AMBIENTE- Pagina 6

Raccolta differenziata, in autunno un nuovo sistema a Vanchiglia

Prosegue la trasformazione del servizio di raccolta differenziata a Torino: dopo il centro storico e il Lungo Po, nei prossimi mesi sarà coinvolto anche il territorio di Vanchiglia, portando a completamento la copertura di tutti i quartieri della città.

Il progetto è stato presentato  a consiglieri e cittadini del quartiere nel corso dei lavori della commissione Ecologia della circoscrizione 7  dall’assessora alla Transizione Ecologica Chiara Foglietta e dai tecnici di Amiat.

L’area interessata è quella compresa tra corso Regina Margherita, corso San Maurizio e lungo Po Machiavelli e coinvolgerà quasi 10.000 utenze, fra domestiche e non domestiche.

La progettazione del sistema di raccolta è stata preceduta da una puntuale attività di rilievo che porterà alla definizione di soluzioni ad hoc per ottenere i migliori risultati di raccolta, e che vedranno la compresenza di contenitori stradali e la raccolta domiciliare per le diverse frazioni di rifiuti, proprio in virtù della particolare conformazione del territorio.

L’attuale sistema di raccolta stradale sarà infatti sostituito progressivamente, a partire dal mese di novembre, da una nuova modalità mista che prevede una raccolta tramite postazioni stradali di prossimità per plastica, vetro e metalli e una raccolta domiciliare porta a porta per carta, rifiuti organici e rifiuti non recuperabili, con attrezzature collocate all’interno delle pertinenze condominiali o dei cortili.

La progressiva attivazione del nuovo sistema si svilupperà in stretta correlazione con le attività di comunicazione: a partire da fine ottobre i cittadini e le attività commerciali presenti nella zona riceveranno, a cura degli incaricati Amiat Gruppo Iren, le prime informazioni in merito al nuovo servizio.

A seguire, gli addetti consegneranno gratuitamente a ogni utenza il kit per la raccolta domiciliare (biopattumiera e prima dotazione di sacchi per i rifiuti organici e sacchi per la raccolta della plastica) oltre al materiale informativo di supporto. In un secondo momento, in ogni edificio o condominio verranno collocati i nuovi contenitori preposti per la raccolta.

Infine, per ulteriori informazioni, approfondimenti e per consentire agli utenti non trovati e/o non identificati durante il passaggio degli addetti di ritirare lo starter kit, dal 24 ottobre al 20 dicembre 2025 e dal 9 al 24 gennaio 2026 sarà operativo un Punto informativo nella sala “Antico Macello del Po” in via Matteo Pescatore 7, aperto tutti i giovedì e i venerdì dalle 16.00 alle 20.00 e i sabati dalle 9.30 alle 13.00.

Per chiarimenti o ulteriori informazioni sul nuovo servizio è possibile consultare il sito www.amiat.it, seguire la pagina Facebook «Raccolta Differenziata Torino», scaricare la nuova app Iren Ambiente oppure contattare il Servizio di Customer Care Ambientale, chiamando il numero verde 800 017277 (attivo dal lunedì al venerdì dalle 8.00 alle 17.00) o scrivendo a amiat@gruppoiren.it.

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I 30 anni del Parco del Lago di Candia

Candia, 20-21 settembre – Trentennale del Parco Naturale del Lago di Candia (1995-2025)
Nel weekend torna il Settembre Candiese con due eventi principali: il trentennale del Parco Naturale e lo Sportcity Day 2025.

La Consulta Permanente dei Consiglieri e Amministratori della Città Metropolitana di Torino sarà presente.

Sabato 20

Ore 15: Puliamo il Mondo con Legambiente

Ore 18.30: Mostra fotografica di Simone Gaetano (Sala Rossa del Comune)

Domenica 21 (ore 10-18 – Lago, area Canottieri)

Sport all’aperto: canottaggio, canoa, dragonboat, volley, MTB, parco avventura, attività cinofile

Stand della Città Metropolitana: visite guidate, laboratori scientifici, battello elettrico

Ore 11.00: Momento istituzionale con rappresentanti di Parlamento, Regione, enti locali e associazioni

📍 Vi aspettiamo domenica 21 dalle ore 10 presso lo stand della Città Metropolitana (zona Canottieri).

Mariella Depaoli
Vicepresidente della Consulta Permanente dei Consiglieri e Amministratori
Città Metropolitana di Torino

Tari: approvate riduzioni per utenze domestiche e non domestiche ai quartieri “virtuosi”

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Nel 2024, sono stati i residenti del quartiere San Donato a far registrare il miglior incremento percentuale nella raccolta differenziata rispetto all’anno precedente, attraverso il sistema di raccolta domiciliare con ecoisole smart ad accesso controllato. Per quanto riguarda invece il sistema cosiddetto “porta a porta”, le migliori performance si sono riscontrate nei quartieri Regio Parco, Barca e Bertolla.

A tutti i nuclei familiari residenti in questi quartieri sarà riconosciuta una riduzione della TARI pari ad una riduzione del 6,5% della parte variabile della tariffa.

La misura è stata approvatadalla Giunta Comunale, su proposta dell’Assessora al Bilancio, Gabriella Nardelli.

”Si tratta di un risultato che è anche frutto del lavoro portato avanti per migliorare l’efficienza nella raccolta e nello smaltimento dei rifiuti – commenta l’assessora al Bilancio- .Un altro segnale concreto dell’impegno dell’Amministrazione sul fronte dei tributi per rendere la città più equa e inclusiva e che segue gli interventi dello scorso aprile per contenere gli effetti dell’aumento dei costi sui cittadini, nonostante la difficile congiuntura e le note ristrettezze finanziarie.”

Ulteriori riduzioni sono previste anche, nel caso delle utenze domestiche, per chi adotta pratiche virtuose di prevenzione dei rifiuti, come l’uso di coppette o assorbenti riutilizzabili, l’utilizzo di pannolini lavabili e l’adesione a servizi di noleggio e lavaggio pannolini per bambini 0–3 anni. Nel caso di utenze non domestiche invece le riduzioni riguarderanno la vendita prevalente di prodotti sfusi o alla spina, l’adozione del vuoto a rendere, la distribuzione di acqua alla spina in contenitori riutilizzabili e la cessione gratuita di prodotti non alimentari.

Lo sconto sarà pari ad una riduzione, per ogni pratica attivata, del 2% della tariffa variabile per le utenze domestiche e dell’1% per le utenze quelle non domestiche. Occorre ricordare che la riduzione verrà concessa a consuntivo, previa presentazione entro febbraio 2026 di una istanza corredata dalla relativa documentazione.

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“PedalanPo”, “bike lovers” e “bike lovers family” lungo le sponde del Po

Sabato 20 settembre

Moncalieri (Torino)

Bel titolo! “Pedalanpo”: come dire dai datti fare, muovi ‘ste gambe, ‘pedala un po’’ e, insieme ‘pedala un po’… dove? … lungo le facili sponde, dunque ideali anche per famiglie e i meno ‘in gambe’, del Po!

Chiarissimo che di più non si può, il titolo della seconda edizione dell’evento-scampagnata ciclistica, organizzata nella sede del “Parco delle Vallere” a Moncalieri, per il prossimo sabato 20 settembre, da “Torino Bike Experience”, in collaborazione con l’ “Ente Parco del Po piemontese”.

“ ‘PedalanPo’ parla a tutti – sottolineaAlessandro Ippolito, presidente di “Torino Bike Experience”- perché con tre percorsi disponibili da scegliere, la guida dei tecnici di ciclismo UISP, la collaborazione dell’ ‘Ente parco del Po’ e la presenza dei ‘guardiaparco’ che pedaleranno con noi, tutti i partecipanti potranno godersi la giornata. Il messaggio che vogliamo trasmettere è che abbiamo un territorio bellissimo, anche a pochi chilometri dalla città, e il grande fiume è una ricchezza da salvaguardare.

E ad Ippolito fa eco Emanuela Sarzotti, direttrice dell’“Ente Parco”: “Vivere ‘PedalanPo’ significa immergersi nella natura e nei paesaggi d’inaspettata bellezza del ‘Parco naturale del Po piemontese’ e della ‘Riserva MaB Unesco CollinaPo’. L’obiettivo del 2025 è consolidare l’evento, alla sua seconda edizione, mentre nel 2026, in occasione del rinnovo decennale del riconoscimento ‘Unesco’ e dell’allargamento verso est della ‘Riserva MaB’, sarà coinvolgere, oltre al Torinese e al Vercellese, anche il territorio dell’Alessandrino in un unico grande ‘PedalanPo’ ricco di percorsi convergenti verso il fiume, cuore e protagonista assoluto del Parco”.

Tre sono i percorsi programmati, tutti con partenza alle ore 9, presso la “Cascina delle Vallere”, in corso Trieste 98, a Moncalieri. Iscrizione obbligatoria su: https://www.pedalanpo.com

Il primo percorso è stato pensato per le famiglie.L’itinerario, facile per tutti, con la guida dei tecnici di ciclismo “Uisp” e l’accompagnamento dei “guardiaparco”, arriverà fino a San Mauropercorrendo la sponda destra del fiume. È prevista la sosta per pranzo, alle 12,30, al “Castelletto” di San Mauro”, antenna della “Riserva MAB UNESCO Collina Po”,  e il ritorno sulla sponda sinistra del Po toccando l’“Isolone Bertolla” con rientro a “Vallere” alle 16. Costo 10 euro adulti, junior dagli 8 ai 17 anni 5 euro, bambini 0-7 gratuito, sconti per famiglie. Nel costo sono inclusi gadget, colazione e guida ciclistica con assistenza meccanica.

Per gli amanti dell’unsupported (senza sostegno), ecco pronto il secondo percorso, l’“itinerario Gravel” : 120 chilometri, tutti d’un fiato, dislivello di 400 metri, valido come “Brevetto ARI (Associazione Randonneur Italia)”. L’itinerario, che si snoda sulla sponda destra – con tratti che percorrono la “Ciclovia Vento”, l’“Eurovelo8”, tratti di “Via Francigena” – arriva fino a “Cascina Ressia”, “Centro visite del Parco del Po Piemontese” a Crescentino (Vercelli): sarà punto di controllo e giro di boa e qui ci sarà la possibilità di pranzare a prezzo convenzionato (10 euro). Poi, il ritorno al “Parco delle Vallere”, percorrendo la sponda sinistra del Po, tra sterrati e tratti di strade asfaltate, passando per Chivasso eSettimo Torinese. Costo per i tesserati 15 euro, non tesserati 25.

E, infine (e qui viene il bello!) c’é anche una proposta per chi vuole stare via due giorni, con partenza sabato 20 e ritorno domenica 21, alla scoperta dei “Territori MAB UNESCO” e con la presenza dei “guardiaparco” che racconteranno aneddoti e faranno scoprire animali e piante del “Parco”. Dopo la colazione, si parte per “Cascina Ressia”, tappa pranzo alle 13,30. Alle 17 il giro di boa con la sosta alla “Grangia di Pobietto”, sede del “Parco del Po piemontese” e luogo del“FAI”, con arrivo, alle 18, al “Bosco della Partecipanza” di Trino Vercellese, nell’anno del suo 750° anniversario, con cena tipica (25 euro) e pernottamento. Domenica si riparte alle 9; alle 13sosta – ristoro a Chivasso lungo fiume  e, poi, rientro a Vallere.
Si toccheranno punti di interesse a San Mauro e a San Raffaele Cimena, si visiteranno “Cascina Ressia” e la “Grangia di Pobietto”, dove ci sarà l’opportunità di una breve visita al “Museo permanente della civiltà risicola”. Dopo la notte al “Bosco della Partecipanza” di Trino, la domenica si pedalerà sulla sponda sinistra con tappa all’“Antico Mulino – Riseria San Giovanni”, testimonianza unica, nella provincia di Vercelli, di “Riseria” azionata dalla forza motrice dell’acqua. Costo 30 euro (compreso di pernottamento e colazione di sabato e domenica).

g.m.

 

Torino, Chieri, Ivrea, Rivoli e Città metropolitana al lavoro in bici

Settimana europea della mobilità, il 18 settembre 

Chieri, Ivrea, Rivoli e Torino oltre a Città metropolitana sono le Amministrazioni pubbliche che hanno aderito anche quest’anno alla Settimana europea della mobilità, la campagna di sensibilizzazione più importante della Commissione europea sulla mobilità urbana sostenibile per promuove il cambiamento comportamentale a favore della mobilità attiva, del trasporto pubblico e di altre soluzioni di trasporto pulite e intelligenti.

Quest’anno la settimana si svolge dal 16 al 22 settembre e sono molte le iniziative in programma sul nostro territorio.

In particolare giovedì 18 settembre la Città metropolitana di Torino con Città di Torino e Legambiente Piemonte aderisce al “Giretto d’Italia” per sensibilizzare i dipendenti delle Pubbliche amministrazioni a raggiungere in bici o con mezzi di micromobilità elettrica la sede di lavoro.

Saranno cinque i punti tappa a Torino che rileveranno i passaggi tra le 7,30 e le 9.30 del mattino: non solo un monitoraggio, ma un modo per dare valore a chi ogni giorno sceglie modalità di spostamento meno impattanti: i punti tappa saranno allestiti in corso Inghilterra 7; lungo Dora Savona/corso Regio Parco; via Nizza/ corso Marconi (via Baretti); corso Francia /corso Principi d’Acaja; corso Vinzaglio/ corso Matteotti.

Al “Giretto d’Italia“ hanno aderito anche le Città di Rivoli, di Santena e di Nichelino.

Tre invece i punti identificati per la CiclOfficina a Torino: dalle 8 alle 9.30 al Campus Luigi Einaudi, dalle 10.30 alle 12.00 al Politecnico di Torino e dalle 13.00 alle 14.30 davanti alla sede di Città metropolitana.

Il “Giretto d’Italia” rientra anche in AMICI, progetto di cooperazione transfrontaliera finanziato dal programma Interreg Alcotra Italia Francia dedicato a sperimentare soluzioni concrete di mobilità sostenibile.

Nei giorni della settimana europea della mobilità, la Città metropolitana raccoglierà questionari interni compilati dai dipendenti di corso Inghilterra per perfezionare i piani casa-lavoro, incoraggiando scelte quotidiane più sostenibili anche nella dimensione organizzativa.

Ad Ivrea tra le iniziative previste nella settimana dellamobilità , anche una giornata senza auto domenica 21 settembre, in concomitanza con lo Sport City Day. In questa occasione, saranno istituite aree pedonali nel tratto di Lungo Dora e nel Borghetto mentre venerdì 19 ore 18 si terrà la presentazione del Piano di Mobilità Sostenibile e sarà esaminato lo studio “Termometro della mobilità sostenibile eporediese”, commissionato al mobility manager Paolo Ruffino per offrire una fotografia di partenza utile a definire strategie, a medio e lungo termine, condivise con cittadini e stakeholder nel corso di incontri dedicati.

A Chieri il 16 settembre al cinema Splendor a proiezione del documentario “I muli in montagna, un’alternativa” mentre venerdi 19 alle ore 17 si terrà “A piccoli passi – Il bosco Turriglie” una passeggiata gratuita con merenda.

Montagna: investire sull’agricoltura produttiva e multifunzionale, ma anche sui servizi sociali e scolastici

Coldiretti Torino ha espresso soddisfazione per l’approvazione definitiva in Senato del disegno di legge per il riconoscimento e la promozione delle zone montane, un provvedimento che riporta la montagna al centro dell’agenda del Paese con interventi su sanità, scuola, connettività, mobilità e attività agrosilvopastorali. Proprio su questi temi Coldiretti ha organizzato due incontri di approfondimento lunedì 22 e martedì 30 settembre prossimi. Il primo è promosso da Donne Coldiretti Torino e si intitola “Fare impresa agricola al femminile nelle aree interne e nelle valli alpine”, dedicato al gap tra città e montagna nei servizi sociali, sanitari e scolastici, oltre alle imprese, un gap che pesa soprattutto sulle imprenditrici agricole. Il secondo appuntamento ha come titolo “La città incontra l’agricoltura di montagna”, un seminario per la promozione del rapporto metropolitano tra il capoluogo sabaudo e i sistemi agricoli delle vallate torinesi. Con la nuova legge sono destinati 200 milioni di euro annui nel periodo compreso tra il 2025-2027 per lo sviluppo delle montagne italiane, Fosmit, per Sanità, Scuola, Agricoltura, Mobilità, Servizi digitali e Turismo, oltre a misure contro lo spopolamento e incentivi per il personale che opera in montagna. Il via libera al provvedimento risponde alla necessità di maggiori innovazioni e infrastrutture, valorizzando il ruolo degli imprenditori agricoli nel presidio del patrimonio idrico e boschivo, nella prevenzione di incendi e dissesti, negli aiuti al turismo sostenibile. L’approvazione della legge rappresenta un’opportunità per ridurre la dipendenza energetica dall’estero con la gestione sostenibile dei boschi e la produzione di energia rinnovabile da legno e biomasse.
Per Coldiretti sarà ora decisivo che i provvedimenti di attuazione della legge sostengano concretamente l’agricoltura e il lavoro in montagna, rafforzando le indennità compensative, tutelando prati e pascoli, sostenendo filiere lattiero casearie e carni DOP/IGP, favorendo il ricambio generazionale e assicurando servizi essenziali e connettività. Fondamentale anche la semplificazione delle procedure tra Stato, Regione e Comuni montani, ma è anche centrale l’investimento nei servizi che permettono agli agricoltori di rimanere a vivere e lavorare in montagna alla pari di chi abita in città.

“Questa legge rappresenta un segnale importante per gli agricoltori che operano in territorio alpino – osserva il presidente di Coldiretti Torino Bruno Mecca Cici – si riconosce il ruolo centrale nelle attività agrosilvopastorali di montagna per rilanciare un territorio che non accetta più la commiserazione, ma vuole occasioni concrete di rilancio. L’agricoltura di montagna sta facendo passi da gigante verso la multifunzionalità e l’innovazione. Non si produce più solo cibo, ma le aziende producono servizi per le vallate e la stessa Città di Torino. Dobbiamo avviare una stagione di confronto sul piano locale per dare all’agricoltura di montagna un futuro di rilancio economico, e questa nuova legge andrà applicata nel Torinese, con progetti concreti, anche per colmare il divario di servizi tra valli e capoluogo”.

Mara Martellotta

A Torino da lunedì 15 settembre di nuovo in vigore le misure antismog

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Tornano in vigore da lunedì prossimo 15 settembre le misure antismog, già concordate e decise a livello di bacino padano dalle Regioni con il Ministero dell’Ambiente.

Alle limitazioni strutturali valide tutto l’anno che riguardano il divieto di circolazione dalle ore 0.00 alle 24.00 tutti i giorni (festivi compresi) dei veicoli adibiti al trasporto di persone (categoria M1, M2, M3) e dei veicoli adibiti al trasporto merci (categoria N1, N2, N3) con omologazione inferiore o uguale all’Euro 2 per i veicoli alimentati a benzina e diesel, con omologazione inferiore o uguale a Euro 1 per i veicoli alimentati a GPL e metano, dal 15 settembre 2025 al 15 aprile 2026 si aggiungono:

– il divieto di circolazione veicolare dalle ore 8.00 alle 19.00 nei giorni feriali dal lunedì al venerdì, dei veicoli dotati di motore diesel adibiti al trasporto persone (categoria M1, M2, M3) e adibiti al trasporto merci (categoria N1, N2, N3) con omologazione uguale a Euro 3 ed Euro 4;
– il divieto di circolazione veicolare dalle ore 0.00 alle 24.00 tutti i giorni (festivi compresi) di tutti i ciclomotori e i motocicli adibiti al trasporto di persone o merci (categoria L1, L2, L3, L4, L5, L6, L7) con omologazione inferiore o uguale a Euro 1.

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Un aiuto per ridurre il consumo di suolo: ecco i fondi regionali

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Passo decisivo della Regione Piemonte nella lotta al consumo di suolo con la messa a disposizione dei Comuni e delle Province di oltre 12 milioni di euro per progetti di rinaturalizzazione di suoli degradati nei centri abitati nell’ambito di politiche più complesse di rigenerazione urbana.

La misura, presentata nella Sala Trasparenza del Grattacielo Piemonte dal presidente Alberto Cirio e dagli assessori all’Urbanistica Marco Gallo e alle Opere pubbliche e Difesa del suolo Marco Gabusi, si inserisce all’interno del Fondo nazionale per il contrasto al consumo di suolo 2023-2027, istituito dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica e destinato a tutte le Regioni italiane.

Si tratta di un’iniziativa che guarda al futuro con una prospettiva chiara: raggiungere entro il 2050 l’obiettivo europeo del “consumo di suolo zero”, traguardo ambizioso ma imprescindibile. Tra il 2022 ed il 2023 in Piemonte si sono consumati altri 533 ettari netti di suolo, per un totale di suolo occupato da superfici artificiali di 170.769 ettari, il 6,72 % dell’intero territorio, con conseguenze negative sull’ambiente, sulla sicurezza idrogeologica e sulla qualità della vita dei cittadini.

Il bando regionale, aperto dal 15 settembre al 13 novembre prossimi, inviterà le Amministrazioni locali e le Province a proporre progetti che possano restituire spazi verdi sicuri, accessibili e fruibili. Saranno infatti finanziati interventi di de-impermeabilizzazione di aree pubbliche da rinaturalizzare attraverso la realizzazione di un’area verde non più edificabile, capaci di migliorare il microclima cittadino, ridurre le isole di calore, favorire l’infiltrazione delle acque piovane e incrementare la biodiversità. Ci sarà anche un impatto diretto sulla sicurezza del territorio in quanto si contribuisce alla mitigazione del rischio idraulico e idrogeologico, tema sempre più urgente alla luce dei cambiamenti climatici.

Le risorse saranno distribuite in maniera equilibrata, in modo da coinvolgere sia i grandi centri urbani sia i piccoli Comuni. Una scelta che risponde alla volontà di rendere questa misura non soltanto uno strumento tecnico, ma un’opportunità diffusa e condivisa capace di migliorare la qualità ambientale e sociale dell’intero territorio regionale.

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«Affrontiamo le difficoltà delle persone con pragmatismo, ma senza mai dimenticare la tutela dell’ambiente – sottolinea il presidente Cirio – Ogni volta che abbiamo la possibilità di reperire risorse economiche per salvaguardare il territorio lo facciamo perché crediamo in un equilibrio tra la qualità della vita delle comunità e nella necessità di proteggere l’ambiente. Con questo intervento dimostriamo che sviluppo e sostenibilità possono camminare insieme: tuteliamo la bellezza del nostro territorio, perché il vero valore è consegnare alle future generazioni un Piemonte più verde, vivibile e competitivo».

«Con questo bando diamo una risposta concreta a una delle sfide più urgenti per il nostro territorio: arrestare il consumo di suolo e ripristinare gli equilibri naturali nelle nostre città – ha sostenuto l’assessore Gallo – Non si tratta soltanto di un intervento ambientale, ma di una vera e propria strategia per migliorare la qualità della vita nei centri urbani, aumentando gli spazi verdi e rafforzando la resilienza del Piemonte di fronte alle sfide climatiche».

Sulla stessa linea l’assessore Gabusi: «Il bando per la de-impermeabilizzazione di aree pubbliche rappresenta un tassello importante delle molteplici azioni che la Regione Piemonte sta portando avanti per la riduzione del rischio idrogeologico. Un impegno che rinnoviamo quotidianamente insieme agli enti locali, con l’obiettivo di rendere i nostri territori più sicuri e resilienti».

cs

Da fine settembre gli incontri della Regione con le Green communities

Inizierà a fine settembre la serie di incontri della Regione Piemonte con le 12 Green communities, realtà che hanno accesso a quasi 23 milioni di euro di finanziamenti del Fondo nazionale per le montagne e che rappresentano un importante e innovativo tassello della strategia per la montagna.

Nel corso di una riunione con i rappresentanti di ciascuna Green Community e i vertici di Uncem l’assessore allo Sviluppo e promozione della montagna Marco Gallo ha anticipato che le visite sui territori saranno l’occasione per un confronto diretto con gli amministratori locali per rafforzare il monitoraggio dei piani operativi, accompagnare l’attuazione delle strategie, valorizzare le sinergie con altri strumenti di finanziamento, dal Pnrr al Fesr, dai fondi Alcotra alla cooperazione transfrontaliera.

I partecipanti alla riunione

«Le Green Communities non sono un semplice piano di finanziamenti, ma cantieri di futuro – commenta l’assessore Gallo – Abbiamo scelto di andare direttamente sui territori per ascoltare e sostenere gli amministratori locali perché questo percorso funzioni senza ostacoli e porti risultati concreti. Il Piemonte è stato tra le prime Regioni a investire con decisione in questa strategia, riconosciuta anche a livello nazionale come modello virtuoso. Ora il nostro compito è non lasciare i territori soli a gestire fondi che ora più che mai sono importanti per le nostre montagne».

Il giro degli incontri comincerà con le Green communities Maira Grana e Terre Del Monviso per proseguire con Sesia Green, Valli dell’Ossola, Sinergie in Canavese, Valchiusella “Di Acqua e di Pietra”, Renewable Community, Stoicheia, Unione Montana Valle Susa “Risorse di Oggi per Domani” e infine Valle Tanaro.

Le Green Communities piemontesi

Queste realtà costituiscono una rete di esperienze e progettualità concrete, nonché modello virtuoso che fanno del Piemonte la prima Regione italiana per risultati e finanziamenti attuati sulle rispettive realtà.

Ad oggi sono nel pieno della fase attuativa dei programmi operativi approvati e finanziati, con azioni che spaziano dai piani per la gestione sostenibile delle risorse idriche ai progetti di riforestazione e tutela della biodiversità, dalla mobilità dolce all’accoglienza di giovani e nuove famiglie. Non “strategie astratte”, ma azioni tangibili che rispondono a bisogni reali della popolazione.

Le Green Communities sono state costituite per promuovere la gestione sostenibile e integrata delle risorse naturali e per trasformare la montagna in un laboratorio di economia circolare, turismo esperienziale, tutela ambientale e nuove opportunità di lavoro. Rappresentano dunque strumenti efficaci di sviluppo per costruire un equilibrio urbano-rurale-montano integrato che coinvolga le molteplici componenti del territorio, attraverso la progettazione e l’attuazione di piani di sviluppo sostenibili.

Slow Food e Rete Comuni Sostenibili, sostenibilità e buona alimentazione

Due percorsi paralleli finalmente si incontrano. La Rete dei Comuni Sostenibili e Slow Food Italia hanno siglato una lettera d’intenti per intensificare e condividere un impegno che, in molti casi, si fonda sui medesimi e solidi valori, quali la sostenibilità ambientale, sociale e alimentare a partire dai territori e dai cittadini che li vivono e custodiscono.
La prima e importante occasione di collaborazione è stata la Guida dei Comuni sostenibili italiani 2025/2026, presentata allo scorso Salone Internazionale del Libro di Torino, dove figura un intervento di Raoul Tiraboschi, vicepresidente di Slow Food Italia, che ha anche preso parte all’iniziativa del Lingotto Fiere. Tra i principali obiettivi concreti condivisi troviamo la promozione delle rispettive esperienze ai propri aderenti. Quindi la promozione di buone pratiche tramite iniziative come campagne di sensibilizzazione su temi quali la lotta allo spreco alimentare, la promozione di regimi alimentari corretti e sostenibili e la tutela della biodiversità mediante scelte consapevoli.
Per quanto riguarda la Rete dei Comuni Sostenibili vi è  l’intenzione di impegnarsi a migliorare e integrare il set di indicatori per il monitoraggio della sostenibilità degli enti locali con parametri individuati insieme a Slow Food che, dal canto suo, è pronto a favorire la promozione della rete nella realtà dove sono presenti progetti Slow Food, favorendone l’incontro con le amministrazioni e proponendo l’esperienza del monitoraggio volontario della sostenibilità dei territori.  Un altro punto che è stato esaminato è quello dell’affiancamento agli enti locali nella partecipazione a percorsi progettuali con l’obiettivo di creare sistemi locali del cibo con opportune food policies, iniziative e processi legati all’educazione alimentare e, più in generale, al rapporto tra cibo e salute.

“ Tra i grandi obiettivi di sostenibilità dell’Agenda 2030, rientra a pieno titolo quello dell’alimentazione – affermano Valerio Lucciarini De Vincenzi e  Benedetta Squittieri, presidente della Rete dei Comuni Sostenibili – In Europa e in Italia tale obiettivo è declinato attraverso una serie di azioni per l’educazione alimentare, la lotta allo spreco di cibo, il biologico e le filiere corte, la salvaguardia delle produzioni locali, la protezione della biodiversità. I comuni sono particolarmente impegnati su questo fronte, dalle mense scolastiche agli Orti urbani, dall’acqua pubblica alla valorizzazione delle tradizioni enogastronomiche, fino al turismo sostenibile. La rete dei Comuni sostenibili esalta queste buone pratiche e ha creato anche una Guida dei Comuni Sostenibili, per narrare tutte queste iniziative.  L’intesa che abbiamo siglato con Slow Food Italia rappresenta un nuovo importante strumento che mettiamo a disposizione degli enti aderenti alla rete e ne trarranno beneficio sia il sistema di monitoraggio della sostenibilità  sia la possibilità di condivisione reciproca di buone pratiche territoriali”.

“I Comuni sono i nostri interlocutori privilegiati per un cambiamento diffuso e urgente che si muove dal basso. Slow Food, di fronte alle trasformazioni che stanno avvenendo,vuole fare la sua parte come movimento globale del cibo. Insieme a tutti coloro che credono com enti nella partecipazione democratica nella crescita in consapevolezza della società civile, possiamo essere ambasciatori con la Rete dei Comuni Sostenibili di buone pratiche e percorsi che, in questi anni, hanno testimoniato che un altro sistema alimentare è possibile, oltre che urgente – dichiara Barbara Nappini, presidente di Slow Food Italia – I sistemi del cibo che da quasi quaranta anni promuoviamo, locali, diffusi, orizzontali, sono capaci  di generare circuiti virtuosi basati sulle relazioni. I Presidi, l’Arca del Gusto, i Mercati della Terra, gli orti di comunità  e scolastici, gli itinerari Slow Food Travel, la ristorazione collettiva, sono tutti strumenti concreti capaci di proiettarsi verso un futuro di pace e prosperità collettivo, che è diritto di tutti e tutte, come il cibo buono, pulito e giusto che lo nutre”.

Mara Martellotta