redazione il torinese

Take My Things, arriva l’app salva-vacanze

Estate, tempo di vacanze. Per chi sta per mettersi in viaggio, è già partito o è rimasto in città, ecco una App da scaricare per evitare che una distrazione si trasformi in un vero e proprio stress: Take My Things.

A chi non è mai capitato di dimenticare a casa qualcosa? Arrivare davanti alla casa al mare e scoprire di aver dimenticato le chiavi…trovarsi al check in senza passaporto…avere urgentemente bisogno delle chiavi di riserva della macchina… L’idea, tanto semplice quanto innovativa, che sta alla base di Take My Things, la startup incubata al I3P di Torino, è quella di mettere in contatto, attraverso la App, la domanda e l’offerta, chi deve trasportare un pacco e chi è disposto a farlo; e trovare una soluzione nel più breve tempo possibile. Più utile di un post su Facebook, più efficace di un gruppo WhatsApp, più veloce di un giro di chiamate fra gli amici… Il modello è semplice, la app intuitiva, il risultato un successo sicuro.

 

Take my Thing è un delivery network, in perfetto stile sharing economy. Scaricare la App è gratuita, iscriversi semplice e veloce. Basta inserire l’oggetto, l’indirizzo di presa e di consegna, la data e l’ora massima per la consegna e la cifra che si è disposti a pagare. Fatto questo Take My Things incrocia i dati inseriti creando una rete in grado di soddisfare le esigenze di trasporto 24 ore su 24.

 

Ci sono Mara e Fabio che hanno vinto una scommessa, hanno indovinato quanto sarebbe pesata Alice alla nascita, e hanno ricevuto dai neo-genitori 3,5 kg di Nutella. C’è Francesca, che aveva dimenticato il passaporto a casa e se lo è fatto recapitare all’ultimo minuto. Ci sono Chiara, che abita a Milano ed è lontana da casa, e Giacomo, che fa il pendolare e ogni mese le porta un pacco della mamma. E poi ci sono i negozi, che devono consegnare gli acquisti ai clienti ma non hanno il fattorino, gli uffici, che non hanno nessuno che possa portare quella busta…

 

Guardandola da un altro punto di vista Take My Things è anche un’opportunità di business. Semplice e remunerativo. Perfetto per chi sta ancora studiando e vuole arrotondare con un piccolo lavoretto ma ancor di più per tutti quelli che non hanno un lavoro fisso e possono provare a guadagnare qualcosa. La transazione è lineare, l’accordo avviene in fase di match. L’offerta è chiara ed è il trasportatore a decidere se accettarla. Ancora un dettaglio. Take my Things è green, perché consente di ottimizzare gli spostamenti e di fare del peer-to-peer un’opportunità ecofriendly. Si dice che siano le idee comuni a rendere geniali le soluzioni.

 

www.takemythings.com

 

INFORMAZIONI PER VIVERE MEGLIO IN UNA SOCIETA’ INQUINATA

“Non solo le droghe da strada influiscono sul nostro modo di vivere. Tossine, veleni, radiazioni, alcolici, conservanti, antidolorifici e inquinamento si annidano nel nostro organismo e riducono o limitano le nostre abilità a nostra insaputa, anche a distanza di molto tempo”. Così il dott. Antonio Ferro che mercoledì 12 luglio alle 20.30, presso la Chiesa di Scientology di Torino in via Villar 2, descriverà il programma sviluppato da L. Ron Hubbard “indispensabile – spiega – per migliorare la propria capacità di pensare e agire”. Intanto, nelle giornate di mercoledì e giovedì i volontari dell’Associazione Terra di Libertà onlus distribuiranno libretti in omaggio in Barriera di Milano per favorire la cultura della prevenzione da tutte le tossicodipendenze. 

10 anni di gare e di passione per il Team H2politO

Il Team studentesco H2politO del Politecnico di Torino festeggia i suoi primi 10 anni di attività con una presentazione dei suoi prototipi e degli studenti che negli anni hanno contribuito agli ottimi risultati ottenuti nelle competizioni internazionali

Il Team è infatti tornato vincitore dalla Shell Eco-marathon 2017 di Le Mans e da quella di Londra: il prototipo IDRAkronos ha chiuso al 2° posto la competizione che si è svolta dal 25 al 28 maggio scorsi al Queen Elizabeth Olympic Park di Londra e si è classificato al 1° posto nella competizione di Le Mans del 23-25 giugno scorsi.

In queste gare veicoli avveniristici ad alta efficienza energetica progettati da studenti delle scuole superiori e delle Università di tutta Europa si sfidano non sulla velocità, ma sulla capacità di progettare prototipi in grado di percorrere la maggior distanza possibile con l’equivalente di un litro di carburante o un kWh o un m3 di energia.

Anche il secondo prototipo del Team, XAM, ha ottenuto un ottimo 10° posto su 26 veicoli partecipanti nella categoria Urban Concept a combustione interna e il 4° posto su 7 per la categoria a etanolo, con un consumo di 110 km/L nella gara di Londra.

Ma il Team H2politO alla Shell Eco- marathon di Londra ha anche vinto il Communication Award, il riconoscimento che viene assegnato al Team con la migliore capacità di comunicare sia sui social che ai media tradizionali le caratteristiche del proprio progetto, ma anche di promuovere la competizione grazie alla collaborazione con le aziende e al coinvolgimento di studenti e giovani. Non è una novità per il Team, che si è aggiudicato questo riconoscimento già altre 4 volte (2009, 2010, 2012 e 2014).

Tanti i premi di questi 10 anni di successi e di passione, che sono stati ripercorsi dalla referente accademica del Team, Massimiliana Carello, insieme ai ragazzi, che hanno presentato per l’occasione tutti i veicoli realizzati negli anni: IDRA08 IDRA09, IDRApegasus, XAM 2.0, IDRAkronos e XAM.

 

“Non avrei mai immaginato 10 anni fa, quando ho fondato il Team H2politO, di arrivare dove sono arrivata oggi, cioè di essere riuscita a farlo diventare un “top Team”. I risultati in classifica ottenuti quest’anno sono il frutto di un grandissimo lavoro e tantissimo tempo, di persone che hanno fatto “squadra” affrontando problemi e trovando soluzioni, senza mai arrendersi. Forse è stato questo che ci ha permesso di ottenere grandi risultati sia a Londra che a Le Mans”, commenta la professoressa Massimiliana Carello, Faculty Advisor del Team.

 

In occasione dell’evento sono inoltre state consegnate 10 borse di studio destinate nel 2017 dalla Michelin Italiana a sostegno delle attività del Team H2politO. Gli studenti che hanno ricevuto la borsa di studio si sono particolarmente distinti nelle attività di progetto e realizzazione dei veicoli che hanno partecipato alla competizione.

Michelin è sponsor tecnico e fornitore unico di pneumatici della Shell Eco-marathon e anche IDRAkronos è equipaggiata con pneumatici speciali Michelin, che offrono una resistenza al rotolamento sei volte più bassa del pneumatico stradale MICHELIN Energy Saver.

 

Simone Miatton, Direttore del Personale Michelin Italia, ha commentato: “Seguiamo con grande passione il Team H2politO da cinque anni. È stato un crescendo di successi, che li ha portati anche quest’anno sul gradino più alto del podio della Shell Eco-marathon di Le Mans con IDRAkronos, prototipo equipaggiato con speciali pneumatici Michelin a bassissima resistenza al rotolamento.

È lo spirito di innovazione che ci lega al Team H2politO e ai suoi geniali veicoli a basso consumo di energia. Dal nostro primo pneumatico “verde” del 1992, l’impegno di Michelin nel campo dell’innovazione continua è sempre al servizio di una mobilità più sicura, efficace, sostenibile.

Quest’anno, i dieci anni del Team ci offrono un’occasione ancora più gioiosa per festeggiare insieme la nostra comune visione della mobilità del futuro.”

 

Tariffe bus e tram, mini-rivoluzione. Tra le novità il biglietto sarà valido 10 minuti in più

L’assessora comunale ai Trasporti Maria Lapietra nella diretta Fb della giunta ha annunciato che la nuova tariffazione dei mezzi di trasporto pubblico sarà caratterizzata da alcune novità importanti “nell’ottica di incrementare l’utilizzo dei mezzi pubblici e di lotta all’evasione”. La validità del biglietto singolo passerà da 90′ a 100′, verranno introdotti  micro abbonamenti come  quello giornaliero che al prezzo di due corse consentirà di utilizzare tutti i mezzi compresa la metro e abbonamenti calibrati in base all’Isee. Le innovazioni previste dalla nuova tariffazione dei mezzi pubblici saranno introdotte gradualmente . Ulteriori novità  riguarderanno gli abbonamenti, a partire da quelli già agevolati, per i giovani e gli anziani, ricalibrati in base all’Isee e con tariffe agevolate per le famiglie più  numerose. L’abbonamento giovani varrà per  tutti fino a 26 anni, non solo per gli studenti. Inoltre è prevista un’unica tariffa urbana e suburbana”.

 

(foto: il Torinese)

Ricostruito e reimpiantato braccio destro a un ragazzo di 31 anni

Con un intervento senza precedenti di 12 ore è stato ricostruito e reimpiantato il braccio destro distrutto ad un ragazzo di 31 anni vittima di un incidente sul lavoro nel bresciano, presso l’ospedale CTO della Città della Salute di Torino.

Alcuni giorni fa il ragazzo si infortuna a fine mattinata sul luogo di lavoro in una ditta di materie plastiche in provincia di Brescia. L’arto superiore destro è stato strappato da un ingranaggio ed amputato poco distante dalla spalla. Il trauma è estremamente grave, perchè il pezzo amputato è inoltre lesionato dall’ingranaggio della macchina anche ad altri due livelli (schiacciamento e frattura dell’avambraccio e subamputazione della mano). Il ragazzo viene portato agli Spedali Civili di Brescia, pearltro già patria della microchirurgia, dove, presa visione della gravità della lesione, viene deciso di contattare altri Centri di Chirurgia della Mano in Lombardia in grado di trattare queste lesioni. Ma nessuno di questi ha accettato il paziente. A quel punto è stato contattato il Centro dell’ospedale CTO della Città della Salute di Torino, uno dei pochi in Italia, facendo presente che probabilmente la lesione è difficilmente ricostruibile ma chiedendo di valutare le possibilità di trattamento.

Visionate le immagini trasmesse attraverso la Rete, il Centro del CTO si dichiara disponibile a trattare la lesione. Un ottimo esempio di mobilità attiva. Come previsto dai protocolli, viene contattata l’équipe medica (composta da anestesisti del gruppo del dottor Maurizio Berardino (Direttore Rianimazione CTO), microchirurghi del gruppo diretto dal dottor Bruno Battiston (Direttore di Ortopedia e Traumatologia 2 con indirizzo Chirurgia della mano edell’arto superiore del CTO) e chirurghi vascolari del dottor Maurizio Merlo (Direttore Chirurgia vascolare ospedaliera delle Molinette) pronta ad entrare in sala operatoria non appena il paziente, trasferito con l’eliambulanza, arriva al CTO a metà pomeriggio. Particolarmente in questi casi la tempestività è fondamentale per ridurre i tempi di ischemia del segmento amputato.

Una volta arrivato, i chirurghi affrontano un intervento che dura più di 12 ore di ricostruzione dei tre livelli di lesione. Al termine della ricostruzione dei vasi sanguigni e delle strutture nervose a più livelli e di tutte le parti lesionate, il braccio è stato reimpiantato e sta mantenendo una buona circolazione. L’intervento è tecnicamente riuscito e l’arto è rivascolarizzato. Il recupero funzionale dipenderà dalla rigenerazione delle strutture nervose ricostruite.

La ricostruzione di arti con amputazione a più livelli, come in questo caso, non è in genere presa in considerazione per la difficoltà tecnica e le possibili complicazioni. Questo tentativo, che ha pochi precedenti nelle casistiche mondiali, è stato giustificato dalla giovane età del paziente con la perdita dell’arto dominante e delle future possibilità lavorative.

Questo caso dimostra ulteriormente come lesioni particolarmente gravi debbano affluire in Centri come quello del CTO, attrezzati per ricostruzioni anche estreme.

 

 

Moto investita da furgone: stabili le condizioni del ragazzo della vittima

Sono stabili le condizioni di Matteo Penna, il 29enne torinese che domenica, mentre guidava la moto con la fidanzata a bordo sulla strada stradale 24  di Condove dopo di una lite è stato investito da un furgone Ford Transit e spinto contro il guard rail. La ragazza  è morta sul colpo, mentre lui è ricoverato al Cto, intubato per un trauma cranico e toracico con prognosi  riservata. Maurizio De Giulio è il 51enne di Nichelino che guidava il furgone. Ora è in  carcere alle Vallette con l’accusa di omicidio stradale. Al più tardi domani si terrà l’udienza di convalida del fermo.

Distretti Piemonte, esportazioni in aumento

Inizio d’anno brillante per i distretti piemontesi, le cui esportazioni sono aumentate del 14,2% tendenziale (239 milioni di euro di export rispetto al primo trimestre 2016), più del doppio rispetto alle esportazioni distrettuali italiane, cresciute nel primo trimestre 2017 del 6,4%. I livelli delle esportazioni e del saldo commerciale hanno toccato nuovi record nel trimestre, salendo rispettivamente a quota 1,9 e 1,2 miliardi di euro.

 

E’ questo il bilancio della Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo, che il 10 luglio ha diffuso i dati sugli 11 distretti del Piemonte. Il monitor stima un’ulteriore crescita per il secondo trimestre, visto l’ambiente favorevole, la presenza di significative misure governative a sostegno degli investimenti innovativi e la disponibilità di buone condizioni di investimento.

 

“E’ un quadro che trova conferma anche nei dati su finanziamenti, con il trade estero in crescita del 6,2% nel semestre – sottolinea Cristina Balbo, Direttore regionale Piemonte, Valle d’Aosta e Liguria della banca. – Nel primo trimestre 2017, le erogazioni alle piccole e medie imprese sono aumentate del 60% rispetto al già ottimo primo trimestre 2016. Un segno di vivacità che, visti i numeri di fine giugno, con erogazioni di poco inferiori al miliardo di euro, si è intensificato. A creare valore aggiunto sul territorio sono soprattutto le filiere, particolarmente presenti nelle zone distrettuali, per le quali Intesa Sanpaolo ha creato due anni fa un programma di incentivazione, che a oggi ha coinvolto oltre 400 imprese piemontesi. Nuovi accordi sono in corso di definizione nel cuneese, a Biella, nel novarese. Questo agevolerà ulteriormente la crescita e lo sviluppo del tessuto economico della nostra Regione”.

 

Alla guida del Rotary Torino Mole Antonelliana il professor Paolo Biancone

Il docente universitario è stato nominato presidente  per l’anno 2017-2018. Professore ordinario di Financial Management e Finanza Islamica presso l’ Università di Torino, è anche direttore del Centro di Ricerca Europeo per la Finanza Islamica (www.ercif.org) e Coordinatore del Dottorato di Ricerca in Business Management dell’ateneo torinese. Dottore commercialista e Revisore legale dei Conti, ha anche rivestito in passato il ruolo di presidente della Commissione d’esame di Stato per l’esercizio della professione di dottore commercialista.I principi che contraddistinguono il suo magistero universitario hanno da sempre ispirato anche il suo impegno rotariano e ora quello di Presidente del Rotary Torino Mole Antonelliana, in un impegno rivolto a valorizzare lo sviluppo dei rapporti interpersonali tra i soci, da considerarsi come un’opportunità di servizio per la comunità, e riconoscere il valore delle attività utili, oltre che di quelle professionali, al servizio di una società migliore.

 

Mara Martellotta

Vera democrazia è libertà di opinione

IL COMMENTO  di Pier Franco Quaglieni

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Dino Cofrancesco sosteneva giustamente che bisogna distinguere tra peccato e reato, in difesa della laicità dello Stato. La storia, bella, brutta, bruttissima, indecente e’ sempre storia e nessuna legge può cancellarla

L’on. Fiano presentatore di un disegno di legge che vieta la propaganda di idee fasciste (esiste già il reato di apologia del fascismo) forse parte da ottime intenzioni, ma nella sostanza sbaglia. Il suo ddl è in discussione alla Camera e già suscita un infuocato dibattito. Fiano appare persona equilibrata e quindi suscita un certo stupore che sia primo firmatario di un progetto di legge che quanto meno crea delle perplessità. Il liberale Popper sosteneva ” il diritto di non tollerare gli intolleranti “ nel suo grande libro “ La società aperta e i suoi nemici”, un libro che in Italia è stato tradotto e conosciuto con decine di anni di ritardo. Non sembra però che Fiano si ispiri al filosofo austriaco che forse non ha mai neppure letto. Quella di Popper tuttavia a me è sempre apparsa un’idea poco liberale perché vanno nettamente distinte le opinioni dalle azioni. Le opinioni devono essere liberissime in senso assoluto, l’agire di conseguenza appare invece tutt’ altro discorso che va punito perché ricorrere alla violenza, in regime di democrazia e libertà-qualsiasi motivazione o matrice politica  ci sia dietro certe azioni-non può essere consentito e lo Stato democratico ha il dovere di reprimerlo. I nostri governanti nei confronti dell’estremismo rosso e nero degli ultimi anni 70  non si comportarono in base a questa logica e Carlo Casalegno (che pagò con la vita per le sue idee) scrisse, ripetutamente e inutilmente, che i covi sovversivi andavano chiusi. I Governi centristi degasperiani invece si posero il problema di una “democrazia protetta” sia nei confronti dei neofascisti, sia soprattutto nei confronti dei comunisti. La Legge Scelba colpì invece  soltanto i neo fascisti che oggettivamente non potevano minacciare la sia pur gracile democrazia italiana perché il recente crollo del fascismo fu così disastroso da non lasciare grandi rimpianti se non ai reduci di Salò  e ai nostalgici in generale. Per altri versi,non si può dimenticare che il PCI diede un grande contributo alla stesura della Carta costituzionale e non poteva accadere che si assumessero misure nei confronti dei comunisti, malgrado i gravissimi i delitti del “Triangolo della morte”suscitassero apprensione e facessero intravvedere delle minacce  alla democrazia anche da parte della sinistra. L’idea di una “democrazia protetta” può aver avuto senso alla fine degli anni 40 e agli inizi degli Anni 50.Dopo fu una sciocchezza che andava contro i principi della stessa Costituzione che vietò la ricostituzione del partito fascista in una norma transitoria. Il ricordare che si trattò di una norma transitoria appare molto utile a chiarire il problema. Le crociate anticomuniste di Sogno e  soprattutto di alcuni suoi amici si risolsero in una bolla di sapone perché la DC rappresentò comunque una diga sicura nei confronti del PCI e tale venne percepita dagli Italiani non solo nel 1948, quando ottenne la maggioranza assoluta dei voti. Il PCI  venne sconfitto attraverso le urne e non ricorrendo a leggi  potenzialmente liberticide. La Costituzione ebbe il merito storico di guardare al futuro dell’Italia e non al suo immediato passato. In questo ha dimostrato di essere stata il frutto di un compromesso al rialzo che storicamente nessuno può disconoscere, anche chi non la ritiene “la più bella del mondo”.
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Ci fu il paradosso, nel primo dopoguerra, di Leo Longanesi che inizialmente fascista, aveva rifiutato il regime e ,dopo il disastro della guerra perduta, sentì una qualche nostalgia per il Ventennio. Longanesi non faceva però testo perché era soprattutto un artista un po’ stravagante senza una vera valenza politica. Appare invece fondato il giudizio, tra il serio e il faceto, di  Ennio Flaiano che giunse a scrivere che “i fascisti si dividono in due categorie :i fascisti e gli antifascisti”. Flaiano aveva ragione perché non si può storicamente escludere che ci sia stata una forma di fascismo che abbia attraversato i pensieri e le azioni di uomini che appartenevano a schieramenti opposti, al di là della adesione giovanile al regime. La sola idea manichea di scegliere tra due diverse opzioni e non tra le molte disponibili è sintomo ,oltre che di incultura, di settarismo miope. Il settarismo, in era post ideologica, sembrava essersi ridotto, poi la discesa in campo di Berlusconi ha riacceso gli animi e il passo avanti degli anni ’90 si è come cristallizzato, per non dire che si sia tradotto in un passo indietro. Io ricordo alcune affermazioni coraggiose di Bobbio, ad esempio(che nessuno prese più in considerazione, malgrado stesse crescendo il suo mito) sulla necessità di storicizzare la Resistenza, il che non significa ridurne l’importanza,ma esprimere  la necessità di scindere il mito dalla verità storica.  Abbiamo dovuto assistere alle crociate contro Renzo de Felice ,uno dei maggiori storici italiani del secondo ‘900,a cui certe gazzarre impedirono persino di far lezione. Massimo e finora insuperato storico del fascismo, de Felice venne accusato di aver “sdoganato il fascismo”, ignorando il fatto che i suoi tomi, scritti a volte in modo contorto ,erano letti da pochissimi studiosi e che neppure le sue interviste erano oggetto di vasto interesse. Solo Rosario Romeo,il grande storico di Cavour, difese De Felice  a viso aperto ,anche rispetto alle congiure tramate contro di lui dal mondo accademico.
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Oggi con il progetto di legge dell’On. Fiano sembra che si stia tornando indietro di decenni. La democrazia necessita, per potersi esprimere della più assoluta libertà di opinione. Anche la ricerca storica necessita di questa libertà perché l’ipotesi di risolvere i problemi storici in tribunale è cosa totalmente assurda. In Germania e in Francia ci hanno provato con esiti allucinanti.  Le opinioni non sono reati. Il revisionismo storico nel quale io non mi colloco, non è un reato. Potrebbe esserlo il negazionismo, ma tra revisionismo e negazionismo va fatta una distinzione netta. Dino Cofrancesco sosteneva giustamente che bisogna distinguere tra peccato e reato, in difesa della laicità dello Stato. Commettere atti impuri in passato (oggi il giudizio è sospeso e non si parla neppure più della fornicazione) era considerato un grave peccato, ma certo non poteva essere considerato un reato. Infrangere il vincolo indissolubile del sacramento del matrimonio era (o è?) un peccato, ma la legge Fortuna -Baslini ha consentito ai cittadini  italiani di sciogliere il matrimonio naufragato senza ricorrere a sotterfugi. Ma la laicità non è solo questione di rapporti tra stato e chiesa, è anche un modo di approcciarsi alla realtà. Un modo di leggere ,quasi dissacrare, le stesse ideologie,rifiutando i  pregiudizi dottrinari, diceva il liberale Zanone. Se si vede il discorso in modo laico, appare più che accettabile,ad esempio, il rifiuto del Movimento grillino che si è riscoperto in questa occasione, sorprendentemente, persino liberale. Le dichiarazioni  della presidenta della Camera Boldrini che avrebbe il dovere di tacere su un disegno di legge in discussione alla Camera, rivelano invece uno spirito settario che fa pensare alla famosa frase di Flaiano. Forse oggi in Italia i pericoli, senza sottovalutare assolutamente Casa Pound, sono il populismo e l’estremismo islamico che insanguina l’Europa. Riconfermando più che mai i valori dell’antifascismo che ho appreso alla scuola di Garosci e Galante Garrone, non mi sento tuttavia di approvare il ddl Fiano. In passato vennero ammesse persino delle liste elettorali che contenevano la parola fascismo senza particolari problemi.  Una democrazia che ricorre a leggi speciali rivela la sua debolezza. Non è con le leggi che si contrasta la propaganda avversaria, ma con la mobilitazione sul piano delle idee.  Andare oltre la legge Scelba , ad oltre 70 anni dalla caduta del regime , appare un gesto politico che magari centra l’obiettivo di ricostruire una certa verginità politica di sinistra al PD renziano, ma non risulta utile ai fini di affermare i valori intramontabili della tolleranza. Anche andando oltre Popper. La tolleranza di Voltaire che dopo due secoli è diventata rispetto per tutti, anche per  quelli di casa Pound che ci disgustano e ci preoccupano come democratici come liberali, anzi direi come cittadini. Casa Pound si richiama ad un poeta che alcuni considerano grande e che a me è  sempre apparso molto oscuro. Il fatto di aver simpatizzato con il fascismo gli costò carissimo proprio per iniziativa dei suoi compatrioti americani che lo dileggiarono. Ma essere stato vicino a Mussolini anche durante la repubblica di Salò non poteva non avere dei costi, anche per un poeta che diventò , di fatto ,un propagandista del regime nazifascista. Questo andrebbe ricordato e documentato per evidenziare l’assurdo del fatto di  richiamarsi a Pound in un contesto storico in cui egli appare un sopravvissuto del tutto inattuale che va rifiutato per le sue idee spesso confuse e pasticciate, oltre che non condivisibili. Liberato dagli americani stava lunghi periodi a Rapallo e io ho conosciuto persone che hanno intrattenuto con lui dei rapporti. Certo non era il “fascista libertario” di cui qualcuno ha scritto, ma semmai un vecchietto  deluso, ormai al tramonto. Qualche masnada di  ragazzetti esagitati in piazza non potranno né oggi né mai mettere in pericolo istituzioni che hanno garantito la libertà a tutti per tante decine d’anni. Non riduciamo un problema serio com’è quello delle istituzioni democratiche, a terreno di scontro a colpi di battute semplicistiche che non aiutano ad uscire dalla palude in cui siamo. Per uscirne occorrono idee che pare manchino assolutamente. Se possibile, idee nuove , capaci di guardare avanti e non indietro.

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Se poi si pensa di perseguire anche il venditore di souvenirs nostalgici a Predappio  e dintorni, si rischia di cadere in casi di  comicità involontaria. Producono del vino con l’etichetta  che riproduce il volto di Mussolini e che si trova persino nei grill autostradali. A Predappio prospera il commercio di certa paccottiglia, ma la tomba al cimitero e’ piena di ragnatele e quasi in stato di abbandono. Un contrasto da non sottovalutare. Il ddl Fiano ha già messo in allerta persino i collezionisti di francobolli, perché certe emissioni celebrative del ventennale della marcia su Roma  o dell’impero sui colli fatali di Roma potrebbero, a detta dei filatelici, non essere più commerciabili. Un’autentica idiozia.  Ci pensino i legislatori prima di votare perché alcuni aspetti del ddl sono addirittura grotteschi.  La storia, bella, brutta, bruttissima, indecente e’ sempre storia e nessuna legge può cancellarla. E’ compito degli storici, e non dei politici  ,quello di scriverla e di farla conoscere, partendo ,in primis, dalle scuole dove crescono dei giovani piuttosto ignari, malgrado la presenza di plotoni di docenti antifascisti ,oggi forse  più preoccupati del loro punteggio che della loro funzione educativa.

 

quaglieni@gmail.com

Da Beethoven a Glanert nei concerti del Regio

Una stagione caratterizzata da grandi direttori e solisti di fama internazionale sarà quella della Stagione sinfonico-corale del teatro Regio di Torino 2017-18, che affiancherà e completerà quella lirica e di balletto. Per un totale di tredici appuntamenti, si tratta di un’offerta   comprendente concerti, sinfonie, musica da film, poemi sinfonici, Lieder, un oratorio e una prima italiana, tra cui il Concerto doppio per due pianoforti e orchestra di Detlev Glanert e il nuovo spettacolo di Marco Paolini e Mario Brunello. L’apertura della stagione concertistica sarà affidata al maestro Gianandrea Noseda, sabato 21 ottobre prossimo, sul podio dell’Orchestra del teatro Regio, con in programma la Sinfonia n. 9 in re maggiore di Gustavo Mahler. Si tratta di una partitura imponente, quasi un denso romanzo che contiene un mondo spirituale in sé compiuto, di cui il primo movimento fu definito dall’amico del compositore, Alban Berg, “la cosa più bella che Mahler abbia scritto, l’espressione di un amore inaudito per questa terra”. La Sinfonia n. 9 è la più complessa e trascendentale tra quelle scritte dal compositore boemo. Il 13 novembre sarà la volta della musica del Novecento e il tema quello caro all’Orchestra del teatro Regio, quello dei compositori americani nella storia della musica. In programma ” Un americano a Parigi” di George Gershwin, composto durante il suo soggiorno europeo nel 1928. A dirigere la Filarmonica del teatro Regio il maestro Donato Renzetti. Sabato 25 novembre Marek Janowski, al suo debutto al Regio di Torino, dirigerà l’Orchestra in un programma dedicato all’anima più profonda del Romanticismo tedesco. Di Richard Wagner verranno presentati alcuni estratti sinfonici tratti da “I maestri cantori di Norimberga”, il Preludio all’opera e quello al terzo atto, capaci di esprimere lo spirito sacro dell’arte tedesca,   elemento di coesione nazionale e Weltanshaung dell’opera wagneriana. Sempre di Wagner verrà proposto l’Idillio di Sigfrido, una pagina delicata e commovente che il compositore regalò alla moglie Cosima nell’anno del loro matrimonio. A Wagner verrà accostato Robert Schumann, anima romantica tormentata, di cui sarà eseguita la Sinfonia n. 4.

 

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Il 18 dicembre Timothy Brock dirigerà la Filarmonica nell’esecuzione delle musiche della “Febbre dell’oro” di Charlie Chaplin, uscito come film muto nel 1925, e dallo stesso Chaplin riadattato nel 1942, inserendo una traccia orchestrale e la propria voce come commento sonoro, in sostituzione delle didascalie. Bernstein e Dvorak costituiranno il programma del concerto prenatalizio del 22 dicembre, con Pinchas Steinberg sul podio dell’Orchestra e Coro del teatro Regio. Di Bernstein verrà presentata l’ Ouverture del Candide, operetta scritta nel 1956 con debutto a Broadway, seguita dai “Chichester Psalms”. Di Dvorak verrà eseguita la celeberrima Sinfonia n. 9 “Dal nuovo mondo”. Un programma a sorpresa sarà, invece, quello che il maestro Gianandrea Noseda riserverà al pubblico nel concerto del 22 gennaio 2018, realizzato con il contributo della Fondazione Crt. Strauss sarà il protagonista del concerto in programma il 23 febbraio, diretto sempre dal maestro Noseda, con l’esecuzione delle pagine “Aus italian” e “Don Quixote”, entrambe partiture di elevato virtuosismo da parte dell’orchestra. Gianluca Cascioli e Enrico Pace saranno i pianisti solisti del concerto in programma il 28 febbraio 2018, diretto dal maestro tedesco Karl-Heinz Steffens. Sarà l’occasione per la prima esecuzione italiana del Concerto doppio per due pianoforti e orchestra di Detlev Glanert compositore tedesco classe 1960. Venerdì 30 marzo sarà la volta di un nuovo appuntamento del progetto Mahler, con in programma i suoi Kindertotenlieder e la Sinfonia n.5.

 

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Il 5 aprile a dirigere l’orchestra sarà il maestro Sergey Galaktionov; verranno eseguite le Due invenzioni per archi di Bruno Bettinelli del 1939, il Concerto in re minore per violino e orchestra di Mendelssohn Bartholdy e, a conclusione, il Quartetto n. 14 intitolato ” La morte e la fanciulla” di Schubert, trascritto per orchestra da Mahler. Brahms e Schubert saranno i compositori le cui musiche risuoneranno nel concerto del 27 aprile, con l’atteso ritorno del maestro Michele Mariotti. A conclusione domenica 20 maggio verrà eseguito l’ Elias, composto da Mendelssohn Bartholdy, per la direzione di Pinchas Steinberg, e il 25 e 26 maggio andrà in scena un atteso appuntamento, con il ritorno al Teatro Regio di Marco Paolini e Mario Brunello in un nuovo spettacolo intitolato “#Antropocene”, con la partecipazione anche del rape Frankie hi-nrg-mc. Paolini sarà la voce narrante e Mario Brunello direttore d’orchestra e violoncello solista, in una serata di teatro di narrazione, che vuole essere un viaggio sull’evoluzione umana in ambito tecnologico, indagando il rapporto tra uomo e natura.

 

Mara Martellotta