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AMBIENTE - page 4

Ecco Smartflower, l’impianto fotovoltaico “girasole” di Iren

in ECONOMIA E SOCIETA'

Da alcune settimane Iren ha installato presso la centrale termoelettrica di cogenerazione di Torino Nord (Strada del Pansa) un nuovo ed innovativo impianto fotovoltaico che richiama nella forma e nei movimenti l’idea di un girasole.

Si tratta dello Smartflower, un impianto fotovoltaico di ultima generazione che insegue il sole sia durante la giornata, da est a ovest, che durante le stagioni: in estate si dispone su un piano quasi orizzontale e in inverno su un piano quasi verticale.

In questo modo lo Smartflower può arrivare a produrre il 40% di energia in più rispetto ad un impianto fotovoltaico convenzionale di pari caratteristiche e posizionato su un tetto esposto a sud. L’impianto è dotato di celle fotovoltaiche monocristalline collocate sui suoi petali, per una potenza nominale di 2,3 kW e una produzione annua di energia di 4.500 kWh.
Lo Smartflower è governato da un orologio astronomico che gli permette di orientarsi in maniera ottimale anche in presenza di nuvole. L’elevata efficienza dell’impianto è anche conseguenza della circolazione dell’aria che raffredda meglio i petali fotovoltaici rispetto ai pannelli installati sui tetti o alle stringhe installate in un campo a terra. E’ dimostrato infatti che un modulo che lavora con temperatura inferiore di 10°C incrementa la sua produzione del 5%.
Non mancano altre funzioni smart molto interessanti: qualora la velocità del vento fosse troppo elevata, un anemometro fornisce il segnale all’impianto che autonomamente chiude i pannelli a forma di petalo e si ripone in posizione di sicurezza. Calata la spinta del vento, lo Smartflower riapre i pannelli e riprende a produrre energia rinnovabile. L’operazione di chiusura dei “petali” viene inoltre effettuata mensilmente nella notte, allo scopo di pulire automaticamente i pannelli grazie alle spazzole presenti sugli stessi e al movimento di rotazione di un “petalo” sull’altro. A testimonianza dell’impegno del Gruppo Iren per la sostenibilità ambientale, il progetto dello Smartflower è stato inserito nel piano di miglioramento ambientale per il triennio 2020-2022 della dichiarazione EMAS 2019.

Via l’amianto da scuole e ospedali

in ECONOMIA E SOCIETA'

Oltre un milione di euro. Pubblicato il bando regionale, richieste presentabili fino al 30 ottobre 2020

La Regione Piemonte destina oltre un milione di euro ai Comuni, alle Province, alla Città metropolitana di Torino, alle Asl e alle aziende ospedaliere per la bonifica di manufatti contenenti amianto in scuole e ospedali. Lo prevede un bando pubblicato il 6 agosto sul Bollettino ufficiale regionale, dedicato alla presentazione delle istanze di contributo per l’assegnazione delle risorse. A darne notizia è l’assessore all’Ambiente della Regione Piemonte.

Il bando vede una disponibilità attuale di 1.161.800 euro. Fra i beneficiari sono esclusi i Comuni inseriti nella perimetrazione del sito di interesse nazionale di Casale Monferrato, che usufruiscono degli incentivi stanziati da Stato e Regione per la bonifica dell’omonimo sito.

Il bando prevede che gli edifici e le strutture oggetto di bonifica siano di esclusiva proprietà dei soggetti richiedenti. I contributi per la realizzazione delle attività di bonifica sono destinati alla copertura del 100% dei costi di rimozione, trasporto e smaltimento, Iva compresa, e del 100% degli oneri per la sicurezza, Iva compresa. L’importo massimo del contributo regionale assegnabile per ogni singola istanza è pari a 250.000 euro.

Il termine per presentare le richieste di contributo agli uffici della Direzione regionale Ambiente, Energia e Territorio è fissato al 30 ottobre 2020. Gli interventi dovranno essere realizzati e rendicontati entro il 30 novembre 2022.

La documentazione contenente i termini e le modalità di presentazione delle istanze di contributo è disponibile nella sezione del sito web della Regione Piemonte relativa ai bandi di finanziamento:

https://bandi.regione.piemonte.it/contributi-finanziamenti/bando-lassegnazione-contributi-realizzazione-interventi-bonifica-rimozione-manufatti-contenenti

I prodotti naturali dell’Amazzonia a marchio Granado arrivano in Italia

in ECONOMIA E SOCIETA'

La ricerca di un modello di vita sempre più ecosostenibile è diventata ancor più essenziale oggi, nell’era post Covid, dopo i mesi difficili del lockdown, che ci hanno  portato ad apprezzare ancor più  il contatto ed il rispetto della natura.

E natura significa anche compiere scelte green ed ecologiche in campi differenziati, da quello degli spostamenti a quello delle scelte nel riscaldamento, da quello dell’arredamento a quello del vestiario finoa quello, non meno importante nella vita quotidiana, della cosmesi.

Ne è stata ben consalevole Cristiane Parisi, designer nata in Brasile e vissuta nella bellissima Rio da Janeiro, approdata di recente a vivere a Torino e diventata italiana grazie ai suoi antenati che, a inizio del secolo scorso, lasciarono il Veneto per cercare fortuna in Brasile.

Cristiane, durante tutta la sua vita, ha utilizzato prodotti terapeutici e per la cura del corpo Granado, storico marchio brasiliano. Da neonata la madre la cospargeva di talco, appunto, Granado. Mentre suo padre, ogni mattina, usava il sapone da barba ‘Granado’ per il rito della rasatura.

Nel cuore pulsante del Brasile, a Rio de Janeiro, si trova una farmacia che vanta una tradizione ultracentenaria e che, dal lontano 1870, costituisce un punto di riferimento per coloro che sono alla ricerca di prodotti di qualità. Granado ha anche ricevuto il riconoscimento di “Official Pharmacy of the Brazilian Imperial Family”.

I suoi prodotti sono diventati delle vere e proprie icone per il popolo brasiliano. Il successo è legato principalmente al fatto che tutti gli ingredienti utilizzati sono naturali e che, per la maggior parte, siano derivati da frutti e erbe provenienti dall’Amazzonia. Questo fatto, ovviamente, rende i prodotti Granado, la cui offerta è molto ricca avendo ormai superato i 400 prodotti, assolutamente unici ed esclusivi. Oltretutto, in anni più recenti, l’azienda è entrata a far parte di altri settori, quali i prodotti per la cura della casa (diffusori d’ambiente e candele) e la profumeria. Granado, in particolare, sta investendo molto nella profumeria. La sua ricca linea di profumi Eau de Toilette e Cologne utilizzano essenze intense e fresche, quali sandalo, eucalipto, rosa damascena, fave di Tonka, arancio amaro, verbena del Brasile e tante altre.

All’estero Granado è ancora pochissimo conosciuto e i brasiliani che vivono in Europa devono contare sui propri viaggi a casa per rifornirsi di questi prodotti e delle loro proprietà uniche. Soltanto recentemente l’azienda ha aperto tre negozi diretti nel centro di Parigi.

Non stupisce, quindi, che Cristiane abbia proposto a Carlo Patetta Rotta, imprenditore torinese e suo fidanzato, di tentare di prendere la rappresentanza del marchio per l’Italia. E dopo un periodo di trattative, la coppia è adesso pronta a distribuire Granado nel nostro Paese.

Cristiane e Carlo, in queste settimane, stanno selezionando attentamente i negozi dove distribuire i prodotti: eleganti profumerie, negozi di design, concept stores, SPA, negozi per regali nei centri delle più belle cittadine italiane sono state individuate come i migliori ‘partner’ in questa avventura imprenditoriale. A partire da settembre, inizierà la distribuzione dei prodotti a Torino, Cuneo, Milano. Nel 2021, invece, la distribuzione si allargherà a tante altre città italiane.

Mara Martellotta 

Per le attività interessate, contattare carlo.patetta@incubeliving.com

 

Ecco gli eventi del weekend al Parco Nazionale Gran Paradiso

in LIFESTYLE

Aperto il Centro visitatori “Acqua e Biodiversità” di Rovenaud, dal venerdì al lunedì. L’accesso sarà possibile solo con prenotazione della visita guidata (compresa nel prezzo dell’ingresso), per un massimo di 12 persone. 

Gli orari delle visite guidate tra cui è possibile selezionare quella prescelta sono: al mattino ore 9.30 e 10.30; al pomeriggio ore 15.00 e 16.30Per l’ingresso compreso di visita è previsto un costo di € 5,00 per gli adulti; € 4,00 per ragazzi da 11 a 18 anni e per i maggiori di 65 anni; gratuito fino a 10 anni, disabili e loro accompagnatori. Il pagamento verrà effettuato direttamente al centro (solo contanti).

 

Escursioni

A Caccia di Stelle Cadenti 07/08

Uomo & Natura: yoga in Vetta… per Tutta la Famiglia! 07/08

Mondo Verde 08/08

Il Paesaggio Racconta: Passeggiata con l’Interprete Ambientale 8/08

Gli Eroi del Nuovo Mattino – Free Climbing e Parco 08/08

Wilderness e Uomo 08/08

Notti Magiche 08/08

Spirito Alpino 09/08

Uomo e Natura: Mindfulness Trekking 09/08

Torrenti Selvaggi 09/08

Il Bosco Incantato di Sylvenoire: Passeggiata “Immersiva” 09/08

 

Sabato 8 agosto – Centro “L’uomo e i coltivi” di Campiglia Soana

Prodezze vegetali
Conferenza narrata di Anna Cassarino, scrittrice e artista
Una “favolosa storia vera della natura” per risollevarsi dal peso della quotidianità, perché tutto è vero anche se sembra una favola. La grande vitalità che dimostrano le piante fa intuire quante risorse siano in grado di mettere in atto per affrontare le difficoltà. Conoscerle ci farà capire che sono in grado di ridurre i tanti problemi ambientali, purché le si lasci vivere e “lavorare”.

Blocco veicoli Euro 4: il Piemonte per lo slittamento al 2021

in ECONOMIA E SOCIETA'

«Sono favorevole allo slittamento del blocco dei veicoli Euro 4 al 1° gennaio 2021» ha detto l’assessore all’Ambiente della Regione Piemonte, Matteo Marnati durante la riunione del Tavolo sulla qualità dell’aria del Bacino Padano fra le Regioni Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna.

Non solo traffico veicolare: l’incontro si è articolato sviluppando diversi temi, dalle emissioni prodotte dal mondo agricolo a quello dei riscaldamenti da biomassa, considerati particolarmente inquinanti. L’assessore è intervenuto assicurando che «il Piemonte su questo tema è avanti, poiché già da tempo, ossia dal 1 ottobre 2019, è consentita esclusivamente l’installazione di impianti biomassa con classe di prestazione emissiva a quattro stelle».

Ritornando sul tema del traffico veicolare, Marnati ha ricordato che dal 31 luglio 2020 parte il bando regionale per la rottamazione dei veicoli aziendali, oltre a quelli degli enti pubblici, e ha concluso dicendo che: «il Piemonte è particolarmente favorevole alla deroga degli Euro 4 per venire incontro alle esigenze dei cittadini. In settimana abbiamo approvato il sistema Move-in, che potrà essere una vera alternativa al blocco totale, consentendo ai cittadini di circolare, con un occhio di riguardo per l’ambiente».

(foto Liguori)

Camere di commercio e Regione insieme per la mobilità sostenibile

in prima pagina

Sei milioni tra incentivi per la rottamazione di veicoli aziendali e pubblici, e per l’acquisto di tablet, device biciclette a pedalata assistita e attrezzature finalizzate all’utilizzo dello smart working. Su indicazione dell’assessore regionale all’Ambiente, Matteo Marnati, la Giunta ha approvato due delibere che stanziano 5.063.289 euro per incentivare la mobilità sostenibile nelle MPMI (micro piccole medie imprese) e 820.000 euro per i soggetti pubblici per gli stessi fini. Il bando è rivolto a oltre 400.000 imprese piemontesi.

«Insieme ad Unioncamere– spiega l’assessore Marnati – avviamo una importante misura per finanziare lo smartworking, la mobilità elettrica e rinnovare il parco veicoli aziendale. Un incentivo a fondo perduto in un momento storico molto difficile».

«Con questo strumento di aiuto – commenta Gian Paolo Coscia, Presidente Unioncamere Piemonte – il sistema delle camere di commercio piemontesi è a fianco della Regione Piemonte nel cercare di supportare le imprese in questo momento complicato. In particolare, le Camere di Commercio hanno deciso di contribuire al finanziamento degli investimenti aziendali in digitalizzazione, ossia hardware e software utili per lo smart working».

Le agevolazioni vanno da 10.000 fino a 20.000 euro in cambio dell’acquisito di veicoli a propulsione elettrica pura e da 7.000 a 16.000 euro per le motorizzazioni ibride. Sono previsti anche sconti da 500 fino a 1000 euro sull’acquisito di biciclette a pedalata assistita e cargo elettriche a tre ruote.

In altre parole i soggetti pubblici e le imprese in possesso di un mezzo di trasporto euro 3 diesel o benzina, o addirittura di un Euro 5 diesel potranno beneficiare di uno sconto per acquistarne un altro purché rientri nella categoria elettrico, ibrido, combustibili alternativi o Euro 6D diesel.

Grazie ad un protocollo d’intesa con le associazioni di categoria dei costruttori, le imprese potranno beneficiare anche di un ulteriore sconto sul prezzo di listino.

Pensato per incentivare la mobilità sostenibile anche nei tempi dell’emergenza sanitaria, e grazie al contributo aggiuntivo di 1 milione di euro da parte del sistema delle Camere di Commercio piemontesi, il provvedimento prevede, inoltre agevolazioniper l’acquisto di notebook, tablet e altri device purché finalizzati all’utilizzo dello smart working, conagevolazioni fino a 5.000 euro. Tutti i contributi sono a fondo perduto e cumulabili con gli incentivi statali.

Rispetto al bando 2019 dedicato alle imprese quello approvato oggi è stato esteso anche al settore del trasporto merci in conto terzi.

Il bando per i soggetti pubblici, avviato a febbraio 2020, è stato esteso alle Agenzie regionali e subregionali e a nuove tipologie di veicoli in acquisto e rottamazione.

Il bando dedicato ai veicoli aziendali, alle bici e allo smartworking apre domani, 31 luglio, ed è retroattivo, con le modalità indicate nel bando stesso.

I bandi chiuderanno il 30 novembre 2020 per dare un’iniezione di risorse al tessuto economico e sociale proprio nella fase di ripartenza dopo il lockdown.

Si rivolgono dunque complessivamente ad una platea potenziale di oltre 400mila imprese, oltre ai soggetti pubblici.

NEL DETTAGLIO

Chi vorrà acquistare unveicolo elettrico puro per il trasporto di persone con al massimo otto posti a sedere oltre al sedile del conducente, potrà beneficiare di un incentivo fino a 10.000 euro mentre per un mezzo sempre con più di otto posti a sedere oltre al sedile del conducente ma con una massa non superiore a 5 t potrà beneficiare di un contributo di 11.000 euro che arriva fino a 20.000 euro per quelli superiori a 5 t.

Sempre per quanto riguarda i veicoli elettrici puri ma per il trasporto merci con almeno quattro ruote, l’incentivo è di 10.000 euro per quelli da 400 chili a 3,5 tonnellate, di 11.000 euro per quelli da 3,5 tonnellate a 12 tonnellate e 14.000 euro per quelli superiori a 12 tonnellate.

Gli incentivi scendono in caso si scelga un veicolo ibrido (quindi non elettrico puro) a seconda delle categorie, e vanno da 7.000 a 16.000 euro. Per le sole imprese sono previsti incentivi anche per i veicoli euro 6D, basati sulle emissioni reali degli stessi, che vanno da 2.500 a 4.000 euro.

Per le misure dei veicoli aziendali, dei velocipedi e dello smart working, il soggetto gestore sarà Unioncamere Piemonte, l’associazione regionale delle Camere di commercio. Ulteriori dettagli sulle misure agevolabili saranno disponibili sul bando di prossima pubblicazione da parte della Regione Piemonte.

“Un ennesimo regalo ai cacciatori”

in POLITICA

Riceviamo e pubblichiamo / CACCIA:   LA REGIONE LIBERALIZZA PER I CACCIATORI LE STRADE INTERDETTE PER RAGIONI AMBIENTALI

“Ennesimo regalo ai cacciatori dalla maggioranza di centrodestra che determinerà l’aumento esponenziale dei danni all’agricoltura”

 

Il Tavolo Animali & Ambiente, cui aderiscono le Associazioni ENPA, LAC, LAV, Legambiente L’Aquilone, LIDA, OIPA, Pro Natura e SOS Gaia, apprende con sgomento che il Consiglio regionale del Piemonte ha approvato con i voti della maggioranza di centrodestra filovenatoria la  proposta di legge 41 che prevede l’utilizzo di mezzi motorizzati su strade interdette per ragioni ambientali, (particolarmente fragili quelle di montagna), non solo ai soggetti incaricati ad esercitare operazioni di controllo faunistico, ma anche ai cacciatori.

Come ormai tutti sanno, tranne i nostri amministratori regionali (o fingono di non sapere), la caccia è la prima causa dell’aumento dei danni alle produzioni agricole e degli incidenti stradali.

Pensare di favorire il contenimento dei cinghiali attraverso la possibilità offerta ai cacciatori di accedere alle strade interdette per ragioni ambientali modificando la L.R.n.32/1982 che regola la conservazione del patrimonio naturale e dell’assetto ambientale è perlomeno illusorio.

Le mute di cani utilizzati dalle squadre di caccia al cinghiale, oltre ad avere impatti importanti sulle altre specie selvatiche, stanano i gruppi di cinghiali dalle aree boscate dove non causano danni e ne determinano la dispersione sul territorio. I cacciatori abbattono solitamente gli esemplari adulti di maggiori dimensioni perché producono una maggiore quantità di carne. Gli esemplari giovani vengono raramente presi di mira perché saranno le prede dell’anno seguente. Il branco è abitualmente condotto dalla femmina anziana (quella di maggiori dimensioni) che solitamente è tra le prime vittime. Essa, con messaggi ormonali, riesce a regolare quella che gli studiosi chiamano “sincronizzazione dell’estro” delle femmine giovani.  La sua uccisione determina la destrutturazione del branco, la dispersione dei giovani, la formazione di nuovi branchi e l’anticipazione del periodo fertile dei soggetti giovani.  La specie aumenta il tasso riproduttivo e compensa in breve tempo le perdite con il risultato che il  numero complessivo  degli animali aumenta invece di diminuire.

All’aumentare degli abbattimenti aumentano proporzionalmente  anche i danni.  

La Regione ha così anteposto il divertimento e “l’occupazione militare” del territorio da parte di una minoranza armata agli interessi dei coltivatori e di tutti gli altri cittadini.

Con la dispersione dei cinghiali causata dalla caccia e dalle attività di controllo aumentano gli attraversamenti stradali e gli incidenti e i fenomeni di colonizzazione delle aree periurbane e urbane.

Proprio lo scorso 20 giugno 2020 il “Tavolo Animali & Ambiente” ha realizzato il convegno on line

“CINGHIALE è ora di cambiare. La parola alla scienza. Strategie diverse per una convivenza pacifica con la fauna selvatica” che ha ampiamente motivato il fallimento delle azioni di contenimento del cinghiale attraverso gli abbattimenti e illustrato quali dovrebbero essere le azioni corrette per affrontare il problema dei danni prodotti dalla specie.

Gli interessati possono rivederlo al link  http://www.animaliambiente.it/convegnocinghiale2020.html

Giova ricordare che il cacciatore è l’unico soggetto che non ha interesse a vedere ridotto il numero dei cinghiali sul territorio!

L’approvazione dell’ordine del giorno proposto dal Movimento 5 Stelle volto ad attivare “programmi di sperimentazione che permettano l’allontanamento e il contenimento degli ungulati con metodi innovativi non cruenti” suona come una presa in giro perché i metodi ecologici e preventivi sono previsti dalla legge, esistono e sono efficaci e dovrebbero essere anteposti agli abbattimenti.

Per il Tavolo Animali & Ambiente                                         

Roberto Piana

LAC – Lega Abolizione Caccia

Un grande investimento per i boschi di Pragelato

in ECONOMIA E SOCIETA'

Ci scrivono Paola Borra e Valter Blanc, Consiglieri Comunali Pragelato

“Il finanziamento di 249 mila euro da parte della Regione Piemonte attraverso il PSR progettato dall’Ufficio forestale delle valli Chisone e Germanasca per la ‘prevenzione dei danni alle foreste da incendi, calamità naturali ed eventi catastrofici’ rappresenta una notizia indubbiamente importante per l’intero territorio di Pragelato. Le località interessate, secondo il progetto approvato e finanziato, sono molte e la finalità principale del progetto è quella di aumentare la funzione protettiva del bosco nei confronti di valanghe e lave torrentizie. Gli interventi sono localizzati in boschi di larice derivanti da vecchi rimboschimenti che, a causa del ritardo o carenza nelle cure colturali si presentano piuttosto fragili, tanto che in questi ultimi anni sono stati pesantemente colpiti da schianti a seguito di neve e vento. In particolare si provvederà alla rimozione del legname schiantato e di cui, per le difficili condizioni di accessibilità, non si è potuti intervenire con vendite o assegnazioni di fuocatico. L’intervento di rimozione sarà particolarmente concentrato ed accurato lungo le combe e gli impluvi. Al contempo, si procederà al diradamento dei tratti di lariceto più fitti al fine di favorire la crescita in diametro delle piante da rilasciare e quindi accrescere la stabilità sia dei singoli soggetti che del futuro popolamento.

Il progetto definitivo dovrà essere consegnato in Regione entro fine ottobre e si prevede quindi che, ottenute le prescritte autorizzazioni regionali, i lavori possano essere affidati nella primavera 2021, ed essere eseguiti entro l’autunno 2021”.

Ringraziamo l’Ufficio Forestale delle valli Chisone e Germanasca, con il coordinatore Paolo Maria Terzolo e tutto il team, che hanno lavorato per raggiungere questo prezioso ed efficace obiettivo.

Orbassano apre il parco Galilei

in BREVI DI CRONACA
E’ stato inaugurato il Parco Galileo Galilei di Orbassano, una nuova area verde di circa 11.600 mq. realizzata nell’area compresa tra via Malosnà e via Riesi.
Il Parco rappresenta il Sistema Solare, con tanto di pianeti e del Sole: le strutture sono in proporzione tra loro e anche la distanza tra gli stessi è in scala.
All’interno del Parco vi è una tettoia sotto la quale è possibile consultare le spiegazioni grafiche e tecniche di quanto è installato nel parco.
Vi è inoltre un’ampia area cani, svariate panchine, numerose piante.
Molto suggestiva è l’illuminazione notturna, che rende davvero unico questo parco.
Ricordiamo che accanto al parco sorgerà la fermata della Metropolitana M2 (all’angolo del giardino verso piazzetta Peano).

“Questo Parco – ha spiegato il Sindaco, Cinzia Maria Bosso – rientra in un più ampio progetto di realizzazione di parchi di grandi dimensioni, dislocati in più punti dell’abitato e finalizzati al miglioramento della qualità della vita degli orbassanesi fornendo loro ampi spazi all’interno della città. L’obiettivo, ampiamente raggiunto in questi anni, ha portato alla realizzazione di 5 nuovi Parchi cittadini, perfettamente integrati nel tessuto urbano e di comoda fruizione. Sono il Parco Primo Nebiolo (via Circonvallazione Interna), il Parco dell’Orsa Minore (via Volturno), il Parco E. Vanzetti (strada Volvera), il Parco Arpini (piazza Svezia) cui si aggiunge il Parco Galileo Galilei. Una caratteristica importante di 4 parchi su 5 è stata la scelta di definire un tema che li caratterizzasse fornendo loro anche un aspetto didattico.
Voglio ricordare che questi cinque parchi sono stati realizzati grazie al finanziamento derivante dalle opere di compensazione del termovalorizzatore (TRM) di cui Orbassano fruiva di una quota importante e interamente dedicata ad interventi ambientali.

“Bloccati i progetti di riciclo rifiuti”

in ECONOMIA E SOCIETA'

“Diversi progetti di riciclo di rifiuti risultano bloccati in Piemonte, in assenza d’una normativa regionale sulla Cessazione della qualifica di rifiuto (End of Waster). La legge nazionale prescrive che siano le Regioni a legiferare, altrimenti le singole Province non sono in grado di autorizzare i vari progetti”.

Questa la posizione del presidente del Coordinamento ambientalista rifiuti Piemonte (Carp), Fabio Tomei, nel corso dell’audizione in Quinta commissione in Regione a Palazzo Lascaris. Il presidente della stessa commissione ha garantito la massima attenzione sul tema da parte del Consiglio regionale.

La legge 128 del 2019 infatti, indica negli enti come Regioni e Province i soggetti per il rilascio delle autorizzazioni agli impianti di recupero rifiuti sulla base di propri procedimenti di autorizzazione.

Tra i progetti fermi in diversi passaggi autorizzativi in Piemonte ci sono quelli per la produzione di biometano da rifiuti a Vercelli, Castelletto Cervo, Cavaglià, Salussola e Orfengo e quello per la produzione di combustibile solido secondario (Css) di Silvano d’Orba.

“Il blocco di questi progetti e di altri analoghi nel prossimo futuro, costituisce un grave ritardo nell’avvio dell’Economia circolare, perché riguarda gli investimenti nel settore del riciclo dei rifiuti urbani e speciali non pericolosi con gravi conseguenze economiche e sanitarie” ha concluso Tomei.

Barbara Squillace (Rondissone), Alba Riva (Vercelli), Oscar Brumasso (Torino) e Isabella Silva (Silvano d’Orba) hanno portato la testimonianza dell’attività svolta dai loro Comitati e Associazioni su rispettivi territori, chiedendo alla Regione di legiferare sull’Eow, in particolare sui rifiuti organici speciali, in primo luogo sui fanghi da depurazione, definendo gli standard tecnici  di pre-trattamento di tali rifiuti.

Nel corso dell’audizione sono poi giunte le richieste di programmare le necessità del Piemonte riguardo gli impianti di riciclo dei rifiuti organici, sia urbani che speciali, stabilendo norme per scongiurare i pericoli  di esplosione e incendi degli impianti per biometano, disturbi da odori molesti, inquinamento delle acque potabili e il rischio di diffusione sul territorio piemontese di rifiuti nocivi non-pre trattati, soprattutto nei terreni agricoli e nei sottofondi stradali.

Nell’attesa di definire le linee guida, secondo Carp è necessaria una moratoria per autorizzare i nuovi progetti per biometano.

Sono poi intervenuti diversi consiglieri, dei Gruppi M5s, Lega e Fi per approfondimenti.

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