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Mascherine: quali caratteristiche devono avere?

MASCHERINE “GENERICHE” (DI COMUNITÀ): DA UNI ENTE ITALIANO DI NORMAZIONE E POLITECNICO DI TORINO I REQUISITI E I METODI DI PROVA

Sono state pubblicate oggi le UNI/PdR 90:2020 frutto della collaborazione tra UNI Ente Italiano di Normazione e il Politecnico di Torino per la definizione dei requisiti prestazionali e dei metodi di prova delle mascherine generiche. Ora e molto probabilmente anche nei prossimi mesi, le mascherine di comunità continueranno a ricoprire un ruolo fondamentale nella quotidianità di tutti per il contenimento del COVD-19.

Fino ad oggi non esisteva alcun riferimento utile a valutarne le prestazioni filtranti e la respirabilità, ecco perché UNI insieme all’Ateno torinese hanno messo a punto in tempi brevi le due nuove prassi di riferimento sulle maschere di comunità “Parte 1 – Requisiti, classificazione e marcatura”, che fornisce i requisiti prestazionali, inclusi gli elementi utili per una loro classificazione e marcatura e indicazioni relative alla valutazione di conformità e  “Parte 2 – Metodi di prova”, con le indicazioni per l’uso di un metodo innovativo per misurarne le prestazioni filtranti mediante due prove distinte, ovvero l’efficienza di rimozione delle particelle e la resistenza all’attraversamento dell’aria.

Questi due documenti avranno un impatto diretto su tutte le mascherine – monouso o lavabili, anche autoprodotte – che utilizzeremo nella cosiddetta “fase tre” di convivenza con il COVID-19.

Le Prassi di Riferimento rappresentano inoltre uno dei pilastri portanti del documento europeo CWA 17553:2020 ‘Community face coverings – Guide to minimum requirements, methods of testing and use’ (clicca qui), che raccoglie le esperienze fatte in vari Paesi Europei, inclusa l’Italia. La delegazione di esperti italiani, infatti, ha partecipato attivamente all’elaborazione del documento prenormativo, portando al tavolo europeo l’esperienza fatta con la UNI/PdR 90, e contribuendo così alla definizione di un primo approccio condiviso a livello europeo alla progettazione, produzione e la valutazione della performance delle maschere di comunità.

Ad eccezione delle categorie di lavoratori che hanno bisogno di dispositivi medici o di protezione individuale, tutti i cittadini possono utilizzare le mascherine di comunità, così come indicato nel DPCM del 26 aprile 2020, considerate una misura indispensabile per contenere la diffusione del virus, pur non avendo le caratteristiche di dispositivo medico UNI EN 14683 “Maschere facciali ad uso medico”, né di dispositivo di protezione individuale UNI EN 149 “Semimaschere filtranti antipolvere”.

La normazione tecnica mai come in questo momento ha un’estrema utilità sociale: la pubblicazione con il Politecnico di Torino delle due Prassi di Riferimento sulle mascherine di comunità ha lo scopo di fornire linee guida sui requisiti che soddisfino le indicazioni del Decreto Cura Italia e offrire – con spirito di servizio – ai produttori e agli utilizzatori, riferimenti certi per garantire la conformità alle finalità di tutela della salute a cui le mascherine di comunità sono indirizzate”  dichiara il Presidente UNI Piero Torretta.

“Le prime misure su filtri per aria effettuate nel Laboratorio di Tecnologia degli Aerosol e Filtrazione Aria che fu diretto da nomi illustri come i professori Codegone e Anglesio e che fa capo oggi al professor Paolo Tronville del Dipartimento Energia del Politecnico risalgono a 85 anni fa. Negli ultimi 30 anni abbiamo contribuito a sviluppare norme internazionali per molteplici applicazioni e collaborato con UNI e il CTI per portare l’Italia ai vertici nel settore della normazione nel campo della filtrazione dell’aria. Siamo molto soddisfatti di avere messo a disposizione di tutti il nostro bagaglio di conoscenze, ancora di più in questo periodo di difficoltà. I metodi di prova proposti nelle Prassi di Riferimento appena pubblicate sono frutto della nostra esperienza e offrono uno strumento affidabile e flessibile per fare fronte alle esigenze attuali e future per questa importante applicazione” afferma il Rettore del Politecnico di Torino Guido Saracco.

Le due prassi di riferimento UNI/PdR 90:2020 possono essere liberamente scaricate dal sito UNI ai seguenti indirizzi:

–          UNI/PdR 90.1:2020 https://tinyurl.com/y6wm9dvf

–          UNI/PdR 90.2:2020 https://tinyurl.com/ybn96lrv

 

Cosa sono le prassi di riferimento

Le prassi di riferimento sono documenti che definiscono prescrizioni tecniche o modelli applicativi di norme tecniche, elaborati con un rapido processo di condivisione ristretta, e costituiscono una tipologia di documento para-normativo nazionale che va nella direzione auspicata di trasferimento dell’innovazione e di preparazione dei contesti di sviluppo per le future attività di normazione, fornendo una risposta tempestiva a una società in cambiamento. Tutte le prassi di riferimento sono gratuitamente scaricabili dal sito www.uni.com accedendo alla sezione “Catalogo”.

L’Ente Italiano di Normazione – UNI (www.uni.com) è un’associazione privata senza scopo di lucro, i cui soci, oltre 4.000, sono imprese, liberi professionisti, associazioni, istituti scientifici e scolastici, pubbliche amministrazioni.

Dal 1921 svolge attività di normazione tecnica in tutti i settori industriali, commerciali e del terziario ad esclusione di quello elettrico ed elettrotecnico. Le norme sono documenti che definiscono le caratteristiche (prestazionali, ambientali, di sicurezza, di organizzazione ecc.) di un prodotto, processo, servizio o professione, secondo lo “stato dell’arte” e sono il risultato del lavoro di decine di migliaia di esperti in Italia e nel mondo. In estrema sintesi, sono documenti che definiscono “come fare bene le cose” garantendo sicurezza, rispetto per l’ambiente e prestazioni certe. Il ruolo dell’UNI, quale Organismo nazionale italiano di normazione, è stato riconosciuto dal Decreto Legislativo 223/2017 sulla normazione tecnica. UNI partecipa, in rappresentanza dell’Italia, all’attività di normazione internazionale ISO ed europea CEN.

Il Politecnico di Torino (www.polito.it) è stato fondato nel 1906 e trae origine dalla Scuola di Applicazione per gli Ingegneri sorta nel 1859. È accreditata dai ranking internazionali come una delle principali università tecniche in Europa, con circa 37.500 studenti, il 16% dei quali sono stranieri, provenienti da oltre 100 paesi.

Il Politecnico si propone come un centro di eccellenza per la formazione e ricerca in Ingegneria, Architettura, Design e Pianificazione con strette relazioni e collaborazioni con il sistema socio-economico.  È infatti una Research University a tutto tondo, dove formazione e ricerca si integrano e fanno sistema per fornire una risposta concreta alle esigenze dell’economia, del territorio e soprattutto degli studenti  in un’ottica di forte internazionalizzazione delle attività didattiche, di ricerca e di trasferimento tecnologico, con collaborazioni con le migliori università e centri di ricerca nel mondo e accordi e contratti con i grandi gruppi industriali internazionali, ma anche con le aziende del territorio, dove si propone come punto di riferimento per l’innovazione.

Trent’anni di carcere all’assassino dei Murazzi

Trent’anni di carcere  a Said Mechaquat. Questa la condanna inflitta al giovane marocchino  per aver ucciso con un fendente alla gola  il 23 febbraio dello scorso anno  Stefano Leo, ai Murazzi del Po.

Il processo si è svolto con rito abbreviato. L’assassino si era presentato nelle settimane dai carabinieri confessando il delitto e facendo ritrovare il coltello.

Disse di avere voluto sfogare una situazione di disagio interiore, vedendo che il ragazzo era sereno e aggiunse che non conosceva la vittima.  I genitori di Stefano Leo, giovane che lavorava in un negozio di abbigliamento in piazza Cln, sono stati sempre presenti in aula e hanno commentato: “La giustizia ha fatto il suo corso. Noi siamo sempre stati fiduciosi e la sentenza oggi ci da’ ragione. Stefano è sempre stato qui non se ne è mai andato. Anche adesso è qui”.

(foto Liguori)

Amanti del vino rubano bottiglia da 800 euro. Ma…

Ieri pomeriggio, durante le operazioni di rilievo di un sinistro avvenuto in Corso Vittorio Emanuele II, la Squadra Antinfortunistica del Reparto Radiomobile della Polizia Municipale ha dovuto sospendere l’attività per sedare una violenta discussione scaturita all’interno della vicina enoteca.

Gli agenti intervenuti hanno prontamente ristabilito la calma tra le persone e ricostruito i motivi della rissa.

Un giovane ragazzo di nazionalità italiana coinvolto nella lite con la complicità di un altro giovane datosi alla fuga, anch’esso di nazionalità italiana è stato colto in flagrante mentre sottraeva una bottiglia di vino pregiato.

Il ragazzo fermato, su pressione degli agenti, ha contattato il complice, convincendolo a tornare indietro con la refurtiva, una bottiglia del valore di euro 820.

La bottiglia è stata immediatamente restituita al proprietario, mentre entrambi i giovani di anni 21 e 23, sprovvisti di documenti di identità, sono stati accompagnati presso il Comando della Polizia Municipale di via Bologna 74 per gli accertamenti di rito, al termine dei quali sono stati identificati e indagati a piede libero per il reato di furto aggravato in concorso.

Stop al distanziamento sui treni ma non su bus e metropolitana

La Regione Piemonte: “Se entro venerdì non interverrà il Governo, eviteremo il caos con una ordinanza regionale”  

A partire da sabato ma  solo fuori città le regole del distanziamento non varranno più sui treni, ma bisognerà indossare la mascherina.  Per i prossimi giorni sui bus e tram  urbani e sulla metropolitana, resteranno in vigore le regole del distanziamento sociale applicate contro il coronavirus

Il Comitato Tecnico Scientifico dell’Unità di crisi, il Gruppo di lavoro Fazio e il Settore Prevenzione dell’Assessorato regionale alla Sanità, alla luce dell’attuale situazione epidemiologica del Piemonte, hanno dato riscontro favorevole alla richiesta della Regione di un parere sulla possibilità di un uso più ampio dei posti a sedere sui treni e sui bus extra-urbani.

«Di fronte all’anarchia che si è verificata nei giorni scorsi e nella totale assenza di un intervento da parte del Governo, ci siamo attivati chiedendo un parere ai nostri referenti scientifici – spiegano il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, e l’assessore alle Infrastrutture e Trasporti Marco Gabusi -. Oggi abbiamo sottoposto il tema anche in Conferenza delle Regioni perché riteniamo urgente un’azione da parte del Ministero che renda omogenea la situazione tra le diverse regioni. Ne abbiamo parlato anche con la Regione Lombardia. Se entro venerdì non interverrà il Governo, confortati dal parere positivo dei nostri Comitati scientifici, abbiamo intenzione di emanare una ordinanza regionale valida a partire da sabato 4 luglio, al fine di risolvere una situazione ingestibile con treni che non possono partire da una regione in un modo e arrivare in quella accanto in un altro, generando confusione generale tra i passeggeri e gli stessi operatori del trasporto pubblico. Il far west nuoce a tutti».

Bollo auto prorogato fino al prossimo 15 luglio

E’ stata approvata  in Giunta una delibera che sposta al prossimo 15 luglio la scadenza del bollo auto senza alcun aggravio per il contribuente che paga entro quella data. Il differimento è stato reso necessario per via di alcune problematiche emerse nel corso degli ultimi giorni e segnalate da parte di utenti che avevano registrato l’impossibilità di provvedere al pagamento stesso.

“Una misura doverosa – sottolinea l’Assessore Andrea Tronzano – per permettere ai cittadini di regolare le posizioni, di farlo nella dovuta tranquillità e naturalmente senza incorrere in sanzioni. Mi spiace per il disguido, in quanto questi malfunzionamenti tecnici incidono pesantemente sulla vita quotidiana dei cittadini. Il CSI, dietro mia richiesta, ha confermato di aver migliorato le prestazioni nelle ultime ore incrementando il personale dedicato che monitora costantemente il servizio. Nell’ultimo periodo il sistema ha visto incrementare l’attività e di parecchio, nel mese di giugno sono stati effettuati 337.000 pagamenti, il doppio di quelli dell’anno precedente, ma questo non è un buon motivo perché il sistema non funzioni”.

Riaprono le sedi Inps in Piemonte

LE ATTIVITA’ VERRANNO SVOLTE SOLO SU PRENOTAZIONE Il primo giorno di luglio lsedi Inps del Piemonte riapronosu appuntamento,  gli sportelli di ricezione al pubblico. Un importante passo in avanti per un graduale ritorno alla normalità

La salute dei cittadini sarà garantita dalla massima attenzione posta nei locali in cui saranno erogati i servizi, questi saranno infatti tutti regolarmente sanificati, con percorsi di ingresso e di uscita diversificati, nel rispetto del distanziamento sociale e assicurando la disponibilità di idonei presidi igienizzanti. All’ingresso saranno posizionati termoscanner e l’accesso sarà consentito previa misurazione della temperatura e solo se muniti di mascherina. 

Per garantire l’adeguato distanziamento sociale ed evitare assembramenti sconsigliati, l’attivitàdi ricevimento degli sportelli delle Sedi Inps del Piemonte sarà assicurata esclusivamente su prenotazione. 

Il cittadino protrà prenotare l’appuntamento scegliendo il giorno e la fascia oraria desiderata, e potrà anche indicare il motivo per cui si rivolge allo sportello Inps. Sarà necessario presentarsi in sede cinque minuti prima dell’orario fissato e si permarrà presso gli sportelli il tempo strettamente necessario per ottenere l’informazione o il servizio richiesto. 

Diverse sono le modali di prenotazione: tramite smartphone, scaricando l’app “Inps Mobile”, o tramite portale accedendo al sito www.inps.it , nella sezione “Sportelli di Sede”. 

Inoltre, per non escludere da questa nuova fase chi non usa gli applicativi informatici, l’Istituto ha previsto la possibilità di prenotarsi anche tramite telefono, contattando i numeri provinciali già utilizzati per l’emergenza. Le Sedi del Piemonte, infatti, continueranno ad essere contattabili, per informazioni e prenotazioni dal lunedì al venerdì con orario 8:30 – 12:30.

E’ possibile prenotarsi anche chiamando il contact-center al numero 803.164 da telefono fisso o 06.164.164 da cellulare. 

Per motivi di sicurezza l’accesso agli sportelli in presenza sarà attivato, nel corrente mese di luglio, presso le Direzioni provinciali di Alessandria, Asti, Biella, Cuneo, Novara, Torino, Verbania Cusio Ossola, Vercelli e presso le Agenzie complesse di Collegno, Moncalieri, Pinerolo, Ivrea e Torino Nord. 

Anche i torinesi in vacanza liberi dai bagagli con Poste delivery web

Il servizio permette di spedire le valigie nella località di destinazione direttamente dal proprio PC o smartphone, con ritiro a domicilio oppure presso un ufficio postale abilitato

 Da oggi anche i cittadini di Torino e provincia possono andare in vacanza liberi dal peso dei bagagli con Poste Delivery Web.

Il servizio di Poste Italiane permette di spedire le proprie valige comodamente dal PC o dallo smartphone, in Italia senza più la paura di eccedere il peso consentito per l’imbarco di un bagaglio oppure di perdere gli acquisti fatti in vacanza perché non entrano in valigia.
Attivare Poste Delivery Web è molto facile da usare e bastano pochi click. È sufficiente collegarsi al sito https://postedeliveryweb.poste.it e acquistare on line una o più spedizioni: Poste Italiane eseguirà il ritiro gratuito direttamente all’indirizzo indicato ed effettuerà la consegna all’indirizzo specificato dal cliente. È possibile scegliere il ritiro a domicilio senza costi aggiuntivi oppure effettuare la spedizione da uno degli uffici postali abilitati della provincia di Torino. Il bagaglio può essere fatto recapitare anche in Fermoposta presso gli uffici postali abilitati.
È possibile anche monitorare lo stato della spedizione, dalla partenza fino all’arrivo a destinazione, chiedendo gratuitamente di essere aggiornato o di aggiornare il destinatario sullo stato dell’invio con e-mail o sms.
Poste Delivery Web permette di spedire pacchi e bagagli fino a 30 kg di peso e 220 cm come somma delle tre dimensioni, con una consegna prevista in Italia da 1 a 3 giorni lavorativi successivi a quello di spedizione con il servizio veloce ed entro 4 giorni lavorativi con la spedizione standard.
Inoltre, viene messo a disposizione dei clienti un Archivio dove consultare lo stato delle spedizioni, una rubrica dove salvare e gestire i contatti preferiti e una sezione bozze dove salvare le spedizioni non concluse. È possibile attivare Poste Delivery Web anche attraverso la APP Ufficio Postale.

Doppio arresto per rapina in un supermercato

Fermati dagli agenti della Squadra Volante

Due persone sono state arrestate per rapina in un supermercato dagli agenti della Squadra Volante. Gli arresti sono avvenuti in due diversi contesti operativi: il primo in via Livorno e il secondo in via Renier.

Nel primo caso un venticinquenne cittadino maliano si era impossessato di 6 maglie e le aveva nascoste nella sua borsa a tracolla. Quando gli addetti alla sicurezza, accortisi dei suoi movimenti, lo hanno fermato, lo straniero li ha colpiti più volte per poter fuggire. Tentativo che a nulla è valso poiché di lì a breve l’uomo è stato arrestato dagli agenti della Squadra Volante.

Analoga situazione è avvenuta in via Renier, dove un cittadino marocchino di 40 anni ha rubato prodotti alimentari occultandoli nei propri indumenti. Anche in questo caso il reo ha spintonato l’addetto alla sicurezza riuscendo però a fuggire. Il vigilantes lo ha inseguito fornendo alla Polizia indicazioni sulla direzione di fuga del quarantenne che è stato poi fermato dagli agenti all’incrocio tra via Lancia e via Issiglio.

Scoperti i ragazzi che picchiarono autista Gtt

Ivrea : scoperti e denunciati dai Carabinieri due giovani violenti che hanno aggredito e picchiato l’autista di un bus di linea e un passante

Ivrea -I Carabinieri della Compagnia di Ivrea hanno denunciato alla Procura della Repubblica di Ivrea, 2 giovani, di 20 e i 22 anni), residenti a Ivrea e Samone, autori dell’aggressione avvenuta pochi giorni fa, in pieno centro di Ivrea, nei confronti di un autista di un autobus GTT e di un cittadino, intervenuto in suo aiuto durante l’aggressione.
I giovani, con precedenti di polizia e già noti alle forze dell’ordine anche per analoghi precedenti episodi, si erano, infatti, resi responsabili, nella sera del 24 giugno, del citato episodio di violenza sull’autobus della linea 5 – nella tratta Lago Sirio Quassolo – inveendo inizialmente nei confronti dell’autista che aveva chiesto loro di indossare le mascherine di protezione, prima di prenderlo a calci e pugni. Stessa sorte era toccata a un testimone, un uomo di 55 anni, che dal marciapiede vicino alla fermata aveva assistito alla scena e aveva chiamato il 112.
Nella circostanza, i militari dell’Arma, utilizzando gli elementi descrittivi forniti dai testimoni e dalle vittime e visionando le riprese delle telecamere di sorveglianza installate a bordo dei mezzi della GTT nei giorni antecedenti all’evento (la sera dell’aggressione il sistema video non aveva, infatti, registrato l’accaduto), riuscivano a risalire e individuare i due aggressori.
I due bulli sono stati denunciati alla Procura di Ivrea per lesioni e resistenza a pubblico ufficiale, in concorso.

Lotta alla ‘ndrangheta: 12 arresti tra Torino, Cuneo e Reggio Calabria

Nelle prime ore della mattinata, fra le province di Torino, Cuneo e Reggio Calabria, la Squadra Mobile di Torino ed il Nucleo Investigativo del Comando Provinciale dei Carabinieri di Cuneo hanno dato esecuzione all’Ordinanza dispositiva della custodia cautelare riguardante 12 persone (8 custodie in carcere – 4 arresti domiciliari). Contestualmente all’esecuzione delle misure restrittive sono state eseguite ulteriori 30 perquisizioni domiciliari, nelle province di Torino, Cuneo e Reggio Calabria.

Per la realizzazione della fase esecutiva odierna sono stati impiegati complessivamente oltre 200 uomini di Polizia e Carabinieri, con l’utilizzo di reparti di rinforzo del controllo del territorio e di unità specialistiche cinofile per la ricerca di droga ed armi.

L’attività investigativa, iniziata nell’ottobre del 2016, ha consentito di rivelare per la prima volta l’esistenza di un “locale” di ‘ndrangheta nella provincia di Cuneo, precisamente nel comune di Bra (CN), avente al vertice la consorteria mafiosa riconducibile alla famiglia Luppino, originaria del comune reggino di Sant’Eufemia d’Aspromonte (RC) e da anni radicata nel centro della provincia cuneese.

L’avvio delle indagini da parte delle due FF.PP., che hanno sinergicamente operato sotto la direzione della D.D.A., è scaturito dalle dichiarazioni rese da un  collaboratore di giustizia  all’epoca detenuto nel carcere di Saluzzo (CN) per l’espiazione della pena di trent’anni di reclusione per l’omicidio di Giuseppe Trapasso, avvenuto nel 2008, nonché per la sua appartenenza al “locale” di ‘ndrangheta di Volpiano. A seguito delle puntuali dichiarazioni del collaboratore, circa l’esistenza di un ignoto “locale” di ‘ndrangheta a Bra, sono iniziate le attività investigative finalizzate a riscontrarne la fondatezza.
Determinanti, per l’acquisizione delle fonti di prova che hanno consentito di raggiungere l’importante risultato investigativo di disarticolare la consorteria mafiosa, si sono rivelate le attività tecniche svolte dagli organi inquirenti.

Luppino (al quale insieme al fratello Vincenzo è contestato il ruolo di promozione, direzione e organizzazione del locale di Bra) è stato già arrestato nel 2003 perché coinvolto nell’operazione contro la ‘ndrangheta denominata “Vangelo” (coordinata dalla D.D.A. di Reggio Calabria), indagine che aveva consentito di svelare un fiorente traffico di sostanze stupefacenti lungo l’asse Calabria – Torino – Bra.
Il locale di Bra è risultato avere collegamento con la ‘ndrina degli Alvaro di Sinopoli.

Luppino anche quando ancora si trovava detenuto nel carcere di Saluzzo per scontare più condanne definitive per delitti di usura, associazione finalizzata al traffico di stupefecenti, detenzione e porto di armi e fruiva di permessi premio, manteneva i contatti con i suoi sodali e dava loro direttive.

Il traffico di sostanze stupefacenti, in aggiunta alle altre tipologie dei reati fine documentati, è risultato essere tra le principali fonti illecite di guadagno del sodalizio, al punto che è stato possibile accertare l’esistenza di una vera e propria organizzazione dedita al traffico di stupefacenti collegata alla cellula di ‘ndrangheta operativa in Bra; ciò in ampio riscontro a quanto dichiarato dal collaboratore Agresta laddove evidenziava come lo spaccio di stupefacenti costituisse una delle principali attività del sodalizio mafioso capeggiato dai fratelli Luppino.
Nei quasi due anni d’indagine, è quindi emerso un articolato traffico di di sostanze stupefacenti (cocaina e marijuana).

 

Di rilievo sono i contatti e gli appoggi di cui il gruppo criminale guidato da Luppino poteva godere nell’ambito delle forze dell’ordine e dell’amministrazione pubblica locale.
Sono stati individuati due appartenenti all’arma dei carabinieri, all’epoca dei fatti operativi a Bra, indagati per favoreggiamento personale e rivelazione di segreti di ufficio aggravati dall’agevolazione mafiosa, i quali erano molto vicini alla famiglia Luppino a cui passavano informazioni riservate.
E’ stato individuato altro militare dell’arma dei carabinieri, all’epoca operativo in Calabria a Villa San Giovanni, anch’egli indagato per favoreggiamento personale e rivelazione di segreti di ufficio oltre che per accesso abusivo ai sistemi informatici riservati aggravati dall’agevolazione mafiosa, il quale ugualmente offriva ai Luppino notizie coperte dal segreto.
Luppino Salvatore poteva altresì contare sulla collaborazione di due appartenenti alla Polizia Penitenziaria del carcere di Saluzzo, ove egli era ristretto in espiazione pena, i quali provvedevano a fargli avere all’interno del carcere beni vietati. I predetti sono indagarti per il delitto di corruzione aggravato dall’agevolazione mafiosa.
Stretti contatti aveva Luppino Salvatore, anche tramite i suoi famigliari, con un appartenente alla pubblica amministrazione di Bra. Durante un permesso premio paventando possibili influenze sulle competizioni elettorali, si adopera per garantirsi l’aiuto necessario ad ottenere un lavoro al fine di poter accedere a misure alternative alla detenzione. Ne è derivata un’iscrizione per il delitto di cui all’art. 416 ter c.p. e cioè per scambio elettorale politico – mafioso.
E’ emerso come i fratelli Salvatore e Vincenzo Luppino siano personaggi di spicco nel territorio tanto da essere percepiti dai terzi in grado di influenzare l’assegnazione dei posti in occasione della manifestazione denominata “Cheese” organizzata da “SLOW FOOD”.
Una contestazione per concorso esterno in associazione di stampo mafioso è stata mossa ad un avvocato, che è risultato fare da tramite tra Luppino Salvatore ed esponenti di spicco della ‘ndrangheta. Inoltre grazie a tali contatti è emerso avere ottenuto denaro in prestito a condizioni vantaggiose ed in cambio si è offerto di effettuare una consegna in carcere ad un detenuto vicino al gruppo al di fuori delle regole carcerarie.