di Claudio Benedetto
Gol, spettacolo, emozioni e pali: questo il succo del “lunch-match” di oggi
Il Toro attacca, cerca il gol, colpisce tre pali (due nel primo tempo e uno nella ripresa), subisce due gol da una buona Udinese sempre pericolosa e pronta a ribattere colpo su colpo, ricomincia ad attaccare, rimonta negli ultimi 20 minuti e poi addirittura, nel tempo di recupero, rischia di vincere.

Davvero tanto per una partita che in fondo non aveva da dire granché, con i granata e i friulani tranquilli in classifica e senza velleità di qualificazione europea. Il Toro si presenta praticamente con la stessa formazione che prima della sosta aveva fermato l’Inter, infatti l’unica variazione rispetto a 15 giorni fa, Iturbe che lascia il posto a Iago Falque, viene presto ripristinata a causa dell’infortunio di
quest’ultimo, l’Udinese invece schiera un più moderato 4-4-2 con Scuffet tra i pali.I granata controllano il gioco ma sembrano un po’ macchinosi nel creare occasioni, le poche azioni in area friulana sembrano quasi casuali: al 12’ Baselli si fa pericoloso ma sbaglia lo stop al momento giusto e al 27’ Zappacosta incrocia fuori un tiro che poteva aver migliore sorte. L’Udinese, dal canto suo, si concede qualche pericoloso contropiede con Badu e soprattutto Zapata. E’ alla fine del primo tempo che il Toro comincia a suonare la carica, purtroppo senza troppa fortuna: traversa di Belotti e subito dopo palo di Rossettini ad infiammare gli ultimi 5 minuti del primo tempo. Si va comunque all’intervallo sullo 0-0

Nella ripresa, invece, si parte subito forte: subito gol Udinese, al 5′, con Jankto al 5′, poi altra traversa colpita da Belotti di testa e, sul cambio di fronte, secondo gol dei bianconeri con Perica lesto lesto a toccare in rete un pericoloso pallone calciato da Zapata. Un uno-due che avrebbe steso un toro, ma
non questo Toro!La squadra granata reagisce con orgoglio e in pochi minuti accorcia le distanze con Moretti veloce e opportunista in area, 1-2 al 25′ minuto. A questo punto Mihajlovic rischia il tutto per tutto, dentro Maxi Lopez al posto di Baselli con Ljajic arretrato sulla linea dei centrocampisti in uno schieramento molto offensivo.L’Udinese ora non riesce più a ribattere, Scuffet, il migliore dei suoi, tiene botta con gran classe, ma al 38′ arriva il gol del Gallo Belotti che, di testa e con gran potenza, realizza il suo 23° gol. Toro che pareggia, meritatamente, e ritrova grande entusiasmo.

Ancora da registrare, nei minuti di recupero, un gol annullato al solito Belotti per fuorigioco millimetrico, ma forse oggi il pareggio è davvero un risultato giusto per tutti!
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Una donna incinta e il suo primo figlio, sono rimasti bloccati sul balcone e sono stati messi in salvo dai vigili del fuoco
La sindaca di Torino, Chiara Appendino, si aspettava che il Governo
respinta al mittente dalla sottosegretaria alla presidenza del Consiglio, Maria Elena Boschi, che nella trasmissione di Maria Latella su Sky Tg24 ha detto: “La sindaca sa che il governo ha in corso un confronto con il comune e che i 61 milioni non sono dovuti”. aA stretto giro di Ansa la replica di Chiara Appendino: “Il Governo dovrebbe avere con le amministrazioni locali un rapporto istituzionale e non legato all’appartenenza politica. Gli esiti delle due sentenze dei giudici amministrativi certificano la correttezza dei calcoli effettuati dai nostri uffici . Mi appello affinché tutta Torino si unisca a noi in questa battaglia per la nostra comunità e per tutti i torinesi”.
“L’Europa che (non) vorrei:le parole che contano” è il titolo dell’incontro che si terrà lunedì 3 aprile 2017, dalle 10.00 alle ore 12.00, presso l’Auditorium dell’Itis Majorana di Grugliasco

La situazione del MOI ( ex Mercati Ortofrutticoli all’Ingrosso) è da tempo insostenibile e grottesca: oltre mille clandestini occupano una struttura pubblica , devastandola e commettendo svariati reati. Appare di tutta evidenza l’ incapacità dello Stato e del Comune di Torino di risolvere la vergognosa questione, malgrado l’impegno del nuovo Prefetto di Torino Renato Saccone. Il sindaco/a forse appare non rendersi pienamente conto del degrado di un’intera zona della città. La nuova giunta 5S cerca di affrontare il problema a parole …, affidandosi a Cooperative, non ben precisati mediatori ed addirittura ai centri sociali (in qualità di consulenti???) . Da ultimo, si è fatto vivo come mediatore anche l’arcivescovo Cesare Nosiglia che apparirebbe come una sorta di deus ex machina. Nell’intera faccenda il grande assente appare lo Stato. Se io parcheggio in sosta vietata vengo subito multato…mille clandestini occupano da anni una struttura pubblica ,senza che gli organi comunali e statali abbiano il coraggio di intervenire. Il cittadino, per non dire chi abita nella zona del MOI non è più in grado di capire.
enorme di eventi, una vera e propria indigestione di parole, quasi tutte a senso unico? C’e’ la necessità di questa kermesse torinese ? Io ho dei forti dubbi. Persino un liceo di periferia ,l’Einstein, ha inserito nel suo orario di lezione una scuola di democrazia, per non parlare della scuola di buona politica del prof. Bovero , pupillo di Bobbio. La democrazia, direi ,si impara praticandola, votando, partecipando alla vita politica, più che ascoltando i soliti maestri, non sempre ottimi, a voler essere gentili. Nel contempo, dal Comune giunge la notizia di un taglio del 30% alla cultura, di fronte a cui i grandi enti, Regio, Stabile, Egizio ,quasi non hanno fatto una piega. La giustificazione è quella già tirata fuori da Chiamparino quand’era sindaco: gli asili hanno la priorità. Gabriele Ferraris su “Torino7” denuncia la mistificazione pubblicitaria che si rivela piuttosto vecchia. La mia esperienza mi induce a pensare che i tagli avvengano soprattutto sui piccoli ad alcuni dei quali, dai tempi di Chiamparino, è negato qualsiasi contributo. Una delle prime cose da tagliare ,o almeno da ridurre, sarebbe proprio la Biennale dell’ovvietà ideologica che anche quest’anno si è rivelata assai poco democratica ed assolutamente illiberale.
Valdo Fusi e i morti di Salo’
RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO
FOCUS / di Filippo Re

la decapitazione come per la stregoneria e le arti magiche. Per l’adulterio la legge saudita opta invece per la lapidazione. Sono migliaia gli uomini e le donne provenienti dalla Sri Lanka che lavorano in Arabia Saudita come domestici o autisti. É recente il caso di una domestica dello Sri Lanka assunta in una famiglia di Riad. La donna, 45 anni, sposata, è stata arrestata per adulterio e condannata alla lapidazione. Secondo i giudici sauditi, la donna, madre di due figli, avrebbe confessato la sua colpa. Avrebbe avuto una relazione con un uomo non sposato il quale è stato condannato a una pena più lieve, 100 frustate. Autorità governative e leader religiosi hanno chiesto al governo saudita di sospendere la sentenza di morte. Negli anni scorsi un’altra donna srilankese era stata condannata a morte sulla base della sua confessione estorta con la minaccia e senza il sostegno di un interprete. L’esecuzione fu attuata nel 2013 dopo cinque anni di battaglie legali e appelli alla clemenza.
Bilancio non si possono applicare alcune procedure. Che siano proprio l’assessore Rolando, la sindaca