redazione il torinese

Nascondeva un chilo e mezzo di coca nel giubbotto

GUARDIA FINANZA E’ stato inseguito e bloccato vicino al Terminal degli autobus di Corso Vittorio Emanuele

All’interno del giubbotto nascondeva  un chilo e mezzo di cocaina. La Guardia di Finanza ha scoperto e arrestato un corriere della droga, di 51 anni cittadino della Guinea. Era sceso da un pullman proveniente dalla Spagna e i cani addestrati delle Fiamme Gialle lo hanno fiutato. E’ stato inseguito e bloccato vicino al Terminal degli autobus di Corso Vittorio Emanuele. Si stava recando  a Bergamo. Gli saranno rivolte le accuse di traffico internazionale di sostanze stupefacenti.

Sorpresa Albania, il turismo decolla

sarandatiranese23Istat, mete turistiche 2015. La vera sorpresa è l’Albania

La Croazia è al terzo posto, dietro Spagna e Francia, tra le mete turistiche più gettonate dagli italiani in viaggio nel 2015. Ma la vera sorpresa è l’Albania, spinta anche dai molti cittadini albanesi residenti in Italia, che spunta al sesto posto assoluto. È quanto rivelano le statistiche diffuse dall’Istat sulle destinazioni turistiche più gettonate dagli italiani in viaggio nel 2015. Dai dati emerge che crescono le mete italiane per divertimento passando dal 79,7 all’81,1 per cento, mentre l’estero cala dal 20,3 al 18,9 per cento. La Croazia spicca con l’8,6%, che sale al 10,7% nel periodo estivo. Per l’Albania la percentuale è del 5,7%.

tiranaArchitettura a Tirana, una mostra racconta l’abusivismo degli anni ’90

All’architettura residenziale informale, ovvero all’abusivismo edilizio a partire dal 1991 in Albania, è dedicata la mostra, “Evoked – Architectural Diptychs”. A ospitarla la Fab Gallery-Università delle Arti di Tirana. Organizzata dall’Agenzia Nazionale della Pianificazione del Territorio, Politecnico di Bari e Intbau (International Network for Traditional Building, Architecture & Urbanism) in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura, ”Evoked” racconta l’incompletezza delle costruzioni e, in particolare, il processo di occupazione delle strutture che ha comportato una nuova immagine del paesaggio albanese, soprattutto di quello costiero. Partendo da 16 scatti realizzati dal fotografo albanese Albes Fusha, 32 architetti italiani e albanesi hanno elaborato le loro visioni, che daranno vita a un dibattito sul tema dell’architettura informale e sulle potenzialità di questi edifici. L’esposizione rimarrà aperta la pubblico fino a domenica 6 marzo.

Il tuo 5 per mille alla Lega per la Difesa degli Animali

gatto norvegese
 
 
 
 
Nel nostro Paese sono centinaia di migliaia gli animali abbandonati, maltrattati o in difficoltà

Come sai, da sempre la Lega Italiana Difesa Animali e Ambiente è in prima linea per difendere con azioni concrete la vita e i diritti di tutti gli esseri senzienti, in particolare di quelli che soffrono. Per proseguire, abbiamo bisogno del tuo aiuto. Con un gesto semplice, che a te non costa nulla, puoi aiutare concretamente la nostra azione a favore degli amici a quattro zampe: scegli di destinare il tuo 5 per mille alla Lega Italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente Onlus. Nei moduli della dichiarazione dei redditi CUD, 730 e Modello Unico cerca la scheda “Scelta per la destinazione del cinque per mille dell’IRPEF”.Trova il riquadro “Sostegno del volontariato e delle altre organizzazioni non lucrative di utilità sociale”, metti la tua firma e inserisci il codice fiscale della Lega Italiana Difesa Animali e Ambiente onlus: 02692940139.Darai il tuo contributo per aiutare gli animali in difficoltà, a cominciare dai tanti cani e gatti che sono ospitati nei canili e dei gattili.Ti ringrazio anticipatamente per il sostegno che anche in questa occasione vorrai garantirci e per essere al nostro fianco nella tutela degli animali e nella salvaguardia dell’ambiente.

Basket, Torino domina Brindisi e raggiunge quota 20 punti

Alla 28a giornata della serie A1, Manital Torino ha ripreso a vincere con merito, mostrando carattere e determinazione, oltre che ad un bel gioco

 manital br5

Con i due punti conquistati oggi, la squadra torinese non occupa più da sola lultimo posto in classifica ma ha raggiunto Bologna e Caserta a quota 20 punti. Mancano ancora due partite alla fine del campionato o, meglio, mancano due finali” usando le parole del capitano Fantoni (8): domenica prossima Torino giocherà in casa di Obiettivo Lavoro Bologna, mentre lultima di campionato verràdisputata al Pala Ruffini domenica 30 aprile contro Pesaro, oggi a quota 22 punti.

manital br2Oggi, i ragazzi del coach Vitucci sono stati chiamati a disputare una partita delicata contro unavversaria, che a quota 24, aveva ambizioni di raggiungere i play off.

Manital Torino, in uno stadio gremito di tifosi che hanno fatto sentire il proprio supporto durante tutta la partita, ha saputo raccogliere la sfida mostrando subito le proprie forze, giocando bene in attacco ed in difesa.

Il primo quarto si è chiuso con un vantaggio di 5 punti, ma ènel secondo quarto che Manital ha raggiunto il massimo vantaggio di 18 punti grazie alle due tiple di Rosselli (6) ed una di Dyson (2), oltre ai rimbalzi del solito White (3) in difesa.

Anche negli ultimi due quarti Dyson (2) ha fatto la differenza, con triple di peso enorme, nonostante la buona prova del brindisino Banks (0), in alcuni frangenti incontenibile, ma non sufficiente ad arginare la superiorità di oggi della squadra torinese. Banks non ha sbagliato nulla, portando Brindisi a meno 9 (59-50). Anche il contributo diAnosike (21) è stato importante per Brindisi consentendo di ridurre ulteriormente il divario (59-52). Ma è stato Dyson a rimettere Torino sulla strada intrapresa allinizio riportando Torino avanti di 12 punti alla fine del terzo quarto.manital brindisi

Nel complesso, Torino ha mostrato un ottimo gioco oggi: piùvivace ed efficace, aggressivo fino a metà gara e piùdifensivo negli ultimventi minuti per gestire” il vantaggio ormai consolidato.

Per Torino, oggi, è stata unaltra vittoria fondamentale. La speranza di salvezza ora è più reale, così il commento a fine partita della dirigenza di Manital.

I migliori realizzatori della serata sono stati per Manital Torino: Dyson con 29 punti, White con 15 e Eyenga con 12 punti; mentre, per quanto riguarda Enel Brindisi, Banks ha realizzato 25 punti, Scott 11 e Anosike 10.

 manital br4

Queste le formazioni:

Manital Torino

Dyson 29, White 15, Giachetti 5, Mancinelli 7, Rosselli 6, Fantoni ne, Kloof 2, Bottiglieri ne, Di Matteo ne, Eyenga 12, Goulding 6, Ebi 6; all. Vitucci

Enel Brindisi

Banks 25, Scott 11, Cournooh 2, Soko 9, Harris 5, Cardillo 2, Trotter, Gagic 5, De Gennaro ne, Zerini 6, Anosike 10, Marzaioli ne; all. Bucchi

 Manuela Savini

@fotosavini:https://www.flickr.com/photos/fotosavini/albums/72157662082447854

Asl, da lunedì 18 gli esami prenotati in farmacia

farmaciaASLUn servizio che consentirà di evitare code e  telefonate

Da lunedì 18 aprile i cittadini appartenenti alle Asl TO1 e TO5 (Chieri, Moncalieri, Nichelino e Carmagnola) potranno avvalersi del servizio di prenotazione esami e visite mediche e ritirare i referti direttamente  in farmacia, grazie all’accordo delle aziende sanitarie con FederFarma Torino che estende così alle farmacie il servizio di ritiro referti e prenotazione telematica del ‘Sovracup’. Tale servizio è gestito direttamente dalla farmacia, a fronte di un contributo di 2 euro per ogni ricetta, referto o variazione, di 3 per prenotazioni e ritiro in farmacia. Un servizio che consentirà di evitare code e  telefonate, recandosi nella farmacia sotto casa .

(foto: il Torinese)

“Oh, lago, lago, lago! Sciogliermi infine con te…"

 “… per essere un giorno pescato come un antico luccio”

lago lago

Nel novembre del 1980, usciva “Sentimento di Orta”, un agile silloge poetica di Augusto Mazzetti, poeta ortese da poco scomparso, dove l’autore – profondamente legato al lago d’Orta ed ai suoi “abitanti” , s’immedesimava al punto di scrivere, nella poesia “Per essere”:  “Oh, lago, lago, lago! Sciogliermi infine con te, per essere un giorno pescato come un antico luccio”. L’attività della pesca veniva descritta così: “Vibra il rame della tirlindana fino sul fondo della corona,il polpastrello seconda il moto segreto in un rito d’amore rapace,quasi un respiro”. E l’isola di San Giulio, per Mazzetti, meritava un’ode poiché “rosa d’albe e di stupore sulle acque garrisci ed ammiccando inviti a delicati approdi tra le nuvole e lo scoglio”. Mazzetti, con le sue poesie, narrava le giornate passate in piazza Motta, dove attraccavano i natanti, dove s’incontrava la gente e s’intavolavano lunghe discussioni sul più e sul meno, intrecciando i fatti del piccolo borgo affacciato sul lago con le vicende del mondo. lago fiammelleCosì, in “Scherzo”, Augusto Mazzetti, guardando le abitazioni scriveva “ mostri lacustri, case, mi sembrate d’acqua stillanti e dall’aspetto arcano, dal fondo emersi d’un mondo lontano;ritti sul lago ad asciugare al sole,e le finestre occhiaie immense e gole all’azzurro del cielo spalancate”. Come, a quel punto, non confidare ad un amico, con una punta di malcelata nostalgia “ sui tetti ricordi?Mangiare i limoni,filosofare,l’amore,l’Io, il non Io…Sui tetti guardando il lago:un pesce persico, un cavezzale,muso a muso in passeggiata, solenni e assorti con molto sussiego”. Piero Chiara, il più grande interprete letterario della provincia italiana, uomo di lago ( anche se di un lago diverso, più grande e internazionale come il Verbano), rispondendo alle domande di un giornalista di  “Panorama” che lo intervistava nel 1981, disse: “Lo scrivere, il raccontare, è per me come il lago per il povero Augusto Mazzetti ; vorrei sciogliermi nelle mie pagine, per essere pescato un giorno, come un antico luccio, cioè come uno dei miei personaggi ideali”. Augusto Mazzetti (1901-1978), giornalista, sceneggiatore di cinema, aiuto regista con Alessandro Blasetti, grande amico di Curzio Malaparte, in un piccolo opuscolo del 1934 intitolato “Fiammelle” descriveva così la nostalgia di una notte di quell’anno sulle rive del Cusio. “Siamo dei malati di nostalgia, e vana cosa per noi è cercare l’oblio. E ogni qualvolta ci è concesso rituffare la mente nel passato del nostro borgo (e sono secoli e secoli che si sospingono in una luce di gloria) gli occhi si posano con malcelato scontento sull’ora presente. Ci piace allora salire al monte, cercare l’ombra pietosa degli abeti e sognare. Così nell’ebbrezza della rievocazione è nata l’idea di una serata ortese, una serata tutta nostra, in cui ci fosse possibile dare libero sfogo all’animo. In poche sere, meste di pioggia, un gruppo di giovani hanno preparata la festa. E fu così che il lago, domenica sera, ha veduto scendere da S. Quirico, sotto forma di tremule fiammelle le anime dei morti ortesi, sul suo ceruleo specchio, e lilago orta2 ha risospinti verso l’Isola trapuntata di luci”. La piazza di Orta non ha mai perduto quel fascino intrigante descritto da Mazzetti e le “anime” – in quel racconto – scendono dal camposanto, collocato a mezza costa sul promontorio di Orta, approssimativamente a metà percorso tra il centro storico ed il Sacro Monte. Da lì, oltrepassata la cancellata barocca in ferro battuto dell’ingresso del cimitero, a fianco di una delle più antiche chiese del lago, quella di S. Quirico, s’intravede lo specchio d’acqua che ispirò Mazzetti e tanti altri. E in fondo, l’isola, che Gianni Rodari così descrisse :“L’isola di San Giulio sembra fatta tutta a mano, come un gioco di costruzioni. Metro per metro, secolo dopo secolo, dandosi il cambio, uomini ed altri uomini le hanno donato forma con il loro lavoro. Se si vede verde, la natura non c’entra: sono i giardini delle ville. Non si vedono rocce, ma pietre, mattoni, vetrate, colonne, tetti. L’insieme è compatto come i pezzi di un rompicapo. Di sera le differenze di colori scompaiono, i profili si fondono, l’isola sembra un monumento in un sol blocco di pietra nera a guardia dell’acqua cupa. Da qualche finestra invisibile parte un raggio di luce, come un cordone gettato per tenere legata l’isola alla terraferma”. Insomma, uno spettacolo che fa salire un groppo in gola.

 

Marco Travaglini

Ritorno a casa dalla Maison Valentino

atelier moda 5Dopo l’esperienza alla corte del grande stilista, ha deciso di tornare nella sua città e creare abiti sartoriali per alta moda e prêt-à-porter. Un bell’esempio di imprenditorialità femminile all’insegna del successo

Dalla Maison Valentino di Roma al capoluogo subalpino, dove ha creato il suo Atelier Beaumont: è questo l’iter percorso dalla giovane stilista torinese Paola Benedetta Cerruti che, dopo l’esperienza alla corte del grande stilista, ha deciso di tornare nella sua città e creare abiti sartoriali per alta moda e prêt-à-porter. Un bell’esempio di imprenditorialità femminile all’insegna del successo.

Abbiamo incontrato Paola Benedetta Cerruti nell’elegante palazzo liberty di Via Beaumont a Torino, dove ha ereditato un appartamento e l’ha trasformato nel classico atelier di una volta; diviso in show rom, salotto e laboratorio. Un luogo accogliente in cui far sentire le clienti a loro agio. Qui crea, propone e confeziona abiti su misura, facendo tesoro anche dell’esperienza alla Maison Valentino: «E’ stata un’occasione unica a livello lavorativo e sul piano umano. Ho iniziato dal fiore all’occhiello, imparando moltissimo dalle sarte che sono le mani di Valentino. I loro abiti erano opere d’arte e non si può immaginare quanto lavoro ci fosse dietro. Questo è un mestiere che si impara facendo, ma si ruba anche con gli occhi, soprattutto guardando».

-Per Marilyn Monroe i migliori amici delle donne erano i brillanti; per te l’abito cos’è?atelier moda 4

«Non è una frivolezza. Deriva dal verbo abitare e rimanda ad una sensazione positiva, intima, di casa; qualcosa che ci fa stare bene. L’abito è un po’ un nostro prolungamento, dice tantissimo chi siamo e a volte indossare i capi preferiti fa anche virare in meglio l’umore».

-Come nasce un tuo vestito?

«In tanti modi perché tutto è fonte d’ispirazione: una stoffa, una passamaneria o dei bottoni. Spesso mi ispirano i viaggi che aprono visuali più ampie e stimolanti. Ora è in work in progress una collezione ispirata al mondo sottomarino: ho visto fondali stupendi e pesci con accostamenti fantastici, in natura c’è un’armonia incredibile».

-Per Coco Chanel “la moda passa, lo stile resta”. La tua idea di stile?

atelier moda3«La moda deve esprimere classe, eleganza e far sognare qualcosa di bello e femminile. Il mio stile un po’ è classico, ma allo stesso tempo propongo qualcosa di moderno nei dettagli e nella versatilità. Prediligo linee definite, pulite, con le proporzioni giuste; curo e rifinisco il minimo particolare, perché penso che vestirsi bene voglia dire anche volersi bene».

– Hai due linee: partiamo dall’alta moda.

«Creo abiti su misura per spose, eventi speciali o per chi, semplicemente, ama avere un outfit che decidiamo insieme. Sono capi prestigiosi, particolarmente curati, con molti punti e ricami a mano; specie nell’abito da sposa, di cui rifinisco a mano anche il velo».

-E il prêt-à-porter?

«E’ la linea che propongo in taglia, ma che si può modificare in base al fisico e al gusto della cliente:atelier moda2 è il vantaggio dell’atelier. Prediligo materiali animal ed eco friendly che non implichino la sofferenza degli animali; per fortuna oggi ci sono molti tessuti tecnici per abiti meno delicati, da lavare in casa e pratici da mettere in valigia. Ricerco materiali di qualità, ma meno costosi, per rendere le mie creazioni più accessibili».

-Come risolvi il tour de force delle donne che corrono tutto il giorno e devono passare dall’ufficio a un cocktail?

– «Soprattutto con la mia linea prêt-à-porter che ha sempre una grande versatilità. Tessuti tecnici, bottoni automatici ed ecco che uno spolverino -con le scarpe e gli accessori giusti- traghetta facilmente dal lavoro all’aperitivo».

-La stilista francese Madeleine Vionnet disse che “l’abito non deve appendersi al corpo, ma seguire le sue linee”. Immagino sarai d’accordo, ma come ci riesci?

«E’ un gioco di equilibrio, proporzioni, lunghezze e taglio. Il punto di forza dell’atelier è proprio l’abito su misura che viene pennellato addosso, permettendo di mascherare i difetti, valorizzare i punti di forza e di esprimere al meglio anche la personalità della cliente».

-Da dove inizi?

«Si prendono le misure e si fa un cartamodello con le proporzioni esatte, si monta sul manichino e si procede con le prime sdifettature. Poi su una telina di cotone si confeziona l’abito vero e proprio. Lo si prova sulla cliente e lo si costruisce insieme: semplicemente tagliando e puntando spilli posso  dimostrare subito cosa sia meglio ed apportare le migliorie necessarie. Una volta sdifettata la telina non imbastisco neppure, taglio e cucio direttamente il vestito».

atelier moda1-Ci racconti la tua ultima collezione Midnight?

«E’ispirata a una bellezza senza tempo e a un’atmosfera magica che unisce sogno e realtà; proprio come la mezzanotte che segna la fine di un giorno e l’inizio di un altro. Must sono i cappotti e gli spolverini, versatili ed ideali per la primavera: in microfibra o tessuti tecnici, dalla linea dritta e slim, oppure con cinture in vita, impreziositi da bordi in pizzo o con bottoni automatici, tasche a vista o a soffietto e martingala. I capi spalla, in colori dalla forte personalità, possono essere dress-coat grintosi oppure sofisticati, adatti per il giorno come per la sera. Poi ho creato abiti da cocktail dalle linee avvolgenti che scivolano sul corpo esaltando la silhouette: con texture cangianti, impreziositi da ricami, broche raffinate o un semplice filo di paillettes. Pull-jacket che s’infilano come maglie: con un ampio scollo e tasche a pattina in tessuto tecnico elasticizzato. Da abbinare ai pantaloni in microfibra, con taschino e baschina; ideali per la donna contemporanea che passa con disinvoltura dall’ufficio all’happy hour. Ed ho rivisitato la redingote facendola in tessuto tecnico: con il collo a lancia che disegna la scollatura e tre bottoni laterali per enfatizzare -con discrezione- la femminilità del punto  vita».

-Quanto è difficile essere stilista Torino?

«E’ una città che si presta molto perché le torinesi sono particolarmente riservate ed apprezzano essere accolte in un ambiente come l’Atelier Beaumont. Sono abitudinarie e all’inizio può essere difficile conquistarle, però poi si affezionano e le hai per sempre. E’ il caso delle giovani spose che vesto per le nozze: scoprono i vantaggi dell’abito su misura e tornano per farsi confezionare altri capi».

– Chi sono le tue clienti?

«La mia cliente tipo attraversa un po’ tutte le fasce d’età, ha una personalità spiccata, veste classico ma ricerca anche qualcosa di particolare, quel tocco in più che indossa solo lei. Ama valorizzarsi ed esaltare la sua femminilità, ma con buon gusto e senza esibirla in modo eccessivo. Direi che le mie collezioni corrispondono perfettamente».

Laura Goria

"Vi Dichiaro Divorziati"conquista Torino

Niente tecnicismi, nessun “dialetto avvocatese”: questa la vera forza dell’ultimo lavoro di Gassani

13010041_10208076106754575_1413287234_oVenerdì 15 aprile 2016 è stato presentato a Torino il nuovo libro dello stimato avvocato matrimonialista Gian Ettore Gassani, “Vi Dichiaro Divorziati” – Come Cambia il Matrimonio in Italia. Alla presentazione, tenutasi alle ore 18.00 presso la libreria Feltrinelli di Piazza C.L.N., oltre all’autore del libro, hanno partecipato e preso la parola anche l’avvocato Edoardo Rossi – presidente AMI Piemonte e Valle D’Aosta – l’avvocata Teresa Besostri – consigliera Ordine degli Avvocati di Torino – la psicoterapeuta Monica Cismondi e infine il nostro quotidiano “Il Torinese” grazie alla partecipazione della nostra redattrice Simona Pili Stella.12963422_954432974653942_8393176868761709233_n In una libreria gremita di persone, si sono affrontati temi attuali e di grande interesse, ponendo la maggiore attenzione sul binomio matrimono-divorzio in Italia e su alcune delle delicate tematiche – quali quella dell’affidamento dei figli minori – riportate nei vari capitoli del libro. L’ultimo lavoro dell’avvocato Gassani (che aveva esordito nel 2012 con il suo primo libro “I perplessi Sposi”) sta già riscuotendo un notevole successo in tutta Italia. feltri 1Niente tecnicismi, nessun “dialetto avvocatese”: la vera forza di questo saggio romanzato sta nell’aver raccontato, tramite storie vissute e realmente accadute, lo scenario di un Paese che si sta trasformando da un punto di vista culturale, sociale ma soprattutto legislativo.feltrinel 2 Dal riconoscimento del diritto dei figli alla bigenitorialità, dalla legge 162/14 -che introduce il “divorzio fai da te”- fino ad arrivare alla legge 55/2015 che consente il divorzio breve: la genialità di Gassani sta proprio nel rendere comprensibili a tutti quelle che sono le principali norme che governano il diritto di famiglia.

                                                                                                                       Foto di Max Prono

Handel monografico al teatro Vittoria

ASTRA ATTRICECon il soprano Julia Wischniewski e l’Astrée Gruppo cameristico dell’Academia Montis Regalis, orchestra italiana tra le più apprezzate nel panorama internazionale della musica antica

Lunedì 18 aprile, alle ore 20 presso il Teatro Vittoria di Torino (per la serie di abbonamento l’altro suono) l’Unione Musicale propone un concerto monografico dedicato alla musica di Händel, con una selezione di arie, cantate e sonate composte in Italia – dove il giovane compositore rifinì il suo apprendistato musicale – e in Gran Bretagna, paese in cui visse per la maggior parte della sua vita. A raccontare lo spirito cosmopolita di Händel, capace di fondere l’arte contrappuntistica tedesca, la vocalità italiana e la scuola inglese e francese in un linguaggio europeo, saranno dei veri specialisti del Barocco:  il soprano Julia Wischniewski e l’Astrée – Gruppo cameristico dell’Academia Montis Regalis, orchestra italiana tra le più apprezzate nel panorama internazionale della musica antica.

La tappa italiana ha avuto un’influenza decisiva nell’evoluzione musicale händeliana: è infatti negli anni trascorsi a Roma che il compositore ebbe la possibilità di frequentare i più grandi interpreti e virtuosi dell’epoca e familiarizzò con il “belcanto” e con le più importanti forme strumentali come la Sonata e il Concerto. Un segno evidente di queste influenze si riscontra sia nei lavori strumentali, che sembrano quasi una derivazione di alcuni analoghi modelli italiani di Corelli e di Vivaldi sia nelle cantate da camera, circa un centinaio, la cui quasi totalità fu scritta proprio nel corso del viaggio in Italia.

Juve-Palermo 4-0, ma Marchisio finirà sotto i ferri

Palermo_Juventus4-0  per la Juve contro il Palermo, e i bianconeri si piazzano a nove punti di vantaggio, solo ad un passo dallo scudetto

Kherida, Pogba, Cuadrado Padoin danno il colpo di grazia ai siciliani ormai in zona retrocessione. La sola nota dolente è l’infortunio al ginocchio sinistro di Marchisio, che dovrà osservare una pausa forzata per la rottura del legamento crociato. La risonanza magnetica cui ha confermato la gravità dell’infortunio. Presto il calciatore sarà sottoposto a intervento chirurgico: stagione finita e per lui niente Europei.