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"L'Albania sia ospite di Librolandia"

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 La proposta dopo l’esclusione dell’Arabia Saudita per il mancato rispetto dei diritti umani

 

Invece dell’Arabia Saudita, come ospite d’onore al Salone del Libro 2016, ci sia l’Albania. La proposta è dell’Associazione radicale torinese Adelaide Aglietta. “Il ‘no’ all’Arabia – dicono Igor Boni, Silvja Manzi e Marco del Ciello – può essere l’occasione per voltare pagina, dopo una realpolitik perdente.Sui diritti umani non si fanno sconti. Esiste vicino a noi uno Stato a prevalenza musulmano laico, l’Albania, che ha alzato la testa dopo mezzo secolo di dittatura feroce. Un esempio virtuoso da valorizzare”.

Un giardino per Madre Teresa

tiranese23La comunità albanese a Torino e in Piemonte è molto forte e integrata pienamente da anni. Attraverso questotirana-4 link del Torinese, IL TIRANESE,  avviene la pubblicazione di notizie, opinioni e servizi giornalistici incentrati sui rapporti tra il Piemonte e il Paese delle Aquile, nello spirito di amicizia e interscambio culturale e sociale. 

 

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L’ìntitolazione è stata promossa da una rete di associazioni italo – albanesi di Torino

 

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Il giardino compreso tra i numeri civici 10 e 14 di corso Vercelli a Torino è stato intitolato a Madre Teresa di Calcutta, la piccola, grandissima suora di origine albanese che ha dato grande parte della sua vita per i poveri del  sub continente indiano. La cerimonia  ha preso l’avvio nei locali della Circoscrizione 7 presenti il vice presenti il vice presidente vicario del Consiglio comunale ed il presidente della stessa Emanuele Durante. L’ìntitolazione è stata promossa da una rete di associazioni italo – albanesi di Torino.

 

Massimo Iaretti

Investire nel turismo in Albania

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 La comunità albanese a Torino e in Piemonte è molto forte e integrata pienamente da anni. Inizia da oggi – attraverso il nuovo link del Torinese, IL TIRANESE – la pubblicazione di notizie, opinioni e servizi giornalistici incentrati sui rapporti tra il Piemonte e il Paese delle Aquile, nello spirito di amicizia e interscambio culturale e sociale.

 

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L´Ambasciatore Italiano Massimo Gaiani ha affermato che il settore turistico albanese è visto dalle imprese italiane come una macchina per lo sviluppo

 

                           
Il turismo in Albania, grazie al supporto di investitori con esperienza nel settore, come gli italiani, potrà svilupparsi anche al di là di quanto sperato fino ad oggi. Il mondo bancario italiano potrebbe avere nel turismo uno dei principali ambiti di investimento in Albania: Daniele Scavaorte, Direttore Generale di Veneto Bank, ha recentemente parlato dello sviluppo strategico del settore turistico e del ruolo della banca. Veneto Bank è infatti partner ufficiale della Organizzazione per l´Attività Turistica, che ha recentemente organizzato un evento cui ha partecipato il vice Presidente di FederAlberghi Marco Michielli, in occasione della Settimana Italiana, che ha visto la partecipazione di 170 aziende, 130 delle quali erano per la prima volta in Albania.

 

Michielli ha sottolineato come l´Albania non ha bisogno di grandi numeri per quanto riguarda le presenze turistiche, che potrebbero creare una sorta di ingorgo perfino dannoso per lo sviluppo del settore, ma di numeri più contenuti e gestibili. Le coste albanesi devono puntare non sui grandi numeri, magari ricorrendo alla massiccia cementificazione, ma sulla promozione di bellezze naturali ancora incontaminate la cui presenza è lungo tutta la costa  del  “Salento” albanese e all’interno con i suoi laghi e le montagne ove è possibile praticare dal 2010 anche lo sci estremo usufruendo per il trasporto di elicotteri Alluette della protezione civile albanese partendo dal centro di Tirana. L´Ambasciatore Italiano Massimo Gaiani ha affermato che il settore turistico albanese è visto dalle imprese italiane come una macchina per lo sviluppo.

 

Nikoleta Memaj

Torino quasi come Tirana per Lonely Planet

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tiranese23La comunità albanese a Torino e in Piemonte è molto forte e integrata pienamente da anni. Inizia da oggi – attraverso il nuovo link del Torinese, IL TIRANESE – la pubblicazione di notizie, opinioni e servizi giornalistici incentrati sui rapporti tra il Piemonte e il Paese delle Aquile, nello spirito di amicizia e interscambio culturale e sociale.

 

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Dice il governatore Sergio Chiamparino: “E’ motivo d’orgoglio per noi piemontesi”

 

Se si considera che Tirana e l’Albania erano in 1a posizione un paio di anni fa, il fatto che Torino e il Piemonte siano al 6/o posto tra le destinazioni turistiche europee del 2015 per Lonely Planet, è un risultato  comunque molto lusinghiero. Sia detto senza ironia – da parte nostra che amiamo Torino – dato che i Paesi emergenti oggi fanno tendenza. Secondo la prestigiosa guida “ci sono molte cose da scoprire a Torino”. Dice il governatore Sergio Chiamparino: “E’ un vero motivo d’orgoglio per noi piemontesi. Dobbiamo essere i primi a rammentare che viviamo in una regione dove bellezza, qualità e sostenibilità sono il patrimonio più grande su cui possiamo contare”.

L'Albania diventerà ricca con il gas?

tirana-4La comunità albanese a Torino e in Piemonte è molto forte e integrata pienamente da anni. Inizia da oggi – attraverso il nuovo link del Torinese, IL TIRANESE – la pubblicazione di notizie, opinioni e servizi giornalistici incentrati sui rapporti tra il Piemonte e il Paese delle Aquile, nello spirito di amicizia e interscambio culturale e sociale.

 

 

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Grazie ai progetti tiranese23energetici in ballo e ai buoni rapporti con l’Occidente, Tirana tenta di rafforzare la sua posizione nella regione balcanica

 

L’Albania si gioca la carta dell’energia per assumere una posizione di maggior rilievo nei Balcani. I progetti dei diversi gasdotti che la vedono coinvolta direttamente cominciano ad essere visti come la luce in fondo al tunnel per uno dei Paesi più in difficoltà d’Europa, dove povertà e disoccupazione rappresentano ancora piaghe sociali di un certo spessore.

 

albania festaIn questo progetto,Tirana può poi contare sul sostegno degli alleati occidentali come la NATO di cui fa parte dal 2009 e dell’Ue, con la quale i rapporti si stanno intensificando sempre di più. Di recente è iniziata la costruzione della “Trans-AdriaticPipeline” (TAP), gasdotto che passerà proprio per l’Albania e dietro al quale ci sono gli interessi militari, economici e politici degli Stati Uniti e diiverse analisi rivelano che solo nella fase della sua costruzione, la TAP porterà nelle casse albanesi 400 milioni di euro nei prossimi tre anni.All’inizio tale progetto non era dato per vincente, ma ha poi sbaragliato la concorrenza del “Nabucco” che avrebbe, invece favorito Belgrado. Il gas azero arriverà così in Europa avendo come terminali di smistamento proprio l’Albania, oltre a Grecia e Turchia. Da qui poi la preziosa risorsa sarà distribuita agli altri Paesi dei Balcani come Kosovo, Montenegro, BosniaErzegovina e Macedonia. In questo elenco, che è stato più volte citato dai rappresentanti istituzionali albanesi, manca, guardacaso, la Serbia, con la quale i rapporti non sono certo dei migliori e di consequenza sul caso sono sorti i soliti sospetti.

 

Intanto però l’Albania corre, con spirito machiavellico, decisa verso il raggiungimento di questo obiettivo, ed il desiderio di emergere e primeggiare nella Regione giustifica ogni mezzo per ottenere i propri scopi. Se l’obiettivo degli Stati Uniti è quello di ridurre la dipendenza dell’Europa dal gas russo e di conseguenza l’influenza di Mosca nel “Vecchio Continente”, Tirana sembra essere, per Washington un partner ideale.L’Albania si è dimostrata, almeno di recente, fedele alla NATO e agli Stati Uniti ed è, inoltre, il Paese che storicamente, ha meno da condividere con la Russia.I Balcani stanno attraversando uno dei tanti periodi di difficoltà, ma in questo contesto l’Albania inizia sperare in un vero e proprio miracolo economico, facendo registrare una crescita annuale del 3%. Lo status di candidato all’adesione all’Ue porterà nel breve ad altri vantaggi, come la realizzazione di strade, ferrovie, aeroporti ed altre infrastrutture. Non è però tutto oro quello che luce, poiché numerosi analisti esperti notare come l’economia albanese si basi ancora su attività mafiose.

 

Tralasciando questo aspetto il Paese può però cominciare a contare anche sulla produzione petrolifera. La piattaforma continentale Patos-Marinza garantisce sostanziali quantità di petrolio e presto, grazie alla realizzazione di nuove missioni esplorative, i livelli potrebbero aumentare ulteriormente e attirare l’interesse degli investitori stranieri.In questo scenario assumono sempre più rilevanza gli atteggiamenti dell’Unione europea e degli Stati Uniti che continuano a tacere sulla questione della cosiddetta “Grande Albania”: cè chi teme che la cosiddetta questione albanese possa diventare una minaccia per la pace e la stabilità nei Balcani,e questo è ancora un argomento che solo pochi politici internazionali vogliono affrontare e inoltre va considerano anche il fatto che in conseguenza dell’espansione albanese, economica più che territoriale, sotto l’egida degli Stati Uniti, si potrebbe porre la Serbia in una condizione di isolamento energetico.

 

tiranaLa stampa albanese hadedicato molta attenzione alla prima visita del premier serbo Aleksandar Vucic a Tirana. La strategia del primo ministro albanese Edi Rama, al quale non vanno però attribuiti tutti i meriti, sta forse portando i suoi frutti? Uno scenario probabile vede una Serbia che nel prossimo futuro potrebbe dipendere dall’Albania per l’approvviggionamento del gas. In questa ipotesi, nel settore energetico Belgrado sarebbe costretta dall’evolversi di diverse vicende a scegliere Tirana come nuovo crocevia per l’energia, e di conseguenza ad assecondare gli interessi degli Stati Uniti nei Balcani. L’alternativa è quella di ritrovarsi un’isola filorussa circondata dai Paesi NATO.La posizione della Serbia sullo scacchiere geo-strategico della Penisola è diventata particolarmente scomoda dopo il fallimento “pilotato” del gasdotto russo “South Stream”, però al momenti l’unica certezza sul futuro è quella del cambiamento, e dunque è non resta che attendere afli eventi ed assistere all’evoluzione dei rapporti tra i principali attori della Penisola con i diversi partner esterni, siano essi Bruxelles, Washington o Mosca.

 www.italintermedia.globalist.it- Fonte: Vesti

Mogherini: "Tirana guarda all'Europa"

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tiranaLa comunità albanese a Torino e in Piemonte è molto forte e integrata pienamente da anni. Inizia da oggi – attraverso il nuovo link del Torinese, IL TIRANESE – la pubblicazione di notizie, opinioni e servizi giornalistici incentrati sui rapporti tra il Piemonte e il Paese delle Aquile, nello spirito di amicizia e interscambio culturale e sociale. 

 

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L’AnsaMed riporta le dichiarazioni del capo della diplomazia Ue, Federica Mogherini, che ha ribadito l’impegno dell’Unione dei 28 rispetto all’Albania

 

 

mogheriniTirana “ha una chiara prospettiva europea”. L’AnsaMed riporta le dichiarazioni del capo della diplomazia Ue, Federica Mogherini, che ha ribadito l’impegno dell’Unione dei 28 rispetto all’Albania, dopo l’incontro con il premier albanese, Edi Rama, svoltosi di recente a Bruxelles. Durante la riunione si è parlato degli sviluppi politici nel Paese delle Aquile e delle riforme che l’Albania sta adottando, soprattutto dopo aver ottenuto lo status di Paese candidato tirana-4all’adesione lo scorso anno. L’alto rappresentante per la politica estera Ue, aggiunge l’Ansa rileva il “fermo impegno di Rama rispetto al cammino europeo dell’Albania, incluso il necessario lavoro di riforme. I due esponenti istituzionali hanno anche discusso della dimensione regionale e Mogherini ha espresso il proprio apprezzamento per i continui sforzi dell’Albania “per essere un partner costruttivo nella regione e oltre”. nonostante le recenti dichiarazioni del leader albanese sulla  spinosa questione storica della ‘Grande Albania’ e la riunificazione con il Kosovo.

 

Rama e il mito della Grande Albania

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RASSEGNA STAMPA – Tratto da: Europae, rivista di affari europeiRAMA

Il 7 aprile il premier albanese, Edi Rama, durante un’intervista congiunta con il Ministro degli Esteri kosovaro, Hashim Thaci, ha definito “l’unione degli albanesi dell’Albania e del Kosovo inevitabile ed indiscutibile”. “Avverrà in funzione dell’UE” – ha aggiunto – “come un processo naturale e ben compreso da tutti, oppure come reazione alla cecità e alla pigrizia europea”. Ha poi proseguito dicendo di  voler “sfruttare tutte le opportunità che offre oggi la pace per unire realmente gli albanesi dal livello individuale a quello statale, dall’economia all’istruzione, dall’energia al turismo, dall’agricoltura al commercio, dalle infrastrutture e altro ancora, in modo che tutti gli albanesi siano parte dell’UE, e come tali si sentano più difesi e più sicuri, con pari dignità rispetto agli altri cittadini”. Quanto ai timori della Serbia sul ritorno della cosiddetta “Grande Albania”, Rama ha affermato che Belgrado “non può più trattare gli albanesi come cittadini di serie B: devono accettare il fatto che oggi gli albanesi sono una nuova realtà nei Balcani, nonché una forza decisiva per il futuro della regione”.

Le lotte per la Grande Albania

tiranaParole infuocate. Un’intervista che ha fatto molto discutere, dal momento che l’Albania è candidata all’ingresso nell’UE, ma a quanto pare ancora interessata, insieme al Kosovo, a ricomporre la diaspora albanese nel sogno mai sopito della “Grande Albania”. Un’idea politica che risale alla pace “di Santo Stefano” tra Russia e ottomani del 1878, che non considerò l’esistenza di una nazione albanese e spartì i territori formalmente controllati dagli ottomani tra Serbia, Montenegro e Bulgaria. Anche durante il Congresso di Berlino emerse la stessa tendenza: il Kosovo e la Macedonia tornarono sotto il dominio turco, la Grecia ottenne alcuni territori a nord, mentre il Montenegro ricevette alcune terre del nord dell’Albania. La risposta albanese a questa tendenza fu la costituzione della Lega di Prizren. Questo movimento già in vista del Congresso di Berlino aveva avanzato alcune rivendicazioni, tra cui la difesa dei territori albanesi inseriti nei progetti di espansione di Serbia, Montenegro e Bulgaria, la creazione di istituti scolastici per l’insegnamento dell’albanese, l’uso della lingua albanese nei pubblici uffici, la possibilità di eleggere un’assemblea rappresentativa e la creazione di una entità autonoma che riunisse i vilayet di Kosovo, Yannina, Monastir e Scutari. L’ultimo punto del programma delinea in forma embrionale il progetto di “Grande Albania”, proponendo per la prima volta l’unificazione degli albanesi in una cornice istituzionale unitaria. Le rivendicazioni furono però stroncate, nel 1881, dalla repressione ottomana che seguì l’annuncio della creazione di un governo provvisorio ed indipendente a Prizren.

L’Albania indipendente

Indipendenza solo rimandata. Dopo la prima guerra balcanica (ottobre 1912-maggio 1913), il governo ottomano preferì riconoscere l’indipendenza albanese (appoggiata dall’Impero Austro-Ungarico e dall’Italia) pur di impedire l’espansione territoriale della Serbia. In questo modo gli Asburgo e l’Italia evitavano che la Serbia conquistasse un accesso al mare e che l’influenza russa si allargasse.Il nuovo Stato albanese nacque però privo di una parte consistente dei territori abitati da albanesi: il Kosovo, la Valle di Preševo e la Macedonia occidentale divennero parte del Regno di Serbia, Malesija, Ulcinij, Krajina e Plav furono inglobate nel Montenegro, mentre la Çameria andò alla Grecia. Dalla rivendicazione di questi territori “irredenti” nacque l’idea della “Grande Albania”.

La Grande Albania oggi

Un’idea mai abbandonata nemmeno oggi: il terzo partito del Kosovo ad esempio, Vetëvendosje, persegue apertamente questo obiettivo,  che precedentemente rientrava tra quelli dell’Esercito di Liberazione del Kosovo (UCK). Le parole di Rama non rappresentano nulla di nuovo quindi, ma la sua retorica sciovinista ha comunque fatto discutere. Il premier serbo Vučić ha immediatamente ribattuto che l’intenzione di Rama non potrà mai realizzarsi. La stessa UE, impegnata come mediatrice nel dialogo per la normalizzazione delle relazioni tra Belgrado e Pristina, ha bacchettato Rama, ritenendo le sue dichiarazioni provocatorie ed inaccettabili: “i Paesi dei Balcani occidentali stanno progredendo nella strada verso l’integrazione europea”, ha commentato il portavoce dell’Alto Rappresentante “e quindi verso la cooperazione regionale, la riconciliazione ed il buon vicinato“. Se si è trattato soltanto di un passo falso dialettico, la bocciatura non si è dunque fatta attendere.

 

(www.rivistaeuropae.eu)

Un ponte con il Paese delle Aquile

sirdanialbaniaDa oggi news e opinioni da e per l’Albania

 

 La comunità albanese a Torino e in Piemonte è molto forte e integrata pienamente da anni. Inizia da oggi – attraverso il nuovo link del Torinese, IL TIRANESE – la pubblicazione di notizie, opinioni e servizi giornalistici incentrati sui rapporti tra il Piemonte e il Paese delle Aquile, nello spirito di amicizia e interscambio culturale e sociale.

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Francescani d’Albania:1862-1962

 

Padre Marin Sirdani è stato un elemento distintivo negli ordini religiosi che hanno operato nelle varie missioni in terra albanese – in particolare gesuite e francescane – è stato un modo di proporsi non solo in senso pastorale e assistenziale, ma spesso anche interpretativo della società e del passato storico delle regioni di accoglienza; una testimonianza di fede manifestata in ugual modo attraverso le ricerche sulla cultura della nazione ospitante. Contestualmente agli interessi di carattere storico e antropologico, pure importanti e fondamentali della cultura albanese francescana, che hanno direttamente contribuito all’arricchimento della tradizione storica, letteraria e alla valorizzazione del patrimonio linguistico.

 

Padre Marin Sirdani (1885-1962 ), conosciuto in Albania sia in ambito ecclesiastico che laico, nato nel 1885 a Boga, piccolo paese delle Alpi occidentali albanesi, da un’agiata famiglia, rimase orfano di madre alla tenera età di 7 anni. A 9 anni, il padre Dakë, dopo varie peregrinazioni e difficoltà economiche, decise di mandarlo nel collegio Francescano di Scutari per proseguire gli studi. Entrato nell’Ordine, accanto all’attività di assistenza ai bisogno, ebbe modo, altresì, di sviluppare interessi culturali legati alla storia dell’Albania e delle sue tradizioni. Completò gli studi universitari in Austria all’Università di Graz.Il Sirdani divenne sacerdote nel 1916 e servì in vari paesi come: Kthellë, Pishkash,Bazë (Burrel) e Mat. Per un periodo lavorò anche come insegnante a Troshan. Nelfrattempo aveva iniziato la sua attività di storico e scrittore, riconosciuta soprattutto dopo la Seconda Guerra Mondiale.

 

Nel 1922 venne chiamato a fondare il primo liceo di studi classici a Scutari «L’Illyricum», insieme a molti intellettuali tra cui Pal Dodaj, e mons. Vinçens Prenushi. Liceo del quale divenne anche direttore. In esso insegnò Storia e Dottrina Cristiana. Nel frattempo pubblicò alcune sue opere fondamentali, delle quali si parlerà più avanti, come Skenderbegu mbas gojëdhanash (Scanderbeg secondo le leggende),considerato il suo capolavoro nel quale raccolse le ultime memorie popolari (Il contributo dei cattolici in Albania).Il Sirdani collaborava con molti giornali del tempo. Egli amava soprattutto la storia; era noto per la sua oggettività scientifica e per il suo metodo d’indagine.La ricca biblioteca del convento francescano di Scutari, con una sezione di fonti sull’Albania medievale, creò le condizioni perché si sviluppassero in lui tutte le componenti necessarie al mestiere di storico.

 

Essa rappresentò per lui uno strumento insostituibile per l’acquisizione di informazioni.  P. Gjergj Fishta è noto anche per la sua attività politica volta a cura degli interessi dell’Albania. Infatti lo troviamo coinvolto in vari eventi importanti per la storia della nazione albanese. Nel 1908 presiede il Congresso di Manastir per la redazione dell’alfabeto albanese. Nel 1913 fonda la rivista «Hylli i Dritës». Durante i tormentati anni 1910-1914 prende parte attivamente al movimento per l’indipendenza albanese, e nel 1912 rappresenta l’Albania alla Conferenza degli Ambasciatori a Londra e al Congresso per la Pace di Parigi nel 1919. Nel 1921 è deputato al Parlamento e Vicepresidente. Partecipa anche alle Conferenze Interbalcaniche di Atene (autunno 1930), Istanbul (ottobre 1931) e Bucarest (1932).

 

Nel 1924 sostiene le rivendicazioni democratiche del rivoluzionario Fan Stilian Noli (1882-1965) e per questo viene poi esiliato da Zog I ( ex re ) di Albania che nel frattempo torna al potere. Negli anni 1925-1926 si rifugia in Italia. Le sue polemiche e i suoi pensieri sono stati pubblicati dalla stampa del tempo e in Chiesa Cattolica Albanese e per questo si trovò più di una volta in diffcoltà. Infatti finì in prigione con l’accusa di aver cercato di legare rapporti con il Vaticano. Liberato nel 1960, P. Marin continuò a operare nel convento di Arra e Madhe a Scutari, dove morì di tubercolosi il 14 febbraio 1962.

 

Nikoleta Memaj

IL TIRANESE: Dopo la visita di Renzi a Tirana

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tiranese23 La comunità albanese a Torino e in Piemonte è molto forte e integrata pienamente da anni. Inizia da oggi – attraverso il nuovo link del Torinese, IL TIRANESE – la pubblicazione di notizie, opinioni e servizi giornalistici incentrati sui rapporti tra il Piemonte e il Paese delle Aquile, nello spirito di amicizia e interscambio culturale e sociale.

 

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Il presidente del Consiglio Italiano Renzi sponsorizza l’ingresso dell’Albania nella Ue: ‘Balcani cuore europeo’

 

Renzi pro Albania,nella sua visita delle scorse settimane a Tirana,ha dichiarato in maniera forte l’importanza che l’Albania entri a far parte dei 28 in Europa. Quando qualcuno mette in discussione l’ingresso dell’Albania e di altri Paesi dei Balcani nell’Ue sta sbagliando tutto – dice Renzi – Perché abbiamo bisogno che quest’area non sia solo parte, ma sia il cuore dell’Ue, di fronte alle sfide che ci attendono”.

 

E ancora: “La politica estera italiana ha due capisaldi. Il Mediterraneo e i Balcani, ieri luogo di guerra e oggi luogo di pace e speranza”. Del resto, continua il premier italiano, “l’Albania è già in Europa, anche se non è ancora tra i 28. Bisogna allargare le porte della grande casa europea perché è giusto, utile, e serve per l’Europa ancora prima che per l’Albania o per i Paesi candidati”, sottolinea ricordando che l’Albania da qualche mese gode dello status di candidato all’ingresso in Europa.

 

Il premier Edi Rama:  “Non vorrei mettere in difficoltà Matteo dicendo agli imprenditori venite in Albania – scherza il premier albanese – perché non ci sono i sindacati. O venite in Albania perché le tasse sono al 15 per cento. Non voglio mettere in difficoltà il mio amico, dicendo di venire qui perché i sindacati ci sono in Italia ma non in Albania”.

Alfano a Tirana contro i terroristi

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Il titolare del Viminale ha incontrato il Presidente della Repubblica albanese Bujar Nishani, il Primo Ministro Edi Rama, e il suo omologo Saimir Tahiri

 

Visita del ministro dell’Interno  mercoledi 14 Gennaio a Tirana per il coordinamento dell’intelligence sul terrorismo, ed in particolare per la questione dei foreign fighters, su immigrazione e lotta alla criminalità organizzata. Sono i temi principali affrontati dal ministro Angelino Alfano, nel corso di una serie di incontri istituzionali. Il titolare del Viminale ha incontrato il Presidente della Repubblica albanese Bujar Nishani, il Primo Ministro Edi Rama, e il suo omologo Saimir Tahiri.

 

Il rischio di diffusione dell’estremismo islamico in un’ area sensibile a possibili passaggi di esponenti legati all’Isis o Al Qaeda è stato discusso ad alto livello istituzionale di entrambe le parti. Si rafforzerà la lotta comune contro il traffico illegale. I ministri Alfano e  Tahiri hanno firmato diversi protocolli di cooperazione e discusso in relazione alle operazioni congiunte per la lotta alla criminalita’ organizzata , a partire dalla confisca dei beni delle persone incriminate. Strategie comuni da mettere in atto contro il trafico di droga , riciclaggio di denaro, in quanto entrambe le parti hanno sequestrato carichi di hashish spesso avviati verso il paese vicino, così come altri tipi di droghe come la cocaina o l’eroina.

 

Tema centrale dell’incontro e’ stato il fenomeno della diffusione di estremisti islamici nei territori albanesi, vista la vicinanza dell’Italia all’Albania ,i jihadisti rappresentano una grave minaccia. Qualche settimana fa, Alfano ha tenuto diversi incontri in Italia con i vertici della polizia, procura, intelligence, e si e’ approvato il piano “Colombo”, per la risposta prevista in caso di un attacco da parte di estremisti. L’arrivo in Italia di alcuni elementi provenienti dal Medio Oriente ha aumentato i sospetti, Porti ed aeroporti in Albania sono in massima allerta per individuare soggetti che intendano usare le frontiere albanesi per giungere in Europa.

 

P. Petromilli