Anita Rachbvelishvili e Maria Toledo interpreti d’eccezione di un concerto di musica spagnola diretto da Josep Pons
Il concerto di giovedì 3 dicembre, con replica venerdì 4 dicembre, all’Auditorium Rai di Torino, propone due diverse composizioni di Manuel de Falla, capaci di unire la tradizione classica al folklore spagnolo. La prima si intitola “Siete canciones populares espanolas”, presentate nel l’orchestrazione di Luciano Berio, risalente al 1978, e interpretate da Anita Rachbvelishvili, la seconda è una gitaneria in un atto e due quadri, dal titolo “El amor brujo”, proposta nella versione del 1915 e cantata da Maria Toledo.
“Le Siete canciones – spiega l’ interprete Anita Rachbvelishvili – sono un brano di musica da camera che richiede un approccio vocale totalmente diverso da quello operistico. Ciò che deve mutare è soprattutto lo stile, che si deve necessariamente richiamare al flamenco”. Di queste sette Canzoni spagnole colpisce certamente la gestualità coreutica e il fatto di non avere, a differenza di quasi tutte le altre canzoni popolari, il titolo di una specifica danza del folklore spagnolo. Le Canzoni popolari furono scritte da De Falla a Parigi tra il 1913 e il 1914, immediatamente prima del ritorno in patria antecedente lo scoppio della guerra. La loro fortuna si misura sul numero di trascrizioni esistenti, tra cui quella per violoncello di Maurice Marechal e quella per orchestra di Luciano Berio.
Di fronte alla polemica e al dibattito dell’epoca sulla musica di De Falla, che verteva sul carattere folkloristico dell’operetta “La Vida breve”, ambientata a Siviglia, il compositore rispose con un lavoro ancor più esplicitamente spagnolo. Prese spunto da una serie di melodie popolari trovate in alcune fonti del tardo Ottocento, animate da un grande amore per la loro terra, ma prive di metodo scientifico. De Falla riuscì, tuttavia, a esprimere perfettamente la sua personalità musicale, che si è manifestata nella semplicità e nella sottile intelligenza con cui ha rivestito le melodie popolari.
Le due interpreti del concerto, Anita Rachbvelishvili e Maria Toledo, esprimono due diverse vocalità femminili. Maria Toledo è una tra le più rinomate e innovative cantanti di flamenco, mentre Anita Rachbvelishvili, georgiana, ha ottenuto un gran successo nel ruolo di Carmen nell’opera presentata il 7 dicembre 2009 al teatro La Scala di Milano. Al Regio di Torino ha recentemente trionfato nel ruolo di Amneris in Aida.
Sul podio dell’orchestra Rai a dirigere sarà il direttore catalano Josep Pons, anche Direttore musicale del Gran Teatre del Liceu di Barcellona, che aprirà il concerto con quattro danze dal balletto Estancia del compositore argentino Alberto Ginastera, per la prima volta eseguite sotto forma orchestrale nel 1943. I concerti avranno luogo all’Auditorium Arturo Toscanini della Rai, in piazza Rossaro, alle 20.30. Il concerto di giovedì 3 dicembre sarà trasmesso in diretta su Radio 3.
“El amor brujo – afferma Maria Tokedo- è scritto per essere appositamente cantato da una voce flamenco, capace di valorizzare il modo specifico e individuale di costruire il lamento. Il personaggio di Candela mi consente di esprimere con il mio canto l’odio, l’amore e la passionalità, caratteristiche tutte femminili”.
Mara Martellotta
Il suo ultimo album “ Do l’anima”, uscito il 30 settembre 2014, sta riscuotendo successo, dimostrando che nonostante il passare degli anni i grandi artisti restano nella vita e nelle emozioni del loro pubblico.
solo con il passare del tempo e con l’affermarsi della propria musica, aspiri ad arrivare a tutti. Posso dire che per me, effettivamente, è stato un po’ così. All’epoca ovviamente le mie canzoni, vuoi per la musica, vuoi per il messaggio racchiuso nel testo, erano molto seguite e apprezzate dai ragazzi della mia età. Oggi posso dire che quei ragazzi sono diventati madri o padri che forse hanno per così dire “tramandato” o per certi versi “inculcato” ai loro figli o nipoti i loro gusti musicali, facendo così conoscere il passato alla nuova generazione. Nei miei concerti sono presenti diverse generazioni, poi è ovvio che non bisogna mai dimenticarsi dell’elemento classifica: se il tuo brano è tra i primi posti della classifica significa che sei tornato con un pezzo che arriva a tutti e che di conseguenza attirerà persone di diversa generazione.
alla melodia e cerco di avere una percezione diversa e più attuale per il segnale sonoro in modo da cambiare e trasformare il mio mondo ritmico ma senza “scimmiottare” qualcuno o qualcosa. Ritengo che l’arte sia un po’ come l’amore: se non sperimenti e non fatichi, difficilmente riuscirai a tenerla viva. Nel mio ultimo album “Do l’Anima” forse grazie anche all’inserimento e all’apparizione di una band, si respira tutto questo.
Il servizio entro il 2017 doterà la città di 400 auto, 212 stazioni e 700 colonnine di ricarica










