I consiglieri comunali Alfonso Lettieri e Francesco Senatore del Gruppo consiliare di Forza italia di Rivoli hanno presentato una interrogazione
“In questi giorni nel centro della città di Rivoli si legge nell’iterrogazione – sono in distribuzione molti volantini relativi alla “nuova apertura PARCHEGGIO TECNOPARK – Rivoli Reale – in via Rita Montalcini”, cioè il cosiddetto parcheggio dei palazzoni di quella che era l’area stazione della città.
Il volantino comunica che il costo del parcheggio è di Euro 1 all’ora, che vi sono abbonamenti mensili al parcheggio (Auto a 60 Euro etc.) e che vi è una tariffa promozionale per la nuova apertura”.
“Poiché più volte l’Amministrazione comunale, con il suo Assessore all’Urbanistica, aveva dichiarato che i parcheggi sarebbero stati inizialmente gratuiti – proseguono i consiglieri – e poiché riteniamo che l’apertura di un parcheggio in quell’area avrebbe dovuto essere preceduta da una apposita Delibera di Giunta, interroghiamo il Sindaco e l’Assessore competente onde conoscere:
- Se esiste una Delibera di Giunta che autorizza tale parcheggio,
- Se tale parcheggio ha tutte le autorizzazioni necessarie;
- Se tale parcheggio rispetta le condizioni previste dal progetto dell’ex area stazione;
- Com’è la ripartizione dei posti auto nell’ex area stazione (parcheggio privato – parcheggio privato aperto al pubblico – parcheggio pubblico etc.);
- Se l’autolavaggio di cui si preannuncia la prossima apertura ha già ottenuto tutte le autorizzazioni necessarie”.
Alla Circoscrizione 3 in corso Peschiera, 193 

Ieri al Circolo dei Lettori è stato presentato Kobane Calling di Zerocalcare tra politica internazionale, aneddoti di viaggio e retroscena sulla stesura dell’opera.Fila lunga un isolato e durata più di due ore, sei sale del Circolo dei Lettori ad attenderlo, cinquanta persone rimaste fuori, un firma copie durato ore, questa in pillole la presentazione di Kobane Calling di Zerocalcare a Torino. Nonostante la popolarità sempre più crescente il fumettista romano è rimasto quello di sempre, infatti ci ha confidato il suo disorientamento di fronte alla notizia dei tanti che sono lì per lui. Ironicamente ci ha spiegato che se sta via a lungo dal quartiere di Rebibbia gli viene l’orticaria. Eppure da questo si è allontanato per compiere, tra novembre 2014 e luglio 2015, tre viaggi tra Turchia, Siria e Iraq al seguito della Rete Kurdistan. Viaggi che sono diventati la sua ultima opera edita da BAO Publishing, di cui sono state stampate cento mila copie. La presentazione, senza spoilerare, ha illustrato meglio i retroscena sul viaggio ma anche sul percorso di scrittura . Kobane Calling, come ci dice Michele Rech, presenta due linee narrative. Inizialmente però l’innesto narrativo era solo uno, il racconto degli eventi vissuti attraverso le testimonianze della gente incontrata. Tornato in Italia questo approccio gli è sembrato troppo didascalico, quasi un’illustrazione di diapositive di viaggio ai parenti in salotto ci dice ironicamente. Così è venuta fuori la seconda linea narrativa, quella personale fatta delle sue impressioni. Proprio della sua esperienza diretta si è parlato ieri, dei suoi racconti di Kobane liberata ma fantasma con la puzza dei cadaveri che vi aleggia sopra. E ancora degli uomini dell’Isis che nei villaggi uccidono, stuprano e filmano sotto l’occhio di un ragazzo del villaggio che avrà il compito di testimoniare l’orrore agli altri. C’è stato anche spazio per i racconti divertenti come quello di un cinese che giunto dalla Cina in bici voleva arrivare ad Aleppo. O ancora la storia di alcuni uomini dell’Isis che scappando si sono infiltratati nei festeggiamenti per liberazione di un villaggio, ma sono stati beccati dai curdi grazie a dei video pubblicati nei loro profili Facebook. Il Rojava in questo momento è il centro del mondo, ci racconta Michele, ed è fondamentale che i media ne parlino perché c’è bisogno di un riconoscimento internazionale. In sintesi Kobane Calling ci presenta un Zerocalcare meno Zerocalcare rispetto al solito, ma in fondo c’è sempre quel mammut che rappresenta un modo per tenerlo ancorato al suo mondo.



cercare le panche piane, poste davanti ai campi da tennis. Così si obbliga chi voglia fare solo ginnastica a perdere tempo in quella che diventa una vera caccia al tesoro. Non di rado, poi, l’attrezzo cosi tanto desiderato e rintracciato dopo lunghe peregrinazioni si mostra inadatto allo scopo per cui nasce: sempre al Ruffini, all’inizio e alla fine del viale che parte da corso Monte Cucco, troviamo quattro barre per fare trazioni. Peccato che la distanza dei tubolari da terra sia minima, non certo adatta ad una persona adulta e di media altezza. Quando, invece, la barra per trazioni sembra perfetta si scopre che il tubolare ha un diametro idoneo a chi ha delle pale al posto delle mani. Verificare in Piazza d’Armi quanto scritto.
