
“E’ possibile, è probabile, che Giancarlo Quagliotti non venga riconfermato alla Presidenza di Musinet gruppo Sitaf. Personalmente per quel che vale, mi dispiace conoscendolo ed apprezzandone le doti di equilibrio”
Seconda puntata dell’ “affare” Sitaf, Forse, e forse sottolineo, affare è il termine che maggiormente s’addice a questa vicenda. E’ possibile, è probabile, che Giancarlo Quagliotti non venga riconfermato alla Presidenza di Musinet gruppo Sitaf. Personalmente per quel che vale, mi dispiace conoscendolo ed apprezzandone le doti di equilibrio. Si chiude una esperienza iniziata nel 1983. Allora, travolto dallo scandalo Zampini dovette smettere di essere funzionario del Pci, ma sempre con attenzione alla politica. Ora è grande consigliere politico del sindaco Piero Fassino e presidente dell’associazione ex consiglieri comunali di Torino. Il nostro sindaco è interceduto – si dice – con scarsi risultati. Indubbiamente si chiude un’era durata più di 30 anni. Si sa, in particolare in questa nostra terra, nulla è eterno. Nel 2014 è scaduto il patto di sindacato tra soci Sitaf. Ricordiamo che Anas è pubblica. Ma sia la dirigenza Anas che il sottosegretario (dunque, il Governo), si stanno prestando nel determinare il totale controllo dei privati. Perché? Semplice, gli affari. Vi basti un dato. Sulla autostrada. all’anno ci sono mediamente 80 milioni di manutenzioni da realizzare. In tempi di crisi non sono noccioline. Alcuni che hanno avuto la compiacenza di leggere il primo articolo, mi hanno fatto presente le responsabilità del partito di cui Renzi è segretario. Dunque la sua doppia responsabilità: come segretario e come Presidente del Consiglio. Possibile. Personalmente sono di un’altra idea. Non mi sembra che i partiti (che per antonomasia sono strutturati) in quanto tali c’entrino qualcosa. Ci sono politici che scelgono i collaboratori o gli amministratori non in base alle conoscenze professionali o tecniche. Neppure all’adesione al proprio partito o alla corrente di quel partito. Semplicemente si conoscono da decenni. Infatti alcuni di essi facevano politica già nella cosiddetta prima Repubblica. Altra caratteristica: passare con una certa disinvoltura da un partito all’altro. Dunque? La ratio con cui vengono prese queste decisioni non dipende dai partito, ma potrebbe anche dipendere da interessi dei singoli. E questo non è un bene per la nostra fragile democrazia.

Il ciclo di lezioni, della durata di quattro giorni (19-22 maggio) è iniziato con un intervento del Comandante per la Formazione, Generale di Divisione Claudio Berto
I primi dati del progetto che ha lo scopo di intercettare un flusso di circa 17mila ragazzi l’anno



Centenario dell’inizio della
Grande Guerra. Alle ore 11, l’ultimo tedoforo, di quelli partiti ieri pomeriggio da Aosta del Centro addestramento alpino, ha consegnato la bandiera italiana al collega della Scuola di Applicazione
“Protagonista è il cibo. Far conoscere i modi di cucinare e preparare i piatti permette che chi li assapora viva un vero e proprio viaggio nel gusto”

Da corso Trapani/Lecce, via Nicola Fabrizi, i corso Tassoni e Ferrucci e via Frejus (5600 nuovi posti), la seconda zona dai corsi Vittorio Emanuele II, Ferrucci, Mediterraneo, Lione, Rosselli e Castelfidardo (1789), la terza da corso Regina Margherita, corso Tortona e lungo Dora Siena (1600) e la quarta dai corsi Caduti sul Lavoro Unità d’Italia, Dogliotti, Bramante e dall’asse di via Nizza con un’appendice oltre il Po tra corso Sicilia, viale Dogali e corso Moncalieri (4000 nuovi stalli)