Le strade del Piemonte continuano a registrare numeri preoccupanti sul fronte della sicurezza. A evidenziarlo sono le più recenti statistiche diffuse da Asaps, l’Associazione sostenitori e amici della polizia stradale, che fotografano una situazione allarmante per le categorie più vulnerabili della mobilità.
Nei primi cinque mesi del 2026 sono stati 19 i pedoni che hanno perso la vita sulle strade piemontesi. Un dato che colloca la regione al secondo posto in Italia per numero complessivo di vittime. Ancora più significativo il rapporto con la popolazione residente: con oltre quattro decessi ogni milione di abitanti, il Piemonte guida la classifica nazionale per incidenza.
Anche il bilancio relativo ai ciclisti conferma una tendenza preoccupante. Da gennaio a maggio sono stati dieci i ciclisti morti in incidenti stradali. In termini assoluti il Piemonte occupa il quarto posto a livello nazionale, preceduto soltanto da Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna. Se però si considera il numero di vittime in relazione alla popolazione, la regione sale al terzo posto tra quelle più popolose del Paese, con oltre due decessi ogni milione di abitanti. Peggio fanno soltanto Emilia-Romagna e Veneto.
L’analisi dei dati rivela inoltre alcune caratteristiche delle vittime. Tutti i ciclisti deceduti nei primi cinque mesi dell’anno erano uomini e appartenevano a diverse fasce d’età, a conferma di come il rischio coinvolga indistintamente ciclisti giovani e anziani.
Non tutti gli incidenti mortali sono riconducibili a investimenti da parte di veicoli. Le statistiche comprendono infatti anche uscite di strada autonome, cadute e altri eventi che possono avere conseguenze fatali. Un quadro che richiama l’attenzione sulla necessità di interventi mirati per migliorare la sicurezza della rete viaria e tutelare chi si sposta a piedi o in bicicletta.






