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Piemonte, cinque Comuni  “plastic free”

Sono cinque i Comuni piemontesi premiati a Roma con il riconoscimento “Comune plastic free”, promosso da Plastic Free Onlus, organizzazione di volontariato impegnata dal 2019 nel contrasto all’inquinamento della plastica. Ad essere premiati sono stati i Comuni di Cuneo, Pianezza, Rivalta di Torino, San Giusto Canavese e Torino.

“Il riconoscimento dei Comuni plastic free rappresenta un importante segnale dell’impegno crescente dei territori nella lotta all’inquinamento da plastica e nella promozione di politiche ambientali concrete – dichiara Flavia Faccia, referente regionale Plastic Free Onlus – anche il Piemonte conferma la propria attenzione verso questi temi con cinque amministrazioni premiate. Si tratta di un risultato significativo che valorizza i Comuni capaci di adottare buone pratiche nella gestione dei rifiuti, nella riduzione della plastica, nelle attività di sensibilizzazione rivolte ai cittadini”.
A livello nazionale sono 141 i Comuni italiani premiati durante la cerimonia della quinta edizione del riconoscimento, svoltasi al Teatro Olimpico di Roma. Le amministrazioni sono state segnalate per l’impegno nella lotta contro l’abbandono dei rifiuti, nella promozione di comportamenti sostenibili e una gestione virtuosa del territorio.

“Quest’anno registriamo una crescita del 15% dei Comuni premiati, segno di una sensibilità ambientale sempre più diffusa – afferma Luca De Gaetano, fondatore e presidente di Plastic Free Onlus – basti pensare che nel 2022 erano appena 49 i Comuni premiati, oggi sono 141. Il dato più importante riguarda l’impatto concreto delle nostre azioni: grazie al sostegno delle amministrazioni e l’impegno di 250 mila volontari, siamo riusciti a rimuovere 5 milioni di chili di plastica e rifiuti dall’ambiente. Ispirare le persone a fare la propria parte è fondamentale perché i piccoli gesti individuali, sommati fra loro, possono generare un cambiamento reale nella tutela dell’ambiente e nella cura dei territori”.

Alla cerimonia è stato trasmesso un videomessaggio del Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin, che ha sottolineato il ruolo fondamentale delle amministrazioni locali nel contrasto all’inquinamento da plastica e l’importanza della collaborazione tra istituzioni, associazioni e cittadini nella tutela del territorio.

Mara Martellotta

Smog, limiti al PM basati sulla tossicità: l’evidenza invita alla prudenza

Lo studio della Regione Piemonte apre il dibattito

Il Comitato Torino Respira accoglie con favore l’attenzione crescente verso la qualità dell’aria in Piemonte e il recente studio promosso dalla Regione Piemonte che esplora la possibilità di correggere i limiti del particolato (PM) in base alla sua tossicità. Pur sostenendo l’innovazione scientifica e l’ambizione di proteggere meglio la salute pubblica, invitiamo i decisori politici alla cautela e a continuare a fare riferimento a standard riconosciuti e basati su solide evidenze.

L’idea di ponderare i limiti del PM in base alla tossicità – anziché solo alla concentrazione in massa – sta guadagnando attenzione in alcuni ambienti scientifici. È vero che non tutte le particelle sono ugualmente dannose: la fuliggine dei motori diesel o il fumo da biomassa possono essere più pericolosi del sale marino o della polvere. Tuttavia, il consenso normativo internazionale è chiaro: i limiti basati sulla massa di PM2,5 e PM10 restano gli strumenti più solidi e applicabili per proteggere la salute pubblica.

Una revisione completa delle pratiche globali mostra che nessuna grande giurisdizione ha ancora adottato limiti al PM ponderati per tossicità. L’Unione europea, gli Stati Uniti, il Canada e la Cina continuano a regolare il PM in base alla concentrazione in massa (µg/m³, microgrammi per metro cubo), non alla composizione. Anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), nelle sue Linee Guida Globali del 2021, ha confermato i limiti basati sulla massa – abbassando il valore raccomandato per il PM2,5 a 5 µg/m³ annui – pur riconoscendo l’importanza della composizione delle particelle attraverso dichiarazioni qualitative di “buone pratiche”.

Nell’UE, le recenti revisioni delle direttive sulla qualità dell’aria hanno introdotto l’obbligo di monitorare le particelle ultrafini e il black carbon, ma non sono stati proposti limiti basati sulla tossicità. Il comitato scientifico britannico COMEAP (Committee on the Medical Effects of Air Pollutants) ha concluso nel 2022 che, sebbene i diversi componenti del PM possano avere tossicità differenti, le evidenze non sono ancora sufficientemente coerenti per abbandonare il PM2,5 come metrica principale.

Negli Stati Uniti, l’Agenzia per la Protezione Ambientale (EPA) mantiene standard nazionali basati sulla massa. La California ha identificato il particolato diesel come contaminante tossico già nel 1998 – portando a regolamenti specifici – ma ciò non ha modificato gli standard nazionali. Anche il Canada si concentra sulla riduzione delle emissioni di black carbon per motivi sanitari e climatici, ma i suoi standard ambientali restano basati sulla massa.

La Cina, pur conducendo ricerche avanzate sulla tossicità del PM, non ha adottato standard ponderati per tossicità. Ha invece dato priorità al controllo delle fonti più pericolose – come la combustione domestica di carbone – sulla base di evidenze che mostrano un impatto sanitario sproporzionato.

Questi esempi internazionali evidenziano un punto chiave: comprendere la tossicità del PM è importante, ma non rappresenta ancora una base affidabile per la regolamentazione. Le valutazioni di tossicità sono complesse, variano nel tempo e nello spazio, e mancano di metodi standardizzati. Introdurre ora limiti basati sulla tossicità potrebbe generare confusione, ostacolare l’applicazione delle norme e ritardare azioni urgenti.

Il Comitato Torino Respira ritiene che la strada più efficace sia rafforzare l’adesione agli standard OMS esistenti per PM2,5 e PM10, investendo al contempo nella ricerca e nel monitoraggio della composizione delle particelle. Questo approccio consente di ridurre l’esposizione complessiva all’inquinamento e di costruire le basi scientifiche per eventuali evoluzioni future.

Chiediamo alla Regione Piemonte e alle autorità nazionali di:

  • Allinearsi pienamente alle Linee Guida OMS del 2021;

  • Estendere il monitoraggio delle particelle ultrafini e del black carbon, come raccomandato dall’UE;

  • Sostenere politiche locali che riducano le emissioni dalle fonti più tossiche – come traffico diesel, combustione di biomassa e attività industriali;

  • Evitare cambiamenti prematuri verso standard basati su misure incerte e non condivise a livello internazionale.

L’aria pulita è un diritto fondamentale. Agiamo con decisione utilizzando gli strumenti più efficaci oggi disponibili, continuando a investire nella scienza per il domani.

Comitato Torino Respira

“Il lupo, tra falsi miti e realtà”

Una conferenza sul rapporto tra l’uomo e l’iconico predatore presso la Fondazione Ecomuseo della Pietra da Cantoni di Cella Monte

Venerdì 13 marzo prossimo, alle ore 21, presso la sede della Fondazione Ecomuseo della Pietra da Cantoni di Cella Monte (AL), a Palazzo Volta, è in programma la conferenza-dialogo dal titolo “Il lupo, tra falsi miti e realtà”, incentrata sulla possibilità di convivenza tra l’uomo e l’iconico predatore che è tornato a colonizzare l’arco alpino. L’incontro, promosso da PAN (Pro Natura Animali), vedrà l’intervento di Roberto Piana (vice presidente PAN) e di Piero Belletti (Segretario Generale della Federazione Nazionale Pro Natura), con un’ introduzione del presidente dell’Ecomuseo Corrado Calvo.

“Scomparso dagli inizi del Novecento in gran parte d’Italia, il lupo è sopravvissuto in due piccole realtà del centro e del sud – hanno anticipato i relatori – negli anni ’70 del secolo scorso se ne contavano circa 100 suddivisi tra Abruzzo (Maiella e Gran Sasso) e Calabria (Sila), pari a meno del 4% della popolazione attuale. Nel 1971, un Decreto Ministeriale ne dichiarò la non nocività ed ebbe inizio il periodo della protezione. Con la Legge n. 968/1977, il lupo venne inserito tra le specie particolarmente protette e questa protezione venne confermata con la vigente Legge n. 157/1992”.

Favorita dallo spopolamento delle montagne e dal ritorno della fauna, negli anni, la specie ha ampliato l’areale risalendo prima l’Appennino e successivamente le Alpi, tornando a colonizzare l’arco alpino.
Il ritorno del lupo ha trovato due grandi oppositori: gli allevatori costretti a modificare le secolari abitudini di malgoverno degli animali e i cacciatori, che nel lupo vedono un pericoloso concorrente.

“E’ tuttora in atto una campagna di criminalizzazione della specie, costellata da false notizie che, in Europa, ha portato alla declassificazione del lupo da ‘particolarmente protetto’ a ‘protetto’, aprendo la strada, alla ‘gestione’, eufemismo che comunque ne prevede l’uccisione – hanno proseguito i relatori –  obiettivo palese della campagna anti lupo è quello di creare allarmismo nella popolazione diffondendo notizie spesso anche ingigantite o false, volte a segnalare la pericolosità della specie per gli esseri umani”.

Il lupo è davvero pericoloso per gli umani?  Come ha fatto a ricolonizzare gli ambienti dai quali era stato scacciato? E’ possibile la convivenza con questo predatore in cima alla catena alimentare?  Quali sono i comportamenti corretti che i cittadini devono conoscere per prevenire i conflitti con il lupo?

La conferenza è a ingresso libero fino a esaurimento posti.

Palazzo Volta – piazza Vallino – Cella Monte (AL)

Mara Martellotta

EDP, energia solare distribuita in 15 stabilimenti di Decathlon  

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Il progetto fa parte di un accordo multi-geografico tra le due aziende. In base a questo contratto, EDP ha installato fino a 12 MWp di energia solare negli impianti Decathlon in Germania, Portogallo, Spagna, Italia, Belgio e Francia.
 EDP, ​​ tramite EDP Energia Italia, leader europeo nella generazione solare distribuita, ha completato con successo l’installazione e avviato la gestione di impianti solari decentralizzati presso 15 stabilimenti di Decathlon in Italia.
Nello specifico, EDP ha installato 2,4 MWp di capacità solare nei siti Decathlon di Como, VercelliNovaraVoghera (PV), Moncalieri (TO), Grugliasco (TO), Reggio EmiliaCurtatone (MN), Bassano del Grappa (VI), Livorno, Perugia, Tor Vergata (Roma), Casoria (NA), Corigliano (CS) Catania.
Insieme, questi impianti fotovoltaici genereranno circa 3 GWh di elettricità pulita all’anno, sufficienti ad alimentare le principali attività quotidiane delle strutture Decathlon coinvolte. Producendo energia in loco, questi sistemi riducono la dipendenza dalla rete, migliorano l’autonomia energetica operativa e contribuiscono a una maggiore efficienza dei costi, grazie a un approvvigionamento energetico competitivo, sostenendo un modello energetico più sostenibile per le attività dell’azienda.
Per EDP, la firma di un contratto con un cliente di grandi dimensioni come Decathlon in sei Paesi europei rappresenta una chiara dimostrazione delle nostre capacità e della forza dei nostri team nel realizzare progetti di alta qualità a supporto della transizione energetica in tutti i mercati in cui operiamo. Gli impianti solari sui tetti delle strutture Decathlon in Italia offrono vantaggi tangibili, riducendo l’esposizione alla volatilità del mercato elettrico e ottimizzando i costi operativi a lungo termine. In Italia, dove la domanda di energia commerciale è elevata e in alcune regioni persistono vincoli di rete, la generazione distribuita è una soluzione chiave per promuovere un modello energetico più efficiente e flessibile.” – sottolinea António Ricciardi, head of Client Solutions business in Europe di EDP.
Questo progetto fa parte di un accordo multi-geografico firmato nel 2023 tra EDP e Decathlon, brand sportivo multispecialistico globale. Grazie a questa partnership, EDP installerà fino a 12 MWp di capacità fotovoltaica su tetto presso le strutture Decathlon in Germania, Portogallo, Spagna, Italia, Belgio e Francia. La capacità di implementare una strategia solare unificata in diversi paesi con lo stesso partner evidenzia l’affidabilità e la solidità di EDP come partner energetico a lungo termine per aziende internazionali che operano in diversi mercati. Questo approccio semplificato consente inoltre a Decathlon di accelerare il progresso verso i propri obiettivi di sostenibilità.
EDP è presente in Italia dal 2010, inizialmente attraverso EDP Renewables, con lo sviluppo di progetti eolici e fotovoltaici su larga scala. Dal 2019 il Gruppo ha ampliato la propria presenza nel Paese con EDP Energia Italia, dedicata al solare distribuito per aziende e industria.
Attualmente, EDP Energia Italia ha raggiunto oltre 150 MWp di capacità installata attraverso quasi 1.400 installazioni corporate, inclusi impianti fotovoltaici on-site integrati con sistemi di storage, creando un ambiente ottimale per la gestione dell’energia e riducendo la dipendenza dalla rete elettrica.

Dal clima al turismo: Alpi più verdi e competitive, 24 nuovi progetti per il Piemonte transfrontaliero

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Innovazione, sostenibilità ambientale, cultura e turismo sono al centro dei 24 nuovi progetti finanziati dal Programma Interreg Francia-Italia Alcotra. Le iniziative rafforzano la cooperazione transfrontaliera tra i due Paesi e portano sul territorio torinese e cuneese oltre 5,5 milioni di euro, finanziati per l’80% dal Fondo europeo di sviluppo regionale e per il restante 20% dallo Stato.

I progetti sono stati approvati al termine della consultazione scritta del Comitato di sorveglianza. Si tratta di 6 progetti singoli ammessi nella prima finestra del quarto bando e di 18 microprogetti selezionati nell’ambito del secondo bando dedicato all’obiettivo “Turismo e cultura”.

«Questo risultato conferma la capacità del Piemonte di essere protagonista nella cooperazione europea – afferma l’assessore regionale Marco Gallo –. Parliamo di oltre 5,5 milioni di euro che generano ricadute concrete sui territori, rafforzano i legami con la Francia e sostengono innovazione, ambiente, cultura e competitività delle nostre imprese».

I progetti singoli

Il Piemonte partecipa con 23 beneficiari, di cui 3 nel ruolo di capofila, per un contributo complessivo di 4,9 milioni di euro.

I progetti singoli rappresentano l’asse strategico del programma: dispongono di budget rilevanti (mediamente tra 1,5 e 2 milioni di euro ciascuno) e coinvolgono partenariati strutturati composti da enti pubblici, università e centri di ricerca, imprese e realtà del terzo settore.

«Non si tratta di interventi simbolici – sottolinea l’assessore Gallo – ma di azioni strutturate che incidono sullo sviluppo delle aree alpine. Innovazione tecnologica, transizione ecologica e formazione sono leve decisive per rendere i nostri territori più competitivi e resilienti».

Le tematiche affrontano alcune delle principali sfide delle aree alpine, dalla transizione ecologica a quella digitale.

Sul versante ambientale, RISK-CAP-RES utilizza realtà immersiva e geoportali per promuovere l’autoprotezione dai rischi connessi ai cambiamenti climatici; ALCOTRA 0Plastique punta alla tutela della biodiversità contrastando l’inquinamento da microplastiche, con interventi su laghi e sentieri supportati da tecnologie avanzate; AllIAnce-Eco migliora la gestione dei rifiuti organici attraverso l’intelligenza artificiale e l’istituzione di un Albo Compostatori Digitale.

Per lo sviluppo economico e occupazionale, Mieux+ sperimenta un modello di logistica urbana a basse emissioni per rafforzare la competitività delle Pmi; TRAME affronta le crisi industriali e climatiche delle valli alpine promuovendo la “specializzazione intelligente” e la formazione verso i nuovi mestieri verdi; ALPINE-STEM crea una rete tra atenei per facilitare la mobilità degli studenti nelle discipline scientifico-tecnologiche, attivando laboratori permanenti di innovazione.

Dal punto di vista territoriale, nella Città metropolitana di Torino si contano 18 partner (di cui 2 capofila) coinvolti in 6 progetti per un valore di 3,7 milioni di euro; in provincia di Cuneo partecipano 5 partner (di cui uno capofila) in due progetti del valore complessivo di 1,2 milioni.

I microprogetti

Accanto alle iniziative strategiche, il Piemonte è coinvolto in 18 microprogetti – sui 23 complessivamente approvati – dedicati a turismo e cultura. I beneficiari piemontesi sono 20, di cui 10 coordinatori, per un contributo totale di 675.000 euro.

Introdotti nella programmazione 2021-2027, i microprogetti sono pensati per favorire la partecipazione di piccole realtà locali – Comuni, imprese, associazioni e organizzazioni non governative – attraverso procedure semplificate e con una forte dimensione territoriale.

«I microprogetti rappresentano un importante valore aggiunto – evidenzia l’assessore Gallo – perché consentono anche ai piccoli Comuni e alle associazioni di essere protagonisti della cooperazione europea. È così che si costruisce un’Europa vicina ai territori, capace di valorizzare cultura, memoria e turismo sostenibile nelle nostre vallate alpine».

Tra le iniziative culturali, le arti performative diventano strumenti di coesione con Danza/Dansez!, Rizoma, GIOCONDA, TransMET-ART e CORPS ETRANGERS, che utilizzano teatro e danza per connettere generazioni e sostenere le fragilità. D’ACCORD e SINESTESIE rinnovano invece la fruizione musicale, dalla tradizione occitana alla musica classica per l’infanzia.

La memoria condivisa è al centro di Connextion Memorie, dedicato alla persecuzione antiebraica, PONT, sui legami medievali, e Triobriga, che valorizza l’identità brigasca. A questi si affiancano il recupero dei saperi astronomici rurali con Entre Ciel et Terre e le narrazioni sonore inclusive lungo la via della transumanza con NTP-CROSS.

In risposta alle sfide climatiche, SEPIM e Habitour propongono nuovi modelli di accoglienza turistica e di abitare montano; Ci.Tu.Re., SCENA e ITA.C valorizzano i percorsi outdoor tra mountain bike, biodiversità e itinerari delle abbazie. Chiude il quadro Voici-voilà, dedicato alla formazione dei futuri progettisti culturali europei.

La distribuzione territoriale vede nella Città metropolitana di Torino 11 partner (6 capofila) coinvolti in 10 progetti per un valore di 367.000 euro; in provincia di Cuneo partecipano 9 partner (4 capofila) in 8 progetti per un totale di 307.000 euro.

Semaforo antismog: da oggi torna il livello 0 (bianco)

Secondo i dati previsionali forniti  da Arpa Piemonte, da martedì 3 marzo, e fino a mercoledì 4 marzo 2026 (prossimo giorno di controllo), le misure di limitazione del traffico torneranno al livello 0 (bianco), con le sole misure strutturali di limitazione del traffico previste del semaforo antismog.

Si ricorda che eventuali variazioni del semaforo antismog in vigore, con le relative misure di limitazione del traffico, vengono comunicate il lunedì, mercoledì e venerdì, giorni di controllo sui dati previsionali di PM10, ed entrano in vigore il giorno successivo.

L’elenco completo delle misure antismog a tutela della salute, delle deroghe e dei percorsi stradali esclusi sono disponibili alla pagina www.comune.torino.it/schede-informative/misure-antismog-tutela-della-salute .

Misure antismog: prosegue il livello 2 (rosso). Stop per i diesel euro 5

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Resterà in vigore fino a lunedì 2 marzo 2026 compreso (prossimo giorno di controllo) il livello 2 (rosso) delle limitazioni emergenziali.

I dati previsionali forniti ieri da Arpa Piemonte evidenziano infatti il superamento per tre giorni consecutivi del valore di 75 mcg/mc di concentrazione media giornaliera di PM10 nell’aria.

Il livello rosso, oltre alle limitazioni strutturali in vigore, prevede il blocco dei veicoli diesel adibiti al trasporto persone e al trasporto merci, con omologazione Euro 5, tutti i giorni, festivi compresi, dalle ore 8 alle 19.

Si ricorda che eventuali variazioni del semaforo antismog in vigore, con le relative misure di limitazione del traffico, vengono comunicate il lunedì, mercoledì e venerdì, giorni di controllo sui dati previsionali di PM10, ed entrano in vigore il giorno successivo.

L’elenco completo delle misure antismog a tutela della salute, delle deroghe e dei percorsi stradali esclusi sono disponibili alla pagina www.comune.torino.it/schede-informative/misure-antismog-tutela-della-salute

TorinoClick

Bonifica  aree inquinate a Cirié, Givoletto e Rivalta per 4,7 milioni

Approvato dalla Giunta regionale del Piemonte su proposta dell’assessore all’Ambiente Matteo Marnati lo schema di atto integrativo per interventi di messa in sicurezza e bonifica di siti inquinati. «Si tratta di un passo fondamentale verso la tutela e la riqualificazione del territorio – spiega l’assessore Marnati -. Un atto necessario che ci permette di finalizzare interventi cruciali per la sicurezza ambientale in Piemonte. Grazie a sinergie istituzionali forti, che  vedono al lavoro il ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, la Città Metropolitana di Torino e i Comuni coinvolti, stiamo sbloccando e regolando risorse complessive per 4,7 milioni di euro, finanziati attraverso il Piano Sviluppo e Coesione 2014-2020. Con questi fondi portiamo a conclusione  la bonifica e la messa in sicurezza  dei siti ex Olma ed ex Chimica Industriale a Rivalta di Torino e dell’area ex  Interchim a Cirié. Interveniamo inoltre sul sito ex Lerifond a Givoletto. L’atto approvato oggi nasce dall’esigenza di aggiornare i cronoprogrammi e di disciplinare correttamente le risorse. Si tratta di un’operazione  che non solo restituisce salute e sicurezza ai cittadini di questi comuni, ma dimostra l’efficacia del lavoro di squadra tra istituzioni per risolvere le criticità ereditate dal passato e riqualificare aree strategiche  per le nostre comunità».

L’accordo, che risale al  2 settembre 2021, coinvolge ministero dell’Ambiente  e Sicurezza energetica, Regione Piemonte, Città Metropolitana di Torino ed i Comuni di Cirié, Givoletto e Rivalta di Torino. La Regione Piemonte è stata individuata come responsabile dell’attuazione degli interventi ed i Comuni quali beneficiari dei finanziamenti, nonché soggetti attuatori. I 4,7 milioni di euro sono così ripartiti tra i siti: 995.481,96 euro all’ex Interchim” a Cirié; 1.800.000 euro all’ex Lerifond” a Givoletto e 1.840.841,57 euro alle aree ex Oma ed ex Chimica Industriale a Rivalta di Torino.

Lo scorso 10 dicembre il Ministero ha richiesto ai Comuni l’aggiornamento delle schede degli interventi  per dare corso alla conclusione e rendicontazione degli interventi finanziati. La messa in sicurezza e la bonifica delle aree ex Olma ed ex Chimica Industriale a Rivalta di Torino e quelli all’ex Interchim a Cirié sono stati conclusi. Il costo totale dell’intervento a Rivalta di Torino è pari ad euro 2.000.000 di cui 159.158,43 finanziati dal Comune.  

Smog, fino a venerdì 20 febbraio confermato il livello 0 (bianco)

Prosegue fino a venerdì 20 febbraio  compreso – prossimo giorno di controllo – l’applicazione delle sole misure strutturali di limitazione al traffico: sulla base dei dati previsionali sulla qualità dell’aria forniti oggi da Arpa Piemonte è stato infatti confermato il livello 0 (bianco) delle misure antismog.

Eventuali variazioni del semaforo antismog in vigore, con le relative misure di limitazione del traffico, verranno comunicate il lunedì, mercoledì e venerdì, giorni di controllo sui dati previsionali di PM10, ed entreranno in vigore il giorno successivo.

L’elenco completo delle misure antismog a tutela della salute, delle deroghe e dei percorsi stradali esclusi sono disponibili alla pagina dedicata.

TorinoClick

Valle d’Aosta, cuore verde con un patrimonio naturale vivo

Il patrimonio vivo valdostano, quello silenzioso, forte e verticale, quello radicato, protettore naturale e infrastruttura dell’ossigeno. Dal pioppo tremulo all’abete bianco, coerente sempre, saliamo in quota nella regione più alta d’Italia, dove il verde dei boschi è delle foreste smette di dominare il paesaggio.

Una passeggiata nel bosco, lo scricchiolio dei rami secchi ad ogni passo, tutto intorno timide primule, il viola della fioritura dell’erba trinità, in compagni delle violette. Spiccano nel verde profumato del sottobosco, potente e vivace, fieramente protetto dall’ombra di chiome e cime avide di raggi solari: è subito primavera, ci riempiamo il petto d’ossigeno e l’energia pervade il tutto. Si, perché c’è chi associa la montagna alla neve, alle sciate su e giù per i pendii, e chi invece la riscopra all’annuncio della primavera, e non vede l’ora di apprezzarla tra passeggiate nei boschi ed immergersi nella potenza silenziosa degli alberi.

La Valle d’Aosta ha davvero molto da raccontare in quanto flora e specie arboree. Circa duemila specie diverse di piante e alberi su un totale di 5.600 varietà catalogate per l’intera flora italiana, e il 33% della superficie è ricoperta da boschi, circa 1080 km² su 3261 totali. La quasi totalità dei boschi si trova nei piccoli Comuni, la vera anima della Regione, dove natura e comunità convivono in equilibrio. Il Parco Nazionale del Gran Paradiso, fondato nel 1922, offre un affresco completo alla flora alpina: nel fondo valle crescono betulle, frassini, pioppi tremolio e sorbi degli uccellatori, mentre sopra i 1200 metri dominano pini cembri e abeti bianchi. Particolarmente suggestiva la visita al giardino alpino “Paradisia”, situato a oltre 1700 metri di quota, a Val Non Tey, dove centinaia di specie alpine, tra cui il fiore che dà il nome al giardino stesso, offrono una biodiversità che rendo omaggio alla ricchezza vegetale del parco. A Cogne, il bosco di Sylvenoire è un altopiano boscoso che sembra uscito da un racconto di montagna. Tra abeti bianchi e maestosi larici, il sentiero serpeggia come un nastro nel verde, invitando a un passeggiata lenta e rigenerante attraverso atmosfere che cambiano con la luce del giorno.

La varietà vegetale crea habitat ideali per stambecchi, camosci e marmotte, e per il ritorno dei lupi. Oltre ai parchi molti boschi hanno funzione di protezione: difendono piccoli villaggi da valanghe e frane. Esempi millenari sono il bosco di larici di Artalle a Rhêmes-Notre Dame, che protegge il paese dalle valanghe da oltre quattro secoli, e la flotta di Bien in Balsavarenche, che custodisce esemplari secolari in un equilibrio perfetto tra natura e uomo. Se il Gran Paradiso è il cuore della tutela alpina, il Parco Naturale del Mont Avic è la sua anima più segreta e intatta, il primo parco naturale della  Valle d’Aosta e si stende su 7300 ettari tra Champ de Praz, Champorcher e Fénis, abbracciando paesaggi che paiono scolpiti da mani antiche e silenziose. Mont Avic non è solo un nome, ma una promessa di spazi aperti, acqua che racconta il tempo. Qui i boschi dominano i pendii, dando vita alla più estesa foresta di pino uncinat9 della Valle d’Aosta, una formazione che non ha eguali per estensione e suggestione. L’elemento caratteristico del parco sono le zone umide alpine: un equilibrio raro e delicato tra selvatico e domestico, dove la natura mantiene il suo respiro più autentico, e dove il visitatore è chiamato a sentire, e non solo vedere, le storie che il paesaggio vuole raccontare.  Molto note sono anche le riserve naturali del Mont Mars, alla testata del Vallone del torrente Pacoula, nei dintorni di Fontainemore; a Bressan la riserva naturale Côte de Gargantua, piccolo scrigno di natura steppica, in pieno cuore valdostano.

Per chiunque voglia alloggiare in Valle d’Aosta, il portale Booking Valle d’Aosta rappressnta lo strumento di prenotazione dei soggiorni, gestiti direttamente dall’ufficio regionale del turismo, e offre l’elenco delle strutture ricettive della Valle d’Aosta ( alberghi, rta,  B&B, agriturismi, appartamenti), con la possibilità di prenotare direttamente online senza intermediari e senza alcun costo di prenotazione, selezionando in base al comprensorio o al tipo di esperienza desiderata.

Mara Martellotta