Alla 28a giornata della serie A1, Manital Torino ha ripreso a vincere con merito, mostrando carattere e determinazione, oltre che ad un bel gioco

Con i due punti conquistati oggi, la squadra torinese non occupa più da sola l’ultimo posto in classifica ma ha raggiunto Bologna e Caserta a quota 20 punti. Mancano ancora due partite alla fine del campionato o, meglio, mancano due “finali” usando le parole del capitano Fantoni (8): domenica prossima Torino giocherà in casa di Obiettivo Lavoro Bologna, mentre l’ultima di campionato verràdisputata al Pala Ruffini domenica 30 aprile contro Pesaro, oggi a quota 22 punti.
Oggi, i ragazzi del coach Vitucci sono stati chiamati a disputare una partita delicata contro un’avversaria, che a quota 24, aveva ambizioni di raggiungere i play off.
Manital Torino, in uno stadio gremito di tifosi che hanno fatto sentire il proprio supporto durante tutta la partita, ha saputo raccogliere la sfida mostrando subito le proprie forze, giocando bene in attacco ed in difesa.
Il primo quarto si è chiuso con un vantaggio di 5 punti, ma ènel secondo quarto che Manital ha raggiunto il massimo vantaggio di 18 punti grazie alle due tiple di Rosselli (6) ed una di Dyson (2), oltre ai rimbalzi del solito White (3) in difesa.
Anche negli ultimi due quarti Dyson (2) ha fatto la differenza, con triple di peso enorme, nonostante la buona prova del brindisino Banks (0), in alcuni frangenti incontenibile, ma non sufficiente ad arginare la superiorità di oggi della squadra torinese. Banks non ha sbagliato nulla, portando Brindisi a meno 9 (59-50). Anche il contributo diAnosike (21) è stato importante per Brindisi consentendo di ridurre ulteriormente il divario (59-52). Ma è stato Dyson a rimettere Torino sulla strada intrapresa all’inizio riportando Torino avanti di 12 punti alla fine del terzo quarto.
Nel complesso, Torino ha mostrato un ottimo gioco oggi: piùvivace ed efficace, aggressivo fino a metà gara e piùdifensivo negli ultimi venti minuti per “gestire” il vantaggio ormai consolidato.
“Per Torino, oggi, è stata un’altra vittoria fondamentale. La speranza di salvezza ora è più reale”, così il commento a fine partita della dirigenza di Manital.
I migliori realizzatori della serata sono stati per Manital Torino: Dyson con 29 punti, White con 15 e Eyenga con 12 punti; mentre, per quanto riguarda Enel Brindisi, Banks ha realizzato 25 punti, Scott 11 e Anosike 10.

Queste le formazioni:
Manital Torino
Dyson 29, White 15, Giachetti 5, Mancinelli 7, Rosselli 6, Fantoni ne, Kloof 2, Bottiglieri ne, Di Matteo ne, Eyenga 12, Goulding 6, Ebi 6; all. Vitucci
Enel Brindisi
Banks 25, Scott 11, Cournooh 2, Soko 9, Harris 5, Cardillo 2, Trotter, Gagic 5, De Gennaro ne, Zerini 6, Anosike 10, Marzaioli ne; all. Bucchi
Manuela Savini
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Un servizio che consentirà di evitare code e telefonate
Così, in “Scherzo”, Augusto Mazzetti, guardando le abitazioni scriveva “
ha risospinti verso l’Isola trapuntata di luci”. La piazza di Orta non ha mai perduto quel fascino intrigante descritto da Mazzetti e le “anime” – in quel racconto – scendono dal camposanto, collocato a mezza costa sul promontorio di Orta, approssimativamente a metà percorso tra il centro storico ed il Sacro Monte. Da lì, oltrepassata la cancellata barocca in ferro battuto dell’ingresso del cimitero, a fianco di una delle più antiche chiese del lago, quella di S. Quirico, s’intravede lo specchio d’acqua che ispirò Mazzetti e tanti altri. E in fondo, l’isola, che Gianni Rodari così descrisse :“L’isola di San Giulio sembra fatta tutta a mano, come un gioco di costruzioni. Metro per metro, secolo dopo secolo, dandosi il cambio, uomini ed altri uomini le hanno donato forma con il loro lavoro. Se si vede verde, la natura non c’entra: sono i giardini delle ville. Non si vedono rocce, ma pietre, mattoni, vetrate, colonne, tetti. L’insieme è compatto come i pezzi di un rompicapo. Di sera le differenze di colori scompaiono, i profili si fondono, l’isola sembra un monumento in un sol blocco di pietra nera a guardia dell’acqua cupa. Da qualche finestra invisibile parte un raggio di luce, come un cordone gettato per tenere legata l’isola alla terraferma”.
Dopo l’esperienza alla corte del grande stilista, ha deciso di tornare nella sua città e creare abiti sartoriali per alta moda e prêt-à-porter. Un bell’esempio di imprenditorialità femminile all’insegna del successo
«La moda deve esprimere classe, eleganza e far sognare qualcosa di bello e femminile. Il mio stile un po’ è classico, ma allo stesso tempo propongo qualcosa di moderno nei dettagli e nella versatilità. Prediligo linee definite, pulite, con le proporzioni giuste; curo e rifinisco il minimo particolare, perché penso che vestirsi bene voglia dire anche volersi bene».
è il vantaggio dell’atelier. Prediligo materiali animal ed eco friendly che non implichino la sofferenza degli animali; per fortuna oggi ci sono molti tessuti tecnici per abiti meno delicati, da lavare in casa e pratici da mettere in valigia. Ricerco materiali di qualità, ma meno costosi, per rendere le mie creazioni più accessibili».
-Ci racconti la tua ultima collezione Midnight?
Venerdì 15 aprile 2016 è stato presentato a Torino il nuovo libro dello stimato avvocato matrimonialista Gian Ettore Gassani, “Vi Dichiaro Divorziati” – Come Cambia il Matrimonio in Italia. Alla presentazione, tenutasi alle ore 18.00 presso la libreria Feltrinelli di Piazza C.L.N., oltre all’autore del libro, hanno partecipato e preso la parola anche l’avvocato Edoardo Rossi – presidente AMI Piemonte e Valle D’Aosta – l’avvocata Teresa Besostri – consigliera Ordine degli Avvocati di Torino – la psicoterapeuta Monica Cismondi e infine il nostro quotidiano “Il Torinese” grazie alla partecipazione della nostra redattrice Simona Pili Stella.
In una libreria gremita di persone, si sono affrontati temi attuali e di grande interesse, ponendo la maggiore attenzione sul binomio matrimono-divorzio in Italia e su alcune delle delicate tematiche – quali quella dell’affidamento dei figli minori – riportate nei vari capitoli del libro. L’ultimo lavoro dell’avvocato Gassani (che aveva esordito nel 2012 con il suo primo libro “I perplessi Sposi”) sta già riscuotendo un notevole successo in tutta Italia.
Niente tecnicismi, nessun “dialetto avvocatese”: la vera forza di questo saggio romanzato sta nell’aver raccontato, tramite storie vissute e realmente accadute, lo scenario di un Paese che si sta trasformando da un punto di vista culturale, sociale ma soprattutto legislativo.
Dal riconoscimento del diritto dei figli alla bigenitorialità, dalla legge 162/14 -che introduce il “divorzio fai da te”- fino ad arrivare alla legge 55/2015 che consente il divorzio breve: la genialità di Gassani sta proprio nel rendere comprensibili a tutti quelle che sono le principali norme che governano il diritto di famiglia.
Con il soprano Julia Wischniewski e l’Astrée Gruppo cameristico dell’Academia Montis Regalis, orchestra italiana tra le più apprezzate nel panorama internazionale della musica antica

quella che si raggiunge soltanto attraverso l’arte. Steve McCurrey è soprattutto un fotografo di anime, l’anima del sarto che attraversa un fiume d’acqua in una terra sulla quale si è abbattuta la furia dei monsoni, stringendo fra le mani la sua macchina da cucire Pfaff, il bene più prezioso, la sua unica fonte di sostentamento, l’anima dei bambini soldato cresciuti in fretta, troppo in fretta, che hanno imparato troppo presto a fare la guerra in un’età in cui alla guerra si gioca soltanto, le anime dei viaggiatori di terza classe su un treno indiano, le anime dei pescatori dello Sri Lanka che attendono pazientemente, seduti su pali, le loro prede. Tra le 250 foto esposte nella mostra ospitata alla Citroneria della Reggia di Venaria dal 1 aprile al 25 settembre spicca, però, intenso e sconvolgente, il “Ritratto della ragazza afgana”, diventato ormai un’icona, la foto più
conosciuta dell’artista: lo scatto, realizzato in un campo profughi vicino a Pesshawar, in Pakistan, fu pubblicato, nel 1985, sulla copertina di “National Geographic”, e da allora ha fatto il giro del mondo ed è stata definita la foto del secolo. Soltanto 17 anni più tardi il mondo avrebbe conosciuto il suo nome Sharbat Gula e Steve McCurry sarebbe riuscito ad incontrare e a fotografare di nuovo la ragazza che, a 12 anni, portava negli occhi tutta la malinconia del mondo, quegli incredibili occhi verdi che feriscono le coscienze e che fanno riflettere. Sharbat Gula era diventata una donna segnata dal tempo e dai dolori e rimase indifferente vedendo la foto di tanti anni prima e disse soltanto che quella era stata l’unica volta che era stata fotografata in tutta la sua vita, vita che era proseguita senza che il clamore che il suo ritratto aveva suscitato la potesse raggiungere, toccare, persino rovinare. Sharbat Gula, al di là della sua storia, è destinata a restare per tutti, per sempre, semplicemente la “ragazza afgana”, assurta a simbolo di tutte quelle generazioni di orfani e di profughi che fuggono dai conflitti, dalla fame, dalle carestie, le generazioni di ieri, di oggi e, purtroppo, di domani.


Nell’occasione, i librai animeranno la piazza con le loro bancarelle colorate e offriranno una rosa rossa a chi acquisterà un libro, in omaggio alla tradizione catalana del 23 aprile, festa patronale di Sant Jordi, che vede scambiarsi simbolicamente in dono libri e rose, trasformando i portici in una grande libreria a cielo aperto, una piccola “rambla” sotto la Mole in cui passeggiare, incontrare scrittori, assistere a performance. Anche alla Biblioteca civica Centrale (via della Cittadella 5, ang. corso Palestro), verrà donata una rosa alle signore che effettueranno un prestito di libri. La Sala Conferenze dell’Oratorio vedrà alternarsi, dalle 10 alle 20, incontri con l’autore, premiazioni dei “lettori forti” delle Biblioteche civiche torinesi e dei vincitori dei Concorsi Leggilo perché e Booktrailer e la proiezione del film “Vento. L’Italia in bicicletta lungo il fiume Po”.