PRIMA PAGINA

Bollo auto, dal 2027 esenzione per oltre 1,6 milioni di piemontesi

Saranno 1.636.491 i piemontesi interessati dall’esenzione dal bollo auto prevista dal provvedimento approvato dal Consiglio dei Ministri. La misura riguarderà 1.416.089 proprietari di automobili e 220.402 proprietari di motocicli.

L’impatto del provvedimento in Piemonte è stato illustrato al Museo Nazionale dell’Automobile di Torino dal presidente della Regione Alberto Cirio, insieme al vicepresidente Maurizio Marrone e agli assessori Matteo Marnati e Andrea Tronzano.

L’esenzione, che entrerà in vigore nel 2027, riguarda le vetture con potenza fino a 80 kW, pari a 108,77 cavalli, e i motocicli. Il beneficio è previsto per un solo veicolo per cittadino; per le moto si applica qualora il proprietario non usufruisca già dell’esenzione per un’automobile.

«La macchina non è un lusso. È un bene primario, che serve per vivere e lavorare, e, come la casa, non deve essere tassata. Nei mesi scorsi come Regione avevamo preso di abolire questa tassa odiosa e oggi il governo, insieme alle Regioni, mantiene questo impegno, in maniera giusta, perché favorisce le famiglie e chi possiede un’utilitaria, e in maniera strutturale perché il provvedimento inizia nel 2027, ma vale per sempre», dichiara il presidente Cirio.

«È una misura che riguarda direttamente la vita quotidiana di tantissime famiglie piemontesi e interviene su una spesa che per molti è legata alla necessità di muoversi, lavorare e raggiungere i servizi», aggiunge il vicepresidente Marrone.

«Il numero così ampio delle esenzioni fotografa quanto estesa sarà la platea coinvolta dall’abolizione del bollo che entra nel vivo dei bilanci delle famiglie», sottolinea l’assessore Marnati.

«Per il Piemonte significa poter applicare la misura senza effetti sul bilancio regionale», evidenzia l’assessore Tronzano.

La quota maggiore dei beneficiari si concentra nella provincia di Torino, con 809.550 cittadini. Seguono Cuneo con 230.977, Alessandria con 163.717, Novara con 141.784, Asti con 85.159, Biella con 73.705, Vercelli con 66.757 e il Verbano-Cusio-Ossola con 64.842.

Secondo i dati diffusi dalla Regione, il risparmio complessivo per i cittadini piemontesi viene stimato in oltre 170 milioni di euro.

«I cittadini piemontesi risparmieranno oltre 170 milioni di euro – aggiunge il presidente Cirio – risorse che, come è previsto al comma 5 dell’articolo 2 del decreto approvato il governo ristorerà interamente alle Regioni, senza alcun impatto sul loro bilancio».

Vuoi metterti in proprio? A Torino i commercialisti aiutano gratuitamente chi vuole avviare un’impresa

/

Un aiuto concreto per chi ha un’idea imprenditoriale ma non sa come muoversi tra fisco, burocrazia e adempimenti. Riparte dopo la pausa estiva “Chiedi al Commercialista”, il servizio gratuito promosso dall’Ordine dei Commercialisti di Torino e rivolto in particolare ai giovani che intendono avviare un’attività economica.

La novità di quest’anno è l’apertura di un nuovo sportello presso il PIU – Punto Informativo Unificato del Comune di Torino, dove sono già stati programmati tre appuntamenti: 8 ottobre, 12 novembre e 10 dicembre.

Il servizio si aggiunge agli sportelli già presenti all’Informagiovani, in diverse Biblioteche civiche torinesi e nei Comuni di Alpignano, Chieri, Ciriè, Moncalieri, Nichelino, Pinerolo e Rivoli.

A disposizione degli utenti ci sono oltre 100 commercialisti, che offrono gratuitamente colloqui individuali di circa mezz’ora su prenotazione. L’obiettivo è fornire un primo orientamento a chi vuole trasformare un progetto in un’attività imprenditoriale oppure ha già avviato un’impresa e deve affrontare nuove esigenze.

Dalla scelta della forma giuridica agli aspetti fiscali e amministrativi, lo sportello permette di chiarire i primi dubbi e comprendere quali passi compiere in un quadro normativo spesso complesso. Un sostegno che nel tempo ha incontrato una domanda significativa: negli ultimi dieci anni sono stati oltre 5.000 i cittadini che si sono rivolti al servizio.

Le sedi, le modalità di prenotazione e il calendario degli appuntamenti sono disponibili sul sito dell’Ordine dei Commercialisti di Torino. Per il nuovo sportello del PIU è possibile consultare la pagina del Comune di Torino.

Immagine generata con AI

Roggero resta in carcere: dopo Torino anche da Milano stop alla richiesta di sospensione della pena

Nuovo pronunciamento sul caso di Mario Roggero. Il gioielliere di Grinzane Cavour continuerà a scontare la pena nel carcere di Bollate mentre resta in attesa dell’esito della domanda di grazia presentata al Presidente della Repubblica.

Il Tribunale di Sorveglianza di Milano ha infatti giudicato inammissibile l’istanza con la quale la difesa chiedeva di interrompere temporaneamente l’esecuzione della condanna. Roggero sta scontando 14 anni e 9 mesi di reclusione per avere ucciso due uomini e ferito un terzo durante la rapina alla sua gioielleria nell’aprile del 2021.

La decisione milanese segue quella assunta nei giorni scorsi dal Tribunale di Sorveglianza di Torino, che si era già pronunciato sulla richiesta respingendola nel merito.

Alla base del provvedimento di Milano ci sono soprattutto due elementi: Roggero ha già iniziato a scontare la condanna e sulla stessa vicenda è già intervenuta la magistratura di sorveglianza torinese. Secondo il collegio, non sarebbe quindi possibile ottenere una nuova valutazione della medesima richiesta rivolgendosi a un diverso tribunale.

Resta intanto aperto il percorso relativo alla grazia, chiesta dalla moglie Mariangela Sandrone. Sul fronte giudiziario la vicenda avrà inoltre un ulteriore passaggio in Cassazione, chiamata a occuparsi della questione relativa alla competenza tra gli uffici di sorveglianza di Torino e Milano. Nel frattempo Roggero rimane detenuto a Bollate. Immagine generata con AI

Operazione “Eredità”, asse Torino – Brasile contro il traffico internazionale di cocaina

Maxioperazione contro il narcotraffico internazionale tra Brasile ed Europa. La Polizia Federale brasiliana, con la collaborazione dei Carabinieri del ROS, ha dato esecuzione in Brasile all’operazione “Eredità”, che punta a smantellare una rete criminale attiva nell’invio di ingenti quantitativi di cocaina dal Sud America verso diversi Paesi europei, tra cui l’Italia.

L’inchiesta, coordinata per la parte italiana dalla Procura di Torino – Direzione Distrettuale Antimafia, sotto il coordinamento della Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, ha portato all’esecuzione di otto ordinanze di custodia cautelare e cinque provvedimenti di perquisizione e sequestro. Disposte anche misure patrimoniali su immobili, conti correnti, investimenti e altre disponibilità finanziarie.

Secondo gli investigatori, il gruppo avrebbe riunito soggetti riconducibili alla criminalità organizzata italiana ed esponenti di organizzazioni brasiliane, utilizzando in particolare il porto di Paranaguá per le spedizioni. Le indagini hanno collegato alla rete almeno 11 sequestri effettuati tra il 2019 e il 2020, per oltre 4,6 tonnellate di cocaina, destinate a Italia, Belgio, Paesi Bassi, Francia e Portogallo.

L’organizzazione avrebbe continuato a operare anche dopo l’arresto, nel 2019, di due esponenti della criminalità mafiosa italiana. Familiari e persone di fiducia ne avrebbero raccolto l’“eredità”, mantenendo contatti con fornitori, intermediari finanziari e responsabili della logistica.

Per comunicare il gruppo avrebbe utilizzato sistemi criptati, mentre i proventi del narcotraffico sarebbero stati movimentati attraverso circuiti finanziari informali, società, investimenti immobiliari e acquisti di beni di valore.

L’operazione è frutto della cooperazione investigativa sviluppata negli ultimi anni tra Italia e Brasile. Il lavoro congiunto di Polizia Federale brasiliana e ROS ha permesso di incrociare comunicazioni, dati telematici e finanziari e informazioni sulle spedizioni, ricostruendo la filiera della cocaina dal Sud America ai mercati europei.

Agli indagati, sulla base delle rispettive posizioni e ferme restando le successive valutazioni giudiziarie, potranno essere contestati reati legati al traffico internazionale di stupefacenti, all’associazione criminale e al riciclaggio.

Artissima, Torino incontra l’arte contemporanea

/

Presentata la 33ª edizione 

Artissima Fiera Internazionale d’Arte Contemporanea di Torino, unica fiera in Italia dedicata esclusivamente all’arte contemporanea, ha presentato la sua 33ª edizione. Si tratta di un appuntamento che si svolgerà da venerdì 30 ottobre a domenica 1 novembre, con la preview il 29 ottobre, negli spazi dell’Oval Torino, per il quinto anno sotto la direzione e di Luigi Fassi. Gli spazi dell’Oval accoglieranno le sezioni principali della fiera: Main Section, New Entries, Monologue-Dialogue e Art Editions, e le tre sezioni curate: Present Future, Back to the Future e Disegni.

L’edizione 2026 di Artissima vede complessivamente la partecipazione di 183 gallerie italiane e internazionali, di cui 66 presenteranno progetti monografici. L’offerta espositiva si distingue per la capacità delle gallerie di presentare progetti inediti e sperimentali, coinvolgendo sia giovani talenti sia artisti già affermati. Si tratta di una predisposizione che aderisce perfettamente all’identità della fiera e al suo voler essere proiettata verso le tendenze più innovative, confermandosi come piattaforma di incontro intenso e accelerato con l’arte contemporanea in tutte le sue forme, come veine esplicitato nel tema di questa edizione, che è “Fancy: A Flexible, Acrobatic Body”.

Il tema di Artissima nasce da un’immagine della filosofa Martha Nussbaum (1947,New York), per affermare che il linguaggio dell’arte, guidato dalla Fancy, la proiezione in avanti della fantasia, possiede un corpo flessibile e acrobatico, capace di attraversare poeticamente complessità e differenze per avvicinarsi alla pluralità di chi è altro da noi. L’arte non si limita a dare forma a ciò che esiste, ma apre la visuale a ciò che potrebbe esistere, diventando un’intelligenza pubblica cruciale capace di nutrire e arricchire le istituzioni democratiche di una comunità. Artissima incarna questo esercizio acrobatico dell’immaginazione, orientato verso possibilità invisibili: la fiera è un incontro fisico intenso e accelerato con le opere d’arte, che ci allena a pensare al modo in cui abitiamo e condividiamo il mondo.

“Il tema di quest’anno – dichiara Luigi Fassi, direttore di Artissima – narra la qualità acrobatica della Fancy, la forza protettiva dell’immaginazione resa possibile dall’arte. Secondo Martha Nussbaum, la Fancy è un linguaggio che va costantemente allenato, una facoltà capace di spingersi oltre l’evidenza, di trascendere l’oggetto e di aprire a uno sguardo benevolo verso l’altro  elle nostre relazioni morali, politiche e civili. In questa capacità trasformativa, risiede una delle funzioni più profonde dell’arte: modificare chi guarda affinando la possibilità di riconoscersi nell’esperienza altrui. È la forma stessa dell’arte, corporea, complessa, mobile a guidarci verso questa apertura. In un esercizio democratico dello sguardo che si oppone a rigidità e chiusure attraverso il movimento libero della fantasia. Artissima è da sempre in luogo in cui il pensiero prende forma attraverso incontri differenti e inattesi. Fancy è capace di raccontare l’energia dell’arte contemporanea e anche il movimento continuo della fiera stessa: essere uno spazio vivo di sperimentazione, intuizione e scoperta”.

Artissima, anche quest’anno, ha rinnovato la collaborazione con lo studio grafico torinese Fionda, e l’immagine coordinata per il 2026, interpretando il tema di Fancy, ci fa vedere storici loghi diventati parentesi che si trasformano in un sistema visivo in continua evoluzione. Le forme si piegano, si moltiplicano e generano traiettorie inattese suggerendo un’apertura che, pur rileggendo la propria storia, non esclude nuove possibilità e immaginari futuri.

“La città – ha dichiarato l’assessora alla Cultura della Città di Torino, Rosanna Purchia – si appresta ad accogliere la 33ª edizione di Artissima che, dal 30 ottobre all’1 novembre, farà di Torino il centro del mondo dell’arte contemporanea. Artissima si conferma fiera d’arte contemporanea leader in Italia e un punto di riferimento globale capace di attrarre galleristi, artisti e appassionati da ogni angolo del mondo. Si tratta di una manifestazione che ha saputo crescere di anno in anno divenendo un evento espositivo di prim’ordine, ma anche una leva straordinaria di sviluppo culturale per la nostra città. L’edizione di quest’anno si distingue per un respiro internazionale di straordinario rilievo, accogliendo ben 183 gallerie provenienti da 35 Paesi e quattro continenti, tra cui 36 realtà che scelgono Torino per la prima volta. Questo traguardo conferma l’attrattività di Torino nel panorama culturale contemporaneo globale. La nostra città ha sempre investito tantissimo nella promozione dell’arte e della cultura, e continuerà a farlo: il grande successo di Artissima è la dimostrazione che puntare su questo ecosistema culturale, capace di connettere pubblico e privato, e coniugare ricerca e innovazione è fondamentale”.

“Fondazione Arte CRT, che opera grazie al contributo di Fondazione CRT, rinnova il proprio sostegno ad Artissima, dichiara Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, presidente della Fondazione Arte CRT – confermando un impegno che ne riconosce e ne rafforza il ruolo di piattaforma internazionale per la ricerca artistica contemporanea. Con un budget di 300 mila euro, continuiamo a investire nel patrimonio pubblico attraverso nuove acquisizioni per le collezioni della GAM e del Castello di Rivoli. Artissima sarà l’occasione per presentare il nuovo catalogo della collezione della Fondazione Arte CRT, e per raccontarne il patrimonio attraverso uno stand dedicato al nostro nuovo progetto, denominato ‘Pastis Social Club’. Oltre a queste azioni, sopportiamo la prima edizione del ‘Curator’s Choice’, ideato per favorire nuove relazioni tra gallerie, artisti e curatori. Per Fondazione Arte CRT investire su Artissima significa sostenere gli artisti, le loro opere, le idee e le connessioni che alimentano la crescita dell’arte contemporanea e del suo ecosistema”.

Le sezioni di Artissima 2026 sono sette, di cui quattro selezionate dal comitato delle gallerie della fiera: Main Section raccoglie 103 gallerie, tra le più rappresentative nel panorama artistico mondiale; New Entries comprende 17 gallerie internazionali provenienti da continenti, emergenti, con meno di cinque anni di attività e per la prima volta in fiera; Monolgue-Dialogue è riservata alal gallerie emergenti con approccio sperimentale, che presentano uno stand monografico o un dialogo tra artisti, con 37 gallerie; Art Editions ospita gallerie specializzate in edzioni e multipli di artisti, librerie, project space e spazi no-profit. Le sezioni curate da Board Internazionale di Curatori sono tre: Presenti Future, Back to the Future e Disegni. Il panorama della fiera nel 2026 si distingue per una significativa presenza di gallerie provenienti dall’Asia, dall’America del Sud e Centrale, dal Sud Africa e dagli Stati Uniti, e si conferma una forte partecipazione di gallerie dall’est Europa, da Francia, Germania, Portogallo, Regno Unito, Spagna e Svizzera.

Da ventisei anni Present Future è la sezione che Artissima dedica ai talenti emergenti. Curata per il terzo anno da Léon Kruijswijk, performance curator presso il Mudam di Lussemburgo, e Joel Valabrega, curatrice indipendente con base a Porto e a Milano. La sezione ospita progetti monografici allo scopo di mettere in risalto le nuove tendenze che caratterizzano il panorama artistico internazionale. Propone i lavori di dieci artisti presentati da dieci gallerie, di cui nove stranere. Back to the Future è la sezione curata di Artissima che include progetti monografici di grandi pionieri dell’arte contemporanea, il cui lavoro ha avuto un ruolo nella storia dell’arte. Il team curatoriale è composto per il terzo anno da Heike Munder, Otake Hiroshima e Jacopo Crivelli Visconti, curatore indipendente con base a San Paolo. Nel 2026 partecipano in qisata sezione 10 artisti presentati da 9 gallerie straniere e tre italiane. Disegni è giunta alla sua decima edizione ed è l’unica sezione in Italia dedicata a questo mezzo espressivo , guidata da Irina Zucca Alessandrelli, curatrice della Collezione Ramo di Milano e della Milano Drawing Week. Presenta per il quinto anno consecutivo progetti concepiti come mostre personali, capaci di valorizzare l’autenticità e l’autonomia dell’opera su carta. In questa sezione verranno portati all’attenzione del pubblico i lavori di dieci artisti rappresentati da dieci gallerie, di cui quattro italiane.

Un progetto speciale di Artissima 2026 e di Juventus è Artissima Junior: nato nel 2018 e pensato per i giovani dai 6 agli 11 anni. Il progetto si intitola “Domani, pezzo per pezzo”, ed è realizzato da Franci Hoffman (Rwanda 1987), artista tutor che coinvolgerà i partecipanti in un processo creativo che li porterà a riflettere sulla fiducia che riposiamo negli altri e sull’ascolto, valore base di ogni gioco di squadra, in campo come nella vita. I bambini, divisi in squadre interdipendenti, lavoreranno alla costruzione di un’unica grande opera, scelta dall’artista, in dialogo con la sua pratica pittorica che utilizza fondi di caffè, carte recuperate, tessuti, garze, pigmenti e altri materiali trovati o ricevuti.

Ogni anno, la VIP Lounge della fiera prende forma con un progetto nuovo, quest’anno dedicato al tema della Fancy. È stato invitato l’artista Edoardo Piermattei ad accogliere gli ospiti con il suo immaginario, con la sua capacità di trasformare uno spazio da do valore al contesto che abita. Piermattei ha realizzato “Delizie”, che riprende il nome con cui i medici chiamavano le proprie ville di piacere, luoghi in cui ci si conserva la finzione del riposo. La VIP Lounge diventa un “Hortus conclusus”, a metà il registro sacro dell’Hortus e quello nobiliare dei giardini di un tempo. “Delizie” nasce grazie al supporto di Krumiri Rossi 1778, storica eccellenza dell’arte pasticcera italiana e simbolo di Casale Monferrato, trasformato da Piermattei nel mattone che compone la forma di un’architettura barocca piemontese.

Mara Martellotta

Monviso, caldo record e crolli: la Regione apre il Tavolo sulle Alpi

/

Tre mesi senza temperature sotto lo zero a oltre 3.300 metri di quota. È uno dei dati più significativi emersi dal primo Tavolo Monviso, convocato dalla Regione Piemonte per analizzare gli effetti dei cambiamenti climatici sull’alta montagna e individuare misure di prevenzione e sicurezza.

Tra il 10 giugno e il 10 settembre la stazione Arpa sul Monviso non ha infatti mai registrato temperature pari o inferiori a zero gradi. Un’anomalia che contribuisce a spiegare l’attenzione rivolta alla stabilità delle pareti rocciose dopo i recenti crolli del 1° settembre sul versante nord-est e della notte tra il 13 e il 14 settembre ai Torrioni Sari, sul versante sud.

Alla riunione, presieduta dall’assessore regionale alla Montagna Marco Gallo, hanno partecipato il presidente della Regione Alberto Cirio, rappresentanti degli enti locali, Arpa Piemonte, Politecnico, CNR, Carabinieri forestali, guide alpine, Soccorso alpino, CAI e altri soggetti impegnati sul territorio.

«Le montagne sono un patrimonio e una risorsa preziosa del nostro Piemonte e devono essere tutelate – ha dichiarato Cirio –. Da un lato c’è il tema del cambiamento climatico, che va affrontato con serietà e rigore, senza ideologia, attraverso un confronto scientifico sul suo impatto sulle nostre montagne. Dall’altro c’è il tema della fruibilità».

Secondo Arpa, lo stress termico rappresenta un probabile fattore dei recenti distacchi, mentre il degrado del permafrost potrebbe avere contribuito all’instabilità di pareti già fortemente fratturate. «Da vent’anni Arpa studia il permafrost sulle Alpi e oggi abbiamo conoscenze e strumenti che devono essere messi a sistema», ha sottolineato Gallo.

Il confronto riguarda anche l’aumento della frequentazione del massiccio. Nell’ultimo fine settimana circa 200 persone hanno raggiunto la vetta; il Giro del Viso registra circa 40 mila utenti, mentre nell’area circostante vengono stimati complessivamente 200 mila passaggi. Negli ultimi tre anni il Soccorso alpino ha effettuato oltre cento interventi e quasi la metà ha riguardato persone che avevano smarrito il percorso.

Tra le misure allo studio ci sono quindi il potenziamento della segnaletica, una migliore distribuzione dei flussi sui sentieri, la verifica degli itinerari maggiormente esposti e possibili percorsi alternativi per raggiungere i rifugi, compresa un’ipotesi per il Quintino Sella. Proseguiranno inoltre i rilievi sui crolli, anche attraverso l’impiego di droni.

Il Tavolo Monviso potrebbe diventare il primo passo verso un Tavolo permanente per la resilienza delle Alpi piemontesi, nell’ambito dell’Osservatorio regionale sui cambiamenti climatici. Il prossimo appuntamento sarà dedicato al Monte Rosa il 22 settembre. L’obiettivo è arrivare entro la primavera 2027 a un primo quadro condiviso degli scenari e delle azioni necessarie per conciliare sicurezza, tutela ambientale e accessibilità della montagna.

Sicurezza, più telecamere e servizi sul territorio torinese

Si è riunita  in Prefettura la Cabina di regia del Patto per la Sicurezza Urbana, sottoscritto da Prefettura, Regione Piemonte e Città di Torino, per definire gli interventi della nuova fase del programma volti al rafforzamento delle politiche e delle strategie di sicurezza integrata con lo Stato e alla destinazione dei fondi messi a disposizione dalla Regione Piemonte.

Presenti il Prefetto Donato Cafagna, il Questore Massimo Gambino, i comandanti provinciali dei Carabinieri e Guardia di Finanza, il vicepresidente della Regione Piemonte Maurizio Marrone e gli assessori regionali e comunali Enrico Bussalino e Marco Porcedda.

Il Patto prevede complessivamente oltre 1,3 milioni di euro di risorse regionali, destinate al potenziamento e all’ammodernamento della videosorveglianza cittadina, al rafforzamento dei servizi sul territorio e al sostegno operativo delle Forze dell’Ordine e della Polizia Locale.

Una parte significativa degli interventi riguarderà la rete di videosorveglianza della Città di Torino, con l’installazione di 34 nuove telecamere in 10 siti, per un totale di 90 flussi video, e la sostituzione di 28 telecamere ormai obsolete in 5 siti.

A questi interventi si affianca il progetto della Polizia di Stato per l’ammodernamento di 29 postazioni di videosorveglianza collocate in punti strategici della città.

La programmazione è stata sviluppata attraverso un confronto tra i diversi soggetti coinvolti, con l’obiettivo di coordinare i sistemi di videosorveglianza, evitare sovrapposizioni e utilizzare in maniera più efficace le risorse disponibili, concentrando gli interventi anche nelle aree maggiormente sensibili.

Il Patto consentirà inoltre di rafforzare i servizi di prossimità e di controllo del territorio, con particolare attenzione a parchi, aree verdi, giardini, mezzi pubblici e quartieri, oltre a prevedere risorse per i servizi straordinari e per i mezzi: droni, autoveicoli, motociclette e scooter destinati alle attività operative in strada.

“Prosegue – dichiara il Prefetto – l’impegno istituzionale condiviso con Regione, Comune e Forze dell’Ordine per accrescere, anche attraverso il ricorso alla tecnologia, la capacità di presidio del territorio, specie in quelle aree della città in cui è maggiore la richiesta di sicurezza da parte dei cittadini. Ringrazio per questo la Regione Piemonte che ha incrementato quest’anno le risorse destinate al Patto Torino sicura.”

“La sicurezza richiede presenza sul territorio, strumenti adeguati e soprattutto una collaborazione costante tra Regione, Prefettura, Comune, Polizia Locale e Forze dell’Ordine. Il Patto rappresenta esattamente questo modello di lavoro condiviso. Con la Cabina di regia di oggi trasformiamo le risorse stanziate dalla Regione in interventi concreti e immediatamente riconoscibili sul territorio.” dichiara il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio.

“Nuovi mezzi per le Forze dell’Ordine, turni di pattugliamento sui mezzi pubblici e aree verdi a rischio delinquenza e nuove telecamere per sgominare le piazze di spaccio e perseguire gli antagonisti che vandalizzano e aggrediscono nelle manifestazioni violente: la Regione dimostra tutto il suo impegno concreto per portare nelle strade di Torino gli strumenti giusti per far rispettare la legge e garantire la sicurezza” dichiara il vicepresidente della Regione Piemonte Maurizio Marrone.

“La nuova programmazione dà così seguito alla prima fase del Patto, che aveva già consentito, attraverso un finanziamento regionale, l’acquisto di 9 autovetture e 3 motocicli destinati a Carabinieri, Polizia di Stato, Guardia di Finanza e Polizia Locale. La scelta di investire sulla videosorveglianza è una scelta precisa: significa mettere a disposizione delle Forze dell’Ordine e della Polizia Locale strumenti tecnologici sempre più efficaci per il controllo del territorio e la sicurezza dei cittadini” dichiara l’assessore regionale alla Sicurezza e Polizia locale Enrico Bussalino.

“Rileviamo con soddisfazione – sottolinea il Sindaco Stefano Lo Russo – lo stanziamento e la ripartizione degli investimenti messi a disposizione della Città e delle forze dell’ordine, che consentiranno maggiori risorse, anche tecnologiche, per il presidio e il controllo del territorio e il contrasto all’illegalità. Da tempo evidenziamo la necessità di maggiori investimenti sulla sicurezza e sul presidio del

territorio e come amministrazione continueremo a mettere in atto tutte le azioni che sono nelle nostre possibilità e prerogative per contribuire a garantire maggiore sicurezza per chi vive e lavora a Torino”.

La sicurezza – aggiunge l’Assessore alla Sicurezza della Città di Torino Marco Porcedda – rimane un tema fondamentale per questa amministrazione ed è per questo che abbiamo chiesto con forza che i fondi a disposizione per la sicurezza in città potessero continuare ad essere utilizzati per migliorare la videosorveglianza nelle aree più sensibili e fornire alle forze dell’ordine strumenti adeguati per prevenire e contrastare i reati. Siamo lieti anche che sia stato condiviso il percorso che la Città ha intrapreso verso i servizi di prossimità, con maggiori risorse per la Polizia Locale per servizi di monitoraggio e controllo sui mezzi pubblici e sulle aree verdi.

TorinoClick

Locali affollati e alcol venduto fuori orario: a Torino multe per oltre 10mila euro

/

Controlli serali, locali affollati e irregolarità nella vendita di alcolici. Nei giorni scorsi la polizia è intervenuta tra via Nizza, il quartiere Millefonti e l’area di Corso Spezia, una delle zone più frequentate della movida torinese. Il bilancio è di oltre 10 mila euro di sanzioni.

L’attività è stata condotta dagli agenti del Commissariato di Barriera Nizza, con la partecipazione della polizia locale. I controlli si sono svolti nelle ore serali e notturne, soprattutto lungo l’asse di Corso Spezia. Gli agenti hanno controllato tre locali e due minimarket. Quattro attività sono state sanzionate perché il numero di clienti presenti impediva ai pedoni di attraversare il marciapiede.

In un bar-spritzeria sono state riscontrate alcune carenze igieniche. Mancavano anche le zanzariere sulle porte dei locali destinati alla preparazione degli alimenti. Nel dehors, inoltre, erano presenti più persone rispetto alla capienza consentita. Le sanzioni hanno superato i 2 mila euro.

La somma più alta riguarda un minimarket in via Varazze. Durante il controllo è emerso il mancato rispetto del divieto di vendere bevande alcoliche da asporto tra la mezzanotte e le 7. Contestata anche la vendita di bevande in contenitori di vetro o metallo tra le 23 e le 7 del giorno successivo. In questo caso le sanzioni ammontano a quasi 7 mila euro. I controlli nelle zone della movida proseguiranno con cadenza regolare.

VI.G

Autunno difficile per le imprese piemontesi: energia e materie prime spingono i costi

/

Si prospetta un autunno complicato per le imprese piemontesi, strette tra gli effetti delle tensioni in Medio Oriente, il rincaro dell’energia e delle materie prime e le conseguenze di siccità e fenomeni meteorologici estremi. Secondo Confartigianato Imprese Piemonte, la combinazione di questi fattori rischia di tradursi in nuovi aumenti dei costi di produzione, con particolare incidenza sulle attività energivore, sulla lavorazione dei metalli e sul comparto alimentare, a partire dal settore dolciario.

Le tensioni nell’area del Golfo rappresentano un ulteriore elemento di incertezza per gli approvvigionamenti. L’Italia importa infatti da quei Paesi il 56,6% del gasolio raffinato acquistato all’estero. Parallelamente, a maggio 2026 i prezzi di metalli e minerali utilizzati anche nella produzione di macchinari risultavano cresciuti del 39,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Secondo le elaborazioni dell’Ufficio studi di Confartigianato Imprese, l’aumento delle spese per elettricità, gas e carburanti potrebbe comportare per famiglie e imprese italiane quasi 29 miliardi di euro di maggiori costi.

Per il Piemonte la stima è di 2,118 miliardi di euro, cifra che colloca la regione al quinto posto nazionale. L’impatto maggiore viene stimato in Lombardia, con 5,402 miliardi, seguita da Emilia-Romagna con 3,011 miliardi, Veneto con 2,952 e Lazio con 2,272 miliardi. Una situazione particolarmente delicata per le regioni a forte vocazione manifatturiera.

“L’escalation del costo del carburante e dell’energia non impatta solo sulle imprese energivore e sull’autotrasporto – commenta Giorgio Felici, Presidente di Confartigianato Imprese Piemonte – ma ricadono a cascata su tutti i prodotti trasportati come ad esempio gli alimentari. Aumenti, quindi, che andranno ad aggiungersi ai costi delle materie prime”.

Alle difficoltà determinate dallo scenario internazionale si somma la situazione delle risorse idriche. In Piemonte le riserve vengono indicate sotto il 30%, mentre la necessità di ricorrere maggiormente all’irrigazione rischia di coincidere con una fase di carburanti più costosi. Confartigianato richiama inoltre la necessità di interventi strutturali sugli invasi e sulla manutenzione delle infrastrutture idriche.

“Il sommarsi di tensioni internazionali, mancata gestione del territorio e sostanziale miopia della classe dirigente dei paesi occidentali e dell’Europa crea un vortice perfetto per penalizzare la manifattura, spiega Giorgio Felici, Presidente di Confartigianato Imprese Piemonte. La variabilità dei prezzi è diventata strutturale, e questo danneggia le strategie aziendali. Le imprese artigiane si trovano davanti a un bivio: ritoccare i listini, con il rischio di penalizzare ulteriormente i consumatori, oppure lavorare in perdita mantenendo però intatta la qualità, che resta il nostro tratto distintivo. Il tutto con una crescente azione predatoria da parte della pubblica amministrazione ed un aumento costante della burocrazia”.

Il rischio indicato dall’associazione è quindi quello di una progressiva compressione dei margini delle piccole imprese: assorbire gli aumenti significa ridurre la redditività, mentre trasferirli sui prezzi finali potrebbe indebolire ulteriormente i consumi.

“Senza un piano strutturale per rendere più stabili le filiere e sostenere le imprese nei costi di produzione – conclude Felici – la qualità Made in Piemonte rischia di diventare un lusso sempre meno sostenibile”.

Arrivati a Torino i nuovi agenti della Polizia di Stato

Sono 12 i nuovi Agenti e Assistenti della Polizia di Stato trasferiti nella Città metropolitana di Torino, assegnati alla Questura e ai Commissariati cittadini, a una parte dei quali il Questore, Massimo Gambino, e il suo Vicario, hanno espresso oggi il loro benvenuto.
I nuovi arrivi andranno ad integrare l’organico della Polizia di Stato in provincia, recentemente incrementato con l’assegnazione, del Dipartimento della Pubblica Sicurezza, di 78 Agenti in prova.
Gli operatori sono già stati assegnati alle diverse articolazioni della Questura e nei Commissariati sezionali, dove andranno a potenziare i vari servizi, favorendo una maggiore vicinanza della Polizia di Stato alle comunità locali.