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Radio e Tv più trasparenti con il nuovo sito Corecom

corecomCon l’estate arriva un’importante novità per il sito del Consiglio regionale del Piemonte

 

Le pagine dedicate al Comitato regionale per le comunicazioni del Piemonte (Corecom) assumono una loro autonomia e cambiano veste. Da oggi è, infatti, attivo il sottodominio corecom.cr.piemonte.it, creato per rendere più facile e veloce la ricerca dei servizi offerti dal Corecom sui motori di ricerca. Le informazioni veicolate vengono indicizzate meglio, proprio come per i siti autonomi, mantenendo, in aggiunta, il collegamento con le numerose informazioni offerte sullo spazio web dell’Assemblea piemontese.

 

La nuova homepage dà spazio alla grafica e pone al centro di tutto un video che descrive in un minuto e mezzo cos’è il Corecom, perché si può contattare e dove si trova la sua sede. Ruotano intorno le informazioni principali: chi siamo, cosa facciamo e comunicazione. Tra i servizi offerti (gratuitamente) al cittadino, quello più utilizzato è quello delle conciliazioni, strumento per la risoluzione delle controversie tra utenti e operatori della comunicazione. Grazie a un menu ad ancore ora è più semplice avere tutte le informazioni sul servizio, trovare le risposte alle domande più frequenti poste dagli utenti, capire quando si svolgono le udienze. In questa pagina si trova il link al Catalogo digitale dove dal mese di luglio è possibile compilare online i moduli per attivare il servizio. 

 

La sezione “Cosa facciamo” offre una panoramica completa delle attività del Corecom: non solo conciliazioni e controversie, ma tutela dei minori, monitoraggio di quanto trasmesso da radio e tv locali, diritto di rettifica, vigilanza sui sondaggi pubblicati, compilazione del registro degli operatori di comunicazione, esame delle richieste di accesso ai programmi Rai e verifica della par condicio. 

 

Ricca la sezione “Comunicazione” con video, notizie e pubblicazioni. Tra queste ora anche il volume che ha avuto un importante successo, il vademecum che aiuta i genitori a capire Facebook e a non smarrire i propri figli online.

 

(www.cr.piemonte.it)

San Sebastiano Po, trekking in sella

 

Fitta serie di appuntamenti della Festa del Po delle Colline, previsti per i mesi di settembre ed ottobre

PO COLLINA

Il Parco del Po e della Collina Torinese, in collaborazione con i Comuni di Brusasco, Cavagnolo, Chivasso, Castagneto Po, Crescentino, Lauriano, Monteu Da Po, San Sebastiano Da Po, Verolengo, Verrua Savoia, il Parco del Po vercellese-alessandrino e dell’Orba e la Fondazione Eugenio Piazza Verrua Celeberrima, organizza, sabato 6 e domenica 7 settembre,  la seconda edizione della Festa del Po delle Colline, nel territorio del Chivassese.

 

La fitta serie di appuntamenti della Festa del Po delle Colline, previsti per i mesi di settembre ed ottobre, sarà inaugurata proprio dal trekking a cavallo di due giorni. La proposta del trekking a cavallo consentirà agli amanti di questo splendido animale di scoprire angoli del parco e del territorio del Po delle Colline inaspettati e talvolta non visibili se non a cavallo. Il trekking a cavallo sarà condotto e curato da personale dell’Ente Parco ed avrà partenza e arrivo presso gli impianti sportivi di San Sebastiano Da Po.

 

Pranzi al sacco, cena, trasporto e foraggiamento dei cavalli sono a carico dei partecipanti. Il percorso è di circa 40 km ed adatto a cavalli e cavalieri allenati. Prenotazione obbligatoria e informazioni al 3292505570 (Sergio Abena), entro il 1 settembre. Info: www.collinapo.it. Gli altri appuntamenti della Festa del Po delle Colline www.parchipocollina.to.it/man.php

 

(www.regione.piemonte.it) foto: il Torinese

 

Il saluto di Papa Francesco al Sinodo Valdese

VALDESI«Nonostante le tante difficoltà, vogliamo affrontare i problemi che ci stanno di fronte con la gioia e la gratitudine a cui ci richiama la Parola di Dio», ha dichiarato il pastore Eugenio Bernardini, moderatore della Tavola valdese

 

Il messaggio di Papa Francesco che esprime  la sua “vicinanza spirituale” è giunto  al Sinodo delle comunità valdesi e metodiste in Italia in corso a Torre Pellice. Il pontefice “prega il Signore di concedere a tutti i cristiani di progredire nel cammino verso la piena comunione, per testimoniare il Signore Gesù Cristo ed offrire la luce e la forza del suo vangelo agli uomini e alle donne del nostro tempo”. Le parole del papa arrivano tramite la lettera del segretario di Stato del Vaticano, cardinale Pietro Parolin, inviata come messaggio di saluto ai lavori del Sinodo

 

 

Si è aperto l’annuale Sinodo delle chiese metodiste e valdesi che si tiene, secondo tradizione, alla Casa Valdese di Torre Pellice. I 180 delegati di chiese, una metà pastori e una metà laici, si riuniscono per i lavori sinodali dal 24 al 29 agosto.

 

I temi che la Tavola valdese presenta al Sinodo riguardano la vita delle chiese, la valutazione del nuovo lavoro avviato negli anni scorsi, la formazione pastorale, il cammino dell’essere chiesa insieme, la diaconia, il progetto della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (Fcei) Mediterranean Hope e il lancio di un quotidiano online da affiancare al settimanale cartaceo Riforma.

 

«Nonostante le tante difficoltà, vogliamo affrontare i problemi che ci stanno di fronte con la gioia e la gratitudine a cui ci richiama la Parola di Dio», ha dichiarato il pastore Eugenio Bernardini, moderatore della Tavola valdese. A dare il via all’appuntamento del protestantesimo storico italiano un culto il 25 agosto alle 15.30 nel tempio di Torre Pellice, con predicazione di Claudio Pasquet.

 

Precedono i lavori dell’assemblea un pre-sinodo delle donne sabato 23 organizzato dalla Federazione donne evangeliche in Italia (Fdei) sul tema “Costruire nuove relazioni” e un pre-sinodo dei giovani organizzato dalla Federazione giovanile evangelica in Italia intitolato “Il nuovo, l’occulto e l’ignoto. Imparare a conoscere e condividere nella mediazione”.

 

(Fonte: www.evangelici.net)

Dove il vento incrocia le stelle

perdonVerso “campus stellae”, Compostela, citta’ che sorse a seguito del ritrovamento delle spoglie dell’apostolo Giacomo il Maggiore

 

Ecco il resoconto di una nuova tappa del Cammino di Santiago, compiuta dalla nostra collaboratrice Anita

 

Lasciata alle spalle Pamplona e’ l’Alto del Perdon ad accogliere il pellegrino dopo chilometri immersi in distese di girasoli.

 

Su questa altura di circa 735 metri  sagome di ferro illustrano i fedeli in cammino. “Dove si incrocia il cammino del vento con quello delle stelle” recita una frase incisa.

 

In effetti all’orizzonte i mulini lavorano incessantemente e sembrano spingere il pellegrino verso “campus stellae”, Compostela, citta’ che sorse a seguito del ritrovamento delle spoglie dell’apostolo Giacomo il Maggiore  e secondo la leggenda, indicate dagli astri all’eremita Pelayo nell’813.

 

Dall alto del Perdon il pellegrino per la prima volta può vedere il percorso intrapreso e che attraversa ora la Navarra.

 

(continua)

A Pamplona nella cattedrale di Esteban

pamplonaLa patrona della città e’ la Vergine del Cammino, a significare l’importanza di questo centro urbano nel percorso verso Santiago

 

Pubblichiamo una nuova tappa del Cammino verso Santiago de Compostela, intrapreso dalla nostra collaboratrice Anita.

 

Pamplona e’ la prima vera città che il pellegrino incontra nel suo cammino.

 

Capitale della Navarra, fondata da Pompeo Magno nel 75 a.c. circa viene ricordata per la corsa dei tori durante la festa di san Firmino.

 

In effetti il santo e’ presente ovunque lo sguardo si volga ma la patrona della città e’ la Vergine del Cammino, a significare l’importanza di questo centro urbano nel percorso verso Santiago.

 

La cattedrale e’ un piccolo gioiello alla cui realizzazione contribuì anche il maestro Esteban, architetto di quella di Santiago.

 

L’originale struttura romanica fu distrutta in un incendio nel 1390 ed oggi si presenta in gotico. Splendidi esemplari di questo stile sono le tombe di Carlo III e di Leon de Trastamara ivi custodite. 

 

Anita

Lo “Street art tour” si prenota sul web

Ugo Foscolo una volta scrisse:” L’arte non consiste nel rappresentare cose nuove, bensì nel rappresentarle con novità”. L’associazione di writers “Il cerchio e le gocce” (www.ilcerchioelegocce.com) ha deciso di organizzare visite guidate per la città facendo conoscere i numerosi murales

 

muralesC’è chi li ha sempre visti come veri e propri “atti vandalici” e chi invece ha sempre sostenuto che fossero la massima espressione di comunicazione che l’arte potesse avere. Ed oggi i cosiddetti murales tornano a far parlare di loro per le vie di Torino grazie all’iniziativa dell’associazione di writers “Il cerchio e le gocce”, che ha deciso di organizzare visite guidate per la città facendo conoscere i numerosi graffiti artistici.

 

Per chi si fosse chiesto chi abbia realizzato la donnola gigantesca che dal muro di un palazzo vigila su Lungo Dora e che cosa rappresenti il ragazzo nudo su una delle pareti di Palazzo Nuovo, può avere le risposte partecipando allo Street art tour. Sotto la Mole la proposta è stata accolta con successo ed entusiasmo, tanto che le tre guide che si alternano nelle visite stanno faticando a stare dietro alle miriadi di richieste che arrivano su Facebook o attraverso il sito dell’associazione.

 

Quest’ultima, fondata una decina di anni fa da Riccardo Lanfranco e Fijodor Benzo, nasce con l’obiettivo di far riconoscere la street art come una forma d’arte effettiva e di soddisfare la curiosità di chi si trova ad incrociare con lo sguardo, passeggiando per la città, uno dei tanti murales che ne popolano le vie e che in molti casi portano la firma di artisti noti.

 

Le visite sono ad offerta libera a seconda del gradimento e finora “Il cerchio e le gocce” ha organizzato tutta l’iniziativa confidando solo nelle proprie forze, ma non nasconde il desiderio e la speranza che in un futuro anche le istituzioni possano interessarsi a questo progetto creando, magari, pacchetti turistici ad hoc ed attivando una convenzione con il bike sharing per arrivare a quei muri che non si riescono a raggiungere a piedi.

 

Il tour viene organizzato di volta in volta in zone diverse della città e ogni visita finisce con un aperitivo al Samo, uno spazio post-industriale situato in Corso Tortona dove sono presenti varie pareti di graffiti da ammirare. Non mancano però le numerose polemiche da parte di coloro che, non distinguendo la street art dai comuni graffiti per così dire vandalici, criticano il progetto affermando che iniziative come questa siano soltanto una pubblica autorizzazione al “deturpamento” della città.

 

Ugo Foscolo una volta scrisse:” L’arte non consiste nel rappresentare cose nuove, bensì nel rappresentarle con novità”; diamo almeno una possibilità a questi artisti di strada che in un certo senso hanno fatto di Torino una “galleria a cielo aperto”.

 

 www.ilcerchioelegocce.com

 

 

(Foto: il Torinese)

Simona Pili Stella

 

L’antico rito del pellegrino a Roncisvalle

Il villaggio è  dominato dalla sua collegiata, visibile già dalle imponenti vette dei Pirenei

 

roncisvalle

Pubblichiamo una nuova tappa del Cammino verso Santiago de Compostela, intrapreso dalla nostra collaboratrice Anita.

 

Roncisvalle accoglie il pellegrino dopo la fatica sofferta nell’attraversata dei Pirenei.  Montagne aspre tra Spagna e Francia danno al pellegrino il primo accenno delle fatiche del cammino.

 

 Roncisvalle è il primo paese della Spagna che si incontra, 22 anime di cui 17 prelati.

 

Il villaggio è infatti dominato dalla sua collegiata, visibile già dalle imponenti vette dei Pirenei.  La chiesa, in stile gotico, è del XIII secolo.

 

Ancora oggi  alle 20 di sera accoglie i pellegrini con la propria benedizione che li spronerà nei momenti più difficili del cammino. E’ un rito antico, effettuato in tutte le  nazionalità dei pellegrini presenti.

 

Le luci della chiesa si spengono e per la prima volta e’ tangibile l’alto significato dei passi che si susseguiranno da lì ai prossimi 800 km.

 

Anita

“L’incanto delle donne del mare”

maraini1Mostra di Fosco Maraini al MAO.  L’allestimento è il primo risultato della collaborazione tra il Museo  torinese  e il Museo delle Culture di Lugano, e in vista c’è un calendario di altissimo livello

 

Armonia e bellezza. Ecco i primi flash emotivi di fronte a “L’incanto delle donne del mare”, in apnea fino a 20 metri di profondità, con perizoma e una lama per staccare i molluschi nel mar del Giappone; protagoniste delle foto e del primo reportage subacqueo di Fosco Maraini, antropologo, viaggiatore, fotografo e scrittore.

 

Ora il  MAO di Torino, con il patrocinio del Consolato Generale del Giappone e della Japan Foundation di Roma, rende omaggio al grande intellettuale appassionato di cultura giapponese, con la mostra che, a 10 anni dalla sua morte, ne celebra lo splendido lavoro.

 

L’allestimento, dal 20 giugno al 21 settembre, è il primo risultato della collaborazione tra il Museo d’Arte Orientale torinese  e il Museo delle Culture di Lugano, e in vista c’è un calendario di iniziative di altissimo livello e grande interesse.

 

Intanto in mostra si possono  ammirare 30 foto superstiti (su 45 negativi trovati, 15 erano irrimediabilmente danneggiati) dell’imponente lavoro documentaristico fatto da Maraini, nel 1954 in Giappone.  Raccontò il mondo delle donne Ama, appartenenti al  gruppo etnico di pescatori che viveva nelle isole Hèkura e Mikuria, al largo delle coste occidentali del paese del Sol Levante. La pesca del mollusco Awabi era la loro principale fonte di sostentamento e reddito, praticata nei mesi estivi. Tradizionalmente era affidata alle donne giovani e atletiche che, coperte dal solo kuroneko, in cui infilavano la lama ricurva, si tuffavano in mare, con infinita grazia e notevole resistenza raggiungevano i fondali, staccavano i molluschi  dalle rocce, poi  risalivano in superficie per depositarli in grande ceste.

 

Maraini si immerse con loro e oltre alle foto, realizzò anche il primo documentario subacqueo, superando un ostacolo non da poco. All’epoca infatti in Giappone non esistevano attrezzature  per le riprese sott’acqua e lui, geniale e cocciuto, sulla scorta della sua esperienza alle isole Eolie, si fece costruire in loco un apposito scafandro per la cinepresa ed uno per  la fotocamera. Dobbiamo alla sua tenacia il cortometraggio oggi in mostra, a lungo dato per disperso, poi ritrovato e restaurato grazie al Museo delle Culture di Lugano. E’ da non perdere perché testimonia  un mondo  scomparso; oggi resistono alcune anziane Ama, ma usano attrezzature  moderne e l’incanto non è più lo stesso.

 

Fosco Maraini con la sua personalità poliedrica ottenne successo e fama internazionale in più campi: antropologia, studi orientali, fotografia, letteratura ed alpinismo,  tradotto in 18 lingue e mosso sempre da intelligente curiosità.

 «Tutto voleva vedere, capire, smontare, svitare, penetrare» così si racconta nel personaggio suo alter ego, Clé, protagonista del libro autobiografico “Case, amori, universi” (Oscar Mondadori). Abile nell’entrare in sintonia con culture diverse, aveva anche  il dono di immortalare e raccontare  mondi nell’attimo del loro tramonto; sempre nel posto giusto, al momento giusto. Come quando in Tibet fu uno dei 4 occidentali a poter visitare i templi che oggi non ci sono più. E come  in Giappone quando seppe interpretare gli ultimi tuffi delle donne Ama e strepitoso fu il successo del suo “L’isola delle pescatrici” pubblicato nel 1960, oggi purtroppo introvabile.

 

E se, dopo aver visitato la mostra, con le foto, il filmato, i documenti lasciati per legato testamentario al Gabinetto Scientifico e Letterario G.P. Vieusseux e le attrezzature, volete immergervi ulteriormente nel mondo e nel lavoro di Fosco Maraini, il Mao ospiterà incontri e  approfondimenti, per tutta la durata dell’allestimento, con cadenza settimanale. Il primo, il 26 giugno, ore 18, sulla fotografia di Maraini esploratore dell’universo visivo.

 

Non mancheranno poi appuntamenti con amici e familiari del celebre etnologo per tratteggiare meglio la sua opera e personalità, proiezioni di  documentari e letture  tratte dalla  preziosa produzione letteraria di questo grande viaggiatore.

 

Calendario  completo  appuntamenti su sito  http://www.maotorino.it/

 

Laura Goria

 

Ecomusei, arrivano i fondi regionali

ecologiaPer valorizzare il patrimonio naturalistico, ambientale e storico del nostro territorio, ricco di tradizioni che deve essere visto quale ricchezza non solo culturale, ma anche di natura economica

 

La Regione ha previsto di stanziare per quest’anno 250mila euro a favore degli enti gestori degli ecomusei che hanno presentato entro il 20 marzo scorso i programmi delle proprie iniziative e attività. I contributi potranno essere incrementati in ragione dell’eventuale assegnazione di nuove risorse (leggi l’elenco).

“Il provvedimento – annota l’assessore all’Ambiente, Alberto Valmaggia – nasce dalla volontà della Regione di continuare a valorizzare il patrimonio naturalistico, ambientale e storico del nostro territorio, ricco di tradizioni e che, sempre più nella società post-industriale, deve essere visto quale ricchezza non solo culturale, ma anche di natura economica all’interno di società ben definite. Sostenere il lavoro degli ecomusei va proprio in questa direzione: mantenere vive le relazioni tra l’ambiente naturale e quello antropizzato, e contemporaneamente ricostruire e conservare la memoria storica che ha caratterizzato la formazione e l’evoluzione del paesaggio”.
La realtà ecomuseale del Piemonte annovera attualmente 25 ecomusei rappresentativi di realtà paesaggistiche, storiche e culturali diverse. La loro diretta gestione è garantita dall’impegno degli abitanti delle zone interessate, mossi dal senso di appartenenza e di conservazione delle tradizioni, vero collante delle comunità.
La Regione svolge una funzione di indirizzo, di coordinamento e di supporto alle attività progettuali promuovendo e valorizzando l’intero sistema tramite il Laboratorio Ecomusei.

(manastasia – www.regione.piemonte.it)

I capolavori della Sabauda fino a settembre in Sala Marmi

PAL CIVICEsposte due terne costituite da van Eyck, Beato Angelico e Schiavone e da Rembrandt, Reni e Poussin

 

Fino al 7 settembre la Sala Marmi di Palazzo Civico ospita sei capolavori provenienti dalla Galleria Sabauda: due terne costituite rispettivamente da van Eyck, Beato Angelico e Schiavone e da Rembrandt, Reni e Poussin.

 

L’ingresso alla mostra e’ gratuito con il seguente orario: lunedi’ dalle 11 alle 13, dal martedi’ al venerdi’ dalle 11 alle 13 e dalle 16 alle 18, il sabato dalle 10 alle 12; e’ possibile prenotare una visita guidata al numero 011/442.2244 (dal lunedi’ al venerdi’ ore 9-17.30; sabato ore 9-13).

 

Tutte le informazioni sull’opuscolo dedicato su SfogliaTO. Torino Web News 299 vi porta alla scoperta della mostra con un’intervista alla Soprintendente ai beni storici, artistici ed etnoantropologici del Piemonte.

 

(Fonte. www.comune.torino.it)