LIFESTYLE- Pagina 122

Miss Italia Piemonte a Pianezza

Miss Italia Piemonte riparte per la prima tappa provinciale del 2025 scegliendo di tornare a Pianezza. L’appuntamento è per sabato 21 giugno in piazza Giovanni Paolo II, alle ore 21, quando sarà eletta Miss Pianezza. Le ragazze, quaranta in tutto, arriveranno nella cittadina, fin dal mattino e saranno protagoniste della consueta sfilata, che avverrà su e bike per le vie del centro, e di un servizio fotografico.

A presentare l’evento, new entry  di tutte le selezioni per Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta, l’attore torinese Andrea Beltramo, noto volto della TV nella trasmissione Melevisione e doppiatore di fama nazionale. Sua la voce del giovane Re Carlo III in “The Crown”. Il suo ingresso nel concorso era un segno del destino dato che nel 2002 fu uno dei giovani protagonisti del film di Dino Risi “Le ragazze di Miss Italia”. Ad affiancarlo ci sarà Miss Piemonte 2024, Francesca Spinelli.

“Sono orgogliosissima di essere alla guida del concorso di Miss Italia, perché non si tratta soltanto di bellezza, ma di un percorso di crescita per tutte le ragazze che vi partecipano. Miss Italia rappresenta un’esperienza di formazione, solidarietà e consapevolezza – spiega Mirella Rocca, esclusivista regionale per Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta, punto di riferimento importante per tante ragazze che desiderano iscriversi allo storico concorso di Miss Italia, sognando poi di entrare nel mondo della moda e del cinema, essendo una professionista del settore. Ringrazio anche il sindaco Antonio Castello e l’amministrazione per aver fortemente voluto questa manifestazione e l’associazione Helios di Pianezza che ha  collaborato alla realizzazione”.

Le selezioni proseguiranno durante tutta l’estate, in un lungo viaggio che, come da sempre vuole Mirella Rocca, valorizzerà non solo la bellezza e il fascino delle aspiranti, sempre più numerose, ma anche del territorio e dei prodotti della nostra meravigliosa regione.

Nel corso della serata verrà eletta Miss Pianezza, che accederà alle selezioni di Miss Piemonte 2025 prevista per fine agosto. Si assegneranno inoltre le fasce di Miss Rocchetta e Miss Framesi.

La giuria sarà composta da professionisti del settore della moda, cinema e bellezza, ma anche da rappresentanti di importanti associazioni  come l’LILT, Lega italiana per la lotta ai tumori,  e un rappresentante del Codacons.

Mara Martellotta

 

“7° Mangè an n’autra cort” a Castagnole Piemonte

Fra cibo, rievocazioni storiche e buona musica – torna per il “Solstizio d’estate”, uno degli eventi clou dell’enogastronomia piemontese

Sabato 21 giugno

Castagnole Piemonte (Torino)

Il titolo dato all’evento – “Mangè an n’autra cort” – richiama uno dei più iconici (e spesso irriverenti) modi di dire piemontesi: “Cantè an n’autra cort”, come dire vai a rompere le scatole altrove. Assolutamente di tutt’altro tono, invece, l’intento-richiamo degli organizzatori della serata tesa a inaugurare l’estate 2025 a Castagnole Piemonte, comune di poco più di 2mila abitanti alle porte di Torino, che, sabato prossimo 21 giugno, ospiterà la settima edizione di un’esperienza enogastronomica che, sotto il titolo appunto di “Mangè an n’autra cort” (“Mangiare in un altro cortile”), intende attrarre il maggior numero possibile di partecipanti e fondere nel migliore dei modi le storiche cene conviviali di buon vicinato praticate nei borghi antichi e il più moderno street food.

Il via alla festa alle 19 e se ne avrà fino a tarda notte, con l’allestimento in tutte le piazze e le vie del concentrico di stand food & drink, in collaborazione con ben quattordici “Proloco”del Piemonte che delizieranno il pubblico con i loro piatti tipici accompagnati da un buon bicchiere di vino. All’appello risponderanno le “Proloco” di Candiolo, Caramagna, Carmagnola, Castagnole Piemonte, Condove, Envie, Lombriasco, Monforte d’Alba, Osasio, Racconigi, Sommariva Perno, Vergne e Verzuolo. Ciascuna con i suoi piatti più rappresentativi: dal panino “candiolese” e gnocco fritto con Nutella per arrivare alla salsiccia porchetta capocollo e patatine, passando per il pan fritto con salumi nostrani e dadolata di pesche con gelato, via via fino all’agnolotto d’la Vila ravioles della Val Varaita e guancia brasata con puré.

Soddisfatto il gusto, si penserà a coccolare anche l’udito e la vista con la musica del dj-set di Gianluca Martino, Luca Zabellan e Matteo D’Amico che farà da gradevole sottofondo, dalle ore 19, in tutte le vie del paese. Dalle 19,15entrerà in gioco la meravigliosa “rievocazione storica” d’epoca risorgimentale, con la sfilata di oltre 150 figuranti con partenza da via Torino e arrivo in Piazza Cesare Battisti. Protagonisti assoluti il Re Vittorio Emanuele II e il suo grande amore, la Bela Rosin. La rappresentazione, con la regia di Luigi Oddoero, la conduzione di Maurizio Aglioldo e il coordinamento di Lorenzo Piana – in arte “Re Peperone” – vede la partecipazione dell’Associazione storico-culturale di Pinerolo “La Maschera di Ferro”, del Gruppo degli Sbandieratori di Villastellone “Comitato dei Templari”, del Gruppo animazione teatrale di Pinerolo “Piccolo Varietà” e della performancespeciale del mezzo soprano Rosy Zavaglia.

Al termine della sfilata, avrà inizio la serata di intrattenimento per tutta la famiglia in piazza Cesare Battisti. Dalle 22,15 saranno sul palco gli “Annovanta”, il gruppo che farà scatenare il pubblico sulle note dei brani dance più famosi degli anni ’90 e non solo, seguiti in consolle, alle 23,45, dal dj internazionale Roberto Molinaro.

In chiusura, dall’una fino a tarda notte, Christian Express, artista che ama definirsi “progressive-trance, innamorato del suono analogico”. Il tutto con la presentazione della “super voice” di Sandro Bit e la collaborazione di “DAGMA Promotion” e “Treseinovepromotion”.

Per maggiori info è possibile chiamare il numero telefonico 338/2500480 oppure scrivere all’indirizzo e-mail apscfcastagnole@gmail.com

Durante la serata saranno presenti punti informativi a tutti gli ingressi principali del centro cittadino.

g.m.

Nelle foto: immagini di repertorio

Da solitudine e desertificazione a ripopolamento grazie alla movida di qualità

MACELLERIA LOVERA

Negli ultimi anni, segnati dalla pandemia e da un generale rallentamento economico, i portici di Torino hanno visto abbassarsi molte saracinesche. La chiusura di attività storiche ha lasciato interi tratti della città più bui, meno vissuti, e spesso percepiti come meno sicuri. Ma ogni trasformazione urbana può diventare un’occasione, se accolta con visione e coraggio.
Un esempio virtuoso arriva da Corso Vinzaglio, dove la storica Macelleria Lovera ha trovato nuova vita grazie a un gruppo di giovani imprenditori che ha scelto di investire in quel luogo carico di memoria. Senza alterarne l’identità – gli arredi originali, tutelati dalle Belle Arti, sono stati mantenuti – il locale si è trasformato in Macelleria Lovera – cocktail bar e tea room, uno spazio raffinato, curato, accogliente, capace di unire il fascino del passato a un’offerta contemporanea.
Non è solo una riapertura, ma un segnale di rigenerazione urbana concreta. La presenza serale del locale, con i suoi tavolini, la musica soft e un flusso costante di clienti, ha contribuito a riportare vivibilità e sicurezza sotto i portici. È la dimostrazione di come l’ampliamento degli orari di frequentazione da parte dei cittadini migliori la qualità percepita dello spazio pubblico.
Non è un caso che proprio in quell’area, meno di un anno fa, si fosse verificato un episodio finito sulle cronache: un uomo, in evidente stato di alterazione, aveva danneggiato le vetrine in un gesto violento e disperato. Oggi, lo stesso tratto di portici si presenta animato, illuminato, frequentato, e questo anche grazie all’iniziativa privata che ha saputo restituire senso e funzione a un luogo altrimenti in abbandono.
I privati, quando credono nel territorio e lo rispettano, rappresentano una linfa vitale per il tessuto produttivo e sociale della città. Le attività economiche, se ben integrate, diventano presìdi urbani: portano presenza, socialità e coesione. La rinascita della Macelleria Lovera – oggi cocktail bar e tea room – ne è un esempio concreto.
Torino continua a cambiare. E se lo fa mantenendo il legame con la sua storia, può solo crescere meglio.
PIETRO RUSPA

Estate: cosa mangiare per combattere il caldo e magari buttar giù qualche kg?

Abbiamo incontrato Emanuele Calvaruso, biologo nutrizionista,  che terrà una conferenza il 21 giugno alle ore 12 presso Verdessenza in Via San Pio V, 20 per cercare consigli pratici in vista del gran caldo.

Non è ancora ufficiale ma direi che l’estate è ormai arrivata e anzi, tocca lottare con caldo, afa, pressione bassa e energia sotto i piedi. Il primo consiglio che ci viene dato è di non uscire nelle ore più calde e di bere tanto. Ma è possibile sopportare meglio il caldo e l’estate con i suoi aperitivi, i gelati e le cene fuori in comagnia? Lo abbiamo chiesto a Emanuele Calvaruso, biologo nutrizionista specializzato in alimentazione per chi pratica il tennis.

 

Dottor Calvaruso quali sono le caratteristiche principali di una dieta ideale per affrontare al meglio l’estate?

 

Durante il periodo estivo i due aspetti principali da considerare sono la perdita dei liquidi e i raggi UV. La natura ci aiuta a tenere a bada entrambi grazie alla frutta e alla verdura di stagione, ricca in anti ossidanti per limitare i danni dei raggi UV (es. il licopene nel pomodoro) e in acqua e sali minerali per reintegrare i liquidi persi. Perciò la dieta ideale per l’estate prevede  un consumo quotidiano di questi prodotti.

 

Parliamo di ritenzione idrica, problema che affligge sopratutto le donne con gambe appesantite e gonfie. Come si contrasta in estate?

 

Purtroppo l’aumento delle temperature causa un incremento nella ritenzione dei liquidi, ma possiamo comunque contrastarlo con tre semplici mosse: aumentare il consumo di frutta e verdura fresca, evitare i prodotti ricchi in sodio (es. prodotti in scatola) e fare movimento.

Ci sono alimenti che sarebbe meglio evitare nei mesi estivi, anche se generalmente salutari?

 

Per chi soffre di pressione bassa possono essere poco indicati gli alimenti che aumentano la dilatazione dei vasi sanguigni, come ad esempio la capsaicina contenuta nel peperoncino.

In generale però basterà seguire la stagionalità dei prodotti per non cadere in errore.

Quanto è importante l’idratazione durante l’estate e quali sono i modi migliori per mantenersi idratati, oltre all’acqua?

 

L’idratazione in estate è essenziale per evitare di incorrere in colpi di calore, cali di pressione o ritenzione idrica. Si dovrebbe consumare almeno 1,5 – 2 litri di acqua al giornoinsieme a frutta e verdura (preferibilmente cruda o cotta al vapore).

Dobbiamo far uso di integratori e se si quali?

 

Gli integratori migliori sono i prodotti che ci dà la Terra, perché specifici per i bisogni del periodo che stiamo vivendo.

Per chi suda molto però potrebbe essere utile integrare il sodio poiché è il minerale che perdiamo di più. Anche qui però possiamo reintegrarlo senza dover comprare integratori, ma semplicemente con una spremuta di frutta fresca a cui aggiungere una punta di sale da cucina.

Quali sono gli alimenti che non possono assolutamente mancare in estate?

 

Probabilmente sarò ripetitivo, ma insisto sul consumo di frutta e verdura di stagione come caposaldo di una dieta estiva funzionale.

Cosa ne pensa dei pasti freddi come insalate di cereali, poke bowl o smoothie? Sono soluzioni valide dal punto di vista nutrizionale?

 

Potenzialmente possono essere delle ottime alternative fredde comode anche per chi ha la necessità di portarsi il pranzo a lavoro, ma attenzione a mescolare più tipologie di proteine.

Se preparate insalate di cereali o poke cercate di consumarle con una sola fonte proteica e di aggiungere invece più verdure o una fonte di grassi insaturi (frutta secca o avocado per esempio).

Gelati, aperitivi, barbecue: come possiamo goderci questi piaceri estivi senza compromettere l’equilibrio nutrizionale?

 

Partiamo dal presupposto che non è un pasto alla settimana a causare problemi di peso o di salute se abbiamo delle abitudini alimentari sane nel resto della settimana. Riguardo agli alimenti citati per quanto riguarda il gelato sarebbe un’ottima scelta preferire i gusti vegani rispetto ai gusti che contengono latte. Per aperitivi e barbecue invece l’unica difesa possibile è limitarne il numero, in modo da godersi le occasioni, ma senza esagerare con gli eventi che possono portare poi ad aumenti di peso.

E se volessimo perdere qualche kg, può darci una dieta veloce che ci aiuti a sgonfiare?

 

Diciamo che è impossibile dare una dieta generica perché è fondamentale l’anamnesi del paziente per poter preparare un piano su misura per le sue esigenze e valutando anche eventuali problematiche. Consiglio di prediligere una dieta fatta di cereali integrali, verdure e frutta di stagione ed evitare prodotti confezionati e ricchi in sale per affrontare l’estate al meglio senza preoccuparsi della bilancia,

Il Dottor Calvaruso terrà una conferenza il 21 giugno alle ore 12 presso Verdessenza, in Via San Pio V, 20, dove potrete fare domande e magari chiarire dubbi o sfatare miti e credenze.

 

Lori Barozzino

“LangaRide”. In bici tra cantine e vigneti di Langa

L’iniziativa, inizialmente prevista per la scorsa Pasquetta e poi rinviata, si recupera per il Solstizio d’Estate

Sabato 21 giugno

Sessame (Asti)

Nulla di ciò ch’è buono s’ha mai da perdere. Capita anche per “LangaRide”, la “ciclo-eno-gastronomica” organizzata dall’Associazione “Torino Bike Experience” in collaborazione con il Comune astigiano di Sessame (patria del Brachetto), inizialmente prevista per la scorsa Pasquetta (lunedì 21 aprile), poi annullata per maltempo, e oggi diligentemente recuperata nella data simbolica del “Solstizio d’Estate”, sabato prossimo 21 giugno, diventando  anche seconda tappa dell’“Appennino Bike Tour”, Festival che attraversa l’Italia, partendo dalla Liguria e arrivando in Sicilia, dal 20 giugno al 20 luglio.

“LangaRide è un tour ciclo-eno-gastronomico in bicicletta pensato per le famiglie e per il grande pubblico: da un lato, si vive e conosce il territorio delle Langhe Astigiane, ‘Patrimonio Unesco’, fuori dalle rotte più note, dall’altro si degusta” spiegano il sindaco di Sessame, Paolo Carlo Milano, e Alessandro Ippolito, presidente di “Torino Bike Experience”. La pedalata “eno-gastronomica” ha una lunghezza di 15 chilometri circa. L’appuntamento è per le 8,30, nel centro di Sessame, per le iscrizioni e per visitare il “villaggio” allestito ad hoc da “Appennino Bike Tour”. Alle 10,30, parte l’“itinerario facile”, nei dintorni del paese con tappe dai produttori di vino. Al rientro, a pranzo, sarà il celebre “Risotto” di Sessame ad attendere e a rinfrancare i partecipanti. A guidare la comitiva, saranno “accompagnatori ciclistici” qualificati“Uisp” che faranno scoprire gli angoli più suggestivi e  le strade panoramiche del territorio.

Sei le tappe previste, in altrettante Aziende agricole e in ognuna, l’opportunità di conoscere un’etichetta specifica della zona, in abbinamento a salumi e a formaggi tipici, tra i quali il “Roccaverano DOP”.

Per gli “appiedati” ma comunque desiderosi di montare in sella, nessun problema! “LangaRide” offre anche la possibilità di affittare le bici e garantisce, per tutta la giornata, un’assistenza meccanica gratuita. Inoltre, per chi farà acquisti nelle cantine, è garantita la possibilità di farsi portare il vino all’arrivo, quando verrà servito a tutti i partecipanti l’“Aperibike” in collaborazione con i produttori di vino e le sfiziosità di “Ma.Eled”. Non mancherà anche l’“intrattenimento musicale” in piazza con “Felice Reggio & Friends”: si spazierà dal jazz al pop fino alla “musica celtica”.

Prenotazioni: info@langaride.com

E per i ciclisti da dieci e lode, o quasi? Nessuna paura! Si è infatti pensato per loro, impavidi delle due ruote, il LangaRide Gravel”, percorso, di 70 chilometri con 1600 metri di dislivello, patrocinato dai Comuni di Sessame, Roccaverano e Bistagno, prova valida per il “Campionato Gran Gravel 2025” (partenza alle 8). Dal paese di Sessame, il tracciato passa per Bistagno (qui è previsto checkpoint) e, poi, si sale fino a Roccaverano, paese della “Roccaverano DOP”. L’itinerario prosegue, poi, attraversando i vigneti e le colline della Langa astigiana fino a rientrare a Sessame. All’arrivo, nel tardo pomeriggio, l’“Aperibike” per tutti i finisher.

Altra alternativa per chi accompagna i ciclisti, senza alcuna intenzione di montare in sella, la giornata da trascorrere all’“Asti Padel Club”di Sessame. Il pranzo si può consumare nell’area food, degustando il “risotto” di Sessame (piatto tipico locale, omaggiato da una “Sagra”, arrivata quest’anno alla 103^ edizione, che si svolge nel primo fine settimana di maggio) preparato dalla “Proloco”, oppure in una delle strutture convenzionate che collaborano con l’iniziativa come “Fin cu naie” (piazza Martiri della libertà 7), ristorante “Il Giardinetto” (strada Provinciale Valle Bormida 24), Agriturismo “Villa Caffarelli”(sp 25, della Valle Bormida 1).

Per ulteriori info e per iscrizioni: www.langaride.com

g.m.

Nelle foto: immagini di repertorio

 

L’ossessione per la forma fisica: un disturbo chiamato disformismo corporeo

 

La vigoressia  ha dei dati allarmanti e continua a crescere.

Nel momento in cui la cura di sé diventa una ossessione e segue pedissequamente modelli prestabiliti si può parlare di vigoressia (dal latino “vigor” forza e “orexis” fame” che si può tradurre in fame di forza), una condizione conosciuta anche come disformismo corporeo con dismorfia muscolare (DMS-5- TR 2022), un disturbo forse ancora poco conosciuto, ma piuttosto preoccupante e  in grado di causare una battaglia permanente con il proprio aspetto. Chi ne soffre sviluppa una percezione errata del proprio fisico e, sentendosi inadeguato rispetto ai parametri e ai dettami proposti dal contesto a cui si riferisce, corre ai ripari investendo il proprio tempo in attività ginniche molto faticose e ricorrendo a diete massicce e squilibrate. I dati sono allarmanti e in crescita, il 10% della popolazione soffre di vigoressia. La fascia più colpita da questo disturbo è quella tra i 25 e i 35 anni, seguita da quella dei 18-24; l’esordio spesso si manifesta durante l’adolescenza, momento in cui si comincia a costruire un’ identità basata anche sul proprio corpo; parte, quindi,  il percorso di modellamento e  ci si esamina puntualmente per verificare i miglioramenti che vengono postati successivamente su canali online,  come Tik Tok, creando in  questo modo un’onda virale di identificazione, potremmo dire di massa, sempre più potente e pericolosa.

Le psicoterapeute Silvia Bellapi, Simona Porta ed Elena Contento si occupano con scrupolosa attenzione di questa “nuova” patologia e spiegano che “la vigoressia è una ossessione per un corpo muscoloso, modellato e definito che pone come obiettivo quello del raggiungimento dell’ideale di perfezione e di impeccabilità. Il corpo diventa una gabbia, un prodotto che definisce la propria identità, chi siamo e quanto valiamo. Ci si percepisce con molti difetti anche se nella realtà e dall’esterno queste anomalie non vengono rilevate. I sintomi corrispondono a comportamenti e consuetudini precisi: programmi di allenamento estenuanti, preoccupazione eccessiva per le forme corporee, diete molto rigide iperproteiche e ipocaloriche.

È sotto gli occhi di tutti che negli ultimi anni l’attenzione per il corpo, per la forma fisica e soprattutto per la “perfezione”, parametro non esistente in natura, ma frutto di tendenze e credenze perlopiù create artificialmente, sta invadendo le nostre vite attraverso un vero e proprio tormento sui diversi canali social, soprattutto Instagram e Tik Tok, e la proposta continua di modelli ideali nati in televisione, nella moda, nello show business.

“Sui social media queste pratiche sono molto pubblicizzate, si propongono corpi creati dall’intelligenza artificiale irraggiungibili, ideali e di esemplarità non umanamente esistente. Questo disturbo attecchisce maggiormente quando alla base c’è bassa autostima e molta fragilità; le persone che soffrono di questa patologia cercano in tutti i modi di migliorare quello che avvertono essere fisicamente imperfetto, sono insicure e attraverso un corpo desiderabile, e quindi un controllo disciplinare su stessi, riescono a mitigare emozioni negative oltre che ad essere riconosciute e ammirate socialmente” spiegano  le dottoresse Bellapi, Porta e Contento.

Donne e uomini scolpiti, fisici modellati, pelle liscia, tratti perfetti ci si presentano quotidianamente sulle pagine dei media online e durante i programmi tv; questi appaiono favolosi, raccontano dei loro regimi alimentari, delle loro rinunce, delle loro sedute in palestra con pesi, elastici e tanta costanza, maniacale e ossessiva. Questa disciplina che ha l’aria di essere solo una mania salutista, a cui si tende a dare quindi una connotazione positiva, può essere tutt’altro che tale. Le diete estreme che prevedono l’eliminazione totale di carboidrati e di grassi con un uso smodato di proteine, infatti, insieme ad un compulsivo bisogno di fare attività fisica è tutt’altro che un piano benefico per l’organismo.

Ma quali sono i danni fisici e psichici di questa ossessione per un fisico modellato e scolpito? 

Normalmente si manifesta in breve tempo uno di quei comportamenti tipici di molti disturbi psichici: l’isolamento sociale, infatti, per evitare di sgarrare la dieta o saltare allentamenti si rinuncia anche a frequentare i propri pari e a partecipare ad attività ludiche. Altri rischi reali sono quelli fisici e corrispondono a danni muscolari e renali. 

Cosa possono fare gli agenti sociali come la famiglia o la scuola per prevenire ed eventualmente affrontare questa patologia? Le nostre esperte chiosano “bisogna favorire il senso di accettazione, mitigare il giudizio negativo e controllare comportamenti come l’isolamento sociale. È importante lavorare sui sintomi precedenti all’evoluzione della malattia e, se poi la situazione arriva a livelli allarmanti, è consigliato chiedere aiuto ai professionisti. Purtroppo a volte anche le famiglie o i partner degli individui affetti da questo disturbo sono coinvolti in questa spirale ossessiva tendendo così a normalizzare comportamenti disfunzionali; la terapia con approccio multi disciplinare, che comprende quindi l’intervento di psicologi, medici e nutrizionisti  senz’altro rappresenta una soluzione che offre le maggiori garanzie di risanamento.”

 

“ADAPTATION”: la reazione del mondo al cambiamento climatico

THE PASSWORD  Torino oltre gli asterischi

Per la rubrica The Password: Torino oltre gli asterischi”, in collaborazione con Il Torinese, la redattrice Arianna di Pascale parla di ADAPTATION, un progetto di web-giornalismo costruttivoche racconta le soluzioni di adattamento impiegate dai Paesi europei di fronte al riscaldamento globale.

Quante volte, leggendo dellavanzamento inesorabile del cambiamento climatico, ci siamo trovati davanti a una narrazione catastrofista della situazione? Quante volte ci siamo sentiti impotenti, minuscoli davanti a un avvenimento così immenso? Al giornalista Marco Merola è successo tante, troppe volte. Per questo motivo ha deciso di focalizzare il suo lavoro sul constructive journalism, una forma di giornalismo che si concentra sul positivo che può nascere dal negativo e sulla ricerca di soluzioni: la sfida è proprio dare una prospettiva costruttiva a una narrazione spesso distruttiva. 

Talvolta si pensa alladattamento al cambiamento climatico come a una forma di rassegnazione, allinattività di fronte al problema, ma non è così. L’adattamento è l’altra faccia della medaglia della mitigazione, ed è altrettanto necessario.

Da questa idea nasce ADAPTATION, un documentario interattivo che nasce per raccontare le strategie di adattamento delluomo al cambiamento climatico. Il progetto nasce da unidea di Marco Merola, giornalista che da oltre 20 anni firma reportage per magazine italiani ed esteri su temi legati a scienza, ambiente e tecnologia. Insieme ad altri colleghi ha girato il mondo per documentare le strategie di sopravvivenza e adattamento al cambiamento climatico. Questo formato in continuo rinnovamento permette di prendere un grande tema e di raccontarlo a tappe, attraverso tante storie connesse tra loro ma valide anche singolarmente, narrate con forme comunicative nuove e diversificate.

Per molto tempo la narrazione scientifica ha evitato di parlare di cambiamento climatico, poiché sintomo di una “sconfitta” da parte delluomo. Ci sono voluti almeno 20 anni per accettare lidea di “adattamento”: se ne era parlato già nel corso del protocollo di Kyoto 1997, ma tutt’oggi le posizioni mediatiche e politiche sono ben lontane da una narrazione di questo tipo. Adattarsi, però, è sempre stata la chiave della vita: parafrasando Charles Darwin, chi non evolve muore. E se guardiamo alloggi, i cambiamenti climatici altro non sono che una versione accelerata delle sfide naturali del nostro pianeta: daltronde luomo non è fatto per rassegnarsi, o non saremmo qui oggi.

Sulla pagina web del progetto si legge: “Adattarsi al cambiamento non vuol dire rassegnarvisi, tuttaltro. Significa piuttosto operare per ridurre gli effetti negativi sullambiente e, perché no, costruire modelli di vita differenti dal passato“. Ladattamento non è un’alternativa alla mitigazione, ma la integra, rendendone accettabili tempi e costi. La Banca Mondiale,  in uno studio del 2009, ha stimato che i costi per gli interventi di adattamento ai cambiamenti climatici ammonterebbero a una cifra tra i 70 e i 100 miliardi di dollari allanno fino al 2050a patto che venga rispettato lobiettivo di contenere laumento delle temperature a un massimo di 2°

ADAPTATION propone un viaggio dispirazione alla ricerca di buone pratiche di adattamento. Per il momento, il progetto racconta di due Paesi europei per cui la sfida climatica è particolarmente stringente: l’Olanda e lItaliadi cui per ora sono riportate cinque regioni, tra cui figura anche il Piemonte, grazie al supporto del Politecnico di Torino. Per questa regione, la fotografia climatica risulta abbastanza inclemente: dagli anni Sessanta a oggi le temperature massime giornaliere sono già aumentate di 2°C, mentre quelle minime di 1,5°C. Le precipitazioni non sono affatto regolari, con brevi periodi di piogge violente e periodi di secca sempre più lunghi, rendendo il Piemonte la regione con i territori più aridi della penisola (dati dellOsservatorio ANBI 2024). Gli effetti immediati sono la modificazione della portata dei fiumi, che causa anche inondazioni sempre più frequenti: ricordiamo ad esempio la disastrosa alluvione che nel 1994 ha colpito la città di Alessandria.

Le strategie sono molte e creative: alcuni agricoltori siciliani hanno dato vita ai cosiddetti vigneti eroici, in cui usano dei trenini che si arrampicano sulla roccia per curare i vigneti tutto lanno. C’è anche chi pensa a cosa mangeremo domani: nellisola di Texel, in Olanda, Marc van Rijsselberghe ha creato la prima salt farm del mondo, in cui coltiva semi antichi che riescono a crescere bene con lacqua salata. 

Per concludere, riportiamo alcune parole di Marco Merola, pronunciate durante ledizione 2019 di TEDxNapoli: “Adattamento evoca lungimiranza, adattamento siamo ognuno di noi. Siamo costretti ad adattarci, ma perché è nella nostra natura farlo: noi non combattiamo il cambiamento climatico, tentiamo di abbracciarlo”.

Arianna di Pascale

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A Saluzzo “C’è fermento”

 

Nella capitale dell’antico Marchesato, si festeggiano per quattro giorni i 15 anni del “Salone delle birre artigianali”

Da giovedì 19 a domenica 22 giugno

Saluzzo (Cuneo)

A tutta birra! A Saluzzo, ultimi preparativi e molta attesa per “C’è fermento”, il “Salone delle birre artigianali” che quest’anno spegne quindici candeline e che andrà in scena per tutto il fine settimana, da giovedì 19 a domenica 22 giugno prossimi, presso il Cortile principale de “Il Quartiere”, al civico 1 di piazza Montebello. In collaborazione con la “Città di Saluzzo” e la “Condotta Slow Food del Marchesato di Saluzzo”, l’organizzazione è, come sempre, della “Fondazione Amleto Bertoni”, che per quest’edizione, oltre a 20 birrifici artigianali e a 11 “food truck”, ha scelto di dare ampio spazio alla “musica” conquattro concerti delle band di “saletta live”che, da inizio anno, usufruiscono della “sala prova” messa a disposizione dalla stessa “Fondazione” e dal Comune.

I concerti si terranno ogni giorno a partire dalle 18,30 presso il “Cortile d’Onore”, e, con a seguire, dj set. Per festeggiare i 15 anni del Festival, domenica 22 giugno, ci sarà inoltre la“serata revival” con una bella sorpresa dedicata a chi, negli anni, ha partecipato al Salone. Ampio spazio sarà dato anche a “proposte ludiche” con l’accesso gratuito ai “calciobalilla” e, venerdì 20 giugno, con i “giochi da tavolo” dell’Associazione morettese “Dimensione Arcana”.

“I grandi protagonisti del Salone – afferma Carlo Allemano, presidente della ‘Fondazione Amleto Bertoni’ – saranno come sempre i birrifici artigianali, con il contributo delle proposte del cibo di strada di qualità. Ma non c’è festa senza musica. Per questo saliranno sul palco i giovani che, nei mesi scorsi, hanno provato nella saletta de ‘Il Quartiere’. Riconfermata inoltre la presenza della ‘Birroteca’ e della birra ‘Terres CF 25’, prodotta dal birrificio agricolo ‘Kauss’, nonché l’impegno alla sostenibilità con ‘eVISO’ e ‘C.S.E.A.’ di Saluzzo per azzerare, edizione dopo edizione, l’impatto climatico del Salone, sempre più una grande festa anche perché questa edizione rappresenta un compleanno importante: quindici anni che vogliamo celebrare con tutti coloro che ci hanno seguito e supportato nel tempo”.

In programma, per quanto riguarda gli eventi musicali: giovedì 19 giugno, l’esibizione del duo cantautorale “Devalle” e la voce e chitarra del “Dama Duet”, con grandi classici del rock; venerdì 20 giugno, si alterneranno la theatrical post-punk stoner metal ironic band “The Schwabs” ed il collettivo musicale “#Hahs21#” che mescola musica elettronica con elementi di funk e jazz sperimentale. Sabato 21 giugno, “Denim & Ties”, giovane cover band che propone rock moderno e contemporaneo, si intervallerà con il quartetto “33cl Band” dal repertorio hard rock e rock anni ’70 e ’80. Domenica 22 giugno, infine, il power trio cuneese “Electric Confidence”presenterà i propri inediti ispirati all’“alternative” e “hard rock”, “punk” e “blues”, e la cantautrice “Erica ed altri musicanti” concluderà con sonorità etniche, particolarmente ricercate.

Tutti i concerti saranno ad ingresso libero ed inizieranno alle 18,30. A seguire, giovedì, venerdì e sabato “dj set” fino a chiusura.

g.m.

Nelle foto: immagini di repertorio

 

«The World’s 50 Best restaurant», l’Oscar mondiale della ristorazione

Quattro giorni con il meglio della ristorazione internazionale per incoronare Torino e il Piemonte capitali mondiali del gusto

La Regione Piemonte accoglie a Torino i «The World’s 50 Best restaurant» – l’Oscar mondiale della ristorazione che premia i 50 migliori ristoranti del mondo al via oggi, fino al 20 giugno. Una manifestazione che riunisce il meglio della ristorazione e della critica gastronomica internazionale per un evento che punta a mettere Torino e il Piemonte sotto i riflettori mondiali del gusto.

Per quattro giorni saranno in città e visiteranno il Piemonte oltre 1300 ospiti, più di 250 media specializzati nel settore eno-gastronomico, 89 ristoranti e più di 100 chef tra i migliori al mondo.

«Ospitare 50 Best è per noi una scelta strategica per posizionare Torino e il Piemonte al centro delle rotte della ristorazione mondiale. Questa è una terra che esprime un’altissima qualità gastronomica, che però non sempre è percepita come tale. Avevamo bisogno di portare qui critici, giornalisti e i migliori chef del mondo per poterlo raccontare e dimostrare a tutti», dichiara il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio.

«Da oggi il Piemonte accoglie i più autorevoli protagonisti della scena gastronomica internazionale: avranno l’occasione di scoprire un territorio che ha fatto dell’enogastronomia una delle sue espressioni culturali più alte – sottolineano l’assessore al Turismo Marina Chiarelli, l’assessore all’Agricoltura e Cibo Paolo Bongioanni e l’assessore alla Tartuficoltura Marco Gallo -. Terra di paesaggi mozzafiato, grandi vini, paesaggi e piatti noti in tutto il mondo, la Regione ha una cultura del gusto che vive ogni giorno nel lavoro di chi, con passione e competenza, contribuisce a farla crescere e conoscere. Questi giorni saranno un’opportunità preziosa per condividere questa ricchezza e, insieme, un invito a tornare».

La Città di Torino dà il benvenuto a The World’s 50 Best Restaurants con una campagna di comunicazione e un Look of the City dedicato a promuovere l’evento all’aeroporto, nelle stazioni ferroviarie, alle fermate della metropolitana e su tutti i mezzi di trasporto pubblico locale.

«Siamo davvero contenti e orgogliosi di ospitare a Torino questa grande competizione internazionale – commenta il sindaco Stefano Lo Russo-. I riflettori di tutto il mondo saranno puntati sula nostra città, regalandoci una importantissima occasione di visibilità e promozione del territorio insieme all’occasione per valorizzare e far conoscere le sue eccellenze enogastronomiche, che costituiscono da sempre uno degli elementi d’attrazione per turisti e gourmand».

«Lo stanziamento straordinario che la Fondazione Compagnia di San Paolo ha deliberato testimonia concretamente la nostra volontà di far crescere il posizionamento internazionale della Regione e di valorizzarne i suoi asset strategici sostenendo eventi che parlano al mondo e rafforzando, al contempo, la rete culturale locale di un Piemonte capace di attrarre talenti, investimenti e nuove opportunità per tutta la comunità», dichiara Marco Gilli, presidente della Fondazione Compagnia di San Paolo.

Si comincia questa sera alla Reggia di Venaria con la cena di benvenuto dedicata alla stampa nazionale e internazionale. Un momento conviviale durante il quale il territorio piemontese – le sue Atl e i consorzi – potranno raccontare e far assaggiare agli invitati il meglio dell’enogastronomia del Piemonte. Sarà anche l’occasione per mostrare l’offerta turistica e culturale della Regione, grazie a una serie di video che saranno proiettati durante la serata e alla presenza di guide turistiche che illustreranno ai giornalisti e agli ospiti le bellezze piemontesi.

L’aperitivo, il menù della cena e l’after dinner sono stati realizzati in collaborazione con le associazioni di categoria Ascom-Confcommercio e Confesercenti, con la partecipazione di Ifse, Italian Food Style Education, l’Accademia d’Alta cucina, Pasticceria e Restaurant management d’Italia con sede a Piobesi (Torino), dell’Associazione Cuochi della Mole, dell’Associazione Ristoranti della Tradizione Canavesana, oltre che dai cuochi, dai maestri pasticceri e dai gelatieri di Ascom Epat. In campo anche Piemonte Land of Wine, i distretti del Cibo e il Consorzio del Gorgonzola.

L’aperitivo sarà servito sulla terrazza con vista giardini con cinque isole che rappresentano le specialità delle aree territoriali della regione: Torino (dalla battuta di scottone Razza Piemontese, fino alle ciliegie di Pecetto), Cuneo (nocciole Igp, acciughe al verde e cheesecake di Robiola d’Alba e pomodorini), Asti – Alessandria (vitello tonnato, crema di peperoni con bagna cauda e insalata russa), Biella – Vercelli (insalata di riso di Baraggia DOP e antipasto misto Piemonte – Savoia) e Novara – Verbano Cusio-Ossola (specialità al gorgonzola e tomino al verde).

La cena, invece, si aprirà con un “Ovetto croccante con asparagi di Santena scottati, fonduta di Blu del Moncenisio e tartufo nero”, vincitore del Premio FIPE 2025, un’esplosione di sapori e colori.

A seguire, un raffinato “Sorbetto al Vermouth bianco”, il celebre vino aromatizzato simbolo del Piemonte, prepara il palato alla “Zuppa di ajucche”, un’antica pietanza di pane ed erbe spontanee di montagna cotta al forno secondo la tradizione canavesana. Dal Canavese ci si sposta idealmente nel territorio braidese, con le “Perle di Carnaroli con ortiche, salsiccia di Bra ed emulsione di mirtilli”. Il gran finale è affidato al dessert: il tradizionale “Giandujotto della Mole”.

Per il dopo cena, ricca offerta dei drink più celebri del territorio e alcuni classici provenienti da tutto il mondo rivisitati dai più noti bartender torinesi. L’intrattenimento è affidato ai maghi di Master of Magic che proporranno alla platea trucchi, giochi di prestigio e performance: un’anteprima del Campionato mondiale di magia in programma in Piemonte dal 14 al 19 luglio.

«È un onore e un’occasione straordinaria ospitare a Torino l’edizione 2025 di The World’s 50 Best Restaurants. È un onore, perché la nostra città è stata ritenuta all’altezza di accogliere l’evento più prestigioso del mondo nel panorama dell’alta ristorazione. Ed è un’occasione, perché ci offre la possibilità di raccontare al mondo il valore della nostra accoglienza, della nostra tradizione enogastronomica, della qualità della nostra ristorazione, delle imprese e dei prodotti del territorio. Torino è una città che custodisce una grande tradizione gastronomica, ma che sa anche guardare avanti, con spirito d’innovazione e attenzione alla qualità. Uno spirito sempre più apprezzato dai turisti, che per il 20% sceglie Torino come meta per l’offerta enogastronomica. Le Associazioni di categoria sono state coinvolte nella cena dedicata ai giornalisti italiani e internazionali alla Reggia di Venaria: una vetrina straordinaria per raccontare il nostro territorio, in uno dei luoghi più suggestivi e simbolici del Piemonte» dichiarano Maria Luisa Coppa presidente Ascom Confcommercio Torino e provincia e Giancarlo Banchieri, presidente di Confesercenti Piemonte.

Il 18 giugno, dalle ore 10, Alberto Cirio, presidente della Regione Piemonte, parteciperà alla conferenza stampa di apertura dell’evento, alle Ogr, in corso Castelfidardo 22.

In serata sarà l’assessore Marina Chiarelli a rappresentare la Regione alla Chef feast a Villa Bria, sulla collina torinese, dove partner e sponsor si incontreranno con gli chef e la comunità dei gourmet per festeggiare l’arrivo in città. Il cuore della manifestazione sarà il giorno successivo, il 19 giugno, con il Red Carpet del 50 Best e l’Award e la proclamazione della classifica del 50 migliori ristoranti del mondo nella splendida cornice dell’Auditorium del Lingotto.

Alle 20 partirà la cerimonia di premiazione all’Auditorium Agnelli con la presenza degli assessori al Turismo Marina Chiarelli e alla Tartuficoltura Marco Gallo.

Fuori dalla Sala gli stand di sponsor e partner propongono agli chef, ai giurati e agli oltre 1300 ospiti i loro prodotti. Lo farà anche il Piemonte che con uno stand realizzato da Visit Piemonte mostrerà le immagini del territorio e della sua meravigliosa tradizione enogastronomica, oltre a proporre alcuni assaggi dei prodotti stagionali più rinomati, come la battuta di fassona con scaglie di Castelmagno, il salame di turgia, gli asparagi e dolci a base di nocciole e gianduja.

Oltre al ricordo dei sapori, la Regione Piemonte consegnerà agli chef alcuni omaggi simbolo del territorio che li ospita.

Una bottiglia di Barolo del proprio anno di nascita, un barattolo personalizzato di Nutella e un kit da cucina – zaino, grembiule e canovaccio – su cui è riprodotta l’Allegoria di Ugo Nespolo, rinomato artista piemontese. Nespolo ha realizzato un’opera per il Grattacielo Piemonte, sede della Regione, in cui ritrae tutte le eccellenze del Piemonte, dal saper fare della tecnica, dell’innovazione e dell’industria ai paesaggi di montagne, laghi e colline, dai prodotti agricoli ai piatti iconici della nostra cucina, fino ai monumenti che caratterizzano Torino e il Piemonte.

Tre itinerari alla scoperta delle eccellenze del Piemonte – tra sapori, cultura e tradizione – sono curati da Visit Piemonte per oltre venti giornalisti internazionali in occasione della manifestazione. I percorsi toccheranno alcune delle aree più rappresentative del territorio: dalle suggestive zone dei laghi, alle colline patrimonio UNESCO di Langhe, Monferrato e Roero, dove i partecipanti vivranno l’emozione della caccia al tartufo e approfondiranno la tradizione dei Tajarin. Il viaggio proseguirà poi nella zona delle risaie e nel Canavese, con un’esperienza educativa dedicata alla ricerca di funghi e frutti di bosco, accompagnata dalla degustazione del rinomato Erbaluce. Ogni tappa sarà arricchita da pranzi e cene in location iconiche dell’enogastronomia piemontese e torinese, per offrire un’immersione completa nella cultura del gusto che caratterizza la Regione.

Grande successo per la 42ª edizione del Palio Storico dei Borghi di Avigliana

Sabato 13 e domenica 14 giugno Avigliana è tornata nel medioevo con la 42ª edizione del Palio Storico dei Borghi, una delle manifestazioni storico-folcloristiche più importanti del Piemonte, che ricorda il passaggio in città nel 1389 di Valentina Visconti, diretta a Melun dove avrebbe incontrato il suo sposo Luigi di Valois-Orléans. Davanti al Conte di Savoia Amedeo VII, detto il “Conte Rosso”, alla consorte Bona di Berry e a Valentina Visconti, impersonati rispettivamente da Andrea Fornaro, Ilaria Valetti e Maria Vitillo, si sono sfidati in diverse prove i sette borghi storici del paese: Borgo Drubiaglio, Borgo Nuovo, Borgo Paglierino, Borgo Pertusera, Borgo San Pietro, Borgo Sant’Agostino e Borgo Vecchio.
Le competizioni avevano preso il via nel pomeriggio di sabato 7 giugno quando si è disputata la Gara di canoe sul Lago Grande, vinta nella categoria femminile da Emily Brocas in rappresentanza di Borgo Vecchio e nella categoria maschile da Fabio Goffi di Borgo Drubiaglio.
Sabato 14 giugno alle ore 17 è stata celebrata una Santa Messa nel Santuario della Madonna dei Laghi, edificato attorno ad un pilone decorato con un affresco raffigurante l’icona della Madonna del Latte, davanti al quale era solita recarsi in preghiera Bona di Borbone chiedendo la grazia di avere un erede maschio. Il suo desiderio venne esaudito ed il 24 febbraio 1360 nel castello nacque il figlio Amedeo. La contessa volle che attorno a quel pilone fosse costruita un’edicola, affidata agli Agostiniani. Nel Seicento la piccola edicola venne fatta trasformare dal Duca di Savoia Carlo Emanuele I nell’attuale santuario.
Al termine della funzione religiosa sono stati benedetti il Palio, dipinto quest’anno dal pittore Antonio Nunziante e le bandiere dei borghi.
I rievocatori del Gruppo Storico “La Corte del Conte Rosso”, seguiti dai rappresentanti dei borghi hanno quindi sfilato fino al Campo CGA in Via Oronte Nota, dove il Primo Cittadino Andrea Archinà ha consegnato le chiavi della città al Conte di Savoia Amedeo VII.
La serata è proseguita con la Gara dei Tamburini, nella quale ha primeggiato Borgo Sant’Agostino  e con la sfida di Tiro alla Fune, che ha visto la vittoria di Borgo di San Pietro.
Il numeroso pubblico ha potuto gustare menù conviviali di stampo medievale presso le taverne dei borghi; il tutto è stato accompagnato da spettacoli vari, tra i quali l’esibizione dell’Associazione “Sbandieratori e Musici della Città di Avigliana”, i combattimenti dell’ “Asti Buhurt Club” e i balli del gruppo “Belly…ssime”. Alle ore 22 i rievocatori del Gruppo Storico “La Corte del Conte Rosso”, presieduto da Ivonne Allais, che ha impersonato la Contessa Bona di Borbone e l’ Associazione “La Terra dei Cavalli”, presieduta da Giuseppe Raggi, hanno portato in scena lo spettacolo “Correva l’anno 1389” incantando con la loro bravura tutti i presenti. Questa rappresentazione ha permesso al pubblico di conoscere la vita di Valentina Visconti, nata a Pavia nel 1371 e figlia di Gian Galeazzo, Signore di Milano (il quale 5 settembre 1395 ottenne dal Re dei Romani Venceslao di Lussemburgo il titolo di Duca) e di Isabella di Valois, figlia del Re di Francia Giovanni II.

Bianca di Savoia, la nonna paterna di Valentina, era la sorella del Conte di Savoia Amedeo VI.  La giovane nel 1387 sposò per procura a Milano Luigi di Valois-Orléans, fratello minore del Re di Francia Carlo VI. Il 24 giugno 1389 partì da Pavia in direzione Melun per andare a incontrare il suo sposo. Portava in dote le Contee di Asti e Vertus, più 200.000 fiorini d’oro, monili, pietre e stoffe preziose. A Milano vennero organizzati dodici giorni di festeggiamenti in suo onore. Accompagnata da trecento cavalieri e da suo cugino il Conte di Savoia Amedeo VII, detto il “Conte Rosso”, che la scortò fino a Chambéry, fece tappa ad Alessandria, Asti, Chieri, Torino, Rivoli e Avigliana, dove in suo onore vennero organizzati grandi festeggiamenti che durarono più giorni, videro la presenza di tutti i nobili della zona e si conclusero con un torneo ed un palio dei cavalli. Valentina arrivò a Melun il 17 agosto. Il 22 agosto gli sposi fecero il loro ingresso trionfale a Parigi, dove nella Cattedrale di Notre-Dame ricevettero gli omaggi dell’aristocrazia francese. L’unione della coppia fu di breve durata in quanto Luigi venne pugnalato a Parigi il 23 novembre 1407 per ordine di suo cugino il Duca Giovanni I di Borgogna e Valentina si spense il 4 dicembre 1408 al Castello di Blois. Il loro nipote Luigi, figlio del primogenito Carlo, nel 1498 salì al trono di Francia con il nome di Luigi XII. A quest’ultimo nel 1515 succedette il genero Re Francesco I, figlio di Luisa di Savoia, sorella del Duca Filiberto II, anch’egli discendente da Valentina Visconti e Luigi di Valois-Orléans in quanto nipote del loro terzogenito Giovanni.
La serata di sabato 14 giugno si è conclusa dalla performance del gruppo artistico “ Il Carro delle Illusioni”.
Il giorno seguente alle ore 15 dal parco cittadino “Alveare Verde” è partito il corteo storico, che guidato dall’Associazione “Sbandieratori e Musici della Città di Avigliana”, dalla Corte, dai Borghi e dai Cavalieri del Conte Verde, capeggiati da Giuseppe Raggi che magistralmente impersonava il Conte di Savoia Amedeo VI, alle ore 16 ha raggiunto il Campo CGA, dove si è disputato il Palio Storico. Dopo la gara di Tiro con l’arco, vinta da Borgo Pertusera, si è tenuta l’attesissima corsa dei cavalli, che ha visto la vittoria, dopo ben 25 anni, di Borgo Vecchio, il cui fantino di Asti Nicolò Chiara, aveva già vinto il Palio nel 2017 con Borgo Drubiaglio.
Alle ore 22,15 il Corteo Storico ha raggiunto Piazza Conte Rosso, dove il numeroso pubblico ha ammirato il grande spettacolo pirotecnico.
A tutti gli eventi lo scrivente, in qualità di Vice Segretario Amministrativo Nazionale, ha guidato la delegazione dell’Associazione Internazionale Regina Elena Odv, che domenica 29 giugno organizzerà un grande evento storico ad Avigliana: la commemorazione delle nozze tra il Conte di Savoia Amedeo VI e Bona di Borbone, celebrate a Parigi nel 1355.
Alle ore 10 verrà celebrata una Santa Messa nella Chiesa Parrocchiale di San Giovanni Battista, seguita dal corteo della “Corte del Conte Rosso” e dei gruppi storici fino in Piazza Conte Rosso, dove si terrà una solenne cerimonia. Il pubblico avrà la possibilità di vedere da vicino in personaggi della Corte di Avigliana: il Conte di Savoia Amedeo VI, detto il “Conte Verde”, la consorte Bona di Borbone, il figlio Amedeo VII, detto il “Conte Rosso” e la nuora Bona di Berry. La partecipazione sarà libera.

ANDREA CARNINO