ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 559

Barricalla aperta per il 30° compleanno

L’impianto d’eccellenza in Europa per lo smaltimento di rifiuti speciali apre le sue porte ai visitatori

Image

Come funziona un impianto di smaltimento di rifiuti speciali all’avanguardia? Come evitare che i rifiuti pericolosi diventino un danno per la collettività? E ancora: da cosa vengono prodotti i rifiuti speciali e come possiamo ridurli? Tutte queste domande sono il tema di Porte aperte a Barricalla, la giornata di visita dell’impianto di eccellenza per lo smaltimento di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi di Collegno, a un passo da Torino, che si tiene il 14 settembre in occasione dell’inaugurazione del V lotto, la quinta vasca appena costruita per accogliere e stoccare i rifiuti stabilizzati e resi inerti. L’appuntamento è rivolto a tutti coloro che hanno a cuore le tematiche ambientali e vogliono rendersi conto in prima persona di come funziona e come viene gestito un impianto così importante e articolato, all’avanguardia in Europa, ed è condotto da Battista Gardoncini, giornalista scientifico che da lungo tempo si occupa di scienza e ambiente. L’occasione è speciale: l’attuale stato di lavorazione di Barricalla consente di comprendere, in una sola visita, l’intero percorso del ciclo di lavorazione dei rifiuti, dall’invaso ancora vuoto, passando per i lotti terminati in corso di chiusura, per concludere la visita con le aree già sigillate e ora destinate a campo fotovoltaico. L’appuntamento inoltre segna l’avvio delle attività per celebrare i trent’anni di Barricalla: un anniversario che rimarca l’importanza, oggi più che mai, delle discariche modello come Barricalla, una delle più importanti garanzie per la conservazione dell’ambiente stesso e la tutela della salute della collettività.Sono previste due visite per il pubblico nel pomeriggio (ore 16,15 e ore 17,30). Per entrambe la durata è di circa un’ora. Il ritrovo è nel piazzale interno di Barricalla (Via Brasile 1, Collegno). È indispensabile la prenotazione all’indirizzo porteaperte@barricalla.com indicando nome, cognome e comune di residenza e attendendo quindi esplicita conferma, sempre via mail, dell’avvenuta iscrizione. La conferma è necessaria poiché, trattandosi di un impianto industriale, per ragioni di sicurezza occorre rispettare un tetto massimo di partecipanti. Il criterio di scelta è stabilito dall’ordine cronologico di prenotazione. L’appuntamento inoltre segna l’avvio delle attività per i trent’anni di Barricalla: un anniversario che rimarca l’importanza, oggi più che mai, delle discariche modello come Barricalla, una delle più importanti garanzie per la conservazione dell’ambiente stesso e la tutela della salute della collettività.

Per info:

BARRICALLA SpA – Via Brasile, 1 – 10093 Collegno (TO)

Tel. 011 4559898 – Fax 011 4559938

E-mail: porteaperte@barricalla.com

Sito web: www.barricalla.com – Seguici su twitter@barricalla

QUALCHE INFORMAZIONE SU BARRICALLA

Barricalla SpA gestisce la principale discarica italiana di rifiuti speciali, pericolosi e non pericolosi, sita in Collegno, alle porte di Torino, nei pressi dell’ingresso della tangenziale e dell’impianto del gruppo IREN (sorto successivamente). Nasce nel 1984 ed è una società a capitale misto pubblico e privato.

Il capitale pubblico per il 30% è detenuto da Finpiemonte Partecipazioni S.p.A., il capitale privato (70%) è suddiviso in egual misura tra Sereco Piemonte S.p.A. e Ambienthesis S.p.A.. L’impianto, costruito dopo una attenta valutazione di impatto ambientale (V.I.A.), è operativo dal 1988 e occupa una superficie di circa 150.000 metri quadri, con un volume complessivo di 1.318.000 metri cubi. È suddiviso in cinque lotti, due dei quali sono esauriti e sono stati riqualificati in un parco fotovoltaico. L’intera struttura è progettata per garantire la massima affidabilità, con altissimi standard di sicurezza passiva.  rifiuti, dopo rigidi controlli di laboratorio, eseguiti su ogni partita di materiale in ingresso, vengono conferiti in discarica mediante una coltivazione a strati. Raggiunta la capacità massima della vasca si procede alla sua sigillatura idraulica con l’impiego di materiali impermeabili quali argilla e HDPE (high-densitypolyethylene – Polietilene ad alta densità) ed alla riqualificazione con terreno agrario e vegetazione autoctona. All’interno e nelle immediate vicinanze dell’impianto è attiva una fitta rete di sensori che permettono un monitoraggio ambientale integrato a suolo, acqua e aria per prevenire ogni forma di contaminazione da parte delle attività della discarica. Dal momento della sua entrata in attività, Barricalla non ha mai generato alcuna emergenza, divenendo anzi un punto di riferimento nella tutela ambientale. Oggi Barricalla, grazie ai 4.680 metri quadrati di pannelli fotovoltaici installati sulla cima dei lotti già terminati, produce1,12 GWh di energia elettrica pari al consumo annuo di circa 400 famiglie, con circa 700 tonnellate/anno di CO2 non emessa.

«Vi spiego come ho risolto il problema dei lupi”

Sabato 15 e domenica 16 settembre, nel suo alpeggio in Valcenischia il pastore Andrea Scagliotti organizza un convegno sui cani anti lupo, con il presidente della Federazione Italiana Cani da Guardia, Ezio Maria Romano

 

Farsi una buona cultura sui cani anti lupo, al di là delle tante polemiche che si sentono, è fondamentale per qualsiasi allevatore che porta i suoi animali in alpeggio. Proprio per questo il pastore Andrea Scagliotti ha organizzato con Ezio Maria Romano, il presidente della Federazione Italiana Cani da Guardia, un appuntamento di due giorni nel suo alpeggio in Valcenischia, sabato 15 e domenica 16 settembre 2018. Uno stage dedicato non solo agli allevatori di bestiame, ma anche a tutti gli appassionati del cane da gregge. Gli interessati possono contattarlo al 338.8721521, oppure avere maggiori informazioni a questo link: http://www.canidaguardia.com/news/dettaglio.aspx?id=189.

SCELTA DI VITA. Lasciarsi tutto alle spalle: una laurea, una brillante carriera dietro l’angolo, la certezza di un posto fisso, la possibilità di una vita comoda per inseguire il sogno di fare gli allevatori, a molti sembra impossibile, ma Andrea e sua moglie Silvia l’hanno fatto parecchi anni fa. Sono partiti con quattro mucche e qualche coniglio, oggi hanno più di 100 mucche, un gregge di pecore e un gregge di capre e producono vari tipi di formaggi che vendono sia ai privati che ai ristoranti.

D’estate trasferiscono il bestiame all’alpeggio di Pravareno, in Val Cenischia (To), seguendo i ripidi tornanti che da Venaus salgono su fino a Bar Cenisio, quasi al confine con la Francia. Ed proprio lì che quattro anni fa sono iniziati i primi problemi con i lupi. In quelle montagne ce ne sono ormai parecchi e non hanno pietà.

SOTTO ATTACCO. «La prima volta diciotto pecore sbranate – racconta Andrea -, eppure tenevamo il bestiame nei recinti con le reti elettrificate, come ci avevano detto gli esperti, avevamo i soliti cani da guardiania ma non sono serviti a nulla. Subito dopo, altre sedici pecore uccise e allora abbiamo portato giù gli ovini e lasciato nei pascoli solo più le vacche. L’anno dopo, peggio ancora, i lupi arrivavano anche di giorno, oppure si appostavano e, ad ogni nostro passaggio, perdevamo qualche pecora o agnello. Stavamo per lasciare definitivamente l’alpeggio, quando abbiamo conosciuto Ezio Maria Romano e, grazie a lui, oggi viviamo sereni, ma con altri cani, dei veri guardiani del bestiame, completamente diversi da quelli che avevamo e i lupi non si avvicinano più!».

SCELTA VINCENTE. «Io non voglio parlare di razze di cani – conclude Andrea Scagliotti -, dire quale sia meglio o peggio, voglio solo dire a tutti i pastori e malgari che da un cane da gregge ad un altro cane c’è un abisso e questo i lupi lo capiscono subito. Sono ormai due anni che non subiamo più predazioni e di lupi ce ne sono sempre di più, ma non si avvicinano. Una notte di qualche mese fa, avevamo legato i due maschi che abbiamo perché le femmine erano in calore, dopo poche ore avevamo già un branco di lupi dal recinto delle capre che cercava di entrare. Se non avessimo questi cani, su quella montagna avremo ormai perso tutto. Per questo abbiamo voluto organizzare un incontro, in modo che i pastori possano toccare con mano la nostra realtà, oltre che assaggiare i nostri formaggi!».

 

 

 

Buoni Pasto: fallita “Qui! Group”

Il tribunale di Genova ha dichiarato, il fallimento di Qui! Group la nota società di fornitura di buoni pasto. Sono ipotizzati debiti per “non meno di 325 milioni di euro”. Intanto l’Epat di Torino, che  esprime “estrema preoccupazione, ben cosciente dell’entità della sofferenza economica dei suoi associati verso la società”. A Qui! Group  a luglio era stata revocata da Consip la convenzione relativa al bando di gara sui buoni pasto 2016. Anche a Torino centinaia di bar e ristoranti vantano crediti per migliaia e migliaia di euro per i buoni pasti dei loro clienti (in particolare dipendenti del Consiglio regionale e di altri enti pubblici) che non sono stati rimborsati.

Per rilanciare la montagna

I Giochi olimpici invernali del 2026 potrebbero portare una boccata d’ossigeno alle nostre montagne, sempre più disabitate e vittime della desertificazione commerciale e produttiva. Nel frattempo – sperando che il sogno a cinque cerchi diventi realtà – è  stato pubblicato sul Bollettino ufficiale della Regione Piemonte il bando “Eventi e manifestazioni sul territorio montano”. Con tale intervento il settore regionale Sviluppo della montagna e cooperazione transfrontaliera destina 500 mila euro per il sostegno a iniziative di carattere locale che valorizzano e promuovono il territorio montano in ambito culturale, turistico e sportivo. Un aiutino, ma almeno si tratta di un segnale per le montagne. Il bando ammette al finanziamento le iniziative realizzate nel corso dell’anno 2018 con carattere di manifestazioni, eventi di promozione, convegni, studi, ricerche, rassegne e pubblicazioni, aventi quale filo conduttore la promozione della montagna piemontese. Escluse dalla possibilità di finanziamento le fiere, i mercati, i concerti e i raduni. Possono partecipare al bando gli enti pubblici, le associazioni e altri soggetti senza scopo di lucro. “Con questo bando – commenta l’assessore allo Sviluppo della montagna, Alberto Valmaggia – la Regione intende fornire il proprio contributo per la realizzazione di quelle iniziative ritenute valide per promuovere la bellezza e la cultura delle nostre montagne, riconoscendone l’importanza soprattutto in contrasto allo spopolamento delle terre alte”. La regione spiega che “la richiesta di contributo relativo all’evento non potrà essere superiore al 70% della spesa ammissibile, e comunque non superiore a 15mila euro e non inferiore ai mille. La stessa, redatta sull’apposita modulistica, dovrà essere trasmessa alla Regione Piemonte esclusivamente tramite posta elettronica certificata (PEC) entro e non oltre le ore 24 di venerdì 28 settembre 2018”.

***

Il bando e le relativa modulistica sono pubblicati sul Bollettino ufficiale della Regione Piemonte e, a breve, nell’apposita sezione “Bandi e finanziamenti”. Per informazioni è possibile contattare il settore Sviluppo della montagna e cooperazione transfrontaliera (corso Kennedy, 7 bis – 12100 – Cuneo) e-mail: montagna@regione.piemonte.it

Coccole per i bimbi al Maria Vittoria

​​​Arriva in Terapia Intensiva Neonatale una nuova esperienza di “Care”

 

Le coccole tra una mamma e il suo bimbo appena nato dovrebbero poter durare una vita. Non è stato cosi per Irene Settanta, drammaticamente stroncata lo scorso anno da un aneurisma cerebrale mentre ancora portava in grembo la sua piccola Emma Maria, salvata all’Ospedale Maria Vittoria, alla 32a settimana di gestazione, da una maratona in sala operatoria di Ginecologi, Anestesisti-Rianimatori e Neonatologi, protetta prima dal corpo della sua mamma e poi dall’incubatrice della Terapia Intensiva Neonatale.Un solo, unico abbraccio tra Irene ed Emma Maria. Immortalato da uno scatto privatissimo del papà Oscar, mentre una vita scivolava via e l’altra era appena iniziata. A un anno dalla tragedia, il messaggio di amore e speranza di Irene, che a 31 anni è riuscita a donare la vita alla sua bimba e un’altra vita a chi oggi vive grazie ai suoi organi, si rinnoverà quotidianamente nella Terapia Intensiva Neonatale del Maria Vittoria, grazie ai volontari dell’Associazione “Le Coccole di Mamma Irene”, prima esperienza del genere in Piemonte e tra le prime in Italia.

Creata dal marito e dalla sorella di Irene, con familiari, amici e personale sanitario, e fondata nel giorno del suo compleanno, il 12 giugno 2018, l’Associazione ha la mission di prendersi cura dei neonati e bambini ospedalizzati nati a Torino, a partire proprio dalla Terapia Intensiva Neonatale del Maria Vittoria, dove da novembre, dopo un corso di adeguata formazione curato dal personale medico e infermieristico del Maria Vittoria, con psicologi dell’Associazione -che si terrà al Centro Ciocatto dal 9 ottobre per un mese- i volontari, regolamentati da apposita convenzione, si prenderanno cura dei piccoli ospiti del reparto, su indicazione medica, con una presenza fatta di calore e di coccole, di momenti di  musica e lettura di favole e, soprattutto, di vicinanza. “Nella sofferenza per la perdita di Irene abbiamo provato tutti insieme a trasformare il nostro dolore in energia per incanalarla verso qualcosa di costruttivo – spiega Oscar Palladino, marito di Irene –“Le Coccole di Mamma Irene” vuole essere un aiuto concreto per neonati e bambini ricoverati, i cui genitori e familiari non possano, per varie ragioni, essere presenti con continuità».

«Sono numerose le evidenze scientifiche di come uno specifico accudimento del neonato, la cosiddetta “Care” neonatale, abbia effetti benefici sullo sviluppo neuro-comportamentale del neonato stesso, specie se ricoverato in Terapia Intensiva – spiega la Dott.ssa Patrizia Savant Levet, Direttrice Terapia Intensiva Neonatale del Maria Vittoria – Si tratta di un insieme di cure e attenzioni individualizzate rivolte al neonato,  prematuro e non, che riducono lo stress cui il piccolo è sottoposto, attenuando le stimolazioni visive e uditive, minimizzando le stimolazioni dolorose e favorendone il riposo, solo per fare qualche esempio. I volontari, accuratamente selezionati, avranno inoltre un ruolo importante nel sostegno dei genitori dei piccoli ricoverati e nell’intrattenimento di fratellini e sorelline. All’interno di questa associazione si va costituendo anche un gruppo di auto-aiuto per genitori di prematuri, con il coinvolgimento di altri genitori già passati attraverso questa forte esperienza».

«Questa iniziativa ammirevole sottolinea l’importanza dei valori della condivisione e della solidarietà nell’elaborazione anche degli eventi più tragici e si pone come un valore aggiunto nella Terapia Intensiva Neonatale e nell’Ostetricia del Maria Vittoria – commenta il Direttore Generale della ASL Città di Torino, Valerio Fabio Alberti – dove lavoriamo da anni secondo gli standard più all’avanguardia per un approccio globale al neonato, in un’ottica di continuità mamma-bambino, per assicurarne il benessere. Per i neonati più critici, nell’ambito della costante collaborazione tra Terapia Intensiva Neonatale, Neuropsichiatria Infantile e Fisiatria, si sta attuando il progetto di presa in carico del neonato e della famiglia già durante il ricovero in TIN, da parte di fisioterapiste dedicate, per creare una continuità tra ospedale e territorio, che faciliti la miglior risposta ai bisogni riabilitativi e abilitativi dei neonati. Anche in questo caso al Maria Vittoria si terrà un corso di formazione specifico, a fine novembre».​

A

Burger King raddoppia a Torino

 BURGER KING® ha aperto oggi il suo secondo ristorante torinese, in Corso Novara 5, che va ad aggiungersi a quello già presente all’interno del Parco Commerciale Dora di Via Treviso.

Il nuovo punto vendita si sviluppa su una superficie di 600mq e dispone di 120 posti a sedere e numerosi servizi dedicati alla clientela tra cui wi-fi gratuito, e i nuovissimi kiosk digitali per effettuare l’ordinazione in completa autonomia scegliendo tra le varie combinazioni possibili di tutte le proposte dei menu BURGER KING®. A questi si aggiungono anche tutti i servizi specificamente pensati per le famiglie e i più piccoli, come l’area giochi Playking interattiva e la possibilità di organizzare feste di compleanno. Con l’apertura sono stati creati 19 nuovi posti di lavoro, dipendenti tutti giovanissimi con un’età media di circa 26 anni, oltre a due manager e un direttore. Il nuovo ristorante di Torino rappresenta un’ulteriore occasione irresistibile per provare il gusto superiore delle proposte dei menù dei ristoranti Burger King®, che si distinguono per la carne cotta rigorosamente alla griglia, le porzioni sempre abbondanti, la freschezza delle verdure provenienti dai mercati locali e salse che rendono il sapore unico e inimitabile. Inoltre, l’alta formazione del personalegarantisce ai clienti del ristorante di usufruire di un servizio di qualità e di assaporare cibi preparati e cucinati al momentonel rispetto dei più alti standard sul controllo degli alimenti www.burgerking.itOrari al pubblico – Burger King Torino, Corso NovaraLunedì – Domenica: dalle ore 11.00 alle ore 24.00

Aiuti regionali per le fiere all’estero



Tre milioni di euro messi a bando dalla Regione Piemonte per il sostegno all’internazionalizzazione delle micro, piccole e medie imprese del territorio, attraverso l’erogazione di voucher per fiere all’estero

 

L’agevolazione consiste in un contributo a fondo perduto, per un importo massimo di 7 mila euro per la partecipazione a fiere in Paesi extraeuropei e 5 mila euro in Europa. Il bando, che riguarda fiere che si svolgono dalla data di apertura del bando e fino al 30 giugno 2019, è stato pubblicato questa mattina, giovedì 23 agosto, dal Bur, Bollettino Ufficiale della Regione Piemonte.

I fondi attuano il Por, Programma operativo regionale, del Fesr, Fondo europeo di sviluppo regionale 2014-2010, nell’ambito dell’Azione dedicata ai Progetti di promozione dell’export con lo specifico obiettivo di incrementare il livello di internazionalizzazione del sistema produttivo piemontese. Le attività e le funzioni relative alla gestione economico-finanziaria del bando e del procedimento di concessione ed erogazione dell’agevolazione sono state affidate dalla Regione a Finpiemonte Spa.

Le domande possono essere inviate a partire dalle ore 9 di  mercoledì 12 alle ore 21 di venerdì 21 settembre 2018. La procedura valutativa avverrà con una graduatoria su base meritocratica secondo i criteri indicati nel bando.

Per ricevere informazioni e chiarimenti sul bando e le relative procedure, è possibile contattare Finpiemonte Spa, tramite il form di richiesta presente all’indirizzo web, oppure chiamando il numero 011-5717777 dal lunedì al venerdì, dalle ore 9 alle 12.

Il bando, i moduli delle domande e le istruzioni per la compilazione sono reperibili ai seguenti link:
www.regione.piemonte.it/bandipiemonte/cms/avvisi/bando-il-sostegno-alla-internazionalizzazione-delle-imprese-del-territorio-attraverso-l

oppure

www.finpiemonte.it/bandi/dettaglio-bando/por-fesr-14-20-azione-iii.3b.4.1-internazionalizzazione-delle-imprese-attraverso-voucher-per-le-fiere-all’estero

 

R D – www.regione.piemonte.it

 

Aicad, un cane a guardia del tuo diabete

I cani hanno proprietà e capacità riconosciute da molti anni, anche dalla scienza che studia l’interazione tra animali ed il relativo beneficio psicofisico nell’essere umano. I cani d’allerta per persone che soffrono di diabete sono cani d’assistenza che riconoscono per tempo i sintomi di un’ipoglicemia e iperglicemia (valori bassi e alti livelli di zucchero nel sangue) e possono svolgere svariate attività a favore della persona che accompagnano come:

• Riconoscere i sintomi di un’ipoglicemia o iperglicemia e allarmare la persona affetta da 

diabete tramite una serie di segnali appresi, o nel caso di bambini, allertare i genitori sia di notte sia di giorno (specifico Programma Famiglia per allerta diabetica pediatrica e giovanile) • Andare a prendere, su comando, il misuratore glicemico (glucometro), zucchero d’uva (succo, Coca-Cola, ecc.) o anche la siringa d’emergenza (HypoKit) • Azionare l’interruttore della luce o un pulsante d’emergenza appositamente installato per persone che vivono da sole in modo da chiamare aiuto in caso di ipoglicemia grave • Essere un amico assolutamente fedele e trasmettere maggior sicurezza riguardo all’ipoglicemia (ad es. per genitori di bambini diabetici, in caso di disturbi percettivi o paura legati all’ipoglicemia oppure in caso di malattie avanzate correlate come la retinopatia) • Imparare dei compiti ben precisi adattati ai bisogni della persona diabetica, come aprire le porte… un cane giusto per la persona giusta, un team per tutta la vita! La preparazione del cane è lunga e particolare, tale che questa disciplina non si può comparare a nessun altra disciplina cinofila al momento utilizzata. Il protocollo che AICAD ha adottato per l’addestramento, arriva dagli USA, dal coach Debby Kay che negli anni, ha sviluppato un’esclusiva esperienza nel settore della ricerca cinofila in ambito medicale. Paolo Incontri formato professionalmente direttamente da Debby Kay, secondo un serio e approfondito processo addestrativo, secondo le norme guida del D.A.D.A. (Diabetic Alert Dog Alliance), dal 2015 prepara e segue famiglie e cani su tutto il territorio nazionale. La preparazione dei cani, non avviene a cliché, ma ogni caso viene studiato individualmente, anche con il supporto ed il coinvolgimento dei medici diabetologi pediatrici e non, e di altre figure professionali quali psicologi, se fosse richiesto.

***

Dal mese di agosto 2018 l’Associazione Italiana Cani Allerta Diabete aps ora è presente con le sue attività di formazione cani d’allerta medicale in ambito diabetico pediatrico, giovanile e adulti presso il Centro Cinofilo Etologico “Porta della Langa” via Langa 96, in località Carrù (CN). La scuola avrà competenze territoriali per il Piemonte, Valle D’Aosta e Liguria. Per informazioni: Paolo Incontri 351 9198 681 responsabile nazionale formazione AICAD aps http://www.aicad-italia.org/

 

“Non è vero che sono tornati i voucher”

Solidarietà al presidente nazionale della Confederazione italiana agricoltori, Dino Scanavino, è stata espressa dal presidente provinciale dell’Organizzazione di Torino, Roberto Barbero, dopo che sui voucher lo stesso Scanavino è stato oggetto di polemiche tendenti a screditarne l’operato davanti agli agricoltori. «Scanavino – osserva Barbero – ha semplicemente detto quello che altri hanno taciuto o voluto nascondere, e cioè che non è affatto vero che i voucher sono stati reintrodotti. In realtà, sono state soltanto apportate delle modifiche minimali al regime vigente del contratto di prestazione occasionale, un sistema burocratico complesso ed incompatibile con le tempistiche delle aziende agricole, come ha dimostrato il quasi nullo utilizzo di tale strumento da parte degli imprenditori agricoli. Festeggiare, come da altri è stato fatto, la reintroduzione dei voucher, vuol dire fornire una informazione sbagliata alle imprese agricole, generando aspettative destinate a deludere». Nulla a che vedere, insomma, con i “veri” voucher, concepiti e in origine promossi dalla stessa Cia come strumenti di regolamentazione semplificata e quindi di emersione di tipologie di attività occasionali e marginali svolte in agricoltura da figure non professionalizzate. «Se da una parte Cia ha sostenuto l’utilità dei voucher per un segmento residuale delle attività agricole – ha dichiarato Scanavino -, dall’altra ribadisce da sempre la necessità di individuare un regime ad hoc, come già esiste in altre paesi europei, che preveda semplificazioni soprattutto in ordine alla programmazione pluriaziendale della presenza dei lavoratori, nonché agli adempimenti in materia di sicurezza sul lavoro».

 

 

Politiche giovanili, passa il ddl

È passato  in giunta regionale il disegno di legge sulle politiche giovanili che ha come obiettivo quello di finanziare le associazioni di under 30, di sostenere la mobilità internazionale, di favorire la partecipazione attiva dei ragazzi piemontesi alla vita democratica del nostro Paese. Adesso approderà in Commissione consiliare. Un passo in più verso l’approvazione e il suo divenire legge. “Già in questi anni ho lavorato per rendere più attivi i centri di aggregazione, in tutto 60, abbiamo assegnato solo lo scorso anno più di 180mila euro di fondi regionali per il loro funzionamento. E nei prossimi mesi apriremo un bando per distribuire nuove risorse”, spiega l’assessora regionale alle Politiche giovanili, Monica Cerutti. Per l’attuazione della legge, se dovesse passare al vaglio del Consiglio,  sono previsti quasi 750mila euro nel triennio 2018-2020.

Ma quali sono i punti più salienti di questa norma voluta dall’assessorato, e che dovrebbe sostituire quella ormai obsoleta del 1995? Nel testo si prevede:

1 l’istituzione del registro delle associazioni giovanili. Chi si iscriverà potrà ricevere finanziamenti e ogni altro incentivo regionale previsto dalla presente legge. Se la norma sarà approvata, nel giro di qualche mese, il registro sarà attivo. Qui si potranno iscrivere le associazioni senza scopo di lucro, costituite in prevalenza da ragazzi, che si ispirano a principi di democrazia, uguaglianza, libertà;

2 l’impegno della Regione a favorire la partecipazione attiva dei giovani alla vita democratica del Paese, sostenendo gli enti locali che vogliano promuovere processi di e-democracy, open government e creare le condizioni affinché i giovani siano sempre più coinvolti nei processi decisionali, anche grazie alle nuove tecnologie;

3 l’impegno a promuove lo sviluppo di luoghi d’incontro per i giovani dove sperimentare e realizzare attività educative, artistiche, culturali, sportive, ricreative e interculturali;

4 l’impegno a rendere più facile l’accesso alle informazioni riguardanti il mondo giovanile: i siti degli Informagiovani saranno tutti collegati in rete e al Portale Piemonte Giovani. Qui si troveranno anche i siti delle associazioni giovanili e tutte le informazioni interessanti per il target di utenti.

5 È poi prevista la valorizzazione degli Youth worker, operatori che si occupano di animazione socio-educativa dei ragazzi. La Regione attiverà corsi per formare questi animatori socio educativi, le cui competenze saranno certificate.

6 La nuova norma intende anche favorire la mobilità internazionale. “La Regione promuove, – si legge nel testo – d’intesa con le amministrazioni europee, statali e locali preposte, le attività legate alla mobilità, in ingresso ed in uscita, delle persone giovani mediante le politiche del volontariato e degli scambi in particolare con i Paesi dell’Unione europea e con quelli dell’area del Mediterraneo, nonché su tutto il territorio regionale e nazionale, nei settori dell’istruzione, della formazione e della cittadinanza attiva”.

7 Sarà infine istituito presso la Presidenza del Consiglio regionale il Forum regionale giovani quale organismo stabile di riferimento, confronto e discussione tra le giovani generazioni, la Regione e gli enti locali.  

“In questi anni vi è stata, da parte delle istituzioni, minor attenzione alle politiche giovanili rispetto al passato. Di queste si è parlato solo in relazione al problema della disoccupazione, considerando secondario investire in politiche di cittadinanza attiva. Noi crediamo, invece, che sia importante farlo. Vogliamo puntare sui giovani, sono loro il nostro futuro. Con questo disegno di legge vogliamo prevenire atti di vandalismo e di noia, come quelli a cui abbiamo assistito nei mesi scorsi. A partire dal lancio di uova contro i cittadini di Moncalieri fino alle panchine distrutte a Villar Perosa”, commenta l’assessora regionale alle Politiche giovanili, Monica Cerutti. La Regione stessa ha coinvolto i giovani, nell’iter formativo del disegno di legge, raccogliendo durante un ciclo di incontri, i loro suggerimenti.