
STORIE DI CITTA’ /
di Patrizio Tosetto
Le telefonate tra i volontari ed il 118 sono un tragico spartiacque. Volevano solo un trattamento più umano per il malato
Sulla morte di Andrea Soldi ho sbagliato. E’ morto da 15 giorni. Ho aspettato che qualcosa raccontato da parte dei testimoni oculari fosse, anche lontanamente , un modo per – parzialmente – scagionare medico e vigili. Viceversa ne è venuto fuori un quadro di cattiveria ed inesperienza. Io non volevo accettare questa “gratuità” nell’agire da parte di chi era preposto a farlo. Ho sbagliato essendo possibilista su una distribuzione delle colpe, delle responsabilità. Non giudico. Sarà chi di dovere a farlo. Il Capo dei vigili ha parlato di sfiducia della gente verso le istituzioni. Difficile dargli torto (alla gente). Le telefonate tra i volontari ed il 118 sono un tragico spartiacque. Volevano solo un trattamento più umano per il malato. Umano. Probabilmente, una semplice perizia avrebbe risolto tutto. Gli ispettori del ministero hanno denunciato l’assenza di servizi preposti anche prima dell’episodio. Una famiglia lasciata sola dalle istituzioni?. Ora la loro richiesta di giustizia è, e deve essere, anche la nostra. Richiesta che riguarda non solo le persone. Riguarda le istituzioni nella loro capacità di controllo del proprio personale. Qui è in gioco la nostra salute. La malattia mentale come frontiera nella capacità di affrontare e, perlomeno, controllare il fenomeno. Una morte monito per tutti, soprattutto per le istituzioni.




Carrie Bradshaw questa frase l’avrà ripetuta mille volte, mentre vagava con i sandali in mano per le vie di New York. Scalza, svogliata, stanca, non più lucida nè brillante come appena uscita di casa, a fine serata Carrie sperava solo di andare a morire nel suo letto, come una balena arenata dal trucco sfatto. E dire che era uscita di casa davvero brillante, nella sua giacca rosa e il rossetto lucido, con i capelli così voluminosi da svolazzare in aria come uno stendardo.


Uscirà nelle sale il prossimo 27 agosto ‘Mirafiori Lunapark’, il film prodotto da Mimmo Calopresti in collaborazione con Rai Cinema. La regia è di Stefano Di Polito, autore torinese nato proprio a Mirafiori. Il film a Torino sarà proiettato al Cinema Romano. Fanno parte del cast Alessandro Haber, Antonio Catania e Giorgio Colangeli. Il lungometraggio è stato interamente girato a Mirafiori e narra della strenua battaglia di tre dipendenti di una vecchia fabbrica ora andati in pensione, contro l’abbattimento dell’edificio dove hanno passato metà della loro vita.
Continuando con il nostro piccolo spazio dedicato alle vie che costituiscono la nostra città, oggi parleremo della marchesa Giulia Falletti di Barolo.