Sui maggiori organi di informazione sono usciti i virgolettati di Beppe Grillo che prende posizione in seguito all’insediamento del nuovo Presidente degli USA Donald Trump. Si dice che la “Politica internazionale ha bisogno di uomini forti come Trump e Putin”; che il “Protezionismo è modello da imitare”; che “Trump sembra moderato, i media hanno deformato il suo punto di vista”.I Radicali chiedono al più amato sindaco d’Italia, il fiore all’occhiello dei 5 stelle, di prendere posizione sulle dichiarazioni di Beppe Grillo.

Dichiarazione di Igor Boni e Silvja Manzi (Direzione nazionale Radicali Italiani) e Laura Botti (Coordinatrice Associazione radicale Adelaide Aglietta)
“Il Sindaco più amato d’Italia, a quanto si legge dai giornali, il fiore all’occhiello dei 5 stelle, che guida uno dei comuni più europeisti del nostro Paese, che più volte ha votato nel suo Consiglio comunale documenti che chiedono di procedere verso gli Stati Uniti d’Europa e contro le violazioni dei diritti dei cosiddetti ‘diversi’ in Russia, in Asia, in Africa e in ogni parte del mondo, non può non prendere posizione di fronte a queste clamorose dichiarazioni del leader del suo non-partito.
Chiara Appendino è d’accordo che la politica internazionale ha bisogno di uomini forti come Trump e Putin? E’ d’accordo su adottare politiche protezioniste nel nostro Paese che vive – come è noto – grazie all’importazione di gran parte delle materie prime? E’ d’accordo sulla definizione di ‘Trump
moderato’ dopo quello che abbiamo sentito dal candidato Trump in tema di donne, migranti e disabili? E’ d’accordo sulla cancellazione dal sito internet della Casa Bianca delle pagine dedicate al tema dei diritti Lgbt e della questione del cambiamento climatico?
Nascondersi dietro un opportunistico silenzio non è più possibile se non si vuole avere sulle spalle la responsabilità di un’alternativa che si prospetta scura e tetra come non mai”.
Non c’era la sindaca Appendino ma il vicesindaco e assessore all’Urbanistica Guido Montanari, con i colleghi Marco Giusta e Stefania Giannuzzi, all’assemblea degli elettori critici
“Verso il decimo Congresso del Partito della Sinistra Europea”
Il Movimento Consumatori, Riparte il futuro, animatori, con altre 10 sigle, di Sai chi voti, giudicano positivamente l’incontro con Chiara Appendino
Il 17 gennaio nella Sala Viglione di Palazzo Lascaris si sono svolte le sedute delle sei Commissioni permanenti dell’Assemblea legislativa subalpina necessarie per il rinnovo, a metà Legislatura, dell’Ufficio di presidenza.
Il Presidente Chiamparino e la Sindaca Appendino hanno visitato gli stabilimenti della FIAT Mirafiori – in particolare la linea del Levante, il nuovo suv Maserati – accompagnati da John Elkann e da Sergio Marchionne
produzione di FCA nel nostro territorio e sul pagamento dell’IRAP in Piemonte, nonché di richiedere impegni precisi su questi aspetti fondamentali, oltre che sulle sponsorizzazioni culturali”
sull’ibrido, sull’elettrico e sull’idrogeno proprio qui, nella città che vanta tutt’ora più conoscenza e ricerca nell’auto di tutta Europa? Nonostante le note diffidenze di Marchionne verso il settore, egli stesso ha accennato alla possibilità di un futuro prossimo fatto finalmente anche di questi modelli. Torino e il Piemonte hanno ancora la forza di guardare la prima lettera della sigla ‘FCA’ e ricordare al mondo che qui sappiamo fare auto? Marchionne rimane della sua idea secondo cui ‘nessuno nel settore è capace di guadagnare un dollaro sull’elettrico e sull’ibrido’? Sarà vero che motori e batterie non sono più tecnologie e prodotti nelle mani dei costruttori, di certo non di FCA, ma siamo proprio sicuri che in questo Paese non ci siano le risorse per un progetto nazionale su questa frontiera? I rigori li sbaglia chi ha il coraggio di tirarli, Marchionne vuole uscire dalla storia di FCA senza aver tirato fuori una macchina elettrica da una carrozzeria italiana?”
“Il pasticcio del bando da riaprire e’ la cartina di tornasole dell’inadeguatezza di questa amministrazione comunale
“Il problema non e’ allestire quello che in tanti chiamano “suk” a Ponte Mosca o in qualsiasi altra area della città. La sindaca Appendino deve rendersi conto che la stragrande maggioranza dei torinesi non vede favorevolmente tale pseudo-mercato”, afferma Napoli.
pagano le troppe tasse richiederebbe da parte dell’amministrazione comunale un maggiore impegno, sia nel trovare agevolazioni per gli esercenti “feriti” dalla crisi, sia nella lotta all’abusivismo e alla contraffazione. Un ultimo aspetto, questo, – conclude Napoli – sul quale, a proposito del mercato del libero scambio, ci sarebbe molto da riflettere”.
Un testo base unificato dei disegni di legge depositati in Commissione Finanze che riguardano Mps, il Banco Desio e della Brianza, la Banca popolare di Vicenza e Veneto Banca, le quattro banche poste in risoluzione e i quattro ddl sul sistema bancario in generale
associazioni di categoria. Questo lavoro era considerato come prodromico alla Commissione d’inchiesta che era stata auspicata in più disegni di legge. Per questo abbiamo ritenuto non fosse opportuno restringere il campo dell’azione svolta ad un solo soggetto, senza però vanificare il lavoro che era stato precedentemente svolto con lo spirito di rendere subito operativa quella ricerca di trasparenza che ritenevamo necessaria per un tema così delicato. L’Ufficio di presidenza della commissione ha deliberato la conclusione dell’indagine stabilendo il deposito della relazione conclusiva per il 17 gennaio, la votazione della stessa per il 25 gennaio e l’avvio della procedura legislativa per la Commissione d’inchiesta in 6a Commissione il 31 gennaio con il deposito di un testo base unificato risultante dai 13 disegni di legge presentati volti ad istituire la Commissione parlamentare. Li ricordo anche per spiegare la ratio della cosa: due dei suddetti disegni di legge riguardano il Monte dei Paschi di Siena, uno il Banco Desio e della Brianza, quattro le quattro banche poste in risoluzione, quattro il sistema bancario in generale e due la Banca popolare di Vicenza e Veneto Banca”.
“Esprimo il mio apprezzamento per la pronuncia della Consulta che ha evitato un pericoloso passo indietro ideologico per l’Italia sulla parte del Jobs Act inerente l’abrogazione dell’articolo 18
Il 18 gennaio il Ministro Minniti sarà in Parlamento per l’audizione programmatica sul piano di ampliamento dei CIE, che dovrebbe prevedere oltre 400 nuovi posti disponibili per raggiungere circa 1.500 posti a regime
parlamentari e le Regioni a rimandare al mittente il piano di ampliamento dei CIE e accogliere solo il piano Anci per l’accoglienza. D’altra parte il 17 febbraio 2014 il Comune di Torino si era espresso in modo chiaro, approvando un atto in cui chiedeva ufficialmente al Governo e alle autorità competenti il superamento del CIE di corso Brunelleschi. Il 18 dicembre dello stesso anno, il Consiglio Regionale era andato anche oltre, votando la mozione n. 150, presentata da Grimaldi, per chiedere al Governo la chiusura immediata del centro. “Chiediamo a Sergio Chiamparino e Chiara Appendino di essere conseguenti” – dichiara il Capogruppo di SEL Marco Grimaldi. – “Capiamo che vi sia una percezione
di insicurezza in seguito ai fatti più recenti, ma ripercorrere una strada sbagliata non può essere la soluzione. Il caso Amri lo dimostra: in assenza di accordi con i Paesi di provenienza il rimpatrio è comunque difficile, d’altra parte non si vede perché persone che hanno scontato anni in carcere non possano essere identificate durante la detenzione, anziché proseguirla deliberatamente in un centro di identificazione ed espulsione. È questo l’unico modo per individuare gli eventuali terroristi, non certo condannare persone innocenti o che hanno già pareggiato i conti con la giustizia alla privazione della libertà in condizioni peraltro
estreme”. “Condivido le preoccupazioni del garante dei detenuti” – dichiara la Capogruppo di Torino in Comune Eleonora Artesio: – “la situazione del CIE di Torino è drammatica. Sono aperte due aree e mezzo su sei e in ogni caso le condizioni sono critiche. Come può essere questa la risposta?” “Continuiamo a ribadire che la soluzione è una soltanto” – dichiara il Deputato di SI Giorgio Airaudo: – “aprire corridoi umanitari con i Paesi in cui la situazione è insostenibile, creare percorsi di inserimento legale e facilitare l’accesso al diritto d’asilo. La Commissione diritti umani del Senato ha appena documentato l’inefficienza dei CIE nei provvedimenti di espulsione e la loro disumanità. L’unico modello che ha funzionato è quello dell’accoglienza diffusa sul territorio e del coinvolgimento delle comunità”.