Otto gli arresti disposti nell’ambito di un’inchiesta sull’appalto per la gestione del bar del Palazzo di Giustizia di Torino. La procura torinese procede per corruzione, turbativa d’asta e truffa aggravata ai danni del Comune. L’operazione e’ condotta dalla fiamme gialle. Al momento una delle misure cautelari non è ancora stata eseguita. Gli arrestati sono l’amministratore unico edue amministratori occulti della ditta che si era aggiudicata la gara d’appalto, un dipendente del Comune, un commercialista di Modena e due intermediari. Il bar del tribunale aveva chiuso nel giugno del 2016, a sei mesi dall’affidamento degli spazi, a causa del mancato pagamento dei canoni di affitto. La gara fu vinta dauna società di Verona, la Services Companies, per 205 mila euro all’anno su una base d’asta di 130 mila. La polizia tributaria della Guardia di finanza ritiene che la figura chiave della vicenda sia uno degli amministratori occulti della società – formalmente amministrata da un prestanome – già noto alla giustizia per reati di mafia, che sarebbe riuscito a pilotare l’appalto con alcuni complici – grazie alla corruzione di un dipendente comunale. Quest’ultimo, secondo l’accusa, avrebbe favorito l’aggiudicazione dell’appalto con la corruzione del pubblico ufficiale. Gli inquirenti sostengono che la turbativa della gara sarebbe avvenuta tramite falsità nella domanda di partecipazione, con la sostituzione dell’offerta originaria con una nuova dopo la rivelazione di quelle presentate dagli altri partecipanti alla gara e con la predisposizione di documentazione falsa sui requisiti previsti dal bando di gara prima dell’aggiudicazione definitiva. Poiché si e’ verificato un danno per il Comune di Torino, è stato poi contestato, ad alcuni degli arrestati il reato di truffa.
(foto: il Torinese)


decina di persone. L’improvvisa catena di attacchi ha seminato terrore e panico tra i copti che vivono nella città costiera che dista soltanto una cinquantina di chilometri da Gaza. Tre anni fa, nella penisola sul mar Rosso, l’Isis dichiarò guerra contro lo Stato egiziano prendendo di mira non solo polizia e soldati ma anche i cristiani accusati di collaborare con le autorità. I guerriglieri fanatici di Ansar al-Maqdis, gruppo jihadista locale, affiliato al Daesh, comiciarono a sparare all’impazzata contro la popolazione, senza risparmiare nessuno, compresi capi tribali e musulmani moderati come i sufi, considerati però “eretici” dagli integralisti. Già nell’estate del 2013 a El Arish ci furono gravi episodi di intolleranza e da quel periodo il Sinai è sempre sfuggito al controllo dell’esercito egiziano e molti cristiani sono stati costretti a cercare rifugio in altre città a causa della violenza estremista. Proprio a El Arish, nel giugno scorso, era stato ucciso padre Rafael Moussa, prete della chiesa di San Giorgio, e il monastero di Santa Caterina, metà tradizionale di migliaia di pellegrini è da tempo chiuso per motivi di sicurezza. Tra i fatti recenti più violenti, l’attentato suicida dell’11 dicembre scorso nella chiesa copta ortodossa di San Pietro e Paolo al Cairo, accanto alla cattedrale di San Marco, con 29 vittime. Ma era solo l’inizio della persecuzione contro gli “infedeli” e contro i musulmani moderati. I tagliagole del Califfo avevano già atrocemente colpito i copti due anni fa sgozzando sulle spiagge libiche di Sirte 21 egiziani cristiani rapiti dall’Isis che prima di morire avevano voluto perdonare i loro killer. 

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Sono 692 i siti di archeologia industriale in Piemonte. Dalle miniere aurifere di Ceppo Morelli e di Macugnaga ai lanifici e cotonifici del Biellese, dai vari sistemi di mulini che alimentavano gli opifici alle carbonaie legate ai sistemi di trasporto e lavorazione del legname, dalle fornaci di Mondovì alle cave di marmo di Paesana
argomenti molto simili, preferendo invece un quadro normativo unico e ben organizzato. Stiamo lavorando per arrivare entro l’estate alla votazione del Piano paesaggistico regionale (già approvato dal Ministero) che comprende anche seicento siti di archeologia industriale censiti dall’assessorato. Il nostro scopo è valorizzare i siti industriali dismessi ed il territorio in cui sono inseriti, anche coinvolgendo investitori privati”.
“Abolire l’utilizzo di prodotti chimici ad azione erbicida, fungicida, insetticida e acaricida al fine di tutelare la salute pubblica”. E’ quanto chiede Legambiente in una lettera indirizzata ai sindaci di tutti i comuni del Piemonte, alla Città Metropolitana di Torino e alle province piemontesi
Grave incidente sul lavoro stamane a Moncalieri in una azienda specializzata nel trattamento di metalli.
Dybala, qualche apprensione di troppo all’inizio del secondo tempo, figlie soprattutto della difficoltà nel raddoppiare e mettere subito al sicuro il risultato, ma vittoria sostanzialmente meritata.
ha risposto bene alla supremazia tecnica dei bianconeri e alla fine esce con onore dallo Stadium, sicuramente una delle migliori squadre viste quest’anno da queste parti.
I pericoli li crea soprattutto Dybala, in serata di grazia prima della sfida a Leo Messi, ma i gol li segna entrambi il Pipita, uno per tempo: al 23′ in girata di destro sul palo più lontano, e all’84’ con potenza e precisione dall’area piccola, entrambe le azioni ispirate da ubriacanti e ficcanti azioni di Dybala. Tra i due gol, oltre alle giocate della Joya argentina, qualche pericolosa azione dei veneti che non sono certo stati a guardare. Pericolosi soprattutto
Pellissier e Meggiorini, per entrambi evidentemente contro la Juve… sempre clima speciale da derby!
“A Torino saranno costruiti quattordici nuovi grandi centri commerciali con il placet dell’amministrazione comunale a guida M5S. Centinaia di migliaia di metri quadrati di territorio consumato e cementificato a favore della grande distribuzione
La cosiddetta “libertà di panino” sancita a suon di sentenze, come è noto, consente ai genitori di preparare il pasto scolastico per i propri figli a casa, rinunciando a fare uso delle mense scolastiche, spesso troppo costose