CRONACA- Pagina 34

Nuove opportunità di inclusione a donne e madri recluse

Firmato a Palazzo Lascaris il protocollo di intesa tra la Commissione Regionale per le Pari Opportunità ed il Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale 

Torino, 4 marzo 2026.

Nella giornata di oggi è stato siglato a Palazzo Lascaris l’accordo tra la Commissione Regionale per le Pari opportunità ed il Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale che intende promuovere la realizzazione di interventi volti a migliorare le condizioni di vita delle persone detenute, con particolare riferimento alle donne e madri recluse.

L’accordo, firmato da Maria Rosa Porta, Presidente della CRPO e dall’Avv. Monica Formaiano, Garante dei Detenuti, Rappresenta una importante novità per la nostra Regione è un ulteriore passo avanti nell’impegno che l’Amministrazione intende assumersi a sostegno dei diritti delle persone nel senso più ampio.

Tra le iniziative oggetto dell’accordo sono previste iniziative formative ed informative rivolte al personale penitenziario, agli operatori e alle persone detenute; l’organizzazione di incontri, seminari, convegni e campagne di sensibilizzazione, la realizzazione di progetti per la promozione della salute e del benessere delle donne detenute e dei loro figli, studi e ricerche anche in collaborazione con altri soggetti.

L’accordo prevede anche la possibilità per il Garante di integrare, nell’ambito delle proprie attività di osservazione e intervento, anche una visuale connessa alle problematiche specifiche di genere, in modo tale da intervenire e segnalare casi specifici in materia di discriminazione o violazione dei diritti.

Questo accordo rientra appieno nella mission della nostra Commissione – ha commentato la Presidente Maria Rosa Portache intende operare a tutti i livelli ed in tutti gli ambiti per superare le discriminazioni di genere e per favorire una reale cultura della parità. Nel sistema carcerario molte donne detenute si trovano a convivere con una situazione di duplice fragilità: alla condizione di detenute si sommano le difficoltà legate all’esercizio effettivo delle funzioni genitoriali, nonché le problematiche di reinserimento lavorativo, ancora più accentuate rispetto agli uomini. Attraverso la disponibilità e l’attivismo della Garante regionale contiamo di dare il nostro contributo per stare dalla parte delle donne, sempre ed in ogni contesto”.

Per la Garante, avv. Monica Formaiano,  “la sottoscrizione di questo Protocollo di intesa rappresenta non soltanto un atto formale, ma l’avvio di un percorso concreto di collaborazione tra due organismi che, pur operando in ambiti diversi, condividono l’obiettivo comune della tutela effettiva dei diritti fondamentali della persona. La finalità principale è garantire che tali diritti non rimangano principi astratti, ma si traducano in azioni concrete anche in contesti complessi, favorendo il rafforzamento della cultura delle pari opportunità all’interno del sistema penitenziario.

Nella nostra Regione le donne e le madri recluse sono una presenza minoritaria ma questo non può e non deve tradursi in marginalità nei diritti; molto spesso sono portatrici di storie complesse fatte di fragilità sociali e di esperienze pregresse di violenza e marginalità e, proprio per questo, necessitano di opportunità dedicate ed interventi mirati di programmazione specifica di reinserimento sociale”.

Il sistema penitenziario italiano deve garantire che la pena sia certa – dichiara la Vice Presidente della C.R.P.O. Patrizia Alessi ma, allo stesso tempo, deve offrire alle detenute un percorso di recupero e reinserimento che consenta loro di ricostruire una vita dignitosa e lontana dalla criminalità. Un’opportunità di lavoro, un percorso di formazione, e una rete di supporto psicologico e sociale sono gli strumenti essenziali per offrire a queste donne una vera possibilità di cambiamento. Se non diamo loro una chance, quali sono le alternative? Poi sta a loro decidere se accettare o no l’opportunità che le si propone”.

La Vicepresidente Paola Berzano sottolinea che “i numeri decisamente più bassi delle donne detenute sono troppo spesso di ostacolo a percorsi di formazione e ad attività che possano aiutare le stesse, finito il periodo di detenzione, a reintegrarsi nella società e a vivere una vita piena nella legalità. La Commissione che rappresentiamo ritiene necessario lavorare affinché questa disparità di opportunità non sia più considerata inevitabile dovendo definire priorità di intervento con la scusa della scarsità di risorse disponibili

E’ ufficiale: La Stampa passa da GEDI al Gruppo Editoriale SAE

Dopo tante voci la notizia è stata formalizzata: La Stampa passa dal gruppo GEDI  al gruppo SAE, che ha firmato il contratto preliminare per l’acquisizione della storica testata torinese. L’operazione è stata confermata con un documento sottoscritto dai rappresentanti delle due società. Finisce così l’epopea della famiglia Agnelli: cade uno degli ultimi legami storici con la città di Torino, dopo la dismissione di altre attività editoriali e non.

Nel comunicato congiunto si precisa che l’acquisizione avverrà attraverso una nuova società, costituita da Sae anche per consentire l’eventuale ingresso di investitori, in particolare dell’area del Nord Ovest, bacino di influenza della Stampa. L’obiettivo  è costruire un progetto editoriale sostenibile nel tempo, facendo leva sull’esperienza maturata dal gruppo nel settore dell’informazione e della comunicazione.

La società acquirente indica l’intenzione di mantenere il posizionamento storico del quotidiano, salvaguardandone l’autonomia editoriale e il rapporto con il territorio. Il completamento dell’operazione è previsto entro il primo semestre del 2026, subordinatamente alle consuete procedure sindacali e autorizzative. Repubblica sembra essere destinata invece al gruppo Antenna. Chi vivrà vedrà.

Corsi di Spina 3: “Attraversamenti pedonali pericolosi”

Caro direttore,

il Comitato di cittadini Dora Spina Tre è attivo dal 2004 con proposte di miglioramento del quartiere e del Parco Dora.
Da alcuni anni, il nostro Comitato segnala al Comune il problema degli attraversamenti pedonali dei corsi Rosai e Gamba di Spina 3 che continuano ad essere un potenziale pericolo per i pedoni: le strisce pedonali sono quasi totalmente consumate e quindi poco visibili, la segnalazione della velocità 30 è collocata solamente nella parte mediana dei corsi, in corrispondenza dei ponti pedonali, tanto che numerose auto arrivano a notevole velocità all’incrocio con via Livorno.
In particolare, su corso Rosai il passaggio pedonale ha le strisce quasi invisibili ed è ancora quello originale, rialzato pochissimo, tanto da poterlo percorrere ad alta velocità. Anche la segnaletica verticale è insufficiente, in quanto la visuale, approssimandosi, nel transitare in auto, al ponte pedonale che scavalca il corso, è coperta per alcuni metri dal pilone centrale del ponte stesso. Proprio in quel punto c’è già stato un investimento di un pedone.
Il nostro Comitato ha ripetutamente richiesto al Comune di Torino di ridipingere le strisce usurate e di sistemare sulla strada qualche rallentatore /segnalatore efficace della viabilità. In tal senso, ha suggerito che potrebbero essere utilizzate anche qui le risorse di “Torino Cambia-Spazi che uniscono” per la manutenzione del suolo pubblico, fornite dalla Fondazione CRT, di cui ha discusso la seduta del Consiglio comunale del 20 settembre dell’anno scorso.
COMITATO DORA SPINA TRE

La ricerca in sanità: ASL TO4, professioni sanitarie protagoniste

Negli ultimi anni la multidisciplinarietà è diventata un pilastro imprescindibile per garantire una presa in carico efficace delle persone assistite e per condurre studi capaci di cogliere la complessità dei bisogni di salute della comunità. In Italia, la ricerca come parte integrante della competenza di tutte le professioni sanitarie fatica ancora a trovare pieno riconoscimento, mentre gli studi promossi da infermieri, ostetriche, fisioterapisti e tecnici sanitari, così come il loro coinvolgimento diretto nella progettazione e realizzazione di progetti di ricerca, rappresenta un elemento strategico per contribuire alla qualità delle cure.

In questo scenario, l’ASL TO4 ha scelto di investire con decisione nella valorizzazione della ricerca progettata e realizzata da tutte le professioni sanitarie. Lo ha fatto non solo nominando una figura infermieristica come Referente per il Dipartimento Attività Integrate Ricerca e Innovazione Regionale (DAIRI-R) e come Referente Scientifico del Gruppo di Lavoro Studi Clinici, ma anche avviando progetti che coinvolgono direttamente gli infermieri impegnati nell’attività clinica quotidiana.

Il primo studio, “Progetto di studio sperimentale di Telenursing e Telemedicina – TELEHEART”, autorizzato nel 2023, rappresenta un esempio concreto di questa visione. Si tratta di uno studio pilota volto a valutare l’impatto della presa in carico in telemedicina sulla qualità di vita e sulle riacutizzazioni nei pazienti con scompenso cardiaco o malattie rare a interesse cardiologico; analizzando anche il carico assistenziale dei caregiver.

Il progetto, sviluppato in collaborazione tra cardiologi e infermieri, ha portato alla creazione di un servizio strutturato di presa in carico domiciliare medico-infermieristica in telemedicina. Protagonisti della progettazione dello studio sono stati Walter Grosso Marra, Direttore della Cardiologia di Ivrea, Clara Occhiena, Infermiera Dirigente delle Professioni Sanitarie, Roberta Sturaro, Infermiera del reparto di Cardiologia di Ivrea, e Patrizia Milazzotto, Infermiera Coordinatrice dei Distretti ASL TO4 e Continuità Assistenziale.

La messa a regime del nuovo servizio di presa in carico medico-infermieristica domiciliare in telemedicina è stato preceduto da una fase sperimentale – lo studio pilota – che ha visto il coinvolgimento di 15 utenti arruolati, su segnalazione della Cardiologia dell’Ospedale di Ivrea, della COT (Centrale Operativa Territoriale) di Ivrea e di Castellamonte (in base alla residenza della persona).

Il servizio, che continua a essere operativo, è destinato a persone adulte, con scompenso cardiaco o con malattia genetica rara a impatto cardiologico, affetti da altre malattie (per esempio diabete, insufficienza renale cronica, broncopneumopatia cronico-ostruttiva) e che possano garantire al proprio domicilio una rete internet per il trasferimento dei dati.

Entro 7-10 giorni dalla segnalazione da parte del Servizio di Cardiologia, la persona è presa in carico. Seguono poi le visite di follow up con un intervallo di massimo 10 giorni. Al secondo controllo è effettuata una televisita con il cardiologo di riferimento, così da impostare gli obiettivi assistenziali e il piano di interventi. Una volta raggiunti gli obiettivi e la stabilizzazione clinica, i controlli periodici sono pianificati in base alla necessità.

La presa in carico degli utenti è svolta grazie al lavoro di due Infermieri di Famiglia e di Comunità: Mariangela Bracco della COT di Castellamonte e Damiano Di Nunzio della COT di Ivrea. A oggi le persone prese in carico dal Servizio sono 25.

La seconda ricerca, autorizzata a fine 2024 e realizzata nel maggio del 2025, è lo studio DELIRA-S, promosso dal Gruppo di lavoro delle Professioni Sanitarie del DAIRI-R e con promotore l’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Alessandria. Si tratta di uno studio volto a indagare la prevalenza del delirium nei pazienti ricoverati nelle degenze medico-chirurgiche delle Aziende Sanitarie Regionali piemontesi.

L’ASL TO4 ha aderito al progetto coinvolgendo i reparti di Medicina Generale dei Presidi ospedalieri di Ivrea, Chivasso e Cuorgnè e arruolando 14 persone ricoverate. Oltre allo sperimentatore principale (Erika Milanesio, Infermiere Referente DAIRI–R ASL TO4) lo studio è stato condotto da tre Coordinatori infermieristici (Barbara Poggione, Nicolò Roberi, Simona Corazzina) e da sei Infermieri (Alessandra Rapisarda, Gabriele Ragonese, Irene Berardo, Manuela Burlando, Nicoletta Ledonne, Rebecca Giachino) delle strutture coinvolte.

Ultima ricerca, in fase di autorizzazione, è lo studio “Nursing Pre-effect – Telenursing per la rilevazione e la presa in carico precoce degli effetti collaterali da farmaco inibitore delle chinasi ciclina-dipendenti nel carcinoma mammario”, che come obiettivo comparare l’efficacia del telenursing e dell’assistenza infermieristica standard per l’individuazione precoce e la gestione delle tossicità indotte da terapia orale.

La raccolta dati in ASL TO4 coinvolgerà i Day Hospital Oncologici degli Ospedali di Chivasso, Ciriè, Ivrea e Cuorgnè e si svolgerà nel primo semestre del 2026 grazie al lavoro degli Infermieri Monica Pedron, Donatella Tognini, Elena Lazzarin, Chiara Di Feo e dei Coordinatori infermieristici di queste strutture: Barbara Poggione, Denise Centrella e Luca Basso della Concordia, che ricoprirà il ruolo di sperimentatore principale.

Sebbene questi studi rappresentino solo i primi passi per l’interiorizzazione della ricerca nella pratica di tutte le professioni sanitarie all’interno dell’ASL TO4, restituiscono chiaramente l’approccio scelto da questa Azienda per la loro integrazione. La convinzione è quella che la diffusione della cultura delle evidenze passi necessariamente per un approccio multidisciplinare che punti alla costruzione di una “leadership di ricerca diffusa” tra i diversi professionisti direttamente coinvolti nella pratica clinica.

La finalità è che, sotto la supervisione di referenti scientifici con competenze avanzate nella metodologia della ricerca, infermieri, ostetriche e altri professionisti della salute possano essere coinvolti direttamente negli studi apprendendo sul campo (e non solo) le competenze utili alla costruzione di una rete aziendale di Referenti della ricerca.

CURARSI CON LA RICERCA IN PIEMONTE

La rubrica della Regione Piemonte, in collaborazione con il DAIRI Regionale (DAIRI-R), che racconta la ricerca all’interno delle singole Aziende Sanitarie Regionali. Dopo aver raccontato l’importanza di fare ricerca e di avere Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS) sul territorio al fine di migliorare sempre di più le cure e i servizi offerti, nonché il ruolo del DAIRI – R nella governance della ricerca sanitaria del Piemonte, ogni settimana verrà approfondita un’esperienza diversa, per valorizzare il lavoro svolto nelle diverse ASR e le buone pratiche che contribuiscono a costruire un sistema sanitario innovativo e fondato sull’evidenza scientifica.

A cura di Regione Piemonte

La polizia scopre serra di marijuana: un arresto

La Polizia di Stato ha arrestato un cittadino italiano di quarantasei anni per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.

A seguito di attività info-investigativa, i poliziotti della Squadra Mobile hanno individuato, nella zona di Via San Donato, uno stabile nel quale veniva portata avanti una coltivazione illegale di marijuana.

Gli investigatori, giunti sul posto, hanno intercettato l’appartamento in questione e con una scusa sono riusciti a farsi aprire dall’uomo, che però alla vista degli operatori ha tentato di richiudere la porta, spingendola con forza.

Nonostante il tentativo dell’uomo, gli agenti sono riusciti a bloccare la porta e ad accedere all’interno dell’alloggio, trovando una serra indoor di marijuana con sistema di areazione collegata ad una finestra.

Sottoposti a controllo personale e domiciliare gli operatori rinvenivano e sequestravano 753 grammi di marijuana nascosti nel contenitore del letto e nella cassaforte, un barattolo contenente liquido con principio attivo THC dal peso lordo di 564 grammi, oltre a 1600 € in banconote di piccolo taglio.

 

L’arresto è stato convalidato ed è stata disposta la misura cautelare dell’obbligo di presentazione quotidiana alla Polizia Giudiziaria.

Pino Torinese si prepara a celebrare l’8 marzo

Pino Torinese celebra la Giornata Internazionale dei diritti della donna con un calendario ricco di eventi che spaziano tra cultura, musica e memoria, che si snodano tra Pino e Chieri  e che uniscono linguaggi diversi, ma percorsi da un unico fil rouge, la valorizzazione del ruolo, della storia, della voce delle donne nella continua lotta per la conquista dei diritti civili.

Si parte venerdì 6 marzo alle ore 16 al parco Falcone e Borsellino di Chieri con “La nostra storia è una” a cura di FIDAPA, sezione Pino-Chieri, una piantumazione di alberi in memoria delle donne iraniane che hanno dato la vita per la difesa dei loro diritti e per la parità di genere. L’iniziativa proseguirà alle 16.30 con un incontro informativo nei locali del Ristorante Ex Mattatoio.

“ Come presidente della sezione FIDAPA Pino-Chieri, in occasione della Giornata Internazionale della Donna, dedichiamo questo momento alla riflessione sul coraggio e il sacrificio che le donne hanno sempre dato in tutto il mondo. In particolare in questa giornata vogliamo onorare la memoria di dieci donne Bahá’ì che sono state impiccate in una sola notte a Shiraz nella Repubblica Islamica dell’Iran per la libertà di coscienza  e per non aver voluto rinnegare la loro fede Bahá’ì. Rendiamo omaggio alla loro resistenza piantando alberi in loro memoria” – ha dichiarato  la Presidente FIDAPA sezione di Chieri Flora Ahadizadeh Sabet.

Il cuore delle celebrazioni sarà domenica 8 marzo, Giornata Internazionale dei Diritti della Donna. Alle ore 16.30 all’Auditorium del Centro Polifunzionale di Pino la rassegna “Su di corda”, a cura dell’Unitre di Pino Torinese, proseguirà con il concerto del Sabrina Oggero Viale Trio, composto da Sabrina Oggero Viale come voce, Tiziano Codoro alla tromba e Loris Deval alla  chitarra. La performance propone un repertorio inedito ispirato alle figure femminili dell’antico Egitto, un viaggio musicale tra dee, sacerdotesse, musiciste e danzatrici, tra richiami rituali  e simboliche suggestioni che collegano passato a presente .
Il progetto, ideato per il bicentenario del Museo Egizio di Torino, intreccia lingue e stili diversi per raccontare temi universali come memoria, speranza,  presenza, desiderio di essere ricordati. Consigliata la prenotazione.

Martedì 10 marzo prossimo verrà proiettato il film “Leggere Lolita a Teheran”, inserito nella rassegna cinematografica “Cinema a Pino” a cura dell’Associazione Santa Maria del Pino. Film del 2024, per la regia di Eran Riklis, ambientato nei due decenni successivi alla rivoluzione di Khomeini, ha per protagonista una docente universitaria, Azar Nafisi, che, a causa delle condizioni politiche e sociali, lascia l’insegnamento e raccoglie intorno a sé sei delle sue giovani studentesse, che si tolgono il velo, parlano delle loro speranze, della loro femminilità  e della loro ricerca di un posto in una società sempre più oppressiva.
L’ingresso è fissato a 5 euro, salvo abbonamento.
Si riprenderà venerdì 20 marzo alle ore 17 alla Biblioteca Civica di Chieri con  “ Se potremo impedire a un cuore di spezzarsi. Ritratti e storie per dire basta alla violenza”, di Chiara Ceddia in collaborazione con il Centro Antiviolenza ”In rete” di Chieri. L’appuntamento prevede, oltre alla presentazione del libro, anche una mostra collegata che ritrae i volti delle protagoniste del volume, entrambe a cura dell’autrice, in un percorso visivo e narrativo pensato per sensibilizzare e stimolare una riflessione collettiva sul tema. Parte del ricavato derivante dalla vendita dei libri sarà devoluto a sostegno delle vittime di violenze.

La chiusura si terrà sabato 28 marzo alle ore 17  all’Auditorium di Pino con “Male-dette. Manuale di imprecazione etica” a cura di FIDAPA , con presentazione a cura di Stefania Doglioli ed Elena Miglietti, con un laboratorio interattivo della voce coach Sara Alessandra Sottile. Il manuale nasce con l’obiettivo di superare secoli di ingiuria e insulti spesso indirizzati al femminile, senza reprimere la legittima rabbia che porta i toni a crescere e il linguaggio a liberarsi, proponendo un uso consapevole delle parole.
“Queste iniziative testimoniano l’attenzione concreta che Pino Torinese dedica ai temi dei diritti, del rispetto e della valorizzazione delle donne – ha spiegato la Sindaca di PIno Torinese Alessandra Tosi – Non si tratta soltanto di eventi, ma di un percorso che coinvolge territori anche limitrofi, associazioni e cittadini, con l’obiettivo di rafforzare una sensibilità collettiva sulla parità di genere e trasformarla in una risorsa sociale e culturale. È attraverso momenti come questi che una comunità cresce e si riconosce nei principi di inclusione e partecipazione”
Mara Martellotta

Grugliasco capitale mondiale delle schede telefoniche

Dal 17 al 19 aprile prossimi, presso il Parco Culturale Le Serre di Grugliasco, in provincia di Torino, si terrà la terza edizione del PIM- Phonecards International Meeting, il più importante evento internazionale al mondo dedicato alle schede telefoniche e alla telefonia storica.

La manifestazione si svolgerà nel salone “La Nave” in via Tiziano Lanza 31 e riunirà espositori e appassionati provenienti da numerosi Paesi, tra cui Sudafrica, Cina, Australia e gran parte d’Europa, confermandosi come punto di riferimento globale per lo scambio di materiale collezionistico e per l’incontro tra esperti ed appassionati.

L’edizione 2026 avrà un valore particolarmente simbolico poiché celebrerà il 50⁰ anniversario della nascita della scheda telefonica, una vera eccellenza del made in Italy, che ha segnato un’epoca e rivoluzionato le abitudini della comunicazione telefonica.
Per l’occasione il programma prevede la partecipazione  di realtà storiche  e istituzioni di rilievo come la multinazionale Urmet , SIDA e il Museo della Telefonia Pubblica di Alberi (PR) che contribuiranno a ripercorrere la storia e l’evoluzione di questo iconico oggetto.
L’organizzazione dell’evento è  a cura di Worldwide Phonecards Collectors Club, associazione culturale senza scopo di lucro nata nel 2024  con l’obiettivo di rilanciare il collezionismo delle schede telefoniche, con espositori e visitatori provenienti da tutto il mondo  che si riuniscono ogni anno ad aprile a Grugliasco .

“Sono davvero felice e orgoglioso della creazione di questo evento, di caratura internazionale  – ha affermato Dario  Gambardella, anima e presidente del Worldwide Phocarde Collectors Club – che ha trovato casa proprio in Piemonte, patria dell’innovazione nella telefonia domestica e nella comunicazione a livello nazionale”.

Un momento centrale  della manifestazione sarà l’asta di beneficenza in programma sabato 18 aprile alle ore 14, il cui ricavato sarà interamente devoluto all’Istituto di Candiolo IRCCS, eccellenza torinese nella ricerca e cura oncologica. L’iniziativa conferma l’impegno del PIM nel sostenere progetti di valore sociale e scientifico.

Il PIM non si rivolge soltanto ai collezionisti più esperti , ma rappresenta anche un’occasione per i visitatori che desiderano rivivere gli anni Novanta e i primi anni Duemila, quando telefonare dalla cabina era un rito quasi quotidiano.
Molto partecipanti approfitteranno della presenza di specialisti per far valutare le proprie collezioni o materiali ritrovati o ereditati .

L’ingresso alla manifestazione è gratuito.
L’evento sarà inaugurato venerdì 17 aprile alle ore 11 alla presenza dei rappresentanti delle istituzioni.

Aperture:

venerdì 17 aprile dalle 12 alle 18.30

Sabato 18 aprile dalle 10 alle 18.30

Domenica 19 aprile dalle 10 alle 17.

Mara Martellotta

Pro e contro: iraniani e sinistra in piazza

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In piazza Castello questa sera a Torino, oltre ai manifestanti della sinistra schierati contro l’attacco militare americano e israeliano al regime teocratico, era presente un presidio di giovani iraniani. Sui cartelli che tenevano in mano, le scritte: “Grazie Trump” e “Chiediamo un intervento militare come l’Italia nel 1943”. La manifestazione contro la guerra è stata promossa da ARCI e hanno aderito diverse sigle della sinistra.

(foto Francesco Valente)

 

Fondo sanitario, la Regione integra con 203 milioni: “più personale e servizi”

La Regione Piemonte ha scelto di destinare quest’anno 203 milioni di euro aggiuntivi al fondo sanitario nazionale, approvando un disegno di legge che sarà ora esaminato dal Consiglio regionale.

Come avviene abitualmente, le risorse serviranno a potenziare i servizi sanitari: dal mantenimento dei punti di prima emergenza attivi 24 ore su 24, ai servizi di urgenza e pronto soccorso nelle aree montane, fino agli extra Lea e al rafforzamento degli organici.

L’assessore alla Sanità, Federico Riboldi, spiega che l’integrazione delle risorse sanitarie è una voce strutturale del bilancio regionale. La novità di quest’anno consiste nell’adozione di una manovra separata, resa possibile dall’approvazione del bilancio entro la fine dell’anno, come richiesto dalla Corte dei Conti. Questo consente di intervenire ora sulla sanità sulla base di dati consolidati. Riboldi sottolinea inoltre che si tratta di una prassi condivisa da molte Regioni, indipendentemente dall’orientamento politico, citando ad esempio la Regione Puglia, che prevede uno stanziamento di 460 milioni.

Secondo l’assessore, il bilancio sanitario piemontese resta in equilibrio grazie alla scelta della Giunta guidata da Alberto Cirio di integrare ogni anno il fondo nazionale con risorse proprie. Particolare attenzione è rivolta al personale: si è passati dai 55.000 dipendenti del 2019 agli attuali 59.000, con ulteriori incrementi attesi grazie ai concorsi banditi da Azienda Zero Piemonte.

Il Piemonte viene inoltre indicato dal Ministero della Salute come la Regione più performante nella riduzione delle liste d’attesa, con oltre 250.000 prestazioni recuperate nel 2025, risultato attribuito anche ai 200 milioni investiti nelle assunzioni. La Regione ha coperto interamente il turn over, destinato 90 milioni ai farmaci innovativi e ridotto in modo significativo il ricorso ai cosiddetti “gettonisti”. Nel disegno di legge sono previsti anche 900.000 euro per il finanziamento generale degli hospice.

La nuova norma include infine 24 milioni destinati alla presa in carico integrata delle persone fragili, tra cui anziani non autosufficienti, persone con disabilità e pazienti affetti da patologie croniche.

Anche l’assessore al Bilancio, Andrea Tronzano, ribadisce che la sanità pubblica rappresenta una priorità concreta dell’azione di governo regionale. L’impiego di risorse aggiuntive mira a sostenere e consolidare gli standard dei servizi, in un’ottica di responsabilità istituzionale, equilibrio dei conti e programmazione più efficace, in linea con quanto adottato da molte altre Regioni.

Informazione: Cessione Gedi, il Consiglio piemontese chiede tutela del pluralismo

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Il Consiglio regionale all’unanimità chiede “tutela del pluralismo dell’informazione, salvaguardia dei livelli occupazionali e protezione del patrimonio giornalistico” nelle operazioni di cessione che il gruppo Gedi sta portando avanti.

È il contenuto dell’ordine del giorno, proposto dal presidente del Consiglio, Davide Nicco, a nome di tutto l’Ufficio di Presidenza e in accordo con tutti i capigruppo di maggioranza e minoranza. “Pluralismo dell’informazione e tutela del lavoro di giornalisti e collaboratori sono per noi una priorità assoluta. Il Piemonte non può restare indifferente di fronte a passaggi che riguardano testate che fanno parte della nostra storia civile e culturale. Il pluralismo dell’informazione è un presidio democratico e i lavoratori devono avere certezze sulle prospettive occupazionali”, ha spiegato.

Con l’Odg si impegna la Giunta a monitorare la situazione, continuare le interlocuzioni con la proprietà e favorire tavoli di lavoro con “stakeholders” piemontesi.
Durante la discussione Sergio Bartoli (Lista Cirio) ha annunciato il ritiro del suo documento sullo stesso tema e ha sottolineato che “viene prima di tutto l’obiettivo comune, quello di dare un segnale chiaro e unitario. Ribadiamo che la Regione Piemonte non è indifferente al pluralismo dell’informazione e alla tutela dei posti di lavoro e del ruolo dell’informazione locale”.
Alice Ravinale e Giulia Marro (Avs) si sono dette “preoccupate per le trattative in corso per la cessione de La Stampa al gruppo Sea e per le sorti di Repubblica. Evitiamo che l’informazione in Piemonte si impoverisca. La nostra solidarietà va ai giornalisti e alle giornaliste che già oggi si trovano in situazioni precarie e che vivono questa fase con grande incertezza”.
“Chiediamo di chiamare Elkann alle proprie responsabilità sociali – ha dichiarato Sarah Disabato (M5s) – questa è una decisione inaccettabile, l’ennesimo scempio perpetrato sul nostro territorio, accompagnato da un silenzio assordante. Ogni giorno tocchiamo con mano aziende dismesse, capannoni vuoti e posti di lavoro persi: anche su questa vicenda non possiamo lasciare soli lavoratori e lavoratrici”.
Per Daniela Cameroni (Fdi) “La Stampa rappresenta un punto di riferimento per l’informazione locale e un presidio radicato nella nostra comunità: per questo chiediamo che si chiariscano i dubbi sulla continuità editoriale e sul mantenimento dei livelli occupazionali. Se venisse a mancare o si indebolisse, sarebbe un impoverimento per la nostra regione dal punto di vista dell’informazione e del legame con il territorio”.
“La Stampa negli anni è stata uno dei giornali più vicini ai territori – ha spiegato Mauro Fava (Fi) – con professionisti dislocati anche nei comuni più periferici, capaci di portare le notizie locali al quotidiano di maggior lettura del nostro territorio. Faccio anche gli auguri alla Sentinella del Canavese, che da pochi giorni ha iniziato un nuovo percorso con la nuova proprietà, auspicando che continui a lavorare con la stessa attenzione al territorio”.
“Questo documento tiene alta l’attenzione su un pezzo di storia importante della nostra regione: testate che hanno assunto una dimensione significativa sul piano nazionale e internazionale e che rappresentano pluralità di informazione e opportunità di occupazione per molti professionisti. Sono un elemento centrale del panorama editoriale piemontese e sarebbe grave disperdere questo patrimonio, sia per il valore storico sia per la tutela delle professionalità coinvolte”, hanno concluso Gianna Pentenero Nadia Conticelli (Pd).

Ufficio Stampa CRP

fm