redazione il torinese

A Tirana il Giorno della Memoria

tirana storiatiranese23Instituti Italian i Kulturës ka kënaqësinë të ju ftojë në një seri nismash të promovuara me rastin e DITËS NDËRKOMBËTARE TË KUJTESËS PËR HOLOKAUSTIN Për të mos harruar 

 

L’Istituto Italiano di Cultura di Tirana celebra il Giorno della Memoria con una serie di iniziative culturali

L’Albania fu il solo paese europeo nel periodo 1930-1944 che diede  protezione ai profughi ebraici fuggiti dalla persecuzione nazista. Gli ebrei che furono salvati in Albania sono stati protetti  non solo dagli albanesi musulmani ma anche da quelli  cristiani e da un numero di albanesi scettici verso la religione. La decisione di salvare gli ebrei , da parte degli albanesi non riguarda la religione in sé poiché le virtù del coraggio, della compassione, dell’onore, della tolleranza e del sacrificio, che caratterizzano il codice d’onore albanese sono all’origine dei valori caratteristici della storia di tutto il popolo albanese. Questa caratteristica tipica della cultura tradizionale albanese è stata certamente un contributo di benvenuto agli ebrei in varie epoche della storia.

Ecco alcune delle iniziative organizzate a Tirana per martedì 27 gennaio e nei giorni successivi:

 

 Proiezione del film L’ORO RENDE LIBERI Mercoledì 27 gennaio 2016 – ore 17 Centro Giovanile di Tirana — / — Projektim i filmit L’ORO RENDE LIBERIE mërkur 27 janar 2016 – ora 17, Qëndra Rinore, Rr. e Kavajës, Tiranë 

 

Presentazione della nuova edizione del capolavoro di Primo Levi Se questo è un uomo Lunedì 8 febbraio 2016 – ore 11 Dipartimento di Italianistica,Università di Tirana 

 

Da Tirana

P. Petromilli

   

La città scende in piazza contro la 'Ndrangheta

GALA BARAl presidio davanti al bar Gran Galà sono intervenuti esponenti politici, sindacalisti, commercianti e numerosi cittadini. Presenti  il sindaco Fassino e l’ex procuratore  Caselli

 

Manifestazione di  piazza contro la ‘ndrangheta con presidio davanti al bar Gran Galà di via Di Nanni, all’angolo con piazza Sabotino. Il locale  ha riaperto i battenti  dopo il sequestro in quanto quartier generale dell’attività illecita dei fratelli e Adolfo e Cosimo Crea, ritenuti boss della malavita  torinese, che sono stati arrestati due settimane fa nella vasta operazione che ha portato in carcere 20 persone fra Piemonte e Calabria. Al presidio sono intervenuti esponenti politici, sindacalisti, commercianti e numerosi cittadini. Presenti  il sindaco Fassino e l’ex procuratore  Caselli. La presidente della Commissione Antimafia Rosy Bindi ha inviato un messaggio. Il primo cittadino ha sottolineato l’importanza di supportare le forze dell’ordine nella lotta alla criminalità organizzata e aiutare le vittime della mafia facendo attecchire la cultura della legalità.

Mini-rivoluzione ai centri per l'impiego: più aiuto a chi cerca lavoro

operai fabbrica lavoro

Il trasferimento dei dipendenti sarà temporaneo, in attesa che si definiscano i compiti della nuova Agenzia nazionale per l’occupazione

 

L’assessore al Lavoro e Formazione professionale della Regione, Gianna Pentenero, ha calendarizzato una serie di incontri con i dipendenti dei Centri per l’impiego per spiegare come sarà riorganizzata la rete dei servizi. Dal 1° gennaio, infatti, le circa 500 persone dell’organico dei 35 Centri piemontesi sono state distaccate dalle ex Province all’Agenzia Piemonte lavoro della Regione. L’obiettivo è uniformare le procedure su tutto il territorio regionale, per offrire un migliore servizio a chi cerca lavoro.

 

Sarà una piccola rivoluzione. Il primo appuntamento è avvenuto nel Centro di via Bologna 153 a Torino, poi in quello di Moncalieri,  a Chivasso, a Ciriè e Ivrea, e in via Castelgomberto  a Torino.

 

“La Regione – dice Pentenero – svolge un ruolo di primo piano nella gestione delle politiche attive del lavoro mediante i Centri per l’impiego. Un’altra novità riguarda, inoltre, i circa 200 dipendenti che si occupavano di politiche attive e formazione professionale nelle Province, che ora passano direttamente in capo alla Regione. Si tratta – aggiunge  – di un processo di riorganizzazione complesso, che ci pone di fronte a diverse sfide: valorizzare al meglio competenze e professionalità del personale e, al tempo stesso, uniformare regole e modalità di gestione dei servizi per il lavoro, spesso diverse da provincia a provincia”.

 

Il trasferimento dei dipendenti sarà temporaneo, in attesa che si definiscano i compiti della nuova Agenzia nazionale per l’occupazione.

 

Felice Cavallotti, il “bardo della democrazia”

cavallottiLa sua vita fu davvero intensa. Non ancora diciottenne, fuggì di casa per partecipare alla seconda spedizione garibaldina in Sicilia, combatté e svolse il compito di corrispondente di guerra. Tornato a Milano si diede stabilmente all’attività di giornalista cui affiancò quella di poeta, drammaturgo, storico

 

Felice Cavallotti, politico e poeta, drammaturgo e patriota italiano, fondatore, insieme ad Agostino Bertani, dell’estrema sinistra storica, soggiornò a lungo sul lago Maggiore. A Ghevio ,presso la zia Adelaide, e poi a Dagnente, dove nel 1883 acquistò una modesta casa allora immersa nel verde, la quale divenne il suo “buen retiro”. Da Milano vi trasportò libri e carte, arredando le stanze con estrema semplicità, senza sfarzo. Cavallotti quando tornava sul lago era solito giungere ad Arona in treno, poi con il battello si portava a Meina e da lì, passeggiando lungo i sentieri, saliva a piedi fino a Dagnente. Ora, un itinerario letterario, ad Arona,  ne ricorda le gesta di politico, giornalista e letterato, al di là della sua immagine oleografica. Il percorso si snoda dalla stazione ferroviaria sino alla collina dove abitava, illustrato da nove tra leggii e pannelli. La sua vita fu davvero intensa. Non ancora diciottenne, fuggì di casa per partecipare alla seconda spedizione garibaldina in Sicilia, combatté e svolse il compito di corrispondente di guerra. Tornato a Milano si diede stabilmente all’attività di giornalista cui affiancò quella di poeta, drammaturgo, storico. Nel 1866 si unì ancora a Garibaldi nel tentativo di liberare il Trentino e l’anno dopo partecipò alla fallita insurrezione di Roma. Collaborò con diversi giornali: la Gazzetta del Popolo della Lombardia, l’Indipendente di Napoli, la Gazzetta di Milano, ilGazzettino Rosa (foglio della scapigliatura milanese). Nel 1873,  all’età di 31 anni, Felice Cavallotti fu eletto per la prima volta al Parlamento come deputato di Corteolona.Nel suo primo discorso disse : “Abbiamo una sola parola d’ordine: onestà; una religione: giustizia ed eguaglianza, libertà e progresso; un’arma: il coraggio delle nostre opinioni”. In parlamento rimase per dieci legislature consecutive, distinguendosi per le battaglie in difesa delle libertà statutarie e degli ideali democratici. Molto attivo contro gli ultimi governi della Destra storica, Cavallotti fu scettico anche a proposito della Sinistra, che salì al potere nel 1876, e si tenne all’opposizione, denunciandone il trasformismo negli anni di Agostino Depretis: “Quando il popolo sente le stesse parole pronunciate da uomini di opposte convinzioni, finisce col non credere più in nulla e in nessuno; e s’infiltra in lui lo scetticismo, questa malaria dei popoli liberi, questa peste dei popoli giovani”. Instancabile e battagliero, portò avanti le sue idee scrivendo articoli e partecipando a comizi che gli procurarono, oltre all’appellativo di “bardo della democrazia” frequenti processi e duelli, il trentatreesimo dei quali gli risultò fatale: il 6 marzo 1898  venne colpito mortalmente dalla sciabola di Ferruccio Macola, direttore della Gazzetta di Venezia, un tempo suo fervido ammiratore. Seguendo le sue volontà fu sepolto nella nuda terra nel cimitero di Dagnente (oggi frazione di Arona), sulle alture che dominano la parte bassa del lago Maggiore, dove venne eretto un imponente cenotafio. Un corteo di tre chilometri ne accompagnò il feretro. Per la morte di Felice Cavallotti, anche Giosuè Carducci pronunciò un discorso funebre pieno di passione all’Università di Bologna. Il socialista Filippo Turati lo commemorò con un discorso al cimitero di Milano, dove la bara si fermò durante il viaggio da Roma a Dagnente, per ricevere gli onori della sua città natale: “Caro Felice, recliniamo oggi sulla tua bara la nostra rossa bandiera, del colore che pure tu amavi, sapendo che la sua ombra non ti sarà molesta”.

Marco Travaglini

LAZIO-JUVENTUS 0-1. LA VECCHIA SIGNORA CON LICHTSTEINER VOLA IN SEMIFINALI DI COPPA

LAZIO JUVE 22La strada delle vittorie non sembra voler terminare e, dopo i dieci successi consecutivi in campionato, la Juventus non si smentisce nemmeno all’Olimpico. La squadra di Allegri, grazie alla rete decisiva di Lichtsteiner, non si ferma in Coppa Italia e vola in semifinale contro l’Inter

 

RETE: st 21’ Lichtsteiner.

 

LAZIO (4-3-3): Berisha; Konko (dal 27′ s.t. Felipe Anderson), Bisevac, Mauricio (dal 17′ s.t. Hoedt), Radu; Milinkovic, Biglia, Lulic; Candreva, Klose (dal 37′ s.t. Matri), Keita. A disp. Guerrieri, Matosevic, Braafheid, Patric, Parolo, Onazi, Cataldi, Mauri, Djordjevic. All. Pioli.

 

JUVENTUS (3-5-2): Neto; Caceres, Bonucci, Chiellini; Lichtsteiner  ( 34′ s.t. Cuadrado), Sturaro, Marchisio, Pogba, Alex Sandro; Zaza (45′ s.t. Dybala), Morata ( 30′ s.t. Mandzukic). A disp. Buffon, Audero, Rugani, Padoin, Asamoah, Hernanes. All. Allegri.

 

ARBITRO: Damato di Barletta.

 

La strada delle vittorie non sembra voler terminare e, dopo i dieci successi consecutivi in campionato, la Juventus non si smentisce nemmeno all’Olimpico. La squadra di Allegri, grazie alla rete decisiva di Lichtsteiner, non si ferma in Coppa Italia e vola in semifinale contro l’Inter.

Una prova di grande autorità, sprecando molto ma limitando allo stesso tempo i pericoli davanti la porta di Neto, contro una Lazio volenterosa e in grado di tener testa alla vecchia signora per più di sessanta minuti. In avvio sono proprio i biancocelesti a impedire alla squadra di Allegri di avanzare per evitare qualsiasi iniziativa, ma al 4’ Sturaro prova a liberare il destro, la conclusione centrale non crea problemi a Berisha.  Mancano le vere occasioni da gol, al 13’ sembra esserci qualche buona chance per la Lazio: Klose innesca Keita, dalla sinistra entra in area e tenta il tiro incrociato da posizione defilata, mancando però lo specchio della porta. Subito sull’altro fronte Zaza cerca i suoi spazi ma viene frenato da Bisevac che gli impedisce di tirare. Un minuto dopo la palla gol è per Pogba, il francese prova a piazzarla ma Berisha impedisce l’esultanza riparandosi in angolo. Le due squadre si equivalgono e alla mezz’ora  Morata va giù pressato da Bisevac ma il direttore di gara decide di proseguire. Nella ripresa la Juventus riprende in mano le redini del gioco inizia a pungere Morata ma calcia addosso a Berisha. La squadra di Allegri resta in pressione  e Zaza a porta praticamente vuota si divora il gol del vantaggio. Col passare dei minuti i padroni di casa soffrono sempre di più e al 21’ la Juventus passa in vantaggio: Zaza con uno splendido tiro a giro stampa sul palo, ma arriva Lichtsteiner a gonfiare la rete.  Nella fase finale è sempre la Juventus a mantenere il controllo, anche perché la Lazio è costretta a chiudere l’incontro in dieci a causa dell’infortunio di Biglia. Anche nel recupero la Juventus non si risparmia, appena entrati Mandzukic e Dybala impegnano Berisha fino all’ultimo minuto di gioco. Il brivido arriva proprio sul fischio finale da parte di Dybala che riceve palla da Alex Sandro e calcia un rasoterra incrociato fuori di pochissimo. La squadra di Allegri prosegue con successo il suo cammino anche in Coppa. 

 

Roberta Perna

I film: "La corrispondenza", Tornatore nelle sale di Torino

A cura di Elio Rabbione

 

AlvinSuperstarAlvin superstar nessuno ci può fermare – Animazione e avventura, regia di Walt Becker. Quarto capitolo delle avventure dello scoiattolo striato Alvin e dei suoi due fratellini Simon e Theodor. I tre credono che a New York Dave  sia sul punto di chiedere la mano della sua nuova fidanzata e di piantarli in asso. Avranno solo tre giorni per fermare la proposta del loro amico. Durata: 86 minuti (Massaua, Uci)

 

Assolo – Commedia. Regista e interprete Laura Morante, con Francesco Pannofino, Angela Finocchiaro e Piera degli Esposti. Con l’aiuto di una psicanalista, la protagonista cerca di rimettere ordine nella sua vita di single, dopo due matrimoni, due figli, una nuova relazione e un cane. Tra debolezze e imperfezioni, tra ironia e grazia, dovrà riconquistare una eccellente dose di autostima. La Morante è alla sua seconda esperienza dietro la macchina da presa dopo Ciliegine. Durata: 99 minuti (Eliseo blu, Romano sala 3).

 

Carol – Tra commedia e melodramma. Regia di Tod Haynes, con Kate Blanchett e Rooney Mara. Tratto dal romanzo di Patricia Highsmith (pubblicato nel 1952 con lo pseudonimo di Claire Morgan), è la narrazione della passione tra una donna newyorkese, alle prese con la fine di un matrimonio e l’affidamento della sua bambina, e una giovane impiegata. Grande gara di bravura fra le due attrici (Mara ha vinto il Palmarès all’ultimo festival di Cannes), con certezza in prossima area Oscar. Durata: 118 minuti (Ambrosio sala 3, Massimo 1, Due Giardini Ombrerosse).

 

La corrispondenza – Drammatico. Regia di Giuseppe Tornatore, con Jeremy Irons e Olga Kurylenko. Amy, una giovane studentessacorrispondenza film universitaria, che sbarca il lunario facendo la stuntwoman per la televisione e il cinema, ha una relazione con il suo professore di astrofisica. Improvvisamente, lui scompare e quell’amore diviene l’immagine di quelle stelle che non esistono più ma che noi continuiamo a vedere nel cielo. Solo la tecnologia li tiene legati, sms, skype, dvd, e ancora lettere e fasci di fiori: a raccontarci la speranza dell’eternità di un amore. Durata 116 minuti. (Ambrosio sala 2, Eliseo sala grande, Reposi, Romano sala 1, Space, Uci)

 

Creed – Nato per combattere – Drammatico. Regia di Ryan Coogler, con Sylvester Stallone e Michael B. Jordan. La storia di Adonis Johnson, figlio sconosciuto di Apollo Creed, desideroso di salire sul ring come suo padre. Raggiungerà Philadelfia per cercare quel Rocky Balboa prima rivale e poi grande amico di suo padre e convincerlo a diventare il suo allenatore. Gran bel ritratto di Stallone, che già s’è accaparrato il Golden Globe e forse spera pure in un prossimo Oscar. Durata 132 minuti. (Massaua, Ideal, Reposi, Space, Uci)

 

Dio esiste e vive a Bruxelles – Commedia. Regia di Jaco Van Dormael, con Benoît Poelvoorde. Un Dio cattivo e antipatico che vive nella capitale belga, ben intenzionato a far digerire all’uomo dispetti e catastrofi, una figlia ribelle che distribuisce ad ognuno di noi la data della propria morte. Uno sberleffo piuttosto scomodo. Durata: 113 minuti (Massimo 2)

 

Il figlio di Saul – Drammatico. Regia di Laszlo Nemes, con Géza Roehring. Nell’ottobre del 1943, nel campo di concentramento di Auschwitz, l’ebreo ungherese Saul fa parte del Sonderkommando, un gruppo di uomini incaricato di accompagnare i deportati appena arrivati ai forni crematori. Quando in un cadavere riconoscerà suo figlio, egli farà di tutto per dargli una onorata sepoltura. Opera prima premiata a Cannes, vincitore del Globe e probabile Oscar quale migliore film straniero. Durata 107 minuti. (Nazionale 1, F.lli Marx sala Chico)

 

La grande scommessa – Commedia drammatica. Regia di Adam McKay, con Christian Bale, Ryan Gosling e Brad Pitt. Tratto dal libro “The big short” del giornalista Michael Lewis, il film racconta la storia di alcuni operatori finanziari che avevano compreso la fragilità dei mutui bancari già anni prima della grande crisi del 2008. Un piccolo capolavoro di satira creato con intelligenza di attori e regista, sceneggiatura sovraffollata di parole, relativamente “facile” per quanti con il mondo delle banche hanno poca dimestichezza. Durata: 130 minuti. (Greenwich sala 1, Ideal, Massaua, Reposi, Space, Uci)

 

 

Il labirinto del silenzio – Drammatico. Regia di Regia di Giulio Ricciarelli. Opera prima di un autore italo/tedesco finora soltanto attore e produttore, è la storia, ambientata a Francoforte, del procuratore Radmann che a tredici anni dalla fine del conflitto cerca una sensibilizzazione dell’opinione pubblica circa le colpe e le responsabilità dei tedeschi durante la guerra, immergendosi nella ricerca di quanti avevano operato nel campo di Auschwitz. Candidato all’Oscar per il miglior film straniero. Durata 124 minuti. (Nazionale 2)

 

Macbeth – Drammatico. Regia di Justin Kurzel, con Michael Fassbender e Marion Cotillard. Ancora una volta sullo schermo la vicenda del generale che passo dopo passo, uccisione dopo uccisione, raggiungerà tra valore e ambizione il trono di Scozia. C’è chi lo ha definito la più bella trasposizione Shakespeariana, c’è chi lo considera un lavoro di maniera: comunque lo si giudichi, si avrà sempre la certezza di trovarci davanti a due attori tra i più perfetti e coinvolgenti del cinema di oggi. Durata: 113 minuti. (Greenwich 2, Lux sala 2, Uci )

 

ponte spieIl ponte delle spie – Drammatico. Regia di Steven Spielberg, con Tom Hanks e Mark Rylance. A cavallo tra i 50 e i 60, in piena guerra fredda, l’avvocato Donovan è incaricato di trattare il rilascio di Gary Powers, abbattuto con il suo aereo U-2 durante un’operazione di sorvolo dell’Unione sovietica. Alla sceneggiatura hanno collaborato i fratelli Coen. Durata: 140 minuti. Papabile agli Oscar. (Lux sala 1, Reposi, Uci )

 

Il piccolo principe – Animazione. Regia di Mark Osborne. Dall’omonimo romanzo l’amicizia tra un anziano aviatore e una bambina. Durata: 107 minuti. (Ideal, Lux sala 1, Massaua, Reposi, The Space, Uci)

 

Piccoli brividi – Commedia. Regia di Rob Letterman, con Jack Black. Zach lascia New York e nella nuova piccola città in cui va ad abitare conosce Hannah e ben presto si convince che la ragazza sia vittima del padre, un uomo pericoloso. Ma se il padre è l’autore di “Piccoli brividi”, di ambientazione horror, ormai prigioniero di quei personaggi che escono dalle sue storie per prendere vita?  Durata 103 minuti. (Uci)

 

Quo vado – Comico. Regia di Gennaro Nunziante, con Checco Zalone. Da impiegato nell’ufficio provinciale di caccia e pesca a precario: Checco dovrà accettare più di un trasferimento, nazionale o lontano all’estero, per non dover rinunciare al posto fisso. Durata: 86 minuti. (Massaua, Reposi, Ideal, F.lli Marx sala Groucho e Harpo, Due Giardini sala Nirvana, The Space, Uci)

 

Revenant  – Avventuroso/drammatico.  Regia di Alejandro Gonzales Iňàrritu, con Leonardo Di Caprio e Tom Hardy. Tratto da una storia vera. L’America dei grandi paesaggi e delle pianure sterminate, i pionieri alla ricerca di nuovi confini e delle pelli degli orsi. Uno di questi, Hughrevenant di caprio Glass, nel 1823, viene attaccato da un grizzly mentre i suoi compagni lo abbandonano senza armi né cibo: il perfido Fitzgerald (Tom Hardy) gli uccide il figlio che ha avuto da una donna indiana. Di qui la sete di vendetta del protagonista, le imboscate, le uccisioni, gli stenti superati. Di Caprio, finalmente, in odore di Oscar, dopo essersi di recente già assicurato il Globe. Durata 156 minuti. (Ambrosio sala 1 e 3, Centrale v.o., Classico, F.lli Marx sala Groucho e Harpo, Ideal, Massaua, Reposi, The Space, Uci)

 

Se mi lasci non vale – Commedia. Regista e interprete Vincenzo Salemme econ Tosca d’Aquino e Paolo Calabresi. Vincenzo e Paolo sono stati lasciati dallle rispettive fidanzate: per vendicarsi, s’impegneranno a far innamorare l’uno la ex dell’altro, ripetendo poi il gioco dell’abbandono. Durata 96 minuti. (Reposi, The Space, Uci)

 

Steve Jobs – Biografico. Regia di Danny Boyle, con Michael Fassbender e Kate Winslet. Con la sceneggiatura di Aaron Sorkin (vincitrice di un Globe ma non entrata nella cinquina dei futuri Oscar) basata sulla biografia autorizzata di Walter Isaacson, capace di rimodellare il personaggio in ogni sua sfaccettatura, cogliendo l’essere grande e meschino, impietoso e ambizioso, deluso e pieno di successo, il film è il ritratto, tra il 1984 ed il ’98, dell’uomo che con computer, iPod, iPhone e iPad ha rivoluzionato la storia del mondo. Fassbender (DiCaprio dovrà soprattutto vedersela con lui) e Winslet sono con le loro perfette interpretazioni candidati all’Oscar. Durata 122 minuti. (Greenwich 3, Massaua, Ideal, Uci, The Space)

 

The Pills – Sempre meglio che lavorare – Commedia, regia di Luca Vecchi, con Matteo Corradini, Luigi di Capua e Luca Vecchi. Tre trentenni, che si conoscono sin dall’infanzia, occupano un alloggio a Roma e non hanno nessuna occupazione, decisi a non cercarne una, ben lontani dall’incrociare stage e colloqui. Status perfetto fino a che Luca non cadrà nell’occasione di un lavoro: ci penseranno i due amici a buttarsi immediatamente su Milano prima che l’amico distrugga quell’equilibrio perfetto. Durata 90 minuti. (Greenwich 2, Ideal, The Space, Uci)

 

Ti guardo – Drammatico. Regia di Lorenzo Vagas, con Alfredo Castro e Luis Silva. Opera prima Leone d’oro a Venezia. Nella Caracas di oggi, tra Armando, un odontotecnico di mezza età, e Elder, un diciottenne sbandato, giorno dopo giorno nasce e cresce un rapporto in un altalenarsi di comportamenti, in un continuo scambio di ruoli tra vittima e carnefice. Durata 94 minuti. (Romano sala 2)

 

 

Star wars – il risveglio della forza – Fantascienza. Regia di J. J. Abrams, con Harrison Ford. Riprende con la stessa forza di un tempo la saga di George Lucas: tutti sono invecchiati, non il successo, e i nuovi personaggi – come Lupita Nyong’o – portano ancora note del tutto positive. Durata: 136 minuti. (Ideal, Uci, The Space)

 

 

 

 

AUTORECUPERO CASE POPOLARI: PRIMI 40 ALLOGGI SBLOCCATI A TORINO

case marroneMARRONE-MONTARULI (FDI-AN): VITTORIA! PRIMI 40 ALLOGGI SBLOCCATI CON LA NOSTRA LEGGE REGIONALE SU 300 TOTALI AUMENTABILI

 

Riceviamo e pubblichiamo

 

“Una grande vittoria, che parte dall’esempio del Comitato Senzafissadimora e di Soccorso Tricolore con il recupero abitativo dell’OSA Lingotto nel rudere olimpico di via Bizzozero: a mesi dall’approvazione della nostra proposta di legge sull’autorecupero delle case popolari, oggi il Presidente di Atc Torino Mazzu’ annuncia una prima tranche di assegnazione di 40 alloggi già pronti per l’assegnazione su un insieme già stimato di circa trecento appartamenti che si prestano al progetto: siamo entusiasti di questa prima boccata di ossigeno per il reperimento concreto di case popolari a Torino, proprio in un momento di bomba sociale – emergenza abitativa e di bocciatura da parte di Tar e Consiglio di Stato delle politiche abitative della Giunta comunale Fassino!”

 

Basta sussidi spot agli affitti che non evitano gli sfratti ma li prorogano solo nel tempo di qualche mese, come già criticato dalla magistratura amministrativa! Con l’autorecupero a Torino le 450 case popolari assegnabili ogni anno arriveranno quasi al raddoppio con le 300 autorecuperabili, che la stessa Atc di Torino annuncia in futuro aumento rispetto alle 788 case popolari complessive attualmente sfitte per bisogno di manutenzione>> esultano Maurizio Marrone, Capogruppo FDI-AN in Regione Piemonte e Comune di Torino, e Augusta Montaruli, Dirigente Nazionale FDI-AN, che auspicano: <<L’assegnazione delle case popolari in autorecupero avverrà con avviso pubblico rivolto alle famiglie in graduatoria del bando, che Atc pubblicherà entro pochi giorni: il Comune di Torino pubblicizzi adeguatamente questa possibilità ai tanti torinesi in emergenza abitativa!>>

Egiziano irregolare blocca rapinatore: avrà permesso di soggiorno

carabinieri bloccoIl tentativo di rapina è stato comunicato soltanto oggi, ma è avvenuto il 12 gennaio a Nichelino

 

Ha bloccato un rapinatore armato di coltello, che aveva appena rapinato 700 euro dalla cassiera di un supermercato. Poi ha consegnato il bandito ai carabinieri. Il solerte cittadino è un egiziano di 29 anni non in regola con i documenti. Ora sono state avviate le procedure per il rilascio del permesso di soggiorno per asilo politico. Il tentativo di rapina è stato comunicato soltanto oggi, ma è avvenuto il 12 gennaio a Nichelino. Grazie all’atto eroico dell’uomo, che si trova in Italia da poche settimane,  i carabinieri hanno potuto arrestare per tentata rapina un italiano di 52 anni. I militari hanno accompagnato l’egiziano all’ufficio immigrazione della Questura di Torino e ora avrà il permesso di soggiorno.

"Cristianesimo, Maria Maddalena e altri enigmi" nel libro di Stefano Tonni

Un excursus sulle reliquie, la storia dei Templari, il giudizio universale. L’autore, di professione ingegnere, presenta il suo primo romanzo

 

tonniSabato 23 gennaio verrà presentato, nel Salone d’onore di Palazzo Taffini a Savigliano, in via Sant’Andrea 56, il libro di Stefano Tonni dal titolo “Cristianesimo: Maria Maddalena e altri enigmi”. Interverranno alla presentazione, oltre all’autore, Antonio Scommegna, presidente del Circolo C. Rebora, il giornalista Lodovico Buscatti e lo psichiatra Alessandro Meluzzi, autore dell’introduzione.  Sono previste letture di brani del libro da parte di un attore e intermezzi musicali.

 

Stefano Tonni è al suo primo romanzo; nella vita è ingegnere elettronico del ramo Telecomunicazioni ( laurea al Politecnico di Torino),  con una grande passione per la musica classica e per la scrittura. La prima passione lo ha condotto a fondare, nel lontano ‘ 92, la rassegna di musica classica ” Polincontri Classica”, comprendente concerti e conferenze sulla musica classica e colta, in programma ancor oggi ogni lunedì nell’Aula Magna del Politecnico di Torino, con il sostegno dello stesso ateneo. Da qualche anno alla passione per la musica classica,  che lo porta spesso a ascoltare prestigiose orchestre sinfoniche in giro per l’Europa e a Amsterdam, si è affiancata quella per la scrittura e per argomenti come il Cristianesimo e le religioni. Questo saggio è il frutto di studi e di un approfondito lavoro di ricerca storico-critica sulla storia e le tradizioni cristiane condotte dall’autore.

 

” Sono da sempre affascinato dalla figura della Maddalena – spiega Stefano Tonni – che si può considerare ” apostola tra gli apostoli”, salvata da Gesù dalla lapidazione e la prima donna a vedere il Cristo risorto. Salvata dalla lapidazione, la Maddalena ebbe subito un afflato per il Cristo. Non è certo casuale il fatto che sotto la Croce fossero presenti Maria, la madre di Gesù,  San Giovanni, il suo amico più fidato, e proprio la Maddalena. Lei, prima di incontrare Gesù, era una donna sposata ad un nobile, e viveva presso la corte di Erode e Erodiade, e era molto vicina a Giovanni il Battista, la cui testa fu richiesta da Erodiade al marito. Di fronte a una simile atrocità, la Maddalena scappò dalla corte, divenne una prostituta e fu ripudiata dal marito”.

 

“Nel libro – aggiunge Stefano Tonni – affronto anche altri temi, come i Dieci comandamenti, i peccati capitali, il concetto di bellezza, e tratto le figure di Adamo e Eva visti sia dal punto di vista biblico, sia sulla base delle più recenti teorie scientifiche riguardanti l’origine dell’uomo. Nell’affrontare poi il tema del Giudizio universale propongo un parallelo piuttosto interessante su alcuni aspetti che accomunano le fedi cristiana e musulmana riguardanti la figura di Gesù.  Gli enigmi che ho trattato nel saggio riguardano il Sacro Graal, la storia dei Templari e il Priorato di Sion. D’altronde la città di Torino, che vanta moltissimi sotterranei,  ha una profonda valenza magica ed è collocata nel punto di incrocio di due triangoli magici, quello di magia bianca, che la unisce a Praga e Lione, e quello di magia nera, che la unisce a Londra e San Francisco. Nella nostra città,  inoltre, sono presenti due poli, uno positivo, e uno negativo, il primo rappresentato da piazza Solferino, con la sua Fontana Angelica, il secondo da piazza Statuto, in cui si trova l’ingresso agli Inferi”.

 

“La genesi del mio libro – conclude Stefano Tonni – sicuramente nasce dallo studio delle reliquie, in particolare da quella del Graal, che, secondo alcuni sarebbe la coppa che avrebbe raccolto il sangue nell’ Ultima cena, secondo altri indicherebbe il principio della conoscenza segreta, che avviene sempre per gradi ed è sempre più elevata, mentre, secondo altri ancora, indicherebbe il ventre della Maddalena, che ha trasmesso il sangue di Cristo attraverso la discendenza”.  Il libro, che si articola in 44 capitoli, contiene anche passi dedicati alla numerologia,  un capitolo sulla musica e sulla valenza matematica; tocca anche l’argomento delle profezie del 2012 e, secondo l’acuto giudizio di Alessandro Meluzzi,  si può, a ragione, ascrivere al territorio dell’ esoterismo cristiano”.

 

Mara Martellotta

Torino finalista tra nove città: sarà capitale dell'Innovazione? Sfida con Milano

europa torino castelloLa città di Torino è stata inserita nella rosa ristretta delle pretendenti in particolare per quell’approccio e quella cultura dell’open innovation che ne sta caratterizzando le politiche di innovazione dell’amministrazione

 

 

Un nuovo record per Torino, dopo le olimpiadi invernali, la qualifica di capitale Europea dello sport e i successi delle presenze turistiche? Potrebbe essere. la città della Mole è infatti  è una delle nove finaliste tra cui sarà scelta la Capitale Europea dell’Innovazione 2016. La Commissione Europea ha comunicato ufficialmente la rosa delle pretendenti, frutto di una selezione tra tutte quelle che hanno presentato la loro candidatura.

Ecco le nove città finaliste:

 

Amsterdam (NL) – per abbracciare un approccio bottom-up basato su crescita intelligente, start-up, vivibilità e innovazione sociale digitale
Berlino (DE) – per la creazione di un living lab in cui innovative soluzioni Information and Communication Technology possono essere testati
Eindhoven (NL) – per la combinazione di tecnologia digitale con creatività nella sua strategia di illuminazione intelligente urbana, leader a livello mondiale
Glasgow (Regno Unito) – per il suo modello di innovazione replicabile sulla base di partenariati tra l’industria, la scienza e le comunitàcastello piazza
Milano (IT) – per aver migliorato l’inclusione sociale e proposto modelli alternativi nella fornitura di servizi pubblici allo scopo di creare maggiori opportunità per l’occupazione
Oxford (UK) – per condividere apertamente il patrimonio di conoscenze all’interno del suo ecosistema di innovazione di livello mondiale
Parigi (FR) – per la sua strategia basata su innovazione aperta, connettività e ingegno, che mira a diventare un hub mondiale per start-up
Torino (IT) – per i suoi modelli di innovazione aperti nel sostenere start-up d’innovazione sociale e la creazione di nuove opportunità di mercato 
Vienna (AT) – per la sua strategia di innovazione basata su nove “Principi viennesi», tra cui l’inclusione, la trasparenza, la parità di genere, l’innovazione e l’apprendimento

 

A seguito della prima edizione 2014 dell’European Capital of Innovation Award, la Commissione Europea aveva  lanciato nei mesi scorsi una seconda edizione per celebrare la città europea che sta costruendo il migliore “ecosistema di innovazione”, connettendo abitanti, amministrazioni pubbliche, scuole e imprese, con l’obiettivo di aiutare la città a riuscire al meglio negli sforzi in questa direzione. Le città saranno valutate  sia sulla base delle iniziative già effettuate, a partire dal primo gennaio 2012, sia sulla base delle loro idee per migliorare la capacità di innovazione per il futuro. Le tre vincitrici saranno annunciate nel prossimo mese di aprile.

 

La città di Torino è stata inserita nella rosa ristretta delle pretendenti in particolare per quell’approccio e quella cultura dell’open innovation che ne sta caratterizzando le politiche di innovazione dell’amministrazione: si parla di processi e strumenti integrati e di collaborazione attraverso una serie mirata di iniziative di innovazione, co-sviluppato dal Comune. Si inseriscono quindi in tal senso iniziative come Innova.TO, concorso interno riservato ai dipendenti pubblici per innovare la PA dall’interno, come Torino Social Innovation – FacilitO, un programma di accompagnamento e finanziamento di startup ad impatto sociale, o come Open Incet, il primo centro italiano di “innovazione aperta” dove attori pubblici e privati collaborano insieme per risolvere le sfide sociali.piazza s carlo chiese notte

Soddisfatto il sindaco Piero Fassino. “Siamo felici di competere con grandi capitali, come Berlino, Parigi, Amsterdam, Vienna nel campo dell’innovazione. Siamo sempre stati convinti che la sostenibilità sia la chiave di volta delle politiche condotte dalla nostra Amministrazione. Quello dell’innovazione è un campo di sperimentazione e di idee innovative da parte di imprese e comunità di persone per trovare soluzioni avanzate a vecchi e nuovi problemi: facilitare i servizi pubblici, renderli meno impattanti sull’ambiente, renderli più economici, consumare meno risorse e meno energia, riattivare legami sociali là dove mancano. Vogliamo condividere la nostra visione di città aperta a idee e proposte nuove: è questo ciò che anima le esperienze di social innovation che stiamo accompagnando nei nostri quartieri, veri e propri banchi di prova per costruire una città migliore”

 

(Foto. il Torinese)