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Da Torino riparte il tour nazionale de “Il Libro Bianco del Verde”

 Promosso da Assoverde, Confagricoltura e Képos.

 

Venerdì 26 gennaio, dalle 9:30 alle 13:30, presso il campus Luigi Einaudi di Torino, docenti, ricercatori, esponenti delle istituzioni, cittadini e operatori del settore si confronteranno sul tema “Economia verde, paesaggio e salute: criticità, prospettive e proposte per lo sviluppo delle città”, un convegno webinar in collaborazione con il Politecnico di Torino, il CREA e AIAPP. Ricominciare dal paesaggio per radicare l’identità delle comunità urbane e collocare il verde al centro di un progetto che punta a rendere più sano, accogliente e resilienza lo spazio pubblico. Questo è il tema attorno al quale ruota il convegno che Assoverde, Confagricoltura e Associazione Képos organizzano venerdì 26 gennaio al campus Luigi Einaudi di Torino. Quella della Regione Piemonte, con Torino, costituisce la prima tappa del percorso del “Libro nianco del verde” del 2024, a oltre due anni dalla presentazione nazionale a Roma della prima edizione del volume dal titolo “Per un neorinascimento della cura e della gestione del verde” avvenuta il 12 ottobre 2021, e a un anno dalla presentazione della seconda edizione avvenuta il 20 gennaio 2021 sui “Parchi della Salute” e i relativi criteri di certificazione.

“Il libro Bianco del Verde” è un progetto nato due anni fa dalla volontà di promuovere un cambiamento nei modi di intendere e intervenire nel settore del verde. Si tratta di una sfida volta a rendere la natura protagonista della nostra città e di creare una rete tra tutti gli operatori pubblici e privati per condividere obiettivi, individuare priorità e criticità, presentare soluzioni e proposte. Si tratta di una piattaforma a supporto delle amministrazioni per ottimizzare le risorse, indirizzare programmazione e investimenti e per accrescere la consapevolezza del valore che i parchi, i giardini, le aree verdi pubbliche e private determinati in termini di qualità delle città, della vita e del benessere psicofisico dei cittadini. A questo tavolo permanente hanno aderito amministrazioni, università e enti di ricerca, dando prestigio a un progetto fortemente voluto da Assoverde e Confagricoltura, e che gode del patrocinio dei Ministeri, delle Politiche Agricole, della Transizione Ecologica, della Cultura e dell’ANCI.

“le grandi città metropolitane come Torino sono le protagoniste di una lenta ma progressiva svolta green, in favore di un concetto di salute sempre più esteso e accessibile. Noi agricoltori possiamo fattivamente contribuire a questo tipo di cambiamento – ha dichiarato Enrico Allasia, Presidente di Confagricoltura Piemonte e della Sezione Foreste e Pioppi di Confagricoltura”.

“Confagricoltura Piemonte è fiera di aver organizzato questo evento accessibile a tutti. Da sempre siamo impegnati in un lavoro di sensibilizzazione delle varie utenze nel diffondere la cultura del verde con tutte le istituzioni a livello regionali, aumentandone la capacità di incidere a livello politico le scelte per la destinazione del verde urbano, ampliando la rete degli operatori, delle professionalità e della rappresentanza in campo, con i liberi cittadini che intervengono in maniera propositiva nelle diverse iniziative, venendo informati del ruolo fondamentale del settore primario nella tutela della lo salute”.

“Siamo particolarmente orgogliosi di presentare a Torino, in una regione che ha una forte valenza socioeconomica questo volume del ‘Libro Bianco del Verde’. La riteniamo una tappa fondamentale per i promotori di questo progetto che ha come parole chiave il benessere e la salute psicofisica delle persone – evidenzia Giuseppe Stroppa, Consigliere nazionale di Assoverde.”

“L’interesse crescente per il verde e le sue potenzialità è stato sviluppato con un approccio interdisciplinare che ha coinvolto vari esperti scientifici, tra cui medici, psicologi, ricercatori universitari, docenti delle amministrazioni, progettisti e operatori del settore del verde. Da questo percorso culturale nascono i parchi della salute, elementi concreti e certificati di come il verde generi benessere. ‘Il Libro Bianco del Verde’ vuole affermare anche in Italia un nuovo paradigma nella relazione tra uomo e natura in città, e ci fa comprendere come il verde sia parte integrante della nostra salute”.

Grandi opere in Piemonte, non solo Tav: Terzo valico, i lavori proseguono nei tempi previsti

Nella commissione Trasporti della Regione, presieduta da Valter Marin, sono stati ascoltati  in audizione: Mariano Cocchetti responsabile Rfi del progetto Terzo Valico, Paolo Costa Medich e Giuseppe Irace competenti per il consorzio Cociv e Andrea Perego per Italferr. “I lavori per la costruzione del Terzo Valico dei Giovi, in particolare nella interconnessione con la linea ferroviaria storica Genova-Torino, stanno proseguendo come da programma: saranno conclusi entro il 2026 ed entreranno in funzione nel 2027”. Questa, in sintesi, la dichiarazione dei responsabili del Consorzio Cociv che sta realizzando il progetto finanziato con il Pnrr,  in Commissione  in Consiglio regionale.

 

L’audizione era stata chiesta dai consiglieri Francesca Frediani (M4o-Up) e Sean Sacco (M5s) con particolare riferimento alle questioni sollevate dai sindaci della zona interessata e dai cittadini di Novi Ligure, in una precedente audizione in Commissione.
Frediani e Sacco hanno posto alcune domande agli auditi in particolare sull’aumento dei costi, sull’impatto ambientale dell’opera e sulla ricaduta all’interno del tessuto urbano di Novi Ligure.
Gli auditi hanno risposto che in questo momento si stanno scavando le due gallerie, per poi arrivare alle porte di Novi. In merito all’impatto acustico saranno predisposte le barriere antirumore in città per 4,5 km, di diverse altezze e trasparenti sugli attraversamenti e ci sarà un adeguamento della viabilità cittadina. I costi sono aumentati in base ai prezzi delle materie prime.
Alle domande dei consiglieri sugli eventuali cedimenti strutturali in seguito ad eventi sismici e atmosferici gravi (possibile ingrossamento del Rio Gazzo), gli esperti hanno assicurato che sono stati fatti tutti gli approfondimenti previsti sugli aspetti ambientali e idrogeologici, non solo per la fase dei lavori di costruzione, ma anche in vista della funzionalità della linea, che interesserà sia treni merci che passeggeri.

Infine è stato sottolineato che il previsto tavolo di lavoro sulle barriere antirumore non è mai stato convocato dal Ministero dell’Ambiente: il presidente Marin si è fatto carico di sollecitarlo attraverso l’assessore regionale competente.

Il Master in Comunicazione Turistica e Enogastronomica “Mario Soldati”

 E’ giunto alla sua settima edizione, temi principali saranno l’inclusività, la sostenibilità e il futuro del pianeta

 

Con la sostenibilità e l’inclusione il Master Mario Soldati allarga i propri orizzonti. Si tratta del primo Master in Comunicazione Turistica ed Enogastronomia, che ha scelto di ampliare il tema della sesta edizione per la settima, che si presenta come un’edizione abbastanza innovativa, che avrà l’obiettivo di creare nuovi strumenti di visibilità, di narrazione e valorizzazione per i professionisti che operino nel green, nel biologico, nel turismo, in armonia con l’ambiente, nelle produzioni certificate per il loro impegno sostenibile.

Titolo del master è, infatti, “Inclusione e sostenibilità ambientale per raccontare il territorio”.

Si tratta di un’edizione inclusiva che, tramite apposite borse di studio, favorirà l’accesso a soggetti fragili, economicamente svantaggiati, senza barriere di genere e nazionalità.

Il 15 marzo prossimo, alle ore 17:00, presso EDIT, si terrà il passaggio di consegne tra gli allievi del Master Mario Soldati della sesta edizione e la nuova classe che inizierà in quell’occasione la propria esperienza nel progetto formativo nazionale dedicato alla comunicazione turistica enogastronomica.

Nato nel 2021 in pieno periodo pandemico, il Master Mario Soldati, giunto alla settima edizione, ha garantito qualità nell’approccio formativo, eccellenza nella didattica, costante dialogo con le istituzioni territoriali, continuità del progetto didattico con due edizioni all’anno e il pieno gradimento da parte di docenti e discenti. In questa nuova fase, il progetto formativo non si limita ad arricchire il programma con i temi della sostenibilità ambientale e dell’inclusione, ma rimodula la didattica in una logica imprescindibile nel racconto, nelle azioni di visibilità e nella reputazione del comparto turistico e enogastronomia. Il progressivo cambiamento delle condizioni climatiche, la ripresa disomogenea e economica nel periodo post pandemico, la crisi bellica in Ucraina non ancora risolta, la fragilità e le disuguaglianze dell’economia globale impongono un profondo ripensamento del turismo in quanto tale e della cultura di viaggio connessa al territorio, al benessere, al recupero dei sapori tradizionali, al cibo e alla nutrizione. Non è quindi utopistico pensare ad un nuovo turismo, a concepire e organizzare, ma anche da narrare e divulgare con tutti gli strumenti più attuali della comunicazione.

In questo scenario in continua evoluzione, è doveroso riferirsi agli obiettivi e ai target di sviluppo sostenibile dell’agenda 2030 delle Nazioni Unite, fonte di ispirazione e indirizzo come quello del Master.

La tesi collettiva degli allievi della prima edizione è stata dedicata a un primo possibile magazine “Mandragola”, dedicato ai temi del turismo “green”, progettato integralmente con la stone paper, carta in polvere di pietra a zero impatto ambientale.

Questo progetto potrebbe vedere la concreta attuazione nel prossimo anno.

Il Master Mario Soldati ha sempre favorito, nella logica di una completa inclusività e del sostegno verso i soggetti fragili, l’iscrizione gratuita di allievi tramite specifiche borse di studio. Il nuovo turismo, la nuova gastronomia che gli studenti della settima edizione sono chiamati a studiare partono da valutazioni di impatto economico e ambientale oggettive. L’organizzazione mondiale del turismo (l’agenzia delle Nazioni Unite) fa riferimento specifico a un turismo consapevole del suo impatto sociale segnalando tre presupposti: il primo è che il turismo non pregiudica l’ambiente a livello locale e globale, ma assicura la conservazione della diversità biologica sostenendo attività “low carbo”, nel rispetto della neutralità climatica e della mobilità ecologica. Facilità l’uso di fonti rinnovabili con un approccio “plastic free” e, sotto un secondo aspetto, il turismo valorizza l’etica e l’integrazione sociale tra visitatori e abitanti, la tutela del patrimonio artistico, ambientale, storico e culturale, il rispetto delle leggi e delle tradizioni. Il turismo, inoltre, rappresenta un enorme potenziale economico che non deve penalizzare le comunità locali più vulnerabili. Occorre promuovere l’inclusione sociale, nuovi posti di lavoro, minore inquinamento e preservazione di ecosistemi.

Il comunicatore del futuro deve puntare su due direttive parallele: la creazione di una coscienza civica e turistica, consapevole dei rischi ambientali connessi a una fruizione scorretta e dannosa dell’ambiente, ma anche promuovere un approccio più rispettoso del territorio e delle persone, tali da permettere una fruizione armoniosa del patrimonio da parte di chi si apre alla conoscenza di luoghi nuovi, quindi da parte dei turisti.

Saranno attivati percorsi specifici rivolti a strutture alberghiere certificate, tour operator attenti alla valorizzazione ambientale, hotel ecologici costruiti con i principi della bioarchitettura, aziende attive nella produzione bio e realtà operanti tramite filiere corte e economia circolare.

Il direttore didattico del Master è Guido Barosio.

Per un selezionato numero di persone sono previste borse di studio gratuite.

Lavazza è il main sponsor e la tesi sarà su questa azienda.

 

Mara Martellotta

Il Comitato Salviamo la Pellerina continua la sua battaglia

Caro direttore,

quando, nel gennaio 2023, abbiamo appreso che la Città di Torino e la Regione Piemonte hanno pianificato di insediare un nuovo ospedale nell’area verde del Parco della Pellerina, il Comitato “Salviamo la Pellerina” si è mobilitato per impedirne la cementificazione.
Dopo una petizione, conclusasi con uno “sberleffo” da parte dell’Amministrazione Comunale, in data 27 giugno 2023, abbiamo depositato la delibera d’iniziativa popolare sostenuta da 1600 firme valide di cittadini che desiderano fortemente cambiare l’attuale destinazione d’uso industriale dell’area Thyssen e, una volta bonificata a spese di chi ha inquinato (come prescrive la legge), asservirla a parco e a servizi sanitari in modo da poter insediarvi il nuovo presidio ospedaliero di Torino nord-ovest.
Dopo 6 mesi, durante i quali “stranamente” la delibera si era persa nei meandri comunali, finalmente in data 17 gennaio 2024, siamo stati invitati alla sua discussione nelle competenti Commissioni Comunali.
Nonostante le nostre argomentazioni, i consiglieri che hanno preso la parola, ad esclusione dei 5 Stelle, hanno dimostrato che a loro poco importa di bonificare realmente l’area Thyssen e invece di far ripristinare le condizioni naturali del suolo accettano una sorta di “tombatura” del sito, proposta da chi ha inquinato e che sarebbe tenuto a bonificarla.
Nessuna apertura da parte dei consiglieri di maggioranza Alice Ravinale (Sinistra “Ecologista”) e Claudio Cerrato (PD), mentre i due rappresentanti dei 5 Stelle, Andrea Russi e Valentina Sganga, oltre a difendere la proposta di deliberazione fatta dai cittadini, hanno anticipato che apporteranno alcuni emendamenti per superare le obiezioni dell’Ufficio Tecnico, ribadendo che la scelta dell’area della Pellerina, come futura sede di un ospedale, il Sindaco non avrebbe neppure dovuto proporla.
Anche il rappresentante di Torino Bellissima, Pietro Abruzzese, in qualche modo non ha osteggiato la delibera dichiarando che prima di spendere i soldi del finanziamento per il nuovo ospedale “Maria Vittoria” e occupare un’area a parco con la scusante dell’urgenza, bisognerebbe occuparsi di realizzare la Città della Salute, da anni ferma al palo.
Il capogruppo dei FdI, Giovanni Crosetto, evidentemente poco sensibile alla tematica ambientale, oltre ad aver dichiarato erroneamente “area asfaltata” la porzione del Parco attualmente occupata dai giostrai (300 famiglie, che non hanno mai ricevuto la proposta di un sito alternativo), senza remore ha affermato che l’abbattimento di un centinaio di alberi non desta preoccupazione alcuna, dimenticando quanto siano essenziali gli alberi, soprattutto di alto fusto, nella lotta all’inquinamento e alla stessa sopravvivenza degli esseri umani.
Il Comitato “Salviamo la Pellerina”, pur concordando sulla necessità di un nuovo ospedale, ha ribadito che la scelta del luogo prescelto dalla Città di Torino è impropria non solo dal punto di vista idrogeologico e dell’abbattimento degli alberi ma anche per l’insalubrità e la rumorosità dell’area che si trova su un incrocio a traffico molto elevato, mentre un ospedale dovrebbe avere caratteristiche ambientali opposte, con una classe acustica prossima a quella delle aree agricole.

Degna di nota l’affermazione del capogruppo di “Europa e Radicali liberi” Silvio Viale, che ha affermato che essendo disponibili i soldi per la realizzazione del nuovo ospedale non si può tornare indietro sulla scelta dell’area, come dire che non ha importanza se si devasta un parco, l’importante è non perdere il finanziamento (sic!)
L’assessore Mazzoleni non ha escluso la possibilità di trasformare (chissà quando e come…) una parte dell’ex area Thyssen in parco.
La delibera non viene ancora inoltrata al Consiglio comunale in attesa dell’audizione del Comitato Attac Torino, chiesta via mail fin dal 2 gennaio e non trasmessa ai Presidenti delle Commissioni competenti, alla quale parteciperemo ribadendo le nostre posizioni anche alla luce degli emendamenti che il capogruppo dei 5 Stelle si è impegnato di presentare.
Il Comitato “Salviamo la Pellerina” ovviamente continuerà le sue battaglie non solo a difesa del Parco Carrara ma di tutto ciò che riguarda il Verde e l’ambiente, per la salvaguardia della salute degli esseri viventi, siano essi umani, animali o vegetali.
A tal proposito lo scorso 13 gennaio è stato presentato un nuovo testo referendario che potrà essere sottoscritto on-line sul sito del Comune o presso tutte le Circoscrizioni e che, speriamo, possa finalmente dar voce ai cittadini sulle scelte che riguardano il proprio territorio.
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Per il Comitato Salviamo la Pellerina
Giorgio Zimbaro, Roberta Barbara Contratto

Misure antismog: prosegue il livello 0 (bianco)

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Fino a mercoledì 24 gennaio in vigore le sole misure strutturali

Sulla base dei dati previsionali sulla qualità dell’aria forniti  da Arpa Piemonte è stato confermato il livello 0 (bianco) delle misure antismog. Fino a mercoledì 24 gennaio 2024 compreso – prossimo giorno di controllo – resteranno pertanto in vigore le sole misure strutturali di limitazione al traffico.

Eventuali variazioni del semaforo antismog in vigore, con le relative misure di limitazione del traffico, verranno comunicate il lunedì, mercoledì e venerdì, giorni di controllo sui dati previsionali di PM10, ed entreranno in vigore il giorno successivo.

L’elenco completo delle misure antismog a tutela della salute, delle deroghe e del percorsi stradali esclusi dai blocchi è disponibile alla pagina www.comune.torino.it/emergenzaam

Piemonte, 65.497 chilogrammi di plastica e rifiuti rimossi

Un “bottino” di 779.076 chilogrammi di plastica e rifiuti rimossi da spiagge, parchi e aree pubbliche cittadine, frutto di ben 2.139 appuntamenti di pulizia ambientale organizzati in tutta Italia nel corso del 2023. È il risultato straordinario raggiunto dall’onda blu dei volontari di Plastic Free Onlus, l’organizzazione impegnata dal 2019 nel contrastare l’inquinamento da plastica che può contare su più di mille referenti sul territorio nazionale. In Piemonte, si sono tenute 93 giornate di raccolta con la rimozione di 65.497 chilogrammi di plastica e rifiuti. A ciò si aggiungono le sensibilizzazioni soprattutto verso le nuove generazioni. Grazie a 1.029 incontri, di cui 45 in regione, tenuti durante l’anno negli istituti scolastici italiani, infatti, si è riusciti a raggiungere 89.116 studenti con interventi personalizzati per fasce d’età per illustrare l’importanza di amare il Pianeta non inquinando, di effettuare una corretta raccolta differenziata e di come scelte alternative alla plastica possano farci prevenire ulteriori disastri ambientali.

 

“Siamo orgogliosi dei traguardi ottenuti nel 2023 – dichiara Luca De Gaetano, fondatore e presidente di Plastic Free Onlus – In pochi anni di vita, la nostra organizzazione ha coinvolto oltre 250mila volontari, siglando 280 protocolli d’intesa con le Amministrazioni locali per intensificare le attività sul territorio e premiando 69 Comuni con il riconoscimento ‘Plastic Free’. In Piemonte i protocolli d’intesa firmati sono 13 mentre i Comuni premiati due: Cuneo e Piossasco. Ben 51 città, nel corso del 2023, hanno emanato ordinanze per vietare il rilascio deliberato in volo dei palloncini e delle lanterne. Con il prezioso supporto di aziende e di donazioni liberali – prosegue – abbiamo, inoltre, trasformato numerose scuole in luoghi plastic free attraverso l’installazione di depuratori d’acqua così da permettere ad ogni studente di riempire gratuitamente la propria borraccia, evitando l’acquisto di bottigliette di plastica. Abbiamo, poi, salvato da morte certa 37 tartarughe nel 2023, accompagnandone alla nascita 1.911, e siamo riusciti a sensibilizzare gli italiani su quanto sia determinante un impegno e un’attenzione costante oggi per permetterci di avere ancora un Pianeta domani. Invito tutti i cittadini armati di buona volontà – conclude De Gaetano (Plastic Free) – ad avvicinarsi alla nostra grande famiglia per rendere l’Italia ancor più bella e pulita nel 2024″.

Coldiretti Piemonte: il 2023 è stato l’anno più bollente di sempre

Secondo la Coldiretti Piemonte l’anno 2023 risulta il più bollente di sempre e, di fronte ai cambiamenti climatici, serve una programmazione per non agire solo in emergenza.

Il 2023 si classifica ufficialmente come l’anno più bollente mai registrato prima in Italia, con una temperatura media superiore a 1,14 gradi rispetto alla media storica del periodo 1991-2020.

Questo quanto emerge da un’analisi della Coldiretti sulla banca dati aggiornata Isaac Cnr che rileva le  temperature dal 1800. L’anomalia climatica è  stata maggiore e più  evidente nel Nord italia, dove la temperatura è  stata superiore di 1,21 gradi la media. Cambia, dunque, la classifica degli anni più roventi negli ultimi due secoli, che si concentra nell’ultimo decennio e comprende nell’ordine, dopo il 2023, il 2022, il 2018, il 2014, il 2019 e il 2020, secondo le elaborazioni di Coldiretti.

L’anno più caldo di sempre è  stato accompagnato in Italia da una media di oltre nove eventi estremi al giorno lungo la penisola, tra grandinate, trombe d’aria, bombe d’acqua, ondate di calore, freddo con gelate improvvise e tempeste di vento con ricadute pesanti negative soprattutto  sull’agricoltura.

“Siamo di fronte – spiega la presidente di Coldiretti Piemonte, Cristina Brizzolari e Bruno Rivarossa, delegato confederale  – a una evidente tendenza alla tropicizzazione con l’aumento delle temperature che è  accompagnato in Italia da una più elevatafrequenza di manifestazioni violente, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ma intense, con il rapido passaggio dal caldo al maltempo.

L’agricoltura è  l’attività  economica che più di tutte le altre vive quotidianamente le conseguenze dei cambiamenti climatici, ma è  anche il settore più impegnato per contrastarli. Proprio questi cambiamenti impongono una nuova sfida per le nostre imprese agricole che devono interpretare le novità segnalate dalla meteorologia e gli effetti sui cicli delle colture, sulla gestione delle acque e sulla sicurezza del territorio.  Si tratta di un obiettivo che richiede un impegno da parte delle istituzioni per accompagnare l’applicazione dell’innovazione in agricoltura e per mettere in atto investimenti volti  alla manutenzione, al risparmio, al recupero e alla regimentazione delle acque con un sistema diffuso di piccoli invasi che possano raccogliere l’acqua in eccesso per poi distribuirla nel momento del bisogno. Motivo per cui abbiamo chiesto alla regione Piemonte di riunire un tavolo permanente di crisi per la gestione del tema acqua. Non si può prescindere dalla programmazione e progettazione,  per non agire sempre in stato di emergenza”.

Gli allevamenti e la qualità dell’aria

Sono confermate le presenze del ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin e del presidente nazionale di Coldiretti, Ettore Prandini al convegno formativo “Gli allevamenti e la qualità dell’aria” in programma a Torino venerdì 19 gennaio dalle 9.30 alle 13.00 presso il Foyer del Toro del Teatro Regio.

 

Il convegno è organizzato da Coldiretti Torino con i Dipartimenti di Scienze agrarie e Scienze veterinarie dell’Università di Torino ed è accreditato per i crediti formativi dell’Ordine dei Giornalisti.

Grazie ai contributi del mondo scientifico, lo scopo del convegno è riportare il fenomeno delle emissioni degli allevamenti e delle concimazioni in agricoltura nella sua reale portata.

Proprio nei giorni dell’ennesima limitazione della viabilità urbana a causa del peggioramento della qualità dell’aria e di fronte all’accusa agli allevamenti e alle pratiche agricole di essere le più importanti cause delle polveri sottili in Piemonte, ci pare importante approfondire il ruolo reale del settore primario (che produce il nostro cibo) nella generazione delle polveri sottili e ricordare le limitazioni a cui sarà sempre più sottoposta l’agricoltura.

Ma un altro scopo è anche quello di indagare l’importanza ambientale (più generale) del rapporto tra animali allevati e nicchie ecologiche e il rapporto tra la concimazione naturale animale e la rigenerazione dei terreni e per garantire le produzione vegetale negli anni in cui si cerca di aumentare la quota di concimazione organica per diminuire la quota di concimazione chimica.

Oltre all’intervento del ministro Gilberto Pichetto Fratin, che parlerà delle politiche nazionali per migliorare la qualità dell’aria, e all’intervento del presidente Ettore Prandini, che illustrerà le proposte di Coldiretti, sono previste le relazioni di Secondo BarberoDirettore Generale ARPA Piemonte; Davide Biagini, Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari dell’Università di Torino; Laura Zavattaro, Dipartimento di Scienze Veterinarie dell’Università di Torino; Giampiero Lombardi, Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari dell’Università di TorinoElio Dinuccio, Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari dell’Università di Torino.

30 nuovi minibus elettrici nella flotta di GTT

La flotta GTT si arricchirà a breve di nuovi veicoli elettrici di piccole dimensioni, che saranno utilizzati per realizzare quanto previsto dal piano Nuovo Trasporto Torino in relazione alla riprogettazione delle linee STAR nel centro cittadino.

L’azienda ha infatti aggiudicato la gara per l’acquisto dei veicoli che prevede un primo lotto di 22 mezzi e la possibilità di acquistarne altri 8. L’aggiudicazione è stata possibile grazie alle risorse del PNRR assegnate alla Città di Torino.

 

La fornitura è stata vinta da INDCAR, azienda leader nel settore dei minibus in Europa, con sede in Spagna.
Il modello scelto è elettrico e-B6, un minibus di 6 metri. Si tratta di un prodotto con oltre 200 chilometri di autonomia in grado di trasportare fino a 33 passeggeri, molto compatto e con una grande manovrabilità, vista la necessità di transitare nelle strade del centro storico.
Nel mese di dicembre 2023, il minibus elettrico ha effettuato test reali nella città di Torino con il team tecnico di INDCAR, sui percorsi definiti dalla GTT per valutare le prestazioni del veicolo nelle zone più complicate o di difficile accesso.
“Il progetto di transizione ecologica di GTT vuole essere completo e toccare tutte le tipologie di servizio. Per questo, alla grande fornitura di bus standard, normali e articolati, abbiamo affiancato l’acquisto di veicoli di piccole dimensioni, adatti a servire una zona cruciale come il centro storico e a gestire il nuovo progetto di linee Star per rendere il centro cittadino raggiungibile con il mezzo pubblico, in modo capillare e con veicoli ad impatto zero” spiega Serena Lancione, Amministratore Delegato di GTT.
L’e-B6 si presenta come un’alternativa sostenibile nel trasporto pubblico urbano progettato per brevi tragitti dal centro della città, “Lavoriamo per offrire sempre soluzioni innovative e sostenibili, e con l’e-B6 contribuiamo nel segmento dei minibus di meno di 6 metri per la decarbonizzazione delle città, come è in questo momento, Torino, e speriamo che possano essere anche molte altre località, dichiara Gaël Queralt, CEO di INDCAR. “Siamo molto orgogliosi di essere stati selezionati da GTT per la fornitura di questi 30 minibus”, aggiunge il manager.
La consegna del primo lotto di contratto con GTT a Torino sarà di 10 unità e avverrà alla fine del 2024 e il resto di 12 unità sarà all’inizio del 2025.

 

Semaforo antismog: da sabato 13 gennaio si passa a livello 1 (Arancio)

I dati previsionali forniti  da Arpa Piemonte evidenziano infatti il superamento del valore di 50 mcg/mc di concentrazione media giornaliera di PM10 nell’aria per tre giorni consecutivi.Alle limitazioni strutturali in vigore, per il trasporto persone si aggiungerà il blocco dei veicoli diesel con omologazione Euro 5 valido tutti i giorni (festivi compresi) dalle ore 8 alle 19, mentre il blocco dei veicoli diesel Euro 3 e Euro 4 si prolungherà alle giornate di sabato e domenica, sempre dalle ore 8 alle 19.
Stessa regola anche per i veicoli adibiti al trasporto merci, che vedranno il divieto di circolazione estendersi ai diesel con omologazione Euro 3 ed Euro 4 su tutti i giorni (festivi compresi), sempre con orario 8-19.Con l’attivazione del livello arancio si fermeranno anche tutti i veicoli dotati di dispositivo “Move In”, in quanto comunque soggetti alle limitazioni temporanee della circolazione veicolare conseguenti alle previsioni di perdurante accumulo degli inquinanti nell’aria.Si ricorda infine che eventuali variazioni del semaforo antismog in vigore, con le relative misure di limitazione del traffico, vengono comunicate il lunedì, mercoledì e venerdì, giorni di controllo sui dati previsionali di PM10, ed entrano in vigore il giorno successivo.L’elenco completo delle misure antismog a tutela della salute, delle deroghe e del percorsi stradali esclusi sono disponibili alla pagina www.comune.torino.it/emergenzaambientale