CRONACA- Pagina 33

Incidente in tangenziale: un morto e un ferito

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Un incidente stradale si è verificato questa mattina intorno alle 6 sulla tangenziale nord di Torino, in carreggiata sud, nei pressi dello svincolo di corso Regina. Per ragioni ancora da chiarire, due veicoli si sono scontrati.

Sul posto sono intervenuti i soccorsi del 118 di Azienda Zero. Nell’impatto un uomo ha perso la vita, mentre un’altra persona è rimasta ferita ed è stata trasportata in ambulanza all’ospedale Maria Vittoria in codice giallo. Sono in corso gli accertamenti per ricostruire con precisione la dinamica dell’accaduto.

Pesanti anche le conseguenze sulla viabilità: è stata disposta l’uscita obbligatoria a Venaria, con forti disagi per il traffico in direzione sud e rallentamenti anche sulla carreggiata opposta. Sul luogo dell’incidente sono intervenuti anche i vigili del fuoco oltre al personale sanitario.

Ferrovie piemontesi, cantieri aperti e 71 nuovi treni

“Il Progetto integrato stazioni 2026-2030 sta procedendo con diversi cantieri aperti, essendo stati già finanziati 87 milioni di euro su un totale di 203”. L’aggiornamento è emerso durante l’audizione di Trenitalia e Rfi sul servizio ferroviario metropolitano e regionale, tenutasi in Consiglio regionale nella seconda Commissione, presieduta da Mauro Fava.

All’incontro hanno preso parte i rappresentanti territoriali di Trenitalia, Giuseppe Falbo e Laura Anselmi, e quelli di Rfi, Michele Rabino, Davide Famà, Antonella Parodi e Davide Cavone. Nel corso della seduta hanno risposto alle numerose domande dei consiglieri riguardo alle criticità presenti sulle diverse linee ferroviarie che collegano il territorio piemontese.

“Quando interveniamo nelle stazioni – è stato detto – lo facciamo anche su quello che è predisposto per dare informazioni all’utenza e sempre con un particolare riguardo per l’accessibilità per tutti i viaggiatori. Tra le linee Rfi e Trenitalia e quelle della ex Gtt e della Torino-Ceres non passano le informazioni per il pubblico ed è in progetto di collegare anche quelle linee al sistema informativo di Rfi per il 2027. In questo modo si dovrebbero risolvere tutte quelle problematiche che impediscono di ricevere in tempo reale, per esempio sulla app, le informazioni su cancellazioni, soppressioni. Nel 2026 il sistema di informazione al pubblico verrà comunque attivato entro giugno sulla linea Settimo T.se-Rivarolo”.

Durante l’audizione sono stati inoltre citati alcuni interventi infrastrutturali destinati a rendere più capillare il servizio nel nodo ferroviario torinese. Tra questi figurano i lavori per le stazioni di Torino Dora e Torino Zappata, le nuove fermate previste sulla futura linea Sfm 5 — incluso il collegamento con il nuovo ospedale di Orbassano — e il cantiere della linea diretta tra Torino Porta Susa e Torino Porta Nuova.

È stato inoltre ricordato che entro giugno dovrebbero concludersi gli interventi finanziati con fondi Pnrr, mentre per settembre è prevista la riapertura della tratta Germagnano-Ceres.

Nel corso dell’incontro si è parlato anche del rinnovo della flotta ferroviaria, che entro la fine dell’anno sarà potenziata con l’arrivo di 71 nuovi treni, oltre a un rafforzamento dell’attenzione alle attività di manutenzione.

Il presidente Fava ha infine sottolineato l’importanza che la Commissione venga costantemente informata sugli interventi più rilevanti e sulle eventuali sospensioni o cancellazioni dei treni che interessano il territorio piemontese. Secondo Fava, Trenitalia e Rfi dovrebbero quindi comunicare tempestivamente alla Commissione le situazioni che causano i maggiori disagi ai viaggiatori, così da permettere ai commissari — definiti vere e proprie sentinelle del territorio — di fungere da punto di raccordo con le comunità locali.

Tre condanne a Torino per il patrimonio di Pinuccia

Il processo di primo grado sul caso di una donna soprannominata Pinuccia si è concluso a Torino con tre condanne. La donna era morta nei primi mesi del 2021, a 71 anni, e solo dopo il decesso era emersa l’esistenza di un patrimonio di circa sei milioni di euro che non aveva mai detto di possedere.

Al centro della vicenda giudiziaria c’è un commerciante italiano di 57 anni. L’uomo ha sostenuto di aver avuto una relazione con la donna e di aver scoperto soltanto dopo la sua morte di essere stato indicato come erede universale. I giudici lo hanno condannato a due anni e quattro mesi di reclusione, ma hanno escluso il reato di circonvenzione di incapace.

Altri due imputati, considerati suoi presunti complici, hanno ricevuto una pena di un anno e otto mesi ciascuno. Per loro sono stati accertati i reati di frode informatica e sostituzione di persona.

In arrivo 41 nuovi capitreno in Piemonte

Quarantuno nuovi capitreno, pronti ad entrare in servizio sui convogli del Piemonte, hanno prestato giuramento ieri a Torino. Alla cerimonia, svoltasi nella Sala Colonne di Palazzo di città a Torino, ha preso parte anche l’assessore regionale ai Trasporti, Marco Gabusi.

«Abbiamo inaugurato – ha detto l’assessore Gabusi – molti dei 65 nuovi treni che circolano sulla rete ferroviaria piemontese, ma oggi è ancora più importante festeggiare l’ingresso in servizio di tanti giovani che quei mezzi li governeranno. Un momento significativo perché, da oggi, saranno loro la nostra interfaccia e il riferimento principale dei viaggiatori».

Hanno giurato oggi a Torino 30 ragazze e 11 ragazzi, tra i 21 ed i 31 anni, selezionati tra migliaia di candidature. I capitreno sono il punto di riferimento essenziale per i viaggiatori sia a bordo treno che a terra. Accolgono, orientano e informano le persone, fornendo indicazioni, e verificano i titoli di viaggio dei passeggeri provvedendo, se necessario, alla loro regolarizzazione. Il capotreno, nello svolgimento delle proprie mansioni, assume il ruolo di Pubblico Ufficiale, sorvegliando la sicurezza e la regolarità della circolazione del treno di cui è responsabile. Le assunzioni della Direzione regionale Piemonte di Trenitalia negli ultimi tre anni sono state di 176 capitreno e di 76 macchinisti.

Sgomberata area occupata all’interno di Parco Sempione

Questa mattina, con ordinanza predisposta dal Questore di Torino, nell’ambito dei consueti servizi di controllo straordinario del territorio ad alto impatto, la Polizia di Stato, con la collaborazione dei militari dell’Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza e del personale della Polizia Locale, ha proceduto allo sgombero di un’area occupata all’interno di Parco Sempione.

Nell’area sono state identificate 36 persone, di cui 14 sono state denunciate all’Autorità Giudiziaria per occupazione abusiva di terreni ed edifici e una anche per mancato rispetto del provvedimento di Foglio di via obbligatorio con divieto di ritorno nel Comune emesso dal Questore di Torino.

Dall’inizio dell’anno sono 40 i controlli straordinari del territorio organizzati dalla Polizia di Stato nell’area di Barriera di Milano.

Nuove opportunità di inclusione a donne e madri recluse

Firmato a Palazzo Lascaris il protocollo di intesa tra la Commissione Regionale per le Pari Opportunità ed il Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale 

Torino, 4 marzo 2026.

Nella giornata di oggi è stato siglato a Palazzo Lascaris l’accordo tra la Commissione Regionale per le Pari opportunità ed il Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale che intende promuovere la realizzazione di interventi volti a migliorare le condizioni di vita delle persone detenute, con particolare riferimento alle donne e madri recluse.

L’accordo, firmato da Maria Rosa Porta, Presidente della CRPO e dall’Avv. Monica Formaiano, Garante dei Detenuti, Rappresenta una importante novità per la nostra Regione è un ulteriore passo avanti nell’impegno che l’Amministrazione intende assumersi a sostegno dei diritti delle persone nel senso più ampio.

Tra le iniziative oggetto dell’accordo sono previste iniziative formative ed informative rivolte al personale penitenziario, agli operatori e alle persone detenute; l’organizzazione di incontri, seminari, convegni e campagne di sensibilizzazione, la realizzazione di progetti per la promozione della salute e del benessere delle donne detenute e dei loro figli, studi e ricerche anche in collaborazione con altri soggetti.

L’accordo prevede anche la possibilità per il Garante di integrare, nell’ambito delle proprie attività di osservazione e intervento, anche una visuale connessa alle problematiche specifiche di genere, in modo tale da intervenire e segnalare casi specifici in materia di discriminazione o violazione dei diritti.

Questo accordo rientra appieno nella mission della nostra Commissione – ha commentato la Presidente Maria Rosa Portache intende operare a tutti i livelli ed in tutti gli ambiti per superare le discriminazioni di genere e per favorire una reale cultura della parità. Nel sistema carcerario molte donne detenute si trovano a convivere con una situazione di duplice fragilità: alla condizione di detenute si sommano le difficoltà legate all’esercizio effettivo delle funzioni genitoriali, nonché le problematiche di reinserimento lavorativo, ancora più accentuate rispetto agli uomini. Attraverso la disponibilità e l’attivismo della Garante regionale contiamo di dare il nostro contributo per stare dalla parte delle donne, sempre ed in ogni contesto”.

Per la Garante, avv. Monica Formaiano,  “la sottoscrizione di questo Protocollo di intesa rappresenta non soltanto un atto formale, ma l’avvio di un percorso concreto di collaborazione tra due organismi che, pur operando in ambiti diversi, condividono l’obiettivo comune della tutela effettiva dei diritti fondamentali della persona. La finalità principale è garantire che tali diritti non rimangano principi astratti, ma si traducano in azioni concrete anche in contesti complessi, favorendo il rafforzamento della cultura delle pari opportunità all’interno del sistema penitenziario.

Nella nostra Regione le donne e le madri recluse sono una presenza minoritaria ma questo non può e non deve tradursi in marginalità nei diritti; molto spesso sono portatrici di storie complesse fatte di fragilità sociali e di esperienze pregresse di violenza e marginalità e, proprio per questo, necessitano di opportunità dedicate ed interventi mirati di programmazione specifica di reinserimento sociale”.

Il sistema penitenziario italiano deve garantire che la pena sia certa – dichiara la Vice Presidente della C.R.P.O. Patrizia Alessi ma, allo stesso tempo, deve offrire alle detenute un percorso di recupero e reinserimento che consenta loro di ricostruire una vita dignitosa e lontana dalla criminalità. Un’opportunità di lavoro, un percorso di formazione, e una rete di supporto psicologico e sociale sono gli strumenti essenziali per offrire a queste donne una vera possibilità di cambiamento. Se non diamo loro una chance, quali sono le alternative? Poi sta a loro decidere se accettare o no l’opportunità che le si propone”.

La Vicepresidente Paola Berzano sottolinea che “i numeri decisamente più bassi delle donne detenute sono troppo spesso di ostacolo a percorsi di formazione e ad attività che possano aiutare le stesse, finito il periodo di detenzione, a reintegrarsi nella società e a vivere una vita piena nella legalità. La Commissione che rappresentiamo ritiene necessario lavorare affinché questa disparità di opportunità non sia più considerata inevitabile dovendo definire priorità di intervento con la scusa della scarsità di risorse disponibili

E’ ufficiale: La Stampa passa da GEDI al Gruppo Editoriale SAE

Dopo tante voci la notizia è stata formalizzata: La Stampa passa dal gruppo GEDI  al gruppo SAE, che ha firmato il contratto preliminare per l’acquisizione della storica testata torinese. L’operazione è stata confermata con un documento sottoscritto dai rappresentanti delle due società. Finisce così l’epopea della famiglia Agnelli: cade uno degli ultimi legami storici con la città di Torino, dopo la dismissione di altre attività editoriali e non.

Nel comunicato congiunto si precisa che l’acquisizione avverrà attraverso una nuova società, costituita da Sae anche per consentire l’eventuale ingresso di investitori, in particolare dell’area del Nord Ovest, bacino di influenza della Stampa. L’obiettivo  è costruire un progetto editoriale sostenibile nel tempo, facendo leva sull’esperienza maturata dal gruppo nel settore dell’informazione e della comunicazione.

La società acquirente indica l’intenzione di mantenere il posizionamento storico del quotidiano, salvaguardandone l’autonomia editoriale e il rapporto con il territorio. Il completamento dell’operazione è previsto entro il primo semestre del 2026, subordinatamente alle consuete procedure sindacali e autorizzative. Repubblica sembra essere destinata invece al gruppo Antenna. Chi vivrà vedrà.

Corsi di Spina 3: “Attraversamenti pedonali pericolosi”

Caro direttore,

il Comitato di cittadini Dora Spina Tre è attivo dal 2004 con proposte di miglioramento del quartiere e del Parco Dora.
Da alcuni anni, il nostro Comitato segnala al Comune il problema degli attraversamenti pedonali dei corsi Rosai e Gamba di Spina 3 che continuano ad essere un potenziale pericolo per i pedoni: le strisce pedonali sono quasi totalmente consumate e quindi poco visibili, la segnalazione della velocità 30 è collocata solamente nella parte mediana dei corsi, in corrispondenza dei ponti pedonali, tanto che numerose auto arrivano a notevole velocità all’incrocio con via Livorno.
In particolare, su corso Rosai il passaggio pedonale ha le strisce quasi invisibili ed è ancora quello originale, rialzato pochissimo, tanto da poterlo percorrere ad alta velocità. Anche la segnaletica verticale è insufficiente, in quanto la visuale, approssimandosi, nel transitare in auto, al ponte pedonale che scavalca il corso, è coperta per alcuni metri dal pilone centrale del ponte stesso. Proprio in quel punto c’è già stato un investimento di un pedone.
Il nostro Comitato ha ripetutamente richiesto al Comune di Torino di ridipingere le strisce usurate e di sistemare sulla strada qualche rallentatore /segnalatore efficace della viabilità. In tal senso, ha suggerito che potrebbero essere utilizzate anche qui le risorse di “Torino Cambia-Spazi che uniscono” per la manutenzione del suolo pubblico, fornite dalla Fondazione CRT, di cui ha discusso la seduta del Consiglio comunale del 20 settembre dell’anno scorso.
COMITATO DORA SPINA TRE

La ricerca in sanità: ASL TO4, professioni sanitarie protagoniste

Negli ultimi anni la multidisciplinarietà è diventata un pilastro imprescindibile per garantire una presa in carico efficace delle persone assistite e per condurre studi capaci di cogliere la complessità dei bisogni di salute della comunità. In Italia, la ricerca come parte integrante della competenza di tutte le professioni sanitarie fatica ancora a trovare pieno riconoscimento, mentre gli studi promossi da infermieri, ostetriche, fisioterapisti e tecnici sanitari, così come il loro coinvolgimento diretto nella progettazione e realizzazione di progetti di ricerca, rappresenta un elemento strategico per contribuire alla qualità delle cure.

In questo scenario, l’ASL TO4 ha scelto di investire con decisione nella valorizzazione della ricerca progettata e realizzata da tutte le professioni sanitarie. Lo ha fatto non solo nominando una figura infermieristica come Referente per il Dipartimento Attività Integrate Ricerca e Innovazione Regionale (DAIRI-R) e come Referente Scientifico del Gruppo di Lavoro Studi Clinici, ma anche avviando progetti che coinvolgono direttamente gli infermieri impegnati nell’attività clinica quotidiana.

Il primo studio, “Progetto di studio sperimentale di Telenursing e Telemedicina – TELEHEART”, autorizzato nel 2023, rappresenta un esempio concreto di questa visione. Si tratta di uno studio pilota volto a valutare l’impatto della presa in carico in telemedicina sulla qualità di vita e sulle riacutizzazioni nei pazienti con scompenso cardiaco o malattie rare a interesse cardiologico; analizzando anche il carico assistenziale dei caregiver.

Il progetto, sviluppato in collaborazione tra cardiologi e infermieri, ha portato alla creazione di un servizio strutturato di presa in carico domiciliare medico-infermieristica in telemedicina. Protagonisti della progettazione dello studio sono stati Walter Grosso Marra, Direttore della Cardiologia di Ivrea, Clara Occhiena, Infermiera Dirigente delle Professioni Sanitarie, Roberta Sturaro, Infermiera del reparto di Cardiologia di Ivrea, e Patrizia Milazzotto, Infermiera Coordinatrice dei Distretti ASL TO4 e Continuità Assistenziale.

La messa a regime del nuovo servizio di presa in carico medico-infermieristica domiciliare in telemedicina è stato preceduto da una fase sperimentale – lo studio pilota – che ha visto il coinvolgimento di 15 utenti arruolati, su segnalazione della Cardiologia dell’Ospedale di Ivrea, della COT (Centrale Operativa Territoriale) di Ivrea e di Castellamonte (in base alla residenza della persona).

Il servizio, che continua a essere operativo, è destinato a persone adulte, con scompenso cardiaco o con malattia genetica rara a impatto cardiologico, affetti da altre malattie (per esempio diabete, insufficienza renale cronica, broncopneumopatia cronico-ostruttiva) e che possano garantire al proprio domicilio una rete internet per il trasferimento dei dati.

Entro 7-10 giorni dalla segnalazione da parte del Servizio di Cardiologia, la persona è presa in carico. Seguono poi le visite di follow up con un intervallo di massimo 10 giorni. Al secondo controllo è effettuata una televisita con il cardiologo di riferimento, così da impostare gli obiettivi assistenziali e il piano di interventi. Una volta raggiunti gli obiettivi e la stabilizzazione clinica, i controlli periodici sono pianificati in base alla necessità.

La presa in carico degli utenti è svolta grazie al lavoro di due Infermieri di Famiglia e di Comunità: Mariangela Bracco della COT di Castellamonte e Damiano Di Nunzio della COT di Ivrea. A oggi le persone prese in carico dal Servizio sono 25.

La seconda ricerca, autorizzata a fine 2024 e realizzata nel maggio del 2025, è lo studio DELIRA-S, promosso dal Gruppo di lavoro delle Professioni Sanitarie del DAIRI-R e con promotore l’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Alessandria. Si tratta di uno studio volto a indagare la prevalenza del delirium nei pazienti ricoverati nelle degenze medico-chirurgiche delle Aziende Sanitarie Regionali piemontesi.

L’ASL TO4 ha aderito al progetto coinvolgendo i reparti di Medicina Generale dei Presidi ospedalieri di Ivrea, Chivasso e Cuorgnè e arruolando 14 persone ricoverate. Oltre allo sperimentatore principale (Erika Milanesio, Infermiere Referente DAIRI–R ASL TO4) lo studio è stato condotto da tre Coordinatori infermieristici (Barbara Poggione, Nicolò Roberi, Simona Corazzina) e da sei Infermieri (Alessandra Rapisarda, Gabriele Ragonese, Irene Berardo, Manuela Burlando, Nicoletta Ledonne, Rebecca Giachino) delle strutture coinvolte.

Ultima ricerca, in fase di autorizzazione, è lo studio “Nursing Pre-effect – Telenursing per la rilevazione e la presa in carico precoce degli effetti collaterali da farmaco inibitore delle chinasi ciclina-dipendenti nel carcinoma mammario”, che come obiettivo comparare l’efficacia del telenursing e dell’assistenza infermieristica standard per l’individuazione precoce e la gestione delle tossicità indotte da terapia orale.

La raccolta dati in ASL TO4 coinvolgerà i Day Hospital Oncologici degli Ospedali di Chivasso, Ciriè, Ivrea e Cuorgnè e si svolgerà nel primo semestre del 2026 grazie al lavoro degli Infermieri Monica Pedron, Donatella Tognini, Elena Lazzarin, Chiara Di Feo e dei Coordinatori infermieristici di queste strutture: Barbara Poggione, Denise Centrella e Luca Basso della Concordia, che ricoprirà il ruolo di sperimentatore principale.

Sebbene questi studi rappresentino solo i primi passi per l’interiorizzazione della ricerca nella pratica di tutte le professioni sanitarie all’interno dell’ASL TO4, restituiscono chiaramente l’approccio scelto da questa Azienda per la loro integrazione. La convinzione è quella che la diffusione della cultura delle evidenze passi necessariamente per un approccio multidisciplinare che punti alla costruzione di una “leadership di ricerca diffusa” tra i diversi professionisti direttamente coinvolti nella pratica clinica.

La finalità è che, sotto la supervisione di referenti scientifici con competenze avanzate nella metodologia della ricerca, infermieri, ostetriche e altri professionisti della salute possano essere coinvolti direttamente negli studi apprendendo sul campo (e non solo) le competenze utili alla costruzione di una rete aziendale di Referenti della ricerca.

CURARSI CON LA RICERCA IN PIEMONTE

La rubrica della Regione Piemonte, in collaborazione con il DAIRI Regionale (DAIRI-R), che racconta la ricerca all’interno delle singole Aziende Sanitarie Regionali. Dopo aver raccontato l’importanza di fare ricerca e di avere Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS) sul territorio al fine di migliorare sempre di più le cure e i servizi offerti, nonché il ruolo del DAIRI – R nella governance della ricerca sanitaria del Piemonte, ogni settimana verrà approfondita un’esperienza diversa, per valorizzare il lavoro svolto nelle diverse ASR e le buone pratiche che contribuiscono a costruire un sistema sanitario innovativo e fondato sull’evidenza scientifica.

A cura di Regione Piemonte