AMBIENTE- Pagina 6

Il Comune dichiara guerra ai topi nelle piazze del centro di Torino

Al via un piano straordinario di derattizzazione nelle piazze XVIII dicembre e Carlo Felice

Sono state avviate in questi giorni le operazioni di predisposizione per un’attività straordinaria di derattizzazione nelle piazze XVIII Dicembre e Carlo Felice: l’intervento, voluto dagli assessorati alla Cura della Città e alla Transizione ecologica della Città di Torino e coordinato da Amiat Gruppo Iren, avrà una durata complessiva di due mesi, tra febbraio e marzo.

Le attività interesseranno un’area complessiva pari a circa 18mila metri quadrati: per tutelare il passaggio di pedoni ed animali, le aiuole e le aree verdi di piazza XVIII Dicembre sono in corso di recinzione e non saranno accessibili per l’intera durata del servizio. In piazza Carlo Felice l’area interessata sarà quella corrispondente ai Giardini Sambuy, che verranno chiusi nei giorni di intervento, uno a settimana, a partire da martedì 20 febbraio e per otto martedì consecutivi.

Verrà inoltre realizzata da SMAT un’azione specifica sulle fognature sottostanti e sui tombini delle due piazze.

Il servizio, realizzato per far fronte alla diffusa presenza di ratti rilevata nelle due piazze, avverrà in due cicli, al fine di garantire una maggiore efficacia e durata della derattizzazione. Le attività e ogni eventuale variazione verranno comunicate alla cittadinanza con un’apposita segnaletica.

Gli assessori Francesco Tresso e Chiara Foglietta hanno commentato: “L’estate scorsa si erano già registrate delle criticità in queste due zone, dovute ad una serie di situazioni contingenti e soprattutto alla presenza dei numerosi cantieri che hanno favorito il proliferare dei ratti. Abbiamo quindi deciso di intervenire tempestivamente con questo intervento straordinario e coordinato per affrontare la problematica della presenza dei topi in modo radicale. Valuteremo con grande attenzione i risultati, per mettere a punto una strategia per il futuro”.

“I diversi interventi di derattizzazione che abbiamo realizzato già negli scorsi mesi hanno contribuito ad affrontare la situazione in queste due piazze – aggiunge Paola Bragantini, presidente Amiat mettiamo ora in campo un’azione decisamente più ampia, anche in previsione dell’approssimarsi della primavera, con l’obiettivo di ottenere risultati più incisivi”.

Torino Click

Prete denunciato per esorcismo contro i lupi, parlano gli animalisti

  “CONVINTI DELLE NOSTRE POSIZIONI MA PRONTI AL CONFRONTO”

  Abbiamo letto che è diventata un caso politico la vicenda del parroco di Forno da noi denunciato per istigazione all’uccisione dei lupi, istigazione vergognosamente realizzata con un rito religioso risalente al 1700 in una chiesa cattolica , rito che tra l’altro era stato abolito nel 1927. Noi ribadiamo convintamente le nostre posizioni e siamo talmente convinti della nostra posizione che siamo pronti ad un confronto anche pubblico con chiunque ritenga di poterci confutare la giustezza delle nostro posizioni al di la degli slogan elettorali politici o religiosi che dir si voglia. Noi siamo qui pronti al confronto a partire dall’applicazione in quelle località dei protocolli  previsti dal piano lupo obbligatori per gli allevatori vediamo se dall’altra parte vi è la stessa volontà o ci si limita in questo caso alle esternazioni fantasiose”.
ASSOCIAZIONE ITALIANA DIFESA ANIMALI ED AMBIENTE AIDAA

La Regione chiede lo stato di calamità naturale per la siccità

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Nella riunione di oggi definite le procedure di avvio della richiesta

La Regione Piemonte chiede il riconoscimento della calamità naturale per la siccità perdurante che colpisce da mesi il territorio regionale provocando grandi difficoltà per alcuni settori dell’agricoltura, ad esempio quello vitivinicolo. “La siccità sta creando difficoltà alla produzione dei nostri vini con molte aziende che registrano importanti cali nella produzione. Per questo la Regione ha stabilito di chiedere al Ministero dell’agricoltura la dichiarazione dello stato di calamità”. Lo hanno dichiarato il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e l’assessore regionale all’Agricoltura Marco Protopapa al termine dell’incontro oggi al Grattacielo Piemonte con i principali rappresentanti del mondo vitivinicolo piemontese, Vignaioli Piemontesi, Piemonte Land of wine, insieme all’Associazione dei Comuni del Moscato e ad alcune Cantine sociali, proprio per fare il punto sugli effetti della siccità sulle produzioni.
Secondo le associazioni si tratta di una siccità sempre più dannosa che, da due anni, causa una riduzione consistente delle rese e di conseguenza una riduzione del reddito per le aziende stesse. Durante l’incontro sono state definite le procedure per l’avvio della richiesta al Ministero.

Master in Gestione del Sistema Montano, si chiudono le iscrizioni

 

Si chiuderanno il 20 febbraio 2024 le iscrizioni alla quarta edizione del Master in Gestione e Promozione del Sistema Montano e delle Aree Interne – Manager dei Sistemi Territoriali, organizzato da SAA-School of Management di Torino in collaborazione con Corep (Consorzio Per la Ricerca e l’Educazione Permanente che annovera tra i suoi consorziati l’Università degli Studi di Torino e l’Università di Messina), Uncem e Ancim (Associazione Nazionale Comuni Isole Minori).
“La proposta – sottolinea Filippo Monge, docente di Marketing ed Economia applicata presso l’Università degli Studi di Torino e presidente del comitato scientifico del master – rivolta a diplomati, laureandi, neolaureati e professionisti non solo in ambito tecnico-economico, ma anche ad amministratori e dipendenti di enti locali, muove dalla necessità di colmare una domanda, sempre più crescente, di competenze nella gestione attenta ed efficiente dei sistemi socioeconomici territoriali, nelle loro varie dinamiche e articolazioni”.
Le lezioni, tenute da esperti e tecnici indicati da SAA-School of Management e anche da docenti dell’Università di Torino e della Valle d’Aosta, avranno inizio nel mese di marzo 2024 e si terranno, in modalità a distanza “L’idea di offrire una proposta di questo tipo si genera dalla importante domanda di competenze che i territori e  le istituzioni avanzano, anche alla luce delle nuove progettualità necessarie per accedere ai fondi del PNRR e dei programmi europei”, evidenzia il Presidente Uncem Marco Bussone.
Molti i temi che verranno trattati in aula, dalla pianificazione territoriale sostenibile, alla rigenerazione urbana, alla creazione e innovazione d’impresa (nuovi modelli di business), al marketing territoriale (insediativo e turistico), al diritto amministrativo e ambientale.
Informazioni: 0116399214 e al link
www.corep.it/manager-sistemi-territoriali

Gli studenti si confrontano sulle proteste a favore dell’ambiente

Motivare, argomentare, confutare il favore o la contrarietà alle proteste degli ambientalisti che agiscono contro la legge per sensibilizzare la comunità.

Su questo si sono cimentati 40 studenti e studentesse di 10 istituti secondari di secondo grado del Piemonte, che hanno partecipato al torneo di “debate” a Palazzo Lascaris.
I quattro vincitori del liceo classico e linguistico “V. Gioberti” di Torino parteciperanno al viaggio di studio in Normandia organizzato dal Comitato, dove avranno l’occasione di visitare i celebri luoghi dello sbarco alleato durante la seconda guerra mondiale e ricostruire storicamente quei giorni che hanno segnato il destino dell’Europa e del mondo.
L’iniziativa è stata organizzata dal Comitato Resistenza e Costituzione del Consiglio regionale nell’ambito della 43° edizione del concorso di Storia Contemporanea.
Nel mondo, soprattutto nelle scuole, nei college e nelle università americani e inglesi, il “debate” è diffuso dalla fine dell’Ottocento ed è organizzato in club di dibattito che si incontrano e si confrontano in competizioni locali e internazionali.
Le regole del “World school debate” prevedono un confronto di opinioni, regolato da modalità specifiche, tra interlocutori che sostengono una tesi a favore e una contro su un tema assegnato. Le regole del “gioco” prevedono che la posizione a favore o contro possa essere anche non condivisa dai debaters, che tuttavia devono essere in grado di portare le argomentazioni adeguate, con regole di tempo e di correttezza, senza pregiudizi e prevaricazioni, nell’ascolto e nel rispetto delle opinioni altrui, dimostrando di possedere flessibilità mentale e apertura.
Il vicepresidente del Consiglio Daniele Valle durante la finale ha ripercorso la storia della nascita del Comitato e, a proposito del torneo, ha sottolineato che “abbiamo voluto organizzare il ‘debate’ per il secondo anno consecutivo perché crediamo che la trasmissione dei valori della democrazia passi anche da iniziative di questo tipo, che sperimentano linguaggi e forme nuove e allargano la partecipazione”.

Euro da 3 a 5 fermi fino a lunedì per lo smog elevato

Limitazioni alla circolazione veicolare: da SABATO 17 a LUNEDI’ 19 FEBBRAIO attivo il livello 1

 

Oltre alle limitazioni valide tutto l’anno fermi, tutti i giorni (sabato e festivi compresi) dalle 8 alle 19, i veicoli Diesel per il trasporto di persone Euro 3, 4 e 5 e per il trasporto di merci Euro 3 e 4 . Fermi per tutto il giorno i ciclomotori Euro 0 e 1

Maggiori informazioni nella pagina dedicata che contiene anche tutte le misure per il miglioramento della qualità dell’aria.
Sul sito di Arpa i dati giornalieri di particolato PM10

Monitoraggio cinghiali, Cia: “Bene l’impiego dell’esercito”

«L’intervento dell’esercito per il monitoraggio con i droni delle carcasse dei cinghiali nelle province di Asti e Alessandria è un passo avanti che salutiamo con piacere, in quanto accoglie in parte le richieste della nostra Organizzazione. Vogliamo sperare sia solo l’inizio di un’azione ancora più incisiva, che veda le strumentazioni e le professionalità dell’Esercito impiegate anche nell’abbattimento dei cinghiali, come da tempo richiesto a gran voce dalla nostra Organizzazione».

Così il presidente regionale di Cia Agricoltori italiani del Piemonte, Gabriele Carenini, commentando il provvedimento annunciato nell’ultima riunione dell’Atc di Asti.

NOTIZIE DAL PIEMONTE

Euro da 3 a 5 fermi tre giorni per lo smog elevato

Limitazioni alla circolazione veicolare: da SABATO 17 a LUNEDI’ 19 FEBBRAIO attivo il livello 1

 

Oltre alle limitazioni valide tutto l’anno fermi, tutti i giorni (sabato e festivi compresi) dalle 8 alle 19, i veicoli Diesel per il trasporto di persone Euro 3, 4 e 5 e per il trasporto di merci Euro 3 e 4 . Fermi per tutto il giorno i ciclomotori Euro 0 e 1.

Maggiori informazioni nella pagina dedicata che contiene anche tutte le misure per il miglioramento della qualità dell’aria.
Sul sito di Arpa i dati giornalieri di particolato PM10

Gennaio 2024, “Torino respira”: pessimo inizio per la qualità dell’aria

 

Il Comitato Torino Respira ha analizzato i dati della qualità dell’aria del mese di gennaio 2024: la media delle concentrazioni di PM10 nella stazione di Torino Lingotto è stata tre volte il valore raccomandato dall’OMS. Il Comitato lancia anche la nuova attività di monitoraggio: l’ozono

 

L’ANALISI DI TORINO RESPIRA

Le prime settimane dell’anno hanno avuto livelli di inquinamento molto preoccupanti, a causa di condizioni meteorologiche che hanno impedito la dispersione degli inquinanti su tutta la pianura padana. La media delle concentrazioni di PM10nella stazione di Torino Lingotto tra il 1 gennaio e l’11 febbraio è stata di 48 microgrammi per metro cubo, ovvero oltre tre volte il valore raccomandato dall’Organizzazione Mondiale della Salute per tutelare la salute umana.

Anche il numero di giornate nelle quali si sono superati i limiti di legge delle concentrazioni giornaliere è stato molto elevato, 21 giorni su 42, il che vuol dire che da Capodanno, per la metà del tempo i cittadini di Torino hanno respirato un’aria fuorilegge e pericolosa per la loro salute.

Guardando all’andamento dei dati degli ultimi 10 anni per lo stesso periodo di può chiaramente vedere, come da grafico allegato, come in fondo non sia cambiato nulla, a dimostrazione che l’unica cosa che rende l’aria più o meno pulita a Torino è l’andamento del clima, non certo i risultati delle politiche di chi dovrebbe tutelare la salute dei cittadini e non lo fa.

Non possiamo però fare affidamento sul clima per avere un’aria respirabile, anche perché il cambiamento climatico ci porta nuovi problemi, comel’aumento delle concentrazioni di ozono durante l’estate. Proprio per questo il Comitato Torino Respira ha deciso di spostare la sua attenzione su questo inquinante e di lanciare la campagna “Lo smog uccide anche d’estate”, che quest’anno sostituirà la campagna “Che aria tira”, iniziativa che ci ha permesso di studiare le concentrazioni di biossido di azoto nell’aria di Torino per ben cinque anni.

Nel mese di luglio quindi il Comitato chiederà nuovamente la collaborazione dei cittadini di Torino per installare i rilevatori di ozono e puntare l’attenzione anche su questa sostanza inquinante le cui concentrazioni sono molto alte durante l’estate e sono in aumento a causa del cambiamento climatico.

Nel frattempo, l’invito è quello di iscriversi al Comitato per rimanere aggiornate sul lancio dell’iniziativa: https://www.torinorespira.it/aderisci/

Danni all’agricoltura: ecco il Piano di controllo dei piccioni della Città Metropolitana

Sul territorio sono 2 milioni e mezzo e causano 5 milioni di euro all’anno di danni all’agricoltura

È stato approvato da parte del Consiglio metropolitano di Torino il “Piano di controllo del colombo sul territorio della Città Metropolitana di Torino”. Il provvedimento arriva dopo una lunga battaglia condotta proprio da Coldiretti Torino per avviare finalmente un contenimento di questa specie che provoca danni enormi anche all’agricoltura.

Il Piano di contenimento del “Piccione”, come viene comunemente chiamato il colombo di città, è stato presentato dal consigliere delegato all’ambiente della Città Metropolitana, Gianfranco Guerrini, e redatto dagli uffici Tutela fauna e flora dello stesso ente. Fa seguito all’Ordine del Giorno approvato lo scorso maggio che dava mandato al settore fauna per la redazione di un Piano di contenimento; Piano che è stato predisposto in pochi mesi. La presentazione dell’Ordine del giorno di maggio era arrivata anche a seguito di numerosi incontri tra i tecnici di Coldiretti Torino e la Città Metropolitana.

LA SODDISFAZIONE DI COLDIRETTI

«Ci siamo mossi a fronte all’esasperazione degli agricoltori – ricorda il presidente di Coldiretti Torino, Bruno Mecca Cici – Sempre più soci vengono nei nostri uffici di zona a chiedere misure di depopolamento dei piccioni. Sapevamo che il Piccione può essere oggetto di contenimento grazie a una sentenza della Corte di Cassazione, che risale al 2004, e che sancisce che le popolazioni di Piccione che vivono allo stato libero rientrano ormai tra quelle selvatiche. Secondo la legge il controllo della fauna selvatica deve essere attuato se esistono pericoli, in primis per la salute umana ma anche per tutelare le produzioni zoo-agroforestali. Finora erano stati predisposti soltanto interventi su scala comunale o, peggio, esistevano solo regolamenti comunali sul divieto di foraggiamento. Per depopolare i piccioni serviva invece uno strumento operativo sovracomunale e di area vasta predisposto dalla Città Metropolitana».

La difesa dai piccioni potrà avvenire con metodologie diverse, dalla dissuasione sonora alla cattura, fino all’abbattimento diretto con fucile da caccia.

Nelle campagne, le operazioni di controllo potranno essere svolte da operatori muniti di licenza di caccia (come già avviene per l’autodifesa agricola dal cinghiale) che avranno frequentato un apposito corso che preveda il programma didattico approvato, da tempo, dall’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale del Ministero dell’Ambiente. I corsi formeranno quelli che saranno chiamati “coadiutori al controllo del colombo di città”. Tra le materie insegnate nei corsi, oltre alla biologia della specie, anche l’effettuazione di censimenti e gli elementi di sicurezza legati all’uso di armi da fuoco che approfondiscono le norme di sicurezza già insegnate nei corsi per l’abilitazione alla licenza di caccia. Gli operatori dovranno essere assicurati.

Le carcasse dei piccioni dovranno essere smaltite. Tra i metodi di smaltimento consentiti nelle aree di campagna c’è anche il semplice sotterramento sotto 50 cm di terreno ad almeno 200 metri di distanza da pozzi e corsi d’acqua.

«Ora, dopo questa approvazione, occorre rendere al più presto operativo il Piano di contenimento con i corsi di abilitazione per gli operatori. Coldiretti Torino, come già fatto per il controllo delle nutrie e dei cinghiali assicurerà la massima collaborazione per estendere ai propri agricoltori la possibilità di autodifesa e di controllo dei piccioni».

Elaborando i dati contenuti negli studi preliminari che hanno accompagnato la redazione del Piano, Coldiretti Torino stima una presenza, su tutto il territorio di pianura e collina della Città Metropolitana, di circa 2 milioni e 500mila esemplari di Piccione. La stima dei danni al solo comparto agricolo è di una perdita di circa 400mila quintali di cereali, soia, girasole, tra perdite in campo, germogli appena nati, mangimi animali becchettati; per un valore che Coldiretti Torino stima in circa 5 milioni di euro l’anno.

Ma per l’allevamento i danni potrebbero essere ancora maggiori. Il Piccione rappresenta una possibile fonte di trasmissioni di patologie o di malattie gastrointestinali nel bestiame nelle stalle. Ogni mattina i piccioni calano dalle tettoie per beccare il mangime appena distribuito ai bovini e per bere dagli abbeveratoi, spollinandosi e defecando sugli alimenti che vengono ingeriti dalle mucche.

Come è noto, la crescita esponenziale dei Piccioni causa anche seri danni anche al patrimonio storico e artistico con il loro guano; inoltre costituisce una preoccupante minaccia per la sicurezza aerea, mentre la sua eccessiva confidenza con l’Uomo lo porta a dare l’assalto ai tavolini all’aperto ricchi di cibo.

Ma il vero pericolo è la possibile trasmissione di patologie all’Uomo attraverso la zecca molle del piccione (Argas reflexus) che è un suo parassita che può attaccare le persone che vivono in prossimità di siti di nidificazione o colonie di questi uccelli (tra cui gli agricoltori) e trasmettere infezioni batteriche e shock anafilattici. Nel marzo del 2023 due istituti superiori di Ciriè sono stati chiusi per disinfestazione da zecche molli derivate dalla folta colonia di piccioni che presente intorno alle scuole.