Arte, scienza e visioneL’arte è profetica: anticipa il futuro, rende visibili le trasformazioni ancora in atto e offre strumenti per immaginare e costruire mondi migliori. Da questa convinzione nasce ARWE – Art Research World Expo, uno spazio di confronto promosso dall’Accademia Albertina di Torino.
Dal 25 al 30 maggio 2026, con esposizioni visitabili fino al 6 giugno, Torino ospita ARWE – Art Research World Expo: un evento promosso dall’Accademia Albertina di Belle Arti che trasforma la città in un laboratorio globale di ricerca artistica contemporanea. Mostre, performance, teatro, danza, circo, opera, workshop e conferenze animano i luoghi simbolo della città, costruendo una mappa culturale diffusa e accessibile a tutta la comunità.
Culmine del progetto INAR – Italian Network of Artistic Research, finanziato dall’Unione Europea attraverso i fondi Next Generation EU del PNRR, ARWE mette a sistema il talento di una nuova generazione di artisti provenienti da ventuno scuole d’arte italiane e ventisette istituzioni internazionali di diciotto Paesi. Non è la celebrazione di ciò che l’Accademia è stata, ma la dimostrazione di ciò che è capace di essere: un’istituzione nata nel 1678 che sceglie oggi di aprirsi a tutti i linguaggi espressivi del presente.
A testimoniare il peso culturale e istituzionale della manifestazione, il messaggio del Ministro dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini. Un segnale chiaro da parte del Governo: ARWE non è un evento accademico tra i tanti, ma un progetto strategico per il Paese, e investire in ricerca artistica significa investire nel futuro della cultura, dell’innovazione e della formazione italiana nel mondo.
«Arte e scienza parlano linguaggi che possono sembrare diversi. In realtà condividono la stessa direzione: superare i confini di ciò che sappiamo e dare forma a ciò che non conosciamo. La tecnologia può accelerare il cambiamento, l’arte che lo rende umano, comprensibile, necessario. È da questo incontro che nasce l’innovazione più vera: quella che non si limita a costruire il futuro, ma lo immagina e lo rende possibile. Per questo il riconoscimento a Michelangelo Pistoletto e a Stelarc ha un valore che va oltre le singole opere. Racconta visioni diverse, ma unite da una stessa tensione: spingere l’umanità oltre i propri confini, tra materia e pensiero, tra corpo e tecnologia, tra immaginazione e realtà.»
La scelta di Torino non è casuale. La città non è solo la sede dell’evento: è essa stessa sistema. Ha saputo trasformare la propria identità industriale in una piattaforma culturale avanzata, in cui istituzioni pubbliche e private, musei, fondazioni e centri di ricerca convivono in un equilibrio dinamico. ARWE amplifica questa rete, facendo di Torino una meta ideale per la ricerca artistica nazionale e internazionale.
Le parole chiave di ARWE 2026: tre direzioni per immaginare il futuro attraverso l’arte
ARWE è orientato da tre parole chiave che non sono slogan, ma assunzioni di responsabilità: un manifesto che guida la selezione degli artisti, la struttura del programma e la filosofia dell’intera manifestazione.
Saving the World | Salvare il mondo: non una dichiarazione salvifica, ma la consapevolezza che l’arte rende intelligibili le crisi – climatiche, culturali, identitarie – producendo forme di comprensione che sono il prerequisito di ogni trasformazione.
Connecting Cultures | Connettere le culture: un passaggio dalla rappresentazione dell’altro all’esperienza condivisa. La cooperazione artistica internazionale non è un esercizio diplomatico, ma un processo di costruzione di senso attraverso la pratica. ARWE porta a Torino artisti, ricercatori e studenti da istituzioni che, in altri contesti, difficilmente si troverebbero allo stesso tavolo.
Empowering and Connecting People | Valorizzare e mettere in relazione le persone: le accademie non formano solo artisti, ma persone dotate di strumenti critici, creativi e relazionali per operare in un mondo complesso. Il fare arte è un atto civile: una responsabilità verso la comunità e verso le generazioni future. |
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