redazione il torinese

AL POLI LE IDEE DI 600 INNOVATORI DA TUTTO IL MONDO DIVENTANO REALTA’ D’IMPRESA

Ospitato dal Politecnico di Torino e alla sua seconda edizione italiana questo “StartUp Accelerator” porterà a 100 nuove idee di impresa

 

Trasformare un’idea in un’impresa innovativa in tre settimane, con il supporto dei maggiori esperti delle più importanti università e aziende tecnologiche internazionali, sotto la stretta osservazione di rappresentanti di Venture capital e Fondi di investimento.

È l’obiettivo dei 600 partecipanti a EIA Turin 2017, la European Innovation Academy ospitata dal Politecnico di Torino dal 10 al 28 luglio alla sua seconda edizione italiana. Grazie a un accordo siglato tra il Politecnico ed EIA e al coinvolgimento di tutto il sistema territoriale cittadino e regionale, dal 2016 Torino è infatti la sede di questo StartUp Extreme Accelerator di grande prestigio internazionale. EIA Turin 2017 ha ricevuto il supporto di FCA e Intesa Sanpaolo ed è stata accolta con entusiasmo dalla Città, dall’Università degli Studi di Torino e dal mondo delle imprese, degli incubatori e della formazione, con il sostegno, in particolare, della Camera di Commercio, Industria e Artigianato di Torino.

Per venti giorni gli spazi del Lingotto del Politecnico di Torino si trasformeranno in un laboratorio creativo dove si confronteranno giovani di talento di tutto il mondo: ingegneri, studenti di marketing ed economia, provenienti dalle più prestigiose università del mondo, ma anche persone che già lavorano in azienda e vogliono sfruttare l’occasione dell’Academy per “accelerare” l’innovazione. Gli innovatori di EIA incontreranno mentor e investitori provenienti dalla Silicon Valley e dal territorio regionale e nazionale: nomi di primo piano del mondo universitario e imprenditoriale che metteranno a disposizione la loro esperienza come strumento e leva per la promozione dell’imprenditorialità a base tecnologica. Fra i mentor coinvolti ci sono Ravi Belani (Alchemist, Stanford University), Ken Singer (UC Berkeley), Martin Omander (Google), Danny Lange (Unity), Klaus Busse (FCA).

I partecipanti all’Academy provengono dalle migliori università internazionali: UC Berkeley, Tsinghua University, Utc Sorbonne Paris, University of Texas a Austin; numerosa anche la rappresentanza torinese, con 50 studenti del Politecnico di Torino su tutti i livelli di studio e ragazzi provenienti da Università di Torino, Università di Trento, SAFM – Scuola di Alta Formazione al Management e IUSTO.

EIA porterà a Torino le metodologie nate nella Silicon Valley per trasformare idee e tecnologie in start up, attraverso mentoring e tutoraggio imprenditoriale. I partecipanti, suddivisi in piccoli gruppi multidisciplinari, dovranno sviluppare un business partendo da un’idea iniziale. Nella prima settimana i giovani innovatori individueranno l’idea e i prodotti, nella seconda sarà creato il prodotto di base e nella terza sarà effettuato il test di mercato per verificarne l’appetibilità per i consumatori. Gli studenti saranno quotidianamente monitorati e supportati dagli esperti di settore. Al mattino si terranno gli incontri con i mentor, invece il pomeriggio sarà dedicato al lavoro di gruppo.

Gli ambiti su cui si lavorerà sono mobility, food e design: tre grandi filoni, che rappresentano esempi dell’eccellenza della cultura imprenditoriale italiana, all’interno dei quali dovranno rientrare i progetti selezionati come idee da trasformare in impresa. Ambiti che siamo abituati a considerare come molto legati alla tradizione, ma che in realtà hanno un grande potenziale di innovazione. Le migliori idee sviluppate durante l’evento saranno finanziate da Venture Capitalist internazionali e sostenute nell’ingresso sul mercato.

Ma EIA è un’opportunità anche per le aziende. Grazie ad un accordo siglato con la Camera di commercio di Torino, nell’ambito delle attività di Alps Enterprise Europe Network, sono due le opportunità offerte alle imprese piemontesi nell’edizione di quest’anno:

–      la partecipazione gratuita per 50 manager di aziende innovative già strutturate, con più di 6 anni di attività, ad una giornata di alta formazione, l’Executive Innovation Day, in programma il 14 luglio

–      l’accesso gratuito a 5 start up (ciascuna con 3 partecipanti) a tre sessioni nell’ambito del programma di Keynote Session.

Ottima la risposta a queste proposte da parte delle aziende locali, con la partecipazione di realtà di altissimo livello, con competenze innovative e high tech applicate in diversi settori (automotive, ambiente, chimica, energia, aerospazio, logistica, biometria, data management, ecc.). Le imprese ammesse sono state selezionate dalla Camera di commercio e dagli stessi esperti di EIA sulla base di diversi criteri, come il tasso di innovazione, il potenziale di crescita, il possesso di brevetti o prodotti high tech fortemente innovativi, la propensione all’internazionalizzazione, l’aggiudicazione di bandi europei.

(foto: il Torinese)

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Il Presidente di EIA Alar Kolk ha commentato: “Europe can grow only through innovation, it’s our duty to experiment with unique ideas to restructure our economies. EIA accelerator provides unprecedented opportunity to anyone who is willing to take the challenge to change the world and bring new products and services to global market in record 15 days. Make no mistake, it’s gonna be hard – many failures on road. The journey will test our brightest minds and willingness to build the future”.

“Poter ospitare per la seconda volta nel nostro campus un evento così prestigioso come la European Innovation Academy è una grande opportunità per accrescere ulteriormente la nostra capacità di proporre innovazione e di creare impresa, dando una dimensione nuova alla modalità classica con la quale questi temi si affrontano in un’università. Riteniamo, quindi, che si tratti di un’ottima occasione per i nostri studenti, ma anche per l’intero sistema territoriale, qualificando Torino come una realtà di primo piano a livello internazionale per lo sviluppo dell’imprenditorialità e del trasferimento tecnologico”, ha aggiunto il Rettore del Politecnico Marco Gilli.

“Siamo molto felici di essere Partner di questa iniziativa. Il nostro Gruppo sta ormai da tempo percorrendo una strada che guarda all’innovazione: multicanalità, digitalizzazione, big data, oltre all’Innovation Center creato qui a Torino. Crediamo fermamente che uno dei modi per rispondere alle nuove sfide a livello globale, sia quello di favorire una relazione virtuosa tra il mondo accademico e quello produttivo. È necessario porre le condizioni affinché le nuove generazioni possano sviluppare le loro idee e  mettere a disposizione del mercato le loro capacità innovative. Per questo motivo, oltre ad appoggiare iniziative come questa, abbiamo avviato ormai da anni un programma per favorire la nascita di Start up e supportare le imprese nell’esplorazione di tecnologie e nuove soluzioni”, ha commentato Enrico Bagnasco, responsabile Direzione Sistemi Informativi Intesa Sanpaolo.

“Fiat Chrysler Automobiles – ha spiegato Gilberto Ceresa, responsabile dell’Information & Communication Technologies per le regioni EMEA e LATAM di FCA – ha deciso di collaborare con la ‘European Innovation Academy’ anche per questa seconda edizione 2017 perché riteniamo che lo sviluppo di un ecosistema innovativo (che la European Innovation Academy può favorire) rappresenti una bella opportunità per l’evoluzione di alcune competenze e professionalità di cui l’industria Automotive ha bisogno. In particolare, l’evoluzione del concetto di Mobility e l’Industry 4.0, che in FCA rappresentano ormai delle realtà tecnologiche in parte consolidate, possono essere temi di stimolo all’imprenditorialità e allo sviluppo di nuove idee e soluzioni”.

“Come Camera di commercio di Torino sfruttiamo la presenza di EIA a Torino per offrire opportunità concrete in particolare alle nostre aziende – ha aggiunto Vincenzo Ilotte, Presidente dell’ente camerale torinese – Rispetto all’anno scorso, poi, abbiamo voluto aggiungere un tassello in più: oltre alla partecipazione gratuita alle keynote sessions offerta a 5 start up, in questa edizione, con l’Executive Innovation Day, abbiamo voluto proporre un appuntamento nuovo espressamente dedicato alle aziende già strutturate, con almeno 6 anni di attività alle spalle, che vivono il delicato passaggio di consolidamento e di crescita della propria idea innovativa. L’obiettivo per noi è che queste pmi, pur essendo già strutturate, imparino ad innovare con la stessa velocità delle start up e che accelerino così anche la propria crescita sui mercati internazionali”.

 

Luci e ombre della proposta di uscita dall’Euro

In questi giorni si è riaccesa la diatriba tra il ritorno ai parametri di Maastricht e la proposta di uscita dall’Euro anche perché lo scontro politico si è riacceso dopo le recenti comunali e di conseguenza ha alzato l’attenzione sulle proposte economico-finanziarie dei vari schieramenti, in particolar modo quelli del Pd e della Lega Nord.

Forse già in troppi hanno commentato gli scenari futuri possibili e hanno proposto le previsioni più azzardate tra filoeuropeisti e antieuropeisti anche nella logica di quanto sta avvenendo nel Regno Unito con il fenomeno “Brexit” dai contorni non ancora così nitidi, nonostante il referendum popolare inglese non sia così recente, segno che il fenomeno democratico sia ancora tutto non solo da sancire quanto da applicare.

Orbene le formule matematiche hanno dimostrato in economia tutti i propri limiti e i “tecnici” non hanno brillato né per consenso presso la pubblica opinione né nei risultati in concreto: la famigerata “spending review ” ha distrutto un tessuto sociale ben definito di piccole e medie imprese e lasciato sul campo di battaglia agonizzanti milioni di partite IVA condannate a estinguersi tra mille sofferenze e allo stesso tempo non ha sanato un malato tumorale quale lo Stato che, per sopravvivere, si è nutrito delle cellule sane, i cosiddetti “lavoratori”.

L’ “austerity” intesa quale politica finanziaria ed economica non ha minimamente intaccato le salde impalcature del clientelismo istituzionale nel suo complesso, ma ha logorato unicamente la capacità di tanti piccoli Comuni di effettuare quei modesti ma diffusissimi investimenti a salvaguardia del territorio, ormai allo stato brado ovunque, impedendo quel volano così importante per le numerose imprese di costruzione edile in genere composte da pochi addetti con un peso specifico nella propria totalità non di poco conto.

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L’incapacità di produrre risultati concreti ha fatto sì quindi che i partiti di Governo o in generale quelli europeisti così tanto garantiti da Napolitano prima e da Mattarella oggi abbiano perso negli ormai nove anni di crisi milioni di elettori o che se da un lato hanno optato per i Cinque Stelle o i Leghisti dall’altro si sono disinteressati al recente voto destando non poco sgomento tra i famosi e autorevoli sostenitori del modello democratico in termini di partecipazione e rappresentanza. Che dire sui pettegolezzi autorevoli su famigerati accordi tra Renzi e la Unione Europea nel negoziare flessibilità di bilancio in deroga ai parametri di Maastricht in cambio della “disponibilità” italiana a ospitare i “rifugiati” provenienti da mezza Africa che i nostri cari padri latini non avrebbero esitato a chiamare barbari?

Dall’altra sponda la demagogia impazza rimpiangendo la cara e vecchia Lira o meglio le funeste “svalutazioni competitive” che per chi non lo ricordasse negli anni 80’ hanno portato al fallimento o al commissariamento di tante Signore Aziende italiane così strutturalmente sbilanciate in dollari nell’imprescindibile approvvigionamento delle materie prime dall’estero. Che peso specifico avrebbe la Nostra Lira nello scenario europeo e mondiale? Da quale risorse sarebbe tutelata? Riserve auree o petrolifere?

La nostra ricchezza è il Lavoro, parola troppo strumentalizzata nelle sigle, negli slogan, nelle Leggi e sempre più distante dal suo etimo più naturale. Perché i massmedia e soprattutto i politici e i cronisti economici non affrontano mai il tema degli investimenti, o meglio del crollo del 30% che essi hanno subito dal 2008 a oggi? Se nessuno, sottolineo italiano o straniero che sia, crede più in questa Nazione un motivo ci sarà!

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Se la preservazione della classe politica e della struttura istituzionale italiana nel suo insieme non deriva più dalla competenza, dalla professionalità e dalla trasparenza per non scomodare il tanto citato “consenso”, ma dal varo continuo di norme burocratiche indecifrabili, lontane da elementi concreti, ma sempre più tendenti al sofismo di coloro che le interpretano chiaramente a loro uso e consumo, la propensione degli operatori di mercato inevitabilmente sparisce, disincentivata dalla concreta quanto mai oggettiva impossibilità a ipotizzare qualunque forma di ritorno sull’investimento che, ripeto, non è tutelato nei fatti in alcun modo.

A pochi giorni dalla scomparsa di Paolo Villaggio e del suo genio satirico teatrale nel celebrare un’Italia abitata fondamentalmente da antieroi, così impegnati reciprocamente ognuno per i mezzi e le capacità che possiede, proporzionalmente nel vivere alle spalle del prossimo, mossi da un egoismo miope e parassitario incurante delle sorti dell’azienda o meglio del Paese, che senso ha parlare di politiche economiche se non si rimette al centro il vero problema: la mentalità e il ruolo di questo leviatano chiamato Stato. Allora invito tutti a parlare meno di Euro e di Lira, di formule alchemiche finanziarie e a riportare maggior attenzione sul principale problema che abbiamo oggi: il sistema Paese.

E’ inutile, quindi, strapparsi le vesti dietro a ideologie finanziarie: fino a quando non si interverrà con un’intelligente mannaia per recidere tutte quelle sacche di privilegio e di parassitismo vero o improprio derivante anche da accordi taciti da referenti istituzionali o di chi se lo è arrogato attraverso forme improprie di usucapione, nessun operatore di mercato con un briciolo di intelligenza, nemmeno il più temerario, accetterà di sacrificare quel tanto o quel poco che ha per finanziare la propria naturale propensione alla scalata sociale, impedendo pertanto a l’unica e vera “mano invisibile”, manovrata non da Governi o forze occulte ma da milioni di Cittadini uniti nei loro sforzi da quello slancio vitale che connota il genere umano verso la Libertà e il Benessere.

Carlo Carpi

 

L’uomo che ha speronato la moto e causato la morte della ragazza: “Io l’ho fatta e io la pago”

“Io l’ho fatta e  io la pago”: così si è sfogato  subito dopo l’incidente, Maurizio De Giulio, il 50enne di Nichelino che ieri, sulla  strada statale 24  in Valle di Susa, ha inseguito e speronato con il suo van, dopo un litigio,  due ragazzi a bordo di una moto Ktm. E’ morta la giovane 27enne ed è gravissimo il fidanzato 29enne. L’uomo è nel carcere ‘Lorusso e Cotugno’ con l’accusa di omicidio stradale. Ieri era alla guida di un furgone Ford Transit, con la compagna e la figlia di lei. Forse una mancata precedenza è stata la causa della lite. Il suo legale dice che l’assistito è disperato ed è scoppiato a piangere quando ha saputo della morte della ragazza.

Al top dell’alberghiero

Parlano anche torinese i cento/centesimi all’Istituto alberghiero Ronco di Trino Vercellese. Alba Zanero di Verrua Savoia ha brillantemente superato gli esami di stato con la votazione di 100/100 e lode. La ragazza si è diplomata nella sezione di accoglienza turistica. Ma quello di Alba non è stata l’unica eccellenza,  il cento l’hanno raggiunto anche Melania Franco di Saluggia (accoglienza turistica), Stefano Giordano (enogastronomia) di Valenza e Valentina Marengo di Casale Monferrato. Inoltre la classe quinta di accoglienza turistica ha presentato alla commissione di esame un sito internet preparato dalle ragazze, dove sono stati inseriti tutti i progetti effettuati nel loro percorso di studi e le loro tesine multimediali.

Massimo Iaretti

 

Ceriale, un monito

La scarsa sicurezza in una manifestazione sul pontile di Ceriale a cui si è posto  rimedio tardivamente, deve essere di monito a tutti . Ci avviamo alla stagione calda con eventi importanti e la sicurezza deve essere alla base del divertimento,anzi ne e’ la premessa. Vie di fuga segnalate,persone addette ai controlli,Croce rossa presente,forze dell’ordine nel massimo numero possibile sono solo,alcune delle necessita’ .L’esempio dei disastri e dell’inciviltà lasciate nelle spiagge alassine dai turisti” mordi e fuggi ” implicano il ricorso a rimedi drastici,ad esempio ridurre il numero dei parcheggi dei bus,se proprio non è possibile limitare il numero dei posti disponibili sugli arenili.Questa e’ un ‘ estate eccezionale che richiede sforzi eccezionali .Senza prevenzione certa ,non lasciata a volontari occasionali,bisogna aver il coraggio di eliminare dai programmi le manifestazioni a rischio ,nell’interesse di residenti e turisti. La nostra ,capiamo,e’ una voce fastidiosa e scomoda,ma chi ha potuto vedere il disastro torinese del 3 giugno con un morto e 1500 feriti ,ha il dovere morale di invitare alla massima vigilanza e prudenza.Incidenti,confusione,episodi di inciviltà lederebbero l’immagine turistica della Liguria,come e’ avvenuto a Torino.

Il centro Pannunzio

Le mete de Le Tre Rose non solo nel campo di gioco ma dell’integrazione

Dallo Stadio del Rugby di Casale Monferrato sino all’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati. La squadra interraziale, nata qualche anno fa, nell’ambito della società di rugby “Le Tre Rose e la cooperativa Senape, ha raggiunto un altro traguardo. L’idea venne dal presidente (anzi presidentissimo) Paolo Pensa che propose di insegnare il rugby a ragazzi, per lo più provenienti da Paesi dell’Africa subsahariana, presenti in città, per favorire l’integrazione. E questo esperimento ha portato ad affrontare la tematica sia con la Federazione italiana rugby, sia con il Coni. E momento significativo era stata la stretta di mano tra Pensa, alcuni dei suoi atleti ed il presidente della Repubblica Sergio Mattarella al momento della visita al Parco Eternot. Ora, però, c’è un valore aggiunto. “Il docu – film “Le Tre Rose Nere” sulla squadra interraziale – spiega Paolo Pensa – realizzato da Walter Zollino, dopo essere stato edito integralmente su La Repubblica Tv il 20 giugno, in concomitanza con la Giornata mondiale del Rifugiato, è stato voluto dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati e rilanciato attraverso i suoi canali. Ora, pertanto, Casale Monferrato non è più solo conosciuta per la triste vicenda dell’Eternit, ma anche per Le Tre Rose”. Il presidente della società, nata a Rosignano ma che allargandosi è poi “approdata” nella città di Sant’Evasio vuole fare un’altra puntualizzazione: “Tutto questo è stato possibile, ed è giusto e sacrosanto ricordarlo, grazie alla vecchia guardia della società, capitanata da Fabio Lifredi, che non ha abbandonato ed ha creduto in questo nuovo corso, che comunque vede un settore giovanile, la diffusione della disciplina del rugby negli istituti scolastici e adesso la prossima partenza di una squadra femminile”. Intanto, sotto l’aspetto dei regolamenti federali c’è una novità per i giocatori migranti. Sino ad ora potevano giocare in serie C con una deroga del presidente Fir: essendo stati tesserati allo stato erano “di formazione straniera”, ma adesso qualora richiesti da altra squadra diventeranno “di formazione italiana”, potendo così anche approdare a squadre di serie A o di B e “avendo in questo modo – conclude il presidente Paolo Pensa – una bella e buona opportunità di prospettiva e di miglioramento per la propria vita ed una ancora più vera integrazione. Questa è, e faccio il paragone con il nostro sport, la meta raggiunta da Le Tre Rose, che naturalmente va al di là del campo di gioco”.

Massimo Iaretti

 

 

 

 

Due coppie aprono procedimento civile verso il Comune per la notte di piazza san Carlo

Provengono da Ferrara le due coppie rimaste ferite a Torino nella drammatica notte di piazza San Carlo lo scorso 3 giugno. Hanno chiesto dui essere assistite all’avvocato Gianni Ricciuti e hanno aperto un procedimento civile con messa in mora nei confronti del Comune di Torino. Coinvolta una trentenne, che ha riportato profonde ferite da taglio alla coscia destra, curate con 18 punti di sutura e di un 41enne che ha rischiato di perdere l’occhio. Gli altri due hanno invece riportato tagli alle mani e alle gambe e tutti e quattro  hanno perso cellulari, tablet, zaini, scarpe. “Risarcimento dei danni fisici e psicologici e  rimborso degli effetti personali sono  ancora da quantificare, confidiamo di essere contattati”, spiega Ricciuti all’ Ansa. Al momento non è stata fatta denuncia penale.

 

(foto: il Torinese)

 

 

Gasolio più “pulito” per 650 bus Gtt. E cambiano le regole per salire e scendere dai mezzi

Autobus meno inquinanti nel futuro di Torino. Grazie a Eni, Comune,  GTTGruppo Torinese Trasporti e Amiat, società del Gruppo Iren, che hanno siglato nei giorni scorsi un accordo  per avviare un progetto di sperimentazione su larga scala basato sull’utilizzo da parte degli autobus torinesi di Eni Diesel+, il nuovo carburante che contiene il 15% di componente rinnovabile. Il carburante verrà fornito all’azienda torinese di trasporto pubblico allo stesso costo del gasolio finora utilizzato dai mezzi in servizio sulla rete urbana. Eni si è infatti aggiudicata la gara per la fornitura dei combustibili agli autobus di Torino. “A partire oggi e fino al 31 ottobre gli autobus della flotta cittadina di GTT, – informa il Comune – complessivamente 650 mezzi riforniti attualmente con gasolio tradizionale, utilizzeranno il nuovo combustibile che, sulla base delle ricerche effettuate, permette di ridurre in modo sensibile le emissioni inquinanti – in particolare idrocarburi incombusti, ossido di carbonio e particolato -, di mantenere pulito il motore e di consentire una efficienza di combustione sempre ottimale, determinando, di conseguenza, una riduzione degli interventi di manutenzione dei motori, nonché di ottenere una riduzione dei consumi fino al 4%, in conseguenza dell’elevato potere calorifico”. La Città di Torino – che lo scorso marzo ha aderito alla Dichiarazione di Siviglia, documento con il quale oltre 60 amministrazioni locali europee si sono impegnate a incoraggiare politiche di “economia circolare” all’interno delle città – promuoverà  la raccolta degli oli spenti di frittura delle utenze domestiche. Amiat contribuirà, in accordo con la Città di Torino, alla promozione fra i cittadini della raccolta degli oli vegetali usati, anche attraverso il posizionamento di eventuali nuovi punti di raccolta sul territorio. Dopo un trattamento di purificazione da effettuare presso aziende specializzate l’olio esausto recuperato potrà essere trasformato in biocarburante presso la Raffineria Eni di Venezia e quindi utilizzato per alimentare i mezzi pubblici del territorio del Comune e contribuire così alla riduzione delle emissioni inquinanti, consentendo altresì di mettere in atto un esempio concreto di valorizzazione di scarti di consumi.  E da oggi, lunedì 10 luglio, inizia la  sperimentazione a partire dalle linee 27 che collega  Barca al centro  e 61  San Mauro – corso Marconi., per quanto riguarda la salita  e discesa a bordo del mezzo: si dovranno usare le porte anteriori e posteriori, invece per la discesa dal bus  si dovranno utilizzare le porte centrali. Le  modalità di ingresso e uscita dai mezzi saranno indicate da un’apposita segnaletica. Disabili in carrozzina e mamme con il passeggino  potranno  salire anche dalle porte centrali. A partire dall’autunno le regole varranno per tutti i bus di 12 metri.

Tino Aime il piemontese internazionale

di Pier Franco Quaglieni
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E’ mancato  Tino Aime,nato a Cuneo  nel 1931 e residente a Gravere,in valle di Susa, da molti anni. Il suo nome, così  legato al Piemonte, ebbe anche un risalto internazionale.Fu meno noto in Italia,come spesso accade nel nostro Paese che è vittima del pregiudizio del provincialismo. Era un pittore, uno scultore,ma soprattutto fu noto come incisore dalla tecnica raffinata. Non raggiunse i livelli artistici e poetici di Francesco Tabusso che alla montagna ha dedicato tante tele, acquaforti e tempere (Tabusso amava la montagna di Rubiana dove soggiornava d’estate e soprattutto Bardonecchia, lui amante dello sci),ma certamente si tratta di una figura di artista destinata a lasciare il segno non soltanto nei confini regionali.  Non era un pittore di scuola, non frequentò l’Accademia di Belle Arti e questo fatto suscitò una qualche  perplessità in Mario Soldati che era stato amico di Felice Casorati e si era

laureato in storia dell’arte con Lionello Venturi. Fece molti omaggi di opere a Soldati che scrisse una sola volta di lui e che volle regalarmi le opere di Aime che, secondo lui, non potevano stare nella sua casa di Tellaro insieme alle tele di Carlo Levi,Enrico Paulucci ed altri maestri. Così nelle mie case ci sono tante opere di Aime che invece io, meno sofisticato di Soldati, apprezzavo molto. Trovò una profonda consonanza con Mario Rigoni Stern che aveva scritto tanto di montagna e di quella che oggi si chiama” la salvaguardia del territorio”. Paradossalmente Rigoni Stern aveva anticipato tanti temi che oggi sono di estrema attualità,anche se il suo nome è stato dimenticato. Un’altra forte amicizia solidale  di Aime era il poeta dialettale Walter Curreli che pubblicò le sue poesie insieme alle sue incisioni. Un’accoppiata perfetta.Il piemontese era la loro koiné, ma i loro animi e le loro emozioni avevano un valore universale, senza rimanere imbrigliate nelle vallate alpine tanto amate. Un altro che ha dialogato a lungo con Aime è stato Edoardo Ballone,giornalista e sociologo, attento non solo alla gastronomia,ma alle minoranze etniche. Anche Ballone è stato presto dimenticato. L’accademico del Cai Massimo Mila apprezzava molto Aime che resta un personaggio vivo,non incasellabile  criticamente,un artista  sicuramente libero che sentì la vita sobria della montagna anche come anelito di libertà. A Torino, lui cuneese,non viveva bene, sentiva la necessità di tornare spesso a Cuneo,ai luoghi della sua infanzia.Si trovò a suo agio solo quando si trasferì a Gravere. Il suo è stato un lungo impegno artistico iniziato nel 1963 ed è merito della galleria torinese “Fogliato” aver contribuito a farlo conoscere ed apprezzare. Lui sarebbe stato una sorta di “lupo della steppa”, saldamente ancorato ai valori tradizionali della famiglia e della vita semplice dei montanari. La Valle di Susa piange un artista che le ha dato lustro,scegliendo di vivere in un paese sopra Susa ,un comune al riparo dalla notorietà turistica, dove la vita è rimasta cadenzata con i ritmi di un tempo che non c’è più e  che Aime ha trasfigurato nella sua arte semplice,lineare,trasparente come la sua anima. 

quaglieni@gmail.com

LITE CAUSA INCIDENTE STRADALE, MORTA UNA RAGAZZA

Ha provocato dopo una lite un incidente stradale, all’imbocco di Condove,  in cui ha perso la vita una ragazza. Il conducente di un van Ford Transit è stato così arrestato con l’ipotesi di omicidio stradale dai carabinieri. Il veicolo  ha urtato violentemente la moto su cui la vittima, una ventisettenne di Moncalieri, viaggiava con  fidanzato, trasportato in gravi condizioni a Torino al  Cto. I due uomini avevano litigato poche centinaia di metri prima, sulla statale 24. Il conducente del van era positivo all’alcol test.