STORIE DI CITTA’ / di Patrizio Tosetto
Ho chi Minh diceva che il compito di un comunista era far diventare un reazionario conservatore. un conservatore progressista, un progressista un democratico, un democratico un rivoluzionario. Loro non sanno neppure ciò che è successo in Vietnam
Nun sè pò campà cussì. Parafrasando il famoso polipo della barzelletta. Polipo sbattuto dal pescivendolo per imbrogliare i clienti. Hanno avuto simile reazione i residenti di Corso Casale e zone limitrofe dell’area Ex zoo Parco Michelotti. Probabilmente anche le case al di là del Po. Eccoli!! Musica tecno a tutto volume all’interno del vecchio giardino zoologico. Per i giovani Punk ( penso), missione compiuta. Hanno divelto l’entrata ed infastidito a dovere. Loro la chiamano libertà. Me ne sono accorto il mattino di domenica portando a spasso il cane. Assistendo ai rimasugli di uno spettacolo veramente edificante. Ragazzotti con larghi pantaloni, con cani lasciati liberi, giovani assolutamente e totalmente ubriachi e fumanti dubbie sigarette. Striscioni contro, genericamente, le gabbie. Dimenticavo: oro la chiamano libertà. E poi, giusto per sancire questo ovvio bisogno di libertà contro le gabbie, bottiglie ed immondizia nei prati e sul selciato. Ne ho avuto disgusto.
Dopo, commentando con “gli amici del bar” qualcuno mi ha replicato: inutilmente hanno chiesto spazi al comune di Torino e poi hanno occupato. Sto invecchiando e non ho avuto la risposta pronta. Forse il vantaggio è stata la ponderazione e la riflessione. Spazi? Presupposto di una “integrazione” culturale. O perlomeno di una loro proposta culturale? Proposta culturale, la loro? Francamente sono convinto che di tutto ciò non gli interessa nulla, giusto per essere gentili, usando un linguaggio consono. Hanno ottenuto ciò che volevano. Dare fastidio. E se non si vuole subire, l’unica cosa da fare è reprimere.
Ho chi Minh diceva che il compito di un comunista era far diventare un reazionario conservatore. un conservatore progressista, un progressista un democratico, un democratico un rivoluzionario. Loro non sanno neppure ciò che è successo in Vietnam. Forse non sanno che cosa è il Vietnam. Sicuramente non sanno in quale punto del mondo è. Loro semplicemente non sanno. Fanno dell’ignoranza un punto di vanto. Lo dimostra l’uso dell’alcol come droga. Lo dimostra la loro musica. Ritmicamente paranoica. . Se si vuole salvaguardare le nostre libertà e civiltà, si deve fare una sola cosa: reprimere con i mezzi consentiti dalla legge.
Sono passati ormai sette anni da quando, un maledetto 6 dicembre 2007, sette operai della ThyssenKrupp di Torino (Giuseppe Demasi, Angelo Laurino, Rocco Marzo, Rosario Rodinò, Bruno Santino, Antonio Schiavone e Roberto Scola) persero la vita in un tragico incidente sul lavoro
Il concerto di giovedì 3 dicembre, con replica venerdì 4 dicembre, all’Auditorium Rai di Torino, propone due diverse composizioni di Manuel de Falla, capaci di unire la tradizione classica al folklore spagnolo. La prima si intitola “Siete canciones populares espanolas”, presentate nel l’orchestrazione di Luciano Berio, risalente al 1978, e interpretate da Anita Rachbvelishvili, la seconda è una gitaneria in un atto e due quadri, dal titolo “El amor brujo”, proposta nella versione del 1915 e cantata da Maria Toledo.
Il suo ultimo album “ Do l’anima”, uscito il 30 settembre 2014, sta riscuotendo successo, dimostrando che nonostante il passare degli anni i grandi artisti restano nella vita e nelle emozioni del loro pubblico.
solo con il passare del tempo e con l’affermarsi della propria musica, aspiri ad arrivare a tutti. Posso dire che per me, effettivamente, è stato un po’ così. All’epoca ovviamente le mie canzoni, vuoi per la musica, vuoi per il messaggio racchiuso nel testo, erano molto seguite e apprezzate dai ragazzi della mia età. Oggi posso dire che quei ragazzi sono diventati madri o padri che forse hanno per così dire “tramandato” o per certi versi “inculcato” ai loro figli o nipoti i loro gusti musicali, facendo così conoscere il passato alla nuova generazione. Nei miei concerti sono presenti diverse generazioni, poi è ovvio che non bisogna mai dimenticarsi dell’elemento classifica: se il tuo brano è tra i primi posti della classifica significa che sei tornato con un pezzo che arriva a tutti e che di conseguenza attirerà persone di diversa generazione.
alla melodia e cerco di avere una percezione diversa e più attuale per il segnale sonoro in modo da cambiare e trasformare il mio mondo ritmico ma senza “scimmiottare” qualcuno o qualcosa. Ritengo che l’arte sia un po’ come l’amore: se non sperimenti e non fatichi, difficilmente riuscirai a tenerla viva. Nel mio ultimo album “Do l’Anima” forse grazie anche all’inserimento e all’apparizione di una band, si respira tutto questo.
Il servizio entro il 2017 doterà la città di 400 auto, 212 stazioni e 700 colonnine di ricarica





