POLITICA- Pagina 443

Ruffino (CI): “Reddito di cittadinanza inadeguato”

“La pandemia ha mutato povertà e bisogni, accentuato divari e disagi, inasprito le emergenze sociali. Dal recente rapporto Caritas emerge che oltre il 50% della popolazione che si rivolge alla Caritas percepisce il reddito di cittadinanza.

Ciò significa che il reddito di cittadinanza, oltre ad essere una misura inadeguata a stimolare le politiche attive del lavoro, risulta tale anche nel sopperire al disagio sociale ed arginare i fenomeni di povertà. I nuovi profili della povertà sono diversi da quelli tradizionalmente intesi nell’immaginario collettivo, sono famiglie giovani con figli minori e spesso in possesso di un reddito, seppur minimo. Occorre per questo intervenire urgentemente rivedendo il reddito di cittadinanza. Occorre affrontare le politiche sociali, di welfare e di occupazione con un nuovo approccio, guardando anche ai nuovi poveri, utilizzando risorse certe e risposte adeguate”.
Così in una nota la deputata di Coraggio Italia, Daniela Ruffino.

Ex Embraco, Costanzo (Alt): “Sei mesi di cassa per aiutare i lavoratori”

“17  anni, 5 governi, 5 ministri e tutti i colori politici: zero soluzioni. Questa è la descrizione in pillole della crisi dei lavoratori ex Whirlpool, ex- Embraco, ex Ventures e a quanto detto dal ministro Giorgetti anche ex-Italcomp, progetto che a detta sua non vedrà mai la luce. Facile chiamarli ex, ma restano sempre loro: lavoratrici e lavoratori, donne e uomini, mogli e mariti, madri e padri.

C’è ancora chi invoca consigli aperti, ma il tempo delle innumerevoli illusioni è finito. Serve un po’ di verità. Al Ministro Giorgetti chiedo: ha definitivamente accantonato il progetto del primo polo tutto italiano dei compressori per non pestare i piedi all’Austria? Con  la conferma della proroga della cassa integrazione per cessazione, ci saranno sei mesi da utilizzare per buttarsi a capofitto su nuove soluzioni, sei mesi per guardare oltre e per ricollocare queste persone nel nostro territorio facendo tesoro delle loro competenze, e del loro bagaglio di esperienza lavorativa. Auspico che il Ministro Orlando dia il via all’utilizzo dei nuovi ammortizzatori sociali – la cui riforma è stata annunciata più volte – proprio con i lavoratori di Riva presso Chieri”. Così in una nota la deputata torinese in Commissione Lavoro Jessica Costanzo (L’Alternativa C’è)

Panza (Lega): Buone notizie per la montagna, 30 milioni in più

Per gli impianti di risalita, dal Sostegni bis

“Buone notizie per la montagna dal Sostegni bis, l’emendamento stanzia infatti ulteriori 30 milioni in più per i comprensori e le aree sciistiche per interventi di innovazione tecnologica, ammodernamento e miglioramento dei livelli di sicurezza degli impianti di risalita, delle piste da sci e degli impianti di innevamento programmato” – commenta l’europarlamentare Alessandro Panza, responsabile delle politiche per le aree montane della Lega -.
Inoltre, per far fronte alle esigenze connesse all’incidente della funivia del Mottarone, per il 2021 è stato assegnato un contributo di mezzo milione di euro per i comuni di Stresa e Omegna, finalizzato al ristoro delle attività alberghiere, di ristorazione e bar, un ulteriore sforzo per trovare risorse supplementari nei confronti di categorie che sono state messe in ginocchio dalla pandemia– conclude Panza.
Così in una nota l’Europarlamentare della Lega Alessandro Panza, responsabile delle politiche per le aree montane della Lega.

Ruffino (CI): Pnrr utile per valorizzare ruolo donne

“Basta considerare le donne una minoranza da includere, diamo il giusto valore considerandole una risorsa  per dare nuova linfa a tutto il sistema sociale ed economico.

Serve una visione strategica e comprensiva, come emerso anche nel G20. Il Pnrr potrà essere utile a questo cambio di approccio, affinchè si renda strutturale il valore e il ruolo delle donne nella società attraverso l’attuazione di politiche di genere più efficaci”.
Così in una nota la deputata Daniela Ruffino di Coraggio Italia.

A Chieri “una camera mortuaria più dignitosa”

<Ho presentato nel corso del consiglio comunale  sera una mozione per indurre l’Amministrazione Comunale a ristrutturare la camera mortuaria e obitorio del cimitero comunale chierese.

L’ho fatto, consapevole, che anche nel momento ultimo della vita, si abbia diritto a giacere in un luogo adeguato e dignitoso. Gli attuali locali difettano nello spazio, sebbene siano ben tenuti, non permettono a più persone di accedere a visitare una salma qui deposta, inoltre a differenza di molti locali comunali presentano notevoli barriere architettoniche che impediscono di fatto l’accesso. La questione ha trovato ampia condivisione in Consiglio, infatti è stata votata all’unanimità, segno che era evidente la necessità di rendere idonei tali luoghi. Per questo ringrazio i miei colleghi consiglieri per aver appoggiato e condiviso la mia mozione. Abbiamo approvato la ristrutturazione dei locali che andrà inserita nel piano di interventi del Comune. Sono certa che l’Amministrazione saprà procedere nei tempi necessari al fine di attuare le richieste della mozione. Alla fine, avremo dei locali per la camera mortuaria e per l’obitorio più ampi, idonei e senza barriere architettoniche. Anche questa è una forma di rispetto per le persone, anche nella dignità della morte> così Rachele Sacco consigliera comunale di Chieri.

Una Terza Via per Torino: il Polo Civico, Coalizione dei Diritti

L’appuntamento con le Elezioni Amministrative di Torino si avvicina ma finora le due principali coalizioni si sono impegnate unicamente ad elaborare strategie di allargamento del proprio schieramento per battere l’avversario politico dimenticandosi di fatto di proporre idee e programmi per il futuro della Città.

In questo panorama desolante e caotico a farne le spese sono Torino ed i suoi cittadini che, dopo anni di decrescita infelice a 5 stelle e nel mezzo di una pandemia che ha complicato immensamente la vita di tutti, hanno la necessità impellente di ritrovare la strada verso la serenità ed il benessere, attraverso scelte programmatiche ed idee che possano porre le basi per il domani della nostra Città.

Soltanto una coalizione, una terza via, realmente Civica si sta occupando di programmi e di progetti concreti sui quali fondare una stagione di crescita, di sviluppo, di tutela dei diritti per la Città ed i suoi abitanti: la Coalizione a sostegno della Candidatura a Sindaco di Davide Betti Balducci.

Una squadra formata da Torino Civica, Partito Animalista, Partito Gay e dalla Lista Partite IVA e Pensionati per Torino che andremo da oggi a rappresentare.

Una coalizione che nasce dal territorio per il territorio e che supporterà concretamente le istanze dei torinesi con l’intento di risolverne i problemi per aprire una nuova stagione di crescita, riportando la Città ad ambire a quel ruolo di locomotiva sociale ed economica per l’intero Paese.

Sostenendo queste categorie, cioè il reale motore sociale ed economico delle comunità, Partite IVA e Pensionati per Torino proporrà idee e programmi che avranno ricadute positive per tutta la Città e per tutte le categorie. Dal potenziamento del trasporto pubblico che sta venendo ulteriormente tagliato in periferia in questo periodo, alla revisione dei regolamenti comunali sull’occupazione del suolo pubblico. Dal miglioramento del sistema di raccolta rifiuti (altro grave punto dolente degli ultimi mesi) al recupero di parchi ed aree verdi come punto di incontro sociale nei quartieri. Da una migliore gestione della manutenzione stradale all’abbattimento delle barriere architettoniche e degli ostacoli alla mobilità pedonale, fino al riportare i servizi demografici stabilmente nei quartieri, presenteremo un programma che andrà a toccare a 360 gradi ogni aspetto della vita quotidiana dei cittadini.

“La scelta di scendere in campo e mettermi in gioco con la Lista Civica Partite IVA e Pensionati per Torino” – dichiara Claudio Desirò Coordinatore della Lista – “è dovuta alla presa di coscienza sull’attuale situazione politica, sociale ed economica della Città. I grandi partiti si coalizzano per battere il nemico, nel frattempo la città ed i suoi abitanti, in grave difficoltà da troppi anni, attendono risposte e proposte. Soltanto attraverso un progetto realmente civico, territoriale e con progetti comuni potremo proporre idee per la ripresa di Torino e di tutta l’Area Metropolitana”.

“Per questo” – conclude Desirò – “ho accolto con entusiasmo l’idea di sostenere la Candidatura a Sindaco di Davide Betti Balducci, persona seria e competente, da anni impegnato nel sociale della Città e che rappresenta la perfetta scelta lontana dalle logiche partitiche della spartizione degli incarichi”.

Un progetto civico lontano dai giochi di partito e che mette Torino ed i Torinesi al centro delle idee, delle proposte e dei programmi per il futuro.

Claudio Desirò

Lista Civica Partite IVA e Pensionati per Torino

Embraco, Grimaldi (LUV): Il Governo ha abbandonato i lavoratori

“Abbiamo creduto fino all’ultimo nel progetto Italcomp, nella lungimiranza dell’idea di un polo italiano di produzione per compressori.

 

La pandemia ci ha mostrato come delocalizzare la produzione di componenti sia del tutto miope anche dal punto di vista delle imprese, perché se qualcosa nelle importazioni si blocca, tutta la produzione si ferma e questo vale anche per gli elettrodomestici. Ecco perché resto convinto che serva una filiera dei compressori più corta e che quel progetto fosse l’unico in grado di immaginare il futuro. Il Ministro Giorgetti ha voluto a tutti i costi attendere che un privato salvasse la situazione, ma non è stato così e oggi dal Governo non arrivano soluzioni alternative” – ha dichiarato il Capogruppo di Liberi Uguali Verdi, Marco Grimaldi, intervenuto in Sala della Trasparenza, piazza Castello, al tavolo di crisi sulla ex Embraco convocato dall’Assessora Chiorino, mentre di fronte si svolgeva il presidio dei lavoratori.

“Siamo stati di fronte ad ‘accaparratori’ senza scrupoli che, dietro le promesse di nuovi investimenti, hanno ottenuto incentivi per poi abbandonare la nave” – ha proseguito Grimaldi. – “Non dovremmo vergognarci dell’intervento pubblico, sono loro che devono provare vergogna per le pratiche sconsiderate che perseguono. Penso però che oggi che la politica tutta debba chiedere scusa ai lavoratori Embraco e a moltissimi altri, e prendere atto di non aver saputo, in questi anni, porre un freno alle delocalizzazioni e alle operazioni corsare di molti imprenditori sulla pelle di chi lavora. Il fallimento della nascita del polo dei compressori con la Acc e le prese in giro di 5 anni di reindustrializzazioni promesse dai Ministri che si sono succeduti non lasciano scampo. Come ha detto Landini, ‘la ex Embraco è l’esempio di come non si fa politica industriale’. Si ritorni sui propri passi: l’obiettivo non può essere tenere a casa i lavoratori all’infinito, gli ammortizzatori servono a restare agganciati all’unico progetto che ha un futuro, ovvero la nascita del polo italiano di produzione per compressori. E ora tutti a Roma a manifestare sotto i palazzi del Governo: questa vicenda, insieme a quella della Gigafactory, mostrano che il Piemonte e Torino sono stati abbandonati al declino dei propri settori produttivi, nel disinteresse generale di imprenditori e opinionisti. Non è accettabile”.

 

Sostegni bis: Molinari (Lega), ok 350 mln per automotive

“Grazie alla Lega, in arrivo 350 milioni per l’automotive.

Approvato il nostro emendamento al decreto Sostegni bis che stanzia risorse preziose per il fondo rottamazione permettendo il ritorno degli ecobonus fino al 31 dicembre 2021: 200 mln per gli autoveicoli Euro 6; 60 mln per quelli elettrici; 50 per i veicoli commerciali N1 nuovi o autoveicoli speciali M1 nuovi; 40 mln per chi acquista in Italia veicoli M1 usati e di prima immatricolazione in Italia. Una misura concreta di sostegno per un settore strategico che ha risentito fortemente della crisi economica causata dal Covid-19″.

Così il capogruppo della Lega alla Camera, Riccardo Molinari, primo firmatario dell’emendamento approvato.

Lega, a Rivoli la conferma di Laura Adduce

“Ringrazio il partito per la riconferma e soprattutto per la nuova nomina”.

“Coordinare un partito è molto difficile, complesso, ma tremendamente fantastico. Se penso al percorso fatto dalla mia Sezione mi scappa un sorriso. Sì, perché siamo cresciuti tanto insieme, negli anni abbiamo fatto corsi di formazione politico-amministrativa, convegni e io ho sempre cercato di evocare e trasmettere il principio cardine della Lega: Prima il territorio.
Siamo un partito territoriale, per questo, da sempre, siamo presenti con i nostri Gazebo nelle piazze. E’ importante stare a contatto con la gente e capire le loro vere esigenze. Ascolto è azione per noi.
Insieme abbiamo portato avanti e vinto tante battaglie, non ultima le elezioni comunali a Rivoli, comune dove ho l’onore di ricoprire la carica di Vicesindaco.
Sono stati eletti molti amministratori nella mia città, che ringrazio per il lavoro che quotidianamente svolgono con la discrezione che li contraddistingue senza voler per forza apparire, a dispetto di come qualcuno ci descrive.
Ho sempre affermato e ne sono convinta che sono i fatti a parlare e non le chiacchiere, perché quelle si sa le porta via il vento.
Sono ancora tante le sfide da affrontare insieme e sono sicura che, portando avanti la rivoluzione del buon senso, le vinceremo.
La Lega unitamente agli alleati di centro destra in un governo coeso e compatto non può che essere quel valore aggiunto che fino a ieri a Rivoli mancava.

Laura Adduce

Vicesindaco di Rivoli

Commissario sezione Lega

Il tramonto della “cultura della mediazione”

La cosiddetta “cultura della mediazione” è, storicamente, uno dei caposaldi costitutivi del cattolicesimo politico italiano.

E proprio attorno alla “cultura della mediazione”, per dirla con il
grande storico cattolico democratico, Pietro Scoppola, noi abbiamo potuto registrare le qualità e
le capacità delle classi dirigenti del passato. Nello specifico, della classi dirigenti di governo. Non
a caso fu proprio la Democrazia Cristiana, in particolare le componenti interne riconducibili alla
sinistra democristiana, a farsi protagonista e artefice di questa modalità concreta del far politica
nel costruire, di volta in volta, la miglior sintesi possibile per il bene del paese.

Certo, la “cultura della mediazione” è figlia di una concezione politica che respinge alla radice
qualsiasi forma di radicalizzazione del confronto; è estranea alla tesi della criminalizzazione
dell’avversario, cioè del nemico politico; non prevede la delegittimazione morale e politica
dell’interlocutore e, soprattutto, cerca sempre la miglior sintesi politica possibile non attraverso un
compromesso al ribasso ma, semmai, con una “mediazione alta”, appunto.

Ecco, questa modalità concreta di ricercare le ragioni di una convergenza, pur senza alcuna
deviazione consociativa o, peggio ancora, trasformistica, è la conseguenza di una precisa cultura
poltiica. Non a caso, i grandi statisti democratici cristiani del passato, e non solo, non praticavano
questa prassi per conservare il solo potere o per ridicolizzare l’avversario politico di turno. Al
contrario, era la strada migliore per la ricerca di una convergenza politica e parlamentare che
restava l’obiettivo finale della stessa azione politica. Anche in stagioni dove la contrapposizione
politica e parlamentare era all’ordine del giorno e caratterizzava il confronto tra i vari partiti.

Ora, che cosa resta di tutto ciò nell’attuale contesto politico italiano? Certo, siamo ancora –
speriamo per poco, comunque sia, – in una stagione politica dominata dal populismo, dal
trasformismo e dall’opportunismo politico e parlamentare. È persin inutile ricordare che in contesti
del genere la “cultura della mediazione” resta un corpo del tutto estraneo se non addirittura un
oggettivo impedimento da radere al suolo per poter declinare concretamente l’azione politica. E,
non a caso, l’ideologia grillina, ora condivisa e sposata dal nuovo corso del Partito democratico di
Letta, non prevede questa prassi nella gestione politica complessiva. I totem ideologici di quel
partito, il movimento 5 stelle appunto, ormai li conosciamo talmente bene che non è granché
credibile la tesi di rimuoverli saltuariamente dal confronto politico quotidiano. “Dall’uno vale uno”
alla ridicolizzazione politica del passato, dalla contestazione a tutte le culture politiche alternative
al populismo alla demagogia e alla deriva antiparlamentare, da una spregiudicata anti politica alla
violenza verbale. Dal “vaffa day” in poi. È ovvio che la “cultura della mediazione” in un quadro del
genere non abbia diritto di cittadinanza. Il tutto aggravato da una voglia, persin violenta – almeno
a livello verbale – di delegittimare definitivamente ed irreversibilmente l’avversario politico in
qualsiasi modo e con qualsiasi strumento. E, su questo versante, la specificità culturale di un
grande patrimonio politico del passato – quello del cattolicesimo popolare e democratico,
appunto – non può che essere sacrificato sull’altare delle nuove mode.

Se, però, non stupiscono affatto il comportamento e la prassi dei 5 stelle – un partito estraneo ed
esterno alla cultura politica e parlamentare delle tradizionali forze politiche del nostro paese –
quello che incuriosisce è il cosiddetto “nuovo corso” di quei partiti, a cominciare dal Pd e da chi
lo rappresenta, che hanno fatto della distruzione della “cultura della mediazione” quasi la loro
ragion d’essere. Forse in virtù del fatto che per stringere un’alleanza storica, organica e strutturale
con i 5 stelle non si può che assecondarne la loro cultura e il loro concreto modo d’essere. Un
elemento, questo, talmente evidente e palpabile che non merita ulteriori commenti. E la vicenda
politica, parlamentare e legislativa dell’ormai famosissima “legge Zan” non è che la plateale
sintesi di questa impostazione. Al punto che la ricerca di una mediazione, o di un accordo, o di un
confronto viene visto e percepito quasi come un attentato alla attuale dialettica politica e
parlamentare. E quindi da respingere senza esitazione al mittente. E questo al di là delle posizioni
di Renzi che, come noto e ormai scontato, sono sempre e solo del tutto strumentali, estranee e
lontane dal merito della questione. Ma questo è un altro paio di maniche.
Spiace rilevare, infine, che anche su questo versante emerge una grave carenza della presenza
pubblica dei cattolici democratici e popolari. Un motivo in più, quindi, per accelerare le ragioni
della presenza di quest’area culturale nella concreta dialettica politica italiana.

Giorgio Merlo