Una mostra, la presenza allo stand Aib e un’indagine sui libri per i più piccoli

Con l’inaugurazione della Bologna Children’s Book Fair, la grande fiera internazionale dedicata all’editoria per ragazzi che apre i battenti lunedì 3 aprile, prende concretamente avvio la collaborazione della manifestazione professionale felsinea con il Salone Internazionale del Libro di Torino.
Il primo momento ufficiale che sancisce tale partnership è in calendario già domenica 2 aprilealle ore 18,30, quando a Bologna sarà il presidente della Fondazione per il Libro, Mario Montalcini, a inaugurare insieme al presidente di BolognaFiere, Franco Boni, l’esposizione“Questa non è una mostra, signor Magritte!”, allestita presso la Fondazione Gualandi a favore dei sordi e frutto della progettazione comune fra le due realtà.
La mostra bibliografica propone le opere di tre illustratori, il fiammingo Klaas Verplancke, dell’americano D.B.
Johnson, dello spagnolo Javier Sáez Castán e rappresenta la prima tappa del progetto biennale Children’s Book on Art che Bologna Children’s Book Fair e Salone del Libro promuovono su progetto della Cooperativa Culturale Giannino Stoppani.
Un progetto che a Torino durante il 30° Salone, dal 18 al 22 maggio prossimi, vivrà il suo seguito con l’apertura al pubblico di una seconda mostra, intitolata “Al Museo con Mary, Frida, Sonia, Louise, Georgia e Peggy” e che, oltre al lavoro su Magritte, indagherà l’arte al femminile: l’universo di Mary Cassat, Frida Kahlo, Sonia Delaunay, Georgia O’ Keeffe, Louise Bourgeois, e altre grandi artiste rivisitate da grandi illustratrici, oltre a una sezione dedicata a collezionisti, antiquari, curatori, musei e gallerie a partire da Peggy Guggenheim.
Accanto alle opere originali degli illustratori, vi sarà la biblioteca d’arte composta dai libri della sezione speciale del BolognaRagazzi Award. Le mostre sono inoltre corredate da un’antologia sui temi dell’arte raccontata e illustrata: 120 pagine a colori con interventi, brani, immagini e una bibliografia internazionale ragionata.
Sarà invece lo stand dell’Associazione Italiana Bibliotecari ad accogliere la postazione del Salone del Libro
all’interno degli spazi espositivi di Bologna Fiere, all’interno del quale sarà in distribuzione materiale informativo e promozionale della rassegna del Lingotto.
Altro “presidio” torinese a Bologna sarà poi quello sviluppato grazie al progetto «Chiedi cos’è il primo libro…» con cui il Premio Nazionale Nati per Leggere insieme con il BookBlog del Salone Internazionale del Libro di Torino si indagherà durante l’edizione 2017 della Bologna Children’s Book Fair l’offerta editoriale destinata alla prima infanzia.
Cosa ci si aspetta che faccia un bambino sotto i due anni con un libro? Qual è il primo libro cui si pensa per loro? A cosa deve servire un libro per bambini così piccoli? Sono alcune delle questioni a cui l’iniziativa intende rispondere attraverso la raccolta di video interviste e testimonianze fra gli operatori del settore presenti in fiera, affidate agli studenti del Liceo Vittorio Alfieri di Torino, che già fanno parte del gruppo di lavoro attivo sul BookBlog del Salone Internazionale del Libro di Torino ().
Un’indagine sul campo che confluirà in una tavola rotonda in programma nel capoluogo piemontese venerdì 19 maggio (ore 16,30 spazio Stock – Padiglione 5 – Lingotto Fiere) proprio nell’ambito del 30° Salone Internazionale del Libro, sede anche dell’annuale premiazione del concorso, in programma lunedì 22 maggio alle ore 16,30 nell’Arena Bookstock.
(foto: il Torinese)




Una grande pedana, circolare e nera, uno spazio infossato nel centro ricoperto da un velario rosso sangue, un luogo che può diventare una doccia o una fonte rigeneratrice, le luci che piovono dall’alto a creare un reticolato che è una gabbia
I 27 gradi dei giorni scorsi nel centro di Torino e anche nella pianura cuneese e nell’Alessandrino sono già un ricordo
ambientalista “l’ultimo di una lunga serie di casi è il via libera alla realizzazione a partire dalla primavera 2018 di un centro commerciale a Caselle
parla della possibile realizzazione di un nuovo autodromo da 2 milioni di metri quadrati”.
Genova e l’entroterra padano. La nuova linea si sviluppa complessivamente per 53 km e interessa 12 comuni delle province di Genova e Alessandria. L’estensione dell’ingente porzione di suolo occupata dal Terzo Valico è difficilmente quantificabile. All’area del tracciato bisogna infatti aggiungere – proseguono gli ecologisti – quella delle gallerie di servizio, dei cantieri e campi base a ridosso dei centri abitati, degli allargamenti delle strade e dei bypass e ponti costruiti ex-novo per agevolare il passaggio dei camion e quella dei siti in cui verrà stoccato lo smarino estratto per far spazio ai tunnel. A seguito di una lunga serie di espropri, queste zone collinari e pianeggianti, una volta ricoperte da orti, giardini, boschi, rigogliosi prati verdi e cascine sono state deforestate e sottratte alla società, per un progetto dalla discutibile utilità. Neanche il Lago Maggiore, sarebbe risparmiato da questo processo di cementificazione e rischia di vedere la realizzazione entro il 2020 di un ponte strallato tra Stresa e l’Isola Bella, circa 400 metri di cemento armato per permettere ai turisti di raggiungere Palazzo Borromeo direttamente in automobile. E ai Giardini Reali di Torino nei prossimi anni “verrà realizzato un parcheggio di tre piani con un impatto devastante sul verde e sul paesaggio storico urbano”. Legambiente con la campagna #Salvailsuolo promuove la petizione europea People4Soil per arrivare all’approvazione di un testo legislativo di riferimento per tutti gli Stati Membri, che tuteli il suolo da cementificazione, degrado e contaminazione. 
Roma. Anni Sessanta. In piazza del Popolo, intorno ai tavolini del celebre Caffè “Rosati” o del “Canova”, così come negli spazi della “Galleria della Tartaruga” di Plinio De Martiis (vero “collettore” di giovani promesse dell’arte italiana) o in quella vicina de “La Salita” di Gian Tomaso Liverani – in un clima di grande euforia da boom economico e da felliniana “dolce vita”- era solito ritrovarsi il gotha dell’intellighenzia capitolina, ma non solo.
(alcuni presentati in mostra dallo stesso De Martiis): dai vari Raushenberg ai Cy Twombly -che nel ’57 si trasferì definitivamente nella capitale- fino ai Rothko, all’italoamericano Scarpitta (che poi tornerà a New York con il gallerista Castelli), ai Franz Kline e ai De Kooning. E proprio qui, in questo clima di vulcanica ebollizione e contaminazione artistico-culturale, nasce la cosiddetta “Scuola di piazza del Popolo”, la cui esperienza (fatta di individualità e creatività operative assai diverse) viene, forse un po’ troppo semplicisticamente, catalogata sotto la voce generica di “Pop Art italiana”. Definizione da approfondire, come appare ben chiaro nella bella mostra che alla “Scuola” dedica, fino al prossimo 8 aprile, la Galleria “Accademia” di Torino. Curata da Francesca e Luca Barsi, che dal padre Pietro – raffinato gallerista, mancato nel ‘92- hanno ereditato tutta la passione per l’arte insieme alla storica Galleria aperta nel ’69 in via Accademia Albertina 3/e, la rassegna
ospita una ventina di opere a firma di un poker d’artisti ritenuti i veri iniziatori dell’importante “sodalizio” romano: dalle celebri “Finestre” e “Persiane” di Tano Festa ai singolari “paesaggi anemici” di Mario Schifano, fino agli “argenti” di Giosetta Fioroni (oggi 84ennne, la sola in vita del Gruppo) e alle tele di forte carica politico-simbolica di Franco Angeli. Figure eccentriche, “artisti maledetti”, grazie ai quali – dopo l’ubriacatura dell’informale – alla Biennale di Venezia del ’64 si ufficializzò la nascita della Pop Art italiana. Con tratti assai diversi e autonomi per specificità culturale rispetto alle similari esperienze americane, poiché “la capitale italiana – per dirla con De Martiis – durante gli anni Sessanta è una città aperta sul palcoscenico del mondo, che intrattiene una sorta di rapporto ‘eroico’ con l’America”. Concetto ben chiaro nei contenuti evidenziati in mostra, che superano i semplici fini estetici o banalmente provocatori propri di certa parte della Pop Art americana, per diventare “schermi” – come i quadri di Angeli – attraverso i quali abiurare le immagini del potere, delle dittature (aquile romane, svastiche e quant’altro), così come del più
generico consumismo e della violenza. Spesso mediante quella tecnica della “reiterazione” delle immagini che troviamo anche nei quattro “ritratti argentei” della Fioroni (sue anche le bellissime maioliche policrome di recentissima produzione), progetto per opera unica esposta alla Biennale di Venezia del ’64. Più “oggettuale” in genere la progettualità di Tano Festa, di cui la rassegna presenta anche una suggestiva rivisitazione in chiave pop – sulle orme del mitico Warhol – de “La primavera” del Botticelli. Davvero interessante, infine, il “Paesaggio”, smalto su tela del ’70, di Mario Schifano, leader del Gruppo: paesaggio “appiattito” (altro dalle prime prove pop di “Koka-Kola” del ’61), dove la memoria pare evocare con voluta parsimonia cromatica la rappresentazione di un’inquieta e inquietante natura. Degli stessi anni anche i primi film in 16 mm del “piccolo puma” (così Parise definiva Schifano per la sua eleganza felina), che ne faranno una delle figure centrali del cinema sperimentale italiano.
Non fosse diverso il contesto sociale e differente pure l’epoca, si potrebbe parlare – parafrasando un noto film anni ’70 – di “Torino violenta”.
caso, durato dieci ore, ha avuto come vittima uno studente 18enne. Un ‘branco’ di cinque giovani, di origine marocchina, lo ha minacciato con un coltello per farsi consegnare il cellulare, un overboard, qualche decina di euro e i suoi vestiti. Rientrato a casa ha raccontato l’episodio ai genitori e sporto denuncia. La sua descrizione ha portato a un arresto. Nel secondo episodio tre giovani sono stati presi a calci e pugni. I rapinatori, italiani, due di 18 anni e uno di 22 anni, hanno rubato zaino e bicicletta: sono stati arrestati.
Si svolgerà domenica 2 Aprile al “Royal Park I Roveri” il DOGGY BAG Trophy di Golf arrivato alla sua 7° edizione e pensato da Edoardo Molinari per aiutare la Doggy Bag Onlus