redazione il torinese

Nuove parti civili al processo Olivetti

OLIVETTIAmmessi, oltre ai familiari delle vittime, i sindacati Fim e Fiom, il Comune di Ivrea, la Città Metropolitana di Torino, l’Inail e l’Afeva – Associazione familiari vittime amianto

 

Nel processo che si sta celebrando ad Ivrea contro il “gotha” dell’Olivetti per le morti da amianto, lunedì mattina, nel corso dell’udienza filtro, si doveva esaminare la richiesta di ammissione delle parti civili. Il giudice Elena Stoppini, nel respingere le eccezioni delle difese, ha ammesso, oltre ai familiari delle vittime, i sindacati Fim e Fiom, il Comune di Ivrea, la Città Metropolitana di Torino, l’Inail e l’Afeva – Associazione familiari vittime amianto, particolarmente impegnata nei processi per l’Eternit.

 

Massimo Iaretti

Il Municipio sbarca a Londra con 150 milioni in obbligazioni

PAL CIVICE’ la prima volta che una simile operazione è realizzata da un ente a totale partecipazione pubblica.

 

La Città di Torino, attraverso Fct Holding, società detenuta al 100% dal Comune, ha emesso sul mercato di Londra obbligazioni convertibili in azioni Iren, con scadenza a cinque anni, del valore nominale di 150 milioni di euro. L’iniziativa permette di  rimborsare finanziamenti in scadenza a fine anno, garantendo risorse fresche da utilizzare per la città. E’ la prima volta che una simile operazione è realizzata da un ente a totale partecipazione pubblica.

 

(Foto: il Torinese)

“Circo in Pillole – Prove d’artista”

La rassegna propone un appuntamento al mese sino ad aprile, con ingresso gratuito. L’evento rientra nel più ampio contenitore “Prospettiva Circo”

 

palestra sportDomenica è stato presentato al pubblico, nei locali di Flic Scuola di Circo, in via Magenta 22, lo spettacolo “Tracce”. E’ stato il primo appuntamento stagionale di “Circo in Pillole – Prove d’artista”, rassegna che propone un appuntamento al mese sino ad aprile, con ingresso gratuito. L’evento rientra nel più ampio contenitore “Prospettiva Circo”, progetto artistico triennale sostenuto dal ministero per i beni e le attività culturali e del turismo. Lo spettacolo in questione, inoltre,  nasce da un lavoro di due settimane condotto da Francesco Sgrò, direttore artistico della FLIC, con 65 allievi: i 43 ragazzi iscritti al 1° e al 2° anno del “Biennio Professionale” e i 22 ragazzi iscritti al “Terzo anno di Ricerca Artistica Individuale”. Il 60% degli allievi, 38 su 65, proviene dall’estero e la metà di loro da paese extra europei. Nello specifico 34 provengono da diverse regioni d’Italia, 9 dalla Francia, 8 dal Cile, 5 dal Brasile, 5 dalla Spagna, 4 dalla Svizzera, 3 dal Messico, 3 dall’Argentina, 2 da Israele, 2 dalla Svezia, 2 dal Regno Unito, 2 dalla Germania, 1 dal Costa Rica, 1 dall’Ecuador e 1 dall’India. Ad oggi la FLIC ha formato oltre 300 allievi, il 90% dei quali lavora nell’ambito del circo contemporaneo e dello spettacolo dal vivo in genere.  Alcuni hanno proseguito ulteriormente la formazione in scuole superiori quali ESAC (BE), Cnac e Fratellini (FR), Fontys (ND) ed Ecole National de Cirque (Canada), alcuni sono entrati a far parte di grandi compagnie tra le quali Cirque du Soleil e Companie du Hanneton di James Thierre, altri hanno fondato nuove compagnie ed alcuni lavorano in qualità di docenti.

 

Massimo Iaretti

Chiesti sei anni e quattro mesi per il medico falso paralitico

NAS MEDICO

Contestata una somma di 450mila euro

 

Il  pm Andrea Padalino ha chiesto sei anni e quattro mesi di reclusione  per l’anestesista iraniano delle Molinette  e per il suo complice che, secondo l’accusa,  lo avrebbe aiutato a fingersi paraplegico e non vedente, per incassare la pensione di invalidità. I due uomini sono accusati di truffa ai danni dello Stato. I carabinieri del Nas li avevano scoperti a inizio 2015. Viene loro contestata una somma di 450mila euro, ma le pratiche che stavano preparando avrebbero fruttato ancora di più.

Giornata contro la violenza sulle donne

donna san carlo

Mercoledì 25 novembre dalle ore 15 a Palazzo Lascaris (via Alfieri 15 a Torino) la Consulta femminile regionale organizza un convegno dal titolo: “Piemonte in rete contro la violenza di genere. Per creare insieme un sistema integrato di contrasto alla violenza e di difesa, tutela e supporto alle donne vittime di violenza

 

 Mercoledì 25 novembre, Giornata contro la violenza sulle donne, il Consiglio regionale del Piemonte organizza varie iniziative, promosse dal Comitato Diritti Umani (presidente Mauro Laus), dalla Consulta regionale delle Elette (presidente Stefania Batzella), dalla Consulta femminile (presidente Cinzia Pecchio).

 

 In contemporanea, in dodici sale cinematografiche del Piemonte, per le classi terze quarte e quinte delle scuole superiori, il 25 novembre verrà proiettato il film “HE NAMED ME MALALA” che racconta la storia di una ragazza pakistana, a 15 anni vittima dei Talebani, che nel 2014 ha meritato il Nobel per la Pace. 

 

 Inoltre, in occasione della Giornata con la Violenza sulle donne, la Consulta delle Elette diffonde in tutte le istituzioni e gli ambulatori pubblici una locandina con i numeri telefonici che le donne possono utilizzare per chiedere aiuto in situazioni di violenza fisica o psicologica.

 

 Mercoledì 25 novembre dalle ore 15 a Palazzo Lascaris (via Alfieri 15 a Torino) la Consulta femminile regionale organizza un convegno dal titolo: “Piemonte in rete contro la violenza di genere. Per creare insieme un sistema integrato di contrasto alla violenza e di difesa, tutela e supporto alle donne vittime di violenza”.

 

Furchì all'ergastolo, la Corte d'Assise d'appello conferma la pena per il caso Musy

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“Sono innocente e basta”, ha urlato Furchì, in tribunale, subito dopo la lettura della sentenza

 

Confermato l’ergastolo per Francesco Furchì. Lo ha stabilito la Corte d’Assise d’appello di Torino. L’imputato, accusato di essere “casco”, l’uomo che con il volto celato da una visiera da motociclista ferì a colpi di pistola il consigliere comunale Alberto Musy , morto dopo mesi e mesi di coma, in primo grado era già stato condannato al carcere a vita. “Sono innocente e basta”, ha urlato Furchì, in tribunale, subito dopo la lettura della sentenza. Scrive l’agenzia Ansa che per il procuratore generale Marcello Maddalena, la Corte d’Appello d’Assise “ha riconosciuto la validità del lavoro svolto” dagli inquirenti.
   

 

UNITRE TORINO METROPOLIS, UN PROGETTO PER TUTTI

unitre metropolis

Una sessantina di corsi che spaziano dalle arti alle scienze, dalla cultura linguistica al diritto, dalla storia ai temi di attualità

 

E’ nata la nuova UNITRE TORINO METROPOLIS: a Torino l’Università della Terza Età è Università delle Tre Età, un progetto sociale e culturale rivolto a tutti, senza alcun limite di età e specifico titolo di studio. UNITRE TORINO METROPOLIS propone una sessantina di corsi che spaziano dalle arti alle scienze, dalla cultura linguistica al diritto, dalla storia ai temi di attualità. Un totale di 1600 ore ad un costo di iscrizione pari a 50 euro. 

 

Tutti i corsi si svolgono presso l’Istituto Commerciale Sommeiller (C.so Duca degli Abruzzi 20) dal Lunedì al Venerdì, dalle 15,30 alle 17,30 ed avranno inizio a Novembre. Tutte le informazioni sono disponibili sul sito www.unitretorinometropolis.it ed al numero telefonico 333 415 19 45. 

 

Le iscrizioni sono già aperte presso Via Dego 6 (Circoscrizione 1) il Martedì, Mercoledì e Giovedì dalle 10 alle 12 e il Venerdì dalle 15 alle 17 e presso Via Brunetta 11/H il Lunedì, Mercoledì e Venerdì dalle 10 alle 12. E’ possibile, anche, iscriversi online sul sito www.unitretorinometropolis.it

Mille delizie in centro città, ecco la via tutta torinese per dire "no" alla paura

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“Cosa dovremmo fare, barricarci forse in casa e rinunciare ad una serata al ristorante con amici, alla partita della squadra del cuore o al concerto del nostro cantante preferito? No, grazie. Certo, paura ne abbiamo, ma…”

 

Nonostante il clima di tensione che si respira in tutta Europa a causa dei recenti attentati terroristici, Torino ha deciso di continuare a vivere. “Cosa dovremmo fare, barricarci forse in casa e rinunciare ad una serata al ristorante con amici, alla partita della squadra del cuore o al concerto del nostro cantante preferito? No, grazie. Certo, paura ne abbiamo, ma…”, dice qualcuno.

 

E, in effetti, le strade del centro sono affollate di gente che già si gode l’atmosfera natalizia, sotto le Luci d’Artista che, come di consueto, fanno brillare le vie dello shopping. Le vetrine iniziano ad addobbarsi e si riempiono di idee regalo per tutte le tasche, ma in questi giorni sono soprattutto altre le mete dei torinesi: eventi gratuiti, per lo più enogastronomici, ma non solo. Annidata in via Accademia delle Scienze 11, proprio di fronte al Museo Egizio, la piccola mostra di presepi negli scrigni ad opera dell’artista Sandra Coluccia Berkol (mostra conclusasi nella giornata di ieri) ha catapultato adulti e bambini all’interno della magica atmosfera della Natività, tra classicismo e rivisitazioni in chiave più moderna e attuale della stessa. Molto suggestivo il gioco di luci che è stato creato all’interno di ogni singolo scrigno, dal più grande al più piccino.

 

Si sono conclusi ieri anche altri due appuntamenti, stavolta dedicati ai più golosi.“Una Mole di panettoni”, evento della durata di due giorni (21 e 22 novembre) ormai giunto alla sua 4° edizione, ha avuto per cornice le sale dell’Hotel Principi di Piemonte di via Gobetti 15. Ospite d’onore il dolce tipico delle feste in tutte le sue declinazioni, dalle più classiche alle più insolite. 39 dei migliori pasticcieri, in rappresentanza di tutte le regioni d’Italia, hanno venduto le loro creazioni ad un prezzo speciale, e hanno dato la possibilità di assaggiarle a quanti lo desideravano.

 

In Piazza Solferino, invece, chiude i battenti il mercatino italo-tedesco. Sebbene fossero fortemente preponderanti le bancarelle dedicate all’Italia e ai suoi prodotti tipici, dai formaggi toscani ai dolci siciliani, passando per i sapori della Sardegna e quelli “di confine” del Sud Tirolo, era possibile scovare qualche “chicca” d’oltralpe, come le birre prodotte dallo Riegele,  uno stabilimento fondato intorno al 1380 vicino Monaco di Baviera. Poco spazio dedicato invece all’oggettistica e alle idee regalo: speriamo si ponga rimedio l’anno prossimo, se questo fortunato “gemellaggio” tra Torino e la Germania dovesse continuare.

 

Per quanti non hanno potuto deliziare il palato in queste occasioni, ricordiamo che fino al 29 novembre, in Piazza San Carlo e lungo il primo tratto di Via Roma, si terrà l’ormai consueto appuntamento con Cioccolatò, kermesse dedicata al cibo degli dei in tutte le sue forme. In vendita tavolette di cioccolata declinate in mille gusti, liquori, bevande calde (molto carina e particolare la cioccolata in bicchiere servita “a strati”, dal fondente al cioccolato bianco), praline di tutti i sapori e i colori…

 

Rispetto agli altri anni, forse, le bancarelle sono in numero minore e meno originali, anche se, come al solito, è possibile scovare qualche curiosità: carte “da choco”, pile, pizze, kebab, palle per l’albero di natale…naturalmente tutto di cioccolata. E cosa c’è di più dolce, per avvicinarsi alle Feste e dimenticare per un po’ la paura, di una passeggiata in una delle piazze più belle di Torino, inebriati dal profumo del cioccolato e illuminati dalle luci colorate dei lampioni…?

 

 (Foto: il Torinese)

Chiara Mandich

Dalla Regione con il "Patto per il Sociale" la nuova filosofia del welfare piemontese

BANDIERE REGIONE

Una cabina di regia che si occuperà di servizi domiciliari, semiresidenziali e residenziali per persone anziane, disabili, minori e pazienti psichiatrici, servizi sanitari di continuità assistenziale, interventi di carattere sociale

 

Tempo di crisi anche per i piemontesi, oltre che per le casse pubbliche. Per dare vita a una nuova “filosofia” dei servizi socio-assistenziali la Regione  ha sottoscritto  con i rappresentanti di Anci Piemonte, Coordinamento regionale Enti gestori dei Servizi sociali del Piemonte, Forum del Terzo settore del Piemonte, Alleanza delle Cooperative Settore sociale del Piemonte e Consiglio regionale del Volontariato un protocollo d’intesa per dare attuazione agli obiettivi strategici contenuti nel “Patto per il Sociale 2015-2017. Un percorso politico partecipato”, approvato dalla Giunta regionale il 19 ottobre scorso.

 

“Si tratta di un impegno importante per continuare a collaborare tutti insieme in un percorso partecipato – commenta l’assessore regionale alle Politiche sociali, alla Famiglia e alla Casa, Augusto Ferrari – coinvolgendo una pluralità di attori territoriali, ed avvia ufficialmente la Cabina di regia delle Politiche sociali, composta da tutti i sottoscrittori. La Regione, proprio in coerenza con la sua funzione programmatoria e legislativa, avverte fortemente il compito di agevolare il processo di partecipazione e creare le condizioni normative ed organizzative affinché gli obiettivi, individuati come prioritari, vengano effettivamente perseguiti attraverso interventi strutturati e coerenti – sostiene ancora l’assessore – La cooperazione tra attori diversi, per storia e funzione, rappresenta la strada maestra per aprire una nuova stagione del nostro sistema di welfare ed è, nel contempo, la modalità più virtuosa per riscoprire il senso profondo del legame sociale”.

 

Il Patto per il Sociale 2015-2017 è suddiviso in tre assi strategici: l’integrazione socio-sanitaria, per la ricostruzione di un sistema che si articoli in maniera omogenea e dia certezze ai servizi ed alle risorse tramite l’istituzione di una cabina di regia che si occuperà di servizi domiciliari, semiresidenziali e residenziali per persone anziane, disabili, minori e pazienti psichiatrici, servizi sanitari di continuità assistenziale, interventi di carattere sociale, sistemi e flussi informativi su questi ambiti; l‘inclusione sociale ed il contrasto alle diverse forme di povertà da ottenere con l’integrazione di linee di intervento come il sostegno al reddito, l’accompagnamento al reinserimento socio-lavorativo, il diritto all’abitare, il sostegno alimentare; il sostegno alle responsabilità genitoriali e la prevenzione del disagio minorile, da ottenere potenziando e promuovendo i Centri per le famiglie, integrati con i servizi alla prima infanzia e costruiti come luoghi aperti di partecipazione diretta per intercettare nuovi bisogni e diffondere una cultura e una prassi della prevenzione di disagi che, soprattutto durante l’infanzia e l’adolescenza, possono diventare esplosivi e richiedere, poi, interventi traumatici.

 

www.regione.piemonte.it

(Foto: il Torinese)

Michela Cescon e Marco Tullio Giordana: "Il testamento di Maria"

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Al teatro Gobetti in scena la collaudata coppia. La  novella di Toibin incanta per alcuni passaggi di elevata drammaticità che mettono a nudo l’umanità della madre di Cristo

 

Ritorna a teatro,  in scena al Gobetti di Torino, la collaudata coppia costituita da Michela Cescon e Marco Tullio Giordana, la prima pluripremiata attrice, il secondo regista non soltanto cinematografico, ma anche di lavori teatrali e di prosa,  già reduci dal successo di “The coast of utopia”.Questo nuovo sodalizio artistico avviene attraverso le parole di Colm Toibin, uno dei più celebri scrittori irlandesi contemporanei, molto impegnato in difesa dei diritti gay. In questo breve, ma intenso romanzo, Toibin descrive il rapporto tra Maria e il Cristo, a partire dai giorni di predicazione alle folle fino a quelli drammatici della  condanna e della crocifissione. È lei stessa, come madre, a parlare e a ricordare, nel tentativo di accettare l’atroce destino che ha colpito il suo giovane amatissimo figlio e lei stessa. Emerge una Passione, in cui la figura di Maria risulta molto umana, lontana dall’agiografia cattolica che la ritrae dolente e consapevole del grande piano di salvezza di cui il figlio di Dio è protagonista.

 

“Nel lavoro di Stoppard ho dovuto rinunciare – spiega Michela Cescon – a stare in scena perché la cura che mi richiedeva la produzione era tanta e impegnativa.  Quindi abbiamo, invece,  cercato un testo che potesse avere un ruolo per me, certi di voler affrontare un lavoro sul contemporaneo, ma con altezze degne dei classici. Quando ho letto ” Il testamento di Maria” ne sono rimasta subito affascinata, mi sono commossa e ho profondamente avvertito il tema del rapporto tra madre e figlio. La personalità, il talento e il forte destino di un ragazzo, in questo testo, risultano dolorosamente incomprensibili e inaccettabili da parte di una madre, perché troppo carica di paura e di amore”. “Il testamento di Maria”, con una voce insieme tenera e piena di rabbia, racconta la storia di un evento sconvolgente che ha condotto Maria a un grande dolore. Per lei ormai Gesù è un figlio perduto.

 

Ora, anziana, in esilio, nella paura, cerca di riannodare le fila dei ricordi che hanno portato alla sua fine. Per Maria, Gesù era una persona vulnerabile, da proteggere, circondato da uomini che non le hanno mai ispirato fiducia. Nel momento in cui la sua vita acquista la dimensione del mito, ella decide di rompere il silenzio che circonda la vita e la Passione di Gesù; nel suo sforzo di dire tutta la verità,  emerge la sua statura morale e la sua umanità di madre. “Il testamento di Maria” è un monologo consapevole di una madre umanissima, la cui voce risuona dal suo esilio e dalla sua vecchiaia a Efeso, dove è sottoposta alla podestà di due prepotenti apostoli, che cercano di indurla a raccontare una versione dei fatti che lei ripudia. Così Maria trova conforto negli dei pagani piuttosto che nel giudaismo e si ripiega sui propri ricordi e sul proprio senso di colpa. Il testo incanta per la sua scrittura preziosa e elegiaca,  per alcune sue amare riflessioni e per alcuni suoi passaggi di profonda drammaticità.

 

Mara Martellotta

 

Fino al 29 novembre al teatro Gobetti