redazione il torinese

In volo con i Falchi di DAFFI

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In meno di 4 anni hanno già fatto volare oltre 800 bambini accompagnati dai genitori

 

L’associazione “I Falchi di DAFFI” ha sede a Torino. DAFFI, parola simpatica da dire e da sentire, immagine del famoso papero raffigurato nel logo, è l’acronimo di Difesa Ambiente Foresta Fiumi Italia. Si tratta di un’associazione Onlus che si occupa di volo con aerei leggeri,tipo CESSNA C172. Il campo volo si trova a Castelnuovo Don Bosco(AT) e,con piloti brevettati,svolge appunto attività di tutela del territorio, monitorando dal cielo fiumi, foreste, valli. Ma non solo questo. Grazie al contributo di privati e di alcuni enti,tipo il Lions Club,e collaborando con varie fondazioni che assistono i bambini come UGI,PAIDEIA,CEPIM,FORMA x citarne alcune,i volontari portano in volo bambini con gravi patologie,collaborando anche con l’ospedale Regina Margherita di Torino.

 

Organizzano per loro giornate indimenticabili ricche di forti emozioni e di divertimento assicurato:in meno di 4 anni hanno già fatto volare oltre 800 bambini accompagnati dai genitori.In queste giornate i bambini fanno anche molte attività a terra:maghi,clown,aeromodellisti,pet terapy,laboratori di disegno e colore;il tutto si conclude con il pranzo e la consegna dell’ambitissimo “Diploma del Piccolo Aviatore”. Chiunque può prenotare un volo panoramico per ammirare un pezzo di Piemonte da una prospettiva quantomeno insolita. Si vola ad un’altezza di circa 300m e le sensazioni che si vivono lassù sono piacevolmente intense. Chiunque abbia piacere di farlo può sostenere “I Falchi di DAFFI” con donazioni detraibili dalle imposte,o devolvendo il 5×1000 della dichiarazione dei redditi. Avere punti di vista diversi amplia il nostro mondo,regalandoci immagini nuove con le quali riempire le nostre giornate ed i nostri sogni!

 

Antonella Ciliberto

GEC SPA, GIANNA GANCIA (LEGA NORD): «SI’ AL PROGETTO PIEMONTE RISCOSSIONI»

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 «Chiediamo alla Regione – dice Gianna Gancia – di assumere iniziative concrete per valutare la fattibilità della proposta di attingere risorse umane dalla Gec Spa, unitamente a Soris, per portare a termine il progetto Piemonte Riscossioni».

 

Creare un ente di riscossione tributi regionalizzato, venendo in soccorso alla società Soris di Torino, che ben si amalgamerebbe con il know how della Gec Spa.E’ la proposta contenuta nell’ordine del giorno presentato dalla presidente del gruppo Lega Nord in Consiglio regionale, Gianna Gancia, all’indomani dell’infruttuoso incontro tra la Giunta regionale e i Sindacati interessati alla vicenda della Gec Spa, che dal 10 luglio scorso è posta in liquidazione volontaria dalle dieci banche cuneesi che ne sono socie.«Chiediamo alla Regione – dice Gianna Gancia – di assumere iniziative concrete per valutare la fattibilità della proposta di attingere risorse umane dalla Gec Spa, unitamente a Soris, per portare a termine il progetto Piemonte Riscossioni». La Gec Spa, che opera nel settore della gestione di tributi e tasse automobilistiche, con sede a Cuneo e filiali a Venezia e Torino, il 27 ottobre ha aperto la procedura per i licenziamenti collettivi dei suoi dipendenti, 51 dei quali dovrebbero lasciare il lavoro entro il 30 aprile 2016, 24 entro il 30 aprile del 2017 e i rimanenti 11 entro il 30 aprile 2018.

Sistemi informatici venduti ai terroristi? Perquisizioni a Torino

computer webSono due gli ex collaboratori della società Hacking Team sospettati  di aver venduto spyware

 

Hanno venduto sistemi informatici di spionaggio ai terroristi islamici? Sono due gli ex collaboratori della società Hacking Team sospettati  DI aver venduto spyware,  che potrebbero essere finiti nelle mani di gruppi jihadisti. La Procura di Milano, che ha disposto perquisizioni in una società di Torino, sta seguendo questa pista che sarebbe suffragata da un pagamento ricevuto  da una società saudita.

Falso allarme incendio, evacuato il grattacielo SanPaolo

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L’allarme, secondo le verifiche  dei vigili del fuoco, sarebbe stato causato da una anomalia del sistema antincendio

 

Questa mattina è scattata l’evacuazione del grattacielo di Intesa Sanpaolo, il nuovo centro direzionale dell’istituto bancario, ubicato in corso Vittorio, alto 38 piani,  che “contiene” circa 2 mila dipendenti. L’allarme, secondo le verifiche  dei vigili del fuoco, sarebbe stato causato da una anomalia del sistema antincendio. I dipendenti, dopo l’evacuazione sono rientrati negli uffici.

 

(Foto: il Torinese)

Dalla penna al mouse, l'arte di scrivere

L’iniziativa ha riscontrato un grande successo e interesse nell’anno scolastico 2014/15 con più di 600 elaborati svolti, oltre 1.500 kit distribuiti, 20 classi premiate e 700 insegnanti presenti 

 

SCUOLAXXLa scuola secondaria di primo grado Santo Pertini di Banchette (comune confinante con Ivrea e gli storici stabilimenti Olivetti di via Jervis) ospita mercoledì 4 novembre, dalle ore 14.30, il seminario, aperto a tutte le insegnanti “Dalla penna al mouse. La disgrafia: prevenzione e rieducazione”.Il convegno , organizzato da Stabilo Italia, si focalizzerà sull’importanza di una corretta impugnatura nella scrittura a mano, in relazione ad attività di rieducazione e prevenzione volte a favorirne un corretto sviluppo e apprendimento, in particolare nelle scuole. 

 

 “STABILO rinnova anche quest’anno il suo impegno nel diffondere tra i docenti una cultura basata sulla corretta e rilassata impugnatura degli strumenti nell’ambito dell’apprendimento della scrittura da parte dei più piccoli” – dichiara Magda Borsani, Marketing & Communication Manager STABILO Italia, che sarà presente a Banchette per sostenere il progetto e sottolineare l’importanza di questa tematica.

 

Nel corso del seminario, patrocinato dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, dall’Ufficio Scolastico Regionale per il Piemonte e dall’Ufficio V – Ambito Territoriale di Torino, interverranno la Presidente dell’associazione culturale Il Dono di Theuth, Barbara Manera, la grafologa Paola Ovatini, la consulente grafologa in psicologia della scrittura Antonella Roggero, la docente grafologa Alessandra Michieli, la grafologa e rieducatrice della scrittura Patrizia Curci.L’evento formativo rientra nell’ambito del progetto “Scrivo che è un piacere” che STABILO dedica ai bambini che stanno imparando a scrivere, per sostenerli in una fase delicata della loro vita attraverso la prima penna ergonomica, STABILO EASYoriginal, strumento ideato ad hoc per le loro piccole mani, disponibile per mancini e per destrimani.

 

L’iniziativa ha riscontrato un grande successo e interesse nell’anno scolastico 2014/15 con più di 600 elaborati svolti, oltre 1.500 kit distribuiti, 20 classi premiate e 700 insegnanti presenti ai seminari in Piemonte.Il progetto mette gratuitamente a disposizione degli insegnanti nelle scuole dell’Infanzia e nelle prime 3 classi della Primaria del Piemonte una guida docenti, un opuscolo informativo per i genitori ed esercizi ludico-motori che allenano i più piccoli a compiere con naturalezza i movimenti della scrittura. L’azienda ha reso, inoltre, disponibile sul proprio sito web (www.stabilo.it) un’apposita sezione, ricca di consigli pratici e schede operative da utilizzare durante le lezioni.

 

Massimo Iaretti

 

 

 

"The Others" alle Nuove, nel mese dell'arte una mostra per stare bene con se stessi e gli altri

“Stay gold”, lontano da qualsiasi omologazione,  questo il tema della rassegna  2015

 

the_othersQuest’anno il progetto espositivo internazionale ospitato nell’ex carcere delle Nuove, The Others, in contemporanea con Artissima, coniuga un tema che, nella lingua inglese, lingua della sintesi per eccellenza, si esprime con “stay gold”. Nella sua prima accezione significa rimanere puri, veri, fedeli a se stessi e ai propri ideali, saldi nello spirito ma, al tempo stesso, sempre in movimento e sensibili a ciò che accade intorno a sé. Nella sua seconda accezione significa essere liberi, anticonformisti, sovversivi nei confronti di omologazioni e stereotipi e, quindi, incarna anche il tentativo di essere felici, positivi, creativi, stando bene con se stessi, con gli altri e con il mondo.

 

The Others 2015 propone, come nella passata edizione, tre sezioni, OtherScreen e OtherStage,  dedicate a video e performance,  e OtherSound, concentrata sulla ricerca musicale. Le gallerie partecipanti sono libere di proporre, senza alcun costo aggiuntivo, uno o più lavori dei propri artisti per ogni sezione. Le proposte sono state esaminate fino ai primi di settembre da una commissione costituita dalla Direzione Artistica (Olga Gambari) e  dal Comitato Scientifico formato da Stefano Riba,  Liv Vaisberg e Pietro Gagliano’.  OtherScreen è una sala di proiezione dedicata alla visione, una sorta di piccolo cinema temporaneo, dove ogni giorno si alterneranno video e film. OtherStage trasforma l’esedra sulla quale affacciano i corridoi espositivi in un teatro sempre aperto, trovando nell’architettura dello spazio un ideale palcoscenico per performance, azioni e talk. Le performance si svolgeranno a breve scadenza una dall’altra, con intervalli di 10 minuti l’una, per permetterne allestimento e disallestimento. La sezione speciale dedicata a progetti musicali di ricerca è OtherSound, aperta anche a progetti di crossover tra arte e sperimentazione sonora, capace di proporre realtà e esperienze che esplorano la contaminazione dei linguaggi e dei generi musicali più underground, oltre alle potenzialità nascoste nei nuovi percorsi sonori.

 

Anche quest’anno The Others si propone come un osservatorio privilegiato sulla creatività emergente internazionale, ospitando gallerie nate dopo il 1 gennaio 2009 e, indipendentemente dalla data della loro apertura,  centri no-profit, associazioni e fondazioni,  collettivi di artisti o curatori, artisti run-spaces,  progetti editoriali, residenze per artisti, scuole e accademie d’arte.  Insomma una piattaforma unica nel suo genere, nata per riunire la molteplicità delle realtà che operano a favore della promozione degli artisti più giovani. La sede è certamente privilegiata, l’ex carcere delle Nuove, con orari di apertura serali, dalle17 all’1. Dotata di una performing area allestita nell’affascinante teatro dell’ex carcere, sede deputata per incontri, presentazioni,  performances teatrali e musicali,  proiezioni video e musica dal vivo, le Nuove diventano nei giorni di Artissima il cuore pulsante della settimana dell’arte contemporanea torinese. 

 

 Mara Martellotta

 

(Foto: espoarte.net)

 

IL VINO DEL SOGNO

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L’amore per i figli. L’incontro con un enologo. Il sogno della vita. La solidarietà. I quattro elementi cardini del progetto IL VINO DEL SOGNO

 

Dall’idea di Paolo Tuccitto, agente di viaggio per professione, sommelier per passione, con il sogno di produrre vino nelle Langhe.  Paolo ha iniziato, da qualche mese, un viaggio, insieme ad un amico enologo di fama mondiale, tra i vigneti ed i terroir di tutta Italia, per selezionare ed acquistare le uve con cui produrre tre vini da dedicare ai suoi tre figli. 

 

Insieme alla moglie Barbara hanno raccontato le loro caratteristiche che verranno ricercate nelle uve da cui nasceranno tre vini. I vini che parleranno dei loro figli al mondo. Verranno vinificati ed affinati in Toscana, a Montalcino, e vedranno la luce, in edizione super limitata, nei prossimi tre anni. Il Sofia per Natale 2016 e poi, come nella vita, arriveranno Jacopo e Alice.

 

Le etichette e le scritte sulle singole bottiglie verranno disegnate direttamente dai figli che hanno, attualmente, 6, 4 e 3 anni. Ma la strada sarà ancora lunga perché, dopo la ricerca, la scoperta ed il gioco, tra terreni e vitigni, il vero obiettivo sara’ la piastrella finale nelle Langhe. Il vigneto di proprietà si produrrà il vino della vita, stabile e definitivo. Per sempre. Come la famiglia.

 

Il percorso de IL VINO DEL SOGNO viene condiviso, attraverso racconti, testimonianze e foto, con tutti gli iscritti alle News sul sito www.winexperience360.com. Ha l’obiettivo di coinvolgere il maggior numero di persone legate ai valori della famiglia e dell’amicizia. Alle tradizioni e alla storia. Al territorio e al vino.

 

Il progetto ha anche finalità benefiche perché, ogni anno, verrà effettuata una donazione alla Fondazione Crescere Insieme al Sant’Anna, perché tutti i bambini hanno il diritto di sognare.

 

Paolo, Barbara, Sofia, Jacopo e Alice Vi aspettano e noi aspettiamo i loro vini.

Festa d'Autunno 2015 a Piossasco: tradizioni e menù a km 0

OLYMPUS DIGITAL CAMERASi inizia giovedì 5 novembre alle ore 20 con la “Cena della tradizione piemontese”

 

Alle porte di Torino dal 5 al 9 novembre torna l’ormai consolidata Festa d’Autunno, con svariati appuntamenti volti a risvegliare i gusti e i sapori di un tempo. Si inizia giovedì 5 novembre alle ore 20 con la “Cena della tradizione piemontese”, che si terrà all’interno della tensostruttura in Piazza Primo Levi. Alcuni macellai di Piossasco scendono in campo per allestire un menù da veri buongustai: battuta di carne cruda, vitello tonnato, cotechino con fonduta, agnolotti al ragù bianco, risotto salsiccia e porri, brasato al forno con cipolle in agrodolce, capretto al forno con patate e dolce della casa. Il tutto innaffiato da acqua, vino, caffè e digestivo.Il venerdì alle ore 21.30 la stessa location ospiterà “Ridi Piossasco”, uno spettacolo di cabaret a cura di AJ Eventi con i comici di Colorado Stefano Chiodaroli e Mauro Villata. Per la cena, invece, l’Osteria 68 in Via Torino propone un menù tutto piemontese, che si potrà gustare anche il sabato.

 

Per i meno sedentari sabato alle ore 9.30 il ritrovo è in Piazza San Vito con il “Trekking d’autunno”, un percorso ad anello a cura dell’Associazione Studio ArteNa per vivere con semplicità la natura e i panorami più belli di Piossasco. Alle ore 11 segue la “Biciclettata nel Feudo dei Nove Merli”, con partenza in Via Aleardi sulla pista ciclabile che collega la città a Scalenghe. Giunti a destinazione ci si potrà rifocillare con un pranzo al sacco o presso il ristorante La Ruota. Per chi lo volesse la giornata proseguirà alle ore 14 con la visita alla Chiesa di Santa Maria Assunta a Pieve di Scalenghe e alle ore 15 alla Chiesa della Confraternita dello Spirito Santo di Airasca. Si conclude a suon di musica con il concerto “My days” in Piazza Primo Levi alle ore 21.30: un tributo live ai Bon Jovi allietato da panini caldi con salsiccia, hamburger e birra a cura dell’Agriturismo Spirito di Prateria.

 

La festa culmina domenica 8 novembre con un fitto programma di eventi. Al Corteo per la Giornata dell’Unità Nazionale in partenza alle ore 9 dal Parco della Rimembranza in via Nino Costa seguirà alle ore 10.30 “Ti racconto il Borgo”, una visita guidata all’Antico Borgo di San Vito, eletto Luogo del Cuore nel censimento promosso dal FAI – Fondo Ambiente Italiano in collaborazione con Intesa Sanpaolo. Il gruppo dei ciceroni volontari racconterà con autentica passione uno dei luoghi più suggestivi della città, situato alle pendici del Monte San Giorgio. Dalle ore 10 alle ore 17 in Piazza XX Settembre vi saranno “Prodotti della terra e piccola fattoria in piazza” e “Il pane come una volta”, due occasioni per riassaporare vecchie tradizioni mai dimenticate. La piazza centrale della città infatti consentirà un salto nel passato, con la piccola fattoria, l’esposizione di macchine agricole, la mungitura e la produzione della toma piemontese con l’Azienda Agricola Valinotto e La Patuana, oltre alla vendita e alla degustazione di prodotti a km 0 in numerosi stand gastronomici. Percorsi didattici gratuiti attendono gli amanti di farine e lieviti naturali, per poi cuocere il proprio impasto di pane casalingo nel forno allestito in piazza con il supporto dell’Associazione Amici in pasta.

 

Punta di diamante della giornata il “Gran Bollito in piazza” alle ore 12 in Piazza Primo Levi, a cura del gruppo degli allevatori e agricoltori di Piossasco: carpaccio di vitello con castelmagno, agnolotti al ragù, gran bollito misto con cotechino, contorni e charlotte creole. Il Ristorante Il Mulino, Cascina Chiantori, Spirito di Prateria e la Trattoria La Società, dal canto loro, offrono per il pranzo gustose alternative con menù tematici a base di carne. Nel pomeriggio poi, a partire dalle ore 15, in Piazza Tenente Nicola l’Associazione Alter82 presiede lo stand sportivo (pallacanestro, minibasket, arti marziali) e intrattiene i più piccoli con divertenti attività ludiche.

 

Lunedì 9 la tradizionale Fiera Mercato di San Martino chiude la manifestazione, dipanandosi per le vie del centro con numerose bancarelle e l’immancabile profumo autunnale di caldarroste.

 

Lara Garibaldi

Per info e prenotazioni:

Fondazione A. Cruto – 334.6135614 info@fondazionecruto.it www.fondazionecruto.it

Osteria 68 – 011.2077903 osteria68@gmail.com www.osteria68.com

Ristorante Il Mulino – 011.9041995 ilmulino_piossasco@libero.it www.ilmulino-piossasco.it

Agriturismo Cascina Chiantori – 348.8047129 agrichiantore@gmail.com www.agrichiantore.it

Agriturismo Spirito di Prateria – 011.9066385 www.spiritodiprateria.it

Trattoria La Società – 011.9064277

 

Zuccarini alla guida del Conservatorio “Giuseppe Verdi”

conservatorioL’incarico avrà una durata triennale. Diplomato al Conservatorio Statale di Musica “G. Verdi” di Milano in pianoforte e clarinetto, ha proseguito gli studi di perfezionamento presso l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia in musica da camera

 

Diplomato al Conservatorio Statale di Musica “G. Verdi” di Milano in pianoforte e clarinetto, ha proseguito gli studi di perfezionamento presso l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia in musica da camera con il Maestro Riccardo Brengola. Nel 1982 gli sono stati conferiti due Diplomi d’Onore e il Premio Peterlongo all’Accademia Chigiana di Siena. Ha svolto un’intensa carriera di camerista che lo ha portato ad esibirsi in molte città d’Europa e importanti Festival collaborando con artisti di fama.

 

Dal 1989 si è interamente dedicato alla direzione d’orchestra lavorando con molte rinomate orchestre italiane accanto a prestigiosi solisti quali: Josè Carreras, Salvatore Accardo, Astor Piazzolla, Duo Gulli-Cavallo, Joaquin Achucarro, Michele Campanella, Boris Petrushansky, Pierre Amoyal, Giuliano Carmignola, Nina Beilina, Franco Maggio Ormezowsky, Cecilia Gasdia, Alexander Lonquich, Claudio Desderi, Benedetto Lupo, Pietro de Maria, François-Joel Thiollier, Boris Belkin. Nel 1990 ha fondato l’Orchestra del Teatro Olimpico di Vicenza con la quale ha realizzato la prima ripresa in tempi moderni de le Nozze di B. Galuppi, e ha registrato con Maria Tipo il I e IV Concerto di L. van Beethoven per pianoforte per la RAI.

 

Nel gennaio 1996 ha registrato a Napoli un concerto in memoria di Padre Pio trasmesso su RAIUNO con Milva, eseguendo in prima italiana Alleluia di Sergio Rendine e a Milano la prima nazionale del balletto Der Demon di P. Hindemith con i primi ballerini solisti del Teatro alla Scala di Milano. Incide per le seguenti etichette discografiche: Bongiovanni (Bologna), Dynamic, Music and Arts, Tactus. Dal 1992 al 2000 è stato Direttore Principale Residente presso l’Orchestra Sinfonica Abruzzese ed è docente di musica da camera al Conservatorio Statale di Musica “A. Casella” de l’Aquila. Nel gennaio 1998 è stato invitato in Australia per dirigere l’Orchestra Giovanile Australiana per il 50° anniversario dell’Australian National Music Camp (concerti registrati dal A.B.C.) e la West Australian Simphony Orchestra a Perth. Grazie al successo di questa tournée è stato immediatamente invitato per il 1998 all’Università di Melbourne.  Nel 2001 ha realizzato un’ulteriore tournèe, ancora con la Melbourne Symphony Orchestra per il Myer Music Bowl, con concerti in Tasmania, e Canberra. Attivo anche in America Latina, ha debuttato nel 2000 alla Filarmonica di Bogotà.

 

Nel maggio 2002 ha debuttato in Nuova Zelanda con la Auckland Philarmonia ed è stato subito reinvitato per due programmi nel settembre 2003. Nell’Agosto 2002 ha diretto un concerto al 50° Festival di Lubljana con Maxence Larrieu e l’Accademia I Filarmonici di Verona, trasmesso dalla Radio Nazionale Slovena. Nel gennaio 2003 ha diretto a Cagliari la Prima assoluta di Notti Sylvane di Sylvano Bussotti e nell’ottobre dello stesso hanno ha diretto all’Opera House di Sydney, sei recite dell’opera Madama Butterfly di G. Puccini. Nella stagione sinfonica 2003/04 ha diretto cinque programmi con la Auckland Philarmonia, nell’aprile 2004 ha diretto due concerti sinfonici per il Teatro Bellini di Catania e tre rappresentazioni de La Serva Padrona di Paisiello all’inaugurazione del Teatro Sangiorgi di Catania sempre con l’orchestra del Teatro Bellini. È ritornato a Catania per due concerti nella stagione sinfonica nell’aprile 2005. Nel luglio 2004 ha diretto tre concerti con l’orchestra dell’Accademia della Scala e nel febbraio 2005 ha debuttato a Bucarest con la Filarmonica Enescu. Nel 2007 ha debuttato con la Sinfonica Siciliana a Palermo. Dal 2008 insegna musica da camera al Conservatorio Statale di Musica “G. Verdi” di Torino. Nell’ottobre 2009 ha diretto a Lecce, Carlo Grante solista, la prima assoluta di Concerto Italiano di Roman Vlad.

Il Pipistrello del Bertarello

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Nell’appartamento di Baveno di Albertino Tridenti, in via Bertarello, le stanze erano tappezzate di foto, poster e ritagli di giornale dedicati a Lugosi, Boris Karloff  l’indimenticabile “Frankenstein” del grande schermo

 

Albertino Tridenti, detto “Ràtt Vùlu”, era un “fan” di Bela Lugosi, l’attore ungherese che nel 1931 aveva prestato il suo volto al Conte Dracula.Nel suo appartamento di Baveno, in via Bertarello, le stanze erano tappezzate di foto, poster e ritagli di giornale dedicati a Lugosi, Boris Karloff ( l’indimenticabile “Frankenstein” del grande schermo), Christopher Lee, Vincent Price e Peter Cushing. L’horror era il suo pane e non perdeva un film alla Tv quando di scena erano i suoi beniamini. Li aveva scoperti al “cine”, frequentando assiduamente la sala cinematografica bavenese, nei locali  vicino alla Stazione, fin quando non abbassò definitivamente la saracinesca. Il suo “sogno nel cassetto”? Aver potuto, in altra epoca, incontrare lo scrittore irlandese  Bram Stoker, il “papà” del più noto “succhiasangue” della Transilvania: l’avrebbe bombardato di domande sui vampiri, sul  professor Van Helsing e gli avrebbe certamente estorto almeno un autografo. Era talmente “fissato” che di giorno usciva raramente di casa e, quasi esclusivamente, quando pioveva ed il cielo era scuro.  

 

Per il lavoro non c’erano stati problemi: al “Marmo Vallestrona”, dove faceva il “segantino” tagliando a fette le grandi lastre di pietra,  aveva chiesto ed ottenuto di fare il turno  fisso di notte. Vestiva rigorosamente di nero e si era comprato un mantello color pece, dentro il quale si avvolgeva fin sotto gli occhi. Si credeva, bontà sua, un pipistrello e, quando incontrava un conoscente, lo salutava aprendo le falde del mantello quasi fossero le sue ali, lanciando delle grida stridule. A volte saltava fuori all’improvviso da dietro un albero o dall’angolo di una casa e faceva prendere “un bel stremizzi”, un gran spavento, alle persone che, non conoscendolo, se lo trovavano di fronte. Una volta balzò all’improvviso davanti al Mariano Tramontana, un operaio grande e grosso che faceva il meccanico. E finì a terra, lungo e tirato, con un occhio pesto. Il Tramontana, apostrofandolo in malo modo ( ” Ma va là, Albertino. Ti sé propri un bel pirla“), gli tirò uno “slordone” da far paura. Era già arrabbiato del suo e lo scherzo del “pipistrello del Bertarello” non l’aveva per niente gradito. Le sue letture, negli ultimi anni, si erano concentrate sui “rischi del mestiere”. Pensando di essere uno – se non l’unico – erede del conte “vampiro”, aveva compilato un elenco di cose da evitare assolutamente: aglio, acqua santa, crocefisso, luce del sole, proiettile d’argento, paletto di frassino conficcato nel cuore, acqua corrente, grani del rosario sparati nel corpo, ecc. Ad ogni buon conto aveva anche fatto testamento. Nelle sue ricerche aveva messo le mani su di un vecchio articolo di fine agosto del 1956. Il Corriere della Sera scriveva: “ Il noto attore Bela Lugosi  è morto di un attacco cardiaco a 73 anni a Hollywood (California), il 16 agosto 1956. Dopo i funerali è stato sepolto all’Holy Cross Cemetery a Culver City con indosso il mantello di Dracula, personaggio la cui interpretazione cinematografica l’aveva reso famoso negli anni trenta”.Ecco una bell’idea: anche lui, scrisse nel lascito testamentale, voleva essere sepolto con il mantello nero. Andò avanti per un bel po’, tanto che nessuno gli faceva più caso. Era uno dei tanti “balordi” che, in fondo, non facevano del male e nessuno. La svolta, nella sua vita, avvenne una sera di fine novembre. Le vie di Baveno erano avvolte da una nebbia piuttosto fitta. L’Albertino stava rincasando dopo un’oretta d’evoluzioni sul lungolago quando incrociò l’Arturo Magnaghi, detto anche “il Miazzina”.

 

Quest’ultimo era rientrato a Baveno da un paio di giorni  dopo aver passato quasi vent’anni tra un sanatorio e l’altro.  Nel lungo soggiorno alla casa di cura di Miazzina, nel Verbano ( che gli era giovato il nomignolo ), ormai debellate le malattie polmonari che gli avevano reso la vita un calvario, stava pensando a come rimettersi in sesto nel paese dov’era nato settant’anni prima. Del bell’uomo di forte corporatura non c’era nemmeno più l’ombra. Allampanato e magrissimo, dal passo malfermo e zoppicante, il Magnaghi era per di più  bianco come un cadavere. Il “ràtt vùlu” se lo trovò dinnanzi e per poco non ci restò secco. Fu questione d’attimi ed il “pipistrello del Bertarello” scappò a gambe levate, gridando a squarciagola “Mamma mia, un morto che cammina. Ho visto uno zombie! Aiuto! Aiutatemi!”. Il Magnaghi non ebbe nemmeno il tempo di mandarlo a quel paese tanto era stato lesto l’Albertino a dileguarsi.  La settimana dopo, passata la strizza, era in piazza.  Con gli occhiali da sole scuri si difendeva dal pallido sole del tardo autunno. Eppure, nonostante le sue abitudini notturne, stava lì in piazza, dove si era recato per comprare la “Gazzetta dello sport” nell’edicola che, un tempo, era stata  del  “Tillio” Zaccheo. Era la prova di quanto si diceva nei bar ed al circolo: il “pipistrello” aveva perso le ali ed era tornato ad una vita più normale. Non per scelta ma per spavento. Il Magnaghi gli era sembrato più brutto della signora che, vestita di nero, andava in giro con la falce in spalla. E questo era troppo anche per l’erede di Bela Lugosi.

 

 Marco Travaglini