
Intervengono i Coordinatori dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta: Igor Boni, Silvja Manzi e Laura Botti
Le notizie di stampa secondo le quali i candidati sindaci alla prossima competizione elettorale torinese sarebbero una decina e che le liste complessivamente potrebbero aggirarsi attorno alla quarantina, preoccupa i radicali subalpini. “Data l’inveterata abitudine alla violazione della legge elettorale in merito alla raccolta delle sottoscrizioni dei cittadini da parte di tutta la partitocrazia, da decenni denunciata dai soli Radicali, – sostengono i Coordinatori dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta: Igor Boni, Silvja Manzi e Laura Botti – ci permettiamo di mettere in avviso tutti che il rispetto della legge è requisito fondamentale per poter accedere regolarmente alla competizione. Ciò significa raccogliere firme con autenticatore sempre presente, su liste di candidati definitive, comprensive di tutti gli accorpamenti con il candidato Sindaco prescelto”. 
Aggiungono i radicali torinesi: “Ciò significa che se i numeri di Liste saranno confermati vi saranno circa 30-40.000 torinesi che firmeranno o hanno già firmato. Numeri importanti che fanno presumere di incontrare per strada banchetti di raccolta pubblici che a oggi non sono certo evidenti. Date le ultime esperienze di violazioni registrate in tutta Italia – e come sappiamo il Piemonte non è stato immune… – crediamo che siano necessarie verifiche immediate da parte degli organi preposti. Per quanto ci riguarda valuteremo se e come procedere con accessi agli atti se fosse evidente e patente la violazione da parte di qualcuno, chiunque esso sia”.
(foto: il Torinese)
Il centro della rassegna, palcoscenico dove si esibiranno sia i grandi nomi internazionali sia i giovani talenti, sarà piazza Castello. Gli altri concerti delmain si terranno al CAP 10100, all’Auditorium Rai Arturo Toscanini, al Teatro Vittoria, al Teatro Piccolo Regio Giacomo Puccini, al Teatro Gobetti, al Cinema Massimo e al



Più di 100 tipi di birre artigianali italiane e internazionali e 25 stand di street food
I consiglieri comunali Alfonso Lettieri e Francesco Senatore del Gruppo consiliare di Forza italia di Rivoli hanno presentato una interrogazione
Alla Circoscrizione 3 in corso Peschiera, 193 

Ieri al Circolo dei Lettori è stato presentato Kobane Calling di Zerocalcare tra politica internazionale, aneddoti di viaggio e retroscena sulla stesura dell’opera.Fila lunga un isolato e durata più di due ore, sei sale del Circolo dei Lettori ad attenderlo, cinquanta persone rimaste fuori, un firma copie durato ore, questa in pillole la presentazione di Kobane Calling di Zerocalcare a Torino. Nonostante la popolarità sempre più crescente il fumettista romano è rimasto quello di sempre, infatti ci ha confidato il suo disorientamento di fronte alla notizia dei tanti che sono lì per lui. Ironicamente ci ha spiegato che se sta via a lungo dal quartiere di Rebibbia gli viene l’orticaria. Eppure da questo si è allontanato per compiere, tra novembre 2014 e luglio 2015, tre viaggi tra Turchia, Siria e Iraq al seguito della Rete Kurdistan. Viaggi che sono diventati la sua ultima opera edita da BAO Publishing, di cui sono state stampate cento mila copie. La presentazione, senza spoilerare, ha illustrato meglio i retroscena sul viaggio ma anche sul percorso di scrittura . Kobane Calling, come ci dice Michele Rech, presenta due linee narrative. Inizialmente però l’innesto narrativo era solo uno, il racconto degli eventi vissuti attraverso le testimonianze della gente incontrata. Tornato in Italia questo approccio gli è sembrato troppo didascalico, quasi un’illustrazione di diapositive di viaggio ai parenti in salotto ci dice ironicamente. Così è venuta fuori la seconda linea narrativa, quella personale fatta delle sue impressioni. Proprio della sua esperienza diretta si è parlato ieri, dei suoi racconti di Kobane liberata ma fantasma con la puzza dei cadaveri che vi aleggia sopra. E ancora degli uomini dell’Isis che nei villaggi uccidono, stuprano e filmano sotto l’occhio di un ragazzo del villaggio che avrà il compito di testimoniare l’orrore agli altri. C’è stato anche spazio per i racconti divertenti come quello di un cinese che giunto dalla Cina in bici voleva arrivare ad Aleppo. O ancora la storia di alcuni uomini dell’Isis che scappando si sono infiltratati nei festeggiamenti per liberazione di un villaggio, ma sono stati beccati dai curdi grazie a dei video pubblicati nei loro profili Facebook. Il Rojava in questo momento è il centro del mondo, ci racconta Michele, ed è fondamentale che i media ne parlino perché c’è bisogno di un riconoscimento internazionale. In sintesi Kobane Calling ci presenta un Zerocalcare meno Zerocalcare rispetto al solito, ma in fondo c’è sempre quel mammut che rappresenta un modo per tenerlo ancorato al suo mondo.