C’è chi realizza sciarpe e foulard, chi incide il legno o il cuoio, chi produce bambole con l’uncinetto, chi forgia bijou con alluminio e pasta di mais. Non mancano cestai e impagliatori, pittori e soffiatori di vetro. E’ l’altra faccia della “Street art”: sempre all’avanguardia per le nuove forme d’arte e meta di turisti curiosi di vedere le opere di strada che si nascondono sui muri e i palazzi dei quartieri storici, Torino è ora diventata anche meta di “operatori del proprio ingegno”, che raggiungono la città per esporre le proprie opere.Basta fare un giro nei mercati rionali della domenica o nelle fiere dell’hinterland per immergersi in un universo di proposte creative, di ogni genere e tipo. Fino a qualche tempo fa quello che gli hobbisti cercavano di trarre dalla loro attività era la soddisfazione personale, un sentimento di gratificazione nel quale non era contemplato un desiderio di guadagno. Quello che contava era esprimere la propria passione attraverso le creazioni che realizzavano ed esponevano sui banchi, non i soldi. Oggi le cose sono cambiate. Adesso nel vasto mondo degli “Opi” si sono rifugiate molte persone che sotto i colpi della crisi hanno perso il lavoro e, spesso a causa dell’età, non sono più riuscite a trovare un’occupazione stabile. Hanno quindi messo a frutto le proprie abilità manuali, cercando di trasformare in mestiere quello che era sempre stato un semplice hobby. L’attività degli hobbisti è definita sulla base di leggi regionali. In linea di massima rientrano all’interno della categoria tutti coloro che vendono, barattano, propongono o espongono, in modo saltuario e occasionale, opere che sono frutto del loro ingegno e sono prodotte a mano.

Non sono tenuti a possedere partita Iva, a meno che i loro introiti non superino i 5 mila euro di fatturato annuale. Cosa che spesso li rende invisi ai tradizionali ambulanti, timorosi di una concorrenza originale ed esente da tasse e balzelli. Numerose, nel nostro Paese, le fiere dedicate agli hobby creativi. A Torino c’è “Manualmente, il talento in libertà”, rassegna dedicata a tutti coloro che vogliono esporre le proprie creazioni. Giunta quest’anno alla sua quinta edizione, si terrà al Lingotto Fiere dal 7 al 9 aprile. Oltre ai mercati e alle fiere, anche il web offre agli operatori del proprio ingegno l’opportunità di allargare il bacino di utenti. Esistono infatti dei portali che consentono di aprire negozi virtuali on-line, in cui esporre le proprie opere. I più gettonati sono Facebook ed Etzy. Ma la piazza prediletta degli Opi non è quella virtuale, bensì quella reale, come reali sono le loro
creazioni. Intraprendenza, passione e fantasia, accanto a un’ottima manualità, sono le caratteristiche fondamentali degli hobbisti. Tra loro, veri e propri personaggi in grado di produrre, con le proprie mani e un lavoro paziente, unico e personale, capolavori artistici. Come Silvio Tessarin, in arte “Silvio Spray”, che con le sue bombolette di vernice è diventato un esponente di spicco della nuova Street Art. O Federica Negro, ingegnosa interprete dell’”arm-knitting” e del “finger-knitting”, tecnica che consente, utilizzando le braccia e le dita, di confezionare originali capi d’abbigliamento e accessori. Ma i ritratti di questi personaggi saranno oggetto delle prossime puntate.
Paola Zanolli

quest’ultimo, l’Udinese invece schiera un più moderato 4-4-2 con Scuffet tra i pali.I granata controllano il gioco ma sembrano un po’ macchinosi nel creare occasioni, le poche azioni in area friulana sembrano quasi casuali: al 12’ Baselli si fa pericoloso ma sbaglia lo stop al momento giusto e al 27’ Zappacosta incrocia fuori un tiro che poteva aver migliore sorte. L’Udinese, dal canto suo, si concede qualche pericoloso contropiede con Badu e soprattutto Zapata. E’ alla fine del primo tempo che il Toro comincia a suonare la carica, purtroppo senza troppa fortuna: traversa di Belotti e subito dopo palo di Rossettini ad infiammare gli ultimi 5 minuti del primo tempo. Si va comunque all’intervallo sullo 0-0
non questo Toro!La squadra granata reagisce con orgoglio e in pochi minuti accorcia le distanze con Moretti veloce e opportunista in area, 1-2 al 25′ minuto. A questo punto Mihajlovic rischia il tutto per tutto, dentro Maxi Lopez al posto di Baselli con Ljajic arretrato sulla linea dei centrocampisti in uno schieramento molto offensivo.L’Udinese ora non riesce più a ribattere, Scuffet, il migliore dei suoi, tiene botta con gran classe, ma al 38′ arriva il gol del Gallo Belotti che, di testa e con gran potenza, realizza il suo 23° gol. Toro che pareggia, meritatamente, e ritrova grande entusiasmo.
Una donna incinta e il suo primo figlio, sono rimasti bloccati sul balcone e sono stati messi in salvo dai vigili del fuoco
La sindaca di Torino, Chiara Appendino, si aspettava che il Governo
respinta al mittente dalla sottosegretaria alla presidenza del Consiglio, Maria Elena Boschi, che nella trasmissione di Maria Latella su Sky Tg24 ha detto: “La sindaca sa che il governo ha in corso un confronto con il comune e che i 61 milioni non sono dovuti”. aA stretto giro di Ansa la replica di Chiara Appendino: “Il Governo dovrebbe avere con le amministrazioni locali un rapporto istituzionale e non legato all’appartenenza politica. Gli esiti delle due sentenze dei giudici amministrativi certificano la correttezza dei calcoli effettuati dai nostri uffici . Mi appello affinché tutta Torino si unisca a noi in questa battaglia per la nostra comunità e per tutti i torinesi”.
“L’Europa che (non) vorrei:le parole che contano” è il titolo dell’incontro che si terrà lunedì 3 aprile 2017, dalle 10.00 alle ore 12.00, presso l’Auditorium dell’Itis Majorana di Grugliasco

La situazione del MOI ( ex Mercati Ortofrutticoli all’Ingrosso) è da tempo insostenibile e grottesca: oltre mille clandestini occupano una struttura pubblica , devastandola e commettendo svariati reati. Appare di tutta evidenza l’ incapacità dello Stato e del Comune di Torino di risolvere la vergognosa questione, malgrado l’impegno del nuovo Prefetto di Torino Renato Saccone. Il sindaco/a forse appare non rendersi pienamente conto del degrado di un’intera zona della città. La nuova giunta 5S cerca di affrontare il problema a parole …, affidandosi a Cooperative, non ben precisati mediatori ed addirittura ai centri sociali (in qualità di consulenti???) . Da ultimo, si è fatto vivo come mediatore anche l’arcivescovo Cesare Nosiglia che apparirebbe come una sorta di deus ex machina. Nell’intera faccenda il grande assente appare lo Stato. Se io parcheggio in sosta vietata vengo subito multato…mille clandestini occupano da anni una struttura pubblica ,senza che gli organi comunali e statali abbiano il coraggio di intervenire. Il cittadino, per non dire chi abita nella zona del MOI non è più in grado di capire.
enorme di eventi, una vera e propria indigestione di parole, quasi tutte a senso unico? C’e’ la necessità di questa kermesse torinese ? Io ho dei forti dubbi. Persino un liceo di periferia ,l’Einstein, ha inserito nel suo orario di lezione una scuola di democrazia, per non parlare della scuola di buona politica del prof. Bovero , pupillo di Bobbio. La democrazia, direi ,si impara praticandola, votando, partecipando alla vita politica, più che ascoltando i soliti maestri, non sempre ottimi, a voler essere gentili. Nel contempo, dal Comune giunge la notizia di un taglio del 30% alla cultura, di fronte a cui i grandi enti, Regio, Stabile, Egizio ,quasi non hanno fatto una piega. La giustificazione è quella già tirata fuori da Chiamparino quand’era sindaco: gli asili hanno la priorità. Gabriele Ferraris su “Torino7” denuncia la mistificazione pubblicitaria che si rivela piuttosto vecchia. La mia esperienza mi induce a pensare che i tagli avvengano soprattutto sui piccoli ad alcuni dei quali, dai tempi di Chiamparino, è negato qualsiasi contributo. Una delle prime cose da tagliare ,o almeno da ridurre, sarebbe proprio la Biennale dell’ovvietà ideologica che anche quest’anno si è rivelata assai poco democratica ed assolutamente illiberale.
Valdo Fusi e i morti di Salo’
RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO
FOCUS / di Filippo Re

la decapitazione come per la stregoneria e le arti magiche. Per l’adulterio la legge saudita opta invece per la lapidazione. Sono migliaia gli uomini e le donne provenienti dalla Sri Lanka che lavorano in Arabia Saudita come domestici o autisti. É recente il caso di una domestica dello Sri Lanka assunta in una famiglia di Riad. La donna, 45 anni, sposata, è stata arrestata per adulterio e condannata alla lapidazione. Secondo i giudici sauditi, la donna, madre di due figli, avrebbe confessato la sua colpa. Avrebbe avuto una relazione con un uomo non sposato il quale è stato condannato a una pena più lieve, 100 frustate. Autorità governative e leader religiosi hanno chiesto al governo saudita di sospendere la sentenza di morte. Negli anni scorsi un’altra donna srilankese era stata condannata a morte sulla base della sua confessione estorta con la minaccia e senza il sostegno di un interprete. L’esecuzione fu attuata nel 2013 dopo cinque anni di battaglie legali e appelli alla clemenza.