ad un’autovettura ed effettuare una cessione di droga in cambio di denaro lungo Corso Principe Oddone. Appena l’automobilista si allontanava veniva fermato ancora a bordo del suo veicolo e consegnava spontaneamente quattro pezzi di “Crack” che aveva appena acquistato dal cittadino di colore per la somma di euro 100,00. Immediatamente dopo veniva fermato lo straniero, in riferimento al quale emergeva che, nonostante la minore età, aveva numerosi pregiudizi di polizia per reati inerenti a sostanze stupefacenti, anche sotto un diverso nominativo. Lo stesso è stato denunciato per spaccio di sostanze stupefacenti.
 

Stazioni più sicure con i controlli della Polizia Ferroviaria

Nuova giornata di controlli da parte della Polizia Ferroviaria quella di mercoledì scorso 6 marzo, dedicata a livello nazionale, su disposizione del Servizio Polizia Ferroviaria di Roma, al contrasto dei comportamenti illeciti in ambito ferroviario; tra questi, gli attraversamenti dei binari, una delle principali insidie per chiunque si muova in stazione e nelle sue pertinenze, e l’indebita presenza in aree ferroviarie di servizio.
 
Anche il Compartimento Polfer Piemonte e Valle d’Aosta nelle regioni di competenza si è adoperato per prevenire e, all’occorrenza, sanzionare tutte le condotte a rischio per l’incolumità dei viaggiatori, non solo nelle stazioni maggiormente interessate da spostamenti di adulti e ragazzi che utilizzano il treno ogni giorno per motivi di lavoro o di studio, ma anche in quegli scali non presenziati quotidianamente.
Nei servizi di controllo sono stati impiegati 61 operatori della Polizia Ferroviaria, in aggiunta a quelli impegnati nei servizi ordinari, con il risultato di 534 persone identificate, di cui 200 straniere e 170 a bordo treno, 14 veicoli controllati, 4 sanzioni elevate per infrazioni al Regolamento di Polizia Ferroviaria e Codice della Strada.
A Torino le verifiche si sono svolte nella stazione di Porta Nuova, nonché a Parco Vecchio e Parco Savigliano, in questi ultimi due siti di servizio per contrastare il fenomeno dei bivacchi notturni sui treni lì garati per la notte; in dette aree, 18 le persone controllate di cui 6 straniere e 12 italiane. Tra queste, un torinese 28enne, sorpreso a dormire in una carrozza è stato accompagnato in ufficio e sanzionato.

A cura del personale della Sottosezione Polfer di Orbassano è stato vigilato lo scalo di Torino-Lingotto, mentre in provincia, il Posto Polfer di Bussoleno ha controllato la stazione di Oulx e rintracciato un cittadino georgiano 24enne irregolare. Sempre in provincia,   gli agenti del Posto Polfer di Chivasso hanno concentrato la loro attività proprio presso quest’ultimo scalo e quello di Settimo Torinese.
 
A Torino, i servizi straordinari sono stati bissati nella stazione di Porta Nuova anche nel pomeriggio di  giovedì 7 marzo; Agenti Polfer del Settore Operativo e della locale Squadra di Polizia Giudiziaria compartimentale, sotto la direzione del Dirigente dello stesso Settore Operativo hanno effettuato

mirate verifiche di Polizia, mediante la predisposizione di filtri a campione attuati creando delle vere e proprie aree di controllo transennate. Tali dispositivi, attuati nei corridoi prospicienti l’atrio partenze e finalizzati ad intercettare persone moleste e a rischio hanno consentito l’identificazione di 94 persone di cui 23 straniere; tra queste, un cittadino marocchino 21enne è stato accompagnato in Questura per la notifica del rifiuto del permesso di soggiorno, mentre altri sono stati accompagnati presso il Settore Operativo per accertamenti tra cui un giovane srilankese già denunciato da altro ufficio di polizia per falsificazione di permesso di soggiorno. Sono stati utilizzati i palmari di servizio per snellire e velocizzare le procedure di identificazione completate con la consultazione delle banche date di Polizia, direttamente sul posto.

M.Iar.

 

Iniezione di fiducia per Madama

L’anticipo casalingo contro l’Udinese non sarà un test d’eccellenza in vista della sfida contro l’Atletico Madrid, ma la vittoria alza il morale e serve a tutti: giocatori, allenatore e tifosi, che dopo le ultime prestazioni risicate e sofferte vedono la Juventus vincere con tre gol di scarto, peraltro ottimamente costruiti.

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Con il tridente ed altri senatori in panchina (o squalificati, nel caso di Cancelo e Pjanic), Allegri fa esordire il giovane Kean in attacco: il ragazzo è davvero promettente, segna le prime due reti e si procura il rigore del 3-0 : lo Stadium si stropiccia gli occhi. La squadra di casa gioca sin dall’inizio con rinnovato vigore, tanto che il vantaggio arriva presto, al minuto 11′: grande azione di Alex Sandro dalla sinistra, che recupera palla a metà campo e la trasforma in un traversone rasoterra sulla quale si avventa Kean in area, che segna la sua prima rete in serie A da titolare. L’Udinese, intimorita, si limita a proteggere la propria area, mentre dall’altra parte Spinazzola è veloce e dialoga alla grande con Bernardeschi, sempre propositivo. Al 25′ Barzagli esce per infortunio e subentra Bonucci, ma continua la superiorità della Juve, con il 72% di possesso palla nella sola prima mezz’ora di gioco.

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Il 2-0 è frutto di un’intuizione geniale di Kean, che al 39′ agguanta la palla sulla tre quarti, entra in area e, invece di crossare, tira di punta in porta, beffando Wilmot: applausi dello Stadium. Nella ripresa, Madama spinge meno, ma il centrocampo – con l’ottimo Bentancur – non lascia spazio all’Udinese, che non riesce mai ad impensierire la retroguardia bianconera. Anzi, ad andare ancora a segno è la Juve, ed ancora con l’incontenibile Kean, che viene atterrato in area da Opoku: rigore netto, Emre Can lo trasforma nel 3-0; a questo punto l’Udinese va in bambola e dopo appena 4 minuti lascia Matuidi solo in area, che approfitta per schiacciare in rete di testa uno splendido cross di Bentancur dalla destra: 4-0 e lo Stadium ringrazia. La rete al 40′ di Lasagna non guasta la convincente prestazione della Juventus, che ha dato segnali positivi, specie in termini di grinta e determinazione, oltre ad una maggior fisicità e vigore rispetto agli ultimi incontri: tanto basta al popolo bianconero per cantare “chi non salta non ci crede”, con ovvio riferimento al possibile rimontone di martedì, contro l’Atletico. E noi ci crediamo. Dobbiamo crederci. #finoallafine.

Rugiada Gambaudo

Droghe, Manfredi (Radicali Italiani): "dov’è il disegno di legge annunciato tre giorni fa da Salvini?"

“Si è accorto che dovrebbe cancellare decreto firmato da leghista Roberto Castelli?”
Tre giorni fa il Ministro dell’Interno Matteo Salvini ha presentato in pompa magna, assieme ai capigruppo leghisti di Camera e Senato, un disegno di legge che, così ha dichiarato, “abolirà la modica quantità” di sostanza detenuta, che rappresenta il confine fra consumo personale e spaccio.
Siamo ancora in attesa del testo del provvedimento. Non è una cosa seria.
Avanziamo due ipotesi sul ritardo. La prima è che qualcuno abbia
informato Salvini di due fatti accaduti negli ultimi 30 anni: la
“modica quantità” è stata abolita 29 anni fa dalla legge n. 162/1990
sedicente “Iervolino/Vassalli/Craxi”; attualmente è in vigore in
materia un decreto dell’11 aprile 2006 del ministro della Salute di
concerto con il ministro della Giustizia, che ha fissato il “limite
quantitativo massimo riferibile ad uso esclusivamente personale” (le
quantità – in principio attivo – sono stabilite in 500 mg per la
cannabis, 250 mg per l’eroina, 750 mg per la cocaina); oltre quel
limite si è considerati spacciatori e si deve provare in tribunale di
non esserlo (cosiddetta “inversione dell’onere della prova.
Il grosso problema per Salvini è che l’11 aprile 2006 il ministro
della Salute era Silvio Berlusconi (che svolgeva le funzioni sia di
premier che, ad interim, di ministro) e che il ministro della
Giustizia era il leghista Roberto Castelli.
Quindi, se Salvini vuole abolire il “limite quantitativo massimo”
attualmente in vigore, deve sconfessare l’operato di un governo di
centro-destra di cui faceva parta a pieno titolo la Lega.
La seconda ipotesi, che può essere complementare alla prima, è che
Salvini si sia accorto, seppure in ritardo, che in Italia fare il
“campione della lotta alla droga” (qualunque cosa significhi) porta
sfiga. Ha portato sfiga a Bettino Craxi, responsabile del
peggioramento della legislazione proibizionista alla fine degli anni
‘90 del secolo scorso (in parte mitigato dal referendum radicale del
1993); ha portato sfiga a Gianfranco Fini e Carlo Giovanardi,
responsabili dell’ulteriore peggioramento attuato con la legge n.
49/2006 (fatta passare in Parlamento in modo surretizio, ben nascosta
in un decreto-legge dedicato alle Olimpiadi Invernali di Torino), in
parte mitigato dalla sentenza della Consulta n. 32 del 12-25 febbraio
del 2014. Sotto a chi tocca …
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Giulio Manfredi (Giunta Radicali Italiani)
 

COMUNI E TERRITORI MONTANI IN PRIMA LINEA NELLA PREVENZIONE E GESTIONE DEI RISCHI

Uncem ritiene molto positiva l’approvazione da parte del Parlamento Europeo dell’aggiornamento del Meccanismo di protezione civile UE per aiutare gli Stati membri a rispondere in modo più rapido ed efficiente alle emergenze e alle catastrofi, entrambe ricorrenti e inaspettate. La proposta include anche il miglioramento del piano di gestione del rischio di catastrofi tramite una condivisione più efficiente dei mezzi a disposizione della protezione civile.  La legge istituisce inoltre, su richiesta del Parlamento, il fondo di risorse “RescEU” che metterà a disposizione mezzi aerei per combattere gli incendi boschivi, unità di pompaggio ad alta capacità, ospedali da campo e squadre mediche di emergenza da utilizzare in ogni tipo di emergenza. A seguito di una decisione della Commissione europea, RescEU interverrà qualora gli Stati membri non dispongano di risorse sufficienti per rispondere a una catastrofe. I deputati sono inoltre riusciti a introdurre misure per rafforzare la rete di conoscenze in materia di protezione civile dell’Unione e facilitare gli scambi tra giovani professionisti e volontari della protezione civile. Il testo è stato approvato dl Parlamento europeo con 620 voti favorevoli, 22 contrari e 35 astensioni. La legge entrerà in vigore dopo l’approvazione finale del Consiglio e sarà applicabile entro l’estate. Si tratta di temi, investimenti e opportunità molto importanti anche per l’Italia, secondo Uncem, che ha avviato un percorso virtuoso di impegno e collaborazione con il Dipartimento nazionale della Protezione Civile, guidato da Angelo Borrelli. I Comuni e i territori montani sono in prima fila nella prevenzione delle emergenze e nella gestione dei grandi rischi: vogliamo con il Dipartimento fare nuova cultura della protezione civile, efficientare la seconda fase post-emergenza, semplificare le norme per appalti e gestioni locali, sgravare i sindaci di responsabilità, migliorare i Piani di protezione civile, rendere omogenea l’informazione ai cittadini, dare nuova linfa al volontariato organizzato, nostra eccellenza. Un percorso esemplare, quello italiano, anche per altri Stati europei.

MATERA CULTURALE: VIAGGIO TRA STORIA, ARTE E ARCHITETTURA

A Matera, sfruttando gli anfratti naturali, in maniera sempre più sistematica, l’uomo si insinua all’interno del banco calcarenitico giungendo a plasmarlo. Così facendo arriva a conferirgli la forma più consona rispetto alla destinazione d’uso prescelta. Questo lavorìo ottenuto “per via di levare” viene svolto prevalentemente all’interno. Pertanto, nel caso di edifici adibiti al culto, la corrispondenza degli elementi artistico-architettonici caratterizzanti la tipologia edilizia è rispettata. Contrapposto al lavoro di scultura degli interni, all’esterno si procede “per via di porre”. Tanto nel caso più semplice, tompagnando l’apertura naturale della cavità, quanto in quello più complesso, elevando veri e propri corpi di fabbrica esterni. La commistione di queste due tecniche edilizie fa di Matera uno scenario fuori dal comune, sia in senso architettonico che paesaggistico. Il sito è stato riconosciuto di interesse mondiale date le caratteristiche geo-morfologiche del suo territorio in cui ancora oggi sopravvivono tracce materiali delle capacità tecniche dell’uomo che nel corso dei millenni ha adattato il banco calcarenitico alle sue esigenze.
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MATERA TRA ORIENTE ED OCCIDENTE
Nei secoli IX-X, Matera, già contesa da Bizantini, Longobardi e Saraceni e logorata da battaglie, saccheggi e assedi, assistette all’insediamento delle comunità monastiche,  provenienti dalla dalla Sicilia musulmana.La Basilicata e Matera non furono così innovate nel loro abituale sistema di costruzione che rinvenne nel territorio lucano la normalità di un insediamento del tutto consono alle proprie esigenze spirituali.Le chiese rupestri vennero, in molti casi, affrescate con le immagini sacre del Cristo, della Vergine, dei Santi, degli Apostoli. Data la simultanea appartenenza della Basilicata, nei secoli VII-X, a due diversi poli di lotta politico-religiosa, le chiese rupestri furono il portato di due diverse culture: la greca e la latina. La greca, facente capo ai “catapani” bizantini, la latina legata alla spiritualità romana dell’operante azione benedettina.Gli ordini religiosi, quello orientale e quello occidentale, Benedettino, divennero i canali attraverso cui bizantini e longobardi esercitarono il loro potere.La civiltà greca affiancò, la latina. Alcuni aspetti della cultura greca influenzarono la vita e le abitudini della popolazione indigena, senza provocare un radicale e profondo cambiamento del loro carattere latino.Latina la lingua, longobardo il diritto, “romano” il clero.Le influenze della civiltà bizantina contribuirono a rendere più ricca di contenuti la civiltà del Mezzogiorno d’Italia latino, successivamente vivificato dai Normanni. Questi ultimi, adottando una politica di tolleranza, agirono, nel corso dell’XI secolo, da catalizzatore tra le due culture e si posero come i diretti e legittimi continuatori della civiltà occidentale.Numerosissimi gli affreschi che ornano le oltre 150 chiese rupestri presenti nel territorio materano.Differenti per stile ed epoca accompagnano il visitatore nell’excursus storico-artistico della città e della regione. Unicum nel panorama artistico della pittura parietale rupestre in cui la contrapposizione tra il dipingere liberamente un’ampia parete ed il ripetere tipizzati gruppi iconografici nelle nicchie absidali trova l’amalgama stilistico in un’identica forza espressiva e nel continuo ricamo floreale che avvolge e sostiene le singole figurazioni. L’intero ciclo di affreschi denuncia una chiara mano latina, per il semplice linearismo di sapore provinciale.

www.materaculturale.it

Torino Lab, ecco i giovani di Confcooperative

L’impresa etica 4.0 al centro dell’edizione 2019 del laboratorio di economia civile promosso da Banca Popolare Etica

E’ entrata nel vivo l’edizione 2019 di Torino Lab, il laboratorio di economia civile che quest’anno ha scelto di affrontare il tema dell’Impresa Etica 4.0, da approfondire durante l’interessante calendario di incontri, “aperimprese” e spettacoli teatrali aperti a tutti gli interessati, in calendario fino al mese di aprile. Il laboratorio, promosso dal coordinamento soci Torino-Aosta di Banca Popolare Etica, raccoglie 20 promotori, associazioni, attori del terzo settore e imprese, e vede l’adesione del Gruppo Giovani Imprenditori di Confcooperative Piemonte, il coordinamento dei cooperatori under 40 di Confcooperative.  Proprio l’esperienza della cooperazione sarà tra le protagoniste dell’incontro di giovedì 14 Marzo 2019, ore 20.45, negli spazi di Binaria Book in via Sestriere 34 a Torino, “I saperi, le competenze e la conoscenza vs le scelte degli algoritmi?”: ospite, insieme a Sabrina Bonomi e Pietro Terna, anche Dennis Maseri, Coordinatore del Gruppo Giovani. Sarà questa un’occasione per promuovere e affrontare l’approccio cooperativo all’interessante tema dell’impresa etica 4.0, consapevole del proprio impatto sociale in sintonia con le necessità e le caratteristiche dell’ambiente in cui opera. Dennis Maseri, Coordinatore del Gruppo Giovani, anticipa alcuni dei temi della serata: “Nelle grandi piattaforme digitali (Foodora, Uber, ecc…) solitamente è un algoritmo sviluppato oltre oceano a decidere come, dove e quando il singolo lavoratore dovrà prestare la sua opera. Per lui sarà sempre impossibile influenzare il processo, rimarrà comunque l’ultimo anello della catena. E’ possibile invece un sistema alternativo? Un sistema dove i lavoratori “possiedono” la piattaforma, magari uniti in cooperativa, e hanno la capacità di “decidere” il comportamento e le caratteristiche base degli algoritmi? Io credo di si, ed in Europa ci sono già tanti esempi interessanti in proposito. Potrebbe essere il prossimo tassello della rivoluzione digitale in chiave sostenibile.” Torino Lab, nato nel gennaio 2014 attraverso una ricerca comune a partire dai concetti di economicità, territorio, reciprocità, comunità, welfare e democrazia, continua la riflessione per cercare di interpretare, anche in chiave critica, il mondo dell’economia civile in relazione al territorio. L’obiettivo è quello di promuovere un laboratorio sul terreno della “nuova economia” con approfondimenti, seminari e iniziative per dar voce alle idee e alle esperienze della realtà locale.