PRIMA PAGINA- Pagina 952

Rolando, il mastino delle meraviglie: dopo il 28 farà 29, 30 e 31?

PICCHIONI

salone romanzoSALONE LIBRO XXSALONE 569lingotto salonesalone 483SALONE 284salone 555salone 667IL GHINOTTO DELLA DOMENICA

Il “Picchio” è l’uomo chiave per pilotare la “creatura” fra gli scogli di prime e seconde repubbliche, di maggioranze cangianti, di presidenti e assessori che vanno … mentre lui resta immutabile. E pronto a tutto pur di salvare la specificità torinese del Salone

 

E dunque, dopo ventotto edizioni, siamo arrivati all’Italia delle meraviglie, tema conduttore del Salone del Libro, gran kermesse onorata per l’inaugurazione dal presidente Mattarella, in corso nei padiglioni del Lingotto fino a domani. In effetti, non sono pochi i motivi di cui meravigliarsi per il successo di un evento dato spesso per defunto, o almeno molto malato, e che ogni anno risorge come l’Araba Fenice. Dopo l’avvio avventuroso di Angelo Pezzana e Guido Accornero, con un cambio di logo la Fiera viene saldamente presa in mano da una coppia di navigati promotori culturali, con profondi addentellati nella politica e nei salotti, Rolando Picchioni ed Ernesto Ferrero. In particolare il primo, è l’uomo chiave per pilotare la “creatura” fra gli scogli di prime e seconde repubbliche, di maggioranze cangianti, di presidenti e assessori che vanno … mentre lui resta immutabile, espressione tra le più congeniali (nel bene e nel male) del doroteismo democristiano d’antan.

 

Di minacce il buon Picchio ne ha dovute sventare parecchie. Quando il Salone trova la ribalta internazionale, i milanesi se ne accorgono e cercano di “riportare a casa” un evento che, neppure troppo a torto, vedrebbero meglio all’ombra della Madunina, dove hanno sede le principali case editrici nazionali. Peccato che non ci abbiano pensato per tempo e che questa volta, sulla loro strada, si trovino un mastino come Rolando, pronto a tutto pur di salvare la specificità torinese del Salone. Poi è arrivata la crisi, una crisi doppia per questa manifestazione che, da un lato, drenava una quantità più che cospicua di soldi pubblici, ora ridotti a livelli decisamente bassi; dall’altro puntava ad attrarre risorse private da piccoli editori (desiderosi di crescere) e dai grandi che non possono sottrarsi alla passerella. Ma l’Italia, oltre che delle meraviglie è il paese in cui i libri, se va bene, servono a riempire le librerie, giacendo inerti finchè l’erede di turno non ricorre al rigattiere. La crisi economica, l’affermarsi del digitale, le mode giovanili: tutti fattori che non giocano a favore della rianimazione di un prodotto, il libro, nato in età medievale e, spiace dirlo, con tutti i segni della sua vetustà.

 

C’è da aggiungere che ai torinesi, in genere, non piace vincere facile. Tu lanci la fiera del prosciutto San Daniele o del culatello di Zibello e la folla si mette in coda, come non avesse mai mangiato; o punti sul cinema, come Venezia o Cannes, e godi della visibilità delle star da tappeto rosso. Spettacolarizzare un parallelepipedo che richiede anche un certo tempo e fatica (oltre al fatto che la lettura è per definizione attività solitaria) è un’impresa da titani. Il Salone c’è riuscito con un mix di ingredienti, sconfinando sempre più in attività collaterali che dal libro prendono solo vago pretesto: così è stato per il prevedibile successo del “cooking”, dedicato alla passione planetaria più pervasiva del momento, la cucina. Ma anche i comics, o il semplice spettacolo: chi non ricorda il fracasso provocato allo stand Rai, con ragazzini a caccia di autografi di personaggi che, non dico di scriverlo, chissà quando hanno preso in mano un libro.

 

Comunque domani sera, prima di spegnere le luci e fermare la girandola di eventi, seminari, convegni, nel tagliare la tradizionale torta di fine Salone, c’è da star certi che Rolando – che in questi giorni ha “marcato il territorio” anche polemizzando con il Circolo dei Lettori – sfoggerà il solito sorriso a 32 denti, vantando nuovi record di visitatori, editori, vendite e di tutto di più, in quella che i suoi maligni avversari definiscono una corsa al gigantismo un po’ patologica e un po’ patetica. Ma soprattutto, lasciando al palo i tanti autonominati eredi e candidandosi a dirigere l’edizione 29,30,31,32…

 

Ghinotto

 

Ghino – vero nome Ghinotto – era fglio di Tacco, senese ghibellino giustiziato dai guelfi.  Decise di darsi alla macchia per vendicare il padre e perpetuarne l’eredità politica. Raccolse intorno a sé un gruppo di ribelli ed espugnò la rocca di Radicofani, con l’intento di riportare allo splendore i ghibellini sconfitti, esercitando nel frattempo il buongoverno sul suo villaggio. Ghino di Tacco era anche lo pseudonimo con cui Bettino Craxi firmava i suoi corsivi al vetriolo sull’Avanti!, dopo aver assunto con orgoglio l’identità del “Robin Hood”  ghibellino cui Eugenio Scalfari, per condannarlo, l’aveva paragonato.

 

(Foto: il Torinese)

Superfarmaco per l'epatite C, Guariniello accusa: "Omissione di cure e lesioni colpose"

fegato EPATITE

La differenza  tra Sofosbuvir ed altri medicinali usati per eliminare l’epatite C è che agisce direttamente contro il virus, bloccandone il processo di duplicazione

 

Il pm torinese Raffaele Guariniello ha formulato le accuse di omissione di cure e lesioni colpose a carico di ignoti, nel fascicolo aperto il mese scorso sui costi sostenuti dalla Regione Piemonte per il  cosiddetto ‘superfarmaco’ Sofosbuvir che cura l’epatite C. La differenza  tra Sofosbuvir ed altri medicinali usati per eliminare l’epatite C (Peg-IFN e ribavirina) è che agisce direttamente contro il virus, bloccandone il processo di duplicazione. L’interferone stimola invece la risposta del sistema immunitario contro il virus, mentre  la ribavirina interferisce in modo indiretto sulla replicazione. L’assunzione combinata dei vari  farmaci incrementa la possibilità di debellare in maniera definitiva del virus. Il nuovo ritrovato medico è alla base di un trattamento che costa molto caro: quasi 40mila euro, per il quale le Regioni non avrebbero ricevuto aiuto dallo Stato. Nella nostra regione i casi di epatite C sono circa 2mila. “Le notizie diffuse in queste ore sul prezzo del ‘superfarmaco’ (Sofosbuvir) che cura l’epatite C “sono largamente imprecise”. Così, nel frattempo, l’Ansa riporta le dichiarazioni dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) che per il farmaco Sovaldi ha “concluso un accordo negoziale a un prezzo medio di gran lunga più basso di tutta l’Europa. I pazienti attualmente registrati in trattamento con questo farmaco sono oltre 7.000 anche se permangano preoccupanti variabilità regionali”.

 

Eternit, l'Osservatorio Amianto chiede fatti concreti e nuove indagini

eternit bandiereamianto3Hanno preso la parola i legali dell’ONA, l’Osservatorio Nazionale Amianto, gli avvocati Andrea Ferrero Merlino di Torino e Alberto Costanzo  di Casale Monferrato, risvegliando improvvisamente l’attenzione di tutti. Con un intervento appassionato ed emozionante, Ferrero Merlino ha spostato il discorso dalle schermaglie processuali ai fatti sostanziali

 

 

Si è svolta giovedì 14 maggio, davanti al GUP di Torino dott.ssa Federica Bompieri, la seconda udienza preliminare del processo a Stephan Schmidheiny, proprietario della fabbrica che lavorava l’amianto, accusato di avere letteralmente assassinato (l’accusa è proprio di omicidio volontario)  258 operai e cittadini a Casale Monferrato. La prima udienza ha visto la sfilata delle costituzioni di parte civile (peraltro, per una scelta di alcune associazioni rappresentative, pochissimi eredi delle vittime si sono costituiti) tra le quali non c’è lo Stato, nonostante la promessa fatta dal premier Matteo Renzi all’inomani del verdetto della Cassazione che ha annullato le sentenze di primo e secondo grado del primo processo che avevano visto la condanna del magnate svizzero per disastro ambientale ed omissione dolosa delle misure di sicurezza sulcostanzo avv lavoro, la seconda è stata destinata alle eccezioni difensive preliminari della difesa di Schmidheiny, tra cui un’eccezione di incompetenza territoriale probabilmente destinata a venire rigettata.  Nonostante il clamoroso contenuto dell’accusa, il processo si è finora svolto in un clima molto rarefatto e discretocon,  interventi sempre pacati, esplicite dichiarazioni di reciproca stima tra le due “squadre in campo” (i difensori dell’imputato da una parte, il pubblici ministeri e gli avvocati delle vittime dall’altra), poco pubblico molto silenzioso e disciplinato.

 

Il primo vero “affondo” è venuto poco dopo le 13, quando ormai si attendeva la conclusione degli ultimi interventi e la comunicazione della data del rinvio. A quel punto hanno preso la parola i legali dell’ONA, l’Osservatorio Nazionale Amianto, gli avvocati Andrea Ferrero Merlino di Torino e Alberto Costanzo (nella foto)  di Casale Monferrato, risvegliando improvvisamente l’attenzione di tutti. Con un intervento ETERNIT FABBRICAappassionato ed emozionante, Ferrero Merlino ha spostato il discorso dalle schermaglie processuali ai fatti sostanziali, ricordando la tragedia vissuta dalla città di Casale Monferrato, la necessità di assistenza alle vittime ed ai loro familiari, l’importanza di sensibilizzare l’opinione pubblica perché nessun altro imprenditore, in futuro, commetta nuovamente i medesimi crimini di Stephan Schmidheiny, ed ha ricordato che anche Benedetto XVI ha esortato l’ONA a proseguire nella sua missione.  I legali dell’ONA avevano già anticipato, in precedenza, l’intenzione di chiedere ulteriori indagini per scoprire i complici di Schmidheiny, perché “nessuno può perpetrare da solo 258 omicidi e garantirsi l’incolumità”. Dopo questa benefica “scossa”, il processo è stato rinviato a giovedì 21 maggio. 

 

Massimo Iaretti

L'abbraccio di Torino al presidente tra applausi, selfie e strette di mano

mattarella 2La giornata torinese del Capo dello Stato si è conclusa con la visita al Sermig di Borgo Dora, l’ex fabbrica di armi trasformata in Arsenale della Pace

 

“Avvertiamo rischi di un individualismo che disgrega”, manca la mediazione dei corpi intermedi e “il cittadino si ritrova solo davanti alle istituzioni. A questi pericoli di solitudine dobbiamo reagire”. E’ stato il messaggio lanciato dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ieri all’inaugurazione del Salone del Libro.

 

 

Intensa giornata torinese, quella di ieri, per il capo dello Stato E’ stata la sua prima occasione ufficiale a Torino. Il tour è incominciato al mattino  con l’ inaugurazione del Salone Internazionale del Libro, accompagnato dal sindaco, Piero Fassino, dal governatore Sergio Chiamparino e dal presidente della Fondazione Rolando Picchioni. Poi la visita al nuovo grattacielo di Intesa Sanpaolo, ricevuto dal Presidente Bazoli. Non poteva mancare il “pellegrinaggio” alla Sindone, al pomeriggio, nella cattedrale di San Giovanni Battista in visitasalone privata. Il presidente si e’ raccolto in un momento di preghiera davanti al sacro lino. Bagno di folla e tanti selfie al momento dell’uscita di Mattarella dal Duomo. Il momento è stato occasione per tanti torinesi di stringergli la mano tra applausi e sorrisi. Ultimo appuntamento ufficiale, la visita al Museo Egizio a palazzo Madama e alla Basilica di Maria Ausiliatrice dove il Capo dello Stato ha deposto un cuscino di fiori sulla tomba di San Giovanni Bosco del quale ricorre il duecentesimo anniversario della nascita.La giornata torinese del Capo dello Stato si conclude in serata con la visita al Sermig di Borgo Dora, l’ex fabbrica di armi trasformata in Arsenale della Pace. Ad accoglierlo, Ernesto Olivero. Accolto da tanti giovani ha lanciato un messaggio contro la corruzione.

 

 

(Foto: Palazzo Madama Torino / Sabina Arena)

Mattarella al Salone delle meraviglie: "Più libri, più liberi"

salone romanzosalone 36E sono circa 500 gli appuntamenti in 10 Circoscrizioni  e in 13 Comuni della citta’ metropolitana per  il Salone Off, manifestazione che porta autori e spettacoli fuori dai padiglioni espositivi

 

Il presidente della repubblica, Sergio Mattarella, ha aperto questa mattina il Salone internazionale del libro. “Mi sembra sempre più giusto associare i libri alla libertà: più libri più liberi. Troppi regimi autoritari hanno fatto roghi di libri per reprimere la libertà e stringere le catene sugli uomini!”. Così il capo dello Stato che ha fatto riferimento alla situazione complessiva del Paese: “In Italia c’è “un eccesso di pessimismo ma il nostro sguardo deve essere rivolto al futuro per consentire una  ripartenza all’Italia”

 

SALONE LIBRO XXIn tempo di crisi le risorse del Salone del Libro di Torino, in programma dal 14 al 18 maggio nei padiglioni del Lingotto, sono state tagliate del 20%. Ma la kermesse culturale  propone una vasta serie di Meraviglie d’Italia, che rappresentano filo conduttore di questa edizione. Non si contano le star della letteratura, soprattutto dalla Germania, Paese ospite d’onore dell’edizione 2015. Ci sarà, alla straordinaria età di  102 anni Boris Pahor, sarà presentato l’inedito di Giorgio Faletti “La Piuma” (Baldini& Castoldi). Ancora, Vanessa Diffenbaugh, Emmanuel Carrere, Roberto Saviano nell’incontro intervista con il giornalista Gunter Wallraff. Qualche polemica da parte dei piccoli editori che si lamentano del costo degli stand: “troppo elevato”, dicono.

 

Tra le iniziative in programma, il Padiglione 1 ospita anche quest’anno Officina – L’Editoria di Progetto, la sezione del Salone curata da Giuseppe Culicchia e dedicata agli editori indipendenti. Per Officina s’intende tutto ciò che concorre alla creazione e alla diffusione del libro in Italia: dagli autori ai lettori passando per editori, traduttori, redattori, librai, distributori. Dopo il successo dello scorso anno, gli editori indipendenti hanno aderito con convinzione. “Il programma – dicono gli organizzatori del Salone – pensato per mettere in risalto la qualità di quel segmento dell’industria editoriale che produce libri con la passione e la sapienza dell’artigiano”. Spazio anche ai giovani, sui temi sociali: “Prendere posizione” contro l’ingiustizia, contro le cose brutte del mondo e anche contro l’ignavia e la passività; quel lasciarsi vivere e trasportare in balìa di modelli di consumo e di comportamento imposti, di cui i giovani d’oggi spesso – a torto o ragione – sono accusati. È questo il filo conduttore del Bookstock Village 2015, la grande area di Librolandia sostenuta dalla Compagnia di San Paolo e dedicata in particolare a bambini e giovani da 0 a 20 anni, ma che rivolge la sua programmazione a tutto il pubblico del Salone.Dopo le precedenti edizioni con la Calabria e il Veneto, Regione Ospite d’Onore è il Lazio. 

 

 

salone 21E sono circa 500 gli appuntamenti in 10 Circoscrizioni  e in 13 Comuni della citta’ metropolitana per  il Salone Off, manifestazione che porta autori e spettacoli fuori dai padiglioni del Lingotto. In programma  incontri con autori, reading, spettacoli teatrali, musica, proiezioni di film, documentari, dialoghi tra scrittori e studenti nelle scuole, scambi di libri, mostre, degustazioni e letture per i piu’ piccoli. Fra gli autori presenti al Salone Off:  Marco Malvaldi, Dario Vergassola, Philippe Daverio, Lars Gustafsson, Gianrico Carofiglio, Isabella Bossi Fedrigotti, Nicola Gratteri, Vittorio Sgarbi, Vittorino Andreoli, Andrea Vitali, Marc Auge’. Il tutto in  250 location: teatri, librerie, ex fabbriche, scuole, circoli, piazze, musei, e ospedali.

 

(Foto: il Torinese)

Cibi buoni con la tracciabilità molecolare

Conosciamo davvero cosa mangiamo? Quali strumenti offre la ricerca per certificare l’origine e la qualità di questi prodotti?

 

gusto fruttaLunedì 18 maggio, alle ore 16, presso l’Aula Magna dell’Orto Botanico (Dipartimento di Scienze della Vita e Biologia dei Sistemi dell’Università, viale Mattioli 25, Torino) si terrà l’incontro “(Ri)conoscere per non sbagliare: DNA barcoding come sistema universale di tracciabilità molecolare” con il Prof. Massimo Labra del Dipartimento di Biotecnologie e Bioscienze dell’Università di Milano. Conosciamo davvero cosa mangiamo? Un frullato di frutta, un minestrone o le spezie che acquistiamo al supermercato non sono riconoscibili con la semplice osservazione. Quali strumenti offre la ricerca per certificare l’origine e la qualità di questi prodotti? In un mercato globale in cui le materie prime provengono da varie aree del mondo e i sistemi di lavorazione presentano livelli di sofisticazione sempre più rilevanti vi è la concreta esigenza di un sistema universale di tracciabilità. La risposta a questa criticità   viene fornita dall’approccio DNA barcoding, che si basa sull’analisi di una regione specifica del DNA capace di contraddistinguere in modo univoco un determinato alimento.

Test Invalsi, la protesta della scuola: studenti in rivolta tra quiz nulli, calcetto e assenze

Punto di ritrovo dei giovani che non hanno voluto compilare i quiz piazzale Valdo Fusi, dove è stata organizzata una colazione e una gara di calcetto

 

scuola corteoSu tutto il territorio nazionale l’Unione degli studenti in occasione delle prove Invalsi delle scuole superiori ha organizzato azioni di boicottaggio e mobilitazione. Il Coordinatore dell’associazione studentesca Danilo Lampis afferma trionfante che «sulla scia delle grande giornata di sciopero del 5 maggio, il dato di mobilitazione studentesca è stato altissimo!».Infatti, secondo un sondaggio di Skuola.net, uno studente su quattro era intenzionato a boicottare le prove. Gli studenti delle classi seconde hanno consegnato in bianco, oppure letto un libro mentre somministravano le prove e non sono entrati in classe. Sono stati organizzati sit-in e manifestazioni di protesta. «Siamo contrari ad un modello di valutazione escludente, che tende a gerarchizzare le scuole ed aumentare le disuguaglianze.», dicono gli studenti. E, all’insegna dello slogan: “Valutati, non schedati» anche a Torino si sono tenute manifestazioni studentesche in concomitanza con lo sciopero promosso da Cobas e Cub, che ha consentito agli insegnanti di non distribuire la prova. Tra le proteste, quelle degli istituti Cottini,Gioberti e Passoni. Punto di ritrovo degli studenti che non hanno voluto compilare i quiz piazzale Valdo Fusi, dove è stata organizzata una colazione e una gara di calcetto. Moltissimi studenti sono invece rimasti a casa.

Eternit e Olivetti, dopo la Cassazione è guerra totale all'amianto

Il procuratore di Torino Raffaele Guariniello non ha gettato la spugna e formulato un capo d’imputazione che non si prescrive in tempi brevi come l’omicidio volontario. Nel mirino delle indagini ci sono i decessi di 258 persone, tra lavoratori e cittadini, scomparse tra il 1989 ed il 2014

 

amiantoE’ guerra totale all’amianto. Sicuramente la sentenza del novembre scorso della Corte di Cassazione che mandava in soffitta i due processi davanti al Tribunale ed alla Corte d’Appello di Torino nei confronti di Stephan Schmidheiny, il multimilionario svizzero, già proprietario dell’Eternit, ha costituito con l’annullamento per prescrizione una battuta d’arresto. Nelle motivazioni i giudici del Supremo Collegio avevano, infatti, messo nero su bianco che il processo contro lo svizzero e il barone belga De Cartier De Marchienne (deceduto poco prima della sentenza d’appello) non s’aveva da fare in quanto i reati di disastro ed omissione delle misure di sicurezza erano già prescritti prima della partenza del processo. Ma il procuratore di Torino Raffaele Guariniello non ha gettato la spugna e formulato un capo d’imputazione che non si prescrive inOlivetti_Building tempi brevi come l’omicidio volontario. Nel mirino delle indagini ci sono i decessi di 258 persone, tra lavoratori e cittadini, scomparse tra il 1989 ed il 2014 (il mal d’amianto, del resto, continua a mietere vittime e non soltanto a Casale Monferrato ed a Cavagnolo, anzi l’età si sta anche abbassando). All’udienza preliminare davanti al Gup del Tribunale di Torino – la prima di una serie calendarizzata che dovrà decidere se Schmidheiny dovrà essere rinviato a giudizio oppure la posizione venire archiviata – sarà presente e si costituirà parte civile con l’avvocato Laura D’Amico, Afeva – Associazione familiari vittime amianto.

 

ETERNIT FABBRICALa stessa nei giorni scorsi si è costituita parte civile anche nel procedimento che si è aperto davanti al Tribunale di Ivrea – anche questo in fase di udienza preliminare, la prossima udienza si terrà il 25 maggio – per i decessi di amianto alla Olivetti, che vede coinvolti 33 ex manager tra cui Carlo De Benedetti, Roberto Colaninno e l’ex ministro del Governo Monti, Corrado Passera. Ma, è questa è la novità di Eternit bis, sarà anche la costituzione di parte civile di Ona – Osservatorio nazionale amianto con il gruppo di legali coordinati dall’Avvocato Ezio Bonanni che, da un lato ribadisce la richiesta di Afeva di avere lo Stato presente come parte attiva nel processo, dall’altro intende chiedere ulteriori indagini per capire se il multimilionario svizzero “abbia potuto contare su eventuali collusioni per continuare indisturbato la propria azione”. Infine Afeva ed Ona concordato sul fatto che sia necessario che la promessa fatta all’indomani della sentenza della Cassazione dal premier Matteo Renzi non cada nel vuoto e che lo Stato si costituisca parte civile nel processo, cosa mai fatti prima, avendo anche un ruolo di coordinamento e di impulso per tutte le altre parti in causa.

Massimo Iaretti

 

 

Nell'aula sonnolenta e grigia fioccano ordini del giorno scritti sulla sabbia

consiglio lascaris

chiamp consiglioconsiglio X 1

 IL GHINOTTO DELLA DOMENICA

L’opposizione si è dovuta accontentare del voto favorevole della maggioranza ad alcuni blandi documenti, ovvero whisful thinking, direbbero Oltremanica, cioè pii desideri. Impegni che spesso non valgono neppure la carta su cui sono scritti. Insomma, una variante aggiornata del famoso detto attribuito a Vittorio Emanuele II, il re galantuomo, che soleva dire: “Un sigaro e un titolo da cavaliere non si negano a nessuno”… e in tempi moderni neppure un ordine del giorno

 

Avete presente quei convegni dove dormono anche i relatori? E’ questa la sensazione che si ha assistendo (anche in streaming) ai lavori dell’aula del parlamentino piemontese, impegnato da alcune settimane in un tour de force per approvare legge finanziaria e bilancio 2015 (essendo già abbondantemente scaduto l’esercizio provvisorio). Nonostante le lungaggini dialettiche e le centinaia di emendamenti a scopo dilatorio, siamo ben lontani dal pathos degli anni precedenti, quando – dopo le roboanti schermaglie pubbliche – in “zona Cesarini” si passava finalmente (e in privato) al sodo. Ovvero alle cosiddette “norme mancia” – e abbiamo usato un termine molto più edulcorato di altre espressioni anche pronunciate in aula – cioè a quei codicilli che permettevano al consigliere Tizio piuttosto che a Caio di poter dire di aver fatto gli interessi di un territorio, di una città, di una categoria, di una consorteria, anche solo di una pro-loco. Insomma, la divisione dei pani e dei pesci, alla quale i più saggi assessori al bilancio, di qualunque provenienza politica, si preparavano già mesi prima, tenendo da parte un “tesoretto” al riparo da sguardi indiscreti, per poter poi intervenire nell’ultimo giro di distribuzioni e favoretti.

 

Anche la scorsa settimana l’opposizione, pur senza essere troppo combattiva, ha strappato alla maggioranza – complice un regolamento che indubbiamente agevola l’ostruzionismo più che non le decisioni – qualche minima concessione qui e là, ma sono davvero briciole, più che altro norme e quasi mai quattrini, quindi espressioni di volontà, molti “cercheremo di fare il possibile…” e via così. Il motivo è semplice: in cassa non c’è un euro, e non ci sono quindi margini di manovra per fantomatici tesoretti da distribuire per “facilitare” i passaggi più delicati di commi e articoli. L’accusa che le opposizioni hanno lanciato ai gruppi maggioritari, di aver fatto proposte di stanziamenti puntuali per soddisfare le loro “clientele”, è poco più di un espediente retorico. Infatti, i consiglieri democratici hanno cercato di allargare un po’ le strette maglie imposte dall’assessore Reschigna, “grattando” qua e là qualche soldo per iniziative che servono a frenare un po’ il malcontento sul territorio, rispetto alle misure impopolari (riorganizzazione sanitaria in testa, ma anche trasporti) che la Giunta Chiamparino è costretta ad assumere.

 

Spolpato l’osso di quel poco che già restava, l’opposizione – dopo essersi presa la soddisfazione di far slittare a metà maggio l’approvazione finale – si è dovuta accontentare del voto favorevole della maggioranza ad alcuni blandi ordini del giorno, ovvero whisful thinking, direbbero Oltremanica, cioè pii desideri, sui più svariati problemi. Impegni che spesso non valgono neppure la carta su cui sono scritti, ma che servono ai proponenti come biglietto da visita verso le lobbies più diverse. Insomma, una variante aggiornata del famoso detto attribuito a Vittorio Emanuele II, il re galantuomo, che soleva dire: “Un sigaro e un titolo da cavaliere non si negano a nessuno”… e in tempi moderni neppure un ordine del giorno!

 

Nelle lunghe ore passate in barcaccia qualche “grande giornalista” delle grandi testate si è così annoiato, che ha dovuto inventare un diversivo, impalcando una polemichetta, subito sgonfiatasi, sulle pagine in piemontese del nuovo sito del Consiglio regionale. Facendo battute così divertenti sulle origini lucane del presidente Laus, che Ghinotto non sentiva dai lontani tempi dell’asilo infantile. Complice la Lega Nord che cercava di prendersene il merito, come se parlare o scrivere in piemontese fosse indice di appartenenza salviniana. “Esageruma nen”, avrebbe risposto il più grande piemontese dei nostri tempi, il flemmatico Sergio Chiampa.

 

Ghinotto

Area Filadelfia, se il Comune non risponde il degrado continua

moiL’unica buona notizia per il quartiere è la conferma che lo sgombero delle palazzine dell’Ex-Moi sarà attuativo a dicembre 2015

 

Nella sala dell’ Orologio del Comune si è tenuta una riunione della I, II e III Commissione per discutere della Petizione al Consiglio comunale ”Richiesta di azioni di contrasto al degrado e all’illegalità dell’area Filadelfia”. Erano presenti i cittadini, alcuni commercianti, vari esponenti dei Centri Sociali e in rappresentanza della Circoscrizione 9 il Presidente Giorgio Rizzuto, il primo firmatario della petizione  Alessandro Lupi e Monica Amore. Per quanto riguarda il Comune era presente l’Assessore Alessandro Altamura (per la I commissione) mentre per le altre due commissioni non era presente nessuno; vi erano alcuni Consiglieri Comunali di varie fazioni politiche e il Comandante dei Vigili Urbani in rappresentanza dell’Assessore Giuliana Tedesco.

 

La riunione si è conclusa con un nulla di fatto, in parte per l’elevato ed ingiustificato numero di assenze, in parte per la totale disinformazione e per il disinteresse da parte della classe politica nei confronti di una questione molto delicata che riguarda un intero quartiere, quello di Borgo Filadelfia. Inoltre il discorso è stato deviato rapidamente verso scontri politici e scarichi di responsabilità sul tema dell’immigrazione in generale.La cittadinanza non è stata ascoltata né tantomeno coinvolta, ed è vergognoso che a fronte di una petizione che ha raccolto un buon numero di firme e che rappresenta un evidente disagio per gli abitanti e lavoratori della zona, chi di dovere se ne è lavato le mani.Ed è altrettanto inconcepibile che politici pagati per fare il loro lavoro non si siano degnati di presentarsi, mentre onesti lavoratori hanno perso ore di lavoro per esserci.Alla fine della riunione si è deciso di rimandare l’incontro a data da destinarsi. L’unica buona notizia per il quartiere è la conferma che lo sgombero delle palazzine dell’Ex-Moi sarà attuativo a dicembre 2015.

 

Chiara Mandich

Maria Ferreri