A sostegno delle associazioni straniere e miste sono in arrivo nuovi finanziamenti. La Regione ha messo a bando un primo stanziamento di 135mila euro che dovranno essere utilizzati da queste realtà per la diffusione di ogni informazione utile al positivo inserimento degli stranieri nella società italiana: a partire dai diritti e doveri, fino alle possibilità di un possibile reinserimento nel Paese di origine. In Piemonte oggi risiedono circa 423.506 cittadini e cittadine di origine straniera. Di questi 213.913 non sono comunitari, secondo i dati Istat dello scorso gennaio. Proprio per garantire un processo di inclusione ed evitare situazioni di conflitto per via di diverse culture, sempre alle associazioni è chiesto di portare avanti iniziative che favoriscano la conoscenza della loro tradizioni, espressioni sociali, religiose. Attraverso questi momenti i cittadini stranieri potranno spiegare anche le cause dei fenomeni migratori e fare un lavoro di prevenzione in grado di evitare le discriminazioni razziali o la xenofobia. “Tutto questo fa parte di un progetto più ampio. – spiega l’assessora all’Immigrazione, Monica Cerutti – Stiamo lavorando con i Centri di servizi al volontariato e con altre organizzazioni, all’interno di un progetto finanziato sul Fondo Asilo Migrazione Integrazione, per far in modo che siano loro i protagonisti e che gestiscano in prima persona la loro inclusione. Il nostro vuole essere un accompagnamento delle associazioni, che è stato preceduto dalla loro mappatura, affinché possano partecipare in maniera autonoma alla costruzione di una società interetnica. La nostra ambizione ė anche quella di raggiungere quei cittadini e cittadine, con i quali difficilmente le istituzioni difficilmente entrano in contatto”. Il contributo regionale per ciascun progetto sarà compreso tra i mille euro e i 10mila e non potrà essere superiore al 50% del preventivo della proposta presentata. A breve il bando sarà pubblicato sul Bollettino ufficiale della Regione.
Aria fresca e pulita negli uffici Iren
Le nuove tecnologie utilizzate innanzitutto per il benessere dei dipendenti: in tutte le sale riunioni sarà posizionato Clairy, l’innovativo prodotto che purifica l’aria sfruttando la capacità depurativa delle piante
La qualità dell’aria negli ambienti chiusi è fondamentale per la salute e il benessere: studi della World Health Organization (WHO) hanno dimostrato che l’inquinamento interno può essere 5 volte più elevato di quello esterno. Calcolando che ciascuno dei propri dipendenti passa circa 8 ore al giorno in ufficio, Iren ha voluto dare un segnale di attenzione, inserendo negli ambienti di lavoro Clairy, un innovativo prodotto, frutto del genio di tre giovani italiani, che consente di depurare l’aria potenziando la naturale capacità depurativa delle piante da appartamento. Clairy è all’apparenza un semplice vaso da fiori di design e di elevata qualità artigianale, ma contiene al suo interno una innovativa tecnologia che, incanalando l’aria verso le radici delle piante, ne aumenta le naturali capacità di fitodepurazione, fino ad arrivare, come certificato dai test di laboratorio, ad un abbattimento del 90% degli inquinanti. Interamente in ceramica, è inoltre dotato di sensori che rilevano la presenza di sostanze inquinanti nell’aria e misurano temperatura e umidità dell’ambiente, dati che, trasmessi su rete wi-fi, consentono il monitoraggio in tempo reale di questi parametri dal proprio smartphone al fine di migliorare la qualità dell’aria degli interni. Clairy è anche 100% Made in Italy, creato a mano dagli artigiani di Nove, provincia di Vicenza, presso il polo manifatturiero della ceramica d’eccellenza. “Siamo orgogliosi di poter mettere a disposizione prima di tutto dei nostri dipendenti una soluzione che contribuisce al benessere dell’ambiente di lavoro – ha dichiarato Massimiliano Bianco , AD Iren – Iren è da sempre attenta ai propri dipendenti, e ha realizzato in questi anni un esteso piano di welfare aziendale, oltre a numerose iniziative relative ai tempi di lavoro e alla valorizzazione delle diversità” “Non dimentichiamo inoltre – ha aggiunto Gianluca Bufo, AD Iren Mercato- che questa soluzione innovativa, è disponibile, in esclusiva, non solo per i dipendenti ma anche per tutti i clienti Iren, e si aggiunge alla vasta gamma di prodotti concepiti per semplificare la vita delle famiglie: dai prodotti per il risparmio energetico, alle soluzioni assicurative, alle soluzioni per la domotica”. “Abbiamo inventato questa tecnologia perché il nostro scopo era creare qualcosa che potesse migliorare la vita delle persone.” ha dichiarato il CEO di Clairy Paolo Ganis “Siamo molto orgogliosi di questa partnership con Iren, che condivide con noi questo obiettivo e che ha voluto credere in questa visione. Siamo sicuri che in futuro riusciremo a collaborare ancor di più per costruire un’esperienza di vita migliore per le persone; respirare aria più pulita in casa è il primo passo fondamentale.”

All’insegna dello slogan “#TorinoDiceBasta”, questa mattina si è formato un presidio di alcune centinaia di persone in piazza Castello. Una manifestazione spontanea, contro quello che viene definito “l’immobilismo e la decrescita voluti dall’amministrazione del Movimento 5 Stelle e della sindaca Appendino”. Una prova generale della marcia alla quale hanno dato adesione 42mila persone su Change.org, a sostegno della petizione sì Tav promossa dall’ex sottosegretario ai Trasporti Mino Giachino, che si terrà sabato 10 novembre, ancora in piazza Castello, con il supporto di Sì Torino va avanti, un gruppo Facebook con più di 25mila iscrizioni promosso da quattro donne manager torinesi.
(foto RC- il Torinese)
Recuperare un vecchio opificio, dare nuova vita ad una azienda tessile, riqualificare vecchie centrali idroelettriche, mulini, fornaci, stazioni, far rinascere vecchi siti industriali riportando vitalità e superando l’abbandono, creare una nuova esistenza e un’inedita realtà trasformandoli in poli museali o centri culturali. Di questo si occupa l’Archeologia Industriale, di riscoprire e rivitalizzare, con un approccio interdisciplinare che vede il coinvolgimento di architetti e ingegneri, vecchie glorie della nostra industria, passate celebrità della nostra produzione, molto spesso orfane di interesse e di utilizzo. Le origini di questa materia sono risalenti alla metà degli anni 50’ in Inghilterra, ma già a fine ‘800, primi del ‘900, nacquero le prime associazioni che si opponevano fortemente allo smantellamento dei monumenti industriali chiedendone invece la conversione e la riconsiderazione. L’interesse di questa disciplina si rivolge e studia perlopiù strutture del periodo che va da metà ‘700 ad oggi, occupandosi più raramente di costruzioni di periodi precedenti.
In Italia abbiamo molti risultati positivi e di successo grazie a questa attività tra cui la Centrale Montemartini, al quartiere Ostiense a Roma, diventata un modernissimo spazio espositivo, la Fornace Penna, a Scicli in Sicilia, utilizzata come set cinematografico per la serie del Commissario Montalbano, l’ex Villaggio Operaio, il Cotonificio di Crespi, in Lombardia, Patrimonio dell’umanità dell’Unesco peraltro ancora abitato, il Parco Geominerario in Sardegna, 3500 chilometri quadrati appartenenti ad 81 comuni tra cui, Sassari, Oristano e Nuoro, anch’esso riconosciuto dall’Unesco per la salvaguardia dei beni naturalistici e rilievi culturali. Anche il Piemonte vanta diversi risultati concreti di riqualificazione urbana, l’impegno profuso per il risorgimento di varie strutture industriali infatti ha dato i suoi frutti riportando nuova linfa a strutture come: il Lingotto, nell’omonimo quartiere, ex stabilimento della FIAT, oggi centro polifunzionale che attrae tantissima gente grazie agli eventi organizzati al suo interno. Il Villaggio Leumann a Collegno, realizzato da Pietro Fenoglio in stile Liberty, una vera e propria comunità che offriva ai suoi abitanti, gli operai del cotonificio, molti servizi assistenziali come una scuola, una cooperativa alimentare e perfino una palestra. All’interno è nato da qualche anno l’Ecomuseo sulla Cultura Materiale, ma oggi questo Villaggio è anche un centro d’esposizione e di attività teatrali. Molto importante e popolare è L’OGR – Officine Grandi riparazioni – un tempo dedicato alla manutenzione dei treni e oggi, grazie all’opera di recupero che ha vinto il Premio Urbanistica nel 2015, spazio espositivo, di intrattenimento e didattico del Politecnico. Come non citare infine Parco Dora, un esempio di “rigenerazione urbana e del “bene comune” presentato anche alla Biennale di Venezia.
Grazie anche all’AIPAI per il Patrimonio Archeologico Industriale, all’Associazione Archeologia Industriale e all’ACAI, Associazione Calabrese, che si occupano di ricerca, salvaguardia e conservazione del nostro patrimonio architettonico industriale, moltissime strutture e aree potranno essere riqualificate e rivissute, un’altra parte dell’eredità del nostro ricchissimo paese potrà essere riscoperta e riutilizzata sconfiggendo così negligenza, abbandono e degrado urbano.
Maria La Barbera
Nell’ambito del XVII Premio Biella Letteratura e Industria è stato assegnato anche il Premio Confindustria, giunto alla seconda edizione e istituito da Confindustria Piemonte per indagare attraverso lo strumento della narrazione le trasformazioni che investono il lavoro e l’impresa
Quest’anno, la giuria del Premio, espressione della vocazione produttiva dell’intero territorio regionale perché composta dai presidenti delle associazioni industriali piemontesi, ha scelto di assegnare il riconoscimento a Emanuele Felice, autore di Storia economica della felicità (Il Mulino). L’opera è una ricerca che si muove lungo l’idea di felicità nella storia, che arriva a coincidere, di fatto, con la realizzazione umana. «C’è una relazione – ha spiegato l’autore – tra lo sviluppo economico e i diritti umani». Lo scrittore è stato premiato con la seguente motivazione: «Molto coinvolgente e convincente è risultata l’idea di raccontare una storia che tenga insieme i fatti e le idee, le azioni e i pensieri e in cui la felicità risulta essere la chiave interpretativa del passato, cornice nella quale si rileggono tutti i fatti economici e politici. Il volume è una sintesi, peraltro molto efficace, della storia economica mondiale dalla preistoria ad oggi, in cui l’autore analizza l’evoluzione dell’etica e delle aspirazioni, sintetizzando quelle divenute prevalenti nelle varie epoche.Un testo importante e interessante, un testo che fa riflettere perché basato sull’identificazione delle possibilità offerte agli individui che vengono messe a confronto con le loro aspirazioni». L’autore sarà premiato in occasione della cerimonia conclusiva del XVII Premio Biella Letteratura e Industria, che si terrà presso la Città Studi Biella il 17 novembre.
Il Poli festeggia i 60 anni in corso Duca
Testimonianze dirette e documenti spesso inediti presentati in un seminario e una mostra per offrire più di uno spunto di riflessione sul ruolo che l’Ateneo ha svolto, svolge e potrà ancora svolgere nei processi di costruzione della città di Torino, tra XX e XXI secolo
Lunedì 5 novembre 2018
ore 10 Foto ufficiale davanti alla targa commemorativa
(ingresso Politecnico di Torino, Corso Duca degli Abruzzi 24)
A seguire – Seminario
(Sala Consiglio di Facoltà, Politecnico di Torino, Corso Duca degli Abruzzi 24)
Il 5 novembre 1958 il Presidente della Repubblica Giovanni Gronchi inaugurava i modernissimi spazi dedicati a ricerca e didattica: un seminario e una mostra svelano il filo rosso che collega i primi progetti di trasformazione dell’area ai grandi piani di sviluppo previsti per i prossimi anni grazie al progetto Masterplan. Parteciperanno al seminario “Il Politecnico di Torino e la costruzione della città nel Novecento: la sede di corso Duca degli Abruzzi nel sessantesimo anniversario della sua inaugurazione” il professor Carlo Olmo, storico e Professore Emerito del Dipartimento di Architettura e Design, il professor Rodolfo Zich,già Rettore del Politecnico di Torino e artefice del “raddoppio”, e il professor Antonio De Rossi, coordinatore del gruppo Masterplan. Modererà il professor Sergio Pace, referente del Rettore per i Servizi Bibliotecari, Archivistici e Museali; le conclusioni saranno a cura del professor Juan Carlos De Martin, delegato del Rettore per la Cultura e la Comunicazione. Interverranno il Presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino e il vicesindaco della Città di Torino Guido Montanari.
Se i pastori abbandonano le montagne
«Ci fa piacere che anche il Veneto stia promuovendo un disegno di legge per il contenimento del lupo, mentre in Piemonte, dove la presenza del predatore è la più consistente in Italia, la politica purtroppo non si è ancora mossa e non ha risposto alle nostre sollecitazioni. Sulle nostre montagne, se non si interviene per limitare i lupi, i pastori saranno costretti ad andarsene. Abbiamo bisogno di una legge che consenta di gestire i predatori, se occorre anche con dei piani di abbattimento, e non di tutelarli a tutti i costi, come avviene oggi, senza pensare alla reale salvaguardia dell’ecosistema, che certamente non può escludere l’uomo dall’ambiente». Così Gabriele Carenini, presidente regionale della Confederazione italiana agricoltori del Piemonte, a commento della notizia sull’iniziativa legislativa del Veneto, che peraltro segue quelle analoghe delle Province autonome di Trento e Bolzano e delle Regioni Valle d’Aosta e Toscana, impugnate dal Governo o in attesa del parere dell’Unione europea e dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale. «A maggio – aggiunge il presidente della Confederazione italiana agricoltori di Torino, Roberto Barbero – la nostra Organizzazione ha riunito a Fenestrelle centinaia di allevatori, insieme a parlamentari, consiglieri regionali e della Città Metropolitana, oltre ad amministratori locali, tecnici faunistici, ambientalisti e cacciatori, per fare il punto sull’emergenza lupo e tutti hanno convenuto che una soluzione vada trovata al più presto, riaprendo prima possibile il Tavolo del Piano lupo nazionale. Peccato che poi nessuno se ne sia fatto politicamente carico, a cominciare dalla Regione Piemonte, che sta con il lupo e fa finta di non vedere i danni irreparabili che il predatore causa alle aziende in montagna».
Due ordini del giorno per dire sì alla realizzazione del Tav: a maggioranza il Consiglio regionale del Piemonte li ha approvati oggi dopo le comunicazioni del presidente Sergio Chiamparino e in seguito a un acceso dibattito, che ha visto l’espulsione di tre consiglieri. I due Odg hanno come primi firmatari Domenico Ravetti(Pd) e Andrea
Tronzano (Fi). I documenti, con diverse sfumature, impegnano la Giunta regionale ad attivarsi con ogni mezzo possibile, nell’ambito delle proprie competenze, affinché il Governo italiano intervenga tempestivamente per impedire che i lavori dell’alta velocità Torino-Lione vengano bloccati. Favorevoli tutti i gruppi di maggioranza e opposizione, tranne Movimento 5 stelle e Movimento libero indipendente, mentre Leu non ha partecipato al voto.
Collegata all’Odg, è stata anche lanciata una raccolta firme pro Tav, lanciata da Gabriele Molinari (Pd) e sottoscritta da rappresentanti di tutti i gruppi, sempre con l’esclusione del M5s, Mli e Leu. Nella sua comunicazione, Chiamparino aveva sottolineato come l’opera sia “fondamentale non solo per il Piemonte ma per tutto il Nord Italia. Esiste la possibilità di ribaltare assetto attuale, che vede i porti italiani soccombenti rispetto a quelli del Nord Europa”. Secondo il presidente del Piemonte, l’ordine del giorno approvato in Comune, è “uno schiaffo alla città che lavora”. È importante, ha affermato
Chiamparino, che nel progetto non si tagli fuori Sito e che non si facciano passare ogni minuto treni lunghissimi a fianco delle case. Sono intervenuti nel dibattito rappresentanti di tutti i gruppi. Ravetti, nel presentare il suo Odg, ha ricordato che “oltre 200 imprenditori ieri hanno partecipato al presidio davanti al Comune per dire sì al Tav”.
***
IL DIBATTITO
Francesca Frediani (M5s) ha sottolineato che presto il tema Tav sarà superato in positivo e ci si libererà di un’opera inutile per fondate ragioni non ideologiche.
Tronzano (Fi), ha detto che in Consiglio comunale, schieratosi contro il Tav, è morta la città del fare, anche per le grandi ambiguità del centro sinistra.
Benito Sinatora (Lega) ha affermato che sul tema il suo partito non è mai stato ambiguo, avendo sottoscritto un documento unitario in cui s’appoggiava il Tav.
Mario Giaccone (Cpp) ha ricordato che le buoni ragioni non stanno mai da una sola parte, ma bisogna tenere conto della posizione unitaria di imprenditori e sindacati che dicono sì al Tav.
Per Gianluca Vignale (Msn) il Tav è una grande grande opportunità per il Piemonte e potrà migliorare la stretta correlazione economico-industriale tra Italia e Francia. Secondo Marco Grimaldi (Leu) ha argomentato che se il governo taglia il Tav, almeno una piccola parte dei fondi sia utilizzata subito per la seconda linea della metropolitana torinese. Stefania Batzella (Mli), ha ribadito la sua contrarietà all’opera e stigmatizzato i toni della discussione avvenuta in Aula.
Il Punto sui Mercati Azionari
Credo sia arrivato il momento di provare a riflettere su dove siano arrivati i principali mercati azionari internazionali e quello italiano, anche a fronte degli ultimi movimenti dei prezzi e degli scenari politici.
Partiamo da un grafico.
Quello dell’indice che racchiude in se l’andamento di tutte le Borse del mondo.
Come si evince dopo anni di ampi rialzi, pare che ora ci siano i primi segnali di scricchiolamento o inversione del trend rialzista primario che parte da inizio 2009. Si può vedere come la base che lo ha sempre supportato (linee blu) sia stata rotta durante l’ultimo mese.
Inoltre, per chi mastica un po’ di analisi tecnica, si è presentata una figura di doppio massimo, accompagnato anche da un “divergenza” sull’ultimo massimo dell’indicatore (RSI a 14 periodi). Il secondo massimo sui prezzi si è realizzato in concomitanza di un massimo più basso da parte dell’indicatore; tipico segnale di indebolimento del trend in essere! Tuttavia non si può escludere un leggero recupero nel breve periodo, che però potrebbe rappresentare non una ripartenza del trend rialzista di lungo periodo, ma solo un rimbalzo all’interno di un nuovo trend ribassista che potrebbe essere in fase di formazione (nella peggiore delle ipotesi); o una correzione più ampia del trend rialzista secondo una ipotesi meno pessimista. In ogni caso, in ottica di medio periodo, la discesa non parrebbe essere terminata, spingendoci ad assumere posizioni prudenti sul comparto azionario internazionale. L’indice, dagli attuali 1537, potrebbe scivolare prima verso le 1350 ed in seguito (qualora fosse violato anche questo livello) in direzione delle 1200.
Passiamo ora ad analizzare alcuni dei principali indici Europei.
Per capire se l’analisi di cui sopra trova conferme o smentite.
Iniziamo dall’indice Dax che rappresenta l’andamento della Borsa Tedesca.
Anche qui vediamo che il trend rialzista è stato “segnato” (rottura della linea blu sottile).
Anche qui si sta completando una figura di Testa e Spalle ribassista.
Anche qui, al di là di un possibile rimbalzo dei prezzi nel breve periodo (verso le 11700/900), appare probabile una continuazione della discesa nel medio periodo verso la fascia di prezzo 9000/8000. Prezzi attuali 11200
Passiamo ora all’Indice EuroStoxx 50.
Purtroppo né durante il 2015 né durante il 2017 l’indice è riuscito a spingersi sopra la linea rossa spessa che rappresenta la congiunzione dei massimi del 2000 e del 2007. Evento che avrebbe fornito un ulteriore deciso segnale di forza, permettendo la continuazione del trend rialzista partito dai minimi del 2011/2012. Viceversa i corsi si sono spinti sotto la linea blu sottile fornendo, anche su questo indice, un nuovo segnale di debolezza. Obiettivo del movimento (sempre al di là di possibili recuperi di breve periodo), sono prima l’area 2650/2550 ed in seguito l’area 2000 (prezzi attuali 3134 e possibili recuperi di breve periodo verso le 3300/400).
Terminiamo l’analisi degli indici internazionali con un grafico della Borsa Statunitense, l’indice S&P500.
Su questo grafico mi limito a dire che si commenta da solo.
L’ultima analisi la facciamo sul mercato azionario italiano attraverso l’indice FTSEMib
Tra i mercati analizzati, per assurdo, è ancora quello che non ha dato un vero e proprio segnale di debolezza di medio periodo. Ma non facciamoci ingannare, è anche quello che è salito meno negli anni passati, oltre alle decise perdite delle ultime settimane, dopo il buon recupero messo a segno tra metà 2016 e l’inizio del 2018.
L’indice pare intrappolato all’interno di un ampio movimento laterale compreso tra le due linee Blu di area 24000 e 18400, livello testato proprio venerdì 26 ottobre!
Il test e per ora la tenuta delle 18400 rafforza la possibilità di un nuovo recupero nel breve periodo. Recupero che potrebbe anche spingersi verso l’area 20000.
Viceversa nuove discese sotto le 18400 potrebbero aprire la strada ad ulteriori indebolimenti prima verso le 16000/15000 ed in seguito in direzione dei minimi del 2009 e del 2012 a 12300, vanificando tutto il rialzo espresso da tale data a maggio 2018.
***
Conclusioni:
1) non possiamo non considerare gli ampi recuperi messi a segno dai principali mercati internazionali negli ultimi anni. Evento che, di per se stesso, potrebbe avere come conseguenza una correzione del tutto fisiologica degli stessi.
2) il mercato statunitense ha amplificato tali recuperi, portandosi in una condizione di possibile eccesso.
3) le turbolenze politiche, sotto gli occhi di tutti, nell’area Euro.
4) importanti fattori di incertezza che si avranno nel 2019: fine del QE da parte di Draghi, sua sostituzione alla guida della Banca Centrale Europea, elezioni politiche europee.
5) un’eventuale disgregazione dell’area Euro per ora non la voglio considerare. Direi che i primi 4 punti già possono bastare.
Al di là delle analisi puramente tecniche evidenziate sopra, sono tutti fattori che dovrebbero spingere ad una decisa prudenza! Fermo restando che, in ottica di più breve periodo e dopo le non trascurabili recenti discese, non si possano escludere rimbalzi tecnici che, per il momento, sarebbero da interpretare più come occasioni di vendita che di vero recupero.
Andrea Savio
(Trader indipendente e formatore)
Il modulo pilota della “serra 2020” di GHZERO è in corso di realizzazione all’interno dell’Istituto Tecnico Agrario Statale G.Bonfantini di Novara. Il termine dei lavori è previsto per dicembre 2018 mentre l’inizio della coltivazione è prevista per febbraio 2019, al suo interno troveranno spazio sperimentazioni
di colture
GHZERO S.r.l. è una start up innovativa, di recente costituzione (maggio 2018) con una forte «anima» novarese, l’idea embrionale risale all’ottobre del 2017 da un confronto tra Luca Bertolino, agronomo e docente, Massimiliano Caligara, responsabile chimico di laboratorio presso una importante azienda e presidente di un circolo di Legambiente, Fabrizio Barini, responsabile New Business Development Intermonte Sim. Il core business aziendale è rappresentato dalla realizzazione e commercializzazione di serre mobili innovative (il modulo è denominato « serra 2020 » ) nel campoagricolo ( frutta , verdura , canapa ) e florovivaistico, con l’ausilio di tecnologie (in particolare con LED) che permettano una produzione maggiore e indipendente dalle condizioni ambientali esterne alla serra. La compagine societaria vede la presenza dell’azienda fornitrice della tecnologia la Elmo s.r.l., della società che si occuperà della parte impiantistica e realizzativa la Sail Group E.E.R. s.r.l. e di altri soci personali che portano in dote il loro importante bagaglio di conoscenze ed esperienze nel campo tecnico, commerciale e finanziario.
Il modulo pilota della “serra 2020” è in corso di realizzazione all’interno dell’Istituto Tecnico Agrario Statale G.Bonfantini di Novara. Il termine dei lavori è previsto per dicembre 2018 mentre l’inizio della coltivazione è prevista per febbraio 2019, al suo interno troveranno spazio sperimentazioni di colture. La validazione dei dati da parte del CREA è prevista per l’autunno 2019. E’ stato stilato un accordo quadro con la Provincia di Novara e l’istituto scolastico superiore, la sperimentazione vedrà il coinvolgimento degli alunni/e attraverso un specifico percorso di Alternanza Scuola-Lavoro.
***
CARATTERISTICHE
La “Serra 2020” è un modulo assemblabile in loco, facilmente trasportabile (le misure permettono la mobilità su strada e/o aereo cargo, container via nave). Le dimensioni possono variare in base alle richieste e alle esigenze del cliente anche rispetto alle colture coltivate (le dimensioni del modulo del Bonfantini sono: larghezza 10 m, lunghezza 10 m e altezza 3 m). Il concept innovativo del modulo, rispetto alla coltura idroponica “tradizionale” è da ricercarsi nell’automazione del controllo dei processi nutrizionali e del PH che consentiranno, abbinati ai led intelligenti di poter coltivare in modo intensivo, riducendo gli spazi tra le piante e farlo
contemporaneamente su diversi piani.
PUNTI DI FORZA
– Aumentare l’efficienza delle concimazioni grazie ad una alta resa fotosintetica.
– Riduzione degli agrofarmaci, essa è concepita come una sala di coltivazione asettica e isolata da ambienti o agenti “pericolosi”, inclusi l’uomo.
– Assemblare più moduli con possibilità di adattarli velocemente a terreni o luoghi disagevoli, stante l’alta versatilità e mobilità.
– Possibilità di utilizzare il modulo come un laboratorio “sperimentale” da
parte di aziende all’interno di aree urbane.
– La luce naturale non è più vincolante per la produzione, possibilità di installazione in capannoni, aree dismesse, in luoghi con situazioni ambientali difficili (inquinamento, condizioni climatiche estreme).
– Risparmio dell’acqua di coltivazione con metodi idroponici ovvero aeroponici, isolamento biologico della serra e conseguente riduzione della proliferazione di muffe, batteri.
– Le tecnologie adottate nel modulo contribuiscono alla riduzione delle emissioni di CO2 in atmosfera e permettono il controllo i tutti i fattori produttivi (UTR+S).
TARGET DEI CLIENTI
– Paesi dove non è possibile mettere in essere la coltivazione massiva per caratteristiche morfologiche e climatiche del territorio.
– Organizzazioni internazionali e Ong che hanno lo scopo di aiutare i Paesi in via di sviluppo, i campi profughi, di accoglienza e progetti di sviluppo e cooperazione internazionale.
– Privati, pmi che vogliono recuperare-riconvertire aree industriali, zone abbandonate, capannoni e/o sviluppare progetti all’interno di abitazioni private come palazzi, grattacieli.
– Forze armate di vari Paesi, per la logistica e l’approvvigionamento
alimentare, ad esempio per missioni di peacekeeping all’estero.
– Aziende agricole, agroalimentari interessate a produzioni H24.
– Catene della grande distribuzione, acquirenti alimentari e di filiera controllata, per le seguenti motivazioni:
– Riduzione dei costi di trasporto o di logistica.
– Possibilità di creare più metodi di coltivazioni con richieste di alimentazioni particolari (esempio: diete per malati oncologici).
***
PARTNERSHIP E COLLABORAZIONI IN CORSO
Istituto Tecnico Agrario G. Bonfantini, Provincia di Novara, Gruppo Giovani Imprenditori del VCO, Acqua Novara VCO Spa, Città del Bio, XAFIN SA, Bassi Spa, Istituto per la Cultura e gli Studi Cinesi, Associazione Acmos, CIPMO, Fondazione Benvenuti in Italia, Pandarica, Studimpresa Spa, Parco Scientifico Tecnologico Per L’Ambiente Environment Park. Con il sostegno al progetto del modulo pilota da parte di Legambiente, Nova Coop e con la valutazione in corso di Assessorato all’Agricoltura Regione Piemonte, Gruppo Valagro Spa, Comoli Ferrari Spa. Per informazioni: info@ghzero.com

















