AMBIENTE

Installazione Amiat per riflettere sui gesti quotidiani nella raccolta differenziata

Venerdì 8 e sabato 9 maggio in piazza Palazzo di Città 

 

Il progetto accompagna il completamento della raccolta differenziata su scala cittadina

 

Torino, 8 maggio 2026 – È stata presentata oggi “Look at you!”, l’installazione ideata da Amiat Gruppo Iren per stimolare una maggiore consapevolezza sui comportamenti corretti nella raccolta differenziata e sul ruolo che ogni cittadino svolge nella qualità del recupero dei rifiuti.

La mostra, che vuole anche celebrare la conclusione del progetto di estensione della raccolta differenziata (domiciliare porta a porta o di prossimità con ecoisole) all’intero territorio cittadino, si inserisce nel più ampio percorso di evoluzione del servizio e accompagna un’attività di sensibilizzazione che mira a rendere la differenziata una responsabilità condivisa.

Al centro dell’iniziativa vi è la volontà di porre l’attenzione non solo su quali materiali conferire correttamente, ma soprattutto su come farlo, evidenziando il legame diretto tra gesti individuali, decoro urbano e sostenibilità.

“Look at you!”, che sarà esposta in piazza Palazzo di Città venerdì 8 maggio dalle 14 alle 19, e sabato 9 maggio dalle 10 alle 19, si presenta come un’esperienza immersiva che, attraverso superfici specchiate, riflette il visitatore e l’ambiente circostante, invitando i cittadini a confrontarsi con il proprio comportamento quotidiano attraverso una domanda semplice e diretta: “Lo vedi il tuo impatto?”.

A guidare i visitatori sono pannelli tematici sulle diverse tipologie di rifiuti che, grazie a contenuti puntuali e approfondimenti tecnici, contribuiscono a rendere più chiari i criteri di una corretta separazione dei materiali e le conseguenze che anche piccoli errori possono avere sull’intero processo di riciclo.

Grande attenzione è riservata al coinvolgimento diretto del pubblico: l’allestimento è pensato come uno spazio da vivere e da condividere, anche sui social, con un effetto “moltiplicatore” che, come le superfici specchianti, si possa diffondere anche attraverso i canali digitali.

Il percorso è arricchito inoltre da un gioco vero e proprio che invita i partecipanti a confrontarsi con rifiuti reali, scegliendone la corretta destinazione all’interno di un “labirinto verticale”: uno strumento pensato per verificare le conoscenze, chiarire in modo immediato i dubbi più ricorrenti e rafforzare la consapevolezza dei partecipanti.

L’installazione trasforma così lo spazio pubblico in uno specchio collettivo, nel quale la responsabilità individuale diventa parte integrante di una dimensione urbana condivisa.

Dal 2026 finalmente tutta Torino è servita da attrezzature per la raccolta differenziata – dichiara Paola Bragantini, presidente Amiat Gruppo Iren – Con l’installazione ‘Look at you” vogliamo celebrare questo importante obiettivo raggiunto, che è il risultato di un impegno ventennale, condiviso tra amministrazione, azienda e cittadini, e che mette al centro il valore dei comportamenti quotidiani per costruire una città sempre più sostenibile”.

L’iniziativa sarà protagonista, nei prossimi mesi, di un percorso itinerante che toccherà diversi quartieri della città, con l’obiettivo di incontrare le comunità locali nei luoghi della vita quotidiana e rafforzare il dialogo diretto con i cittadini.

In Piemonte raccolte oltre 12mila tonnellate di pneumatici fuori uso

Nella regione, Ecopneus ha raccolto e avviato al riciclo l’equivalente in peso di circa 1,38 milioni di pneumatici da autovettura e soddisfatto 3.709 richieste di prelievo presso i punti di raccolta serviti 

In Piemonte, il sistema di raccolta e riciclo degli Pneumatici Fuori Uso (PFU) coordinato da Ecopneus, società senza scopo di lucro e principale operatore per la gestione e il recupero dei PFU, ha raccolto e avviato al riciclo 12.562 tonnellate di PFU su tutto il territorio regionale nel 2025.

Un quantitativo equivalente a circa 1,38 milioni di pneumatici da autovettura che, se impilati uno sull’altro, formerebbero una colonna alta circa 5.360 volte Mole Antonelliana.

Questo importante risultato è stato raggiunto grazie a un sistema efficiente che ha permesso di soddisfare 3.709 richieste di prelievo presso i punti di raccolta sul territorio della regione, tra gommisti, stazioni di servizio e autofficine.

I dati della regione si inseriscono in un quadro nazionale più ampio, che nel 2025 ha visto Ecopneus raccogliere complessivamente 199.408 tonnellate di pneumatici fuori uso su tutto il territorio italiano, superando del 23% il target stabilito per legge. Questo risultato ha consentito non solo di raggiungere gli obiettivi ordinari, ma anche quelli straordinari definiti dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, a sostegno della piena operatività del sistema nazionale di gestione dei PFU e del mercato del ricambio. Nel corso dell’anno, il sistema ha inoltre garantito un presidio costante del territorio, evadendo circa 52.000 richieste di prelievo presso oltre 20.300 punti di generazione distribuiti in tutta Italia.

“I risultati raggiunti nel 2025 confermano la capacità del sistema di garantire un servizio stabile, efficiente e pienamente operativo su tutto il territorio nazionale. Il sistema risponde puntualmente alle esigenze dei diversi contesti locali e assicura una raccolta capillare anche nelle aree più complesse, con l’obiettivo di supportare concretamente gli operatori della filiera. Continueremo a lavorare insieme a istituzioni, imprese e operatori per consolidare i risultati raggiunti e favorire lo sviluppo degli impieghi della gomma riciclata, elemento chiave per la piena valorizzazione dei PFU” – ha dichiarato Giuseppina Carnimeo, Direttore Generale di Ecopneus.

“Il nostro modello operativo si basa su un sistema strutturato di partner diffusi sul territorio, che include 23 aziende attive nella raccolta e nel trattamento dei PFU. Questa impostazione consente di rendere la filiera più efficiente e di mantenere standard qualitativi costanti e controllati. A caratterizzare il sistema è inoltre la piena tracciabilità dei flussi: attraverso la piattaforma gestionale I-Smart, ogni movimentazione dei PFU viene monitorata in modo puntuale lungo l’intero ciclo, dalla raccolta fino al trattamento finale. Questo consente di disporre di informazioni accurate e aggiornate, a supporto di una gestione logistica strutturata e tracciata”. – ha proseguito Andrea Caruana, Responsabile gestione partner, logistica e tracciamento di Ecopneus.

Il sistema di riciclo dei PFU gestito da Ecopneus rappresenta un modello di economia circolare avanzato, capace di ridurre il consumo di risorse naturali, abbattere le emissioni di gas serra e incentivare lo sviluppo di filiere industriali sostenibili. I materiali ottenuti dal riciclo trovano impiego in molteplici applicazioni, dalle pavimentazioni sportive ad alte prestazioni agli asfalti silenziosi e durevoli, dagli isolanti per l’edilizia agli arredi urbani, fino al recupero energetico.

Per dare un’idea dell’impatto di questa raccolta, la quantità di PFU gestita a livello nazionale nel 2025, se disposta in fila, corrisponderebbe a circa 70.000 treni Frecciarossa 1000 o alla lunghezza di circa 278.000 piscine olimpioniche.

Dal 2011, Ecopneus ha gestito oltre 3 milioni di tonnellate di PFU, superando ogni anno il target previsto dalla legge, senza alcun costo per la Pubblica Amministrazione o per i cittadini. Questo impegno si è tradotto in oltre 1 milione di missioni di raccolta su tutto il territorio nazionale, con un’attenzione particolare alla bonifica di stock storici e dei PFU abbandonati nei territori della Terra dei Fuochi. La gestione responsabile dei PFU non solo riduce l’inquinamento e il consumo di risorse naturali, ma genera benefici economici concreti, con un risparmio di circa 80 milioni di euro ogni anno.

Sicurezza dei corsi d’acqua, al via la manutenzione

La Giunta regionale del Piemonte ha dato il via libera al quarto programma dedicato alla manutenzione idraulica dei corsi d’acqua, proseguendo un percorso già avviato che mira a rafforzare la sicurezza del territorio e a prevenire il rischio idrogeologico in modo strutturato e continuativo.

Il piano appena approvato comprende 94 interventi distribuiti sull’intero territorio regionale e prevede una movimentazione complessiva di circa 897mila metri cubi di materiale. Di questi, 685mila saranno asportati, mentre oltre 200mila verranno utilizzati per il ripristino e il consolidamento delle sponde di numerosi corsi d’acqua piemontesi, tra cui Orco, Chiusella, Erro, Borbera, Bormida, Tanaro, Elvo, Sesia, Belbo e Chisola. Si tratta di un’azione diffusa e capillare, pensata per migliorare la funzionalità degli alvei e ridurre il rischio di esondazioni.

Il provvedimento, nato in Piemonte e unico nel panorama italiano, conferma un modello già testato con successo negli anni passati. L’approccio si basa sul coinvolgimento di operatori privati e sulla valorizzazione del materiale estratto, permettendo così di realizzare gli interventi senza costi diretti per la finanza pubblica. I risultati dei primi tre programmi ne attestano l’efficacia: è stata infatti registrata una movimentazione complessiva di oltre 1,3 milioni di metri cubi di materiale, con circa 1 milione asportato dagli alvei e oltre 300mila riutilizzati per opere di difesa e messa in sicurezza. Questa attività ha inoltre generato circa 930mila euro di introiti per la Regione, risorse poi reinvestite in interventi di manutenzione, difesa del suolo e opere a favore del territorio, con un’attenzione particolare ai Comuni montani.

«Con l’approvazione di questo quarto programma – dichiara l’assessore regionale alle Infrastrutture e Difesa del suolo Marco Gabusi – consolidiamo un modello che ha dimostrato di funzionare. Interveniamo in modo concreto sulla sicurezza dei nostri corsi d’acqua e lo facciamo senza gravare sulle risorse pubbliche, generando allo stesso tempo nuove risorse da reinvestire sul territorio. È un cambio di passo importante: non si interviene più solo in emergenza, ma con una programmazione continua e strutturata».

L’attuazione del programma avverrà tramite procedure di manifestazione di interesse rivolte a operatori privati, che potranno occuparsi sia della progettazione sia della realizzazione degli interventi. Il termine fissato per la presentazione è il 19 giugno 2026. Le risorse che verranno generate saranno nuovamente destinate alla messa in sicurezza, alla manutenzione e alla tutela del territorio, contribuendo a rafforzare ulteriormente il sistema di difesa del suolo.

Con questa iniziativa, la Regione Piemonte ribadisce una strategia fondata su prevenzione, efficienza e sostenibilità, con l’obiettivo di garantire una gestione sempre più efficace del reticolo idrografico e una maggiore sicurezza per cittadini e territori.

Approda a Chieri il “Festival del Verde”

Weekend di visite guidate alla scoperta delle piante “tessili” e “tintorie” dell’“Orto Botanico” al “Museo del Tessile”

Sabato 9 e domenica 10 maggio

Chieri (Torino)

Anche quest’anno, il “Museo del Tessile” di  Chieri rinnova la sua partecipazione al “Festival del Verde”, promosso da “Flor – Orticola Piemonte” e giunto alla sua quarta edizione (dal 4 al 24 maggio) coinvolgendo, sotto il tema di “Simbiosi Urbane: acque e radici”, ben 80 spazi compresi fra Torino e Città Metropolitana. Nell’ambito della sezione “Verde Svelato”, il “Museo” chierese aprirà, per l’occasione, le porte del suo “Orto Botanico del Tessile®” (via Santa Clara, 6), fornendo al pubblico la possibilità di alcune visite guidate.

L’appuntamento è in programma per il prossimo weekendsabato 9 maggio (ore 14 – 18) e domenica 10 maggio (ore 10 – 12).

Ideato da Clara Bertolini con Manuel Ramello, l’“Orto Botanico del Tessile®” fiorisce a Chieri, una delle capitali dell’industria tessile piemontese, nel Chiostro d’impianto quattrocentesco del “Convento di Santa Chiara”. E, per due giorni, diverrà “spazio ideale” in cui riscoprire il legame indissolubile fra “tessile” e “natura”. Sottolineano gli organizzatori: “Un percorso fra piante tintorie e da fibra ci ricorda quanto, ancora oggi, i tessuti creati con materiali di origine vegetale si intreccino inestricabilmente con le nostre vite”.

Nel 2022 il “giardino” è stato al centro di un’importante operazione di rinnovamento a cura di Melanie Zefferino (storica dell’arte e professionista museale, dal 2020 alla Presidenza della “Fondazione Chierese” che gestisce il “Museo”, l’“Archivio” e la “Biblioteca del Tessile” di Chieri), Claudio Zucca e Giulia Perin.

“Le piante – spiega la presidente Zefferino – crescono in cassoni di legno impermeabilizzati e alimentati da un impianto di irrigazione dedicato. L’‘Orto Botanico’ offre, con un unico sguardo, la possibilità di osservare queste piante coltivate in un unico ambiente. Inoltre, particolarità di enorme importanza, schede informative con contenuti audio accessibili da ‘QR Code’ e nomenclature in ‘Braille’ assicurano fruizione e accessibilità per tutti”.

Il giardino è diviso in due sezioni: nella prima sono coltivate specie dalle quali si ricava la fibra per i tessuti come il lino, il cotone, il banano, la ginestra odorosa, la canapa comune, l’ortica e l’agave sisalana (pianta “succulenta” della famiglia delle “Asparagacee”, originaria del Messico, ma attualmente coltivata in molti altri Paesi, poiché dalle sue foglie si ricava una fibra molto resistente, largamente utilizzata in tutto il mondo).

La seconda sezione, più ampia, è dedicata alle “piante tintorie” – a partire da quelle usate per ottenere i “toni blu” (da cui derivano i primi “blue jeans”) e coltivate per secoli nel territorio chierese – ovvero il “gualdo”, la “persicaria”, il “sambuco” e l’“indigo” da cui si ricava anche il “verde”.

Da segnalare.

Questo “Orto Botanico”, inserito nel percorso espositivo del “Museo del Tessile” di Chieri, è il “primo” nel suo genere in Piemonte ed è considerato un “hortus di bellezza” che integra il “Patrimonio librario” della “Biblioteca” specialistica della “Fondazione Chierese per il Tessile”.

Informazioni utili:

Visita al solo “Orto del Tessile”ingresso gratuito da Via Santa Clara 6.

Non è obbligatoria la prenotazione.

Visita al “Museo del Tessile”: ingresso dalla biglietteria del Museo da Via Santa Clara 10.

Visita libera: € 3

Visita guidata: € 5. Per la visita guidata è obbligatoria la prenotazione aprenotazioni@fmtessilchieri.org

  1. m.

Nelle foto: Ingresso all’“Orto Botanico”; “Piante tintorie: il ‘gualdo’”; Melanie Zefferino

Open Gate Sogin, record di adesioni per le centrali nucleari in dismissione

Oltre 5.500 fra partecipanti attesi e persone in lista d’attesa

Roma, 4 maggio 2026 – Si sono chiuse con il record di adesioni le iscrizioni per partecipare alla quinta edizione di Open Gate, l’evento con cui Sogin aprirà al pubblico, nel fine settimana del 16 e 17 maggio, le centrali nucleari italiane in dismissione di Trino (VC), Caorso (PC), Latina e Garigliano (CE).

L’evento registra complessivamente oltre 5.500 adesioni, di cui 3.097 partecipanti attesi nelle due giornate, 1.949 iscritti ad una specifica lista d’attesa e circa 500 fra rappresentanti istituzionali, giornalisti e iscritti a Open Gate Community, l’iniziativa che si svolgerà venerdì 15 maggio. In questa data, le quattro centrali accoglieranno infatti gruppi di studenti, universitari e rappresentanti delle realtà associative, in particolare quelle dei territori dove Sogin è presente, con l’obiettivo di ampliare ulteriormente la partecipazione e coinvolgere le nuove generazioni.

Sogin è pronta ad accogliere i visitatori con due percorsi di visita: “zona controllata” e “area industriale”, per le centrali di Trino, Caorso e Garigliano, mentre per Latina è programmato un solo percorso: “area industriale”.

Nel corso della visita, della durata di circa due ore, i tecnici di Sogin e della controllata Nucleco accompagneranno le persone alla scoperta di luoghi simbolo della storia industriale e nucleare del nostro Paese e racconteranno il lavoro che svolgono ogni giorno per terminare lo smantellamento di queste centrali e per gestire i rifiuti radioattivi, dal loro stoccaggio nei depositi temporanei alla sistemazione definitiva nel Deposito Nazionale.

L’evento si svolgerà sotto il Patrocinio del Parlamento Europeo, del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, del Ministero dell’Economia e delle Finanze, del Ministero dell’Università e della Ricerca, delle Regioni: Campania, Emilia-Romagna, Lazio e Piemonte, e dei Comuni di Caorso, Latina, Sessa Aurunca e Trino.

La stampa interessata può chiedere di accreditarsi scrivendo a ufficiostampa@sogin.it. Sarà possibile seguire l’iniziativa su Instagram tramite il profilo opengate_sogin, hashtag #opengate2026, con contenuti dedicati, aggiornamenti in tempo reale e racconti dei partecipanti.

Premiata la Virginia Agnelli di Torino nell’ambito del progetto imballaggi

“Ambarabà ricicloclò una rana balbettò “tre lattine userò” e la strega con bacchetta regalò la bicicletta alla rana che esultò. “Grazie mille ora ce l’ho”.  “Ambarabà riciclò”. Questa rappresenta la conta ideata in rima dalla classe IV B della scuola primaria  Virginia Agnelli di Torino, che si è  aggiudicata il terzo posto dell’edizione 2026 del progetto Ambarabà Ricicloclò, il concorso di educazione ambientale promosso da RICREA, il consorzio Nazionale per il Riciclo e il Recupero degli Imballaggi in Acciaio, parte del sistema CONAI.
I bambini delle scuole primarie si sono cimentati nella creazione  di componimenti ritmati  e fantasiosi, realizzando tre conte in rima. Protagonista dell’edizione 2026 la nuova sfida “Ora tocca a te. Conte in rima per il Riciclo degli imballaggi in acciaio”, che ha riportato al centro uno dei linguaggi più spontanei dell’infanzia, la conta.
Delle tre conte in rima una era dedicata a un imballaggio in acciaio, una a un prodotto ottenuto dal Riciclo e una al processo di trasformazione.
Si è trattato di un esercizio creativo capace di trasformare un gesto quotidiano, come la raccolta differenziata, in un racconto condiviso e facilmente memorizzabile. I componimenti vincitori sono stati illustrati da Enrico Machiavello e raccolti in un volume dedicato.

“Ambarabà ricicloclò  rappresenta uno dei progetti di educazione ambientale che ha visto il coinvolgimento di oltre 1720 studenti di 45 scuole di tutta Italia – commenta Roccandrea Iascone, Responsabile della Comunicazione di RICREA – Con questa iniziativa investiamo nelle nuove generazioni, trasmettendo il valore concreto della raccolta differenziata e del riciclo degli imballaggi in acciaio, come scatolette, bombolette, barattoli, tappi corona, fusti, trasformando un gesto quotidiano in un’esperienza consapevole e creativa. Quando i ragazzi traducono il riciclo in parole nasce una consapevolezza nuova, più autentica e partecipata, capace di farsi spazio nella vita di tutti i giorni. L’acciaio è  riciclabile al 100% e all’infinito , ma questa potenzialità prende forma solo attraverso le scelte delle persone, proprio a partire dalle nuove generazioni. In questo senso è  fondamentale il ruolo degli insegnanti,  che devono rendere gli alunni e loro stessi protagonisti attivi della sostenibilità”.
Le scuole premiate riceveranno una gift card per l’acquisto di materiale didattico a supporto del loro impegno educativo , 2 mila euro peri primi classificati, mille euro per i secondi e 500 euro per i terzi.

Mara Martellotta

Alla scoperta di ville e giardini segreti, al via il Festival del Verde

Dal 4 al 24 maggio 2026 a Torino e dintorni

 

Tre settimane dedicate alla biodiversità urbana con più di 150 iniziative tra aperture straordinarie, visite guidate, incontri, letture, laboratori, talk e attività nelle scuole della città 

 

Nel primo weekend del 9 – 10 maggio torna Verde Svelato:
un’occasione unica per scoprire oltre 40 location tra ville e giardini segreti della città, con un percorso di aperture esclusive e visite guidate, dopo la settimana ‘Edu’ dedicata ai bambini e alle famiglie alla scoperta del verde cittadino

 

www.festivalverde.it 

 

Da sinistra i due co-ideatori del Festival del Verde Giustino Ballato e Fabio Marzano
con l’assessora alle Politiche educative della Città di Torino Carlotta Salerno e l’assessore al Verde Pubblico della Città di Torino Francesco Tresso

 

© Ph Credit Andrea Terlizzi

 

 

Torino, 4 maggio 2026 – Tra gli alberi e i fiori del Giardino Roccioso del Parco del Valentino di Torino, oggi prende ufficialmente il via la IV edizione del Festival del Verde con un programma diffuso di oltre 150 iniziative dedicate al tema “Simbiosi urbane: acqua e radici”Tre settimane di appuntamenti dal 4 al 24 maggio, che mettono in connessione Torino e i comuni dell’area metropolitana, spingendosi fino a Cuneo, per invitare il pubblico a esplorare il rapporto profondo e imprescindibile tra acqua, ambiente urbano e natura in città, attraverso aperture straordinarie, visite guidate, talk, laboratori, incontri, presentazioni editoriali ed esperienze di citizen science.

 

inaugurare il festivali bambini e le bambine della Scuola d’Infanzia Bay di Torino che, accompagnati dall’assessore al Verde Pubblico della Città di Torino, Francesco Tresso, e dall’assessora alle Politiche educative della Città, Carlotta Salerno, hanno affidato al ruscello del Giardino Roccioso del Parco del Valentino tante piccole barchette fatte di gusci di noce, colme di semi di Carex pendula: «Un gesto lieve e simbolico – spiega Giustino Ballato, co-ideatore della manifestazione insieme a Fabio Marzano – in cui acqua, piante e terra si incontrano per generare nuova vita».

 

Si comincia infatti con il “Festival del Verde Edu”: una settimana, dal 4 all’9 maggio, realizzata in collaborazione con l’Assessorato alle Politiche educative della Città di Torino e con il sostegno del Consiglio regionale del Piemonte, interamente dedicata ad attività̀ laboratoriali ed eventi divulgativi per avvicinare i più piccoli al mondo del verde cittadino.

Gli appuntamenti si svolgeranno sia all’interno di orti e giardini scolastici di Torino e dell’area metropolitana, sia negli spazi di molte associazioni e cooperative che aderiscono al programma del Festival, ma anche al Museo Regionale di Scienze Naturali, al Lago di Villaretto e nella Zona Naturale di Salvaguardia della Dora Riparia.

La settimana EDU si concluderà sabato 9 maggio con una grande festa, completamente gratuita, per grandi e piccini al Museo Lavazza, aperta a famiglie, educatrici ed educatori e insegnanti. Una giornata tra laboratori, letture e passeggiate, realizzata in collaborazione con il Museo Lavazza e con il Centro di documentazione e biblioteca pedagogica della Città di Torino.

 

Tra gli appuntamenti della settimana dedicati ai più giovani, sono in programma anche passeggiate esplorative insieme a esperti ed esperte di ecologia urbana nell’ambito di Barriera Multispecie (5 e 8 maggio) e la presentazione al FIATCafé500 – Pinacoteca Agnelli di “Germogli 2026” dedicata agli elaborati creativi ospitati per la durata del Festival nei portici di piazza Vittorio, frutto del workshop rivolto alle studentesse e agli studenti del Triennio di Illustrazione dello IED – Istituto Europeo di Design di Torino e mirato a esplorare il connubio tra natura e futuro attraverso l’illustrazione (7 maggio dalle 18:30 alle 19:30).

IL WEEKEND DI VERDE SVELATO

 

Si entra nel vivo del Festival del Verde il 9 e 10 maggio con il weekend di Verde Svelato, l’appuntamento che invita il pubblico alla scoperta dei ‘giardini segreti’ della città. L’edizione 2026 apre le porte degli spazi verdi più esclusivi e affascinanti di Torino e dintorni, con più di 40 location tutte da esplorare, anche grazie ad aperture eccezionali e visite guidate.

 

Un’occasione unica per scoprire luoghi raramente accessibili, o ancora poco conosciuti, in cui arte e botanica si incontrano, per un viaggio alla scoperta dei verdi ‘tesori nascosti’ della città. Dalle residenze storiche agli orti urbani, dai cortili privati fino a quelli progettati da grandi architetti e designer, un viaggio tra Torino e le sue colline il cui filo conduttore è il verde, in grado di intrecciare monumentalità sabauda, paesaggi agricoli e tessuti urbani.

 

La nuova edizione di Verde Svelato propone un percorso esclusivo, e più ricco, che si amplia con 15 nuove location, tra giardini formali, terrazze nascoste e spazi privatigrazie alla generosa disponibilità dei proprietari: dal sistema di ville e parchi della collina di Moncalieri e Chieri fino ai cortili segreti del centro storico di Torino il percorso, maturato all’interno del Festival del Verde, si sviluppa come un giardino diffuso che cresce tra coltivazione, progettualità e contemplazione estetica invitando il pubblico a coltivare un nuovo sguardo sul territorio per una riflessione più ampia e condivisa sul verde come infrastruttura ambientale e sociale.

 

Tra le location più esclusive, Villa Rignon, uno scrigno verde nascosto nel cuore della Crocetta dove crescono alberi monumentali, specie autoctone e varietà ornamentali che riflettono l’estetica del giardino aristocratico tra Settecento e primo Novecento. Villa Fubini, con aiuole dal disegno curvilineo con profilo a forma di cuore, offre un punto di osservazione privilegiato sulle trasformazioni del giardino piemontese tra XVIII e XIX secolo e per la comprensione del rapporto tra architettura residenziale e paesaggio nelle colline torinesi. O ancora, la Vigna del Merlo, il cui giardino può vantare le firme dei celebri paesaggisti Pietro Porcinai e Paolo Peyrone.

 

E poi anche altre novità come: Barriera Green Hub – Plant Center, un luogo dalla storia stratificata da cui emerge l’evoluzione di Torino nel corso dell’ultimo secolo; la Fondazione Chierese per il Tessile, uno spazio in cui riscoprire il legame fra tessile e natura, fra piante tintorie e da fibra; Il Giardino delle Meraviglie al Lingotto, una serra tropicale con palme, bambù, camelie e altre varietà di altre latitudini; PininAgri, giovane azienda agricola di Moncalieri tra ciliegi, nocciole e bambù; Spazio 22_4, una delle nuove realtà del network verde della città di Torino con sede in un interno di Borgo San Paolo, che accoglie e organizza mostre, dibattiti, workshop, presentazioni letterarie dedicate alle piante, all’ambiente e al cambiamento climatico.

 

Tra le location più curiose e affascinanti del programma, l’Erbario dell’Università di Torino, che sabato 9 maggio, su prenotazione, il pubblico potrà visitare in esclusiva insieme alla curatrice Laura Guglielmone alla scoperta delle piante raccolte nei grandi giardini ottocenteschi di cui oggi non vi è più traccia: campioni conservati in oltre ottocentomila fogli che non solo testimoniano la ricchezza della flora mondiale ma racconta anche quasi trecento anni di studi e ricerche botaniche.

Nel circuito tornano, infine, molti dei protagonisti della scorsa edizione come il Ranch UrbanoIl Giardino di Fior di RovoIl Giardino di Via Napione e Castelvecchio – chicca del percorso moncalierese e tante location private quali Casa LuziCasa Biscaretti oltre a straordinarie ville del territorio dal grande passato storico come Villa Il Modei, con il suo ingresso spettacolare, degno di una wunderkammer paesaggistica, tra palme di San Pietro (Chamaerops humilis) avvolte da rose rampicanti.

Verde Svelato non è solo un itinerario guidato tra giardini ma una galleria del tempo, dove riscoprire la natura poetica e politica del verde urbano. Il percorso proposto attraversa le diverse fasi della storia urbana del territorio: dalla corona delle ville di delizia fino ai più recenti progetti di coltivazione sostenibile e di pratiche di inclusione sociale. Un circuito in grado di raccontare i processi di trasformazione urbana e culturale che hanno plasmato, e continuano a plasmare, la città.

 

Per accedere a Verde Svelato è necessario acquistare uno dei due kit disponibili – Bianco e Giallo – e ritirarlo in 6 infopoint del circuito durante i due giorni di evento (l’elenco completo è consultabile sul sito). Ogni kit comprende la mappa con il programma delle attività e un braccialetto personale, che dovrà essere indossato per entrare nei giardini del festival.

 

Dopo il weekend torinese, le visite nei giardini segreti continuano nel weekend del 16 e 17 maggio nella città di Cuneo: una nuova occasione per esplorare ancora più luoghi nascosti, tra residenze storiche, orti segreti e parchi privati.

 

La settimana ‘Edu’ dedicata ai bambini e alle famiglie alla scoperta del verde cittadino: a
inaugurare il festival, i bambini e le bambine della Scuola d’Infanzia Bay di Torino

 

© Ph Credit Andrea Terlizzi

 

PROGRAMMA VERDE SVELATO 2026

TORINO e dintorni | 9 e 10 MAGGIO 2026

 

Verde Svelato è confermato anche in caso di maltempo

Per gli orari di visita di ciascuna location consultare il sito del Festival

 

INFO PER IL PUBBLICO – VERDE SVELATO

 

I kit sono acquistabili on line su www.festivalverde.it

 

Kit Bianco > 10 euro

Braccialetto per accedere alle visite

Mappa dei giardini segreti

Audioguida

 

Kit Giallo > 15 euro

Braccialetto per accedere alle visite

Libro di Verde Svelato

Mappa dei giardini segreti

Audioguida

 

ELENCO LOCATION

 

AGR. VALCENASCO LANDHOUSE

Str. Cenasco 92 – Moncalieri

 

B&B VIA STAMPATORI – PALAZZO SCAGLIA VERRUA

Via Stampatori, 4 – Torino

 

BARRIERA GREEN HUB – PLANT CENTER

Via Bologna, 175 – Torino

 

BICINFIORE

Via Asiago, 71 –Torino

 

BOTANICUS

Str. Genova 291 bis – Moncalieri

 

CAPODOGLIO MURAZZI

Murazzi del Po Gipo Farassino, 37 – Torino

 

CASA ARGO

Str. Visone 4 – Moncalieri

 

CASA BISCARETTI

P.za Cavour, 8 – Torino

 

CASA LUZI

Via Borgofranco 25/17 – Torino

 

CASTELVECCHIO

Str. Castelvecchio, 40 – Moncalieri

 

COLTIVABILE

Str. Castelvecchio 34 – Moncalieri

 

DOCKS DORA

Via Perugia, 32, G – Torino

 

ERBARIO DELL’UNIVERSITÀ DI TORINO

Viale Pier Andrea Mattioli, 25 – Torino

 

GIARDINO DI FIOR DI ROVO

Str. del Campagnino, 46 –Torino

 

GIARDINO DI VIA NAPIONE

Via Giovanni Francesco Napione 6 – Torino

 

IED

Via S. Quintino 39 – Torino

 

IL CORTILE DELLA CASA DEL PINGONE

Via Porta Palatina, 23b – Torino

 

IL GIARDINO DELLE MERAVIGLIE

Via Nizza, 262 – Torino

 

IL GRAN SERRAGLIO

Galleria Umberto I – Torino

 

IL PODERE LE ROCCHE

Via Donizetti, 8 – Chieri

 

LA PISTA 500 – PINACOTECA AGNELLI

Via Nizza, 262 – Torino

 

LE ROSINE POLO ARTISTICO E CULTURALE

Via delle Rosine, 9 – Torino

 

NELLA TANA DELL’ORTO

Via Gran Paradiso, 38 – Chieri

 

PETRONILLA

Corso Verona, 38/E – Torino

 

PININAGRI

Str. dei Bussi, 6 – Moncalieri

 

POCKET CAMPUS BERNINI

C.so Francesco Ferrucci, 12 bis – Torino

 

R.A.M.

Str. Castelvecchio, 37 – Moncalieri

 

RANCH URBANO

Via Fréjus, 108/A – Torino

 

SAN GIORS

Via Borgo Dora, 3a  – Torino

 

SCULTURA FIORI

Via Rosolino Pilo, 21 – Torino

 

SERMIG

Piazza Borgo Dora 61 – Torino

 

SPAZIO 22_4

V.Caraglio, 10 –Torino

 

TERRAZZO SUL BALÒN

Via Borgo Dora, 39 – Torino

 

THE HEAT GARDEN

Via Ernesto Lugaro – Torino

 

VIGNA CHINET

Via Mirabello, 3/D – Torino

 

VIGNA IL MERLO

Str. di Fenestrelle, 217 –Torino

 

VILLA D’AGLIÈ

Strada Privata alla Villa d’Agliè, 26 – Torino

 

VILLA FUBINI

Str. del Bellardo, 79 – Torino

 

VILLA IL MODEI

Strada Santa Brigida, 138 – Moncalieri

 

VILLA REY

Strada Val S. Martino Superiore, 27 – Torino

 

VILLA RIGNON

C.so Galileo Ferraris, 81 – Torino

 

VILLA SASSI

Str. al Traforo di Pino 47 – Torino

 

 

 

Tutta la programmazione del Festival del Verde è consultabile al sito www.festivalverde.it

Torino protagonista del Youth Climate Action Fund: i giovani contro il cambiamento del clima

 

Torino è tra le città selezionate per la nuova fase dello Youth Climate Action Fund, il programma promosso dalla fondazione filantropica Bloomberg che fornisce assistenza tecnica e finanziamenti per mobilitare decine di migliaia di giovani, di età compresa tra i 15 e i 24 anni, per progettare e mettere in campo soluzioni per il contrasto al cambiamento climatico.

Il programma, già attivo in 98 città di 34 Paesi, entra ora in una fase di espansione che coinvolgerà 300 città nel mondo, triplicando la portata rispetto al lancio nel 2024. In Europa saranno 58 le città partecipanti, tra nuove adesioni e riconferme. La presenza per il terzo anno consecutivo di Torino, che potrà contare su un finanziamento di 50mila dollari, premia il percorso avviato dall’amministrazione nel promuovere la partecipazione attiva delle giovani generazioni.

“Siamo davvero contenti di questo riconoscimento – commenta il sindaco Stefano Lo Russo – che valorizza l’impegno delle nuove generazioni nella costruzione di soluzioni concrete per il clima. A Torino, ragazze e ragazzi sono protagonisti della transizione ecologica. Lo abbiamo visto bene negli scorsi due anni in cui la città è stata scelta per partecipare al programma: i progetti presentati dai giovani torinesi hanno evidenziato una grande partecipazione delle nuove generazioni, che, con le loro idee, contribuiscono a rendere la nostra città più sostenibile, innovativa e attenta all’ambiente. Continuiamo a investire insieme sulle idee di ragazze e ragazzi, perché la sostenibilità non è solo un obiettivo: è una responsabilità condivisa, che cresce insieme ai nostri giovani”.

A livello internazionale, l’esperienza maturata finora ha contribuito a rafforzare il rapporto tra cittadini e istituzioni: secondo i dati diffusi da Bloomberg Philanthropies, la fiducia nelle amministrazioni locali è cresciuta grazie al coinvolgimento diretto dei giovani.

Dopo i primi due bandi attivati tra il 2024 e il 2025, la città proseguirà il lavoro sul coinvolgimento dei giovani tra i 15 e i 24 anni nelle politiche climatiche, sostenendo idee e progetti capaci di tradursi in interventi concreti per la sostenibilità e la resilienza urbana. L’iniziativa, realizzata in collaborazione con partner internazionali come C40 Cities e UCLG, ha già permesso di sviluppare progetti di sensibilizzazione ambientale, economia circolare, riduzione dei rifiuti e mobilità sostenibile.

Nei prossimi mesi l’amministrazione lancerà una nuova call rivolta ai giovani, con l’obiettivo di raccogliere proposte in grado di rispondere alle principali sfide ambientali del territorio. I dettagli operativi saranno comunicati attraverso i canali ufficiali della Città.

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Al Castello e Parco di Masino Giardino 2026: ‘Radici’

La Tre Giorni per il Giardino 2026, tra le più amate mostre mercato di florovivaismo in Italia, da venerdì 1⁰ a domenica 3 maggio al parco del castello di Masino, bene del FAI, Fondo per l’Ambiente Italian, a Caravino, propone il tema “Radici” e invita a ripensare il nostro rapporto con l’ambiente e con le comunità in cui viviamo. In un presente segnato da una evidente crisi climatica e da profondi mutamenti sociali e tecnologici, le radici ricordano all’uomo che nessuna forma di vita esiste in isolamento e che ogni equilibrio nasce da relazioni profonde.
Cosiccome le piante creano reti sotterranee di scambio e collaborazione sinergica, anche gli esseri umani possono mettere radici  e costruire legami prendendosi cura dell’ambiente in cui vivono. In questo contesto il giardino si propone come spazio concreto di apprendimento e partecipazione,  in cui la cura dei luoghi diventa un’occasione di condivisione e reciproco incontro.
Un ampio spazio sarà  riservato alla Tre Giorni per i bambini, comprensiva di una serie di laboratori, giochi e di uno spettacolo a loro dedicato.
La manifestazione si aprirà venerdì 1 ⁰ maggio alle ore 14.45 alla presenza dell’architetto paesaggista  Paolo Pejrone, ideatore della Tre Giorni, che ricorderà  la scrittrice lucchese Pia Pera, a dieci anni dalla sua scomparsa. Oltre ad essere stata una grande donna di pensiero, è stata anche una voce profetica nel concepire il giardino come luogo di connessione  e di scambio con la natura.
Nel corso dell’incontro Emanuela  Rosa-Clot e Lorenza Zambon presenteranno al pubblico il podcast “Il giardino segreto”, nuova versione radiofonica della pièce teatrale  che Pia Pera trasse dall’omonimo romanzo di Frances Hodgson Burnett, da lei stessa tradotto.
Lorenza Zambon,  quale ulteriore omaggio all’opera e al pensiero di Pia Pera, leggerà alcuni brani dal libro “Apprendista di felicità” di Ponte delle Grazie, edito nel 2019.
L’incontro fa parte del ricco calendario di iniziative celebrative che vanno sotto la denominazione “ Un anno per Pia Pera”.
L’appuntamento primaverile della Tre Giorni per il Giardino 2026 è  curato da Emanuela Orsi Borio ed è  giunto alla sua trentaquattresima edizione e declina il tema delle radici nella loro duplice valenza, naturale e sociale. Da un lato le radici che sostengono e nutrono piante, boschi e giardini, che proteggono il suolo, regolano l’acqua e contribuiscono a mitigare gli effetti del cambiamento climatico. Dall’altro le radici simboliche, che tengono insieme le comunità umane intrecciando persone, luoghi e storie.

Il primo filone tematico dedicato alle radici naturali che articolano la rete invisibile della natura sarà introdotto il 1⁰ maggio alle 15.30 dal climatologo Luca Mercalli, che offrirà un racconto inedito del clima  che caratterizza il territorio di Masino all’epoca della costruzione del castello, oltre mille anni fa, per poi ripercorrere l’evoluzione climatica dall’ultima glaciazione fino ai giorni nostri e gli scenari futuri, sulle orme del suo volume “Breve storia del clima in Italia”. Seguirà l’intervento dell’agronomo Alessandro Mazzullo, che svelerà la natura del suolo come scrigno di vita nascosto sotto i nostri piedi, quale ecosistema brulicante di organismi viventi, la  cui rete trofica è alla base della fertilità naturale e della salute degli ambienti terrestri.
Sabato 2 maggio alle 11 verrà presentato il progetto “Radici nel futuro” del naturalista Franco Correggia, che illustrerà  un sistema di microonde forestali protette nella parte settentrionale della provincia di Asti. Si tratta di una nuova esperienza di tutela degli alberi e boschi naturali cruciale per il futuro dell’umanità e la salute dell’ambiente.
Il tema al centro del secondo filone di incontri in programma è  “Radici: fare rete, coltivare comunità “. Tra gli appuntamenti più attesi, sabato 2 maggio alle 14.30, si terrà una tavola rotonda dal titolo “Comunità Verdi”, che riunisce esperienze e cittadinanza attiva negli orti in condivisione nei giardini partecipati. Si parlerà  di “Orti di pace”, fondati sull’intuizione di Pia Pera e oggi curati da Nadia Nicoletti, di Orti Generali Torino, del Chioso, nuovo progetto di cittadinanza attiva legata alla terra e alla cura del paesaggio, realizzato da Federico Chierico a Vigliano Biellese, fino al ruolo di Manuel Bellarosa, ‘giardiniere condotto’ di Milano.

Sabato 2 maggio alle 11.45 interverrà Beatrice Barni, vivaista di quarta generazione della storica azienda Rose Barni di Pistoia, fondata nel 1882, che racconterà su quali conoscenze botaniche, genetiche e vivaistiche si radica il lavoro di ibridazione e la creazione di nuove specie di rose capaci di adattarsi a climi sempre più instabili e sempre più  caldi.
Domenica 3 alle 11 lo psicoterapeuta Andrea Mati interverrà sulla cura di un giardino o di un orto come opportunità per coltivare legami e collaborazioni creative.
Un viaggio alla scoperta degli agrumi sarà condotto dall’esperto vivaista Alberto Tintori, che interverrà domenica 3 maggio alle 11 e che, partendo dal volume “Il viaggio degli agrumi in Italia”, scritto insieme a Paola Fanacci, spiegherà come gli agrumi affondino le radici nella terra, ma anche nelle comunità che li coltivano, custodendo saperi e gesti condivisi.
Verranno presentati libri , quali “Il mio piccolo giardino Erbario. Raccogli e crea con le piante” di Simonetta Chiarugi, mentre sabato 2 e domenica 3 maggio l’agricoltore Giampiero Gauna svelerà  agli appassionati come riprodurre le piante per talea, tecnica affascinante e alla portata di tutti, e come coltivare specie compagne dello stesso vaso, dando vita a un piccolo ecosistema dinamico dove convivenza e cooperazione sono essenziali.
abato 2 e domenica 3 maggio lo stand Oasi Zegna ospiterà,  a partire dalle 10.30, i laboratori per bambini “Un’oasi tutta per me” ispirati agli insegnamenti di Pia Pera, nei quali i partecipanti creeranno, a partire da piantine e materiali naturali e all’interno di un contenitore riciclabile, la propria oasi, personalizzandola con fantasia e poi portandola a casa per curarla e annaffiarla.
Nel 2026 l’edizione primaverile della Tre Giorni per il Giardino,  che ha come madrina Anna Zegna,inaugura la campagna #FAIbiodiversità, volta a sensibilizzare il pubblico sull’importanza di preservare la ricchezza delle specie animali e vegetali, messa a rischio dal cambiamento climatico e dal sovrasfruttamento e inquinamento delle risorse naturali.

Mara Martellotta

L’Unione Montana Valle di Susa verso la CER

L’Unione Montana Val di Susa ha completato tutte le fasi di selezione di una CER di riferimento per tutti i Comuni dell’Unione che vogliono aderire, avendo espletato una manifestazione di interesse ad evidenza pubblica conclusasi a fine 2025. Da questa selezione è risultata vincente la CER Energia Comune, nata nel 2019 dalla profonda sinergia sviluppatasi tra il Comune di Sangano e diversi Comuni del Pinerolese, con l’obiettivo di offrire un modello istituzionale attento al sociale e alle persone più fragili, senza dimenticare l’importanza dei grandi investitori e di tutti i professionisti e PMI che operano nel settore Energy. Inizialmente costituita sotto forma di Cooperativa di comunità, con il nome di Sangano Energia Comune, in data 13 ottobre 2023, grazie all’impegno di tre imprenditori locali: Andrea Carta, Michele Colaci e Luca Comba, la CER si è rapidamente trasformata in Energia Comune Cooperativa Impresa Sociale. Da novembre 2024 rappresenta una ETS, un Ente del Terzo Settore iscritto al RUNTS.

Una comunità energetica rinnovabile CER è una rete locale in cui produttori e consumatori di energia rinnovabile, come famiglie, imprese ed Enti, condividono virtualmente l’energia prodotta all’interno della stessa cabina primaria, generando benefici economici che restano sul territorio. La vocazione istituzionale di questo progetto è fortissima, infatti il 20% degli utili sarà destinato a progetti per la comunità, con particolare attenzione all’inclusione e al contrasto alla povertà energetica. Le comunità energetiche non sono tutte uguali: Energia Comune ETS è davvero unica nel suo genere, perché nasce da chi conosce profondamente le esigenze di cittadini e cittadine, ma anche delle imprese locali. Con un approccio istituzionale solido, Energia Comune ETS è riuscita a costruire un modello innovativo che, oltre a rispondere alle necessità energetiche, rafforza il tessuto sociale ed economico del territorio. Sarà possibile aderire alla CER come consumatore, produttore o prosumer, colui che ricopre entrambi i ruoli. Per i consumatori è prevista una quota d’ingresso di 250 euro e rateizzazioni in 10 anni, 25 euro annui che saranno coperti dagli incentivi ricevuti e che renderanno gratuita l’adesione, mentre per il produttore il costo d’ingresso è di 250 euro. Per le aziende con impianti superiori a 20 kw sono previsti contratti dedicati, pensati per valorizzare al massimo la produzione. Per le grandi imprese sarà possibile mettere a disposizione un impianto come produttore esterno, senza l’obbligo di associarsi.

Mara Martellotta